Antonio Santoiemma

 

"Persone dentro e volontari fuori"
Giornata nazionale di studi su volontariato penitenziario e informazione
Casa di Reclusione di Padova - 26 ottobre 2001

 

Antonio Santoiemma

(Volontario a San Vittore)

 

Sono Santoiemma Antonio, dell’Associazione "S.O.S. Carcere e Giustizia" di Milano. Sono volontario, quasi singolo, e sono poco esperto di comunicazione: ho la terza media e l’ho conseguita nel carcere di Siena, come detenuto. In tutto, ho passato quindici anni in carcere.

Mi rifaccio subito alla giusta affermazione, fatta stamattina da Ornella Favero, che i detenuti devono smettere di delegare e devono farsi portatori, in prima persona, dei propri bisogni: questa sarà senz’altro una cosa importante.

Però queste parole le ho sentite, a 150 metri da qui, nel 1986, dal Senatore Gozzini. Venne al carcere circondariale, a presentare la legge che aveva fatto, e disse: "Cari ragazzi, io la legge l’ho fatta, è fatta bene, ora sta a voi saperla sfruttare e farla vostra".

Questo stesso invito io lo rivolgo ai miei ex compagni, perché conoscano bene l’Ordinamento Penitenziario e s’impegnino per trarne i benefici che prevede, certo con l’aiuto del volontariato e delle istituzioni.

Mi dispiace che il dottor Di Somma sia andato via, perché volevo porgli due domande. La prima riguarda il 41 bis. Io ho svolto quattro manifestazioni, a Roma, contro il 41 bis, per chiederne l’abrogazione e, almeno, una modifica che renda più umano questo regime di detenzione. Perché penso che i diritti umani fondamentali vadano garantiti a tutti, anche a chi "ha minato il paese, lo stato" e tutto quello che vogliamo, diritti che oggi, con il 41 bis, non sono garantiti.

La seconda domanda riguarda quel disegno di legge, presentato dall’Onorevole Pisapia e votato dalla Commissione Giustizia, secondo il quale una parte dei fondi della mafia, recuperati e sequestrati, dovrebbero destinati alla psicoterapia in carcere: di questo disegno di legge non si ha più traccia, lo stesso Onorevole Pisapia non ci sa spiegare che fine ha fatto.

A San Vittore ci stiamo attivando per la psicoterapia in carcere, però la vice presidente dell’Ordine degli psicologi di Milano mi ha detto: "Sai, i giovani hanno bisogno di lavorare, gli anziani sono un po’ impigriti, forse con un po’ di soldini si porterebbe meglio all’interno delle carceri quello strumento della psicoterapia, sul quale siamo tutti d’accordo nel dire che è molto utile".

Un’ultima questione, che mi ha lasciato un po’ perplesso, è quella della conflittualità che impedisce di indire i concorsi per gli educatori. C’è molta conflittualità… però si lascia che questa continui ad esserci, da dieci anni, ed a scapito di tantissimi detenuti, ma a scapito anche del volontariato, che si impegna e poi non può concretizzare il suo lavoro perché sono carenti gli organici.

Mi ricordo che dal 1970, ai tempi della mia prima detenzione, questi "organici" sono stati sempre carenti. Allora avevo ragione quando, nel 1999, provocatoriamente, ho svolto una manifestazione a Roma, definendoci "cenerentole": feci il raduno delle "cenerentole" a Piazza San Pietro.

Difficilmente smetterò di fare quello che faccio, ma mi sono fatto l’idea che noi volontari siamo ammortizzatori di comodo, cioè ci sarebbero tanti termini da usare… e questo non va bene. Ecco, io volevo terminare dedicando, sia ai detenuti che a noi, una poesia di poche righe.

 

Mamma Giustina

 

Mai si è sente dire che una mamma perseveri così tanto nel punire i suoi figlioli,

neanche quelli più duri e ostinati,

ogni mamma è regina e culto e la vita.

C’è una mamma che si chiama Giustina,

non la vedi appena nato,

non la senti e non ti tocca finche errore non commetti,

ogni mamma all’errore del figlio, piange, soffre, gli è compagna e lo perdona,

se castigo gli infligge, stai pur certo, la tua sofferenza per lei è assai più grave.

Mamma Giustina non piange per te, lei è forte, è dura, insensibile e arrogante.

Mamma Giustina fa piangere te,

lei non usa vezzeggi e non da caramelle,

per lei sei cattivo e diverso.

Per lei, così discriminante, tanto potente,

tu resti soltanto un gran delinquente.

 

 

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