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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di venerdì 6 febbraio 2026

di Angela Stella

L’Unità, 6 febbraio 2026 “Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane” è il titolo di una assemblea aperta che si terrà stamattina alla Università Roma Tre (Polo didattico di Scienze della formazione, Aula 9, via Principe Amedeo 182b) organizzata da La Società della Ragione per rilanciare una riflessione pubblica sulla condizione delle carceri italiane e sulle responsabilità che questa situazione drammatica chiama in causa a distanza di alcune settimane dalla chiusura del Giubileo dei detenuti e dopo un ennesimo anno segnato da sofferenza e morti in carcere. Dall’inizio del 2026 sono già 5 i suicidi dietro le sbarre, uno a settimana in media.

 

di Patrizia Pallara

collettiva.it, 6 febbraio 2026 Provvedimenti come indulto e misure alternative al centro dell’assemblea del 6 febbraio a Roma. Barbaresi, Cgil: “La vera emergenza è il sovraffollamento”. In carcere i diritti delle persone non vengono garantiti. Sovraffollamento crescente, anche negli istituti per minorenni, condizioni materiali di vita degradate, isolamento dal territorio, difficoltà di garantire percorsi di cura, lavoro e reinserimento sono malanni ampiamente documentati. A pagarne le conseguenze, i detenuti e il personale penitenziario, sanitario e socio-assistenziale. Questi problemi però difficilmente finiscono al centro del dibattito pubblico.

 

di Carlo Testini*

Il Manifesto, 6 febbraio 2026 Oggi a Roma si tiene un’assemblea nazionale aperta sulla situazione delle carceri in Italia che vedrà la partecipazione di volontari, associazioni e organizzazioni della società civile, operatori sociali, operatori penitenziari e sanitari, cooperatori, cittadini, garanti, e tutti coloro che sono interessati. L’iniziativa è promossa da decine di realtà della società civile, tra le quali anche Arci, ed è accompagnata da un appello al Parlamento, lanciato nelle scorse settimane, per chiedere diritti e umanità nelle carceri italiane e di approvare con urgenza un provvedimento di clemenza, che permetta la riduzione immediata del numero dei detenuti, e una trasformazione profonda degli istituti, aprendo il più possibile il carcere al mondo del volontariato, alle associazioni, alle cooperative, agli enti locali, alle scuole e alle Università.

 

di Sergio D’Elia*

L’Unità, 6 febbraio 2026 Danilo Coppola è fuori dalla prigione. Esultiamo. Restano in prigione tanti come lui e dietro le sbarre c’è anche la Costituzione. La lieta novella è giunta mentre mi apprestavo a scrivere il mio terzo “amicus curiae” in tre settimane. Quello per Danilo Coppola - immobiliarista la cui vicenda giudiziaria risale all’inchiesta sui “furbetti del quartierino” - detenuto a San Vittore e in pericolo di vita. Dopo quello che non so se sia ancora giunto a destinazione per Pippo Scuderi, detenuto a Regina Coeli, anche lui in pericolo di vita. Dopo quello che non è mai giunto a destinazione per Giosuè Chindamo, detenuto a Secondigliano, che nel frattempo è stato “scarcerato”, cacciato dalla sua cella con cattiveria.

 

di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2026 Possibile l’accompagnamento in caserma (fino a dodici ore), in caso di pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione. Meloni: “Rafforziamo strumenti per combattere criminalità diffusa’” Nordio: “Con cause giustificazione no automatica iscrizione in registro indagati per chi si è difeso”. Il Governo ha approvato oggi un decreto-legge in materia di sicurezza pubblica che introduce interventi che spaziano dal giro di vite su armi e strumenti atti a offendere - coltelli con lame oltre gli otto centimetri - rafforza i poteri di prevenzione nelle aree urbane e introduce nuove disposizioni su: manifestazioni pubbliche, sicurezza stradale e tutela delle forze dell’ordine.

 

di Vincenzo R. Spagnolo

Avvenire, 6 febbraio 2026 Il Consiglio dei ministri approva due testi, che comprendono anche norme penalmente rilevanti. Dopo settimane di limature e riscritture, dopo bozze preliminari e travasi da un testo all’altro e infine dopo il “costruttivo” confronto di martedì e mercoledì fra Palazzo Chigi e il Quirinale, questa sera l’ennesimo, annunciato pacchetto sicurezza è stato licenziato dal Consiglio dei ministri. Si compone di due testi, visionati da Avvenire: uno schema di decreto legge con 33 articoli, intitolato Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del ministero dell’Interno, nonché di immigrazione e di protezione internazionale”; un disegno di legge di 29 articoli, che contiene altre norme “in materia ...

 

di Giulia Merlo

Il Domani, 6 febbraio 2026 Il Consiglio dei ministri approva il decreto Sicurezza e il disegno di legge sullo stesso tema che arriverà in parlamento. Ci sono lo scudo penale esteso a tutti i cittadini in caso di ipotesi di legittima difesa e il fermo preventivo di 12 ore, ma con tutti i paletti imposti dal Quirinale. È servito un lungo pre Consiglio dei ministri nella mattinata per chiudere tutte le ultime questioni tecniche. Ma infine, nel pomeriggio, il governo ha dato il via libera al nuovo pacchetto Sicurezza, che ha separato in due la bozza già presentata dal ministro Matteo Piantedosi: la gran parte delle norme confluiscono nel disegno di legge, mentre le novità considerate urgenti sono contenute nel decreto legge mitigato con le osservazioni del Quirinale.

 

di Giansandro Merli e Mario Di Vito

Il Manifesto, 6 febbraio 2026 Dentro il pacchetto: scudo per agenti e non, pene severe per le lame e ambigue novità anche sui Cpr. A cosa servirà questo nuovo pacchetto sicurezza lo ha detto senza imbarazzo il ministro Carlo Nordio nel presentarlo insieme al collega Matteo Piantedosi: “Ad evitare il ritorno delle Brigate Rosse”. Tutto comincia con il “divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti” nei confronti di chi ha ricevuto una condanna per una serie di delitti come terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, devastazione saccheggio e strage, violenza o minaccia, incendio, attentato alla sicurezza dei trasporti, omicidio (anche tentato), lesioni personali commesse contro un ufficiale o agente di polizia giudiziaria.

 

di Enza Plotino

Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2026 Un carcere di massima sicurezza. “The Rock”, “the Bastion”, come chiamavano gli americani la fortezza di Alcatraz, l’isola carcere istituita nel 1934 per portarvi la peggiore risma di detenuti, i criminali più efferati e che diventerà, nell’immaginario collettivo, un vero e proprio mito, associato a un luogo infernale da cui era difficile se non impossibile fuggire. Soggetto di grandi produzioni cinematografiche, Alcatraz diventerà la location per numerosi film di Hollywood. In uno di questi, il più famoso, Fuga da Alcatraz, il direttore diceva ai detenuti: “Se si infrangono le regole della società si va in prigione, se si infrangono le regole delle prigioni ti mandano da noi”.

 

di Luciano Onnis

La Nuova Sardegna, 6 febbraio 2026 Il governatore ha inserito i trasferimenti nel pacchetto di aiuti per la ricostruzione. Con la possibile nuova distribuzione finirebbero nell’isola 280 boss. Detenuti al 41-bis, anche il maltempo gioca a sfavore della Sardegna. Il calendario degli arrivi nell’isola è definito, ma c’è incertezza sul numero totale. Sino a ieri dovevano essere 240, oltre il doppio di quelli già presenti (100), ma il maltempo e forse anche la elevata capacità persuasiva del presidente della Sicilia Renato Schifani ha fatto sì che una piccola quota di detenuti al 41-bis destinata alla Sicilia, esclusi naturalmente gli appartenenti alla criminalità organizzata, sia destinata alla Sardegna, unica isola a ospitarli. I numeri più recenti, tratti dalla relazione annuale sull’amministrazione della giustizia indicano che a novembre 2025, il totale dei ...

 

di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 6 febbraio 2026 Lo hanno trovato impiccato nella sua cella. “Era un detenuto fragile”, sottolinea il suo avvocato, già sottoposto a controllo perché si temeva potesse compiere un gesto del genere. Ma non è bastato. Perché Abdullah Atik, turco di 26 anni, si è ugualmente tolto la vita nel carcere di Mammagialla, a Viterbo, dove era detenuto dal settembre scorso per traffico d’armi. Era uno dei due giovani arrestati dalla polizia nel corso di un’operazione antiterrorismo: si temeva che stessero progettando un attentato durante la tradizionale processione di Santa Rosa, nel centro città, invece sullo sfondo c’era forse un regolamento di conti fra connazionali malavitosi a colpi di pistola e mitraglietta.

 

di Beatrice Branca

Corriere di Verona, 6 febbraio 2026 “C’era un agente biondo che ha aperto la cella e ha fatto entrare gli altri quattro detenuti che mi hanno poi picchiato e stuprato nel bagno. Sono andati avanti per 20 minuti. Io ho urlato, ma nessuno è venuto in mio soccorso”. A riferirlo è un ex detenuto indiano di 46 anni che, lo scorso 30 agosto, sarebbe stato vittima di una spedizione punitiva, messa in atto da due marocchini di 55 e 24 anni, un veronese di 23 anni e un tunisino di 43 anni. Ad ascoltare ieri il racconto della vittima, per quattro ore, sono stati la giudice per le indagini preliminari Livia Magri, il sostituto procuratore Silvia Facciotti e gli avvocati Simone Giuseppe Bergamini, Tommaso Imperadore, Cristiano Pippa e Luca Bertoldi che difendono i quattro indagati.

 

di Chiara Sgreccia

Il Domani, 6 febbraio 2026 Grazie allo spettacolo “Il tunnel dei sogni”, i condannati della Casa circondariale raccontano la quotidianità in cella, tra sovraffollamento e solitudine. E invitano a riflettere sul modo in cui lo stato esercita il potere di punire. “Non siamo attori. Non siamo numeri. Non siamo quello che è stato delle nostre vite. Siamo qui, adesso. Siamo persone come tutti”. Con queste parole, che si sentono senza vedere chi le pronuncia, è iniziato Il tunnel dei sogni, il 4 febbraio al teatro libero della Casa circondariale di Rebibbia nuovo complesso, nella periferia di Roma, verso nord-est. Una mise en scene firmata e interpretata dal gruppo Libere Bolle che ha trasformato immagini e parole in un’esperienza scenica sulla realtà del carcere, sulla quotidianità che decine di migliaia di detenuti vivono, ogni giorno identica ...

 

di Elena Semeraro

leggo.it, 6 febbraio 2026 “La violenza? Il linguaggio per non sentirsi invisibili”. Il progetto della Dialectical Behavior Therapy (Dbt) arriva per la prima volta in Italia nell’istituto penale minorile di Nisida grazie alla psicoterapeuta Rosetta Cappelluccio. “Giulio (nome di fantasia, ndr.) era sempre spavaldo e duro con tutti, ma era solo il suo modo per sopravvivere”. L’Istituto penale minorile di Nisida ospita, attualmente, circa 75 detenuti: ragazzi giovanissimi che hanno alle spalle reati gravi, a volte molto gravi. E ciò che li accomuna, il più delle volte, è “la violenza come unico linguaggio per non sentirsi invisibili”. Ma per sottrarli al richiamo della criminalità “non basta punire: bisogna insegnare loro a gestire ciò che provano”.

 

ilgiornaledichieti.it, 6 febbraio 2026 Un dialogo autentico sul senso della legalità e sul significato della pena si è svolto questa mattina al Liceo “Isabella Gonzaga” di Chieti, dove la Garante dei detenuti è stata ospite nell’ambito del progetto didattico e sociale “Al di là del muro”, promosso dalla professoressa Antonella Di Sipio. L’incontro ha rappresentato un’occasione di riflessione per gli studenti, che hanno potuto confrontarsi direttamente con chi opera quotidianamente all’interno del sistema penitenziario. Accanto alla Garante, infatti, è intervenuto il Cav. Pellegrino Gaeta, Presidente della Delegazione Abruzzo dell’International Police Association e Sostituto Commissario Coordinatore della Polizia Penitenziaria. Insieme hanno approfondito il ruolo delle istituzioni, il concetto di sicurezza e la funzione rieducativa della pena, così come sancita dalla Costituzione.

 

L’Adige, 6 febbraio 2026 Attraverso attività culturali e scientifiche, le persone coinvolte potranno sviluppare competenze e sperimentare un contatto concreto con il mondo esterno, con l’obiettivo di sostenere il percorso di rieducazione e favorire un futuro reinserimento nella società. La cultura come strumento di riabilitazione e il museo come spazio di possibilità. È stato presentato oggi, 5 febbraio, al MUSE il progetto “Articolo 27. La cultura che crea opportunità”, un percorso di reinserimento sociale rivolto a detenute e detenuti della Casa circondariale di Trento, realizzato insieme all’istituto penitenziario e alle associazioni Crvg e Apas.

 

Il Resto del Carlino, 6 febbraio 2026 Da oggi a domenica le installazioni di Anila Rubiku: un legame tra il dentro e il fuori per una seconda possibilità. Per la prima volta l’arte contemporanea entra dentro la casa circondariale Rocco D’Amato, trasformando il carcere della Dozza in un luogo di dialogo e di partecipazione culturale. L’iniziativa nell’ambito di Art City, in collaborazione con la direzione del carcere, invita la cittadinanza ad entrare simbolicamente in uno spazio di soglia tra arte, vita e giustizia sociale. All’interno del carcere, da oggi a domenica, l’Associazione Acrobazie presenta l’installazione “L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. Im still standing” dell’artista italo-albanese Anila Rubiku, a cura di Elisa Fulco.

 

di Giulietta De Luca

La Stampa, 6 febbraio 2026 Ha insegnato per tre anni ai detenuti: “È come accendere una luce dentro le persone”. Il volume sarà presentato oggi pomeriggio alla Biblioteca di Chivasso assieme a Pietro Buffa, ex direttore del carcere delle Vallette. “Insegnare in carcere qualche volta è come accendere una luce sopra e dentro le persone”. Tazio Brusasco, torinese classe 1981, negli ultimi tre anni ha insegnato Italiano e Storia nella sezione carceraria dell’I.I.S. Giulio dentro al Lorusso e Cutugno. Lo racconta nel libro “Voci lontane” (Editrice Tipografia Baima Ronchetti), in cui riflette sui rapporti umani e i bisogni che sbocciano “tra grate e cemento”. Il volume sarà presentato oggi pomeriggio - venerdì 6 febbraio - alle 17.30 alla Biblioteca civica Movimente di Chivasso assieme a Pietro Buffa, ex direttore del carcere delle Vallette.

 

di Franco Corleone

L’Espresso, 6 febbraio 2026 Alle elezioni politiche del 1976 votarono anche le diciottenni e i diciottenni grazie alla legge n. 39 approvata l’8 marzo 1975, che era stata presentata nel 1968 dal deputato Bruno Lepre, un socialista friulano come Loris Fortuna, entrambi legati alla crescita libertaria del Paese. Quella proposta appartiene alla straordinaria stagione degli anni Settanta che iniziarono con l’approvazione della legge sul divorzio nel 1970, seguita nel 1972 da quella sull’obiezione di coscienza al servizio militare e nel 1975 dalla riforma del diritto di famiglia e del carcere, per finire nel maggio 1978 con la chiusura dei manicomi e l’aborto.

 

di Paola Balducci*

L’Espresso, 6 febbraio 2026 Il mondo minorile sta cambiando più velocemente della nostra capacità di comprenderlo. Continuare a rispondere alla criminalità minorile con soluzioni simboliche - nuove norme, più controlli, più repressione - significa non voler affrontare la radice del problema. La prevenzione vera richiede tempo, competenze, risorse. E riforme profonde che non possono essere a costo zero. Lo stesso vale per il fenomeno delle baby gang. Anche in questo caso, l’errore è leggere il fenomeno solo come devianza penale. Con un sistema che interviene tardi e male, che reprime ciò che non ha saputo educare, che controlla ciò che non ha saputo includere, che punisce ciò che non ha saputo comprendere.

di Giuseppe Culicchia

La Stampa, 6 febbraio 2026 Lo scrittore si rivolge agli autori delle scritte contro le forze dell’ordine: “Il poliziotto Sergio Bazzega è stato ucciso da mio cugino brigatista”. Voi che a Palazzo Nuovo avete scritto “+ Sbirri Morti + Vedove + Orfani” avete mai guardato da vicino il corpo di uno sbirro morto, la bocca rimasta spalancata dopo avere esalato l’ultimo respiro, avete mai parlato con la sua vedova, con il loro figlio rimasto orfano? Io uno sbirro morto non l’ho mai visto se non al cinema o in fotografia: immagino che anche per voi sia così. Però ho conosciuto la vedova di uno sbirro morto, e il loro figlio rimasto orfano. E la vedova dello sbirro morto, rimasta sola quando era una giovane donna, ha dovuto crescere quell’orfano che la mattina di dicembre in cui suo padre, lo sbirro, venne ucciso aveva appena due anni, e che di suo padre ricorda una sola immagine: lui, lo sbirro, che lo teneva per mano.

 

di Michele Gambirasi e Giansandro Merli

Il Manifesto, 6 febbraio 2026 La prossima settimana il ddl immigrazione. Navi interdette fino a sei mesi per le “emergenze” e migranti sbarcati in Paesi terzi. Ai due testi del “pacchetto sicurezza” licenziati ieri dal consiglio dei ministri manca un tassello, che sarà aggiunto presto. È un provvedimento interamente dedicato all’immigrazione, l’ennesimo, che verrà approvato la prossima settimana e conterrà anche le misure contro le ong che salvano vite nel Mediterraneo centrale. Qualcuno lo ha già ribattezzato “blocco navale”, ma sarebbe meglio definirlo come un dirottamento di Stato delle navi umanitarie. Verso lidi più funzionali ai progetti del governo, ovviamente.

 

di Gianluca Ottavio

giornalelavoce.it, 6 febbraio 2026 Dalla nuova rotta verso la Grecia ai centri di detenzione dell’Est libico controllati da Khalifa Haftar: intercettazioni in mare, espulsioni forzate e fondi europei alimentano un sistema che blocca migliaia di persone tra Bengasi e il Mediterraneo. Nel centro di detenzione di Ganfuda, alle porte di Bengasi, migliaia di persone attendono l’espulsione o un ritorno forzato. Sullo sfondo, una nuova rotta verso la Grecia, accordi controversi con l’Unione Europea (UE) e un sistema di detenzione che si è consolidato nell’Est libico.

 

di Andrea Lanzetta

The Post Internazionale, 6 febbraio 2026 Gruppi autorganizzati dal basso e suddivisi per quartiere. Vedette armate solo di fischietti e collegate ai social. E cittadini pronti a documentare le proteste. Con l’appoggio delle istituzioni locali. Ecco come l’agenzia anti-immigrati ha perso la partita in Minnesota. Il Bishop Henry Whipple Building è un edificio di proprietà federale situato a Fort Snelling, alla periferia di Minneapolis, e da tempo ospita il quartier generale in Minnesota della Immigration & Customs Enforcement degli Stati Uniti, l’ormai famigerata agenzia ICE agli ordini del presidente Donald Trump. Oltre a uffici amministrativi e strutture di smistamento ed elaborazione dati, al piano interrato contiene anche un centro di detenzione. Ma non è la prima volta nella storia degli Usa che questo luogo viene usato come campo di reclusione.

 

di Riccardo Michelucci

Avvenire, 6 febbraio 2026 Chi dice no al regime di Lukašenko mette a repentaglio la propria libertà personale e la propria vita: la repressione politica nel Paese ha portato in carcere 1.254 persone, tra cui giovani e giovanissimi. I cittadini vivono in un costante stato di allerta. Qualche giorno fa Marfa Rabkova ha compiuto 31 anni: è stato il suo sesto compleanno dietro le sbarre. Prima che la polizia di Lukašenko la privasse della libertà, era uno dei volti più noti delle proteste scoppiate in Bielorussia dopo le elezioni del 2020. Sempre presente nelle piazze di Minsk che manifestavano contro il regime, Rabkova documentava violenze e arresti arbitrari in qualità di coordinatrice dell’Ong bielorussa per i diritti umani Viasna. Finché non è stata accusata di aver organizzato disordini di massa e condannata a una lunga pena detentiva.

 

di Estefano Tamburrini

Avvenire, 6 febbraio 2026 La storia di Carmen, Omaira e Yarelis, le madri del Venezuela morte alla vigilia dell’amnistia. I loro figli sono stati scarcerati dopo la destituzione del presidente Maduro ma loro non hanno fatto in tempo a vederli liberi. L’anno e mezzo di prigionia a Tocorón non ha spento l’amore di Víctor per le sue figlie: nelle otto ore di strada verso Maracaibo si è procurato un costume da orso, che poi ha indossato per riabbracciare le piccole. La maschera alleggerisce il peso delle ferite, e nasconde qualche lacrima di troppo. “È finita”, dice Víctor, ormai rientrato a casa. Ma non tutti reagiscono con la stessa forza. Óscar, anche lui attivista, rilasciato dall’Helicoide, non ha riconosciuto i volti delle figlie, che gli sono venute incontro. Ci è voluto del tempo per ricordarle. 

 

DOCUMENTI

Schema di Decreto Legge: "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell'Interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale"

Schema di Disegno di Legge: "Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell'Interno"

Articolo. "Il sovraffollamento carcerario preso sul serio: il caso dell’early release scozzese", di Martina Gandolfi

Articolo. "La nuova disciplina della liberazione anticipata: tra aspettative deluse e promesse mancate", di Giovanni Fiorilli

Articolo. "Servizio Civile Universale: finanziati i tre programmi di intervento del CSV di Padova e Rovigo"

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Le chiamano carceri modello. Ecco il Passerini di Civitavecchia, sulla carta un istituto a trattamento avanzato ma dove i detenuti pascolano per tutto il giorno e dove tanti non riescono ad accedere alle misure alternative"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 2 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

Assemblea aperta: Chiediamo diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane" (Roma, 6 febbraio 2026)

Casa di Carità Arti e Mestieri. Incontro nazionale per le scuole: "Mediare i conflitti per prevenire la violenza" (Online, 6 febbraio 2026)

Convegno. "Oltre la legge: dalla pena alla responsabilità, l'orizzonte della giustizia riparativa" (Lecce, 7 febbraio 2026)

Laboratorio gratuito. "Oltre gli stereotipi. Parlare di persone Lgbtq+ in carcere" (Bologna, 7 febbraio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'8 febbraio 2026

Workshop internazionale. "Generare, negare e uccidere: dati e riflessioni cliniche alle origini del figlicidio" (Milano, 12 febbraio 2026)

Incontro di approfondimento. "Referendum costituzionale sulla riforma della magistratura" (Firenze, 13 febbraio 2026)

Presentazione libro "Oltre il reato la persona. Testimonianze dentro e fuori il carcere", a cura di Suor Emma Zordan (Roma, 13 febbraio 2026)

Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)

Convegno. "Dove il tempo è sospeso: gli spazi della pena. Riflessioni sul Carcere e la Città" (Prato, 19 febbraio 2026)

Incontro-dibattito. "Un viaggio nella devianza giovanile tra prevenzione, carcere ed educazione alla legalità" (Verona, 19 febbraio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, fino al 22 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Università di Napoli Federico II. "Sanità e Medicina Penitenziaria: Avvio del II° Corso di Perfezionamento A.A. 2025-2026 (Iscrizioni fino al 19 febbraio 2026)

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)