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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 29 dicembre 2025
CARCERI
di Patricia Iori
ultimavoce.it, 29 dicembre 2025 Il tema delle carceri italiane è tornato con forza al centro dell’attenzione politica e mediatica, riaprendo un confronto mai del tutto sopito sulle condizioni di detenzione e sull’efficacia del sistema penale. A riaccendere il dibattito sono stati i dati più recenti sulla popolazione carceraria e alcune dichiarazioni del ministro della Giustizia, che hanno riportato alla luce criticità strutturali e questioni di principio legate al rispetto dei diritti fondamentali. Il quadro che emerge è quello di un sistema sotto pressione, incapace di assorbire l’aumento dei detenuti senza compromettere le condizioni di vita all’interno degli istituti.
umbriajournal.com, 29 dicembre 2025 I dati sul sistema penitenziario italiano a fine 2025 restituiscono un quadro definito “sconcertante” dal Cnpp-Spp, che parla apertamente di una crisi strutturale non più rinviabile. I numeri raccontano un aumento costante della popolazione detenuta, accompagnato da un incremento dei suicidi, dei decessi per cause naturali e da una cronica carenza di personale di Polizia penitenziaria, elementi che insieme mettono in discussione il senso stesso della pena e la tenuta costituzionale del sistema. Nel 1992 i detenuti presenti negli istituti di pena italiani erano 44.134. In quell’anno si registrarono 47 suicidi, pari a 10,6 ogni 10.000 ristretti, e 89 decessi per cause naturali.
La Repubblica, 29 dicembre 2025 L’Associazione Bambinisenzasbarre è impegnata, in Italia e all’estero, nella tutela dei diritti dei bambini, in particolare dei figli di persone detenute. Lavora da 25 anni a per un sostegno psico-pedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza della detenzione di uno o entrambi i genitori. Il 21 marzo 2014 l’Associazione ha firmato con il Ministro della Giustizia, l’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza, la prima “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti” in Europa. Fa parte di COPE (Children of Prisoners Europe), del Gruppo CRC ed è consultant member di Ecosoc dell’Onu. Le conseguenze dell’interruzione dei legami tra genitori e figli.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 29 dicembre 2025 Oggi in Cdm la data per la consultazione. L’esecutivo tentato dal fare presto, ma impedire la raccolta delle firme popolari è un vulnus. Bisogna partire dalla norma, ma anche da una lunga consuetudine in materia, per misurare quanto il governo forzerà al cdm di oggi, dove sarà stabilita la data per il referendum sulla giustizia. Per portato simbolico e ricadute politiche, è la madre di tutte le battaglie. Eventuale film della vittoria: accelerata su premierato, legge elettorale e lunga campagna verso le politiche sulle ali dell’entusiasmo. Eventuale film della sconfitta: colpo micidiale per il governo. Impossibile fischiettare se ti viene bocciata la riforma più importante - anzi, l’unica - che hai varato, peraltro sulla Costituzione.
di Francesco Pallante
Il Manifesto, 29 dicembre 2025 Tra gli obiettivi che la destra intende perseguire con la riforma costituzionale della magistratura vi è il contrasto alle correnti dei magistrati. Le “camarille”, come ha avuto il garbo di definirle l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera; le associazioni delle toghe, per esprimersi correttamente. A questo servirebbe il ricorso allo strumento del sorteggio per la formazione del Consiglio superiore della magistratura giudicante e del Consiglio superiore della magistratura requirente: a impedire che, tramite il voto, i magistrati possano comporre, all’interno di tali organi, “delegazioni” riconducibili all’una o all’altra associazione.
GIURISPRUDENZA
libertasicilia.it, 29 dicembre 2025 Il ritrovamento di un telefono in cella non basta, da solo, a far scattare una condanna. È questo il principio ribadito in una recente vicenda giudiziaria che si è conclusa con l’assoluzione di un detenuto accusato di detenzione illegale di un apparecchio telefonico all’interno di un istituto penitenziario. L’uomo, identificato con le iniziali W.I., era finito a processo dopo che, durante una perquisizione nella sua cella, gli agenti della polizia penitenziaria avevano rinvenuto un piccolo telefono cellulare. Un ritrovamento che, però, non ha retto alla prova del giudizio. Dagli accertamenti è infatti emerso che il dispositivo era privo di scheda Sim e di caricabatterie. Sebbene fosse dotato di batteria, non risultava in alcun modo idoneo a consentire comunicazioni con l’esterno. Un dettaglio tutt’altro che marginale, rivelatosi determinante ai fini dell’assoluzione.
termolionline.it, 29 dicembre 2025 A fine anno i numeri non sono più cifre: diventano diagnosi. E la diagnosi del sistema penitenziario italiano, letta attraverso la piccola ma rivelatrice realtà molisana, è quella di un corpo istituzionale in sofferenza acuta. Il Molise, con i suoi tre istituti - Campobasso, Larino, Isernia - è oggi la fotografia più nitida di ciò che accade nel resto del Paese: sovraffollamento crescente, personale ridotto all’osso, condizioni di detenzione che si allontanano sempre più dal dettato costituzionale Nel 2022 i detenuti presenti negli istituti molisani erano 339. Oggi, dopo tre anni di governo Meloni, sono diventati 427: 88 persone in più, l’equivalente di due carceri come quello di Isernia riempite da zero. Un dato che, da solo, basterebbe a raccontare la portata del problema. Ma è solo l’inizio.
senzacolonnenews.it, 29 dicembre 2025 È stato trovato morto, impiccato a una sbarra del letto a castello della sua cella, nel carcere di Taranto, dove stava scontando una condanna a tre anni e mezzo di reclusione per stalking nei confronti della moglie. La vittima è Francesco L., 53 anni, imprenditore della provincia ionica. L’uomo è stato scoperto privo di vita nella serata di venerdì dai compagni di cella e dagli agenti di polizia Penitenziaria che stavano riaccompagnando i detenuti dopo l’ora d’aria. Inutili i tentativi di rianimazione, prima da parte degli agenti e poi dei sanitari dell’infermeria: il decesso risaliva a diverso tempo prima del ritrovamento. Si tratta dell’ennesimo suicidio avvenuto all’interno di un istituto penitenziario negli ultimi mesi, un fenomeno che continua a sollevare interrogativi sulle condizioni di sicurezza e di tutela della salute mentale dei detenuti.
di Tommaso Chirone
giornalelavoce.it, 29 dicembre 2025 Sovraffollamento, carenze di personale ed educatori: la denuncia di Radicali, Possibile e Associazione Aglietta sul carcere di Torino. Si entra per essere rieducati, si rischia di uscire peggiori. È questa l’accusa netta che emerge dalla nota congiunta firmata da Filippo Blengino, segretario nazionale di Radicali Italiani, Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile, e Samuele Moccia, coordinatore dell’Associazione Aglietta, sul carcere di Torino. Una denuncia che va oltre i numeri e chiama in causa le condizioni quotidiane di vita, la carenza di personale e un disagio psichiatrico definito senza mezzi termini “fuori controllo”. In questo quadro, la funzione rieducativa della pena resta sulla carta, svuotata di strutture, competenze e risorse.
avellinotoday.it, 29 dicembre 2025 Preoccupazione tra sindacati e operatori per il sovraffollamento e il rischio sanitario. Un sospetto caso di scabbia sarebbe stato registrato nella Casa circondariale di Avellino Bellizzi. A darne notizia è Raffaele Troise, responsabile della segreteria Uil-pa Polizia Penitenziaria di Avellino Bellizzi. Si tratterebbe del primo episodio segnalato dopo poco più di un anno dall’ultimo caso analogo. Secondo quanto comunicato, la camera detentiva interessata è stata immediatamente posta in isolamento sanitario, in attesa degli accertamenti necessari a confermare o escludere la presenza della patologia.
di Gandolfo Maria Pepe
La Sicilia, 29 dicembre 2025 “Ponti di pace” con la musica della pianista ucraina Tetiana Donets e della violoncellista nissena Eliana Miraglia. Un Natale diverso, intenso e carico di significato quello vissuto alla Casa Circondariale di Caltanissetta, che ha aperto le proprie porte alla grande musica con l’evento “Ponti di pace. Il Concerto di Natale”. Un’iniziativa di alto valore culturale e umano, resa possibile grazie alla collaborazione con l’associazione TraccePerLaMeta, referente la prof. Enza Spagnolo, che ha offerto alla popolazione detenuta un’esperienza artistica profondamente coinvolgente.
di Caterina Stamin
La Stampa, 29 dicembre 2025 I testi raccontano umiliazioni, solitudine, sogni e riscatto. Sono nati da un laboratorio di scrittura e raccolti nel libro “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”. La scelta della direzione del Lorusso e Cutugno è stata quella di non censurare le lettere. Ci sono le urla. Le umiliazioni, le sofferenze, la solitudine. E poi le mancanze: di un profumo, di una candela, dell’acqua frizzante, di un bicchiere di vino, della famiglia. C’è tutto questo nelle lettere delle detenute del carcere Lorusso e Cutugno: denunce collettive per le loro condizioni nell’istituto penitenziario, ma anche messaggi a loro stesse, a farsi coraggio e non perdere la speranza. Sono pensieri, nati durante un laboratorio nella biblioteca civica e scritti dalle donne nelle loro celle, oggi raccolti nel volume Un giorno, tre autunni.
tranilive.it, 29 dicembre 2025 “Attraverso le loro storie si vuole far comprendere che tutti possiamo sbagliare, ma tutti possiamo imparare a comprendere l’errore a prenderci la responsabilità e se vogliamo a cambiare strada”. L’associazione Donne Giuriste Italia Sez. di Trani, l’associazione Avvocati di Bisceglie e la Camera Penale Giustina Rocca di Trani, in occasione delle feste natalizie hanno organizzato in collaborazione con il laboratorio teatrale Marluna Teatro di Trani una rappresentazione, il 30 dicembre, presso la sezione femminile dell’Istituto penitenziario di Trani. “Si vuole creare un buco nel muro di invisibilità che circonda il carcere e creare un momento di umanità in un mondo che così come è oggi non solo è molto lontano dai principi e dettati costituzionali ma anche da ogni concetto di umanità”.
CULTURA
di Martina Ferlisi
altreconomia.it, 29 dicembre 2025 Nel libro “Madri detenute. Dal lavoro educativo in carcere alla ricerca sociopolitica”, Valentina De Fazio, educatrice della Fondazione Archè, racconta che cosa significa vivere la maternità negli istituti penitenziari, tra politiche sociali insufficienti e discriminazioni di genere. Il modello dell’équipe educativa in cui lavora nell’Icam di Milano e nella sezione nido di Bollate rappresenta una risposta alla richiesta di sostegno da parte delle donne che andrebbe presa come modello.
di Januaria Piromallo*
Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2025 Il libro raccoglie le testimonianze di Wissem, Francesca, Elena, Bruno, Alice, Elio, Mariarosaria che da pazienti “scorporati” tornano soggetti in attesa di riscatto e di giustizia. Mi guardo intorno e vedo abeti illuminati, vetrine scintillanti e cori (stonati). Dai mercatini di paccottiglia natalizia all’ombra del Duomo (perfino la Madunina si gira dall’altra parte) e da quelli in piazza Plebiscito i bambini scappano per la bruttezza. Certo, ci si scofana di torroni, salami e panzarotti unti e fritti. Cosa c’entra tutto questo con lo spirito del Natale. Siamo turbati e persi (almeno io lo sono) dall’ “altro” che ci circonda, che non è mandato dall’Alto ma creato dall’uomo, guerra, distruzione, fame, persecuzioni, corruzione (in confronto Mani Pulite è sembrato un gioco da Monopoli).
di Andrea Lavazza
Avvenire, 29 dicembre 2025 I nuovi media cercano una via praticabile per garantire standard elevati. L’esempio francese. A fronte di una crescente domanda di informazione e di un consumo digitale che ha raggiunto picchi senza precedenti, si assiste a una paradossale crisi dell’offerta di informazione professionale e strutturata. C’entra, com’è noto, la richiesta da una parte di contenuti gratuiti e, dall’altra, il costo della fornitura di elementi affidabili e ben ricercati. Molte le disamine già formulate su un tema assolutamente cruciale per la tenuta delle democrazie oggi sotto stress. Poche però le soluzioni credibili. Proprio per questo merita qualche riflessione il recente dibattito francese, presto degenerato in polemica politica senza approfondire gli aspetti più promettenti, e in qualche misura necessari, emersi dalla proposta dell’Eliseo.
di Alessandra Vescio
marieclaire.it, 29 dicembre 2025 Negli ultimi 25 anni circa, il numero delle donne e delle ragazze in carcere nel mondo è cresciuto del 57%, quasi tre volte in più rispetto alla popolazione detenuta maschile. Oltre 733mila donne e ragazze nel mondo oggi si trovano in carcere, tra quelle che sono in custodia cautelare e quelle che invece hanno già ricevuto una condanna. Secondo la World Female Imprisonment List, la lista pubblicata dall’Institute for Crime & Justice Policy Research dell’Università Birkbeck di Londra, si tratta molto probabilmente di una sottostima: alcuni Paesi infatti forniscono dati incompleti o non li condividono affatto.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 29 dicembre 2025 La guerra in Ucraina, le trattative e la mancanza di una strategia europea. No, non siamo padroni del nostro destino. Diventa sempre più evidente lo iato fra le lodevoli (ma vacue) intenzioni di noi europei e le controverse (ma concrete) azioni dell’America Maga. Con la consueta brutalità lo ha ricordato Donald Trump, che nella sua Versailles privata di Mar-a-Lago ha incontrato Volodymyr Zelensky: “Lui non ha nulla in mano finché non lo approvo io!”, aveva premesso. Ieri, “tra una chiamata e l’altra con Putin” - come ha titolato maligno il sito del Washington Post - il presidente americano ha promesso garanzie di sicurezza “forti” a una Kiev martoriata dai missili russi anche durante i colloqui e pacche sulla spalla al “coraggioso” collega ucraino che per mesi ha bistrattato.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2025 La frase l’ha pronunciata il ministro degli Esteri Antonio Tajani il 2 ottobre, ospite del programma Porta a porta di Bruno Vespa. L’argomento era il violento intercettamento in acque internazionali, da parte della marina militare israeliana, delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. È stata una frase uscita male che, chissà, se fosse stato possibile tornare indietro il responsabile della politica estera italiana avrebbe formulato diversamente. O magari è stata detta a mo’ di rassegnata constatazione e avrebbe potuto essere preceduta da “Secondo Israele”. Chissà, appunto. Ma è stata comunque una frase sintomatica, che ha fatto correre i brividi lungo la schiena alle persone giuriste e alle organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International, che vedono il diritto internazionale come un parametro su cui misurare il comportamento degli stati.
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 28 dicembre 2025)
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