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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 28 ottobre 2026
INTORNO AL TAVOLO DI RISTRETTI
di Fernando Sanchez
Ristretti Orizzonti, 28 ottobre 2026 Sono detenuto da un po' e in tutto questo tempo passato dietro le sbarre ho sempre cercato di mantenere vivo il rapporto con i miei familiari, con mia moglie, con i miei figli, con i miei fratelli e sorelle, con i miei nonni e i cugini, io sono cresciuto insieme a loro, e mi hanno insegnato il valore della famiglia a prescindere dalle circostanze. Questa volta però io ho permesso che ci allontanassimo, ho commesso un reato e creato le circostanze che ci tengono lontani, purtroppo.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 28 ottobre 2026 Un “indulto responsabile” per affrontare l’emergenza delle carceri, ma anche un cambio di passo sulla sicurezza, perché moltiplicare i reati non significa necessariamente rendere più sicure le città. Giuseppe Tango, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, alla XVII edizione del Salone della Giustizia di Roma ha lanciato un messaggio alla politica. Da una parte il sovraffollamento degli istituti penitenziari, dall’altra la risposta agli scontri di piazza degli ultimi giorni. La proposta più significativa riguarda le carceri. Tango ha annunciato l’adesione dell’Anm a un’iniziativa trasversale che punta su forme selettive di liberazione anticipata, legate a percorsi concreti di recupero.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 28 ottobre 2026 Il 2 novembre la Suprema Corte esaminerà un ricorso sul 41 bis. C’è una data cerchiata in rosso sul calendario degli avvocati penalisti, dei magistrati antimafia e di chiunque segua i problemi carcerari: il 2 novembre, la Corte costituzionale esaminerà un ricorso contro il 41bis. Più in dettaglio, si chiede alla Suprema corte di valutare se sia valido costituzionalmente il divieto per i detenuti ristretti al carcere duro di avere permessi “premio” e altri benefici penitenziari come il lavoro esterno. Fermo restando che i permessi “per necessità” (quelli elargiti in caso di gravissimi problemi di famiglia, come un lutto), sia pure raramente vengono concessi anche ai boss che sono sottoposti al 41bis, ora il punto sono su cui è interrogata la Corte costituzionale sono i benefici normali.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 28 ottobre 2026 L’avvocato Maria Brucale fa parte dell’Osservatorio carcere Ucpi e della Giunta dell’associazione Nessuno Tocchi Caino. Dopo aver letto gli articoli comparsi su La Stampa premette che “ai detenuti del 41bis non vengono concessi permessi premio. Lo vieta la legge”.
di Manuela D’Alessandro
giustiziami.it, 28 ottobre 2026 È arrivato il momento di dirlo: di quello che succede nelle carceri non sappiamo più quasi niente. Aggiungiamo: non sappiamo scandalosamente più niente. L’ennesima prova si è avuta questa mattina quando solo da un comunicato di don Paolo Selmi, il presidente della Casa della Carità, si è venuti a conoscenza della morte di Lamin Sonko, che il 29 maggio ha tentato di uccidersi in una ‘cella liscia’ a San Vittore e l’8 giugno è morto all’ospedale Niguarda dove era arrivato in condizioni gravissime. “Non potevamo stare in silenzio come Casa della Carità” ci ha detto don Paolo al quale abbiamo chiesto il perché di quella nota nella quale spiegava anche che questo giovane uomo originario del Gambia continuava a ripetere ai volontari della Casa della Carità di voler telefonare alla madre.
di Antonio Averaimo
Avvenire, 28 ottobre 2026 Lo chiamano “modello Napoli”. È da qui, infatti, che è partita la riscossa dello Stato per blindare le carceri italiane, dove droga, armi e cellulari entrano sempre più spesso indisturbati, consentendo, tra le altre cose, ai boss mafiosi di continuare a comandare dalle proprie celle. Tre sono le misure già adottate o in via di sperimentazione nei penitenziari campani per fermare la deriva denunciata da numerosi magistrati antimafia, in particolare da Nicola Gratteri, oggi alla guida della Procura di Napoli. Innanzitutto i jammer, gli inibitori di segnale acquistati nel 2018 e utilizzati per la prima volta dall’inizio del mese nel carcere di Secondigliano. Poi le reti metalliche, per bloccare le sempre più frequenti consegne di stupefacenti e telefonini effettuate attraverso i droni.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2026 Sinergia tra “Recidiva Zero” e “Limen, un futuro oltre la pena”. Al salone della Giustizia il presidente dell’Anm Tango lancia l’allarme sovraffollamento nei minorili. Formazione professionale per l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro. È l’obiettivo dell’accordo siglato dal Cnel e dalla Fondazione Cariplo per l’inclusione delle persone private della libertà personale. Con il protocollo d’intesa firmato oggiù, martedì 27 ottobre, dai rispettivi presidenti Renato Brunetta e Giovanni Azzone, Fondazione Cariplo si aggiunge alla rete dei partner territoriali che concorrono allo sviluppo del Rapporto annuale “Recidiva Zero”, rafforzando il legame tra ricerca, conoscenza delle realtà locali e percorsi di reinserimento.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 28 ottobre 2026 Iniziativa promossa da Plastic Free e Seconda Chance: è il primo appuntamento nazionale dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia, che prevede almeno due mobilitazioni annuali per favorire responsabilizzazione, inclusione sociale e tutela ambientale attraverso attività di volontariato. Persone detenute impegnate in percorsi di esecuzione penale esterna e volontari, in ventiquattro città di dieci regioni, per dedicare la Giornata nazionale di pulizia ambientale - sabato 24 ottobre - a ridurre l’inquinamento da plastica. L’iniziativa è promossa dall’organizzazione di volontariato Plastic Free e da Seconda Chance Aps, associazione attiva nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute ed ex detenute.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 28 ottobre 2026 Ddl Sicurezza, emendamento contro i medici che non firmano le idoneità nei Cpr. Sui provvedimenti sulla sicurezza, da parte della maggioranza è l’assalto alla diligenza. E di provvedimenti simili in questo momento è pieno il Parlamento: tra decreti e disegni di legge alla Camera e al Senato ci sono almeno sei testi in discussione che intervengono con nuove politiche securitarie o strette sulle persone migranti. Ci sono il decreto con il tetto agli studenti stranieri, la proposta di legge che restringe l’accesso alla cittadinanza, un provvedimento di FdI che interviene sul fondamentalismo religioso, la velocizzazione degli sfratti e infine l’ultimo decreto sicurezza varato una settimana fa e il suo fratello maggiore, il ddl Sicurezza parzialmente svuotato dal decreto.
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2026 La rabbia, quando non trova ascolto, rischia di trasformarsi in disperazione, di alimentare la violenza e di approfondire la frattura tra cittadini e istituzioni. A questo punto è evidente che continuare a invocare l’ordine pubblico per giustificare nuove leggi diventi solo propaganda; anzi, il modo più comodo per evitare domande scomode ed eludere risposte impegnative. Se sette decreti sicurezza non sono stati sufficienti a impedire il ripetersi delle proteste e delle tensioni sociali, forse il problema non è soltanto l’assenza di norme o la loro insufficiente severità, ma ciò che la politica continua ostinatamente a non vedere.
di Mario Ricciardi
Il Manifesto, 28 ottobre 2026 Lanciata la caccia, chi è più al sicuro? Oggi il “nemico” è un ricercatore precario figlio di immigrati, domani potrebbe essere lo studente, il giornalista critico o il lavoratore in lotta. Uno spettro si aggira per l’Europa, ma non è quello del comunismo. Disabituati, come siamo diventati, a leggere storicamente i testi, tendiamo a sovrapporre alle parole di Marx le nozioni sommarie che abbiamo trattenuto sulla storia del movimento operaio. Una illusione di necessità storica avvolge le parole del manifesto - redatto da Marx, con la collaborazione di Engels, per la Lega dei comunisti - e lo proietta nel futuro verso la rivoluzione russa e i gulag.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 28 ottobre 2026 Nella richiesta di convalida del fermo del presunto “stratega” degli scontri di Milano, la procura non individua neanche un solo messaggio in cui si ordina o si invita a compiere azioni violente, ad aggredire qualcuno, in particolare le forze dell’ordine, a devastare negozi o ad assaltare edifici. Si resta allibiti di fronte alla fragilità probatoria e argomentativa delle accuse formulate dalla procura di Milano contro Youssef Siher, il ricercatore trentenne fermato nell’ambito dell’indagine sulle iniziative di protesta annunciate dopo le violenze del 17 ottobre a Milano. La procura gli attribuisce la regia di un movimento digitale, con un canale Telegram arrivato a oltre 11 mila iscritti, e sostiene che stesse organizzando nuove manifestazioni destinate a degenerare in devastazioni e saccheggi.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 28 ottobre 2026 Preso di mira non per quello che ha fatto, o si presume abbia fatto, ma per i reati che potrebbe commettere, o far commettere ad altri. Ce ne siamo accorti da subito, che c’è qualcosa che non funziona, nelle accuse sulla cui base la procura di Milano lo ha voluto in carcere a San Vittore, in cella di isolamento nel settore riservato agli “ospiti” imputati o condannati per reati di terrorismo. Del resto le imputazioni contestate all’indagato, non solo per il nuovo reato di violenza organizzata nei cortei, ma soprattutto per l’istigazione a delinquere e l’uso di mezzi informatici, aprono la porta quasi automaticamente alla finalità eversiva. Costruita sul personaggio, secondo lo schema tipico del “tipo d’autore”. Secondo il quale Youssef Siher è il terrorista perfetto, agitatore di popolo, prima di tutto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 ottobre 2026 La relazione nelle mani dei pm di Bologna individua tre elementi che condussero al decesso durante l’intervento della polizia: in bilico lo “scudo” per gli indagati. Lo schiacciamento subito durante il fermo fu certamente una concausa della morte di Abderrahim Fakir. Lo scrivono i consulenti della procura di Bologna nella relazione depositata oggi negli uffici di via Garibaldi. Come ha anticipato Repubblica, accanto al peso sul corpo, i periti mettono altri due fattori: l’assunzione di cocaina e le condizioni di salute generali del 42enne, cuore compreso. Domani i magistrati si riuniranno per decidere come procedere nei confronti delle sei persone coinvolte. E dovranno farlo entro il 19 novembre.
di Paolo Festuccia, Francesco Grignetti
La Stampa, 28 ottobre 2026 Dopo la collaborazione i testimoni si trovano la liquidazione congelata. La rivalsa delle Entrate nasce per far fronte al danno erariale dei processi. C’è un grande problema che incombe sui pentiti di mafia, così serio da far saltare il sistema, ma nessuno sembra preoccuparsene. O forse no, qualcuno al ministero dell’Interno è consapevole del rischio. Ma non se ne vede lo sbocco. Accade, infatti, che molti collaboratori di giustizia, al termine di lunghi anni in cui sono vissuti sotto falso nome, lontano da casa e dai guai, dopo aver accusato i vecchi complici nei processi, aiutati economicamente tutti i mesi dal Viminale, escano dal circuito di “protezione”.
TERRITORIO
di Caterina Stamin
La Stampa, 28 ottobre 2026 Firmato un protocollo tra Garante regionale e Procura generale: fra gli obiettivi il monitoraggio delle condizioni degli istituti di pena piemontesi. Nel carcere di Torino ci sono 1.608 detenuti. E crescono di mese in mese: erano 1.507 solo a fine luglio. Sono 489 persone in più rispetto alla capienza dell’istituto penitenziario, 510 ristretti in eccesso in relazione ai posti effettivamente disponibili, distribuiti in una struttura definita da chi la vive “vecchia e fatiscente”. Il tasso di sovraffollamento al Lorusso e Cutugno ha raggiunto il triste record del 137,25 per cento. E l’alto numero di detenuti a Torino ha determinato un incremento anche nelle altre carceri del Piemonte, da Vercelli a Biella.
di Francesca Chilloni
La Repubblica, 28 ottobre 2026 “Concorso in tortura”: quattro anni e sei mesi di reclusione per ciascuno dei cinque agenti della polizia penitenziaria, uomini fra 29 e 60 anni, imputati nel filone bis sul pestaggio di un detenuto tunisino, avvenuto il 3 aprile 2023 nel carcere della Pulce di Reggio. È la condanna chiesta ieri dalla pm Maria Rita Pantani (foto) nel processo con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Matteo Gambarati. Chiesta anche l’esclusione delle attenuanti generiche: gli imputati non si sarebbero scusati né avrebbero offerto un risarcimento, neppure simbolico, alla parte civile. Secondo l’accusa, il detenuto sarebbe stato incappucciato con una federa stretta al collo; colpito con pugni, schiaffi e calci; spogliato e portato in isolamento.
di Marianna La Barbera
Ristretti Orizzonti, 28 ottobre 2026 Inclusione sociale, accoglienza e promozione dei diritti delle persone detenute o in esecuzione penale esterna. Sono le attività svolte dalla cooperativa sociale “Sogni Oltre le Sbarre” che, a partire dallo scorso marzo, gestisce il progetto denominato “Sogni oltre le sbarre per la genitorialità: percorsi integrati di accoglienza e reinserimento per genitori detenuti e i loro figli nel territorio di Palermo”, finanziato dall’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali della Regione Siciliana. Aurelia Granà e Fabio Carraro, rispettivamente presidente e vice presidente della cooperativa sociale con sede a Palermo, sono attivi da oltre un ventennio all’interno degli istituti penitenziari della Sicilia, operando attraverso progetti finalizzati alla formazione e all’inclusione lavorativa.
agensir.it, 28 ottobre 2026 Si tiene oggi a Milano, dalle 9.15 alle 16.30, a Palazzo delle Stelline, Sala Pirelli, la conferenza “I bambini si fidano degli adulti” su “Child Trust”, il primo progetto formativo finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea dedicato alla polizia penitenziaria. Capofila è Bambinisenzasbarre, con tre partner: Relais Enfants Parents IdF in Francia, Probacja in Polonia e Roda in Croazia. Partner istituzionali sono l’Amministrazione penitenziaria (Dap) e l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, italiane e degli altri tre Paesi. Con “Child Trust”, spiega Bambinisenzasbarre, “per la prima volta in Europa, e a quanto ci risulta nel mondo, la polizia penitenziaria di quattro Paesi ha seguito un percorso di formazione comune sui diritti e sui bisogni dei figli di genitori detenuti.
salernotoday.it, 28 ottobre 2026 Il confronto metterà al centro il ruolo del volontariato come ponte tra istituzione penitenziaria e società civile. Si terrà giovedì 29 ottobre, alle ore 18:00, presso la Sala Moka (via Gramsci, Lungoirno) a Salerno, il convegno “Nelle crepe del carcere: il volontariato alla Casa circondariale di Salerno”, promosso dall’associazione civica Ottanta quattrocento. L’incontro intende accendere i riflettori su una realtà spesso lontana dallo sguardo dei cittadini: quella del carcere e delle persone che, ogni giorno, scelgono di entrarvi per offrire ascolto, sostegno e opportunità. Un’opportunità per raccontare cosa significa fare volontariato dentro la Casa circondariale di Salerno: chi sono i volontari, quali attività svolgono con i detenuti, in che modo collaborano con la direzione e con l’area trattamentale dell’istituto e quali risultati portano concretamente.
