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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 29 ottobre 2026
INTORNO AL TAVOLO DI RISTRETTI
di Fernando Sanchez
Ristretti Orizzonti, 29 ottobre 2026 Sono detenuto da un po' e in tutto questo tempo passato dietro le sbarre ho sempre cercato di mantenere vivo il rapporto con i miei familiari, con mia moglie, con i miei figli, con i miei fratelli e sorelle, con i miei nonni e i cugini, io sono cresciuto insieme a loro, e mi hanno insegnato il valore della famiglia a prescindere dalle circostanze. Questa volta però io ho permesso che ci allontanassimo, ho commesso un reato e creato le circostanze che ci tengono lontani, purtroppo.
di Glauco Giostra
Avvenire, 29 ottobre 2026 Nuovi reati e pene più dure gonfiano le celle. E l’abuso dei decreti legge restringe il confronto parlamentare proprio sul tema delicato della libertà dei cittadini. Il recente, ennesimo decreto sicurezza susciterebbe sbadigli per la tediosa ripetitività del fenomeno, se non confermasse una preoccupante degenerazione della politica e non solo. Assistiamo infatti a un esibito trumpismo penale e carcerario, gabellato per tutela della sicurezza sociale. Come quando ai tempi del proibizionismo “si incollava l’etichetta con la scritta “sciroppo” o “gazzosa” sulle bottiglie di whisky” (André Gide), così oggi si applica l’etichetta “sicurezza sociale” su provvedimenti di demagogico e improduttivo autoritarismo carcerocentrico. Rectius, produttivi solo elettoralmente.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 ottobre 2026 Avvocati, magistrati e dirigenti penitenziari a confronto sui colloqui intimi riconosciuti nel 2024. Da Terni a Larino, il diritto si è affermato a colpi di reclami. Si può togliere a una persona la libertà senza toglierle anche il diritto di amare e di essere amata? A inizio ottobre, nella Biblioteca Salaborsa di Bologna, se lo sono chiesti avvocati, magistrati, dirigenti penitenziari e un attore. Era la seconda tappa di “Vengo da Te. Il diritto di restare umani: le stanze dell’affettività in carcere”, progetto nato per iniziativa dell’avvocata Antonella Divincenzo, consigliere Aiga della Sezione di Trani e componente nazionale dell’Onac, l’Osservatorio nazionale Aiga sulle carceri. La prima edizione si era tenuta ad Andria, dentro il Festival della Disperazione.
di Fabio Pinelli*
Avvenire, 29 ottobre 2026 Papa Leone XIV ha posto una delle domande più antiche e sempre attuali: che cosa significa essere umani? La risposta che ha offerto sorprende per la sua semplicità e profondità: “Essere umani significa, in primo luogo, essere figli”. Nessuno di noi ha scelto di nascere, né il tempo, né il luogo, né la famiglia in cui venire al mondo. La vita ci precede; ci è consegnata. E proprio per questo la nostra umanità è insieme promessa, fraternità e responsabilità. Ogni nascita genera un legame originario che dovrebbe trovare nella famiglia il primo luogo di cura, di educazione e di crescita. È nella famiglia che si apprendono il linguaggio delle relazioni, il rispetto dell’altro, il senso del limite, della libertà e della responsabilità.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 29 ottobre 2026 Nominato giudice costituzionale da Mattarella nel 2018, ha redatto alcune delle sentenze più importanti della Corte. Il nome di Francesco Viganò come giudice relatore non è mai passato inosservato, tra i giornalisti e il pubblico in attesa di assistere a un’udienza nei corridoi della Corte Costituzionale. Sinonimo di competenza ed equilibrio, il suo profilo si è legato nel tempo soprattutto ai temi del carcere e del fine vita. Ha collezionato nella sua carriera una lunga lista di sentenze decisive per il Paese. E sembrava soltanto una questione di tempo perché arrivasse la notizia giunta infine questo pomeriggio, quando la Consulta lo ha eletto all’unanimità come suo prossimo presidente.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 ottobre 2026 Con 1.759 voti il candidato di Autogoverno diffuso precede Egle Pilla di Area e Salvatore Casciaro di Magistratura indipendente, battuto per sei preferenze. Si addensano le tensioni nella corrente conservatrice, che rischia la scissione. Per i ragionamenti politici bisognerà attendere la fine dello spoglio, quando la nuova geografia delle correnti sarà più chiara e sarà possibile valutare con maggiore precisione gli equilibri all’interno della magistratura. Ma al termine della lunga prima giornata di conteggi un dato è già certo: nel collegio unico nazionale, il più ambito e politicamente significativo perché votato da tutti i magistrati italiani, il primo eletto non appartiene a una delle correnti tradizionali. È Giovanni Nardecchia, sostituto procuratore in Cassazione, candidato indipendente per il gruppo “Autogoverno diffuso”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 29 ottobre 2026 Via libera definitivo dal Senato. Su richiesta dell’interessato, le testate dovranno pubblicare l’esito favorevole con rilievo adeguato alla precedente copertura. In caso di inadempimento interviene il Garante. L’aula del Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento, già approvato dalla Camera. Diventa quindi definitivo. “Con l’approvazione diventa legge una norma di civiltà e di giustizia, che tutela concretamente la reputazione delle persone coinvolte in un procedimento penale”. Lo dichiara in una nota Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia e primo firmatario della proposta di legge.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 ottobre 2026 I giornali saranno obbligati a dare spazio adeguato anche alle notizie di proscioglimento e archiviazione. Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge “Modifica al Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di pubblicità delle frasi di assoluzione o proscioglimento”, fortemente voluto dal capogruppo di Forza Italia Enrico Costa. La norma prevede che “su richiesta della persona nei cui confronti sono stati pronunciati sentenza di assoluzione, di proscioglimento o di non luogo a procedere ovvero provvedimento di archiviazione, il direttore o il responsabile della testata giornalistica, radiofonica, televisiva o telematica che ha dato notizia del relativo procedimento penale o di atti o provvedimenti relativi al medesimo procedimento è tenuto a dare pubblicità, senza oneri per l’interessato, alla notizia dei provvedimenti favorevoli a quest’ultimo, con rilievo adeguato allo spazio già riservato al relativo procedimento penale”.
di Simone Marcer
Avvenire, 29 ottobre 2026 La giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni ha rigettato la richiesta di convalida del fermo per l’amministratore del canale Telegram “Movimento 17 ottobre”: “Non voleva arrecare danno allo Stato”. Le ragioni della decisione in 37 pagine di ordinanza. Passo spedito, occhiali scuri ancora calati sul far della sera e labbra sigillate sotto i baffi. Niente da dichiarare. Alle 16.30 Youssef Siher la presunta mente del Movimento 17 ottobre è uscito dal carcere ed ha affrontato “la tonnara” di giornalisti, telecamere, telefonini e bastoni da selfie, riuscendo ad uscirne rapidamente indenne. I familiari, insieme a una ventina di attivisti e simpatizzanti del movimento Giovani palestinesi lo hanno applaudito mentre saliva sulla punto grigia che lo ha prelevato appena uscito dal carcere, in via Gian Battista Vico ed è ripartita sgommando tra la folla.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 29 ottobre 2026 La premier posta un video in cui usa toni durissimi contro la decisione della gip. Gli alleati con lei. “Vergognosa”. Giorgia Meloni ha scelto i social per attaccare una decisione della magistratura. Nel mirino della premier è finita la gip di Milano Tiziana Landoni, che ha liberato Youssef Siher, presunto gestore del canale Telegram “Movimento 17 ottobre”. Ma il video è andato oltre il singolo provvedimento: con la campagna elettorale avviata, la sicurezza è tornata a essere il terreno di uno scontro politico con le toghe. Il copione non è nuovo. Nei mesi scorsi Meloni aveva contestato le decisioni giudiziarie che avevano ostacolato il trattenimento dei migranti nei centri costruiti in Albania, trasformando il confronto sulle norme in uno scontro tra governo e magistratura.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 29 ottobre 2026 La premier definisce “vergognosa” la decisione di non convalidare l’arresto del creatore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre. È un attacco senza precedenti, al cui confronto le sparate di Silvio Berlusconi erano carezzine. Per rintracciare toni simili a quelli con la premier, i vicepremier e l’intera maggioranza si sono scagliati ieri contro la gip di Milano Tiziana Landoni, rea di non aver convalidato il fermo di Youssef Siher, bisogna guardare oltre oceano, alle intemperanze di Donald Trump, alla sua strillata insofferenza per ogni forma di divisione dei poteri. Giorgia Meloni, stavolta, è più veloce della luce. La sentenza era appena stata resa nota e già sfornava un video di violenza inversamente proporzionale alla durata.
Corriere della Sera, 29 ottobre 2026 Era arrivato in Italia con un barcone quando era appena un ragazzino. Aveva 15 anni, poi aveva attraversato la Penisola e si era spinto fino in Lombardia, a Milano. Era rinchiuso nel carcere di Monza dove tra lunedì e martedì notte si è tolto la vita nella cella che condivideva con un altro ragazzo. A morire è un 20enne egiziano (avrebbe compiuto 21 anni a gennaio) con alle spalle precedenti per furti e rapine. Una vita ai margini, arrivato in Italia da solo, senza famiglia, per guadagnarsi da vivere commettendo qualche reato.
di Alma Martina Poggi
La Nazione, 29 ottobre 2026 La sinergia fra Casa circondariale, Comune, Isforcoop e Mondo Nuovo Caritas. Il protocollo d’intesa è biennale e prevede un programma di attività esterne. La convinzione profonda che il lavoro sia uno degli strumenti più efficaci per favorire percorsi di recupero, autonomia e reintegrazione sociale. È questo il principio alla base del progetto ‘Integr-Azioni’che, sostenuto da Fondazione Carispezia e realizzato da Mondo Nuovo Caritas, ha visto la recente approvazione, da parte della giunta Peracchini, di un nuovo protocollo d’intesa - tra Comune, casa circondariale ‘Villa Andreino’, Isforcoop Cis e Mondo Nuovo Caritas Odv - per realizzare un programma di attività di lavoro extramurario.
di Michela Offredi
L’Eco di Bergamo, 29 ottobre 2026 “Unlock” attraverso arte, cultura e partecipazione porta all’attenzione della cittadinanza i temi della giustizia, della libertà e del reinserimento sociale. Un gruppo di volontari che possa accompagnare le attività della rete durante tutto l’anno, contribuendo a costruire nuove occasioni di incontro tra il carcere e la città. È il nuovo obiettivo di “Unlock”, il progetto bergamasco che attraverso arte, cultura e partecipazione porta all’attenzione della cittadinanza i temi della giustizia, della libertà e del reinserimento sociale. La storia di “Unlock” comincia quando alcune realtà impegnate nel mondo dell’esecuzione penale decidono di incontrarsi attorno a un tavolo.
di Nunzio Festa
ilponte.com, 29 ottobre 2026 “Il carcere è una città”. L’immagine è di Davide, uno dei detenuti che ci hanno raccontato quanto sia difficile la vita dietro le sbarre. Una città con regole proprie, problemi strutturali, servizi da garantire e persone che, oltre a scontare una pena, devono poter costruire le condizioni per ripartire. Ai Casetti, in via Santa Cristina, la direttrice Palma Mercurio affronta ogni giorno questa complessità. I numeri raccontano una situazione difficile, ma anche un lavoro che coinvolge operatori, volontari, istituzioni e realtà del territorio.
di Giorgia Favero
lavitadelpopolo.it, 29 ottobre 2026 Dati e testimonianze raccolte all’interno dell’Istituto penale minorile di Rovigo dove continua l’esperienza dei volontari dell’associazione “La prima pietra”. L’Ipm (Istituto penale per i minorenni) di Rovigo è aperto dal 23 febbraio 2026 (dopo la chiusura di quello di Treviso) ed è l’unico carcere minorile del Triveneto. Accoglie ragazzi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige: minorenni e giovani adulti, fino ai 25 anni, che hanno commesso il reato prima della maggiore età. Don Lorenzo Piola, salesiano e cappellano dell’Ipm, ci aggiorna su questi primi mesi di “attività”: sono passati dall’istituto una sessantina di ragazzi, alcuni dei quali sono usciti e poi rientrati.
di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 29 ottobre 2026 Che lavori possono fare i detenuti? Cosa succede se finisce lo shampoo? Sigarette e accendini sono ammessi? E le lamette del rasoio, non sono pericolose? Dove sono i detenuti che soffrono di problemi di salute mentale? Ci sono mai state aggressioni al personale? Sono state tante e a tutto tondo le domande che gli studenti dell’Istituto “de’ Medici”, hanno rivolto al personale della casa circondariale di Bolzano, durante l’incontro di ieri mattina in via Dante. Un incontro realizzato nell’ambito del percorso sulla legalità coordinato dal professor Michele Mosca.
di Edoardo Iacolucci
La Capitale, 29 ottobre 2026 Ermal Meta in concerto nel carcere di Rebibbia a Roma per inaugurare uno studio di registrazione professionale e un progetto di formazione per detenuti. Un concerto tra le mura del carcere, uno studio di registrazione professionale e un percorso formativo per offrire ai detenuti nuove opportunità di lavoro. Il cantautore Ermal Meta si è esibito oggi, mercoledì 28 ottobre, nella Casa Circondariale maschile di Rebibbia Nuovo Complesso, a Roma, in occasione dell’inaugurazione di “Un’altra musica”, un progetto che punta a trasformare la musica in uno strumento di formazione e reinserimento sociale. Dopo il taglio del nastro, Ermal Meta ha tenuto un concerto davanti ai detenuti e agli ospiti presenti, portando la propria musica all’interno dell’istituto penitenziario.
cronacacomune.it, 29 ottobre 2026 Non solo la storia di un burattino, ma il racconto di un’umanità che si confronta con le proprie contraddizioni e cerca la possibilità di cambiare. È da questa prospettiva che Teatro Nucleo rilegge il capolavoro di Collodi in “Pinocchio e il suo doppio”, in scena giovedì 5 novembre 2026 alle 20:30 al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara. Lo spettacolo, firmato da Daniele Giuliani con la supervisione di Horacio Czertok, esplora il confine tra innocenza, errore e trasformazione. Lo spettacolo è stato presentato in anteprima il 23 ottobre all’interno della Casa Circondariale di Ferrara nell’ambito di Trasparenze - festival del Coordinamento teatro-carcere della Regione Emilia-Romagna - e nasce dal lungo percorso di teatro condotto da Teatro Nucleo nel medesimo istituto penitenziario.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 29 ottobre 2026 Un viaggio dentro le mura del carcere, con l’obiettivo di raccontare quanto l’ascolto della musica, in quegli spazi, sia un’opportunità e un potente strumento educativo e riabilitativo. È l’obiettivo del documentario “Il cielo in una stanza”, girato nella casa di reclusione di Chiavari (Genova) con la partecipazione di Sayf. Il rapper ha incontrato i giovani reclusi e raccoglie le loro parole sulla libertà, le scelte e la poesia. “Ci pensiamo solo quando veniamo arrestati, quando siamo fuori non teniamo conto della libertà. Se ci avessimo pensato prima, forse non saremmo in mezzo a questi problemi in cui siamo ora”. Sono le parole pronunciate da uno dei giovani detenuti nel documentario Il cielo in una stanza.
CULTURA
di Elena Fascella
La Repubblica, 29 ottobre 2026 In un contesto di privazione della libertà come quello che si vive all’interno delle carceri, la bellezza può diventare uno strumento per ritrovare sé stessi e ricostruire la propria identità in un percorso di riabilitazione. Il colore è un mezzo potente che apre la porta della propria identità. Si è parlato di questo con la docente, autrice del volume edito da Castelvecchi “Il Colore. La voce dell’anima”, in cui racconta come l’arte possa trasformarsi in un ponte fondamentale per il riscatto sociale e umano dei detenuti. Fiori, come professoressa ha lavorato a lungo anche nelle carceri italiane insegnando la storia dell’arte ai detenuti. “Il colore, esattamente come l’arte, è un mezzo, una potentissima porta di accesso alla relazione e alla propria interiorità”, spiega l’autrice.
AFFARI SOCIALI
di Gabriele Fava*
Corriere della Sera, 29 ottobre 2026 Cultura, primo anello del patto tra generazioni: chi la considera estranea al welfare non capisce il perché della rabbia dei giovani. Le immagini arrivate nelle ultime settimane da Milano, Parigi, Limoges e Madrid ci hanno mostrato ragazzi, alcuni giovanissimi, passare dal dissenso alla violenza nel giro di pochi minuti. Su questo non possono esserci ambiguità. Le devastazioni e gli scontri con le forze dell’ordine non hanno giustificazione, e uno Stato democratico non può tollerarli. Chi ha una responsabilità pubblica, però, non può fermarsi alla condanna. La giustizia farà il suo corso. A noi spetta capire da dove nasca quella rabbia, e che cosa si possa fare perché non trovi più spazio.
di Alberto Cisterna
ilnordest.it, 29 ottobre 2026 Il flop dell’accusa di istigazione terroristica nel caso Youssef Siher mostra i rischi di punire il linguaggio di protesta anziché intervenire sulle cause reali. Le logiche securitarie sono del tutto lecite. Ci mancherebbe. Alla condizione che una logica esista, tuttavia, e non si sprechino tempo e risorse in propositi e obiettivi irraggiungibili. La lunga teoria di decreti-legge in materia di sicurezza non hanno portato grandi risultati se, alla fine, si son dovuti spedire 500 paracadutisti a Milano per domare incidenti e propositi di scontri di piazza. Il presidio fisico delle vie e delle piazze con tute mimetiche e blindati è la prova provata che norme, pacchetti e manette servono a poco. La deterrenza che le regole dovrebbero esercitare su violenti e facinorosi è praticamente inesistente.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 29 ottobre 2026 Non è solo propaganda, non è solo distrazione, quello di Meloni è anche un programma politico ben preciso che dopo quattro anni di decreti repressivi arriva a forzare il punto di attrito. È campagna elettorale? È un modo per deviare l’attenzione dai problemi reali che non può e non sa affrontare? È analfabetismo costituzionale? Il video con cui ieri Giorgia Meloni ha attaccato la magistrata che ha scarcerato Youssef Siher è tutto questo è anche di peggio. Intanto è la prova di una gigantesca incoerenza. Perché sempre ieri la maggioranza ha festeggiato l’approvazione di una legge mal vista dai giornalisti, l’obbligo per la stampa di riportare le sentenze di assoluzione e le decisioni favorevoli agli imputati dopo le notizie delle indagini.
DOCUMENTI
Articolo. "Giustizia e minori: più carceri non può essere la soluzione", di Vitalba Azzolini
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 29 ottobre 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
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