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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 15 febbraio 2026
GIUSTIZIA
di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 15 febbraio 2026 La promulgazione del decreto sicurezza che inasprisce le sanzioni per alcuni reati e ne introduce dei nuovi e la generalizzata indignazione per gli scontri di Torino durante la manifestazione pro-Askatasuna, confermano che l’ordine pubblico e la sicurezza rappresentano oggi uno dei nodi più sensibili della vita collettiva. Fattori che incidono in profondità sulla percezione del benessere, sul livello di fiducia nelle istituzioni e sulla qualità della convivenza civile al punto che quando appaiono fragili, si diffonde un senso di precarietà che orienta le scelte politiche nel senso di conferire alla vigilanza e tutela dell’ordine priorità sociale. Un primato che in condizioni di normalità, dovrebbe essere conferito alla economia e alla cultura.
di Pasquale Pugliese*
Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2026 Accanto alla cultura di pace da diffondere nelle scuole per costruire gli anticorpi al bellicismo, è necessario moltiplicare percorsi di formazione nei movimenti per costruire conflitti nonviolenti. Nella policrisi sistemica nella quale l’umanità sta precipitando si dispiegano alcune di quelle “tendenze naziste” che il filosofo Giuliano Pontara paventava già agli inizi del XXI secolo: un sistema di violenza globale sempre più osceno e oppressivo, che si manifesta nel dilagare di guerre e genocidi nei conflitti internazionali e delle repressioni nei conflitti sociali.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 15 febbraio 2026 Intervista Il co-leader di Avs: “Sul ddl immigrazione faremo opposizione dura: serve integrazione, non respingimenti. C’è un pericoloso salto di qualità nell’attacco al dissenso: il decreto sicurezza mira a spaventare e criminalizzare chi manifesta. Referendum? Meloni è stata chiara: col Sì i giudici dovranno remare col governo”. “Su tasse e salari servono proposte radicali, sulla politica estera con Pd e 5S ci sono molti più punti di convergenza che differenze. Board of Peace? Meloni non si permetta di portare l’Italia nel comitato d’affari di Trump”.
di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 15 febbraio 2026 Sostiene Massimo D’Alema che la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati sia “inutile, sbagliata e pericolosa”. Perciò voterà no al referendum. Ritiene che le personalità della sinistra decise a votare sì non siano “compagni che sbagliano, ma compagni che hanno cambiato opinione”. E attacca “il travestimento garantista” della destra che “in realtà era e resta forcaiola. Tranne poche eccezioni, come Marina Berlusconi”. Più volte l’ex presidente del Consiglio, parlando di oggi, fa riferimento a ieri. Cioè alla stagione della Bicamerale di cui è stato presidente. Ed esalta quel testo comparandolo all’attuale, “che invece altera gli equilibri costituzionali” siccome “depotenzia e svilisce il Csm, frantumandolo e affidandone la sua composizione alla casualità del sorteggio”.
GIURISPRUDENZA
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 15 febbraio 2026 Il rinvio è stato disposto dalla V Sezione penale, con l’ordinanza n. 4839/2026, dopo aver ravvisato un contrasto giurisprudenziale. Va alle Sezioni unite penali la questione dell’appellabilità del proscioglimento per particolare tenuità, in caso di condanna al risarcimento del danno della parte civile. Lo ha deciso la V Sezione penale, con l’ordinanza n. 4839/2026, ravvisando un contrasto giurisprudenziale. Il caso era quello di un direttore di giornale processato per diffamazione. Sul suo quotidiano, infatti, sotto la notizia di un arresto era stata pubblicata la foto della persona sbagliata. Il Tribunale di Bologna, dopo aver ritenuto il fatto non punibile per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), ne ha tuttavia affermato la responsabilità ai fini civili, condannando il giornalista al risarcimento del danno e liquidando una provvisionale di 12.000 euro.
