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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 3 settembre 2026
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 3 settembre 2026 Ad agosto in cella superata quota 65mila persone, con un incremento di 868 persone rispetto a luglio. Sovraffollamento in diversi istituti ormai oltre il 200%. Nel mese scorso altri 7 suicidi. Le risorse per trasferire i reclusi nelle comunità non ci sono: eppure sarebbero 20mila i soggetti che potrebbero beneficiarne. Situazione sempre più critica nelle carceri italiane, dove nell’ultimo mese il sovraffollamento è cresciuto fino a raggiungere il 142,1%: percentuale mai così alta. In particolare, secondo i dati diffusi dal ministero della Giustizia, i detenuti presenti al 31 agosto erano 65.661, con un aumento di 868 rispetto a luglio. Con questa cifra, oltre alla soglia dei 65mila è stata superata anche la media di incremento mensile delle presenze, che negli ultimi anni si è attestata su circa 300 unità.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 settembre 2026 Sono 65.661 le persone detenute nelle carceri italiane, nel solo mese di agosto sono aumentate di quasi 900 unità. Se gli ingressi dovessero continuare mantenendo questa media, con 28 ristretti in più al giorno, si supererebbero entro il 31 dicembre 2026 le 69mila unità. I commenti di Patrizio Gonnella (Antigone), Rita Bernardini (Nessuno tocchi Caino) e Luigi Pagano, garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Milano. Secondo i dati del ministero della Giustizia, sono 65.661 le persone detenute al 31 agosto 2026, un mese prima erano 64.793: in 31 giorni sono aumentate di 868 unità. Le celle hanno raggiunto un sovraffollamento del 142,1%.
di Antonella Ambrosio
videonola.tv, 3 settembre 2026 Cinquecento possibili percorsi terapeutici aggiuntivi davanti a una platea che supera le ventimila persone detenute con problemi di dipendenza: è dentro questa distanza, molto più che nelle definizioni politiche che hanno accompagnato l’approvazione della norma, che si misura il primo limite della nuova legge sui tossicodipendenti in carcere, entrata in vigore il 21 agosto e destinata a introdurre nuove possibilità di accesso alla detenzione domiciliare per chi viene inserito in programmi terapeutici e socio-riabilitativi. A riportare il provvedimento alla dimensione dei numeri è Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, secondo il quale i 19,4 milioni di euro previsti per il 2026 permetteranno di finanziare circa 500 posti aggiuntivi, una quota che supera di poco il 2 per cento rispetto all’intera popolazione carceraria interessata da problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza.
di Valter Vecellio
L’Opinione, 3 settembre 2026 Il quotidiano bolognese Il Resto del Carlino, un paio di giorni fa ha pubblicato una significativa intervista a un magistrato, il pubblico ministero Marco Imperato. Il titolo dell’intervista, curata da Chiara Gabrielli, è già un programma: Viaggio alla Dozza, il pm: “In carcere non si respira”. Imperato il 24 agosto scorso ha fatto parte della delegazione che ha visitato il carcere bolognese della Dozza. Al termine ha dichiarato: “Lì non si respira, non mi aspettavo nulla di diverso. Ma un conto è conoscere un problema in modo astratto, altro conto è toccarlo con mano. Vedi queste persone sedute, immobili, lo sguardo nel vuoto. È qualcosa che distrugge. Possibile, viene da chiedersi, non ci sia un modo migliore di impiegare il tempo?
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 settembre 2026 La strada è aperta e Forza Italia intende percorrerla in ogni caso. La proposta sui risarcimenti alle vittime di malagiustizia sarà presentata dagli azzurri, come disegno di legge, alla riapertura dei lavori di Montecitorio. Primo firmatario dovrebbe essere il presidente dei deputati di FI, Enrico Costa. È un’idea dal potenziale spiazzante, per gli alleati prima ancora che per l’opposizione. Innanzitutto perché ripropone sotto altra veste il nodo degli errori giudiziari e, soprattutto, della responsabilità civile dei magistrati: se un cittadino ha diritto a vedersi ricompensato anche il mero indebito coinvolgimento in un processo penale, viene abbattuto il principio, caro a una parte dell’Anm, per cui l’errore giudiziario sarebbe “un fisiologico effetto collaterale della giurisdizione”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 settembre 2026 Giù le mani dall’indipendenza del giudice: è il messaggio lanciato da magistratura e avvocatura contro la decisione di due giorni fa del ministro della Giustizia Carlo Nordio di inviare gli ispettori al Tribunale di Torino. Nell’ufficio del capoluogo piemontese, una gip ha disposto l’obbligo di firma, non convalidando il fermo di polizia, per un cittadino accusato di aver palpeggiato i seni di una tredicenne. “Sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica”, ha dichiarato Giuseppe Tango, presidente dell’Anm. “Ed è questo che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l’invio degli ispettori, che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti”, ha proseguito il magistrato.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 3 settembre 2026 Ci sono situazioni di palese pericolosità per l’incolumità degli altri, ma fuori dai casi limite tutto il resto è interpretazione e spesso questione di sensibilità dello stesso giudice. La custodia cautelare in carcere andrebbe limitata al massimo. E soprattutto, come prescrive una norma voluta dallo stesso ministro Carlo Nordio, a decidere di privare della libertà un cittadino prima del processo, dovrebbe essere un organo collegiale e non un giudice monocratico. Ci sono situazioni di palese pericolosità per l’incolumità degli altri, caso tipico quello di chi si metta all’improvviso a sparare sulla folla, in cui è evidente la necessità di isolare il comportamento violento. Ma, fuori dai casi limite, tutto il resto è interpretazione e spesso questione di sensibilità dello stesso giudice.
TERRITORIO
parmatoday.it, 3 settembre 2026 Il decesso è avvenuto nella giornata di martedì 1° settembre. La vittima è Ben Assen Adnane. Suicidio nel carcere di Parma. È deceduto martedì 1° settembre, all’Ospedale Maggiore di Parma un detenuto di 46 anni di origine tunisina che si è impiccato nel carcere di via Burla di Parma nella giornata di giovedì 27 agosto. L’uomo, trasportato in gravissime condizioni di salute nel reparto di Rianimazione, non ce l’ha fatta. L’uomo si trovava in una sezione di isolamento. I suicidi accertati da inizio anno in regione sono quattro, più altre quattro morti da verificare.
di Olivia Bonetti
Il Gazzettino, 3 settembre 2026 Karam Mohamed Mamdouh Khodar è deceduto il 17 agosto dopo aver appiccato il fuoco nella sua cella. Cinque agenti penitenziari sono indagati. È comparsa ieri, sul muro di cinta del carcere di Pordenone, proprio sotto le finestre della cella dove si è spento a soli 19 anni Karam Mohamed Mamdouh Khodar. Una frase breve, scritta con la vernice nera: “Tito vive x sempre”. E una firma “4L”. “Tito” era il nome con cui era conosciuto il giovane detenuto egiziano del carcere Castello morto la sera del 17 agosto scorso per il fumo scatenato dall’aver appiccato il fuoco a un materasso della cella e aver rifiutato i soccorsi barricandosi in bagno.
di Francesco Nania
La Sicilia, 3 settembre 2026 All’interrogazione di Nicita (Pd) rispondono i parlamentari Cannata e Sallemi (Fdi): il sottosegretario pronto a visitare il carcere e il governo ha già preso visione delle numerose emergenze. L’ennesima rivolta all’interno di Cavadonna riaccende i riflettori sulle condizioni del carcere siracusano e apre un nuovo fronte di dibattito politico. Da una parte l’interrogazione presentata al ministro della Giustizia dal senatore del Pd Antonio Nicita, dall’altra la replica dei parlamentari di FDI Salvo Sallemi e Luca Cannata, che rivendicano l’attenzione del Governo Meloni e annunciano a breve la visita a Siracusa del sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni.
di Rossana Santolin
La Tribuna, 3 settembre 2026 Il progetto per utilizzare gli spazi dell’ex Istituto penale minorile non partirà prima della fine del 2027. A Santa Bona il sovraffollamento sfiora il 175% e mancano anche agenti di polizia penitenziaria. La burocrazia frena il progetto di ampliamento del carcere di Treviso. Prima di poter usufruire degli spazi dell’ex Istituto penale minorile (Ipm) potrebbe volerci un anno. I detenuti a Santa Bona sono attualmente 228, a fronte di una capienza massima di 130 unità. L’indice di sovraffollamento, come evidenziato nella relazione diffusa dalla Camera penale trevigiana “Guido Sorbara”, sfiora il 175%, posizionandosi al di sopra della media nazionale del 140%. La situazione rende ancora più urgente la realizzazione del progetto di espansione della casa circondariale sfruttando gli spazi dell’ex Ipm rimasti vuoti dopo il trasferimento a Rovigo a febbraio.
di Filippo Tomei
diariofvg.it, 3 settembre 2026 Carcere di Pordenone, Conficoni chiede alla Giunta risposte su sovraffollamento, garante dei detenuti e nuova struttura di San Vito. A un anno dal deposito dell’interrogazione sulla situazione del carcere di Pordenone, il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) torna a chiedere risposte alla Giunta. Secondo l’esponente dem, il recente decesso di un detenuto rende ancora più urgente fare chiarezza sulle criticità della struttura di piazza della Motta, sui tempi del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento e sulla nomina del garante dei detenuti.
firenzedintorni.it, 3 settembre 2026 “Sicurezza e sanità penitenziaria devono procedere insieme”. Così, in una nota, la Federazione Ciisa Penitenziari secondo cui: “Le criticità emerse durante la visita istituzionale dell’assessora regionale alla sanità Monia Monni presso la casa circondariale di Prato - Dogaia riportano al centro dell’attenzione un tema che la Federazione Ciisa Penitenziari ritiene prioritario: la sicurezza connessa all’assistenza sanitaria delle persone detenute e ai trasferimenti presso le strutture ospedaliere”. Durante la visita è stata evidenziata la complessità della situazione della Dogaia, dove sono presenti circa 630 detenuti e oltre 200 operatori del sistema sanitario.
di Cecilia Colli
lavocedinovara.com, 3 settembre 2026 Il carcere apre le porte alla città e affida ai detenuti il compito di raccontare ciò che accade dietro le sbarre, senza finzioni né sconti. Venerdì 11 e sabato 12 settembre, alle 17, nella Casa circondariale di Novara, andrà in scena “Abbracciare una stella”, spettacolo scritto e interpretato dai detenuti al termine del laboratorio teatrale condotto da Elena Ferrari e Mariano Arenella di Cabiria Teatro. È uno dei momenti più attesi dell’edizione 2026 delle “Notti di Cabiria”: un viaggio tra il peso delle scelte, il rapporto con la giustizia e la possibilità del riscatto, costruito attraverso le voci autentiche di chi il carcere lo vive ogni giorno.
CULTURA
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 3 settembre 2026 Protagoniste Lella Costa e Fiorella Mannoia. S’intitola “Caffè nero bollente”, come la canzone di Mannoia, il cortometraggio di Cinzia Pedrizzetti che sarà presentato al Lido. È stato girato interamente in un raggio abbandonato del penitenziario. A San Vittore persino innamorarsi è un lavoro da inventori. Niente cellulari, messaggi, fotografie da spedire. Uomini e donne non possono incontrarsi né sfiorarsi. Restano i muri, le sbarre e qualche codice clandestino da costruire. È dentro questo vuoto che nasce “Caffè nero bollente”, il cortometraggio di Cinzia Pedrizzetti che il 4 settembre, uscirà dal carcere per arrivare al Festival di Venezia, dove sarà proiettato all’Excelsior. Diciotto minuti girati interamente a San Vittore, in un raggio abbandonato che detenuti e troupe hanno ripulito, sistemato e trasformato in set.
AFFARI SOCIALI
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 3 settembre 2026 La misericordia può rappresentare a sua volta un elemento fondativo del senso della responsabilità, inteso come apertura a riconoscere nell’altro da noi e nella sua sofferenza un appello etico che non può non riguardarci e coinvolgerci. Carità, compassione, misericordia: sono parole che siamo abituati ad associare al lessico religioso. Ma chi lo dice che non possano contribuire a comporre anche quello politico, che non possano assurgere a categorie anche laiche e giuridiche? “Se la cultura cattolica propone il “realismo della misericordia” - osservava Ferruccio de Bortoli parlando dell’intervento del Papa al Meeting di Rimini - tutto il mondo laico dovrebbe sentire, fortissimo, il dovere civico della responsabilità”.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 3 settembre 2026 Era da aspettarselo che, di fronte a un Parlamento che non legifera (quanti sono i Disegni di legge in materia che attendono di essere discussi?) e allo sfascio di ogni cultura amministrativa, ci fossero Regioni che pretendono di “fare da sé”, come si trattasse di cucina regionale. Mi riferisco ai problemi delicatissimi del fine vita, ovvero del problema-cardine: quello della morte volontaria medicalmente assistita. È un diritto? Come regolarlo? Il Parlamento tace, la Corte costituzionale supplisce finora come può. Ed ecco il glorioso Veneto che in forza della competenza legislativa in materia sanitaria vuole regolare sul proprio territorio la materia. Non esiste un ufficio legislativo in codesta Regione che faccia leggere l’art. 117, comma 2, ai nostri intrepidi legislatori ...
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 3 settembre 2026 Il consiglio regionale approva la norma che regola il suicidio assistito: la battaglia di Luca Zaia ora mette all’angolo la maggioranza che guarda da Roma. Buona la seconda. Al suo tentativo bis il Veneto riesce nell’impresa: da oggi è la prima Regione governata dal centrodestra a dotarsi di una legge propria sul fine vita. La quarta, in Italia, dopo la Toscana, la Sardegna e l’Emilia-Romagna, le cui norme sono state liquidate fino ad ora dalla maggioranza come “fughe in avanti” delle roccaforti “rosse”.
di Paolo Russo
La Stampa, 3 settembre 2026 In Italia sono 18 le persone che hanno avuto il via libera al suicidio assistito. Dopo tre Regioni guidate dal centrosinistra - Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna - con il Veneto arriva la prima amministrata dal centrodestra a legiferare sul fine vita, in una Babele regionale figlia dell’immobilismo del Parlamento e delle resistenze della stessa maggioranza. Tanto che sette anni dopo la sentenza 242 del 2019, con la quale la Consulta ha aperto al suicidio medicalmente assistito sollecitando le Camere, una legge nazionale non c’è ancora.
DOCUMENTI
Articolo. "Visione progettuale e realtà operative in ambito penitenziario-3", di Cesare Burdese
Articolo. "Storia di Ahmed e dei libri che legge", di Gino Cervi
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 2 settembre 2026)
APPUNTAMENTI
Presentazione del libro: "Parole latitanti" (Fossano-CN, 3 settembre 2026)
Incontro-dibattito. "La prevenzione in carcere? Funziona?" (Parma, 4 settembre 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 6 settembre 2026
Convegno. "Il carcere nelle arti e nella letteratura" (Roma, 18 settembre 2026)
Incontro-dibattito. "Liberi di ricominciare. La Giustizia Riparativa" (Padova, 18 settembre 2026)
CORSI DI STUDIO
CONCORSI E PREMI