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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di sabato 14 febbraio 2026

di Renato Brunetta

Avvenire, 14 febbraio 2026 “L’articolo 27 della nostra Costituzione indica una rotta chiara: la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, non limitarsi alla sola custodia. Eppure, questa bussola sembra spesso smarrire il nord. Lo squilibrio tra sicurezza e rieducazione nelle carceri italiane, unito allo stigma sociale, rappresenta oggi il principale freno al reinserimento delle persone con trascorsi penali. È in questa tensione irrisolta che si annidano gli ostacoli più profondi alla piena attuazione del dettato costituzionale. Il primo nodo da sciogliere riguarda la necessità di superare la contrapposizione ideologica tra sicurezza e rieducazione. Nel dibattito pubblico su carcere e sicurezza, infatti, tutela dell’ordine pubblico e reinserimento sociale sono spesso presentati come obiettivi opposti, antitetici.

 

di Sergio D’Elia

L’Unità, 14 febbraio 2026 Nel 2019, nel teatro del carcere di Rebibbia, un uomo di 62 anni discuteva una tesi di laurea e completava la metamorfosi di se stesso. Era entrato in prigione nel 1993 con la licenza di seconda elementare. Oggi Filippo di anni ne ha 69. Mai un permesso premio in 33 anni di detenzione. Resta ancora prigioniero in una cella di Alta Sicurezza. E del suo passato. Ci sono due detenuti a Rebibbia, uno si chiama Filippo Rigano, l’altro Fabio Falbo. Lo Stato tiene chiuso Filippo in una cella da 32 anni e sembra abbia davvero buttato via la chiave. La cella di Fabio invece è quasi sempre aperta anche perché fa lo scrivano e dalla mattina alla sera riceve, ascolta, consiglia e, spesso, risolve casi disperati. Nello scrivere la storia di Filippo ho preso a man bassa dal canestro di parole e di ricordi di Fabio.

 

di Nando Pagnoncelli

Corriere della Sera, 14 febbraio 2026 Con la partecipazione al 46% favorito il Sì. Il sondaggio politico dell’Ipsos sul voto del 22 e 23 marzo: per ora prevale il No (50,6%). Tra chi vota Pd il 10% per la riforma, nel M5S il 24%. Tra poco più di un mese saremo chiamati a votare per il referendum sulla Giustizia. Essendo un referendum costituzionale, il risultato sarà comunque valido, indipendentemente dal raggiungimento del quorum del 50%+1 degli aventi diritto. La campagna sta entrando nel vivo, ma appare sempre più dominata dal conflitto politico anziché dalla discussione sul merito.

 

di Flavia Perina

La Stampa, 14 febbraio 2026 La destra (e anche la sinistra) ha, hanno, avrebbero un formidabile strumento per sottrarre il dibattito referendario alla guerra dei meme scemi o delle provocazioni esorbitanti e fare nella pratica ciò che a parole tutti dicono di volere: una discussione politica sul merito, tra adulti, che parta dalle ragioni del Sì e del No e le metta a confronto oltre gli slogan su chi (gli anarchici, CasaPound, le brave persone, i mafiosi) vota cosa (Sì, No, boh). Lo strumento è la Rai, si chiama servizio pubblico per questo, e gli paghiamo il canone non solo per vedere il curling o Pupo in diretta da Sanremo ma anche per capire in un civile contraddittorio qual è la posta in gioco di una modifica costituzionale che cambierà per sempre l’organizzazione della giustizia.

 

di Paola Rossi

Il Sole 24 Ore, 14 febbraio 2026 Non è necessario acquisire e analizzare il supporto tecnico in cui è contenuta la chat se la parte offesa è attendibile e perché si tratta di corrispondenza non coperta da segreto perché la vittima era parte della stessa conversazione. Lo screenshot dei messaggi Whatsapp scambiati in una conversazione tra parte offesa e imputato di atti persecutori è prova legittimamente acquisita quando non emergano dubbi sull’attendibilità della vittima. Così la Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 6024/2026 - ha rigettato il ricorso dell’uomo che era stato condannato per stalking pur con l’attenuante del parziale vizio di mente dovuto a un’accertata forma di bipolarismo.

 

di Claudia Assanti

castedduonline.it, 14 febbraio 2026 La manifestazione si terrà sabato 28 febbraio dalle ore 11 in piazza Palazzo a Cagliari, promossa dalla Presidente della Regione Alessandra Todde, dai sindaci dei territori interessati e da cittadini e associazioni sarde, uniti in una mobilitazione ampia e trasversale che supera ogni appartenenza politica. La Sardegna alza la voce e si prepara a una grande mobilitazione popolare contro la decisione del Governo di concentrare nell’Isola tre dei sette istituti penitenziari italiani destinati esclusivamente al regime di 41-bis: Uta (Cagliari), Bancali (Sassari) e Badu e Carros (Nuoro). La manifestazione si terrà sabato 28 febbraio dalle ore 11 in piazza Palazzo a Cagliari, promossa dalla Presidente della Regione Alessandra Todde, dai sindaci dei territori interessati e da cittadini e associazioni sarde, uniti in una mobilitazione ampia e trasversale che supera ogni appartenenza politica.

 

La Sicilia, 14 febbraio 2026 Ad Augusta tornano al centro dell’attenzione le condizioni della casa di reclusione, dove - secondo quanto emerso - nell’arco di quindici giorni si sarebbero verificati due decessi presumibilmente legati a overdose. Per la morte di un detenuto originario di Mazara del Vallo, la Procura ha aperto un’inchiesta. Pur senza voler attribuire responsabilità dirette a singoli, i due decessi impongono una riflessione più ampia sul funzionamento del sistema penitenziario. La situazione descritta è quella di un comparto in evidente difficoltà. La Polizia penitenziaria, come riferisce Sebastiano Bongiovanni, già in servizio nel carcere di contrada Piano Ippolito opera spesso con organici ridotti, tra turni gravosi e posti di servizio non sempre coperti. Una carenza strutturale che finisce inevitabilmente per incidere sui livelli di controllo e sulla sicurezza degli istituti.

 

ecodelsannio.it, 14 febbraio 2026 Il 25 dicembre 2025 giunge al Carcere di Lauro per detenute madri una ventitreenne della Guinea, insieme a suo figlio di quasi 2 anni. Già nei giorni successivi si riscontrano forme di autolesionismo e tentativi di suicidio, pertanto viene ricoverata all’ospedale di Avellino. Mentre è ancora detenuta al carcere di Lauro suo figlio viene affidato ad una comunità e lei viene trasferita nella sezione femminile del Carcere di Bellizzi Irpino (Av). Qui tenta di nuovo il suicidio e viene ricoverata all’ospedale di Avellino dove si trova ancora.

 

di Giuseppe Fin

Il Dolomiti, 14 febbraio 2026 “Problemi portati avanti da diversi anni, situazione grave”. “Il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria del Triveneto continua a spostare detenuti dalle altre carceri congestionate di Veneto e Friuli verso quello di Trento, inviando chi tendenzialmente presenta problematiche comportamentali, psichiatriche o di dipendenza” spiegano Paolo Zanella e Francesca Parolari. Fra le richieste anche quella dell’istituzione di un Provveditorato regionale che governi anche il fenomeno dei trasferimenti. Continuo sovraffollamento, carenza cronica di personale della polizia penitenziaria e l’assoluta scarsità di opportunità rieducative e di reinserimento sociale.

 

novaradio.info, 14 febbraio 2026 Abbattere il carcere fiorentino di Sollicciano “non è un’idea in concreto sul tavolo, i progetti sono altri”, “la situazione delle carceri non è delle più rosee ma il governo se ne sta occupando” altrimenti “non sarebbero stati stanziati fondi per le attività di ristrutturazione che sono in programma e sono in fase di progettazione. Parliamo di opere milionarie che richiedono tempi: non possiamo aspettarci che domani la situazione a Sollicciano sarà risolta, ma riusciremo a vedere qualche cambiamento nel medio periodo”. Così ha risposto a una domanda dei giornalisti Valeria Vitrani, direttrice del carcere di Sollicciano, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Vecchio.

varesenews.it, 14 febbraio 2026 Gli esponenti della segreteria varesina sono intervenuti al confronto di approfondimento sul lavoro sindacale negli istituti penitenziari che si è tenuto a Milano. Si è svolto venerdì 13 febbraio il convegno I diritti non si arrestano, un momento di confronto sulle carceri organizzato da Cgil Milano, Varese, Monza e Brianza e Cgil Lombardia alla Camera del Lavoro di Milano. Un momento pubblico di confronto e approfondimento sul lavoro sindacale negli istituti penitenziari e sulla tutela dei diritti dei detenuti, “persone troppo spesso invisibili - sottolineano i promotori - ma pienamente titolari di diritti costituzionali”.

 

di Annamaria Braccini

chiesadimilano.it, 14 febbraio 2026 Presentato il progetto dei Cattolici Ambrosiani che ha ottenuto il sostegno del Consiglio comunale: 10 appartamenti di edilizia pubblica per favorire misure alternative alla detenzione e quindi ridurre il sovraffollamento nelle carceri. L’Arcivescovo: “Non si tratta di avere compassione, ma di realizzare la Costituzione”. “Occuparsi del carcere richiede molto pensiero, molta preghiera, molta riflessione giuridica e organizzativa e speriamo che si trovino menti illuminate e determinate per affrontarlo in vista del bene comune. Non si tratta di avere compassione dei detenuti, ma di realizzare la Costituzione che prevede che la pena sia finalizzata al reinserimento nella società”.

 

di Francesco Esposito

fanpage.it, 14 febbraio 2026 Da 30 mesi è chiuso lo sportello del Garante al Cpr di Ponte Galeria a Roma. La consigliera regionale Tidei (Italia Viva) accusa Rocca: “Bloccata la mia mozione per riattivarlo”. A pochi metri dall’autostrada A91 che collega Roma a Fiumicino, c’è una struttura detentiva le cui condizioni igieniche, sanitarie e di isolamento sono spesso state riassunte come “lesive della dignità umana”. È il Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) di Ponte Galeria, dove immigrati irregolari sono detenuti in attesa di essere rimpatriati nei Paesi d’origine. Negli ultimi trenta mesi il controllo sullo stato del Cpr si è fatto meno costante, limitato a sporadiche visite da parte di parlamentari, ultima l’onorevole Rachele Scarpa a maggio scorso.

 

di Donato Mongatti

Corriere Fiorentino, 14 febbraio 2026 Presentata a Palazzo Vecchio la “Solliccianese”. Il progetto promosso dalla Uisp ponte tra il carcere e la libertà. È l’obiettivo delle attività promosse da Uisp Firenze all’interno degli istituti penitenziari Sollicciano e Gozzini per coloro che godono della custodia attenuata. Lo sport come strumento di reinserimento, per favorire il recupero psicofisico dei detenuti, promuovere relazioni positive fondate su rispetto, cooperazione e regole condivise. Un percorso nato da 15 anni e che ieri ha visto nascere la Asd Solliccianese: una polisportiva che racchiude tante attività, dal calcio al volley, dal podismo al trekking. Ieri in Palazzo Vecchio la presentazione della Associazione e del primo evento che la vedrà protagonista in un torneo di calcio a 11 intitolato allo storico educatore nelle carceri Nicola Zuppa.

 

di Fabio Landrini

laprovinciaunicatv.it, 14 febbraio 2026 Sport come speranza e riscatto all’interno della casa circondariale di Sondrio. La nuotatrice paralimpica Xenia Palazzo e lo sciatore Pietro Zazzi hanno incontrato i detenuti. Un pomeriggio diverso dal solito, fatto di parole che pesano come medaglie e di storie capaci di accendere una luce che passa anche dietro le sbarre. Alla casa circondariale di Sondrio l’incontro con due atleti del gruppo sportivo delle Fiamme azzurre ha trasformato la sala in un luogo di ascolto e confronto, nel segno dello sport e della speranza. “Abbiamo avuto il piacere di ospitare con noi la campionessa paralimpica Xenia Palazzo - ha spiegato la direttrice Ylenia Santantonio.

 

di Davide Dionisi

L’Osservatore Romano, 14 febbraio 2026 Dal carcere all’etere: il potere della radio dietro le sbarre. Raramente ha raccontato il carcere dell’evento occasionale e magari drammatico che viene ripreso dalle testate più ufficiali. Ha puntato sul carcere di ogni giorno, quello che il detenuto vive tra la sua cella, le ore d’aria, il colloquio con i familiari o con gli avvocati. I piccoli e grandi malfunzionamenti, le esperienze virtuose, le buone prassi, le storie di molti compagni che l’istituzione non riesce a intercettare, le opinioni di chi vive dietro le sbarre, le conseguenze di scelte politiche e amministrative e così via. È la radio, lo strumento che si occupa, e preoccupa, più degli altri media di chi vive lo stato di detenzione, il mezzo per eccellenza che è capace di trasmettere dibattiti relativi ai problemi dei ristretti, al futuro reinserimento, alle condizioni di chi è privato della libertà, interviste con avvocati, giudici, sociologi, musica e notizie più vicine al loro mondo.

 

di Marco De Vidi

Il Manifesto, 14 febbraio 2026 Due recenti libri indagano la criminalizzazione e la fobia verso i giovani italiani di seconda generazione. Come la musica, in particolare la trap, rappresenti per molti un veicolo di riscatto. L’approccio implacabile di Baby Gang e Simba La Rue. “Preferite i maranza o i ragazzi che vanno a scuola per dieci anni, e poi possono chiedere la cittadinanza e diventare cittadini italiani? Perché i maranza sono quelli che non vanno a scuola e vanno a delinquere in mezzo alla strada. E io i maranza non li voglio”. Così si esprimeva il ministro Tajani, quest’estate, durante una discussione sullo ius scholae. Quando il panico morale, e i suoi discorsi intrisi di razzismo, arrivano ai vertici delle nostre istituzioni, significa che il gioco è fatto, si è creato il nemico perfetto, il capro espiatorio buono per tutte le occasioni.

 

di Nadia Terranova*

La Stampa, 14 febbraio 2026 Per alcuni anni della mia vita, ho tenuto delle pagine a mio nome su dei social network. Non davo troppa importanza alla cosa, mi ero iscritta per curiosità, ero rimasta per abitudine, per un certo periodo mi è sembrato normale aggiornare quelle comunità comunicando gli appuntamenti pubblici che riguardavano il mio lavoro, le copertine dei miei libri, commentare episodi di cronaca - quest’ultima cosa la facevo poco, il sistema editoriale malandato e a tratti patologicamente malato in cui viviamo mi sembrava, sotto sotto, comunque dotato di anticorpi più robusti dell’autopubblicazione selvaggia invasa da incontrollati sproloqui e monologhi autocelebrativi.

 

di Federico Genta

La Stampa, 14 febbraio 2026 Oltre sette italiani su dieci sono favorevoli al fine vita ma il Paese resta nel limbo. Solo Toscana e Sardegna hanno stabilito norme per l’aiuto alla morte volontaria. Procedure e tempi certi per un aiuto alla morte volontaria. Lo chiedono sempre più malati. Si dicono favorevoli sette italiani su dieci, ma una legge nazionale ancora non c’è. Ci stanno provando alcune Regioni, al momento poche, a definire le modalità da adottare per la concessione, e soprattutto l’attuazione, del suicidio medicalmente assistito. L’ultimo caso è datato 17 settembre 2025: la Sardegna è diventata la seconda regione italiana, dopo la Toscana, ad aver approvato una legge specifica. Lo ha fatto non senza difficoltà per l’opposizione dei rappresentanti del centro destra (il governatore è Eugenio Giani, esponente del Pd al suo secondo mandato).

 

di Simona De Ciero

Corriere della Sera, 14 febbraio 2026 È il primo suicidio assistito in Piemonte. Dopo nove mesi di richieste, attese, perizie e scambi formali l’uomo ha ottenuto ciò che domandava: mettere fine alle proprie sofferenze. A dirlo è l’Azienda sanitaria locale To4. “L’atto finale è avvenuto al domicilio, in presenza dei sanitari liberamente scelti dal paziente e con il supporto tecnico-logistico dell’Asl”. Una frase secca, quasi notarile. E dentro, un abisso. Alberto non c’è più. Dopo nove mesi di richieste, attese, perizie, scambi formali e risposte contraddittorie, ha ottenuto ciò che domandava con lucidità ostinata: mettere fine alle proprie sofferenze. 

 

di Luca Burini

Il Domani, 14 febbraio 2026 L’ultima vittima, 43 anni, è stata trovata in un quartiere popolare di Milano. Nell’ultimo mese e mezzo sono morti in tutto sette clochard. Da una parte c’è la Milano glamour che si è fatta ancora più abbagliante per le Olimpiadi Invernali con le sue gare, gli eventi, i padiglioni sgargianti. Uno spettacolo, a tratti bizzarro, animato da mascotte danzanti, marketing incessante, via vai di turisti, gentrificazione e da quel pop kitsch che qui è là abbiamo visto anche nella cerimonia di apertura. Dall’altra, c’è la Milano dei senzatetto che mai come quest’anno muoiono di freddo: sette in meno di un mese e mezzo. “Non ricordo una conta così tragica in un lasso di tempo così breve”, spiega Mario Furlan, fondatore dei City Angels, a poche ore dal ritrovamento del settimo cadavere. 43 anni, di origine marocchina, dormiva sotto un cavalcavia nel parco di via della Pecetta in zona Ghisolfa, storico quartiere popolare del capoluogo lombardo.

 

di Francesco Paolo Savatteri

Il Domani, 14 febbraio 2026 A Parigi il Collectif Les Morts de la Rue ricostruisce le storie di chi è vissuto e morto da invisibile nelle grandi città francesi. In Italia non esistono grandi realtà con questo specifico obiettivo, ci sono però associazioni di contrasto dell’esclusione sociale. Le esperienze di Caritas e Sant’Egidio. “Quando iniziammo, i funerali delle persone senza fissa dimora non erano molto dignitosi: venivano seppellite otto persone alla volta, su ogni bara era scritto il peso del corpo al suo interno e gli addetti alla sepoltura erano vestiti in tute blu da lavoro”. Adèle Lenormand ricorda il modo in cui più di vent’anni fa a Parigi si svolgevano i riti funebri per le persone senza fissa dimora. Negli anni le cose sono cambiate, anche grazie all’impegno di realtà come Collectif Les Morts de la Rue, per cui Lenormand lavora come coordinatrice.

 

di Vincenzo R. Spagnolo

Avvenire, 14 febbraio 2026 Se i dati di Frontex dicono che gli arrivi via mare calano (anche grazie alle intese multilaterali fra Paesi) e invece le vittime dei naufragi aumentano, invece di fermare chi salva sarebbe meglio incrementare soccorsi e cooperazione. Di solito, in qualsiasi ragionamento, i dati sono una base di partenza e un buon ausilio, a patto che non siano truccati. Lo sono, dunque, anche se si intende esaminare con schiettezza il fenomeno dei flussi migratori verso l’Europa, che va avanti da decenni a ondate più o meno intense a seconda delle situazioni (conflitti, carestie, siccità, crisi economiche, politiche o sanitarie) in atto nei Paesi di partenza dei migranti. Orbene, da qualche anno a questa parte le statistiche fornite dagli analisti di Frontex - l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera - fotografano una realtà non proprio sovrapponibile alla rappresentazione che, nell’agone politico, taluni continuano a fare delle migrazioni verso il Vecchio Continente.

 

di Daniela Fassini

Avvenire, 14 febbraio 2026 Frontex pubblica i dati degli ingressi irregolari in Ue del mese di gennaio: -60% e 450 decessi nel Mediterraneo. Calano gli ingressi in Ue ma ci sono più morti in mare. Gli ultimi dati di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, conferma quanto è successo in questo ultimo mese. Con la tempesta Harry che ha sconvolto il Sud Italia e il Mediterraneo e le partenze naufragate dal Nord Africa, da Libia e Tunisia. Il primo mese del 2026 ha visto un calo calo del 60% degli attraversamenti irregolari delle frontiere Ue: si parla di circa , 5.500 rilevamenti complessivi. Forte riduzione anche sulla rotta del Mediterraneo centrale - quella più significativa quanto agli arrivi in Italia: i rilevamenti sono stati 1.166, con una flessione del 67% rispetto allo stesso mese del 2025.

 

di Ammiraglio Vittorio Alessandro

L’Unità, 14 febbraio 2026 Di “blocco navale” non si parla nel testo del ddl approvato l’altro ieri che, contro il soccorso ai migranti, prevede la possibilità di chiudere il mare territoriale. Al governo non dispiace, però, l’espressione giornalistica: il fermo navale fu uno degli slogan con cui Giorgia Meloni vinse le elezioni, e il suo elettorato più esigente chiede conto della promessa ancora non mantenuta. Colpa dei giudici, risponde la premier, che “in pratica vogliono governare loro” e che “sulla sicurezza rendono vano il lavoro del Parlamento, del governo e delle forze dell’ordine”.

 

di Giansandro Merli

Il Manifesto, 14 febbraio 2026 Legge del male Viminale e FdI mettono nel mirino le navi umanitarie. Piantedosi esulta per il fermo della Humanity 1: “Mette i migranti in pericolo”. Sono i preliminari del “blocco navale”. È ripartita la caccia alle ong. Non tanto perché i fermi delle navi umanitarie siano mai terminati, quanto perché il governo ha ripreso a puntare l’indice contro di loro, per aggiungerle alla collezione dei nemici pubblici. Un modo per scaldare i motori in vista dello scontro che inevitabilmente si aprirà quando il disegno di legge che contiene il “blocco navale”, approvato mercoledì dal Cdm, diventerà legge.

 

di Salvatore Fachile e Giulia Crescini

Il Manifesto, 14 febbraio 2026 Le novità in tema di immigrazione che stanno per entrare in vigore sono tali da modificare non solo il sistema normativo dell’Unione europea, ma il lessico e i valori civili tanto da essere destinate a entrare in tensione con il contesto costituzionale come lo conosciamo oggi. Il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, adottato dal Consiglio dell’Unione il 14 maggio 2024, non rappresenta infatti una semplice riorganizzazione delle politiche di gestione dei flussi, ma introduce una trasformazione strutturale del modo in cui il diritto viene impiegato per governare persone, libertà e rapporti sociali.

 

di Alessio Marchionna

Internazionale, 14 febbraio 2026 Nel marzo del 1973, nel pieno delle tensioni sociali e politiche che attraversavano gli Stati Uniti dopo gli anni sessanta, il carcere di massima sicurezza di Walpole, in Massachusetts, diventò teatro di un esperimento senza precedenti. In un’America segnata dalla guerra in Vietnam, dalle lotte per i diritti civili, dalle rivolte carcerarie come quella di Attica e da un diffuso dibattito sull’abolizione delle prigioni, Walpole rappresentava uno dei simboli più estremi del fallimento del sistema: violenza quotidiana, razzismo, torture, stupri, omicidi e condizioni disumane per detenuti e agenti. Il contesto era esplosivo.

 

DOCUMENTI

Il Riformista-PQM. "Alta corte disciplinare: un tempo la proponevano il PD e tanti altri, ora sovverte l'ordine costituzionale. Parliamone con un po' di serietà"

Articolo. "Le Sezioni Unite sullo statuto della giustizia riparativa: tra volto costituzionale della pena e garanzie del giusto processo", di Gian Luigi Gatta e Mitja Gialuz

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "I detenuti raccontano il carcere attraverso il teatro. Camilla Costanzo spiega l’obiettivo della Seconda edizione del Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri 2026"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 13 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 12 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 16 al 22 febbraio 2026

Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)

Convegno. "Dove il tempo è sospeso: gli spazi della pena. Riflessioni sul Carcere e la Città" (Prato, 19 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Roma, 19 febbraio 2026)

Incontro di formazione. "Un viaggio nella devianza giovanile tra prevenzione, carcere ed educazione alla legalità" (Verona, 19 febbraio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Mostra fotografica: "Discrepanze. Luci ed ombre dal carcere di Prato" (Prato, fino al 21 febbraio 2026)

Incontro-dibattito di Nessuno Tocchi Caino. "Carcere ex art. 41 bis, qui ed ora" (Alessandria, 21 febbraio 2026)

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, fino al 22 febbraio 2026)

Associazione Antigone. "Io non ti credo più", presentazione del nuovo rapporto sulla giustizia minorile (Roma, 25 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Università di Napoli Federico II. "Sanità e Medicina Penitenziaria: Avvio del II° Corso di Perfezionamento A.A. 2025-2026 (Iscrizioni fino al 19 febbraio 2026)

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)