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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di lunedì 9 febbraio 2026

di Giovanni Ribuoli*

Il Domani, 9 febbraio 2026 La reclusione minorile è tornato a essere un fatto socialmente accettato, incoraggiato con decisione anche dal legislatore a partire dal Decreto "Caivano" nel 2022. Mentre sono più numerosi gli ingressi negli Ipm, ci si domanda: quale educazione al chiuso? La detenzione: carcere o arresti domiciliari? Nessuno dei due, perché non permettono la frequenza a scuola e la continuità di un percorso educativo. Questa linea di difesa è stata presentata con successo da un avvocato in un caso recente, tornato sotto i riflettori per una critica di Maurizio Belpietro (La Verità, “Per favore questa volta non liberate i delinquenti”, 2 febbraio).

 

di Giovanni Bianconi

Corriere della Sera, 9 febbraio 2026 Scontri di piazza e arresti: se l’esecutivo tenta di orientare l’operato di pm e giudici viene meno la garanzia di indipendenza. La reazione che forse più di altre dovrebbe preoccupare il governo all’indomani del nuovo decreto sicurezza, è quella degli avvocati italiani. L’Unione delle Camere penali è schierata ventre a terra nella campagna referendaria in favore della riforma costituzionale della magistratura, ma l’altro giorno, proprio davanti alla platea dell’unione, le parole del ministro della Giustizia che provava a spiegare le ragioni dell’ultimo provvedimento sono state accolte da ostentati mugugni. “Se applicando la legge uno che ha preso a martellate un poliziotto rischiando di ammazzarlo va agli arresti domiciliari, vuol dire che va cambiata la legge”, ha detto Nordio suscitando rumorosi dissensi. Tanto che il ministro s’è affrettato a rassicurarli: “Non la cambieremo, ma di fronte alle esigenze di sicurezza dei cittadini e fenomeni così devastanti un silenzio dello Stato sarebbe stato impossibile”.

 

di Anna Mastromarino

La Stampa, 9 febbraio 2026 L’intervento del Presidente della Repubblica ha certamente consentito al nuovo pacchetto-sicurezza adottato dal governo di non cadere in una manifesta incostituzionalità che sarebbe stata inevitabile, per esempio, includendo improbabili scudi o provvedimenti preventivi di sapore repressivo di cui, pensando al passato, facciamo volentieri a meno. D’altra parte, il ruolo di mera garanzia del Presidente impone dei limiti al suo operato: non può e non deve entrare nelle valutazioni politiche di un organo che ritiene di dover agire con urgenza. Poco o nulla può, dunque, di fronte al significato che un decreto legge come quello di cui andiamo parlando riveste rispetto al sistema nel suo complesso e rispetto all’idea che i cittadini si possono fare dei loro spazi di libertà, delle prerogative di esercizio di quelle libertà, del senso che i diritti che la Costituzione riconosce possono avere nei processi di costruzione di dinamiche di potere equilibrate e contenute.

 

di Gianni Alati

Il Dubbio, 9 febbraio 2026 C’è una curva che scende, lentamente ma senza interruzioni, da oltre trent’anni. È la curva degli omicidi in Italia. Dai primi anni Novanta, quando si sfioravano le duemila vittime l’anno, si è arrivati a poco più di trecento. Un crollo superiore all’80%. Un dato strutturale, quindi. Un fatto. Eppure, in questi anni, c’è stata una curva uguale e contraria quella della percezione dell’insicurezza che cresce quanto più decrescono reati e delitti. Mai come oggi la sicurezza è diventata argomento da campagna elettorale continua. Più i reati gravi diminuiscono, più il discorso pubblico si convince del contrario. I grafici lo mostrano senza ambiguità.

 

di Paolo Delgado

Il Dubbio, 9 febbraio 2026 Per la sinistra italiana, anzi per il Pci, poi nell’ordine Pds-Ds-Pd, la sicurezza è sempre stata una croce. Legge e ordine è per definizione il cavallo di battaglia degli avversari, la parola d’ordine spesso vincente della destra in tutto il mondo. Ma il tentativo di contendere su quel terreno perdere la propria identità e soprattutto gli elettori meno inclini alle misure emergenziali si è rivelato sempre molto arduo e spesso impossibile. Se si dovesse indicare una data, anzi una legge, che segna la prima svolta a U della sinistra si dovrebbe risalire alla legge Reale, quella che al saldo è costata qualcosa come 625 morti in 15 anni. Al momento del suo varo, nel 1975, il Pci la osteggiò decisamente. Quando nel 1978, in piena emergenza terrorismo, fu sottoposta a referendum abrogativo, però, non solo il partito di Berlinguer diede indicazione di votare contro l’abrogazione ma definì “eversivi” i favorevoli al quesito. I comunisti avevano cambiato idea e sarebbero rimasti securitari, in nome dell’antiterrorismo, per tutti gli anni 80.

 

di Valeria Valente*

Il Dubbio, 9 febbraio 2026 Sugli scontri di Torino il governo e la maggioranza hanno perso l’occasione preziosa, forse l’ultima, di mostrarsi in Parlamento e nel Paese all’altezza del loro compito, di essere finalmente uomini e donne delle istituzioni e dello Stato. La segretaria Elly Schlein aveva teso una mano a Giorgia Meloni per costruire l’unità, al fine di stigmatizzare, insieme e con forza, quanto accaduto, condannare senza ambiguità le violenze contro gli agenti ed esprimere vicinanza ai poliziotti feriti e alle loro famiglie. La Premier, i suoi ministri e i tutti i parlamentari di centrodestra hanno preferito invece rifiutare questo terreno e tentare di strumentalizzare la situazione, spostando l’asse dalla condanna condivisa delle violenze alla richiesta di correità con le loro strategie in materia di sicurezza, attraverso una mozione “unitaria” che nei fatti anticipava il contenuto del nuovo pacchetto sicurezza, un decreto e un disegno di legge che rafforzano la loro visione illiberale senza prevedere misure e risorse adeguate per risolvere i problemi.

 

di Daniele Zaccaria

Il Dubbio, 9 febbraio 2026 Fino al 2022, il Salvador era uno dei paesi più insicuri e pericolosi del mondo con oltre 21 omicidi ogni centomila abitanti, interi quartieri sotto il controllo delle gang e dei cartelli della droga, le forze di polizia disorganizzate e sopraffatte. Quattro anni e dopo tutto è cambiato: i reati violenti sono crollati e il paese centroamericano vanta oggi un tasso di criminalità tra i più bassi del pianeta, paragonabile a quello di molti paesi europei. Come è stato possibile questo “miracolo”? La risposta è semplice: nel marzo 2022 il presidente Najib Bukele ha proclamato lo stato d’emergenza, poi prorogato decine di volte, sospendendo garanzie costituzionali fondamentali: limiti alla detenzione preventiva, diritto alla difesa, controllo giudiziario effettivo.

 

di Gennaro Grimolizzi

Il Dubbio, 9 febbraio 2026 La gestione della paura, alimentata dalla propaganda, può avere effetti negativi anche in ambito legislativo. Ne è convinto l’avvocato Nicola Canestrini. “La legislazione emotiva - dice - non è efficace perché non affronta le cause strutturali dei fenomeni che pretende di contrastare. È, per usare la celebre definizione di Luigi Ferrajoli, “populismo penale”: l’uso demagogico e congiunturale del diritto penale, diretto ad alimentare la paura con misure tanto antigarantiste quanto inefficaci alla prevenzione della criminalità”.

 

di Filippo Fiorini

La Stampa, 9 febbraio 2026 Lo strumento, già usato a Seattle e a San Francisco ma anche in diverse città italiane, lancia cavi in kevlar per avvinghiare le gambe della persona da fermare. La buona notizia è che non si è mai registrata alcuna morte per colpa del Bola Wrap 150. Quella cattiva è che in molti casi non è servito affatto a contenere il soggetto riottoso e, alla fine, i poliziotti sono comunque ricorsi a strumenti più violenti, che in questo caso, sì, hanno portato a volte al decesso della persona che volevano arrestare. Parliamo della nuova “arma in stile Batman” (così lo definì il news network americano Nbc in un servizio di presentazione qualche anno fa) di cui il Comune di Bologna vorrebbe dotare i propri vigili urbani.

 

di Alessandro Fioroni

 Il Dubbio, 9 febbraio 2026 Il “Sindaco d’America”, così venne definito Rudolph Giuliani quando prestò giuramento come 107esimo primo cittadino di New York nel gennaio 1994. In quel frangente storico la Grande Mela era percepita come una metropoli sull’orlo del collasso. Con oltre duemila omicidi all’anno, una diffusione esponenziale dello spaccio, il consumo di crack e un degrado urbano che divorava interi quartieri: per Giuliani, repubblicano in una città storicamente democratica, un compito enorme, la metropoli infatti sembrava ingovernabile. All’ascesa a primo cittadino contribuì il suo passato, un ex procuratore federale noto per la sua fermezza contro la mafia. Giuliani promise una rivoluzione che ebbe una denominazione precisa: “Tolleranza Zero”. La locuzione è ormai passata alla storia diventando un modello che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

di Marco Antonellis

L’Espresso, 9 febbraio 2026 Nessuno sconto all’esecutivo ma neppure legittimazione di strategie ostruzionistiche. Il nuovo Dpr emesso dal Quirinale sulla separazione delle carriere recepisce la pronuncia della Cassazione, ma conferma la data del voto. Un eventuale nuovo ricorso, forse al Tar, non è escluso, ma avrebbe l’effetto di inasprire ulteriormente il confronto. Dal Quirinale la vicenda del referendum sulla separazione delle carriere viene osservata con una preoccupazione che nelle ultime settimane è andata crescendo. La decisione di Sergio Mattarella di firmare in tempi rapidissimi il decreto che riformula il quesito, mantenendo però invariata la data del voto, è stata letta come un atto di responsabilità istituzionale, ma anche come un segnale politico rivolto a tutti gli attori della partita, in primo luogo alla magistratura associata.

 

di Nicoletta Cottone

Il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2026 I promotori potrebbero anche desistere dal prolungare la battaglia legale per concentrarsi sulla campagna in vista del voto del 22 e 23 marzo. Cosa farà il Comitato dei 15, promotore del quesito accolto dalla Cassazione, dopo la decisione del Consiglio dei ministri di modificare il quesito del referendum sulla giustizia, ma non la data? Subito dopo la modifica del quesito da parte della Cassazione, i promotori si erano detti fiduciosi sulla “fissazione della nuova data del referendum”. In queste ore si sta ragionando sul da farsi, ma la decisione dovrebbe giungere non prima di lunedì 9 febbraio. I promotori potrebbero anche desistere dal prolungare la battaglia legale per concentrarsi sulla campagna in vista del voto del 22 e 23 marzo o fare ricorso.

 

di Alessandro De Angelis

La Stampa, 9 febbraio 2026 Sulla pagina Instagram di Atreju (Fratelli d’Italia, dunque), compare da ieri un fotomontaggio ove sono immortalati, mentre si danno un tenero bacio sulle labbra, una giovanotta “antifa” - bandana e felpa di un centro sociale - e un canuto giudice della Cassazione, di ermellino vestito. Tecnicamente, una toga di velluto rosso, con evidente gioco evocativo. Foto accompagnata dal titolo: “Una relazione tossica per l’Italia”. L’immagine riassume il racconto messo in campo, da quelle parti, dopo i fatti di Torino. E ha a che fare col referendum, ove si fa di tutta l’erba un fascio, dai centri sociali ai giudici della Cassazione. La “relazione” non si comprende, ma quest’ultimi sono rei di aver ammesso il quesito derivante dalle firme popolari. Nel fascio anche i giudici di Torino da riallineare, con la separazione delle carriere, dopo che il gip ha disposto misure alternative alla detenzione per gli arrestati negli scontri. Peccato che il pm aveva preso decisioni differenti, e dunque le carriere sono già separate.

 

di Claudio Bozza

Corriere della Sera, 9 febbraio 2026 L’ex pm di Mani pulite: Le correnti dei magistrati? Resteranno. La riforma è una svolta pericolosa. Ecco perché ho scritto un libro per spiegare ai cittadini cosa succederebbe”. “Inutile girarci attorno: se questa riforma verrà approvata, la giustizia dipenderà sempre di più dal potere del governo”. Gherardo Colombo, protagonista del pool Mani Pulite, ha 79 anni. Da quasi 20 ha lasciato la magistratura e scritto numerosi libri. L’ultimo si intitola La giustizia italiana in 10 risposte e spiega, al di là dei tecnicismi, le ragioni del No al referendum del 22 e 23 marzo.

 

di Marta Gasparon

Gente Veneta, 9 febbraio 2026 Trent’anni sono tanti, tra esperienze e ricordi che via via si accavallano componendo la storia di un’associazione che ha mosso i primi passi nel 1996, con l’obiettivo di sostenere la popolazione detenuta attraverso attività di sensibilizzazione, culturali, sociali e ricreative all’interno degli istituti di pena della città lagunare. Era il 5 marzo di quell’anno quando un gruppo di persone, tra le quali Gianni Trevisan e padre Andrea Cereser, allora cappellano del carcere della Giudecca, diedero vita a “Il granello di senape”, realtà associativa nata a seguito di un tragico evento avvenuto nel 1993: la morte del provveditore al Porto di Venezia, Alessandro Di Ciò, per mano di un alto dirigente della Compagnia dei lavoratori portuali. Un fatto che toccò nel profondo l’opinione pubblica cittadina, stimolando un confronto sui temi della pena e del carcere.

 

di Roberto Amaglio

Corriere della Sera, 9 febbraio 2026 Il presidente dell’Associazione Carcere e Territorio parla dell’effetto del decreto Caivano. Il nodo della casa per scontare le pene alternative. Due assessori, un criminologo, un avvocato penalista, un urbanista, tre docenti universitari, un comandante della polizia locale, un viceprefetto e alcuni operatori sociali, riuniti intorno a un tavolo. Nell’ordine, si tratta degli ospiti invitati in qualità di relatori al convegno “Gli occhi sulla strada”, evento dedicato alla sicurezza urbana promosso da InNova Bergamo e tenutosi nella Sala dell’Orologio del Palazzo della Libertà. Una pluralità di voci che certifica la complessità di un tema che, oltre a riguardare i Decreti Sicurezza, le fattispecie di reato e le pene detentive e sanzionatorie, “taglia orizzontalmente la vita sociale e politica della città”, ha confermato l’assessore alla Sicurezza, Giacomo Angeloni. A partire dalla gestione del carcere, una struttura che il 6 ottobre 2025 contava 605 detenuti, su una capienza massima di 319.

 

di Anna Follari

La Sicilia, 9 febbraio 2026 Questo è l’obiettivo del consiglio di Aiuto sociale penitenziario, un organismo reso operativo dal tribunale di Palermo guidato dal presidente Piergiorgio Morosini. Un tavolo di confronto tra istituzioni per costituire percorsi di reinserimento dei detenuti: è l’obiettivo del consiglio di Aiuto sociale penitenziario, un organismo reso operativo dal Tribunale guidato dal presidente Piergiorgio Morosini, che fa da ponte per accompagnare i detenuti in una fase delicata: il passaggio alla libertà. L’organismo nasce per dare concretezza ai diritti sociali delle persone in uscita dagli istituti penitenziari, promuovendo percorsi che vanno oltre il semplice inserimento lavorativo e abbracciano aspetti fondamentali come abitazione, salute, formazione e supporto sociale.

 

di Anna Follari

La Sicilia, 9 febbraio 2026 “Jail to Job”, grazie a questo progetto più di 30 persone hanno un’occupazione. Il progetto “Jail to job” si fonda su un approccio sistemico non si limita a facilitare l’accesso al lavoro ma punta a promuovere cambiamenti culturali e organizzativi che sono capaci di generare benefici duraturi per i detenuti coinvolti. Il lavoro come strumento di riscatto per i detenuti e di riconnessione con il tessuto sociale: è da questa visione che prende forma il progetto Jail to Job, un’iniziativa che interpreta il sistema penitenziario non soltanto come luogo di esecuzione della pena, ma come spazio di opportunità, crescita e trasformazione personale.

 

di Enrico Mattia Del Punta

La Nazione, 9 febbraio 2026 Quasi tre anni dopo l’omicidio della dottoressa Barbara Capovani, per il Servizio psichiatrico diagnosi e cura - la psichiatria territoriale pisana - restano ancora tante domande e per il suo personale, a volte, molti pericoli. Giorgio Corretti, direttore dell’Unità di psichiatria di Pisa, fa il punto dopo l’evasione di un paziente detenuto e piantonato dalla polizia penitenziaria, avvenuta giovedì proprio nel reparto dell’ospedale Santa Chiara che Capovani dirigeva quando è stata uccisa. “L’Spdc è un reparto ospedaliero come gli altri. Non ha una funzione di custodia, è un servizio sanitario - afferma - Servono strutture nuove o comunque dedicate, in grado di garantire un percorso adeguato agli autori di reato”. E chiede di individuare percorsi alternativi e dedicati per le situazioni “vie di mezzo”, ovvero i pazienti autori di reato che, non trovando posto nelle Rems, “ormai piene”, finiscono nei reparti di psichiatria, luoghi che “non sono nati per questo”.

 

di Davide Tommasi 

newsimedia.net, 9 febbraio 2026 Verso una giustizia riparativa: responsabilità, ascolto e reinserimento al centro di vittime, autori e comunità. Nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Lecce, il 7 febbraio 2026, si è svolto un convegno che ha messo in discussione una delle convinzioni più radicate del nostro sistema penale: l’idea che la giustizia coincida esclusivamente con la punizione. A confrontarsi su questo tema delicato sono stati magistrati, avvocati, docenti universitari, operatori sociali, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni locali, tutti uniti dalla volontà di interrogarsi su una domanda tanto semplice quanto profondamente scomoda: è possibile immaginare una giustizia che vada oltre la pena?

di Stefano Giudici

primamilanoovest.it, 9 febbraio 2026 Restituire dignità e speranza alle persone detenute attraverso il gioco. Un’Olimpiade dietro le sbarre. Giochi della speranza alla casa circondariale di Bollate, un evento unico nel suo genere chiamato, appunto, “Giochi della Speranza”, una sorta di olimpiade che, dopo l’esperienza di Rebibbia, arriva a Bollate proprio in vista dei giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026. L’iniziativa, organizzata dal Csi Comitato di Milano, non è solo una competizione sportiva, ma una sfida che intreccia tutti gli attori coinvolti nel vero obiettivo sociale del carcere, ovvero il recupero dei detenuti. In campo ci saranno quattro delegazioni: detenuti, agenti di Polizia penitenziaria, magistrati e rappresentanti della società civile, impegnate in discipline che vanno dall’atletica al calcio a 8, fino alla pallavolo e agli scacchi.

 

di Matteo Lancini

La Stampa, 9 febbraio 2026 Il femminicidio di Nizza Monferrato e i terribili recenti episodi di cronaca, tra cui l’omicidio di La Spezia di pochissime settimane fa, costringono a interrogarsi sulla violenza odierna dei giovani maschi. Si dovrebbe provare a dare senso a una violenza apparentemente insensata ma che ha sempre un comune denominatore, cioè le emozioni che non riescono ad essere pensate e dette ma diventano azione furiosa e omicida. Se davanti a questi devastanti gesti giovanili si inizia ad aderire al partito di chi urla che la violenza non è mai giustificabile e che non si può parlare di disagio siamo davvero senza speranza. Certo che la violenza non è giustificabile e infatti la giustizia sta facendo e farà come sempre il suo corso. Parlare di disagio, e voglio essere chiaro non mi riferisco a psicopatologie e malattie mentali, ma a gravi forme di disagio evolutivo e psichico, non giustifica niente, anzi, prova a dare un significato a stati d’animo che sempre più spesso diventano annientamento dell’altro.

 

di Gabriella Colarusso

La Repubblica, 9 febbraio 2026 Da dicembre si trova nel carcere di Mashad, dove ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro le condizioni della sua detenzione. Sono di oggi anche gli arresti di tre esponenti di spicco del fronte riformista. La Repubblica islamica non si ferma nella repressione del dissenso, anche minimo, dopo che le proteste di gennaio sono state silenziate nel sangue, con migliaia di morti. La premio Nobel Narges Mohammadi, che era stata arrestata a dicembre perché partecipava alla commemorazione di un attivista morto in circostanze poco chiare, è stata condannata ad altri sei anni di prigione “per raduno e collusione contro la sicurezza nazionale”, a un ulteriore anno e mezzo per “propaganda contro lo stato” e ad altri due anni di esilio nella città di Khusf e al divieto di espatriare.

 

di Gianluca Modolo

La Repubblica, 9 febbraio 2026 La decisione della corte che lo ha riconosciuto colpevole di collusione con forze straniere e sedizione per aver osteggiato la repressione. Protesta Taiwan. Le associazioni umanitarie: “È come una pena di morte”. Vent’anni di carcere. Dopo esser stato giudicato colpevole a dicembre di collusione con forze straniere e di sedizione, questa mattina è arrivata la sentenza per Jimmy Lai. Non l’ergastolo come si temeva, ma cambia davvero ben poco: l’ex editore di Hong Kong ha 78 anni, secondo la sua famiglia soffre di problemi di salute e ha passato già gli ultimi cinque anni dietro le sbarre. “Questa è, di fatto, una condanna a morte”, denuncia Human Rights Watch. Alla domanda se verrà presentato appello, l’avvocato di Lai risponde con un “no comment”.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Lo statuto dei diritti della persona ricoverata in REMS", di Fabio Fiorentin

"G.R. e punti di criticità del procedimento", di Mario Pavone. Intervento al convegno "Oltre la legge. Dalla pena alla responsabilità, l’orizzonte della Giustizia Riparativa"

Articolo. "Referendum sulla riforma costituzionale della magistratura: la Cassazione ammette la richiesta dei 500.000 elettori, riformula il quesito e tutela l’iniziativa popolare", di Gian Luigi Gatta

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 6 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 7 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 9 al 15 febbraio 2026

Workshop internazionale. "Generare, negare e uccidere: dati e riflessioni cliniche alle origini del figlicidio" (Milano, 12 febbraio 2026)

Incontro di approfondimento. "Referendum costituzionale sulla riforma della magistratura" (Firenze, 13 febbraio 2026)

Presentazione libro "Oltre il reato la persona. Testimonianze dentro e fuori il carcere", a cura di Suor Emma Zordan (Roma, 13 febbraio 2026)

Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)

Convegno. "Dove il tempo è sospeso: gli spazi della pena. Riflessioni sul Carcere e la Città" (Prato, 19 febbraio 2026)

Incontro di formazione. "Un viaggio nella devianza giovanile tra prevenzione, carcere ed educazione alla legalità" (Verona, 19 febbraio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, fino al 22 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Università di Napoli Federico II. "Sanità e Medicina Penitenziaria: Avvio del II° Corso di Perfezionamento A.A. 2025-2026 (Iscrizioni fino al 19 febbraio 2026)

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)