Ristretti Orizzonti, 15 febbraio 2026 Si chiamava Consuelo e aveva 37 anni, sarebbe uscita dal carcere fra pochi mesi. Una Volontaria che la conosceva racconta che era una persona sorridente, molto gentile. Solo giovedì scorso era piuttosto scura in volto e quando la Volontaria le ha chiesto se era una brutta giornata, lei ha risposto che era solo molto stanca. Notizia in aggiornamento...
di Adelia Pantano
La Stampa, 15 febbraio 2026 A risollevare il caso sono state le consigliere regionali Ravenale e Marro: “L’operazione rimane incomprensibile”. Le preoccupazioni della città: “Saranno cancellati tutti i progetti legati al carcere, chiediamo almeno chiarezza: abbiamo diritto di sapere”. “La trasformazione è decisa, le risposte no”. È tutta qui la contraddizione che avvolge il futuro del carcere di San Michele, ad Alessandria. La svolta verso una struttura di massima sicurezza viene ormai data per certa, tra trasferimenti già avvenuti e cantieri in corso, ma senza un cronoprogramma, senza un atto ufficiale, senza una comunicazione chiara al territorio.
firenzetoday.it, 15 febbraio 2026 Il dibattito sul futuro del penitenziario fiorentino. Il futuro del carcere di Sollicciano divide istituzioni e direzione dell’istituto penitenziario. Al centro del confronto c’è l’ipotesi di una demolizione della struttura, sostenuta dalla sindaca di Firenze Sara Funaro, e respinta invece dalla neo direttrice Valeria Vitrani che punta su un piano di ristrutturazioni. A margine di una conferenza stampa a Palazzo Vecchio, la direttrice ha chiarito che “abbattere il carcere fiorentino di Sollicciano non è un’idea in concreto sul tavolo, i progetti sono altri”. Vitrani ha spiegato che, nonostante le criticità, il tema delle carceri è all’attenzione del governo.
La Sicilia, 15 febbraio 2026 Proseguono le indagini sulla morte di due detenuti nel carcere di Augusta, avvenuta nelle scorse ore e, secondo le prime informazioni, riconducibile a una presunta overdose. La magistratura ha avviato gli accertamenti per chiarire con esattezza dinamica e responsabilità. La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema dell’introduzione di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari. “Si fa tanto nella lotta al contrasto, ma non è mai abbastanza a causa delle poche risorse umane”, commenta Salvatore Gagliani, segretario provinciale del Sappe, intervenendo dopo la notizia del decesso dei due reclusi. Il sindacalista evidenzia come la grave carenza di organico e l’evoluzione tecnologica incidano sulle possibilità di introdurre oggetti e sostanze non consentite.
ondatv.tv, 15 febbraio 2026 Da cinque mesi non si trova una struttura per curarsi ed è costretto a rimanere dietro le sbarre nonostante i provvedimenti del tribunale. È l’odissea di un detenuto di 58 anni, residente a Sulmona, finito in cella per maltrattamenti nei confronti dell’anziana madre. Avendo a che fare con problematiche di natura psichiatrica, il perito ha certificato uno stato di incompatibilità con il sistema carcerario e la necessità del ricovero in una struttura specializzata. Così i vari giudici che si sono susseguiti hanno sostituito la misura cautelare. Prima il gip Marta Sarnelli aveva disposto la custodia cautelare in un luogo di cura e poi il giudice Emanuele Lucchini, con un recente provvedimento, ha deciso per il trasferimento in una struttura carceraria con l’Atsm, ossia con le articolazioni per la tutela della salute mentale.
Il Giorno, 15 febbraio 2026 La cooperativa di Novate offre attualmente lavoro a venti persone e si occupa di diversi settori. Fondata da Walter Moro, il presidente è ora suo figlio Alessandro: “Produciamo anche libri didattici”. Oltre quaranta anni di attività, per dare spazio alle persone più fragili. Stiamo parlando della Cooperativa “Fabbrica dei segni”. Le loro attività sono diverse, dall’editoria, divisa in redazione e produzione, alla pasticceria, ai lavori di assemblaggio e persino la gestione di tre velostazioni delle fermate di Trenord. Un’attività iniziata a Bollate nel 1994 quando si chiamava “Il Melograno” e poi divenuta nel 2012 “Fabbrica dei Segni” a Novate.
Gazzetta di Parma, 15 febbraio 2026 “Si apprende che un numero cospicuo di detenuti dell’Alta sicurezza, si parla di diverse decine, degli Istituti penitenziari di Parma sono in partenza e destinati a carceri fuori regione per fare spazio a detenuti di media sicurezza, categoria di detenuti che rappresenta la maggiore criticità per l’amministrazione penitenziaria in relazione al sovraffollamento”. Lo segnalano i Garanti dei detenuti della Regione Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, e del Comune di Parma, Veronica Valenti, riferendo di “importanti mutamenti negli istituti penitenziari della Regione”.
di Francesca Amé
Il Foglio, 15 febbraio 2026 La fermata M4 Sforza-Policlinico diventerà uno spazio d’arte underground. Un’idea a più tappe per liberare la creatività di chi per troppo tempo è rimasto recluso e ai margini. Metro, arte e libertà. La fermata M4 Sforza-Policlinico è pronta a diventare uno spazio d’arte underground, grazie al progetto “M4 Linea d’Arte”, che non è la solita operazione di urban decor, ma una forma di riscatto sociale, e ci piace raccontarla. Nasce sotto l’egida della Grande Brera in collaborazione con Metropolitana 4 e la Casa di reclusione di Milano-Opera (che è una delle carceri meglio funzionanti in un sistema cittadino segnato da gravi problemi: a San Vittore l’indice di sovraffollamento è del 208 per cento).
di Simona Ballatore
Il Giorno, 15 febbraio 2026 La sfida olimpica fra detenuti, magistrati e polizia: “Il vento di Milano-Cortina scavalcherà tutti i muri”. Le sfide in programma il prossimo 28 febbraio: calcio, pallavolo, biliardino, scacchi. “Restituiamo valore al tempo e anche qui facciamo respirare un’aria di normalità”. “In un momento in cui la città di Milano è attraversata da questo meraviglioso vento olimpico, mi emoziona profondamente l’idea che questa atmosfera, con i valori dei giochi, possa scavalcare muri che normalmente sono invalicabili, per raggiungere luoghi dove non soffierebbe mai, come all’interno di una casa di reclusione”. Così Massimo Achini, presidente Csi Milano, annuncia i “Giochi della Speranza” che dopo avere attraversato l’istituto penitenziario di Rebibbia, a Roma, stanno per arrivare per la prima volta alla casa di reclusione di Bollate.
di Irene Dal Mas
amicodelpopolo.it, 15 febbraio 2026 Promosso da “Seconda Chance”, associazione impegnata da oltre quattro anni nel reinserimento lavorativo di detenuti e detenute. I Giochi olimpici non sono in scena solo nelle cinque sedi dove proseguono le gare e gli italiani continuano a stupire. Lo spirito olimpico entra anche in carcere. Si chiama “Olimpiadi in carcere” il progetto di solidarietà partito oggi, 13 febbraio, alla Casa circondariale di Baldenich, a Belluno, promosso da Seconda Chance. L’idea è portare in alcuni istituti penitenziari veneti un frammento della storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi attraverso la testimonianza diretta di due ori olimpici e paralimpici: Daniele Scarpa, medaglia d’oro nella canoa ad Atlanta 1996, e Sandra Truccolo, oro paralimpico ad Atlanta 1996 e a Sydney 2000.
AFFARI SOCIALI
di Enzo Risso
Il Domani, 15 febbraio 2026 Nel nostro paese le persone che affermano di utilizzare l’intelligenza artificiale sono il 60 per cento (la media globale è del 62). Il paese è spaccato in due tra fan dell’intelligenza artificiale e preoccupati per i suoi effetti sui livelli occupazionali. L’intelligenza artificiale è entrata ufficialmente nella vita quotidiana delle persone. Non è più una curiosità futuristica, ma uno strumento essenziale su cui fanno affidamento milioni di persone in tutto il mondo. Se nel 2023 era una curiosità e nel 2024 una fonte di intrattenimento o esplorazione, nel 2025 è entrata a pieno titolo nella vita quotidiana. Il 74 per cento delle persone che usano i chatbot (nei 21 paesi monitorati dall’indagine realizzata da Google e Ipsos) lo fa per imparare qualcosa di nuovo o capire un argomento complesso.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 15 febbraio 2026 È necessario investire in politiche sociali, scolastiche e urbanistiche per offrire ai ragazzi orizzonti più ampi. Ristrettezza di risorse economiche, scarsa qualità abitativa e del quartiere in cui si vive, mancanza di spazi esterni sicuri e accoglienti, insieme ad un basso livello di istruzione dei genitori e all’origine migratoria, espongono al rischio sia di abbandono precoce della scuola sia di non acquisire le competenze cognitive di base pur continuando a frequentare la scuola. È un fenomeno noto e documentato da tempo anche in Italia, dalle indagini PISA dell’OCSE e dalle Indagini Invalsi, che mostrano anche l’impatto del contesto territoriale per quanto riguarda il livello regionale, con le regioni del Mezzogiorno che presentano tassi di vulnerabilità educativa e negli apprendimenti più alti.
di Francesca Del Vecchio
La Stampa, 15 febbraio 2026 Lo studio Invalsi: nei grandi centri la dispersione è tre volte il dato regionale. Nei quartieri più problematici un diplomato su 4 non comprende un testo. Nel Nord che produce oltre la metà del Pil nazionale, quasi un giovane su dieci esce dal sistema di istruzione senza un diploma. E tra quelli che il diploma lo ottengono, una quota non trascurabile non raggiunge le competenze minime in italiano, matematica e inglese. È dentro questa doppia misura - dispersione esplicita e implicita - che si gioca una parte decisiva della tenuta educativa ed economica del Paese.
di Andrea Joly
La Stampa, 15 febbraio 2026 Nel quartiere a Nord di Torino tra chi fa due lavori per continuare l’Università e chi ha lasciato: “Nessuno mi ha mai detto che potevo farcela. Walid Sahraoui, 26 anni, è al secondo anno di magistrale in Ingegneria dell’Energia e delle Fonti Rinnovabili al Politecnico di Torino. Antonio Anguilano, 26 anni, si è fermato alla terza media e dal 2016 lavora al banco del mercato di piazza Foroni. Sono due figli di Barriera di Milano, periferia nord di Torino, quartiere tra i più poveri della città. Hanno due percorsi di vita diversi, opposti, con un comune denominatore esistenziale: “Vivere qui ti mette di fronte a tanti ostacoli, se vuoi studiare”.
di Maria Gomiero e Giuseppe Muolo
Avvenire, 15 febbraio 2026 Accompagnando i volontari impegnati per la rilevazione nazionale promossa da Istat e condotta da fio.PSD a Milano e a Roma emergono le testimonianze di chi si trova in strada tra freddo, solitudine e danni alla salute. Una donna bionda in pelliccia si stringe al braccio del marito, che indossa un paio di occhiali con la montatura rossa e lucida. Attraversano la strada all’angolo tra la chiesa di San Babila e corso Monforte, a Milano. Lui infila il telefono nella tasca della giacca a doppiopetto e allunga il passo, i tacchi degli stivali di lei accelerano il ritmo. “Hanno paura che li rubi qualcosa” dice Ulisse, mentre sistema i suoi scatoloni a qualche metro dalle vetrine luminose dei negozi. “Ma io vengo qui solo per dormire, non ho mai rubato in vita mia” assicura.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 15 febbraio 2026 Otto i clochard morti da inizio anno. L’ultimo caso in via Arona, dove un uomo di una sessantina d’anni, forse straniero, ma non ancora identificato, è stato soccorso poco prima delle 15. La sorella Chiara cerca il fratello Valter. “Torna a casa”. Lui ha un barbone bianco, disordinato. Chiara, Valter. I loro due nomi, e insieme i loro due volti - tutto stampato bello in grande, disperatamente in grande, che si vede meglio - stanno sul cartello appeso al palo sotto la tettoia all’inizio della coda che si fa per mangiare. In realtà la coda comincia parecchio indietro, sotto la pioggia, ancora un po’ e comincia davanti all’hotel di lusso vicino ai tifosi delle Olimpiadi pronti per le partite di hockey, con la tuta addosso delle Nazionali.
di Marco Ascione
Corriere della Sera, 15 febbraio 2026 Ancora una volta, dopo avanzate e ritirate, si affaccia un progetto di legge: il 17 febbraio. Zuppi: “Sì a una legge sul fine vita, il Parlamento segua la Consulta”. Quindi, qual è il punto di equilibrio o di rottura dei cattolici e della Chiesa italiana sul fine vita? Ancora una volta, dopo tante apparenti avanzate e repentine ritirate, un progetto di legge “in materia di morte medicalmente assistita” si affaccia in Parlamento: è il ddl 104, in agenda al Senato il 17 febbraio. Relatori Ignazio Zullo di FdI e Pierantonio Zanettin di Forza Italia.
di Valentina Petrucci
La Stampa, 15 febbraio 2026 Il provvedimento, fermo da un anno, è slittato ancora ai primi di aprile. Il relatore Zullo (FI) ammette: “Ci sono sensibilità diverse nella coalizione”. L’appuntamento è fissato per l’8 e il 9 aprile nell’aula del Senato, ma nei corridoi di palazzo Madama fanno già capire che il provvedimento sul “fine vita” non arriverà alla discussione. Le commissioni Giustizia e Sanità cui è assegnato il testo sono in stallo da diversi mesi, ma il nodo va ricercato in un’altra commissione, quella Bilancio, dove è richiesta l’approvazione alla relazione tecnica del Mef necessaria a stimare eventuali costi e coperture del provvedimento. Una relazione chiesta che non arriva perché dal ministero dell’Economia fanno sapere che, a stimare i costi per il sistema sanitario nazionale, deve essere in prima battuta il ministero della Salute e, successivamente, la ragioneria di Stato a validarli.
di Filomena Gallo*
La Stampa, 15 febbraio 2026 I diritti costituzionali diventano reali solo quando vengono applicati. E troppo spesso, perché questo accada, c’è qualcuno che chiede di applicarli. Ma non è la persona malata che dovrebbe dimostrare di avere diritti, sono le istituzioni che dovrebbero dimostrare di saperli garantire. A tutti. “Paolo” è un nome di fantasia. Aveva chiesto all’Associazione Luca Coscioni come chiedere la verifica delle sue condizioni da parte del Servizio sanitario per accedere all’aiuto alla morte volontaria. La sua storia è reale, così come lo sono la sua sofferenza e il percorso condiviso con la sua famiglia. Il fine vita non dovrebbe essere un terreno di scontro ideologico ma il luogo e lo spazio in cui le persone chiedono che le istituzioni rispettino decisioni intime e difficili.
di Giuliano Amato*
Avvenire, 15 febbraio 2026 Quando nel 2019 adottammo la decisione della Corte Costituzionale che creò uno spazio di ben circoscritta immunità penale per il suicidio assistito, devo ammettere che provai un sentimento di profonda soddisfazione. Il tema era difficile, il rischio che correvamo era quello di una contrapposizione irrisolta fra principi, e il risultato invece fu tale da lasciare tutti in pace con la propria coscienza. Ci aiutarono a tal fine le circostanze del caso (è il grande beneficio della giurisdizione, che il diritto lo vede sempre alla luce di un caso). Certo si è che qui c’era un essere umano che aveva davanti una vita comunque breve, una vita fatta di giorni senza speranza e riempita da dolori che neppure le cure palliative potevano sedare, una vita che continuava grazie a un trattamento di sostegno vitale, in assenza del quale sarebbe naturalmente cessata.
di Fausto Mosca
Il Manifesto, 15 febbraio 2026 Intervista a Gennaro Santoro, avvocato di un cittadino algerino risarcito dal Viminale per essere stato deportato illegittimamente. Il tribunale di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire per illegittimo trasferimento - nel Cpr albanese di Gjader - un cittadino algerino di 50 anni. Settecento euro per il mese che l’uomo - residente in Italia da 19 anni - ha “scontato” nella struttura oltre Adriatico senza alcuna motivazione apparente. Dal Cpr di Gradisca d’Isonzo, dove era momentaneamente trattenuto in quel periodo, infatti, il 10 aprile del 2025, il cittadino algerino veniva trasferito in un’altra struttura. Destinazione ufficiale: Brindisi. Salvo poi scoprire, con 48 ore di ritardo, di essere stato deportato a sua insaputa fuori dal territorio italiano: nel Centro di Gjader.
ESTERI
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 15 febbraio 2026 Il presidente dell’Argentina, Javier Milei, è deciso a mantenere una delle promesse principali della sua campagna elettorale: abbassare a 13 anni l’età in cui un minore può essere processato e condannato come un adulto con pene fino a 15 anni. Secondo il governo di ultradestra, gli adolescenti sono impiegati sistematicamente da bande e mafie come manovalanza criminale proprio perché non possono essere perseguiti dalla giustizia fino al compimento dei 16 anni, l’attuale limite. Solo con la maggiore età, poi, sono rinchiusi in carcere: prima sono tenuti in istituti specializzati.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 13 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 16 al 22 febbraio 2026
Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)
Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI