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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 25 ottobre 2026
di Luca Bonzanni
Avvenire, 25 ottobre 2026 Il Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità ha deciso di intervenire in sette istituti di pena. Attualmente i posti disponibili sono 686 e non c’è il problema del sovraffollamento. Il piano c’è e ha numeri rilevanti. Nelle carceri minorili italiane sono già in corso o sono stati programmati interventi per ricavare 120 posti in più, un incremento equivalente al 17,5% della capienza odierna. Le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che giovedì ha parlato di un “sistema carcerario minorile in sofferenza” e della previsione di “ampliarne la capienza”, anche a fronte degli “arresti massicci” recenti, trovano riscontro in un documento d’inizio mese dedicato a tracciare in maniera puntuale la mappa degli Ipm, gli istituti penali per minorenni.
di Davide Varì
Il Dubbio, 25 ottobre 2026 Secondo i dati del garante la popolazione di detenuti negli Ipm è cresciuta del 111,9% in cinque anni. “Aumentare le pene non è una risposta alla devianza minorile”. Mentre si discutere di aumentare le celle destinate ai ragazzi, i dati parlano chiaro: il sovraffollamento non risparmia nemmeno gli istituti penali per minorenni. Al 31 dicembre 2025, gli Ipm italiani ospitavano 572 persone minori e giovani adulti di cui 551 maschi e 21 femmine. La componente femminile rappresenta circa il 4% del totale, confermando la prevalenza maschile già evidenziata negli anni precedenti, a fronte di una capienza complessiva di 565 posti. Gli istituti maschili registravano 551 presenze su 522 posti disponibili, con un tasso di affollamento del 105,75%, evidenziando una pressione significativa sulle strutture.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 25 ottobre 2026 Intervista al vicepresidente della Conferenza episcopale: “Chiamo fratelli i detenuti perché la loro dignità resta intera anche nell’errore. Quando sono ragazzi dovremmo guardarli come figli. Più che un’emergenza sicurezza, c’è un’emergenza relazioni. Cosa serve? Una rivoluzione pedagogica che superi il paternalismo”. “Il rischio è che il carcere diventi per un ragazzo la prima vera scuola”. Parte da questo presupposto Monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, per commentare l’annuncio del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di “ampliare le carceri minorili”. Una scelta che il numero due della Cei per il Mezzogiorno lascia intendere di non condividere. E sulla linea politica più repressiva che rieducativa nei confronti dei ragazzi avverte: “Bisogna percorrere un’altra strada”.
avellinotoday.it, 25 ottobre 2026 Nuove misure restrittive contro i giovani a seguito dei disordini di Milano. Samuele Ciambriello, Portavoce dei Garanti, lancia l’allarme: “Risposta punitiva, pericolosa deriva e regressione dei diritti”. Samuele Ciambriello, Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale e Garante campano dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive, commenta il nuovo Decreto Sicurezza varato dal Governo dopo i recenti disordini registrati durante le manifestazioni nel capoluogo lombardo. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato l’intenzione di ampliare la capienza delle carceri minorili e di destinare settori degli istituti penitenziari per adulti ai minori. Si preannuncia così una stretta repressiva nei confronti dei giovani tra i 14 e i 18 anni.
di Cesare Burdese*
Ristretti Orizzonti, 25 ottobre 2026 Succede che, nella stagione edificatoria carceraria in corso, la costruzione di un padiglione detentivo da 80 posti, destinato ad ampliare un Istituto penitenziario insieme ad altri sette Istituti, venga messa a gara con un progetto precedentemente sottoposto a un processo di revisione progettuale da parte della Commissione ministeriale per l’architettura penitenziaria.
GIUSTIZIA
di Marco Iasevoli
Avvenire, 25 ottobre 2026 Il giorno dopo le tensioni ai cortei, appare chiara la strategia dell’esecutivo, intenzionato a sfruttare il fermo di Youssef Siher, “mente” del Movimento 17 ottobre, per rilanciare la battaglia contro le posizioni “islamiste”. L’Anm però mette in guardia: attenti a scegliere solo la logica emergenziale e punitiva. È a sera, unendo i puntini di una giornata lunghissima, che si comprende meglio la partita politica che si è giocata nelle piazze. Il profilo di Youssef Siher è perfetto per capire come e dove si muoverà il Governo nei prossimi giorni e in vista delle prossime manifestazioni: l’affondo preventivo e repressivo sarà verso la galassia pro-Pal vicina a posizioni “islamiste”, indiziata di costituire la regia occulta dell’intera mobilitazione giovanile; l’affondo politico sarà al contempo verso quelle che saranno definite le “contiguità” di una certa sinistra.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 25 ottobre 2026 Carlo Nordio, ministro della Giustizia: altri scontri, ma niente devastazioni e l’arresto della mente del Movimento 17 ottobre. Bilancio? “Questo dimostra che la prevenzione ha funzionato”. I ragazzi chiedono futuro, crede che la soluzione sia davvero il carcere? “Mai detto. La soluzione è progressiva. La famiglia deve educare, la scuola provvedere all’educazione civica e le parrocchie o le associazioni all’aggregazione. In tema di ordine pubblico, occorre prevenire. E abbiamo istituito il fermo preventivo, che non è carcere, ma un controllo. Ma, in casi come Milano, purtroppo come extrema ratio servono misure coercitive”.
di Dario Crippa
Il Giorno, 25 ottobre 2026 “Si sentono esclusi, provano una rabbia distruttiva che poi esplode nelle piazze. Ma quello che abbiamo visto in questi giorni a Milano, noi lo vediamo prima”. E con il pronome “noi”, Cosima Buccoliero, da trent’anni al lavoro nelle carceri di mezza Italia, dal 2023 alla direzione della casa circondariale di Monza, prima per due anni e mezzo alla direzione del carcere minorile Beccaria di Milano, una lunga esperienza anche in realtà come Opera o il carcere modello di Bollate, intende chi si sporca le mani quotidianamente nella gestione di una popolazione carceraria sempre più giovane, sempre più composta da cittadini di origine extracomunitaria, sempre più disperata e rabbiosa. “In carcere questi problemi si manifestano prima, assistiamo a una rabbia crescente dovuta soprattutto alla mancanza di opportunità e di percorsi in cui incanalare le legittime aspirazioni, le pulsioni interiori”.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 25 ottobre 2026 È la prima elezione dopo il referendum costituzionale dello scorso marzo sulla separazione delle carriere. Si vota domenica 25 ottobre e lunedì 26. Niente voto telematico. Diecimila magistrati al voto per le elezioni del Consiglio superiore della magistratura. È la prima elezione dopo il referendum costituzionale dello scorso marzo sulla separazione delle carriere. La vittoria del No ha scongiurato l’introduzione del sorteggio e garantito ai magistrati il diritto di eleggere i venti componenti togati.
di Roberta Merlin
Corriere del Veneto, 25 ottobre 2026 Aveva 61 anni. Il garante: “I trasferimenti da Venezia hanno peggiorato la situazione”. Ancora un suicidio nel carcere Due Palazzi. All’alba di ieri, un detenuto di 61 anni, di origine straniera, è stato trovato impiccato nella propria cella. Inutili i soccorsi degli agenti della polizia penitenziaria e del personale sanitario. L’uomo avrebbe finito di scontare la pena nel 2038. È il terzo suicidio dall’inizio del 2026 nell’istituto padovano. L’ultimo gesto estremo tra le mura del carcere richiama il tema dell’isolamento di chi deve scontare una pena.
di Franco Corleone
Messaggero Veneto, 25 ottobre 2026 La situazione delle carceri continua a essere terribile e senza speranza. Anche i suicidi non provocano più emozione sono relegati a una fredda contabilità e il sovraffollamento è ridotto a un superlativo che non fa scandalo nonostante incida sulla dignità delle persone ammassate in pochi metri quadri, con i letti a castello e con i tempi di attesa imbarazzanti per usare il cesso. Udine è all’undicesimo posto nella classifica della vergogna con il 196% di indice reale di sovraffollamento.
iltrafiletto.it, 25 ottobre 2026 La struttura va avanti tra sovraffollamento dei detenuti e personale sotto organico. Al carcere di Castrogno, a Teramo, l’arrivo di nuovi detenuti torna a proporre un’emergenza: trovare materassi, cuscini e reti per garantire a tutti un posto dove dormire. Non si parla di comfort, privilegi o servizi straordinari. Si parla del minimo indispensabile per assicurare condizioni dignitose a chi entra in una casa circondariale. Nelle ultime ore sarebbe scattata una vera e propria corsa al recupero del materiale necessario per sistemare i nuovi arrivati. Una situazione che riporta al centro il problema del sovraffollamento, spesso raccontato attraverso numeri e percentuali, ma che nella quotidianità assume un significato molto più concreto: quanti detenuti possono essere accolti garantendo a ciascuno almeno un letto?
di Elisabetta Ferri
Il Resto del Carlino, 25 ottobre 2026 L’associazione entra tutti i giorni a Villa Fastiggi con dodici persone “Sospendiamo il giudizio: la nostra prerogativa è sempre l’ascolto”. È il tempo a decretare quando un servizio ha il dono della costanza. “Isaia, volontari col carcere di Pesaro” ha festeggiato sabato mattina il suo 25° anniversario, un’associazione che opera senza fare troppo rumore in un contesto difficilissimo. Anche il posto scelto per la conferenza stampa, il Caffè Autentico, nuovo bar sociale della Biblioteca San Giovanni, dimostra la sensibilità di questa realtà presieduta da Maria Pia Boni e fondata nel 2001 da Stefano Danti, oggi trasferitosi a Trieste per aiutare i migranti.
di Massimo Lensi*
Corriere Fiorentino, 25 ottobre 2026 Il carcere è parte della città, anche quando la città preferisce dimenticarsene. Da questo presupposto nasce “Diritti materiali”, la campagna del Gruppo Foucault per raccogliere materiali destinati alla Casa circondariale di Sollicciano e all’Istituto penale per i minorenni Meucci di Firenze. Sedie, tavoli, divani, televisori, attrezzature per il gioco e materiali per un laboratorio artistico: forniture concrete, individuate attraverso il confronto con le direzioni degli istituti e le visite effettuate al loro interno. La questione riguarda il diritto, prima ancora dell’arredo. L’articolo 27 della Costituzione italiana assegna alla pena una funzione orientata al reinserimento sociale e impone che il trattamento penitenziario rispetti il senso di umanità.
di Stefania Andreotti
La Nuova Ferrara, 25 ottobre 2026 Alla casa circondariale Costantino Satta di via Arginone si può imparare: “Per noi detenuti è una rinascita”. “Nei giorni scorsi siamo stati in carcere per fare delle attività con i detenuti”, racconta Emma, classe 5T indirizzo sociosanitario, Benessere e cura della persona, dell’Istituto Einaudi. “Abbiamo ascoltato le loro storie, come stanno affrontando la vita dietro le sbarre, il loro percorso scolastico. Hanno cantato e suonato per noi e a nostra volta abbiamo dedicato loro una canzone africana. Abbiamo visitato i laboratori dove lavorano, la biblioteca e l’aula studio. La parte più bella è stata stare con i detenuti, persone normali che mi hanno restituito un grande senso di umanità.
di Davide Pompei
Corriere dell’Umbria, 25 ottobre 2026 Novità dell’Anno Accademico gli appuntamenti culturali e formativi nella casa di reclusione di via Roma. L’Università delle tre età di Orvieto amplia il proprio raggio d’azione, compiendo un passo di grande valore civile e umano e inserendo una novità di primo piano nella programmazione del primo trimestre del nuovo Anno Accademico. Nasce, infatti, “Unitre oltre”, un nucleo di appuntamenti culturali e formativi ideati e strutturati appositamente per svolgersi all’interno della casa di reclusione di via Roma. L’iniziativa prevede tre incontri tematici tenuti dai dottori Mauro Caiello e Alberto Romizi, dall’ingegnere Gianluca Polegri, dall’architetto Raffaele Davanzo e dal Maestro Riccardo Cambri.
di Leonardo Merlini
askanews.it, 25 ottobre 2026 Non è la prima volta che la Biennale di Venezia entra nella Casa di reclusione femminile della Giudecca, ma come ogni volta, anche nel caso del progetto “Musica Libera” l’emozione è forte e la sensazione di camminare su terreni difficili, ma estremamente interessanti, si è rinnovata in tutta la sua forza. In quest’ultimo caso la Biennale Musica ha portato i musicisti protagonisti del College 2026 a lavorare con le detenute su workshop e laboratori che hanno riguardato la scrittura, gli ascolti collettivi, l’improvvisazione aperte. E come momento conclusivo del percorso in uno dei cortili del carcere veneziano si è tenuta una performance live con i compositori e le donne della Casa di reclusione.
di Marta Furnari
La Sicilia, 25 ottobre 2026 I detenuti della Casa circondariale di via De Andrè parteciperanno alla scelta dei cortometraggi vincitori di due festival cinematografici siciliani. L’opportunità arriva grazie al progetto “Libere visioni”, che coinvolge le persone detenute in un percorso culturale nel quale potranno guardare i film, confrontarsi sulle storie e valutare le opere in concorso. Un’esperienza che li vedrà protagonisti di una vera giuria, chiamata a esprimere giudizi motivati e a individuare le produzioni più meritevoli. L’iniziativa interessa inoltre la Casa di reclusione di Augusta, dove sono già cominciati i primi incontri. I partecipanti visioneranno una selezione di opere cinematografiche, discuteranno i contenuti e assegneranno un riconoscimento speciale nell’ambito di Magma, il festival internazionale di cortometraggi in programma ...
di Stefania Totaro
Il Giorno, 25 ottobre 2026 Con il “Processo a Pinocchio” un percorso espositivo multimediale e immersivo. Prima tappa da dicembre a febbraio in Villa Cusani Traversi Tittoni a Desio. I desideri, le metafore e le metamorfosi attraverso le opere artistiche delle persone in carcere, che possono fare da ponte anche con le scuole per indurre maggiore consapevolezza, responsabilità e cambiamento nelle nuove generazioni, ultimamente al centro delle polemiche per le proteste nelle piazze.
di Sara Polvani
Corriere di Siena, 25 ottobre 2026 Mercoledì 28 nella casa circondariale di Arezzo l’appuntamento conclusivo del laboratorio che ha coinvolto dieci detenuti. Una lezione-concerto in carcere tra world music, dialogo e inclusione dove la musica diventa linguaggio universale, capace di superare barriere fisiche e linguistiche oltre a creare occasioni d’incontro e di conoscenza. È questo lo spirito dell’evento di chiusura del laboratorio realizzato all’interno della casa circondariale di Arezzo che si terrà mercoledì 28 ottobre curato dai musicisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. Un appuntamento che vedrà protagonisti i detenuti, non solo come spettatori della lezione-concerto, ma anche come interpreti.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 25 ottobre 2026 Questi ragazzi vogliono semplicemente costruirsi una vita e un futuro migliore. Era abbastanza scontato che dopo il week end di guerriglia di sabato e domenica scorsi, il bilancio della giornata di ieri, malgrado tensioni e anche scontri, con feriti, tra manifestanti e forze dell’ordine registrati a Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, e malgrado le centinaia di fermi, sarebbe stato, complessivamente, meno pesante. Meglio così. E d’altra parte, sfidare l’eccezionale servizio d’ordine messo a punto dal Viminale e dalla Difesa, con poliziotti, carabinieri e soldati delle Forze Armate schierati fianco a fianco, avrebbe significato per il “Movimento 17 Ottobre” un suicidio, non solo politico, ma dei militanti.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 25 ottobre 2026 Tanti e ovunque, in tutte le grandi città, ragazze e ragazzi sono tornati a prendersi uno spazio che è loro, lo spazio pubblico che nessun governo può vietargli. Perché non ne ha il diritto e soprattutto perché, come si è visto, non ci riesce. Il protagonismo dei giovani che per una settimana si è provato a cancellare per decreto e a nascondere sotto tonnellate del più banale perbenismo, evidentemente è qui per restare. È la migliore notizia per questo Paese che ha un governo vestito di autoritarismo e un’opposizione che non sa cosa mettersi. Perché quando i principi fondamentali della democrazia sono messi in discussione - la libertà di riunirsi e manifestare, la libertà di dissenso, persino la libertà personale - l’unico modo efficace per difenderli è quello di esercitarli comunque, quei diritti. Malgrado tutto.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 25 ottobre 2026 Nessun incidente nella città blindata. Due cortei che poi diventano uno solo. Mentre i poliziotti identificano e fermano ragazzini a caso. Alla fine era tutta una questione di aspettative. Chi andava alla ricerca del riot non ha trovato niente ieri a Milano: niente orde di ragazzini a devastare e saccheggiare i negozi del centro, alcuni impacchettati come per resistere alla forza d’urto di un uragano e altri aperti come sempre. Chi voleva la manifestazione di piazza invece l’ha avuta. Anzi ne ha avute due, abbastanza spontanee, una partita da Brera e un’altra dai dintorni di piazzale Loreto, poi confluite in piazza Leonardo, verso il Politecnico. Diecimila persone.
di Roberto Della Seta
Il Domani, 25 ottobre 2026 La “legalità borghese” è un inganno, la violenza dei “casseur” è una risposta salutare e più che giustificata alla violenza dello Stato. Sembrano concetti tirati fuori dai testi del sindacalismo rivoluzionario di inizio Novecento, ma ricorrono più o meno in fotocopia nei commenti di una parte della sinistra radicale alle proteste di questi giorni in Italia e in Europa. L’idea al centro di queste letture è che davanti alle derive al tempo stesso neoliberiste e autoritarie che prendono sempre più piede in Europa, di fronte all’ascesa dell’estrema destra da Trump alle forze del sovranismo europeo, di fronte alla postura securitaria di governi sia di destra, il nostro, che moderati, Macron, i limiti di ciò che è ammissibile nelle pratiche dei movimenti di opposizione allo status quo - disobbedienza civile?
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 25 ottobre 2026)
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La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 26 ottobre all'1 novembre 2026
Progetto Costruire il domani. "Incontri sulla Giustizia Riparativa" (Trieste, 28 ottobre 2026)
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
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