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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 16 febbraio 2026
di Cesare Zapperi
Corriere della Sera, 16 febbraio 2026 Anm: offende le vittime. La replica: ho citato una frase del pm Di Matteo. Il ministro della Giustizia lancia accuse pesanti e scoppia la polemica. Pd, M5S e Avs chiedono l’intervento della premier. Il Consiglio superiore della magistratura che opera con logiche da sistema “para-mafioso”. Sono parole forti quelle usate dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in un’intervista. E violenta è scoppiata subito la polemica. C’è “una consorteria autoreferenziale” all’interno del Csm tra le correnti della magistratura “che solo il sorteggio può eliminare” dice il Guardasigilli in una intervista al quotidiano Il Mattino di Padova. “I magistrati nella loro maggioranza non sono ideologizzati: sono le correnti ad essere strumenti di potere e carriera”.
di Biagio Marzo
Il Riformista, 16 febbraio 2026 A cinque settimane dal voto, il referendum appare tra i più agitati della storia repubblicana. Più turbolento perfino di quello sul divorzio del 1974, celebrato negli anni di piombo e concluso con la vittoria del No al 59,3%. Allora, lo scontro tra mondo cattolico e laico fu durissimo, ma non si raggiunse il livello di esasperazione odierno. Eppure il tema è delicatissimo: separazione delle carriere, sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti e istituzione dell’Alta Corte disciplinare. Sarebbe stato auspicabile un confronto sobrio; al contrario, assistiamo a un crescendo rossiniano di dichiarazioni aspre, spesso sopra le righe.
di Alberto Cisterna*
Il Dubbio, 16 febbraio 2026 Malgrado ogni precauzione e a conferma di ogni previsione anche l’inaugurazione dell’anno giudiziario si è trasformata, praticamente ovunque, in un’ulteriore occasione di scontro tra Ministero della giustizia e apici della magistratura italiana. Anche in Cassazione il tono pacato, ma fermo dei vertici della giurisdizione italiana sulla questione della riforma costituzionale ha suscito l’immediata reazione del ministro Nordio. È chiaro che la campagna referendaria stia precipitosamente scivolando nel baratro delle polemiche e delle feroci contrapposizioni. Forse era inevitabile e forse è anche giusto che accada: “Necesse est enim ut veniant scandala” (Matteo, 18.7).
di Oliviero Mazza*
Il Dubbio, 16 febbraio 2026 Da tempo mi interrogo su quali siano, ammesso che esistano, le ragioni di opposizione alla riforma costituzionale della separazione delle carriere e devo confessare che nell’articolo apparso su queste colonne, a firma di Alberto Cisterna, stimato magistrato e uomo di grande spessore culturale, ho trovato le risposte che cercavo. Secondo Cisterna, “nessuno può in buona fede dubitare che il testo della riforma non contenga, nel suo tenore letterale, un attacco diretto all’indipendenza e all’autonomia della magistratura”. Finalmente si passa dagli slogan propagandistici ai contenuti e basta la semplice lettura dei nuovi art. 104 e 105 Cost. per rendersi conto che il testo approvato dal Parlamento non lede e non mette in pericolo le prerogative di autonomia e di indipendenza dell’intera magistratura.
di Dimitri Canello
Corriere del Veneto, 16 febbraio 2026 Ilaria Cucchi diffonde un video choc. Nel filmato diffuso sui social si nota l’uomo ormai a terra, agonizzante, mentre l’agente chiede l’intervento di un’ambulanza. Il commento: “Non siamo a Minneapolis”. Un video crudo, destinato a riaprire una ferita mai rimarginata. È quello pubblicato da Ilaria Cucchi sul proprio profilo Instagram e relativo agli ultimi istanti di vita di Moussa Diarra, il cittadino maliano ucciso a colpi di pistola da un agente della Polizia ferroviaria a Verona il 20 ottobre 2024. Le immagini mostrano l’uomo riverso a terra, agonizzante, mentre il poliziotto chiede l’intervento dei soccorsi. Accanto al corpo si intravede l’oggetto che avrebbe innescato la reazione armata: un coltello che Cucchi definisce “una posata da tavola”.
di Raffaella Ianuale
Il Gazzettino, 16 febbraio 2026 La tragedia la notte fra sabato e domenica. La compagna di cella ha dato l’allarme ma nonostante una corsa disperata all’ospedale la donna è morta. Non si danno pace tutti coloro che l’hanno conosciuta e che con lei hanno condiviso anche il periodo di detenzione. Ieri nessuno poteva credere che proprio questa giovane donna avesse deciso di porre fine alla sua vita impiccandosi nel bagno di una cella del carcere femminile della Giudecca a Venezia. “Simpatica, per alcuni aspetti ironica, era sempre la prima a partecipare a ogni attività proposta all’interno della casa circondariale” racconta chi la conosceva.
di Emmanuela Bortoliero e Giorgio Rietti*
Ristretti Orizzonti, 16 febbraio 2026 Improvvisamente e con poco tempo abbiamo dovuto salutare dopo anni di lavoro insieme i frequentatori dei laboratori di cucito e falegnameria, come noi increduli e impauriti per il loro futuro. Il tempo di preparare un bagaglio minimo, un veloce saluto, lo sguardo con gli occhi lucidi e disorientati, quasi una tacita richiesta di aiuto, pur con la consapevolezza che non avremmo potuto fare niente per loro. Come più volte rimarcato, si interrompeva un rapporto costruito con impegno, tempo e pazienza ma che era diventato significativo per noi perché dava un senso alla nostra scelta di volontariato e importantissimo per loro che ci definivano come una seconda famiglia.
di Michela Cirillo
La Stampa, 16 febbraio 2026 Il progetto promosso dall’associazione Cattolici ambrosiani. L’arcivescovo Mario Delpini: “Per cercare consensi la politica si disinteressa dei carcerati. Serve favorire la riabilitazione”. “Finalmente ce l’abbiamo fatta”: è questa la frase che riecheggiava nella sede del circolo Acli di Milano dove è stata presentata un’iniziativa che porterà alla realizzazione di una serie di appartamenti, almeno dieci, destinati a ex detenuti che non hanno una casa in cui tornare dopo l’uscita dal carcere, e a persone che dopo una condanna hanno avuto accesso a misure alternative.
di Teresa Scarcella
La Nazione, 16 febbraio 2026 Fanfani: “Cambiare idea di reclusione, puntando su formazione e reinserimento”. Parissi: “Costruiamo tre carceri più piccole in provincia e trasferiamo i detenuti”. Demolire o non demolire Sollicciano? La sindaca Sara Funaro, che non ha mai fatto mistero di abbracciare l’ipotesi dell’abbattimento, ha dichiarato di pensarla diversamente dalla direttrice Valeria Vitrani che, qualche giorno fa ha chiaramente detto che “non è nei piani”. Ma è questo il dilemma? Il dibattito, pur partendo da un dato di fatto che è la condizione disastrosa del carcere e dalla condivisa necessità di metterci mano, sembra viaggiare su due binari paralleli. Quello ideale: disfarsi di una struttura fatiscente per sostituirla con una più moderna, “Io lo dico da sempre. Sollicciano va chiuso e rifatto” afferma Giuseppe Fanfani, garante de detenuti della Toscana. “Anche a me piacerebbe” gli fa eco il collega fiorentino, Giancarlo Parissi.
di Emanuela Zanasi
Il Resto del Carlino, 16 febbraio 2026 Dal 2021 al 2025 vari percorsi di inserimento di persone coinvolte in processi “Messa alla prova” e lavori di pubblica utilità, migliaia di ore donate ad Aou e Ausl. Sono state circa 280 le persone accolte - dal 2021 al 2025 - dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dall’Azienda Usl di Modena per lo svolgimento di percorsi di lavoro di pubblica utilità e di “messa alla prova”. Un dato che racconta come “le due aziende sanitarie rappresentino una delle possibilità concrete, sul territorio modenese, per chi è chiamato a trasformare un obbligo previsto dalla legge in un’esperienza di responsabilità e restituzione alla collettività”. Da tempo Aou e Ausl collaborano con il Tribunale di Modena per l’attivazione di percorsi di inserimento rivolti a persone coinvolte in procedimenti penali.
di Eleonora Panseri
fanpage.it, 16 febbraio 2026 Roberto, ex detenuto, ha raccontato la sua storia. Una volta uscito dal carcere è diventato un senzatetto. Ma un incontro speciale gli ha permesso di ricominciare: “Ora faccio del bene per ripagare il male che ho fatto”. “Tanti anni fa sono finito in carcere e mi sono fatto una lunga detenzione. Ero stato condannato a 10 anni, ne ho fatti 8, più due di buona condotta. Quando sono uscito, ho provato a reinserirmi nella società, ma mi sono ritrovato senza niente. I miei genitori erano morti, le mie sorelle e i nipoti si vergognavano di me, sono rimasto solo”. In questa situazione però Roberto ha avuto la fortuna di incontrare Alfonso Di Nicola, fondatore del progetto “Sempre Persona” che segue e aiuta detenuti, ex detenuti e le loro famiglie.
di Giuseppe Governale
Il Foglio, 16 febbraio 2026 Dal fermento di Milano dove il diritto smette di essere un sapere riservato, passando per le contese di Napoli, sino ad arrivare in Sicilia dove si stratificherà una diffidenza strutturale verso lo stato e la sua giustizia, quella che Sciascia chiamerà “giustizia ingiusta”. C’è un equivoco ricorrente ogni volta che in Italia si discute di giustizia: si finge che il problema sia solo tecnico. È un’illusione che solleva da una scomoda responsabilità: riconoscere che la giustizia non è mai neutra, che porta con sé una visione dell’uomo, dello stato e del potere. Una visione che in Italia non è mai stata una sola. Per capirlo bene, tornare indietro non è superfluo; consente di avere a disposizione una visione più coerente non tanto per nostalgia quanto per onestà intellettuale.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 16 febbraio 2026 La scrittrice Ilaria Iannuzzi presenterà il suo libro “Storie di giuriste che hanno cambiato il mondo” (Le Lucerne) mercoledì a Palazzo di giustizia: “Ora c’è la parità, ma restano gli ostacoli. La figura a cui sono più legata? Gisèle Halimi, un’avvocata franco-tunisina pioniera dei diritti civili negli anni 70”. Una storia che affonda le radici nell’antica Roma, quando Ortensia affrontò i triumviri prendendo la parola nel Foro, e arriva fino a battaglie per i diritti civili come quella portata avanti da Tina Lagostena Bassi, avvocata milanese che dedicò la sua vita professionale alla difesa delle donne e rivoluzionò l’assistenza alle vittime nei processi per stupro in Italia. Donne che hanno sfidato regimi, l’iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003, e hanno infranto barriere secolari, come Asma Jahangir e Hina Jilani, fondatrici del primo studio legale interamente femminile in Pakistan.
AFFARI SOCIALI
di Anna Foa
La Stampa, 16 febbraio 2026 Il mondo sta cambiando a una velocità a cui non eravamo abituati. E cancella anche il ricordo di come era quel vecchio mondo che stiamo perdendo, di come è nato, di cosa ha rappresentato. È - era - il mondo del secondo dopoguerra, un dopoguerra non troppo lontano da quello che aveva posto fine alla prima guerra mondiale, in cui si erano gettate le radici di una nuova guerra e avvelenato l’anima dell’Europa. Nasceva nel 1945, dopo che l’Europa era stata ridotta ad un cumulo di macerie tanto materiali che morali. Dopo che si erano visti eventi mai verificatisi prima, come lo sterminio di sei milioni di ebrei, i campi della morte, l’esaltazione della “razza ariana”, la messa a morte dei disabili, la schiavitù delle cosiddette razze inferiori. Un mondo ridotto ad un continente selvaggio, solcato da masse immani di profughi che lo percorrevano in cerca di un luogo in cui fermarsi, una casa.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 16 febbraio 2026 Mentre la Germania prende le distanze dalla cultura Maga, Meloni ribadisce l’affinità. Dalla legge del più forte all’odio per unire le masse, è questo ciò che vogliamo essere? Tempo fa, si era all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali, mi sono fatto sorprendere da un’affermazione del nostro primo ministro a commento del suo lungo incontro con il vicepresidente americano J. D. Vance; con cipiglio esclamativo ha esaltato il sistema di valori che tengono insieme Europa e Stati Uniti e confermato la particolare amicizia e l’identità di vedute tra l’Italia, e intendeva il governo italiano e sottintendeva sé stessa, e il presidente Trump.
di Federico Capurso
La Stampa, 16 febbraio 2026 Il presidente del Consiglio del Veneto: “Un errore politicizzare il tema. Il problema esiste, uscire dall’ipocrisia”. La morte di Alberto è stata la prima con suicidio medicalmente assistito in Piemonte. Dal 2019, l’anno in cui la Corte costituzionale ha indicato le condizioni in cui l’aiuto al suicidio non è punibile, 17 malati terminali hanno ottenuto il via libera all’aiuto al suicidio. “Questo Paese - dice quindi l’ex governatore Luca Zaia, oggi alla guida del Consiglio regionale veneto, - deve uscire da una grande ipocrisia: non si può far credere ai cittadini che non esista il fine vita. Esiste, in virtù della sentenza del 2019 della Consulta”.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2026 L’infettivologo Nicola Cocco ha visitato la maggior parte dei centri italiani: “Se un medico conosce l’evidenza scientifica sulla patogenicità di questi Centri, non può ignorarla nell’atto clinico”. A Ravenna sei medici sono indagati per aver certificato la non idoneità di alcuni stranieri irregolari all’ingresso in un Centro di permanenza per il rimpatrio. L’ipotesi è quella di falso ideologico in atto pubblico. In altre parole, avrebbero attestato consapevolmente una cosa non veritiera, cioè una patologia o un rischio per la salute inesistenti. L’Ordine dei medici ha ricordato che “il parere clinico esprime un giudizio tecnico, circoscritto all’ambito sanitario, e non può né deve diventare un avallo di scelte amministrative che esulano dalla competenza medica”.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2026 Il modello spagnolo o la linea dura italiana? “370mila irregolari e 5mila espulsioni l’anno, una goccia nel mare”, spiega Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS. Che invita a riflettere sulle 500 mila regolarizzazioni spagnole. Cinquecentomila regolarizzazioni in un colpo solo, rivolte a irregolari presenti in modo continuativo prima del 31 dicembre 2025, con fedina penale pulita e, se richiedenti asilo, con domanda presentata entro l’anno scorso. La scelta di Pedro Sánchez in Spagna agita il dibattito politico e suscita preoccupazione anche nella Commissione Ue, che la considera in controtendenza rispetto a una linea europea che punta sulle restrizioni. Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS che pubblica ogni anno l’omonimo Dossier sull’immigrazione, invita però a riflettere e a guardare al modello spagnolo anche alla luce delle ricadute sull’economia e ai vantaggi sul fronte della sicurezza.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 16 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 16 al 22 febbraio 2026
Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)
Convegno. "Carcere di Rovigo: Realtà, Priorità, Necessità, Possibilità" (Rovigo, 20 febbraio 2026)
Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI