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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 30 dicembre 2025
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 30 dicembre 2025 Meno di tre metri quadri a persona, +50% negli istituti per minori e decine di suicidi. Sono 63.868 le persone nelle 189 carceri italiane per adulti. Erano 61.861 alla fine dell’anno scorso, l’equivalente di 180 ingressi in più al mese. È perché si commettono più reati? Sembrerebbe proprio di no. È sempre triste effettuare il bilancio carcerario di fine anno. Questa volta però è più triste che mai. Il carcere è diventato quello che la cultura dell’attuale governo ha voluto che fosse: un grande contenitori di corpi, che ha del tutto abdicato a farsi costruttore di percorsi di vita.
di Renato Brunetta*
Avvenire, 30 dicembre 2025 “Il 14 dicembre scorso si è celebrato l’ultimo appuntamento giubilare dedicato alle persone detenute. Papa Leone, invitando tutti a guardare alla speranza e alla dignità di ogni persona - anche di chi è in carcere - ha rilanciato il messaggio che, un anno fa, papa Francesco ci aveva consegnato aprendo la Porta Santa nel carcere di Rebibbia. Raccogliendo e rilanciando il desiderio espresso da papa Francesco, il Santo Padre ha inoltre invitato molti Paesi a considerare forme di amnistia odi condono della pena, come strumenti per aiutare chi è privato della libertà a recuperare fiducia in sé e nella società.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 30 dicembre 2025 Quello che il 3 luglio 2024 per il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un battezzato “decreto carcere sicuro” era un nuovo sistema “molto più rapido, molto più semplice e molto più efficace”, perno di un “intervento vasto e strutturale” sulla liberazione anticipata all’insegna della “umanizzazione carceraria”, ieri è stato invece dichiarato incostituzionale dalla Consulta perché “viola i principi di finalità rieducativa della pena e di ragionevolezza”.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 30 dicembre 2025 Il rinvio della decisione sulla data del referendum, ieri in consiglio dei ministri, dopo un evidente affannarsi del centrodestra per anticiparla il più possibile, segnala un’agitazione e una confusione in seno al governo oltre ogni immaginazione. Essendo il referendum un momento di solenne democrazia, in cui la volontà popolare viene messa a confronto con quella politico-parlamentare, e ha il potere di contraddirla o cancellarla, limitare o impedire la raccolta delle firme per la consultazione sulla riforma della separazione delle carriere dei giudici, non si può. Neppure se la consultazione è stata già chiesta dal governo, che si sentiva sicuro dell’appoggio di cui gode tra gli elettori, ma poi appunto, alla prova dei fatti, cercando di accorciare i tempi, ha dato via via la sensazione di sentirsi un po’ meno sicuro, pur avendo i sondaggi a favore.
di Simone Canettieri e Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 30 dicembre 2025 Palazzo Chigi prende tempo. Mantovano avverte Schlein e Conte. “Bene, buon anno”. L’ultimo Consiglio dei ministri del 2025 si chiude con gli auguri della premier Giorgia Meloni, silente fino a quel momento. La riunione a Palazzo Chigi dura meno di 30 minuti. Il tempo di approvare il decreto Ucraina - illustrato dal sottosegretario Alfredo Mantovano - e di rinviare la decisione sulla data del referendum sulla giustizia. Se ne riparlerà a gennaio. Meglio però procedere per gradi. Nel giorno del via libera al provvedimento che garantirà il sostegno a Kiev nel 2026 fa notizia l’assenza di Matteo Salvini. Il leader della Lega è a Roma ma non partecipa al Consiglio dei ministri. “Nessuna polemica, abbiamo ottenuto ciò che volevamo”, dicono dal Carroccio.
di Kaspar Hauser
Il Manifesto, 30 dicembre 2025 Il Governo fa marcia indietro: ieri niente data delle urne, discorso rimandato a gennaio. In campo la “moral suasion” del Colle. Il governo ha rinunciato a fissare la data del referendum sulla giustizia per il primo marzo. Almeno per ora. Ieri il consiglio dei ministri ha infatti soprasseduto a questa decisione che era invece stata anticipata nei giorni precedenti da diversi esponenti dell’esecutivo. Come ha preannunciato uscendo da Palazzo Chigi il ministro degli Esteri e leader di Fi Antonio Tajani, la decisione sarà presa a gennaio, lasciando intendere che ci sia una divisione tra chi vuole comunque forzare i tempi nella fissazione della data della consultazione, così da accorciare la campagna referendaria, e chi preferisce evitare tale braccio di ferro, vuoi per venire incontro alle sollecitazioni del Quirinale, vuoi per timore di finire trascinati davanti al Tar da parte del Comitato di cittadini che hanno avviato la raccolta di firme popolari.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 30 dicembre 2025 Meloni lo sa fin troppo bene: un’eventuale bocciatura della più importante riforma del suo governo non sarebbe a costo a zero. Beh, il rinvio sulla data del referendum è davvero clamoroso, viste le premesse. Per settimane il guardasigilli Carlo Nordio, fedele alla linea del “fare presto” e ansioso di realizzare il sogno di Silvio Berlusconi sulla giustizia, ha annunciato per tutto l’orbe terraqueo la consultazione entro la prima metà di marzo. Un’evidente forzatura perché, secondo una lunga consuetudine di applicazione delle norme, tra raccolta firme e verifiche di regolarità era chiaro anche ai bambini che la prima data utile è il 29 marzo.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 30 dicembre 2025 Fumata nera. L’ultima riunione dell’anno del Cdm non ha sciolto il nodo della data del referendum. “Non se ne è proprio parlato”, racconta il ministro della Protezione civile Musumeci a Cdm concluso. In effetti la spinosa questione non era all’odg. In compenso, 24 ore prima, il sottosegretario Mantovano in persona aveva anticipato che la decisione sarebbe stata presa oggi. Qualche ostacolo all’ultimo momento deve essere spuntato. La questione, si sa, è al momento la prima linea dello scontro tra governo e opposizione. Problema in punto di diritto e che appare a prima e anche a seconda vista insensato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 dicembre 2025 Da Piero Grasso a Federico Cafiero De Raho, fino a Franco Roberti: la poltrona della Dna di via Giulia ormai è divenuta un capitale elettorale. Come mai il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, poche ore dopo gli arresti dei presunti fiancheggiatori di Hamas in Italia, si sente in diritto - forse addirittura in dovere - di specificare che l’arresto nulla toglie “ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele”? Evidentemente il procuratore Melillo è convinto che la sua funzione abbia anche una dimensione politica. E del resto c’è un dato, inoppugnabile nella sua fredda evidenza documentale, che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore la salute delle nostre istituzioni.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 30 dicembre 2025 Il Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, portavoce anche della conferenza nazionale dei garanti delle persone private della libertà personale traccia attraverso i numeri di fine novembre un allarmante bilancio di fine anno, che mette in crisi il sistema penitenziario. “In Italia sono detenute 63.868 persone a fronte di 45.000 posti reali disponibili. In Campania sono recluse 7.844 persone a fronte di 5.500 posti reali disponibili. Ci sono, dunque, in Italia circa 18.000 persone in più rispetto ai posti disponibili e finora la situazione non è migliorata nonostante gli annunci della politica. Delle 63.868 persone detenute in Italia, 2.772 sono donne e 20.211 sono stranieri. In Campania, invece, 401 sono le donne detenute e 957 sono gli stranieri reclusi.
di Andrena Baccaro
Corriere di Bologna, 30 dicembre 2025 L’intervista al Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri: “A Natale istituti abbandonati. Sempre più giovani in carcere perché non hanno una casa. I telefoni? Chiediamoci chi li fa entrare”. Il Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri in questi giorni di festività è impegnato a girare le carceri dell’Emilia Romagna: “Ci sono 4mila detenuti, più della metà stranieri, molti giovani ma spesso stanno in carcere per reati comuni e perché non hanno una casa dove scontare i domiciliari. Bisogna combattere la povertà”.
europaradicale.eu, 30 dicembre 2025 Europa Radicale e l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio per sollecitare il rispetto dell’impegno assunto il 21 settembre 2024, in occasione dell’inaugurazione della Passeggiata Marco Pannella a Torino, a visitare le carceri torinesi insieme al Sindaco Stefano Lo Russo. “Attendiamo con fiducia che il Presidente Cirio possa trovare il tempo per onorare quella promessa”, scrivono Igor Boni e Samuele Moccia, “auspicando che l’impegno venga non solo mantenuto, ma esteso a tutte le carceri piemontesi, tutti i problemi presenti un anno fa dietro le sbarre non solo siano rimasti, ma in molti casi si siano aggravati”: sovraffollamento, difficoltà nell’assistenza sanitaria garantita dalle ASL, carenza di lavoro e di percorsi di reinserimento.
di Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 30 dicembre 2025 Diminuiscono soprattutto i furti in casa (-13%) e le violenze sessuali (-18%). Il prefetto Sgaraglia: “Risultati confortanti”. Ma è allarme giovanissimi: in un anno 2.240 fermati. I reati calano. In un trend che va avanti ormai da anni, nonostante una “percezione della sicurezza” sempre più problematica. Ma i numeri di un anno di criminalità a Milano, parlano di un meno 8 per cento in città (diecimila reati in meno rispetto al 2024) e di un meno 7 nel resto della provincia. Con una diminuzione più marcata dei furti in casa (-13%), nei negozi (-12%), dei borseggi (-9%) e delle rapine (-18%). Diminuiscono anche le violenze sessuali che segnano un meno 18% nonostante l’introduzione di fattispecie di reato più stringenti.
friulisera.it, 30 dicembre 2025 Come oramai tradizione di fine anno si è svolta la conferenza stampa del garante dei detenuti Andrea Sandra di Udine assieme all’ex garante già sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone. Nel corso dell’incontro molto partecipato sono stati resi noti i dati relativi alle condizioni del carcere di via Spalato a Udine. Il dato che più di ogni altro rende chiara la situazione è quello delle presenze, 184 detenuti, ma i posti previsti sarebbero solo 90, mentre 70 sono le persone ancora in attesa del primo grado di giudizio quindi potenzialmente innocenti fino a prova contraria.
di Beatrice Branca
Corriere del Veneto, 30 dicembre 2025 Il presidente del tribunale Ernesto d’Amico per la prima volta ha avviato un protocollo per l’impiego di due detenuti nel palazzo di giustizia. “Permettere il reinserimento dei detenuti nella società è nel nostro interesse. Per chi lavora dentro o fuori dal carcere il rischio di recidiva è bassissimo, mentre sale a oltre il 50% nel caso di soggetti inoccupati”. Le parole sono quelle del presidente del tribunale Ernesto D’Amico che ha deciso di aprire le porte del palazzo di giustizia alla popolazione carceraria. I dati a cui si riferisce sono quelli forniti dagli studi del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
di Martina Zambon
Corriere del Veneto, 30 dicembre 2025 Prima il presidente della Regione Alberto Stefani ospite d’eccezione al pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio a Padova, oggi il suo predecessore, e attuale presidente del consiglio regionale, Luca Zaia, al carcere Due Palazzi sempre nel capoluogo euganeo, per gli auguri di Capodanno. La nuova amministrazione regionale sembra virare con decisione, insomma, su segnali forti di vicinanza agli ultimi. L’appuntamento, per Zaia, è stamattina alle 11 nella casa di reclusione. Lì incontrerà le realtà del terzo settore che operano all’interno dell’istituto, una rappresentanza del personale dell’amministrazione penitenziaria, a partire dalla nuova direttrice della sezione dedicata a detenuti che stanno scontando pene definitive, Maria Gabriella Lusi e delle persone detenute.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 30 dicembre 2025 L’assessore Aretusini rassicura. Per 31 detenuti almeno 50 guardie. “L’arrivo del carcere minorile all’ex Casa circondariale in via Verdi ha consentito di evitare la creazione di un nuovo “vuoto urbano” in pieno centro storico e darà, comunque, una spinta all’indotto cittadino. Da parte nostra, come amministrazione comunale, ci impegneremo per fare in modo che i timori, a livello di sicurezza, espressi da parte di alcuni residenti in zona trovino una pronta risposta in termini di controllo e di prevenzione”. Così l’assessore rodigino alla Sicurezza, Michele Aretusini, saluta l’ormai imminente arrivo del carcere minorile all’ex Casa circondariale in via Verdi, in funzione dal 1933 e dismessa nel 2016, con inaugurazione fissata per l’8 gennaio prossimo.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 30 dicembre 2025 Potranno videochiamare casa negli orari consentiti. In un incontro con i penalisti alcuni ragazzi del carcere di Monza hanno parlato dei problemi del reinserimento sociale e delle criticità del sovraffollamento: “Bisogna restringere sempre di più le distanze tra l’interno e l’esterno”. Come regalo di Natale un telefono cellulare per fare le videochiamate ai familiari nelle ore di permesso. L’hanno ricevuto dagli avvocati della Camera penale di Monza i detenuti della casa circondariale monzese, per abbattere i confini che li separano dalle persone care, ancora di più in questi giorni di festa.
di Bruno Temil
lavitacattolica.it, 30 dicembre 2025 Non numeri, non schede anagrafiche, non “dati” in un sistema burocratico, ma volti unici, irripetibili e amati. È questo il messaggio di speranza che l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, ha portato nel cuore della casa circondariale di massima sicurezza di Tolmezzo, dove venerdì 26 dicembre ha celebrato la Santa Messa nell’Ottava di Natale. Nella sala teatro trasformata in spazio di preghiera, tra le mura del penitenziario carnico, la liturgia ha assunto il sapore di un abbraccio che non conosce confini. Accanto all’Arcivescovo, hanno concelebrato l’arcidiacono di Tolmezzo, mons. Angelo Zanello, e il cappellano, padre Claudio Santangelo. Una presenza corale che ha visto la partecipazione anche dell’assessore comunale alla Famiglia e all’Inclusione, Cristina Dalla Marta ...
di Rosanna Borzillo
Il Mattino, 30 dicembre 2025 Vicinanza il pranzo all’istituto “Pasquale Mandato” di Secondigliano. “Nessuno è irrecuperabile”. È con queste parole che il cardinale arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha voluto parlare al cuore degli ottantadue detenuti che ieri hanno condiviso con lui il pranzo di Natale nel centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, a Napoli. Uomini scelti tra i più poveri, spesso stranieri o senza familiari, per i quali il Natale rischia di essere solo un giorno come gli altri. “Una persona non coincide con i propri errori”, ha ricordato l’arcivescovo, rivolgendosi ai detenuti nella sala addobbata a festa, trasformata per qualche ora in uno spazio di ascolto e di speranza.
AFFARI SOCIALI
di Valentina Abate
Vogue, 30 dicembre 2025 Viaggio alla scoperta delle sartorie socialmente impegnate. Il loro obiettivo? Una moda che favorisca la circolarità, ma anche il reinserimento e l’inclusione delle persone nelle comunità. “Siamo un’impresa sociale che promuove bellezza, inclusione e sostenibilità attraverso una moda etica, circolare e Made in Italy”, esordisce Anna Fiscale, che ha co-fondato Quid nel 2013 con collezioni lavorate tra la Casa Circondariale di Montorio, nel Veronese, e un laboratorio interno dove persone con fragilità potessero lavorare con tessuti deadstock. Negli anni, il progetto ha scelto di concentrarsi su merchandising e capsule ad alto impatto sociale e, nel 2023, a festeggiare i 10 anni dalla fondazione, c’erano oltre 150 dipendenti di 23 nazionalità diverse.
di Giampaolo Cerri
vita.it, 30 dicembre 2025 Sono quelle di “Awarness”, consapevolezza, “Advocacy”, ossia sostegno, e “Action”, vale a dire azione, le tre parole che stanno alla base della missione di Soroptimist, l’associazione internazionale per la tutela e la promozione della donna e dei suoi diritti. A capo della sezione italiana, 5mila socie, la presidente Adriana Macchi traccia un bilancio del suo mandato, che si conclude col 2025. Dalle carceri femminili alle palestre, dai campi di calcio alle olimpiadi, dai beauty center alle caserme e commissariati di tutta Italia. C’è un filo rosso che unisce questi luoghi in una rete di speranza e progetti per cambiare e migliorare la vita delle donne.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 30 dicembre 2025 La Corte respinge le censure statali sull’intera norma approvata dalla Regione e impugnata dal governo, ma dichiara l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni contenute nel testo. A chi spetta la competenza in materia di fine vita, allo Stato o alle Regioni? Il verdetto della Consulta, il più atteso da governo e Parlamento, non è così netto. La sentenza numero 204 depositata oggi dalla Corte Costituzionale, infatti, ha respinto le censure statali sull’intera legge regionale della Toscana - la prima in Italia a dotarsi di una norma in tema di suicidio assistito - ma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di diverse sue disposizioni. Laddove la legge numero 16 del 2025, approvata lo scorso febbraio e impugnata poco dopo dal governo, non si limiterebbe ad applicare quanto stabilito dalla stessa Consulta ...
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 28 dicembre 2025)
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