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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 7 febbraio 2026
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 7 febbraio 2026 Un’assemblea pubblica a Roma è stata l’occasione per condividere esperienze e proposte e per ragionare su possibili iniziative comuni. Caterina Pozzi, presidente Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti: “La situazione carceraria riguarda l’intera società e richiede un confronto aperto tra soggetti diversi: volontariato e realtà del Terzo settore, operatori, garanti per i diritti dei detenuti, cittadini e istituzioni”. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: “Ci si è approfittati della nostra frammentazione. Con la giornata di oggi stiamo costruendo le premesse per una grande alleanza costituzionale”.
di Gianluca Carini
Avvenire, 7 febbraio 2026 “Senza diritti e clemenza sistema a rischio” Perito (Acli): rompere le dinamiche di chiusura per permettere la connessione con la società Catarci (Roma Capitale) invita le realtà del settore a “fare rete”. Diritti, clemenza e umanità. Tre parole spesso dimenticate, al di là della retorica, nelle carceri italiane. Tre parole al centro invece dell’assemblea aperta organizzata all’Università Roma Tre, in via Principe Amedeo e promossa da diverse sigle come Antigone, Acli, Arci, Nessuno tocchi Caino, Conferenza nazionale dei Garanti territoriali.
di Carmen Caldarelli
metropolisweb.it, 7 febbraio 2026 Il sovraffollamento carcerario in Italia non è un evento naturale invertibile, ma la diretta conseguenza di precise scelte legislative. È questo il cuore dell’intervento di Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazione dei garanti territoriali, durante l’assemblea “Diritti, Clemenza e Umanità nelle carceri italiane” svoltasi ieri a Roma. Secondo Ciambriello, la saturazione degli istituti penitenziari non è paragonabile ad una catastrofe improvvisa come un terremoto, ma al contrario, va ricercata in una politica penale securitaria ed una crescente domanda di punizione da parte della società e delle istituzioni.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 7 febbraio 2026 Il sovraffollamento delle carceri non si ferma e la situazione dietro le sbarre si fa sempre più pesante: è ancora in crescita, infatti, il numero dei detenuti, sia adulti che minori. Secondo i dati del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), al 31 gennaio 2026 i reclusi presenti nei 189 istituti di pena italiani risultavano in totale 63.734, con un incremento di 235 unità rispetto al mese precedente. Rimane invece stabile il numero degli stranieri: 20.206 (prima erano 20.161), poco meno di un terzo del numero complessivo. Nell’aumento delle presenze avrebbe influito il rientro in cella di quei detenuti che avevano usufruito di permessi durante le festività natalizie.
di Maria Mantero
Italia Oggi, 7 febbraio 2026 Lo ha annunciato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, in una conferenza stampa all’esterno del carcere di Trieste. “Poi, una volta saturata la pianta organica - ha spiegato - si verificherà se si potrà allargare”. “Nel 2027 avremo 10mila posti detentivi” che corrispondono al fabbisogno attuale delle carceri italiane “grazie al piano da 750 milioni di euro varato dal governo Meloni” ed “entro dicembre 2026 sarà saturata la pianta organica di tutti i magistrati togati d’Italia. Un traguardo epocale, mai avvenuto nell’Italia repubblicana”.
di Nello Trocchia
Il Domani, 7 febbraio 2026 Arriva la non punibilità per gli ufficiali impegnati in operazioni negli istituti di pena, dove i poliziotti penitenziari potranno fingersi detenuti. Il tutto si potrà fare anche “per interposta persona”. Ecco servito il caos. Nelle nuove misure del governo sull’ordine pubblico non poteva mancare il carcere, regno del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove. Nel decreto voluto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo le violenze di Torino, è passato inosservato un articolo che rischia di contribuire al caos nelle celle. Il sistema carcerario è in difficoltà da anni, ma le disposizioni volute in questi anni dalle destre, così come le scelte di dirigenti, lo spingono verso il collasso.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 7 febbraio 2026 Da sempre M5s difende l’utilizzo del carcere duro, soprattutto per i reati di mafia. Ma ora Todde e i parlamentari si oppongono al trasferimento di alcune centinaia di detenuti in Sardegna: “Una vendetta del governo”. E pensano a una grande manifestazione di protesta. “Non diventeremo un’isola carcere”. In Sardegna ormai è tema di dibattito quotidiano: la giunta regionale è pronta ad alzare barricate contro la decisione del governo di mandare più detenuti al 41 bis nell’isola. Quanti? “Centinaia”, dice la giunta sarda. “Il 20% in più della capienza attuale”, dice il governo. Calcoli a parte, la previsione è che di qui a poche settimane in Sardegna ci saranno 240 detenuti al 41 bis.
di Giuseppe Allegri
Il Manifesto, 7 febbraio 2026 Per contestualizzare il decreto “sicurezza”, è bene ricordare che si tratta solo dell’ultimo di una serie impressionante di “Decreti sicurezza” proposti e adottati dal governo Meloni. Tutto cominciò con il primo decreto della neonata maggioranza, quello “anti-rave party” (DL 162/2022, convertito in l. 199/2022), contro l’organizzazione definita illegale di raduni musicali organizzati da gruppi di giovani. La legge entrò in vigore a capodanno del 2023 e nel corso di quell’anno portò all’imputazione di otto poveri disgraziati, per essere poi praticamente disattesa nella pratica. Quindi il Decreto Cutro (DL 20/2023, convertito in l. 50/2023), dopo il tragico naufragio, con la morte di almeno 180 persone migranti, per inasprire le pene contro gli scafisti, contrastare l’immigrazione irregolare, regolare i flussi migratori.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 7 febbraio 2026 Per il presidente dei penalisti l’ordinamento possiede già gli strumenti di contrasto, senza dover mettere a rischio i principi dello Stato di diritto. Mentre la riforma costituzionale della giustizia darà finalmente al Paese un giudice terzo e una magistratura libera dalla politica. “Noi abbiamo sempre espresso e continuiamo a esprimere perplessità in ordine a questa decretazione di urgenza che ci sembra più simbolica che avere dei riflessi concreti. Il nostro Paese, il nostro ordinamento, possiede già tutti gli strumenti per contrastare questi fenomeni e non avvertiamo davvero la necessità di introdurne di nuovi che mettono a rischio i principi dello Stato di diritto”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 febbraio 2026 Conferenza stampa al Ministero della Giustizia l’11 febbraio. Nordio: “Rivoluzione copernicana” nel sistema penale. Nei prossimi giorni entreranno in funzione 36 Centri per la Giustizia Riparativa, distribuiti sull’intero territorio nazionale. Un passaggio rilevante nell’attuazione di un modello di giustizia complementare a quella retributiva tradizionale, che punta a coinvolgere vittima, autore del reato e comunità nella ricerca di soluzioni orientate alla riparazione, alla riconciliazione e al rafforzamento del senso di sicurezza collettivo.
di Adolfo Ceretti
L’Unità, 7 febbraio 2026 Inizio con la lettura di una dedica che un’amica ha scritto sulla sua tesi: “Ad Adolfo, per aver condiviso un capodanno in terra di guerra parlando di pace. Con affetto Arianna Fioravanti”. Una dedica bellissima. Al suo interno ritrovo lo spirito di tutto quello che cerchiamo di fare da anni. Da trent’anni mi occupo di giustizia riparativa, nel micro e nel macro: ho lavorato in qualità di studioso e di practitioner in Sudafrica, in Colombia, e molto, naturalmente, in Italia. Ho presieduto i lavori che hanno portato alla legge inserita nella riforma Cartabia (decreto legislativo 150/2022). Vorrei riportare alcune parole che aiutino a entrare nella poetica della giustizia riparativa. Il filosofo Paul Ricoeur scriveva che “il tempo diviene tempo umano nella misura in cui è articolato in modo narrativo”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 7 febbraio 2026 Accolta la richiesta dei 15 “volenterosi” che avevano modificato il testo votato dai parlamentari. La Cassazione ha ammesso il quesito sul referendum sulla giustizia preparato dai comitati per il No che modifica il quesito già approvato dal Parlamento. Il quesito è stato depositato dopo la raccolta di 500mila firme, lo scorso gennaio. A proporlo era stato il comitato dei quindici “volenterosi”, giuristi coordinati dall’avvocato Carlo Guglielmi. La formulazione del quesito di iniziativa parlamentare approvato dalla Cassazione nella sua precedente ordinanza recita: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 febbraio 2026 La Cassazione ammette il testo proposto dai “volenterosi” con 500mila firme: in bilico il giorno della consultazione sulla riforma. Colpo di scena. L’Ufficio del referendum della Corte di Cassazione ha ammesso il quesito referendario sulla separazione delle carriere presentato dal cosiddetto “Comitato dei 15 volenterosi”. A dare la notizia per prima è stata Conchita Sannino su Repubblica. Gli ermellini quindi hanno ritenuto valido quello che elenca tutti gli articoli della Costituzione che verrebbero modificati qualora passasse anche nelle urne la riforma Nordio e sul quale erano state raccolte le 500 mila firme depositate il 28 gennaio a Piazza Cavour.
di Riccardo Carlino
Il Foglio, 7 febbraio 2026 “Sarebbe opportuno sottrarsi a speculazioni dettate dalla cronaca e non inseguire il fronte del No sul loro terreno, che è quello di non discutere del contenuto della riforma”, dice il presidente del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi. “Associare le decisioni della magistratura dopo gli scontri di Torino alla riforma della giustizia, come fa Matteo Salvini, è un’operazione infelice”. Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi, commenta in questo modo al Foglio le parole del leader leghista, che ha criticato la scarcerazione di tre persone coinvolte negli scontri avvenuti sabato a Torino durante la manifestazione a favore di Askatasuna, invitando subito dopo a barrare Sì alle urne del 22 e il 23 marzo: “Già a piede libero. Vergogna. Votare Sì al referendum sulla giustizia è un dovere morale”, ha affermato Salvini.
di Enzo Musolino
L’Unità, 7 febbraio 2026 La condanna penale segue a un giusto processo e la misura cautelare di carcerazione preventiva - al netto dell’istituto della cauzione che è una garanzia monetaria - risponde, nei paesi liberali e democratici, a esigenze specifiche (ad esempio, pericolo di fuga, di reiterazione del reato, di inquinamento delle prove) e non è un anticipo di pena (umana o “divina”) o l’effetto diretto e “giusto” della condanna morale generalizzata. La “condanna” a prescindere dal processo, nonostante il processo, prima del processo, è come una tentazione delle “ragioni evidenti” che valutano ogni obiezione come vuoto formalismo, orpello, rito esangue indifferente alla “sostanza” del dramma in atto mentre - di converso - è proprio l’evento che incombe con il suo peso di sofferenze e ingiustizia a essere insofferente a ogni pausa, al rinvio, ai tempi lunghi dell’applicazione delle regole a fronte dell’abisso senza tempo e grazia delle morti innocenti.
di Valeria D’Autilia
La Stampa, 7 febbraio 2026 La madre della sedicenne sepolta viva dal fidanzato a Lecce: “Lo Stato ascolti”. “Lo Stato continua a tutelare gli assassini concedendo permessi premio. Solo la parola fa rabbrividire. Chiediamo dignità per le vittime di femminicidio”. Imma Rizzo è la mamma di Noemi Durini, la 16enne salentina accoltellata e presa a sassate, prima di essere sepolta - ancora viva - sotto alcuni massi. Per mano del suo fidanzato, Lucio Marzo, che sta scontando una pena di 18 anni e 8 mesi. Era il 3 settembre 2017. Il corpo venne ritrovato giorni dopo nelle campagne di Castrignano del Capo, nel Leccese. Fu il giovane, all’epoca 17enne, a confessare dove l’aveva nascosto. Imma, da sempre, chiede una “giustizia giusta” perché “chi commette un reato così efferato non ha diritto ad alcun beneficio”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 febbraio 2026 Marcello Dell’Utri non c’entra nulla con le stragi di Capaci e via D’Amelio. Lo dicono, nero su bianco, i magistrati della Procura di Caltanissetta, mettendo fine a un inseguimento giudiziario durato decenni e fatto di teoremi, sospetti e indagini infinite. Dopo anni di ricerche frenetiche per trovare un legame tra l’ex senatore e le bombe che hanno ucciso Falcone e Borsellino, la richiesta di archiviazione firmata dal procuratore Salvatore De Luca e dall’aggiunto Pasquale Pacifico chiude il cerchio: “infondatezza della notizia di reato”. In sostanza, non ci sono prove.
di Marco Birolini
Avvenire, 7 febbraio 2026 La governatrice Todde lancia la mobilitazione per fermare lo sbarco di 240 prigionieri sottoposti al regime 41 bis: “Non vogliamo diventare un’isola carcere”. La Sardegna insorge contro l’ipotesi di destinare ben tre carceri - Uta (Cagliari), Bancali (Sassari) e Badu e Carros (Nuoro) - ai detenuti in regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro riservato ai boss mafiosi. La governatrice Alessandra Todde ha lanciato un appello ai cittadini sardi attraverso un reel pubblicato sui propri canali social, per dire no al piano del governo, che risulta ben avviato e destinato a concretizzarsi a breve, visto che i lavori nelle sezioni designate sono a buon punto. Nel video, la governatrice ricorda di aver inviato nel giugno 2025 una nota al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a seguito delle prime notizie sull’ipotesi di destinare le case circondariali di Badu e Carros, Bancali e Uta al 41 bis.
di B.A.*
Il Mattino di Padova, 7 febbraio 2026 La testimonianza di un detenuto del Due Palazzi dopo i recenti casi di suicidio nell’istituto di pena: “I processi durano troppo e le condizioni carcerarie sono spesso indegne, soprattutto d’estate”. Ogni giorno, dietro le sbarre, c’è chi pensa di farla finita. Muri di cemento, sbarre, corridoi senza fine: spesso non si vede nulla oltre un pezzo di cielo. E nelle ultime settimane altre vite giovani si sono spezzate. Vite che forse si potevano salvare. Vittime di un sistema giudiziario lento, burocratico, e troppo spesso disumano. Quasi la metà delle persone detenute è ancora in attesa di giudizio. Vive in un tunnel senza luce, schiacciata da anni di attesa e da spese legali ormai insostenibili. Difendersi è diventato un lusso. E quando la difesa diventa impossibile, la speranza si spegne. Il pianeta carcere è sovraffollato, al collasso.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 7 febbraio 2026 Si chiude così il processo di primo grado sulle violenze avvenute tra il 2017 e il 2019 nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, che vedeva imputati 14 agenti della polizia penitenziaria. Le pene per tortura vanno da 2 anni e 8 mesi a 3 anni e 4 mesi. Risarcimento da 40 mila euro. La garante di Torino: “Sentenza che ha svolto un ruolo fondamentale, fare luce su fatti che a volte rimangono nell’ombra”. Otto condanne di cui sette per torture e sei fra proscioglimenti per prescrizione e assoluzioni per “non aver commesso il fatto”. È finito così il processo di primo grado per le violenze al carcere Lorusso e Cutugno di Torino in cui erano imputati a vario titolo 14 agenti della penitenziaria.
La Sicilia, 7 febbraio 2026 Il Gup riconosce la mancata diligenza nella perquisizione del detenuto. Assolti altri due colleghi. Quel suicidio in carcere poteva essere evitato attraverso una più accurata perquisizione del detenuto, che era stato trasferito in una cella singola, e senza suppellettili, in regime di grande e/o grandissima sorveglianza, proprio perché si temeva che potesse commettere un gesto grave e irreversibile. Queste le conclusioni a cui è giunta la Gup del Tribunale di Caltagirone, Desirée Augusto, che ha condannato per omicidio colposo, a 3 mesi e 3 giorni di reclusione ciascuno, con sospensione condizionale della pena e non menzione nel certificato del casellario giudiziale, due agenti di polizia penitenziaria per il suicidio, avvenuto nella casa circondariale di Caltagirone il 14 agosto 2020, di Giuseppe Randazzo ...
viterbotoday.it, 7 febbraio 2026 Per la giudice del tribunale di Viterbo “il fatto non sussiste” nei confronti della dottoressa del reparto di medicina protetta e dell’agente della penitenziaria responsabile dell’isolamento nel carcere di Mammagialla. Hassan Sharaf, assolti medico e poliziotto della penitenziaria. Elena Niniashvili e Massimo Riccio erano finiti a processo davanti al tribunale di Viterbo con l’accusa di omicidio colposo per la morte del detenuto di 21 anni che si è tolto la vita il 23 luglio 2018 nel carcere di Mammagialla, ma per la giudice Daniela Rispoli “il fatto non sussiste”. La sentenza è stata pronunciato intorno alle 12,20 del 6 febbraio, dopo circa un’ora di camera di consiglio.
Il Dubbio, 7 febbraio 2026 Il primo cittadino di Nuoro aderisce alla mobilitazione regionale e critica Roma: scelta inaccettabile senza confronto. La prospettiva che il carcere di Badu e Carros venga destinato esclusivamente a detenuti sottoposti al regime del 41 bis sta passando “dalla preoccupazione all’indignazione”. A dirlo è il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, intervenendo sul trasferimento, dato come imminente, dei detenuti al 41 bis nelle carceri di Badu e Carros, Uta e Bancali. Una presa di posizione netta che raccoglie l’appello alla mobilitazione lanciato dalla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde.
di Valeria Pace
Il Piccolo, 7 febbraio 2026 Il Sottosegretario Delmastro in visita ai penitenziari del Fvg: “Reti sopra i cortili per fermare le consegne dei criminali, modello da esportare”. Amazon ancora in Italia non manda i pacchi a casa con i droni ma i criminali invece provano a introdurre droga e telefonini in carcere con i velivoli senza pilota. “Centinaia i voli ogni notte su tutti i nostri istituti in Italia”, ha affermato il sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri Andrea Delmastro, oggi (venerdì 6 febbraio) in visita ai penitenziari di Trieste e Gorizia.
di Romano Francardelli
La Nazione, 7 febbraio 2026 “Il polo universitario accoglie oltre 100 detenuti ed è il secondo in Italia così come a scuola sono iscritti oltre 150”, spiega il responsabile di Ranza. La ‘Casa di Reclusione di San Gimignano’ nel tempo è passata dall’ex secolare San Domenico di via Santo Stefano a due passi da piazza Cisterna, al ‘nuovo’ Istituto di Ranza. Dal suo interno parla il direttore Giuseppe Renna persona disponibile al dialogo. Direttore Renna dove si comincia? “Innanzitutto avere una storia è importante perché ci indica una strada da seguire (e quale non seguire). Il ritorno a Ranza? E’ stato un gradito ritorno per il semplice fatto che mi permette di ricominciare un percorso iniziato nel 2019 e bruscamente interrotto nel 2023”.
di Sarah-Hélèna Van Put
Il Manifesto, 7 febbraio 2026 Incontro “Nella colonia penale”, film documentario vincitore del Premio Corso Salani alla 37ª edizione del Trieste Film Festival, raccontato dai registi Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana: intervista collettiva. Lontano dalle città e dal dibattito pubblico, sopravvivono in Sardegna le ultime tre colonie penali attive in Europa: Isili, Mamone e Is Arenas. Come sospese nel tempo, le colonie incarnano una forma di detenzione arcaica eppure pienamente contemporanea: i detenuti lavorano, il tempo si allunga e il controllo si riproduce identico a sé stesso. All’Asinara, dove le celle sono ormai rovine, il potere assume una forma diversa: l’animale libero occupa lo spazio lasciato vuoto dall’uomo, aprendo a una nuova e inquietante dialettica di sopraffazione.
AFFARI SOCIALI
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 7 febbraio 2026 Critiche soft da Schlein, Conte e Fratoianni che parlano di “truffa” e “propaganda”. Per la leader Pd le priorità sono altre. E annuncia la mobilitazione per il No al referendum e la campagna di ascolto in vista delle politiche. Il centrosinistra è rimasto sostanzialmente fermo alla mozione unitaria presentata mercoledì in Senato contro le “inaccettabili strumentalizzazioni” degli scontri di Torino fatte dal ministro Piantedosi, che ha accusato i manifestanti pacifici di complicità con i violenti. Una mozione utile, che anticipava il no alle norme liberticide che il governo ha varato giovedì ieri per decreto. Peccato però che, dopo il consiglio dei ministri, il livello dell’opposizione sia improvvisamente calato.
di Ammiraglio Vittorio Alessandro
L’Unità, 7 febbraio 2026 Nel nuovo decreto anti migranti c’è l’interdizione delle acque territoriali per motivi di sicurezza. Peccato però che il diritto internazionale impone il soccorso. Secondo quanto si è appreso, il prossimo “decreto sicurezza” - dal 2018 quasi uno all’anno, come il bollo dell’auto - conterrà una sessantina di provvedimenti. Alcuni, come sempre, sull’onda della cronaca spinta fino alla percezione dello stato emergenziale; altri sui temi di fondo - il fenomeno migratorio, soprattutto - che i governi assumono come scenografia stabile per evocare paure e poi rassicurare.
di Marica Fantauzzi
Il Dubbio, 7 febbraio 2026 Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha nominato a capo del New York City Department of Correction - il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - un ex detenuto. Stanley Richards, afroamericano di 64 anni, aveva scontato due anni e mezzo a Rikers Island e poi altri quattro anni in un’altra prigione dello Stato di New York: è stato rilasciato nel 1991. Da allora ha iniziato a lavorare come consulente per la Fortune Society, ente che si occupa di fornire alloggi e supporto agli ex-detenuti di New York, sino a diventarne presidente. Tra le questioni più complesse di cui si dovrà occupare, c’è proprio il futuro del complesso penitenziario che affaccia sull’East River tra il Bronx e il Queens, in cui Richards fu recluso, Rikers appunto.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 6 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 9 al 15 febbraio 2026
Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI