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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 26 ottobre 2026
di Riccardo Saporiti
Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2026 Dopo quella che lui stesso ha definito come “una serie di arresti massicci nei confronti di minori”, il ministero della Giustizia Carlo Nordio ha paventato la necessità di aumentare la capienza degli istituti di pena minorili, quando non di costruire nuove strutture. Eppure, guardando i dati, questa esigenza non sembra emergere. Sì, perché a differenza di quanto avviene con le carceri riservate agli adulti, per quelle minorili il ministero della Giustizia non indica la capienza dei singoli istituti. Per ricostruirla, la scelta è stata quella di affidarsi alla relazione del Garante per le persone private della libertà personale, aggiornata al 31 dicembre 2025 e presentata venerdì scorso in Senato, per quanto riguarda la capienza.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 26 ottobre 2026 Mentre il 22 ottobre scorso, dopo le violenze di piazza del precedente fine settimana, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato il decreto-legge recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile”. Intanto, stanno suscitando molte reazioni le affermazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che - ricordando la “serie di arresti massicci nei confronti di minori” mai avvenuta prima e prospettando la necessità di “spedire dietro le sbarre questi minori violenti” - ha parlato di come il sistema carcerario minorile in questo momento sia “effettivamente in sofferenza” e della possibilità di “ampliare la capienza delle carceri giovanili” o di “trovare accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori”. Sulla questione abbiamo sentito don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 26 ottobre 2026 La magistrata: “La repressione da sola non basta. Gli adulti devono trasmettere modelli positivi. Possiamo pure vietare i social prima di una certa età, ma se poi i primi a chattare tutto il giorno sono i genitori, non serve a nulla”. I ragazzi hanno il diritto e il dovere di manifestare, di preoccuparsi per il futuro. Vanno ascoltati, capiti. Sì, molti covano una rabbia profonda. Ma non è certo con la sola repressione, né alzando l’età media per accedere ai social che metteremo fine a questo disagio”, dice Patrizia Imperato, procuratrice per i minorenni di Napoli. Parlare con i più giovani, interrogarli quando commettono un reato o ne sono vittime, è il suo lavoro. Ed è sulla base di questa esperienza che si rivolge, prima di tutto, agli adulti per analizzare quanto sta accadendo oggi nella “generazione Z” di Napoli e del resto d’Italia.
ansa.it, 26 ottobre 2026 Secondo le Camere penali servono investimenti nella scuola, nella formazione professionale, nei servizi sociali, nella cura della salute mentale, nell’ampliamento ed il rafforzamento delle comunità educative, nel sostegno alle famiglie e nella giustizia riparativa. Non certo attraverso la creazione di nuove celle. “Non vi è dubbio che ci sia la volontà di innalzare il livello della risposta repressiva delle manifestazioni ma, francamente, non credo che sia la strada giusta da seguire sia sotto il profilo della risposta giudiziaria sia sotto quello della introduzione di nuove norme che entrano in tensione con principi costituzionali della determinatezza e della personalità della responsabilità penale”.
di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 26 ottobre 2026 Trasformare il tempo della detenzione da spazio di attesa a percorso di crescita personale e professionale. È questo l’obiettivo al centro della rinnovata intesa, dei giorni scorsi, tra il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un’alleanza istituzionale che rinnova il “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli istituti penitenziari e nei servizi minorili”, delineando una strategia organica per abbattere la recidiva e dare concreta attuazione al dettato costituzionale. Accanto al consolidamento dei percorsi scolastici tradizionali, la novità di maggiore impatto è l’ingresso strutturale degli ITS Academy e dell’Istruzione Tecnica Superiore nel circuito penitenziario.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2026 Accolta la richiesta di conoscere le ragioni dello spostamento. Se il trasferimento di un detenuto affetto da gravi patologie psichiche pregiudica la continuità del trattamento sanitario e delle cure prestate in carcere, l’interessato ha diritto a conoscere i motivi che hanno determinato la decisione dell’amministrazione penitenziaria, per eventualmente sindacarne la legittimità mediante il reclamo previsto dall’articolo 35-bis dell’Ordinamento penitenziario (legge 354/1975). Lo ha deciso il Magistrato di sorveglianza di Genova con l’ordinanza emessa il 9 ottobre 2026, decidendo in sede di rinvio, dopo che la Cassazione, con la sentenza 6439 del 13 maggio 2026, aveva annullato una precedente pronuncia di inammissibilità.
TERRITORIO
canicattiweb.com, 26 ottobre 2026 Un supporto concreto agli staff sanitari delle carceri siciliane per l’assistenza ai detenuti con problematiche psichiatriche. È l’obiettivo del protocollo di collaborazione per la promozione della salute mentale firmato sabato 17 ottobre ad Agrigento dall’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia e dal Garante dei diritti dei detenuti della Regione Siciliana, Antonino De Lisi. L’intesa è stata sottoscritta nel corso dell’assemblea dell’Unione, alla presenza del presidente del Consiglio Nazionale Forense Francesco Greco e dei presidenti di tutti i Consigli dell’Ordine degli Avvocati siciliani.
di Adelia Pantano
La Stampa, 26 ottobre 2026 Il penitenziario ristrutturato per i detenuti in regime di carcere duro. Il primo cittadino: “Lasciati soli da Roma nel silenzio delle destre. “Alessandria è stata lasciata sola da Roma, nel silenzio delle destre. Sono stati spazzati via oltre quarant’anni di buon lavoro”. Il sindaco del Pd Giorgio Abonante attacca il Governo per la trasformazione del carcere di San Michele in una struttura destinata ai detenuti sottoposti al 41 bis. Le operazioni di trasferimento, condotte tra sabato e domenica nell’ambito dell’operazione “Klepsydra” dal Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, hanno portato ad Alessandria un centinaio di detenuti al regime di carcere duro. In tutto saranno poco più di 200. L’istituto è stato ristrutturato per accoglierli, dopo che le prime indiscrezioni sulla trasformazione circolavano già da circa un anno.
newsbiella.it, 26 ottobre 2026 L’iniziativa nasce dall’esperienza di volontariato portata avanti da HopeClub. A Palazzo Gromo Losa, al Piazzo di Biella domenica 25 ottobre, è stato presentato il numero zero di “Specchi Rotti”, il giornale del carcere di Biella realizzato da persone private della libertà insieme ai membri di HopeClub. Un progetto che punta a raccontare la vita dell’istituto penitenziario dall’interno, dando spazio alle voci di chi lo vive quotidianamente. L’iniziativa nasce dall’esperienza di volontariato portata avanti da HopeClub, associazione attiva sul territorio da diversi anni, con l’obiettivo di incontrare e collaborare con le realtà che vivono ai margini della società.
di Letizia Gualdoni
chiesadimilano.it, 26 ottobre 2026 Da novembre un percorso di incontro e condivisione con il mondo carcerario, con visite negli istituti di pena e incontri di approfondimento. Parla una delle promotrici. Varcare una soglia per incontrare una persona, ascoltarla e lasciarsi interrogare dalla sua storia. Nasce da qui “Giovani insieme ai detenuti: condividere la Lampada della Speranza”, il percorso che la Pastorale giovanile propone per l’anno pastorale 2026-2027. Presentato al termine dell’incontro del 12 ottobre con il professor Ivo Lizzola, il cammino intreccia visite negli istituti penitenziari e appuntamenti di approfondimento: un invito a superare i pregiudizi e a guardare oltre la colpa, alla luce del Vangelo.
La Sicilia, 26 ottobre 2026 I vincitori saranno proclamati il 7 novembre ad Acireale e il 6 dicembre a Licodia Eubea Magma. Per la mostra del cinema breve e anche per il festival della comunicazione i detenuti saranno impegnati come giurati. Sono già cominciati, nella Casa di reclusione di Augusta, in provincia di Siracusa, i primi appuntamenti di “Libere visioni”, il progetto che affida a una giuria composta da persone detenute un premio speciale nell’ambito della 25esima edizione del festival internazionale di cortometraggi Magma - mostra di cinema breve e della 16esima edizione del Festival della comunicazione e del cinema archeologico.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 26 ottobre 2026 Venerdì a Novara il classico di Shakespeare rivisitato: nel cast nove detenuti che hanno frequentato i laboratori nella casa circondariale. Il grande classico shakespeariano ambientato ai nostri giorni, nell’era digitale. C’è una Giulietta che combatte contro il proprio corpo, e un Romeo che affoga nelle paure: una tragedia che non si consuma più sui balconi di Verona, ma alla luce gelida di uno smartphone. Lo spettacolo “Romeo e Giulietta - Opera ibrida”, produzione di Cabiria Teatro, chiude venerdì alle 21 al teatro Coccia l’edizione 2026 de “Le notti di Cabiria”, rassegna novarese di teatro diffuso che ha toccato anche periferie e location suggestive, e perfino luoghi inconsueti come il carcere, affrontando temi quali emarginazione, povertà, riscatto, e coinvolgendo persone che vivono condizioni di difficoltà, problemi.
reggiotoday.it, 26 ottobre 2026 Accanto ai volontari hanno partecipato 20 persone coinvolte in percorsi di esecuzione penale esterna affidate all’Uepe di Reggio Calabria e provenienti dagli istituti penitenziari di Laureana di Borrello, Locri e Vibo Valentia. Sentirsi liberi di dare una mano, di fare qualcosa che conta per il luogo in cui si vive. Essere riconosciuti per il proprio contributo, incontrare gli altri e ritrovare il senso di appartenere a una comunità. Sulla spiaggia di Pietrenere, alla Tonnara di Palmi, la giornata promossa da Plastic Free e Seconda Chance ha raccontato questo: prendersi cura del territorio ci riguarda tutti e ci fa sentire più umani.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 26 ottobre 2026 Freedom Sounds Band è un unicum in Italia: nata nella II casa di reclusione di Milano Bollate, è una band in cui agenti penitenziari e detenuti suonano insieme. Agenti di polizia penitenziaria e persone detenute che cantano e suonano insieme in una band. Succede nella II casa di reclusione di Milano Bollate, in un progetto che dura da 15 anni, nato all’interno dei progetti di educazione e riscatto sociale attraverso la musica, con il supporto della Fondazione Antonio Carlo Monzino. Ora un libro lo racconta, grazie alla penna e alla macchina fotografica di Andrea Pellegata. In uscita il 4 novembre, Freedom Sounds. Esercizio di libertà (editore Fabbrica dei segni) è un reportage fotografico e narrativo.
di Roberto Artioli
Corriere Romagna, 26 ottobre 2026 Rispetto, fiducia e pazienza. Valori fondamentali nel rapporto con i cavalli che possono diventare strumenti preziosi anche per il reinserimento sociale. Da questa convinzione nasce il progetto che la Cavallina Storna di Savio ha portato nella casa circondariale di Ravenna, coinvolgendo i detenuti in un percorso formativo dedicato all’horsemanship. La Cavallina Storna è un centro di equitazione non tradizionale che si ispira alla filosofia dell’accademia di Marco Vignali. La struttura ospita cavalli, pony e asinelli e propone attività fondate sul rapporto consapevole tra uomo e animale.
AFFARI SOCIALI
di Alessandro D’Avenia
Corriere della Sera, 26 ottobre 2026 “Non sappiamo perché siamo qui, sono venuti tutti e quindi sono venuto anche io”. Così ha detto un ragazzino coinvolto nelle devastazioni milanesi. Queste parole mi hanno ricordato le righe del diario di una delle più grandi pianiste del ‘900, Marija Judina, che decise di diventare anche maestra elementare grazie a un campo estivo da volontaria: “C’era un ragazzino di otto-nove anni senza famiglia, viveva da parenti che non amava e da cui non era amato; era indisponente e si azzuffava con tutti. Lo esortavamo con la parola e l’esempio. Ma una volta passò tutti i limiti - picchiò un compagno, insultò noi, commise un furto - e fu decretata la sua espulsione. Quando fu eseguita la condanna, io scoppiai a piangere. Così avvenne la sua seconda nascita! Scoppiò a piangere anche lui ...
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 26 ottobre 2026 Gridare le proprie ragioni è un diritto, distruggere è una sconfitta. A chi giova quanto sta succedendo? Avere paura dei propri figli è una novità che è piombata su molte famiglie come una sorpresa dolorosa. Spesso i figli sono stati vissuti come misteriosi, a volte come nemici, ma mai come dei piccoli teppisti senza vergogna. È chiaro che sto parlando di quei bambini (si può ormai chiamare bambino un piccolo di undici anni?) che in questi giorni hanno rotto vetrine, lanciato sassi e bombe di carta, invaso una libreria e rubato oggetti di valore. Premetto che sono molto contenta di vedere i ragazzi di nuovo prendere posizione, scendere in strada a protestare per le condizioni della scuola che sono allarmanti.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 26 ottobre 2026 Ho scritto queste poche righe prima di sapere se vi sarebbero state e come eventualmente sarebbero andate le manifestazioni previste per il pomeriggio di sabato. Mi auguravo ovviamente che non si ripetesse quanto avvenuto. Mi auguravo e mi auguro che la stragrande maggioranza dei giovani non voglia indebolire e isolare ancora di più le ragioni della protesta, permettendo durante i cortei momenti di pura e gratuita violenza. Non mi auguro, invece, che coloro che ci governano, in Italia e in Europa, intendano mostrarsi responsabili, e cioè capaci di rispondere, a queste ragioni. Non me lo auguro poiché sono perfettamente disperato sul fatto che ne siano capaci. In grado sono soltanto di inseguire gli effetti di decenni ormai di pessimo governo, e di inseguirli sul terreno più arretrato, con i mezzi meno adeguati, quelli dei vari “decreti sicurezza”.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 26 ottobre 2026 Sei italiani su dieci ritengono carenti le politiche di integrazione. Per tre su quattro va abbassata l’età imputabile. Via Torino, Milano. Un ragazzo con il cappuccio alzato e il telefono in mano guarda i suoi coetanei mentre sfondano la vetrina di un noto negozio di abbigliamento sportivo. Non interviene, almeno in quel momento. Osserva, riprende, forse condivide. Non sappiamo chi sia, che cosa pensi, che cosa lo abbia portato lì. Tuttavia, in quell’immagine c’è qualcosa che va oltre la cronaca di una giornata di violenza. Chi è quel ragazzo? E soprattutto, che cosa pensano gli italiani di quello che è accaduto? Il sondaggio realizzato da Only Numbers restituisce una fotografia interessante, perché mostra due sensibilità che faticano a incontrarsi.
di Flavia Perina
La Stampa, 26 ottobre 2026 Il pugno di ferro del governo contro le piazze del nuovo spontaneismo sfasciatutto ha dato i suoi risultati: niente assalti alle vetrine, tafferugli modesti, molti fermi per il nuovo reato di “violenza organizzata in occasione di manifestazioni pubbliche”, l’arresto eccellente del presunto leader della mobilitazione social. Fanno impressione i dati di Milano: solo lì, 2.921 persone identificate, 171 trattenute con fermo preventivo, 44 denunciate. L’enorme apparato di sicurezza messo in campo ha funzionato e il centrodestra ha le sue ragioni per vantarsene, come ieri hanno fatto tanti suoi esponenti per tutta la giornata. Ma nel day after, al di là del trionfalismo per i rischi evitati, si impone la domanda da sempre legata alle prove di forza superate con successo: e adesso, che farne di questa vittoria?
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 26 ottobre 2026 Alla manifestazione di ieri il governatore Fico, vescovi, partiti, sindacati e le realtà di movimento per dire no al progetto del governo. Assegnato il bando per realizzare il centro. La regione: faremo ricorso. “Non arrivo alla Caritas perché la strada è interrotta, vi posso lasciare davanti al Lupin”. L’autista del bus che collega Napoli a Castel Volturno lo ripete a ogni fermata della strada Domiziana ai migranti che salgono per raggiungere il Fernandes, il centro gestito dalla Caritas da dove è partito ieri il corteo contro il progetto del governo Meloni di costruire un Cpr in località La Piana, sito di interesse naturalistico che la regione Campania ha classificato come Zona a protezione speciale, nella speranza di ostacolare i piani del governo.
di Alessia Candito
La Repubblica, 26 ottobre 2026 Per motivi di decoro, la questura permette l’attività umanitaria in tempi contingentati. Linea d’ombra: “Ci hanno lasciato solo l’ora d’aria”. Le associazioni: “Ai migranti si impedisce per mesi di presentare richiesta asilo, laboratorio di repressione che crea illegalità”. Quando su Trieste scende la sera, non sono i vecchi lampioni asburgici ma le luci blu delle camionette a illuminare piazza Libertà. Davanti, gli agenti schierati. Sotto la statua della principessa Sissi però non ci sono né presidi, né manifestazioni. Solo ragazzi - faccia smunta e vestiti laceri - che arrivano alla spicciolata e un gruppetto di volontari che smistano coperte e pasti. Per questura e prefettura, un problema di sicurezza che da aprile ha meritato l’impiego di “36 funzionari, 106 operatori dei presidi territoriali e 1740 del reparto mobile” e adesso tempi contingentati. Per ragioni di ordine pubblico, si aiuta dalle 18 alle 20, poi tutti a casa.
DOCUMENTI
Articolo. "Il disagio sociale non si mette a tacere con il carcere", di Antonino Napoli
Articolo. "L’emergenza di piazza e il governo dell’adolescenza", di Michele Scaffidi Runchella
Tesi di laurea. "L'esperienza organizzativa del carcere di Molano Bollate", di Dario Porchia
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 25 ottobre 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 26 ottobre all'1 novembre 2026
Progetto Costruire il domani. "Incontri sulla Giustizia Riparativa" (Trieste, 28 ottobre 2026)
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
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