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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 30 ottobre 2026
INTORNO AL TAVOLO DI RISTRETTI
di Fernando Sanchez
Ristretti Orizzonti, 30 ottobre 2026 Sono detenuto da un po' e in tutto questo tempo passato dietro le sbarre ho sempre cercato di mantenere vivo il rapporto con i miei familiari, con mia moglie, con i miei figli, con i miei fratelli e sorelle, con i miei nonni e i cugini, io sono cresciuto insieme a loro, e mi hanno insegnato il valore della famiglia a prescindere dalle circostanze. Questa volta però io ho permesso che ci allontanassimo, ho commesso un reato e creato le circostanze che ci tengono lontani, purtroppo.
aduc.it, 30 ottobre 2026 Uno studio su Lancet. Mentre il governo italiano annuncia l’ampliamento degli istituti penali per minorenni, un commento pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Child & Adolescent Health rimette in discussione l’efficacia della detenzione in adolescenza, documentando un aumento di disturbi psichiatrici, consumo di psicofarmaci e recidiva tra i giovani reclusi. Il testo ricorda che per decenni l’Italia aveva rappresentato per l’Europa un modello alternativo al carcere nella giustizia minorile. Per oltre trent’anni il sistema italiano è stato infatti un punto di riferimento continentale: il Dpr 448/1988, il codice del processo penale minorile, aveva messo al centro il recupero educativo di ragazzi e ragazze, privilegiando strumenti come la sospensione del processo con messa alla prova, l’irrilevanza del fatto e la detenzione come extrema ratio.
sardegnanotizie24.it, 30 ottobre 2026 “Nessun ministro, sottosegretario o parlamentare presente”. Una platea segnata dalle assenze e interrogativi sul rapporto tra le istituzioni e chi deve vigilare sui diritti delle persone private della libertà. È la denuncia affidata da Irene Testa a un post dopo aver partecipato alla presentazione della relazione al Parlamento del Garante nazionale. Un appuntamento che, secondo Testa, avrebbe meritato ben altra attenzione istituzionale. “Assenze che fanno rumore”, scrive, segnalando che non erano presenti parlamentari, sottosegretari o ministri. Sempre secondo quanto riferisce nel post, non sarebbe arrivato neppure un messaggio del ministro della Giustizia. Assente anche il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 30 ottobre 2026 Scarcerazione di Youssef Siher, diciassette consiglieri del Csm chiedono una pratica tutela per la gip. Critiche da Craxi e Moratti alla linea giustizialista del leader azzurro. Sorpreso dalla decisione del giudice, ma senza alcuna intenzione di mandare gli ispettori a Milano. Carlo Nordio sceglie una linea di prudenza istituzionale sulla scarcerazione di Youssef Siher, il caso che ha riacceso lo scontro tra governo e magistratura dopo i disordini di piazza. Dal palco del Salone della Giustizia, il Guardasigilli non ha nascosto le proprie perplessità sul provvedimento della gip, ma ha evitato di trasformarle nell’annuncio di un’iniziativa ministeriale.
di Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli
Corriere della Sera, 30 ottobre 2026 La presidente del Consiglio ha definito “vergognosa” la decisione con cui un giudice di Milano ha fatto scarcerare Youssef Siher, presunto istigatore dei recenti e gravi disordini di piazza. Noi non conosciamo gli atti processuali (come del resto non sembra che possa conoscerli Giorgia Meloni) e non entriamo quindi nel merito della vicenda. Ma l’espressione usata dalla presidente, che riattizza lo scontro con la Magistratura sul referendum, consente alcune osservazioni. Definire “vergognosa” la decisione di un giudice significa recare una vera e propria ingiuria a quel giudice e cercare di intimidire la Magistratura, minandone l’indipendenza.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 30 ottobre 2026 Sul caso Siher si è assistito alla solita spaccatura per cui, a parte noi soliti quattro gatti garantisti, ciascuna parte difendeva solo i diritti dei propri amici. La vicenda di Yussef Siher, il giovane italo-marocchino posto in stato di fermo dalla procura di Milano e poi scarcerato dalla gip, si è infilata come un aculeo nell’ottobre delle rituali manifestazioni studentesche con i loro tragici danni collaterali e uno sciopero generale annunciato per il mese di novembre. Ma già domani il sindacato di base sarà nelle piazze a manifestare e ci saranno anche le scuole. Un assaggio di autunno caldo, con la piazza Duomo di Milano già blindata, con questori e prefetti delle principali città già allertati e la previsione anche di droni a sorvolare le nostre teste.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 30 ottobre 2026 Il Coordinamento nazionale dei dirigenti penitenziari ha chiesto un tavolo immediato con il ministro della Pa Paolo Zangrillo: sul tappeto primo contratto d’area e ricalcolo Istat sui cinque anni. Sulla scia del decreto per sbloccare gli aumenti di stipendio delle toghe - previsti in base a diverse sentenze del Consiglio di Stato che ha aperto la via agli adeguamenti per i magistrati - il sindacato della dirigenza penitenziaria (Cndp-Fsi Usae) ha annunciato un’azione legale per aumenti in linea con i verdetti di Palazzo Spada.
terzultimafermata.blog, 30 ottobre 2026 Inopponibile da parte del Ministero della Giustizia il credito per le spese di mantenimento del detenuto”. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 31532/2026, 28 maggio/18 agosto 2026, ha affermato, in tema di rimedi risarcitori nei confronti di detenuti o di internati di cui all’art. 35-ter ord. pen., che il Ministero della giustizia, convenuto in giudizio, non può opporre in compensazione, ai sensi dell’art. 1243 cod. civ., il credito maturato verso il detenuto per le spese di mantenimento. Ciò perché tale credito non è né certo, né esigibile, prima della definizione del procedimento previsto dall’art. 6 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, che può concludersi anche con la remissione del debito, né essendo comunque configurabile con riferimento al periodo di trattamento detentivo inumano.
di Dario Crippa
Il Giorno, 30 ottobre 2026 Dramma in via Sanquirico, la direttrice: “Si è lasciato prendere dallo sconforto”. Un suicidio alla casa circondariale di Monza che fa male. Perché a impiccarsi, nella serata di mercoledì (gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno scoperto intorno alle 23) è stato un ragazzo che avrebbe compiuto 21 anni a gennaio. “Un ragazzo dolcissimo. Mi stanno chiamando tanti suoi amici per proporsi di pagare le spese per il suo funerale. In Italia era solo e aveva problemi di dipendenza dalla droga. La madre, malata, e la sorella, molto giovane, vivono in Egitto in condizioni di povertà”, ha raccontato l’avvocata Arianna Barbazza che lo assisteva da un anno.
di Enrico Spaccini
fanpage.it, 30 ottobre 2026 Il Governo ha risposto all’interrogazione parlamentare depositata lo scorso marzo dal senatore Franco Mirabelli (Pd) sulle criticità emerse nel carcere di Milano Opera. Il vice ministro Valentino Valentini ha parlato di un “contesto complesso”, con “ogni eventuale abuso che deve essere accertato senza esitazioni” così come “ogni comportamento scorretto deve essere riconosciuto con altrettanta fermezza”. È arrivata oggi, giovedì 29 ottobre, la risposta all’interrogazione parlamentare depositata lo scorso 23 marzo dal senatore Franco Mirabelli (Pd) sulle criticità emerse nei mesi scorsi all’interno del carcere di Milano Opera. La risposta è stata affidata a Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, in qualità di rappresentante del governo.
di Valeria Terranova
Corriere di Viterbo, 30 ottobre 2026 Dai video emerso solo un intervento energico finalizzato a tutelare la sicurezza. Chiesta l’assoluzione dei due agenti di polizia penitenziaria imputati per aver schiaffeggiato Hassan Sharaf, il detenuto egiziano di 21 anni morto il 29 luglio 2018 all’ospedale di Belcolle, dopo aver tentato il suicidio nel carcere di Mammagialla una settimana prima. A promuovere l’istanza nel corso dell’udienza di ieri è stato il pm, secondo il quale quello del 23 luglio sarebbe stato un intervento energico, ma finalizzato a tutelare la sicurezza degli operatori e dello stesso detenuto. Al centro del procedimento, che si sta svolgendo davanti al giudice Giovanna Camillo, c’è il presunto schiaffo che sarebbe stato sferrato al giovane mentre era rinchiuso in cella di isolamento.
L’Unione Sarda, 30 ottobre 2026 Sopralluogo della Uil Fp polizia penitenziaria: “Potenzialità inespresse, quando si parla di rieducazione della pena bisogna guardare la realtà”. “Oltre 2.700 ettari di estensione territoriale, 800 metri di dislivello, 8 diramazioni, frutteti, oliveti, arnie, ovili, stalle, scuderia, officine, caseificio, cantina, 188 detenuti, enormi potenzialità per la maggior parte inespresse e sostanziale stato di abbandono che si protrae da decenni”. Questa la situazione che si è presentata durante un sopralluogo nella colonia penale di Mamone alla delegazione della Uil Fp polizia penitenziaria composta dal segretario generale Gennarino De Fazio, dal segretario regionale Michele Cireddu e dai dirigenti territoriali di Nuoro, Gian Luigi Pessei e Mario Casula.
di Giuliana Covella
Il Mattino, 30 ottobre 2026 Il progetto parte dal recupero strutturale della cappella di Santa Caterina de’ Celani. “Mani sporche di farina e non più di sangue”: sono le parole del cardinale don Mimmo Battaglia a margine della presentazione del progetto “Brigata Caterina”, illustrato presso la Curia arcivescovile, dove è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’Arcidiocesi di Napoli, il Comune, il Tribunale di Sorveglianza, la casa circondariale di Secondigliano e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania. Promosso dalla Chiesa di Napoli, il progetto intende favorire la formazione professionale e il reinserimento lavorativo di persone detenute ed ex detenute, dando continuità all’esperienza già avviata nel carcere di Poggioreale attraverso corsi per pizzaioli e percorsi di accompagnamento al lavoro. Lo sviluppo e la gestione delle attività esterne al carcere saranno affidati alla Consul Service Impresa Sociale.
legnanonews.com, 30 ottobre 2026 Nel tribunale di Busto Arsizio l’incontro di giustizia riparativa tra Salvatore Insenga, cugino del magistrato ucciso dalla mafia, e due degli uomini coinvolti nel delitto. “Un colpo di pistola non può essere l’ultima parola”. Quel colpo di pistola è stato esploso il 21 settembre 1990 sulla strada tra Canicattì e Agrigento, spegnendo in un secondo la vita del giudice Rosario Livatino, e lasciandosi alle spalle decenni di “dolore devastante, gridato dentro casa”. Quel colpo di pistola che 36 anni dopo in un’aula del Tribunale di Busto Arsizio, ha portato al miracolo laico del perdono, per molti versi inimmaginabile e proprio per questo capace di lasciare con gli occhi lucidi anche chi in quell’aula quotidianamente assiste a processi e condanne.
di Claudio Coli
Corriere di Siena, 30 ottobre 2026 Dentro il carcere uno spazio rinnovato per il calcetto. Il carcere senese di Santo Spirito ha un nuovo campo sportivo. Un rinnovato luogo, destinato al calcio e non solo, che permetterà di ampliare le attività della casa circondariale, fornendo ai detenuti momenti, leciti, di “evasione” dalla routine carceraria, inclusione e socializzazione. Il campo è stato realizzato grazie al contributo congiunto di amministrazione penitenziaria, Fondazione MPS, Fondazione Derek Rocco Bernabei e Caritas Diocesana di Siena. Al taglio del nastro, oltre al magistrato di sorveglianza Ilaria Cornetti, il direttore del carcere Graziano Pujia e il comandante della polizia penitenziaria Marco Innocenti, c’erano il cardinale Augusto Paolo Lojudice, il direttore Caritas don Vittorio Giglio e l’assessore Lorenzo Lorè ...
di Franco Corleone
L’Espresso, 30 ottobre 2026 Cinquant’anni fa Adelaide Aglietta (1940-2000) divenne segretaria del Partito radicale, la prima donna ad assumere una responsabilità di direzione di una forza politica. Ancor più significativo, dunque, il ricordo programmato per sabato 31 a Capalbio, in un luogo da lei amato. Un mese fa è scomparsa Emma Bonino, giustamente ricordata come esponente autorevole della politica; occasione per ricordare anche il ruolo di Adele Faccio. In quel partito le donne erano davvero protagoniste; tra le tante, vanno ricordate persone come Maria Teresa Di Lascia e Liliana Ingargiola, figura rappresentativa del Movimento di Liberazione della Donna.
di Federica Garzetti
Corriere della Sera, 30 ottobre 2026 Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, ma oltre ad assistere con smarrimento all’esplosione della rabbia adolescente, tenendo bene a mente che la rabbia, la disperazione, la gioia sfrenata sono un tratto fisiologico, fisico, evolutivo degli adolescenti (e invece capire e contenere sono doveri adulti) rivolgiamo lo sguardo verso la discarica interiore che siamo diventati. L’odio. L’odio è stato sdoganato: ci insultiamo sui profili social, sotto gli articoli, la rete è una guerra continua, sarcastica, acida, senza vergogna.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 ottobre 2026 Come sempre, anche oggi, il Viminale metterà in campo un “articolato dispositivo” per “tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze”. Tradotto dal poliziottese all’italiano significa che i percorsi dei vari cortei che attraverseranno l’Italia sono stati concordati e che l’unico vero timore degli apparati di sicurezza risiede negli imprevisti. Cioè nei “soggetti inediti” visti all’opera il 17 e soprattutto il 18 ottobre a Milano, teatro di veri e propri riot come raramente si erano visti prima a queste latitudini.
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 30 ottobre 2026 Abbiamo già sperimentato l’eterodirezione del disordine funzionale solo a scelte repressive. Cos’è davvero questa sicurezza di cui ci sentiamo orfani di fronte all’incedere di una violenza che non ha nulla di politico, ma contiene i germi di una rivolta? E in che modo le rivendicazioni di studenti, operai, autotrasportatori - tutte con una piattaforma, un indirizzo, un obiettivo, se è possibile - si sovrappongono fino a mischiarsi, nei tempi non nei modi, con l’orda distruttiva che si abbatte sui negozi di Milano? Custodi dei feticci quotidiani dei giovanissimi: smartphone e sneakers. Chi sono i protagonisti di questa furia? Le cronache dicono di ragazzini più disperati che annoiati, italiani figli e nipoti di migranti, abitanti delle periferie che all’accendersi di un messaggio sul display calano in centro incappucciati con una carica di rabbia e frustrazione da sfogare. E una vaga determinazione a impossessarsi di ciò che le famiglie non possono (più?) garantirgli.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 ottobre 2026 Sabato scorso una delegazione dell’Osservatorio Cpr dell’Unione delle Camere penali italiane è entrata nel Centro di permanenza per i rimpatri di contrada Milo, a Trapani, per verificarne le condizioni e il funzionamento. Gli avvocati del foro di Trapani, quelli che in quel centro mettono piede ogni giorno per difendere i trattenuti, sono rimasti fuori. Nessun diniego. Nessuna motivazione. La Prefettura non ha mai risposto. La sequenza la ricostruisce la Camera penale “Giuseppe Rubino” in una nota indirizzata alla Prefettura il 23 ottobre, alla vigilia della visita, firmata dal presidente Agatino Scaringi. La richiesta di partecipare insieme ai rappresentanti dell’Ucpi, cui la Camera penale trapanese aderisce da sempre, era partita il 5 ottobre. Il 14 era seguito un sollecito. Alla data della lettera, “nessun riscontro è ad oggi pervenuto”.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 30 ottobre 2026 La Commissione Ue vuole congelare per dodici mesi le iniziative nazionali che anticipano le future regole comuni sui social per i minori. La giustificazione è evitare che ogni paese proceda per conto proprio, con limiti di età e obblighi diversi, frammentando il mercato unico. A chiarirlo è stato Thomas Regnier, portavoce della Commissione per il digitale, che ha spiegato come Bruxelles tema che la diversità degli approcci nazionali renda più difficile far rispettare le regole alle piattaforme. Il rinvio lascia così in stand-by le iniziative dei singoli Paesi mentre il Kids Act viene negoziato tra Eurocamera e Consiglio Ue. Il risultato è che le nuove restrizioni vengono rimandate e le piattaforme continuano a operare senza i nuovi vincoli.
di Gabriele Rosana
Avvenire, 30 ottobre 2026 Sospese per un anno le iniziative nazionali che si sovrappongono al futuro regolamento europeo. La Grecia tirerà dritto sul divieto per gli under 15. Italia incerta su come procedere. Fermi tutti. La Commissione europea tira il freno a mano davanti alle fughe in avanti di vari Paesi e mette in pausa per 12 mesi i tentativi nazionali di fissare un’età minima per accedere ai social media. In attesa dell’adozione - che a Bruxelles sperano sia rapidissima - di una stretta a tutela dei minori valida dappertutto nell’Ue così da evitare “una frammentazione del mercato interno” e il rischio caos, con difformità tecniche e scaglioni di età diversi da uno Stato all’altro.
DOCUMENTI
Articolo. "La criminalità minorile non è l’emergenza che ci raccontiamo", di Claudia Torrisi
Articolo. "Giustizia e minori: più carceri non può essere la soluzione", di Vitalba Azzolini
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 29 ottobre 2026)
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