di Ilaria Dioguardi
retisolidali.it, 28 ottobre 2026 A Palazzo Valentini a Roma il 30 ottobre il primo convegno che unisce salute, giustizia e detenzione per superare la frammentazione dei saperi e costruire percorsi di prevenzione sociale. Libianchi, Conosci: “Dal 2000 al 2023 in Italia si sono registrati 535 figlicidi, il 12,7% degli omicidi in famiglia. “Non cronaca nera, ma un fenomeno strutturale, con numeri che impongono una riflessione scientifica e istituzionale”. “Le uccisioni di bambini da parte di un genitore non sono cronaca nera destinata a esaurirsi in poche ore. Sono un fenomeno strutturale, con numeri che impongono una riflessione scientifica e istituzionale”. A parlare è Sandro Libianchi, presidente di Conosci-Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane.
di Fabio Falbo
huffingtonpost.it, 28 ottobre 2026 Ringraziamo il ministro dello Sport per essere venuto per la posa della prima pietra del nuovo campo sportivo e della nuova palestra. Era un progetto proposto e fortemente voluto da chi vive ogni giorno il carcere, che però non erano presenti neanche con una delegazione. Ci sono luoghi nei quali persino la realtà deve chiedere il permesso per farsi vedere, ed il carcere è uno di questi. Nei giorni scorsi il ministro dello Sport Andrea Abodi ha visitato Rebibbia nuovo complesso per la posa della prima pietra del nuovo campo sportivo e della nuova palestra. È una notizia positiva, lo è per chi crede nello sport come strumento educativo, lo è per chi continua a vedere nella pena non soltanto una sanzione, ma anche un percorso di responsabilizzazione e crescita.
di Alessia Mancini
Ristretti Orizzonti, 28 ottobre 2026 Le condizioni della detenzione, il disagio psichico, il sovraffollamento e la prevenzione dei suicidi sono al centro di “Morire di carcere. Analisi del fenomeno suicidario nelle carceri italiane”, il saggio di Fabrizio Ricci in uscita il 6 novembre 2026 per SBS Edizioni, collana Meraki. Nato da una tesi di laurea in Scienze dei servizi giuridici - Criminologia, il volume affronta il carcere come una questione di responsabilità istituzionale e tutela della dignità umana, oltre che come materia di studio.
AFFARI SOCIALI
di Paolo Venturi*
Corriere della Sera, 28 ottobre 2026 Le città più felici d’Italia non sono le più ricche. Lo racconta il primo Rapporto sull’equità intergenerazionale di NeXt, presentato al Festival nazionale dell’Economia civile: dove l’equità tra generazioni supera la media, la soddisfazione di vita cresce del 3,6% e il senso di vita del 2,9%, e a contare più del Pil è il lavoro, cioè la sensazione di avere un posto nel mondo. Il rapporto distingue i territori in cui ricchezza ed equità crescono insieme, come Torino, da quelli a “sviluppo escludente”, dove i capitali sono alti ma l’equità resta bassa. L’esempio indicato nel rapporto era Milano, il cui centro è poi diventato teatro dei recenti scontri e saccheggi. Scene simili si sono viste a Bologna e Torino. A rompere le vetrine non erano militanti organizzati ma ragazzi, in gran parte di 15 e 16 anni, che si erano staccati da cortei pacifici contro il carovita dopo un passaparola su TikTok, senza bandiere né appartenenze.
di Giuseppe Benedetto*
Il Dubbio, 28 ottobre 2026 La stragrande maggioranza dei giovani che hanno partecipato agli scontri di Milano della settimana scorsa erano, secondo i dati della Questura, giovani di seconda generazione nati o cresciuti nell’hinterland milanese. Quei disordini mettono a nudo una frattura sociale. Il dibattito pubblico continua ad affrontare il fenomeno migratorio come un problema di frontiere. Si discute di permessi, quote, espulsioni e si contrappone chi ritiene ogni limitazione una violazione dei diritti umani a chi percepisce ogni nuovo arrivo come minaccia alla sicurezza. Entrambe trascurano però una questione decisiva: il riconoscimento politico e sociale dei figli degli immigrati.
di Sem Galimberti
labarcaeilmare.it, 28 ottobre 2026 Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ammesso che il sistema carcerario minorile è effettivamente in sofferenza e ha prospettato la necessità di ampliare la capienza della detenzione giovanile anche costruendo nuove carceri. Il governo Meloni sta favorendo questa prospettiva “sicuritaria” con i decreti che giungono a pioggia, sotto l’incalzare delle proteste a seguito delle accentuazioni dei media sulle notizie delle seppur condannabili violenze nei cortei di protesta. Credo di avere qualche titolo per ragionare intorno alle carceri minorili. Per due anni, all’inizio degli anni Settanta, ho lavorato come educatore nel carcere minorile Beccaria di Milano. Da studente universitario alla Cattolica, avevo la necessità di mantenermi agli studi con qualche impiego remunerativo.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 28 ottobre 2026 Deportazioni anche tra paesi terzi e poteri di monitoraggio online: la riforma dell’agenzia di frontiera europea insegue l’estrema destra. Molti più agenti, una forza di reazione rapida alle frontiere e nuovi poteri di monitoraggio dei social. È il “ruolo centrale” che la Commissione Ue affida a Frontex, giustificando l’allargamento del mandato con il nuovo contesto geopolitico e di sicurezza, tra minacce ibride e strumentalizzazione dei flussi migratori (vedi il caso Ceuta). Non solo l’organico salirà gradualmente a 30mila unità (17mila per frontiere e rimpatri, il raddoppio del personale dell’Agenzia e 7mila addetti distaccati dagli Stati).
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 28 ottobre 2026 Fin dai tempi del Movimento per la Temperanza, la protezione di donne e bambini è stata argomento forte a favore del proibizionismo e della criminalizzazione di chi usa alcool e droghe - allora maschio adulto - visto come soggetto violento proprio a causa di quel consumo. Le donne tra ‘800 e ‘900 sono state protagoniste di questo movimento, che ha puntato molto sul compito di difendere i più piccoli dalla minaccia di un adulto maschio consumatore. Le droghe erano allora evidentemente una ragione più alla portata di quanto non fosse una critica al patriarcato generatore di violenza. Oggi sappiamo bene che la radice della violenza è patriarcale, e che le droghe possono rappresentarne una circostanza, ma non una ragione.
di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni
L’Espresso, 28 ottobre 2026 Susan Sarandon la interpretò in Dead Man Walking: suor Helen Prejean si batte da sempre contro le esecuzioni. Sulla fucilazione in diretta streaming poi annullata dice: “È una follia”. È più affaccendata del solito, in questo scorcio d’autunno. Da oltre quarant’anni suor Helen Prejean cerca di convincere gli Stati Uniti a smettere di ammazzare in nome della legge del taglione. Ma proprio quando gli americani sembravano cominciare a darle retta, è arrivato il presidente Donald Trump, deciso a riportare indietro le lancette. In Italia l’abbiamo conosciuta con il volto di Susan Sarandon, che vinse l’Oscar interpretandola in Dead Man Walking, accanto a Sean Penn nei panni di un detenuto. Prima del film c’era stato il libro, il bestseller pubblicato nel 1993 (Condannato a morte, Bompiani 1996).
di Giada Aquilino
L’Osservatore Romano, 28 ottobre 2026 “È semplicemente un modo, molto bello, per sentirsi parte della visita che il Santo Padre sta per compiere in Perù”, nel quadro del suo viaggio apostolico che lo porterà tra il 6 e il 17 novembre anche in Uruguay e in Argentina. Silvia Alayo, segretaria esecutiva della Commissione per l’azione sociale della Conferenza episcopale peruviana, commenta così l’ultima iniziativa portata avanti nel carcere femminile di Chorrillos, a Lima. Nell’ambito di un progetto statale di reinserimento e in vista del viaggio di Leone XIV in America Latina, le detenute cuciono bambole di velluto raffiguranti il Papa e realizzano rosari, collane e altri oggetti da destinare poi alla vendita fuori dal penitenziario.
DOCUMENTI
Articolo. "Giustizia e minori: più carceri non può essere la soluzione", di Vitalba Azzolini
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 25 ottobre 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
Progetto Costruire il domani. "Incontri sulla Giustizia Riparativa" (Trieste, 28 ottobre 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'1 novembre 2026
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI