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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 8 febbraio 2026
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 8 febbraio 2026 A Roma venerdì è accaduto un fatto politicamente rilevante. Associazioni, istituzioni, operatori hanno deciso di non essere silenti di fronte a un sistema che sta andando velocemente verso il baratro. Non c’è umanità e non c’è clemenza per le quasi 64 mila persone recluse in carcere. Non c’è pietà per i 262 morti dal primo gennaio 2025 a oggi. Non c’è giustizia per gli 86 detenuti suicidatisi negli ultimi 13 mesi. Non c’è speranza di futuro per i 579 ragazzi ristretti negli istituti penali per minori. I numeri impietosi di un sistema in crisi non sono però da soli sufficienti per comprendere le condizioni drammatiche di vita delle persone detenute.
di Luigi Manconi e Francesca Delogu
La Repubblica, 8 febbraio 2026 Un concorso di scrittura promosso dal Ministero: in palio un permesso premio per uscire per alcune ore dal carcere. È così che inizia la storia di tre donne, Anna, Monica e Virginia, protagoniste del romanzo di Valerio Callieri, “AS3”, edito da Fandango. Le tre donne sono detenute in regime di Alta Sicurezza nel più grande carcere femminile d’Europa, quello di Rebibbia, a Roma. AS3 significa appunto Alta Sicurezza 3, ed è il terzo livello, il più basso, del circuito dell’Alta Sicurezza: quello che ospita persone appartenenti ad associazioni di stampo mafioso, dunque recluse per i reati previsti dall’articolo 416 bis del Codice Penale, o condannate per narcotraffico.
di Gemma Mastrocicco
buonenotizie.it, 8 febbraio 2026 Negli ultimi anni, la violenza giovanile è diventata un tema centrale nel dibattito pubblico, generando preoccupazione nel modo in cui la società affronta il disagio dei giovani. Le carceri minorili, nate originariamente con una funzione educativa e non solo punitiva, si trovano oggi a operare in contesti segnati da difficoltà familiari, sociali ed emotive profonde, che rischiano di alimentare comportamenti devianti invece di prevenirli. Proprio per rispondere a questa urgenza sociale, stanno emergendo nuovi modelli di giustizia minorile e progetti di reinserimento. Iniziative che dimostrano come sia possibile trasformare la pena in una reale opportunità di rinascita.
lacapitalenews.it, 8 febbraio 2026 Anche nel 2025 la giustizia di comunità si conferma la risposta prevalente alla commissione di un reato. I dati dell’ultima relazione sull’amministrazione della giustizia dicono che al 31 dicembre erano 142.780 le persone in carico agli uffici di esecuzione penale esterna, più del doppio dei detenuti presenti in carcere, che alla stessa data erano 63.499. Il quadro che emerge è quello di un sistema in evoluzione, con una tendenza considerata positiva dagli stessi estensori della relazione. Nel corso del 2025 aumentano infatti le persone sottoposte a misure o sanzioni di comunità e diminuiscono quelle seguite nelle fasi di indagine o consulenza.
di Paola Di Caro
Corriere della Sera, 8 febbraio 2026 Non ha avuto il minimo dubbio Giorgia Meloni nel convocare il Consiglio dei ministri ieri mattina per modificare il testo del quesito referendario in tutta fretta, poche ore dopo la decisione della Cassazione. E questo perché, già venerdì, erano arrivate in qualche modo rassicurazioni dal Quirinale che non ci sarebbero stati problemi nel ritoccare la spiegazione delle norme costituzionali che si andavano a cambiare con la riforma. Quindi senza necessità di spostare la data del referendum più avanti, come avrebbe voluto il fronte del No. Ma rispettando “i giudici della Cassazione”, ha preteso il presidente, senza attacchi alla magistratura.
di Roberta d’Angelo
Avvenire, 8 febbraio 2026 Il Consiglio dei ministri adotta il nuovo quesito sulla base dell’ordinanza della Corte. Mattarella firma il decreto e chiede rispetto per i giudici. Sergio Mattarella prova a frenare lo scontro istituzionale sulla data del referendum per la separazione delle carriere. Ma il clima è tesissimo e ogni occasione - non ultimi gli scontri di Torino e le loro conseguenze - sono da giorni utili a maggioranza, opposizioni e anche pezzi rilevanti della magistratura, per gridare le rispettive ragioni sulla riforma Nordio. La consultazione popolare si allontana dalle ragioni di merito e si trasforma in uno confronto senza esclusione di colpi, in cui il richiamo del presidente della Repubblica stenta a fare presa.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 febbraio 2026 “Non si fa campagna referendaria con i decreti sicurezza”. Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi, anima del Comitato “Sì Separa” e della battaglia per la separazione delle carriere, è perplesso e anche un po’ preoccupato: “Sarebbe molto meglio occuparci di politica della sicurezza a mente fredda, dopo il voto popolare sulla riforma”. Fratelli d’Italia sfodera locandine in cui attribuisce alla legge Nordio il potere di disinnescare il presunto buonismo dei giudici, la loro indulgenza verso i black bloc o i migranti. Un messaggio confuso e illogico.
di Veronica Passeri
La Nazione, 8 febbraio 2026 L’ex presidente della Consulta: coniugare velocità e tutele è la sfida più complicata. “Il mio rimorso? Non essermi occupato a sufficienza della situazione delle carceri”. Professor Giovanni Maria Flick, ex Guardasigilli ed ex presidente della Consulta, riformare la giustizia, tenendo insieme efficienza e tutela dei valori, è una sfida che ha sempre incontrato molte resistenze, perché secondo lei? “Qualità, velocità ed efficienza è, ad esempio, la sfida che ha l’Intelligenza artificiale che si propone l’idea di realizzare un sistema in cui siano d’accordo tutte queste cose: è la cosa più difficile che si possa fare. L’efficienza invoca la semplificazione al massimo, la tutela dei valori evoca una profondità di ragionamento di fronte alla quale l’efficienza può doversi arrendere, quindi è normale che una parte si schieri per l’efficienza e una per la velocità”.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 febbraio 2026 L’arresto in flagranza differita per il reato ex articolo 572 del Codice penale deve essere sorretto da ulteriori elementi indizianti di una condotta abituale vessatoria che è alla base della fattispecie. La videoripresa fatta dal figlio di una condotta aggressiva e con violenza sulle cose da parte del padre quale prova dei maltrattamenti in famiglia agiti dall’uomo asseritamente verso la madre (che non era neanche la vittima diretta della condotta ripresa) non può condurre a giustificare l’arresto dell’uomo denunciato. In quanto non sorregge i presupposti della flagranza - peraltro differita - che giustificano l’arresto.
di Alessio De Parri
Corriere di Viterbo, 8 febbraio 2026 “Era attenzionato per il rischio suicidario, ma non è bastato”, ha commentato il garante dei detenuti Stefano Anastasìa, sulla morte di Abdullah Atik, uno dei due cittadini turchi arrestati dalla Digos il pomeriggio del 3 settembre in un b&b di fronte al santuario di Santa Rosa, poco prima del corteo dei facchini impegnati nel tradizionale giro delle sette chiese. Sul decesso del 26enne, trovato senza vita giovedì nella sua cella nel carcere di Mammagialla, è stato aperto un fascicolo e l’autopsia è prevista a giorni. Da quanto emerso, il giovane detenuto si sarebbe impiccato. Atik e il 22enne Baris Kaya erano stati fermati dalla polizia e rinchiusi in carcere con l’accusa di detenzione di armi: durante il blitz erano stati trovati in possesso di una mitraglietta e di una pistola.
di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 8 febbraio 2026 “Nuovi detenuti e aggressioni in aumento. Criticità senza precedenti”. Così il Sappe, sindacato della polizia penitenziaria, sulle condizioni nella struttura che sta attraversando un momento tesissimo. A fine gennaio due suicidi in pochi giorni. Continua la rivolta dentro il carcere Due Palazzi. Dopo il caos dei trasferimenti e dei suicidi, a cui sono seguite diverse manifestazioni di dissenso contro il Dipartimento (da parte soprattutto delle realtà del terzo settore), ora a spostare il mirino è la polizia penitenziaria. La stessa che nei giorni scorsi comunque aveva affiancato le proteste, accogliendo le parole di apertura del vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla.
di Marianna Galeota
news-town.it, 8 febbraio 2026 “Finalmente lunedì si potrà discutere delle condizioni del carcere minorile dell’Aquila”. Lo scrive in una nota la consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane. L’ordine del giorno, a prima firma della consigliera dem e sostenuto da tutti i gruppi di opposizione, è stato inserito nel programma del Consiglio comunale di lunedì 9 febbraio. Obiettivo dell’odg “chiedere un’urgente presa in carico dei problemi della struttura dove si sono registrati fatti gravi fin dalla sua riaperture e chiedere Ministero a fare quanto necessario per rendere sicuro e dotato di spazi sociali”.
napolitan.it, 8 febbraio 2026 Nel carcere napoletano di Secondigliano prende forma una realtà che va oltre la detenzione punitiva e guarda verso il reinserimento sociale attraverso il lavoro. Un’iniziativa che testimonia come, anche all’interno delle mura di una casa circondariale, sia possibile costruire percorsi di dignità, competenze e possibilità concrete per il futuro. Cinque detenuti del reparto di “Alta sicurezza” sono stati inseriti in attività lavorative presso la cooperativa agricola “L’uomo e il legno”, dove operano con impegno in mansioni legate alla terra e alla produzione agricola.
ripost.it, 8 febbraio 2026 Si è svolto, presso la Casa Circondariale di Sciacca, un convegno dedicato ai temi del reinserimento sociale e dei valori della convivenza civile. L’iniziativa è stata promossa dall’istituto penitenziario in collaborazione con l’Istituto scolastico “Don Arena” di Sciacca ed è stata moderata dal Responsabile dell’Area Trattamentale, dott. Gaetano Montalbano. All’incontro hanno preso parte il Direttore della Casa Circondariale, dott.ssa Marilena Scaravilli, il Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, dott. Nino Di Noto, e la Responsabile dell’Avulss di Sciacca, prof.ssa Maricetta Venezia. Fulcro del convegno è stata la relazione del prof. Francesco Pira, Professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina ...
di Monica Zicchiero
Corriere del Veneto, 8 febbraio 2026 La direttrice nominata al teatro La Fenice terrà un discorso sull’“empowerment” femminile l’11 febbraio. L’idea nata da Maurizia Campobasso, vertice della casa di reclusione della Giudecca: “Non ci siamo mai incontrate prima”. Non ci sarà divisione tra scena e platea: un divano e tutto intorno, a cerchio, le sedie per gli astanti. Nessuno a capotavola, nessuno che parla dall’alto del proscenio. Le detenute della Giudecca, la direttrice, la polizia carceraria, gli esterni che si accreditano per l’evento: tutti sullo stesso piano. Segnatevi l’evento in agenda: per la prima volta da quando è stata nominata direttrice artistica della Fenice, Beatrice Venezi sarà a Venezia l’11 febbraio alle 12,30 al carcere femminile di Venezia.
di Marina Tomarro
vaticannews.va, 8 febbraio 2026 Al Teatro Libero della Casa Circondariale di Rebibbia, un gruppo di detenuti ha portato in scena “Il tunnel dei sogni”, in cui i protagonisti hanno raccontato pensieri e paure, ma anche le speranze per un domani differente. A seguire, un dibattito di confronto con personalità del mondo delle istituzioni, della comunicazione e dello spettacolo. Con loro anche Nek che ha cantato alcuni dei suoi brani più conosciuti. “Quando mi sveglio la mattina mi piace rimanere qualche minuto ancora con gli occhi chiusi, per continuare a sognare. Immagino di trovarmi nella mia cameretta tra le cose a me familiari...e invece quando li apro sono qui in questa cella, e devo iniziare un altro giorno in un posto dove il cielo lo vedo solo attraverso una finestra con le sbarre”.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 8 febbraio 2026 A proposito di “Novanta”, per Einaudi l’ultimo volume di Valerio Mattioli. Dopo qualche decennio di esistenza, i centri sociali autogestiti sono ancora al centro del dibattito politico. Il governo Meloni li ha identificati come nemici. I due sgomberi più emblematici degli ultimi mesi, Leoncavallo e Askatasuna, sono un segnale politico esplicito: colpire due spazi accomunati dal tentativo di rivendicare il riconoscimento di nuovi beni comuni. Fino agli eventi di questi giorni, gli scontri di Torino e l’ennesima stretta autoritaria. I fatti dimostrano che i centri sociali possono essere descritti come cascami di epoche passate e covi di nostalgici residuali ma le loro mutazioni e le loro crisi rappresentano contraddizioni, rischi e opportunità tutte contemporanee.
AFFARI SOCIALI
di Elsa Fornero
La Stampa, 8 febbraio 2026 Mi sono chiesta, in questi giorni, come Giorgia Meloni presenterebbe il suo nuovo “decreto sicurezza” nelle scuole italiane. Come lo racconterebbe ai ragazzi e alle ragazze di oggi: spesso fragili, disorientati, in cerca di un’àncora a cui aggrapparsi per costruire un proprio ragionevole futuro dentro un presente sempre più incerto, bellicoso, dominato dai prepotenti. Un’ancora che non sia la semplice migrazione dal Paese. Non c’è dubbio che, in questa situazione, qualsiasi àncora debba poggiare su una sicurezza di base. Il dubbio, piuttosto, è se la sua assenza - o insufficienza - possa essere curata alla radice con il “pugno duro” invocato dalla premier (anche da parte dei magistrati, considerati “doppio-pesisti” per essere stati, a suo avviso, teneri con i violenti di Torino, troppo velocemente scarcerati, e indebitamente severi nei confronti dei poliziotti coinvolti in fatti di sangue, nell’esercizio del loro dovere).
di Alessandro Tolomelli*
Il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2026 Educare i ragazzi non è sorvegliare, né vietare; è rendere capaci di stare nel mondo, anche quello online, con padronanza, autonomia e responsabilità. Parlare del divieto ai social per i minori di sedici anni, come quello annunciato dal governo Sánchez in Spagna, e discutere in generale di misure simili che molte nazioni stanno valutando, non è semplice per chi si occupa di educazione. Da un lato, è legittimo e perfino doveroso che la società degli adulti ponga limiti ai cittadini in età di sviluppo: fa parte della responsabilità collettiva definire dei perimetri al libero arbitrio e alla scelta, quando queste cornici proteggono il benessere e lo sviluppo. Dall’altro lato, chi fa educazione non ha tra le sue prerogative quella di legittimare o contrastare direttamente i divieti: facciamo un altro mestiere, giochiamo su un altro campo.
di Massimo Lensi
Left, 8 febbraio 2026 Un ex detenuto al timone di Rikers: con la nomina di Stanley Richards il sindaco di New York scommette su una riforma del carcere dall’interno, riconoscendo l’esperienza della detenzione non come stigma, ma come competenza politica e risorsa pubblica. La nomina di Stanley Richards a commissario del New York City Department of Correction da parte del neo-sindaco Zohran Mamdani non è una semplice scelta amministrativa: è un gesto politico che sposta il baricentro del discorso sulle carceri negli Stati Uniti. Richards è il primo ex detenuto a guidare il sistema penitenziario cittadino. Negli anni Ottanta scontò otto anni per rapina a Rikers Island; uscì nel 1991 e scelse di non limitarsi a “rifarsi una vita”. Optò per rientrare nel mondo che lo aveva espulso per cambiarlo, lavorando a lungo con la Fortune Society e diventando una figura centrale del riformismo penale newyorkese.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 6 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 9 al 15 febbraio 2026
Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)
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