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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di domenica 28 dicembre 2025

di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 28 dicembre 2025 Nel suo libro “La rivoluzione normale” l’ex direttore di San Vittore e dirigente Dap, spiega problemi e possibili soluzioni: “Lo Stato punisce chi non ha rispettato la legge, ma è il primo a non rispettarla, dovrebbe essere normale lavorare affinché il sistema carcerario migliori. Non è il cavallo di battaglia di nessun governo, per paura delle urne”. “Il vero problema è che non è stata capita la natura del problema”. Usa un gioco di parole Luigi Pagano - storico direttore del carcere di San Vittore, una lunga esperienza nel Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, oggi garante dei detenuti di Milano - per spiegare a HuffPost perché il carcere sembra un vicolo cieco. Senza prospettive e senza soluzioni. In realtà, la soluzione per avere un carcere più umano lui l’ha capita da decenni.

 

di Franco Pizzolato*

labarcaeilmare.it, 28 dicembre 2025 Il tempo natalizio fa essere più buoni, ma è difficile credere a certe conversioni. Gente e partiti che fino a ieri si scandalizzavano di fronte a chi osava invocare qualche temperamento di pena nelle carceri per renderle meno punitive e un po’ più educative, come vuole il nobile diritto, ora si dichiarano addirittura vicini al Papa che da sempre chiede rispetto dell’umanità anche dei reclusi. Il Presidente del Senato, La Russa, esponente di un partito che fino a stamattina, insieme con i Leghisti, invocava a gran voce la certezza della pena, ora chiede indulti e amnistie. E non solo per uno sfollamento delle carceri, che sarebbe posizione materialmente realistica più che ideale, ma proprio per senso di umanità. Sarà vero?

 

di Vincenzo R. Spagnolo

Avvenire, 28 dicembre 2025 Fra marzo e aprile il referendum sulla riforma voluta da Nordio. L’anno che sta per cominciare sarà decisivo per le riforme istituzionali che fanno parte del programma della maggioranza di centrodestra. Non soltanto per quanto riguarda la giustizia, che ha già tagliato il traguardo della doppia approvazione di Senato e Camera secondo le modalità prescritte dall’articolo 138 della Costituzione ma che dovrà superare anche lo scoglio del referendum confermativo, non avendo incassato in Parlamento la maggioranza qualificata necessaria per evitarlo. Altri due “cavalli” sui quali l’esecutivo ha puntato molto sono l’autonomia regionale differenziata (“manifesto” leghista per eccellenza) e il premierato (modello molto caro a Giorgia Meloni e ai suoi Fratelli d’Italia). Ma con la legislatura che terminerà con ogni probabilità a primavera 2027, la partita dovrà essere giocata nel 2026. Vediamo, quindi, a che punto è il cantiere. 

 

di Valentina Stella

Il Dubbio, 28 dicembre 2025 Parla l’avvocato Cesare Placanica, già presidente della Camera penale di Roma: “La separazione delle carriere rafforza la terzietà del giudice e tutela i diritti dei cittadini. Il correntismo è una piaga da recidere, anche con il sorteggio”. Cesare Placanica, già presidente della Camera penale di Roma. Perché ha scelto di far parte del Comitato Sì riforma presieduto da Nicolò Zanon? Mi viene da dire, perché no? È la battaglia che, spesso in corsa solitaria, l’unica associazione di cui in vita mia ho mai fatto parte, Ucpi, portava avanti con convinzione già nel lontano 1993, data della mia adesione. Farla ancora, a fianco di illustri giuristi che stimo e apprezzo da tempo, è un privilegio.

 

di Valentina Stella

Il Dubbio, 28 dicembre 2025 Parla Nello Rossi, magistrato e direttore di “Questione Giustizia”: “Questa riforma ha radici lontane: il rischio è un indebolimento complessivo delle garanzie. E il sorteggio è una scorciatoia pericolosa”. Nello Rossi, direttore della rivista Questione giustizia, che idea si sta facendo di questa campagna referendaria? Veramente io vedo in corso non una ma due campagne referendarie. Nella prima, riservata ad una minoranza della popolazione, si discutono i pro e i contro della riforma costituzionale. Nella seconda, invece, vengono agitati temi che con la riforma non vengono neppure affrontati, ma che colpiscono la più vasta opinione pubblica: la lunghezza dei processi (spesso frutto di norme processuali farraginose e contraddittorie) o i casi giudiziari più clamorosi e divisivi, come quello della famiglia nel bosco o Garlasco.

 

di Nikasia Sistilli

iltrafiletto.it, 28 dicembre 2025 Circa 470 i detenuti nel carcere di Castrogno di Teramo, contro la capienza della struttura di 255 posti, con un 183% di indice di sovraffollamento. Sono i dati ormai noti della casa circondariale, nota non solo per il grave problema del numero di detenuti che ospita e per le condizioni in cui vivono, ma anche per la carenza di personale, di agenti di polizia penitenziaria così come sanitari, persone che non vogliono più prestare la propria opera a Castrogno perché non c’è sicurezza, non c’è controllo, non c’è più umanità. Il tutto che si incardina nella terribile storia italiana: le lungaggini processuali, gli errori giudiziari, il carico di lavoro.

 

di Beatrice Branca

Corriere di Verona, 28 dicembre 2025 Chiesti due archivisti, il presidente D’Amico attende la risposta dal Ministero. Il presidente del tribunale Ernesto D’Amico, in accordo con la Casa Circondariale di Montorio, ha chiesto per la prima volta l’impiego di due detenuti negli archivi della sezione civile. Prima del loro inserimento, il tribunale dovrà attendere una risposta dal Ministero della Giustizia. Si tratta di un’iniziativa che da un lato favorisce il reinserimento dei detenuti nella società e che dall’altro di colma, anche se in piccola parte, la carenza di personale. “Permettere il reinserimento dei detenuti nella società è nel nostro interesse. Per chi lavora dentro o fuori dal carcere il rischio di recidiva è bassissimo, mentre sale a oltre il 50% nel caso di soggetti inoccupati”.

 

irpinianews.it, 28 dicembre 2025 Sabato 3 gennaio 2026 alle ore 16.00, presso il Jjinger Cocktailbar di Avellino, in Corso Vittorio Emanuele si terrà un importante momento di riflessione e confronto dal titolo “Oltre le mura: a persona dietro alla detenzione femminile”. L’evento vedrà la partecipazione della dottoressa Claudia Cavallo, criminologa giuridica, esperta in diritti umani e tutela della dignità dei detenuti. La dottoressa Cavallo è membro dello staff del Garante dei Detenuti della Regione Campania e dell’Osservatorio sulle Persone Private della Libertà Personale della stessa regione.

 

di Stefano Liburdi

Il Tempo, 28 dicembre 2025 Un prosecco di benvenuto, poi lasagna con salsiccia e funghi, carne con cicoria ripassata e patate al forno, tiramisù e per concludere una tazzina di caffè Galeotto. Eccolo il menù preparato dai detenuti di Rebibbia Nuovo complesso per il pranzo di Natale 2025. Ma non solo, ad accompagnare il pasto il sax di Stefano Di Battista con la sua band a ricordare che il Natale deve essere una festa per tutti, ovunque ci si trovi. A ospitare l’evento è stata la torrefazione del “caffè Galeotto” posta all’interno del carcere.

 

di Nicoletta Gigli

Il Messaggero, 28 dicembre 2025 Il progetto dell’istituto Ipsia Pertini ha la regia di Michela Carobelli. “Questo spettacolo nasce dall’ambiente in cui viviamo e dalle nostre condizioni: mancanza di libertà, emarginazione, isolamento. Il teatro, come la musica, è libertà. Ed è di tutti. Con questa rappresentazione vogliamo sentirci liberi e portarvi con noi. Vi parleremo di musica e di ballo, espressione di quella libertà, di un ballo inizialmente proibito e denigrato perché nato nei bassifondi di una grande città e vi parleremo del sud Italia, così simile in molti quartieri a quelli di Buenos Aires in cui è nato il tango. Dalla periferia emarginata è diventato il cuore pulsante di una nazione ed ha avuto il suo riscatto, lo stesso a cui punta ciascuno di noi”.

di Maria Ducoli

ilnordest.it, 28 dicembre 2025 Tra sbarre e aule di scuola, il documentario di Rosa Lina Galantino e Luigi Giuliano Ceccarelli, con Ottavia Piccolo, ripercorre le vite delle detenute del carcere veneziano partendo dalla visita di papa Francesco. Donne che affrontano la solitudine e gli errori del passato pronte a trasformarsi e volare oltre le barriere. Inizia con il rombo di un elicottero, il documentario “Le farfalle della Giudecca”, di Rosa Lina Galantino e Luigi Giuliano Ceccarelli, con la partecipazione di Ottavia Piccolo. Da quell’elicottero, il 29 aprile del 2024 scese Papa Francesco, che incontrò le detenute. Sono loro, le farfalle della Giudecca: creature in via di trasformazione, alcune imprigionate nel bozzolo del proprio dolore, in condizioni di partenza sfavorevoli, che le hanno portate su strade sbagliate.

 

di Alberto Piccinini

Il Manifesto, 28 dicembre 2025 La sociologia giovanile è sempre discutibile, ma questa nuova ossessione rappresenta bene la nevrosi tipica dell’era dei social. Bufale razziste e dicerie riempiono poi talk show e giornali conservatori. “Il maranza è il nuovo cocco degli intellettuali marxisti”, titolo de Il Giornale l’altra settimana. Fa ridere. Abbastanza. Potremmo scriverlo su ognuna di queste pagine come una fascetta promozionale. Che esistano davvero dei maranza è discutibile, come sempre è stata discutibile la sociologia giovanile (su teddy boys, punks e ravers prima di loro). Che esistano “intellettuali marxisti” è fantascientifico, lasciatecelo dire. E come ho letto non so dove: “Preoccupa l’alleanza / tra Aska e i maranza”, bella rima. L’ossessione maranza dice pochissimo dei maranza stessi, rappresenta invece perfettamente la nevrosi fantasmatica che pervade la destra di era social. O soltanto la loro propaganda.

 

di Oiza Q. Obasuyi

Il Manifesto, 28 dicembre 2025 Nelle scuole italiane, ad oggi, secondo l’ultimo Dossier Statistico sull’Immigrazione 2025, degli oltre 900 mila alunni e alunne stranieri che si sono iscritti all’anno scolastico 2023/2024, oltre i due terzi sono nati e nate in Italia (il 65,2%). La Lega propone l’ennesima legge che andrebbe ulteriormente a restringere l’accesso al diritto alla cittadinanza. Ancora una volta, le persone razzializzate, nel caso specifico nate o cresciute in Italia da genitori stranieri, diventano il bersaglio delle politiche di governo. Definita come “legge-anti maranza”, la proposta ha come punto cardine quello di aggiungere ulteriori ostacoli a chi nasce e cresce in Italia da genitori stranieri e che vi risiedono regolarmente da sempre, senza interruzioni.

 

di Shendi Veli

Il Manifesto, 28 dicembre 2025 Un pomeriggio con Raja e Nada. Generazioni diverse. Origini comuni. Entrambe nate in Italia. Un quartiere dormitorio nella periferia di Milano e il fantasma di Ramy. La Barona non è male, si estende ordinata sul lato sud ovest di Milano, attraversata da larghi vialoni. C’è una piazza con portici perimetrali, dove si concentrano negozi e servizi. Non ha l’aria di un quartiere degradato, semmai la sensazione è che manchi qualcosa, che ci sia un po’ troppo nulla. “A Corvetto l’edilizia è più fatiscente, soprattutto nelle case popolari” racconta Raja, trentaquattro anni, attivista del centro sociale Lambretta: milanese, marocchina, della Barona. Guida per le strade semivuote di una domenica invernale. Racconta che il quartiere popolare, dove si concentravano prima gli emigranti dal meridione e poi quelli di oltre confine, oggi attraversa un processo di trasformazione.

 

di Maurizio Braucci

Il Manifesto, 28 dicembre 2025 Esistono i maranza a Napoli? Le trasformazioni del contesto cittadino modificano anche il disagio giovanile: dal turismo al crimine. Quando politici e intellettuali utilizzano nei loro discorsi pubblici in maniera dispregiativa il termine “maranza” dimostrano quanto la classe dirigente stia apertamente scivolando nella demagogia. Fare ragionamenti ufficiali tenendo sulla lingua una parola classista e criminalizzante semplicemente non dovrebbe essere tollerato. Esistono a Napoli fenomeni equivalenti? La mia risposta è che non potrebbe essere altrimenti. La particolarità del disagio giovanile oggi diffuso in tutto il paese è il suo essere pienamente integrato con i modelli del mercato: ricerca del profitto immediato, aggressività, conformismo. Questi modelli vengono poi declinati secondo lo stile più prossimo, cioè quello del contesto di quartiere o di periferia, in una miscela di alto e basso socio-culturale, dove i due poli spesso finiscono per coincidere.

 

di Shendi Veli

Il Manifesto, 28 dicembre 2025 Due sociologi dell’Università di Genova. Sebastiano Benasso, ha curato l’antologia “Trap! Suoni, segni e soggettività nella scena italiana”. Davide Filippi è autore di uno dei contributi. “Quello che trovo interessante è questa reazione di fastidio che la musica trap, così come la parola maranza, suscita nel senso comune. Nasce dal fatto che non si ritiene legittimo il punto di vista di alcuni soggetti: giovani, periferici, non culturalmente omologati alla maggioranza. È emersa la voce di una popolazione giovanile non bianca che prima non era rappresentata nella musica italiana, mentre in Francia e Inghilterra succede da decenni. La reazione è il panico morale, cioè alimentare paura e indignazione verso un fenomeno sociale in modo del tutto sproporzionato rispetto alla minaccia reale”.

 

di Valerio Renzi

Il Manifesto, 28 dicembre 2025 Dall’Ice di Trump alle cartoline dell’Afd, fino alle proposte della Lega per limitare la cittadinanza. Non siete al sicuro. Questo è il messaggio che le destre globali hanno lanciato ai cittadini migranti, quelli irregolari nei paesi di arrivo, ma soprattutto a quelli considerati inassimilabili al di là dello status giuridico. L’avanguardia sono gli Stati Uniti di Donald Trump, dove i raid dell’Ice portati avanti grazie alle tecnologie gentilmente fornite dagli oligarchi tech, terrorizzano interi quartieri, ma anche in Europa dove ormai la parola d’ordine della remigrazione tiene unito l’attivismo dei gruppuscoli estremisti e i partiti che governano o si candidano realisticamente a governare nei prossimi anni.

 

di Giansandro Merli

Il Manifesto, 28 dicembre 2025 Nonostante il permesso di soggiorno ottenuto in Spagna, padre e figlio si sono ritrovati dietro le sbarre mentre madre e figlia si sono viste ritirare il passaporto. Per tutti è stato emesso un decreto di espulsione, anche se “manifestamente infondato”. Una vicenda tra Kafka e Trump. Il viaggio a Roma per visitare il Vaticano prima della fine del giubileo è costato caro a una famiglia colombiana residente in Spagna con regolare permesso di soggiorno: padre e figlio sono finiti nel Cpr di Ponte Galeria, madre e figlia si sono viste ritirare il passaporto. Tutti hanno temuto il rimpatrio nel paese di origine, da cui sono fuggiti chiedendo protezione in Europa. “Lavoro nel campo del diritto dell’immigrazione da vent’anni. Sulle spalle ho 2.500 udienze di convalida di trattenimenti amministrativi. Ma è la prima volta che assisto a qualcosa del genere”, afferma l’avvocata Cristina Durigon.

 

di Rosario Aitala

Avvenire, 28 dicembre 2025 Oggi ai giudici internazionali si imputa di applicare lealmente il diritto internazionale e salvaguardare i diritti fondamentali degli inermi. Ma così la pace si fa sempre più difficile. In principio fu giustizia dei vincitori, oggi è giustizia per i vinti. Al termine del Secondo conflitto mondiale, con i tribunali internazionali militari di Norimberga e Tokyo, il ricorso a processi in luogo delle consuetudinarie esecuzioni sommarie degli sconfitti affermò un principio etico e giuridico che ha modificato il corso della storia. I crimini di diritto internazionale non sono commessi da entità astratte, Stati, ma da uomini che devono risponderne personalmente. Una rivoluzione di civiltà. Ma fu giustizia dei vincitori, giustizia di parte.

 

di Timur Khairutdinov

valigiablu.it, 28 dicembre 2025 All’inizio di dicembre, un aereo con a bordo 64 russi espulsi dagli Stati Uniti è atterrato a Mosca. Tutti avevano chiesto asilo politico negli Stati Uniti, sostenendo di essere perseguitati nel loro paese. Dopo l’atterraggio, agli uomini sono state consegnate delle convocazioni militari e alcuni sono stati portati via per essere interrogati. Si è trattato almeno del terzo volo di questo tipo quest’anno e se ne prevedono altri nel 2026. Meduza ha parlato con Dmitry Valuev, presidente di Russian America for Democracy in Russia, della vita nei centri di detenzione per immigrati negli Stati Uniti, di cosa attende i deportati una volta tornati in patria e del motivo per cui gli Stati Uniti stanno rimandando le persone proprio nel luogo da cui stavano fuggendo.

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 dicembre 2025)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 27 dicembre 2025)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 18 dicembre 2025)

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 29 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026

Spettacolo teatrale. "Da Babele alla Città Celeste", di Teatrocarcere Due Palazzi & Collegio Universitario Gregorianum (Padova, 11 gennaio 2026)

Save the date. Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online, 16 gennaio 2026, ore 17.00)

CORSI DI FORMAZIONE

Corso di perfezionamento. "Il carcere come elemento del territorio: l'assistenza sanitaria durante e dopo la detenzione" (Milano, iscrizioni fino all'8 gennaio 2026)

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, dal 29 gennaio al 12 marzo 2026)

Corso di formazione iniziale "Mediatore familiare secondo Norma Tecnica Uni 11644 e D. Interministeriale 151/2023" (Bologna, fino all'8 novembre 2026)

BANDI E CONCORSI

Premio letterario Città di Castello: "Destinazione Altrove. La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo" (Scadenza il 31 dicembre 2025)