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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 7 ottobre 2026
CARCERI
di Salvatore Fani
Ristretti Orizzonti, 7 ottobre 2026 Ma fortunatamente è quello che sto imparando da un neurochirurgo sul mio cervello che mi fa sperare. Leggevo sul giornale delle cimici in carcere, e mi sono detto: “Ancora ne parlano!”. Le cimici come i pidocchi e la scabbia in carcere ci sono sempre stati, ma non hanno mai fatto notizia. L’articolo mi ha incuriosito e ho approfondito la lettura: in realtà non era l’articolo sulle cimici che infestano il carcere di Venezia, era una rivolta in carcere per le cimici di Pisa, ma non cimici (animali) bensì quelle elettroniche, quelle che ti ascoltano e ti spiano nelle “stanze di pernottamento”, cosi sono chiamate le nostre celle.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 7 ottobre 2026 Ogni anni vengono sequestrati mille cellulari introdotti illegalmente nelle celle, il problema esiste. Chi pensa che i detenuti vogliano solo continuare a trafficare non conosce la realtà carceraria. Della rivolta nel carcere di Pisa se ne sono accorti forse prima fuori, che dentro. Con telefoni, illegalmente introdotti nelle celle, hanno fatto vedere su TikTok le cimici, non troppo ben occultate nelle loro celle. Cimici che, a buon diritto possono essere apposte per intercettazioni ambientali su richiesta della magistratura. Ma che possono essere avvertite come un’invasione di quei pochi metri quadri di privacy, che l’occhio inquisitore e carceriere dello Stato ti dovrebbe lasciare. “Dovrebbe” nella mente degli inquilini pro tempore delle celle del carcere di Pisa. E allora la reazione, sguaiata e scomposta è: tu mi guardi dentro? Io butto fuori, ma proprio fuori, tutto questo. Quindicimila visualizzazioni, han detto. Prima di bloccare tutto.
di Elisa Chiari
Famiglia Cristiana, 7 ottobre 2026 Che cos’è, chi lo propone, in che cosa è diverso dall’indulto classico, a che cosa serve, come impatterebbe sulla sicurezza. Dal 23 settembre è in corso una petizione popolare al sito indultum.it in tema di “indulto responsabile” per migliorare la situazione delle carceri, affette da un sovraffollamento cronico che rischia di vanificarne ogni velleità rieducativa. Cerchiamo di capire di che cosa si tratta. A differenza dell’indulto classico non sarebbe applicato per automatismo, senza verifiche, come avviene con l’indulto tradizionale, che si limita e estinguere pene in corso o da applicare, in base ai limiti previsti dalla delibera, ma differito di tre sei/mesi e subordinato a un percorso positivo di reinserimento.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 7 ottobre 2026 Negli istituti di pena le persone ristrette sono 66.063 a fronte di 46.312 posti effettivamente disponibili, con un sovraffollamento del 142%. Giulia Troncatti, presidente dell’associazione Movimento italiano diritti detenuti: “È spaventosa la velocità con cui cresce il numero delle persone detenute. In un anno il sovraffollamento è aumentato di 6,5 punti percentuali. Lucca è al 270%”. Il movimento offre gratuitamente la prima intelligenza artificiale specializzata in diritti delle persone detenute. Le carceri italiane hanno superato la soglia delle 66mila persone detenute, per la precisione sono 66.063, secondo i dati del ministero della Giustizia aggiornati al 30 settembre 2026, “con un aumento del 6,5% rispetto al 2025.
di Massimo Lensi
thedotcultura.it, 7 ottobre 2026 La politica dovrebbe chiedersi se il sistema sia coerente con la Costituzione. Quanto è accaduto nei giorni scorsi al Don Bosco, il carcere di Pisa, dovrebbe aiutarci a riflettere non tanto sulle misure repressive e preventive del reato o sullo stato degradato dei nostri istituti penitenziari. È, invece, una buona occasione per compiere un passo avanti in un’altra direzione. Ha ormai poco senso tentare la via del “rientro nella legalità” del nostro sistema carcerario. Non ci sono orecchie politiche in grado di ascoltare. È una battaglia che conserva un significato importante, ma il fronte da riformare, a mio avviso, è un altro: il nostro sistema penale. Il senso della pena.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 7 ottobre 2026 Nelle carceri l’estate 2026 sarà ricordata per il caldo torrido, quello stesso che ha afflitto i cittadini liberi, ma dai detenuti subìto senza il relativo beneficio di condizionatori, bagni di mare o almeno docce frequenti, gelati o bibite ghiacciate, correnti d’aria o ventilatori. Questi ultimi, per la verità, sono stati donati da volontari ad alcuni penitenziari rimanendo però abbandonati nei magazzini anziché essere distribuiti ai reclusi, in taluni casi, e, in altri, inutilizzati poiché veniva richiesto agli stessi il pagamento dell’energia elettrica. Anche la burocrazia sa essere un’incurante fonte di sofferenza aggiuntiva.
TERRITORIO
di Federica Pacella
Il Giorno, 7 ottobre 2026 La relazione del Garante nazionale: in Lombardia la percentuale più alta di gesti estremi. “Urgente ridurre il numero dei detenuti e investire sull’esecuzione penale esterna”. Sette suicidi su 22 morti in carcere. Numeri che vedono la Lombardia tra le regioni più critiche, ma che non sorprendono, vista la cronicità delle problematiche, a partire dal sovraffollamento. A mettere in fila i numeri è il report dell’Osservatorio penitenziario del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, che ha preso in esame l’andamento della mortalità e degli eventi critici dall’1 gennaio al 31 agosto 2026 (a firmarlo, Irma Conti, membro del collegio, e Giovanni Suriano, responsabile ambito penale).
cr.piemonte.it, 7 ottobre 2026 “Tra i dati più positivi del panorama carcerario piemontese nel 2025 si rileva una crescita del numero di detenuti che lavorano. Un’occasione importante ai fini della rieducazione e del miglioramento della qualità della vita. Un dato che risulterebbe ancora più positivo se aumentasse il numero di chi è impiegato in imprese esterne al carcere anziché al servizio dell’amministrazione penitenziaria”. Lo ha dichiarato la Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano illustrando in Aula la relazione annuale relativa al 2025. “Un obiettivo - ha spiegato - che potrebbe essere raggiunto più facilmente potenziando le attività formative più qualificanti in base alla popolazione carceraria e alle caratteristiche produttive del territorio”.
percorsiconibambini.it, 7 ottobre 2026 Uno strumento che ha più braccia, diversi livelli operativi che hanno però un unico obiettivo: intercettare e prendere in carico i minori figli di detenuti, coloro che si trovano, spesso insieme al proprio nucleo familiare, a fare i conti con gli effetti negativi di una relazione parentale che diventa difficile e di un contesto sociale che tende ad escludere. Un tema estremamente attuale considerato che la popolazione carceraria, in Italia, è di 56.196, di cui 2.365 donne e 53.831 uomini, e tra loro sono stimati circa 25mila genitori. In Veneto, i detenuti sono 2.487, di cui 123 donne, e si possono stimare circa un migliaio di genitori.
di Carlo Venturini
La Nazione, 7 ottobre 2026 Il vice presidente della Commissione sanità regionale torna al Don Bosco: “Se l’Asl trova topi e cimici, onorare le prescrizioni e chiudere la struttura”. “Le carceri stanno diventando discariche sociali. Se le Asl fanno sopralluoghi e trovano topi, pulci, cimici e se le loro prescrizioni di risanamento non vengono onorate, si chiuda. Si deve chiudere un carcere come si chiuderebbe un esercizio commerciale”. Lo dice il consigliere regionale e vice presidente della commissione sanità Federico Eligi che è stato il primo esponente politico della Regione a fare ingresso al Don Bosco dopo la sommossa. Con lui il garante regionale Giuseppe Fanfani che dice: “Dalla sommossa non è cambiato nulla. E non ci scommetterei che qualcosa cambi a breve.
di Edoardo Fioretto
La Nuova Venezia, 7 ottobre 2026 Possibile contagio a Santa Maria Maggiore. Un recluso ricoverato all’ospedale di Mestre, altro caso sospetto individuato, pur essendo asintomatico. Il ministero: “Azioni preventive”. Sospetto contagio da tubercolosi nel carcere di Santa Maria Maggiore, dove sono scattati controlli a tappeto tra i detenuti della sezione interessata e gli agenti della polizia penitenziaria. Dopo il primo caso, quello di un detenuto ricoverato all’ospedale dell’Angelo e risultato positivo ai test, ieri mattina un secondo detenuto è stato trasferito in ospedale per ulteriori accertamenti. “La situazione è sotto controllo”, spiega il sottosegretario alla Giustizia con delega ai penitenziari Alberto Balboni, “ma ho chiesto alla direzione dell’istituto di Venezia un rapporto completo sulla situazione”.
di Petronilla Carillo
Il Mattino, 7 ottobre 2026 Ha ingoiato dei chiodi, forse per attirare l’attenzione o forse perché davvero voleva farla finita. Sedici anni, una sentenza passata in giudicato e un pezzo di vita, di adolescente, da scontare dietro le sbarre dell’istituto penitenziario minorile di Nisida. Il ragazzo ora è salvo ma il suo calvario racconta lo spaccato di un disagio che in tanti vivono negli ospedali ma che, forse, per lui è stato ancora più pesante proprio perché detenuto. A raccontare la sua storia sono i segretari provinciale, Pasquale Diana, e regionale, Federico Costigliola, del Sappe settore minorile.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 7 ottobre 2026 Entro fine mese il carcere minorile vedrà un consistente aumento di agenti ed impiegati. Arriva a stretto giro di posta la replica del capo nazionale del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, alle critiche mosse da Nicolino Budano, segretario regionale della Uil-fp (Funzione pubblica) penitenziari. Critiche relative alla gestione del Minorile “Vivaldi” di Rovigo, pronunciate dal sindacalista all’esito della sua visita dei giorni scorsi alla struttura. Sulla modalità di apertura e chiusura del cancello del carcere, criticata da Budano perché usata manualmente pur essendo automatizzata, Sangermano spiega che “la soluzione è stata individuata per ragioni di sicurezza, tenendo conto anche degli interessi dei giovani ristretti”.
varesenews.it, 7 ottobre 2026 Venerdì 16 ottobre l'Odv “La Scelta” organizza la presentazione del libro di don David Maria Riboldi con Marco Linari. All'incontro prenderanno parte magistrati, cappellani e rappresentanti delle istituzioni. Una serata di confronto e riflessione sulle dinamiche del mondo penitenziario e sui percorsi di reinserimento dei detenuti. Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 20:30, il Salone Estense del Comune di Varese (in via Luigi Sacco 5) ospiterà la presentazione del libro-intervista “Nessuno nasce innocente”, scritto da don David Maria Riboldi, cappellano del carcere di Busto Arsizio, insieme al giornalista Marco Linari.
Corriere della Sera, 7 ottobre 2026 La sartoria atelier MIR (Artisan of Peace) è nata nel 2013 a Orvieto dove accoglie soggetti “svantaggiati” e donne vittime di violenza e gestisce un progetto che coinvolge anche la Casa di Reclusione. Per gli ospiti del Festival dell'Economia Civile di Firenze che si è chiuso domenica sono state confezionare 1.200 pochette. Come materia prima, i ritagli di tessuto recuperati da grandi firme della moda. La mano d’opera quella di alcuni detenuti della Casa di reclusione di Orvieto ma anche persone disabili e donne uscite dalla spirale della violenza. Ed ecco come sono nate le 1.200 pochette (artigianali e etiche) donate ai Premi Nobel, a imprenditori e economisti di fama ospiti del Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze che si è concluso domenica scorsa.
di Adamo Chiesa
lapiazzaweb.it, 7 ottobre 2026 Il progetto “A Noi In-Porta” del laboratorio artistico della Casa Circondariale porta nelle scuole il lavoro delle persone detenute. Il Comune di Verona è pronto a sostenere i costi dei materiali per gli istituti che vorranno aderire all’iniziativa. Una porta dai molti colori accoglie da ora i visitatori della segreteria dell’Istituto Comprensivo Madonna di Campagna San Michele. È stata realizzata durante l’estate dai detenuti del laboratorio artistico della Casa Circondariale di Montorio, nell’ambito del progetto “A Noi In-Porta”, nato per creare un collegamento tra il carcere e la comunità esterna. All’inaugurazione è intervenuta l’assessora alle Politiche educative e Scolastiche, Elisa La Paglia, alla presenza del presidente del Consiglio di Istituto Agostino Trettene.
korazym.org, 7 ottobre 2026 Che cosa serve davvero a una persona detenuta per tornare a vivere nella società? Il Premio Carlo Castelli lo ha chiesto a chi il carcere lo vive ogni giorno, invitandolo a immaginarsi volontario e a indicare come aiutare gli altri. Hanno risposto in 67. Nei loro scritti ricorrono richieste concrete: essere ascoltati senza essere ridotti al reato commesso, mantenere i legami con le famiglie, acquisire competenze e trovare qualcuno che accompagni il ritorno fuori dalle mura. La XIX edizione del concorso letterario nazionale, promosso dalla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV attraverso il Settore Carcere e Devianza, si concluderà venerdì 9 ottobre, alle ore 14.00, nella Casa di Reclusione ‘Pasquale De Santis’, a Forte San Giacomo 1, Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba.
di Ludovica Sagramoso Sacchetti
milanoteatri.it, 7 ottobre 2026 Ha scelto una frase tratta da “La leggerezza” di Giorgio Gaber - “prova a sollevarti dal suolo” - Ivana Trettel, regista e drammaturga che da oltre 18 anni, con Opera Liquida, lavora con gli uomini reclusi di media sicurezza nella Casa di reclusione Milano - Opera, per intitolare il Festival per un pubblico misto di persone detenute e provenienti dalla città. Giunto alla sua 8^ edizione e realizzato in collaborazione con la Direzione della Casa di Reclusione, si svolgerà dal 15 ottobre al 26 novembre nel Teatro del carcere.
di Stefano Caredda
romasette.it, 7 ottobre 2026 La proposta di “Restart” al Teatro Porta Portese, grazie all’Opera Ronconi-Pennesi: il 19 ottobre tanti artisti a sostegno di donne appena uscite dal carcere che si avviano verso l’autonomia. Tre ore di suoni e di parole per una maratona di letture, musica e testimonianze, con tanti artisti uniti dall’obiettivo di sostenere donne appena uscite dal carcere che si avviano verso un percorso di autonomia. La serata lunedì 19 ottobre dalle 18.30 alle 21.30 al Teatro Porta Portese (via Portuense 102, ingresso gratuito) si chiama “Restart / Ripartire” ed è proposta dall’Opera Ronconi-Pennesi, ente ecclesiastico della diocesi di Roma, civilmente riconosciuto, che ha dato nuova vitalità all’antica sua vocazione di accoglienza e cura delle persone vulnerabili, con particolare attenzione alle donne che hanno vissuto procedimenti penali e situazioni di detenzione.
wltv.it, 7 ottobre 2026 Sono iniziati i laboratori di scrittura attivati nell’ambito del progetto “Sprigiona il tuo cuore”, a cura della Cooperativa Sociale L’Arcolaio, con la scrittrice Alessia Franco e lo psicologo Francesco Faranna. Le attività hanno già preso il via ieri 6 ottobre presso la Casa Circondariale di Cavadonna a Siracusa e oggi, 7 ottobre, sarà la volta della Casa di Reclusione di Noto. “Sprigiona il tuo cuore”, ente capofila la Fondazione di Comunità Val di Noto, è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e pone al centro la tutela e il rafforzamento dei legami tra genitori detenuti e figli.
di Francesca Pierleoni
ansa.it, 7 ottobre 2026 Un caso considerato il più lungo errore giudiziario della storia italiana recente. È quello dell'ex pastore Beniamino Zuncheddu, oggi 62enne, condannato all'ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nel 1991 a Sinnai, nel sud della Sardegna. La sua innocenza è stata riconosciuta con una sentenza di assoluzione solo nel 2024, dopo circa 33 anni di carcere, grazie all'impegno di un giovane avvocato, Mauro Trogu, che con una battaglia legale di sette anni, è arrivato ad avere la revisione del processo. Una storia che viene ripercorsa con rigore e intensità da “Zustissia” l'opera prima di Francesco Piras, tratta dal libro di Trogu e Zuncheddu “Io sono innocente” (De Agostini Libri).
di Andrea Bressan
Il Fatto Quotidiano, 7 ottobre 2026 “In carcere abbiamo trovato introspezione e curiosità della vita”: Sayf nel documentario “Il cielo in una stanza”. Nel lungometraggio, il rapper riflette coi detenuti della Casa di Reclusione di Chiavari (Genova) sul concetto di libertà, ascolta i loro brani rap e porta le loro parole oltre le sbarre. La detenzione deve tendere alla riabilitazione e ad un graduale reinserimento nella società. È dall’articolo 27 della nostra Costituzione e dal “potere della musica” che si sono poggiate le pietre fondanti per la realizzazione del documentario “Il cielo in una stanza”, girato all’interno della Casa di Reclusione di Chiavari (Genova) con la partecipazione di Sayf in dialogo con i detenuti della struttura.
AFFARI SOCIALI
di Veronica Bianchini
Vanity Fair, 7 ottobre 2026 Davide Cavallo, 22 anni, studente dell’università Bocconi di Milano. Ha intrapreso un percorso di giustizia riparativa nei confronti dei suoi cinque aggressori. Ora vorrebbe raccontare la sua storia ai giovani, perché ritrovino, non la retta via, ma sé stessi. Come sta provando a fare lui: “Ogni volta che mi chiedono da dove è arrivato il perdono, devo fare un appunto. Prima del perdono c’è stato il rispetto per l’essere umano: per me stesso e per i miei aggressori. Non potevo fare quello che ho fatto senza riconoscere che loro non erano diversi da me”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 7 ottobre 2026 La denuncia del Pd. Le risorse per il decreto scuola prese dalla Manovra. Il decreto scuola, approvato in fretta in furia per esigenze elettorali, continua a suscitare polemiche. L’ultima riguarda le coperture finanziarie. Non è un caso, infatti, che il provvedimento sia rimasto nelle mani della ragioneria generale dello stato un giorno in più di quanto preventivato. Secondo il Pd le risorse sono stati trovati prosciugando il fondo per le attività educative contro la violenza sulle donne. “È gravissimo che il governo abbia deciso di finanziare il fondo contro il cyberbullismo sottraendo 4 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, a quello destinato alle scuole per il contrasto della violenza di genere”, ha denunciato la capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera Irene Manzi.
di Giovanni Ravasio
Il Dubbio, 7 ottobre 2026 “Never lose your smile”, non perdere mai il sorriso. “Billions must die”, miliardi devono morire. “High score”, il punteggio, cioè il numero dei morti. “Supreme gentleman”, il gentiluomo supremo, come si definiva Elliot Rodger, che nel 2014 a Isla Vista, in California, ha ucciso sei persone prima di togliersi la vita. Nei video e nel manifesto lasciati prima della strage incolpava le donne che lo avevano rifiutato e gli uomini che, secondo lui, avevano preso il suo posto. Ho sentito queste frasi in classe più di una volta, dette da ragazzi di 12 e 13 anni. Se sappiano da dove vengono, non è sempre chiaro. Forse sì, forse no. Di certo vengono tutte dallo stesso posto: la True Crime Community e la galassia che i ricercatori chiamano nichilismo violento. “Never lose your smile” è il motto di alcune divisioni online neonaziste.
di Filippo Sensi
Il Domani, 7 ottobre 2026 Con la risoluzione votata all’unanimità, il Parlamento chiede al governo un impegno chiaro al superamento della pratica della contenzione meccanica che è stata all’origine della rivoluzione basagliana. Non è capitato molte volte nel corso di questa legislatura. Un paio di occasioni, molto importanti, sulla violenza di genere (anche se sul consenso siamo arrivati a un passo, e invece). Ma poi niente, mai. Figurarsi poi in vista delle elezioni, con destra e sinistra arroccate nei loro spalti. Non si parla col nemico. I fascisti, i comunisti. Per questo assume un significato politico più generale il voto all’unanimità in commissione Diritti umani al Senato su una risoluzione che impegna il governo a superare la contenzione meccanica, nome astruso per dire della triste abitudine di legare i malati ai letti nei luoghi di cura della salute mentale, con una mossa semplice, efficace.
di Francesca Cancellaro e Salvatore Tesoriero*
Il Domani, 7 ottobre 2026 Lunedì 5 ottobre, con una lettera al quotidiano La Verità, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto sulla nota vicenda dei presunti falsi certificati emessi da alcuni medici per evitare il trattenimento di cittadini stranieri nei Cpr, sulla quale è in corso un’indagine da parte della procura di Ravenna. Interveniamo nel dibattito, nella piena consapevolezza che la difesa dei nostri assistiti si svolge davanti all’autorità giudiziaria e non sulla stampa. Lo impone - fortunatamente - il nostro ordinamento costituzionale che attribuisce alla magistratura e non al ministro dell’Interno la responsabilità di tale accertamento.
DOCUMENTI
Articolo. "Carcere. Punire o riparare?", di Maria Inglese
Articolo. "Detenuti a teatro: il progetto Uscire per motivi spettacolari", di Laura Bessega
Articolo. "Al 41-bis, che cosa rende pericolosa la terza ora?", di Dario Sorbo
Articolo. "Anche la Speme, ultima Dea, fugge le carceri", di Fabrizio Cacace
"Astrolabio", il giornale del carcere di Ferrara. Anno 20, numero 30
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 4 ottobre 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino 11 ottobre 2026
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
CONCORSI E PREMI