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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di giovedì 19 febbraio 2026

di Luigi Mastrodonato

lucysullacultura.com, 19 febbraio 2026 Retaggio del regime fascista, le case lavoro sono numerate strutture del nostro Paese in teoria dedicate a chi ha commesso particolari reati. Nella realtà dei fatti, chi entra in questi luoghi, spesso per ragioni di condotta, non sa quando ne esce e le condizioni in cui versano i detenuti sono durissime e inumane. Per qualche giorno, lo scorso novembre, in Italia si è parlato di case lavoro. È successo dopo che Elia Del Grande, 50 anni, è scappato dalla struttura di Castelfranco Emilia in cui si trovava internato. Del Grande nel 1998 aveva ucciso a colpi di pistola i genitori e il fratello a Cadrezzate, in provincia di Varese. Fu condannato a 30 anni di carcere e nel 2023, dopo averne scontati oltre ventisei, è tornato in libertà vigilata. Si è trasferito in Sardegna, ha trovato una compagna, ha ottenuto un lavoro. Ha iniziato quel faticoso percorso di reinserimento sociale dopo avere espiato la sua lunga pena, proprio come vorrebbe la Costituzione. Fino a settembre 2025, quando un magistrato di sorveglianza ha ordinato il suo internamento in una casa lavoro.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 19 febbraio 2026 Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha finalmente rotto il silenzio sul caso di Luca Finocchiaro e sulla polveriera di Rebibbia, un caso reso pubblico per la prima volta grazie alle pagine del “diario di cella” di Gianni Alemanno. Ma lo ha fatto con la freddezza di chi guarda le carte e non le persone. La sua risposta all'interrogazione del deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, è un esercizio di equilibrismo burocratico: da una parte riconosce che il detenuto stava portando avanti un percorso eccezionale, dall'altra giustifica il suo allontanamento forzato come un atto dovuto per la “sicurezza”. In tutto questo lungo elenco di commi e procedure, però, manca il dato più importante: il ministro non dice una parola sul collasso di Regina Coeli che ha trasformato Rebibbia in un imbuto impraticabile.

 

di Giovanni Bianconi e Monica Guerzoni

Corriere della Sera, 19 febbraio 2026 L'appello al “rispetto vicendevole” su giustizia e referendum. Il riferimento, senza fare nomi, alle parole del Guardasigilli Nordio. La moral suasion era nell’aria da giorni, ma pochi nel mondo politico e giudiziario si aspettavano il “blitz” a una riunione del Consiglio superiore della magistratura, e i toni severi usati dal capo dello Stato. Quanto grave sia per Sergio Mattarella lo scontro istituzionale che infiamma la campagna referendaria - arrivando a coinvolgere l’organo di autogoverno delle toghe che presiede - lo ha sottolineato lui stesso, ricordando che in undici anni di Quirinale mai aveva presenziato ai “lavori ordinari” del Csm. Se lo ha fatto, è perché ha avvertito la necessità e l’urgenza di porre un argine per ripristinare, prima che sia tardi, gli equilibri democratici e costituzionali.

 

di Simona Musco

Il Dubbio, 19 febbraio 2026 Il Capo dello Stato interviene in plenum per difendere il Consiglio ma anche per chiedere a tutti toni più civili. In undici anni di permanenza al Quirinale, non era mai accaduto. Sergio Mattarella, per indole e stile, ha sempre preferito il silenzio operoso delle stanze del Colle o i discorsi ufficiali, evitando di occupare fisicamente gli scranni di Palazzo Bachelet se non per cerimonie solenni e straordinarie. Eppure, di fronte a una tensione istituzionale che ha rischiato di trasformarsi in una collisione senza ritorno, il Capo dello Stato ha deciso di varcare la soglia del Consiglio superiore della magistratura per presiedere l’avvio del plenum ordinario.

 

di Antonio Polito

Corriere della Sera, 19 febbraio 2026 Il pericolo di una deriva faziosa. Mattarella al Csm. Riforma della giustizia, confronto ma con il senso del limite. “Rigore è quando arbitro fischia”. Questo motto, reso molto popolare nel mondo del calcio dall’elementare italiano di un simpatico allenatore straniero, è perfetto per spiegare il senso dell’inusuale intervento di Sergio Mattarella alla riunione del Csm. È un modo per dire: basta litigare, mettiamo fine alle polemiche, e rispettiamo ciascuno i propri ruoli. Ce n’era bisogno. Si era superato il limite. È molto chiaro il primo destinatario del rimprovero: il governo, alias il ministro di Giustizia Nordio, il quale qualche giorno fa aveva parlato di un “sistema para-mafioso” imposto dalle correnti nel Csm.

 

di Danilo Paolini

Avvenire, 19 febbraio 2026 Con la richiesta di “rispetto” per il Consiglio superiore della magistratura, espressa in prima persona dal capo dello Stato, il presidente della Repubblica ha fatto un vero e proprio compendio dell'alfabeto istituzionale. A Sergio Mattarella non difettano certo la fermezza e la chiarezza. E il messaggio che ha voluto mandare ieri è arrivato forte e chiaro a tutti i destinatari, che non sono pochi. Forte e chiaro sia per le modalità, sia per i contenuti scelti per esprimerlo. Il capo dello Stato lo ha infatti inviato non dal Quirinale, ma dal plenum del Consiglio superiore della magistratura (di cui la Costituzione gli affida la presidenza) convocato in seduta “ordinaria”. Non era mai accaduto nei suoi undici anni al Colle, durante i quali Mattarella ha presieduto a Palazzo Bachelet solo le assemblee plenarie straordinarie.

 

di Alessandro De Angelis

La Stampa, 19 febbraio 2026 Secondo la grammatica di una volta, Carlo Nordio non se la sarebbe cavata con un comunicato di circostanza sul discorso di Sergio Mattarella, come se riguardasse altri e non ne fosse il destinatario principale. Si sarebbe posto, nell’ambito di un imbarazzo condiviso nel governo, il tema del suo passo indietro. L’uscita del capo dello Stato a difesa del Csm è davvero senza precedenti. Ed è stata determinata dall’accusa di “metodi mafiosi” da parte - anche qui senza precedenti - di un guardasigilli in carica. Che, per i successivi tre giorni, non ha trovato occasione per correggersi, né è stato spinto a correggersi o redarguito.

 

di Giovanni M. Jacobazzi

Il Dubbio, 19 febbraio 2026 Saranno attivati nei prossimi giorni, su tutto il territorio nazionale, i 36 Centri per la giustizia riparativa, nuova rete di servizi prevista dalla riforma introdotta con il decreto legislativo 150 del 2022. La giustizia riparativa si configura come una forma di giustizia complementare, basata su un incontro libero, volontario e consensuale tra vittima e autore del reato, facilitato da un mediatore esperto, figura terza, imparziale e qualificata. Il dialogo, che può avvenire in modo diretto o indiretto, si svolge in un contesto riservato e mira a far emergere bisogni, conseguenze e possibilità di riparazione.

 

di Raffaella Tallarico

gnewsonline.it, 19 febbraio 2026 “Perdono è la parola che apre il capitolo, non quella che chiude il libro”. A dirlo è Pumla Gobodo-Midikizela; psicoterapeuta e professoressa all’università di Stellenbosch, è tra le protagoniste del primo esempio di giustizia riparativa nel panorama giuridico internazionale: il processo di pacificazione in Sud Africa dopo l’apartheid. In un Paese ferito dalla persecuzione razziale della componente bianca verso quella nera, l’attività della Truth and Reconciliation Commission traccia una nuova, possibile via di convivenza nel Paese basata, appunto, sul perdono.

 

di Fiorenza E. Aini

gnewsonline.it, 19 febbraio 2026 “Una conferenza stampa si fa per annunciare quello che si ha intenzione di fare, noi la facciamo per dimostrare che abbiamo realizzato qualche cosa”. È così che questa mattina il Viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto ha avviato la conferenza stampa che si è tenuta presso il Ministero per presentare i risultati raggiunti in tema di Giustizia Riparativa. La giustizia riparativa è un approccio al reato che si concentra sulla riparazione del danno arrecato alla vittima e alla comunità, promuovendo il dialogo e la responsabilizzazione attiva dell’autore del reato, anziché la sola punizione. Complementare al sistema penale, facilita incontri tra le parti con l’aiuto di un mediatore per guarire le relazioni e superare il conflitto. Si parla dunque di percorsi alternativi di giustizia, paralleli e non sostitutivi di quelli tradizionali e possibili solo con il libero consenso di tutte le parti.

 

Il Dubbio, 19 febbraio 2026 La Fns Cisl avverte sull’aumento di detenuti: “Per un 41-bis servono fino a 15 agenti per un trasferimento sanitario”. Il 24 febbraio mozioni in Consiglio, il 28 manifestazione a Cagliari. Il punto, dicono, non è fare polemica. È evitare che un trasferimento massiccio di detenuti sottoposti al 41-bis si trasformi in un problema di sicurezza operativa e di tenuta sanitaria per le carceri e per chi ci lavora. A lanciare l’allarme è la Fns Cisl Sardegna, con il segretario generale Giovanni Villa, che mette l’accento su una questione molto concreta: “Per l’arrivo di altri detenuti al 41bis in Sardegna ci battiamo perché la Polizia penitenziaria abbia risorse, organico, mezzi e reparti ospedalieri”.

 

di Ilaria Dioguardi

vita.it, 19 febbraio 2026 Nella notte tra il 14 e il 15 febbraio Consuelo, una trentasettenne detenuta nella Casa di reclusione veneziana della Giudecca, si è tolta la vita. È l'ottavo suicidio del 2026. “Il giorno dopo sono andata a trovare le donne in carcere: quella tragedia non riguarda solo loro, era necessario dirglielo”, afferma la scrittrice Giulia Ribaudo, che nell’istituto da dieci anni tiene corsi di scrittura. Per far sentire la vicinanza di chi sta fuori, l'associazione Closer invita a un presidio sull'isola, con delle luci, nella sera del 19 febbraio. “Vi abbraccio, sono qua perché fuori ho pensato che fosse giusto venire, stare con voi”.

 

anconatoday.it, 19 febbraio 2026 Numerosi giovani under 30 tra i partecipanti, le dirette online seguite anche da altri Paesi europei hanno superato le 1.200 visualizzazioni. Il corso è stato promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV. Si è concluso il 14 febbraio il percorso di formazione “Essere presenza nel mondo del carcere”, promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV insieme a i volontari delle Marche dell’associazione. Oltre cento iscritti provenienti dalle regioni italiane, giovani under 30 e volontari con esperienza consolidata, hanno preso parte a un ciclo formativo, seguito anche da altri Paesi europei grazie alle dirette online che hanno superato le 1.200 visualizzazioni.

 

di Miriam Paola Agili

italianotizie24.it, 19 febbraio 2026 Nelle carceri si costruisce si costruisce il futuro. Chi sconta una pena non è detto che debba scontarla anche dopo, quando la cella si chiude alle spalle. La società ha il dovere di accogliere chi ha pagato il suo debito. Rieducare è la parola scritta nell’articolo 27 della Costituzione e di programmi messi in atto nei penitenziari italiani ce ne sono. L’impegno di volontari, organizzazioni laiche e cattoliche è fuori discussione. Le organizzazioni imprenditoriali ed economiche, in verità, dovrebbero fare di più, ascoltando anche appelli solenni come quelli del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella o di Papa Francesco, prima e di Leone XIV, oggi.

 

di Martina Capovin

Il Dolomiti, 19 febbraio 2026 A 15 anni pianificava l'omicidio di un senzatetto con una setta neonazista, ora è uno studente modello. Oggi 16enne, il giovane era finito incastrato da una setta nel dark web, costruiva ordigni e progettava violenze sui più fragili. ora frequenta una scuola ad indirizzo agrario ed è uno studente modello. Da membro di una setta che pianificava attentati e omicidi ad agricoltore, da satanista, neonazista, suprematista a 16enne pentito che cerca di costruirsi un futuro lontano da tutto quello che ha conosciuto in giovanissima età. Il percorso di recupero del sedicenne della Val d'Isarco, che venne arrestato poco più di un anno fa con accuse pesantissime legate al terrorismo internazionale ha segnato un punto di svolta decisamente positivo: attualmente detenuto in un istituto minorile del sud Italia ...

 

La Sesia, 19 febbraio 2026 Le considerazioni delle consigliere regionali Pd Simona Paonessa ed Emanuela Verzella. “Nella giornata di martedì 17 febbraio abbiamo svolto una visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Vercelli, dove siamo state accolte con grande disponibilità dal direttore Giovanni Rempiccia, dal comandante Mirko Trinchero e da tutto il personale impiegato nella struttura. Personale che, va detto, lavora quotidianamente in condizioni molto complesse e sotto organico, come in praticamente ogni Istituto Carcerario”: lo affermano le consigliere regionali del Pd Simona Paonessa ed Emanuela Verzella.

 

di Daniele Lettig

rainews.it, 19 febbraio 2026 Nell'ambito del progetto Terra Forte promosso da Oikos che ha fatto tappa anche nella casa circondariale cittadina. Conoscere per capire, e per contrastare i pregiudizi da un lato, i rischi di radicalizzazione dall’altro. Questo lo spirito del progetto Terra Forte - territorio e radicalizzazione formazione e testimonianza, che ha visto il suo appuntamento conclusivo nella Casa circondariale di Udine. Una iniziativa organizzata dall’associazione Oikos su due binari paralleli. Una serie di incontri nei comuni di Cervignano, Fagagna, Palmanova, Udine e Terzo d’Aquileia, con domande libere su tutte le questioni legate ai fenomeni migratori.

 

radiogold.it, 19 febbraio 2026 Si intitola “Memento Carceri - Sovraffollamento carcerario e funzione rieducativa della pena” l’incontro pubblico in programma il 25 febbraio alle 21 al Salone ex Taglieria del Pelo in corso XX Settembre 6. L’iniziativa, promosso dal partito Ora!, propone un confronto aperto sul sistema penitenziario tra sovraffollamento, suicidi e condizioni difficili negli istituti. Al centro del dibattito anche la trasformazione del carcere San Michele in 41-bis. “Il sistema carceri nasconde disagio e povertà sotto al tappeto, ma tra suicidi e condizioni difficili è pronto a scoppiare. Ora risponde con investimenti in strutture moderne, formazione e misure alternative per fermare la recidiva e razionalizzare l’uso delle risorse pubbliche” si legge nella presentazione dell’evento.

 

di Patrizio Gonnella

Il Manifesto, 19 febbraio 2026 L’utopia mediterranea di Valeria Verdolini (Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà, add editore, pp. 248, euro 18) si riconnette al pensiero meridiano del compianto Franco Cassano, nonché alla storia dirompente del progetto abolizionista di Franco Basaglia. D’altronde, c’è un filo rosso che lega Bari e Trieste: godono entrambe della possibilità di far sprofondare lo sguardo verso il confine tra il cielo e il mare. Studiosa e attivista, l’autrice ci conduce dentro le forme della violenza istituzionale, non limitandosi a stigmatizzarle, bensì offrendoci coraggiosamente la speranza di una via d’uscita.

 

di Roberto Ciccarelli

Il Manifesto, 19 febbraio 2026 Scaffale “Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà” (add editore). L’abolizionismo è una politica fondata su un doppio movimento: il rovesciamento del potere attraverso la resistenza attiva e la creazione di nuove norme e di nuove forme di convivenza ispirate all’autonomia relazionale. Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà (add editore, 245 pp., 18 euro) di Valeria Verdolini è un manifesto politico molto intenso che si muove tra la ricerca accademica e l’impegno dell’autrice che è anche la responsabile di Antigone Lombardia. “Abolire l’impossibile” indica una politica della liberazione che ha come oggetto ciò che nel presente è definito, appunto, impossibile. Si pensi alla naturalità con cui veniva percepita la schiavitù prima della sua abolizione.

 

di Andrea Ceredani

Avvenire, 19 febbraio 2026 Gli esperti definiscono il fenomeno “white flight”, fotografando così la tendenza delle famiglie italiane a iscrivere i figli nei quartieri centrali delle grandi città, lontani dalle periferie ad alto tasso di presenza straniera. “Così nascono sempre più classi ghetto e il tessuto sociale si strappa”. Nella Circoscrizione 5 di Torino, circa il 30% dei giovani in età scolastica ha cittadinanza straniera ma, entrando nelle scuole del quartiere, pare che gli studenti non italiani siano molti di più: in certe classi rappresentano la quasi totalità degli iscritti. Quel quartiere, Vallette, ha iniziato solo negli ultimi decenni a essere abitato da cittadini di moltissime nazionalità diverse.

 

di Alessandro Bernardini

Il Domani, 19 febbraio 2026 La morte di una madre come liberazione. È strano anche solo scriverlo. La sua liberazione e quella di chi le è stato accanto nella malattia che hanno avuto a che fare con un Sistema sanitario nazionale completamente smantellato. Una malattia che ha fatto parte della sua vita adulta come una compagna feroce. Un’occupazione violenta che si è nutrita del suo corpo nonostante la resistenza, le cure, le speranze. Mia madre è morta in casa il 2 gennaio scorso. La sua morte è stata (ed è) un grande dolore per me e per i miei familiari. Ma è stata anche una liberazione. Una parola bellissima.

 

agensir.it, 19 febbraio 2026 Una “netta contrarietà” e una “profonda preoccupazione” per le norme contenute nel Ddl sull’immigrazione varato dal Consiglio dei ministri. Le esprime oggi il Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca) secondo cui “le misure annunciate - dalla riduzione del ‘prosieguo amministrativo’ a 19 anni al trasferimento della competenza per il rimpatrio assistito dal Tribunale per i minorenni al prefetto - rappresentano un arretramento rispetto alla legge 7 aprile 2017 n. 47 (“Legge Zampa”), riconosciuta in Europa come modello avanzato di protezione dell’infanzia migrante”.

 

di Rita Rapisardi

Il Manifesto, 19 febbraio 2026 L'ispezione delle consigliere regionali Alice Ravinale (Avs): “Abbiamo visto tantissimi atti di autolesionismo, persone ingoiano oggetti, come pile o accendini, a volte bevono i detersivi”. “Tantissimi atti di autolesionismo, persone che si fanno male agli arti, contusioni ai piedi, ingoiano oggetti, come pile o accendini, a volte bevono i detersivi”, racconta Alice Ravinale, consigliera regionale Piemonte Avs, alla sua quarta ispezione da quando ha riaperto il Cpr di Torino a marzo scorso, dopo che era stato chiuso per due anni, danneggiato dopo le proteste di chi era rinchiuso. Insieme a lei c’erano Valentina Cera e Giulia Marro, anche loro consigliere, e hanno potuto constatare una situazione critica proprio per la fragilità di chi è dentro: “Abbiamo trovato parecchi ragazzi molto giovani, tutti con la stessa storia ...

 

di Antonio Maria Mira

Avvenire, 19 febbraio 2026 Il Mediterraneo ridotto a un cimitero di migranti: basteranno quei mille morti, quei cadaveri o pezzi di cadaveri spiaggiati, per scegliere altre strade? Mille vite, mille volti, mille sorrisi, mille speranze, mille paure. Sono quelle naufragate nel Mediterraneo sotto i colpi del ciclone Harry. Presto dimenticate. Ma ora il mare ci restituisce quei volti non più volti, quelle speranze spezzate, quelle paure vissute stretti in un guscio di metallo, le “bare di latta”. Per ora ce ne ha restituite 15, delicatamente, quasi con rispetto, lungo le coste calabresi e siciliane. Corpi di uomini, donne, bambini. Senza un nome. Chissà se lo avranno mai? Ma persone, come tutti noi. Eppure sui social c’è chi commenta crudelmente “mille nullafacenti in meno”, o “gente che non sa che d’inverno non si fa il bagno”.

 

di Lara Sirignano

Corriere della Sera, 19 febbraio 2026 Salvini: premiati per aver forzato un divieto. Il presidente del tribunale: giudici denigrati. L’appello del capo dello Stato Sergio Mattarella al rispetto reciproco tra le istituzioni e l’invito ad abbassare i toni sembrano caduti nel vuoto. A poche ore dall’intervento del presidente della Repubblica al Consiglio superiore della magistratura, a riaprire il fronte della polemica è stata la sentenza con cui il tribunale di Palermo ha stabilito che lo Stato dovrà risarcire la ong SeaWatch con 76mila euro per il fermo illegittimo subito da una sua nave nel 2019. 

 

di Simona Musco

Il Dubbio, 19 febbraio 2026 “Nell’arco temporale compreso tra il 2017 (anno a partire dal quale vengono avviati i primi procedimenti penali nei confronti dei membri di Ong tra cui quello nei confronti dell’equipaggio della Iuventa) e settembre 2023, il numero dei dispersi supera le 11 mila unità”. Basterebbe questo passaggio della memoria depositata ieri dagli avvocati Nicola Canestrini, Francesca Cancellaro e Alessandro Gamberini per capire l’effetto dell’indagine sulla Iuventa. Un’indagine che rappresenta il primo tentativo - sconfessato anche dall’accusa, che ha chiesto il non luogo a procedere - di trovare un legame tra le Ong e i trafficanti, in modo da riempire di senso l’espressione propagandistica “taxi del mare”. Ma le prove, stando a quanto affermato mercoledì dalla stessa procura di Trapani, non ci sono.

 

Il Domani, 19 febbraio 2026 L’autorità indipendente l’anno scorso ha registrato 2.959 operazioni con scorta, a fronte delle 3.538 del 2024. Ha inciso un netto calo dei voli diretti verso la Tunisia. Le operazioni di rimpatrio forzato nel 2025 sono diminuite del 16,3 per cento rispetto all’anno precedente. In base alle due relazioni pubblicate dal Garante nazionale per le persone private della libertà personale nel 2024 le persone rimpatriate sono state 3.538, 2.959 l’anno scorso. Il lavoro del garante però fornisce solo i dati delle operazioni con scorta, mancano invece quelli effettuati senza la presenza di forze dell’ordine durante il volo. Il totale dei rimpatri era stato fornito da Eurostat, che ne aveva registrati 4.780. Un numero molto diverso da quello fornito dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a fine dicembre, quando aveva sostenuto - facendo un bilancio di fine anno - che le persone rimpatriate nel 2025 erano state 7mila. 

 

DOCUMENTI

Comunicato San Vincenzo De Paoli. "Volontariato in carcere: oltre cento italiani formati tra minorile e adulti"

Articolo. "Dalla Consulta un verso irrelato: negata l’attenuante della lieve entità per il furto in abitazione", di Davide Colombo

Articolo. "Il Consiglio di Stato si pronuncia sui Cpr Nota a Consiglio di Stato, Sez. III, 7 ottobre 2025, n. 7839", di Marco Ragusa

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Perché i Cpr sono più degradati di un carcere e perché sono pochi gli stranieri che vengono espulsi". "Suicidati: la donna che si è uccisa nel carcere La Giudecca di Venezia"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 16 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 18 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Save the date. Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI

Convegno. "Dove il tempo è sospeso: gli spazi della pena. Riflessioni sul Carcere e la Città" (Prato, 19 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Roma, 19 febbraio 2026)

Incontro di formazione. "Un viaggio nella devianza giovanile tra prevenzione, carcere ed educazione alla legalità" (Verona, 19 febbraio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Convegno. "Carcere di Rovigo: Realtà, Priorità, Necessità, Possibilità" (Rovigo, 20 febbraio 2026)

Mostra fotografica: "Discrepanze. Luci ed ombre dal carcere di Prato" (Prato, fino al 21 febbraio 2026)

Incontro-dibattito di Nessuno Tocchi Caino. "Carcere ex art. 41 bis, qui ed ora" (Alessandria, 21 febbraio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 22 febbraio 2026

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, fino al 22 febbraio 2026)

Associazione Antigone. "Io non ti credo più", presentazione del nuovo rapporto sulla giustizia minorile (Roma, 25 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Torino, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Pazzi da morire. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria", di Sara Manzoli (Modena, 26 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)

Seminario CRIVOP Italia ODV: "Volontariato penitenziario: umanizzazione o risocializzazione?" (Palermo, 20 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

Convegno. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali" (Messina e online, 27 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Università di Napoli Federico II. "Sanità e Medicina Penitenziaria: Avvio del II° Corso di Perfezionamento A.A. 2025-2026 (Iscrizioni fino al 19 febbraio 2026)

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)