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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 5 febbraio 2026
di Alice Dominese
L’Espresso, 5 febbraio 2026 Inefficienze e sovraffollamento. Suicidi e proteste. La risposta: nuove disposizioni muscolari. Prevedono l’uso di fialette urticanti e body cam. Dalle body cam allo spray al peperoncino a disposizione degli agenti penitenziari, fino alle procedure che ostacolano le attività culturali, le novità introdotte in carcere negli ultimi mesi rivelano un sistema penitenziario che prova a rispondere con la forza e la chiusura alla profonda crisi che sta attraversando. Mentre il sovraffollamento e gli eventi critici tra chi è recluso aumentano, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) diffonde internamente circolari che puntano il dito sul malfunzionamento degli istituti mostrando una situazione di caos generalizzato.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 5 febbraio 2026 Il progetto di legge in discussione al Senato prevede misure alternative e pena concordata per reati fino a 8 anni di reclusione. Resta il nodo dei fondi per i posti letto. Evitare il passaggio in carcere per i condannati con dipendenze da sostanze o alcol. Intervenendo sia per rafforzare la detenzione domiciliare sia introducendo un’inedita forma di definizione anticipata del processo. Con questo obiettivo e questi due strumenti si muove un disegno di legge di cui è iniziata la discussione in commissione Giustizia al Senato, provvedimento sul quale è forte l’attenzione anche da parte delle opposizioni e che sconta più che una fragilità giuridica una (almeno per ora) carenza di fondi.
di Stefania Cirillo
metropolitanmagazine.it, 5 febbraio 2026 La marginalità che segna la vita della popolazione Lgbt+ non si arresta neanche tra le mura penitenziarie. Solo riuscire a stimare il numero effettivo od ottenere informazioni attendibili delle persone presenti in carcere è pressoché impossibile. I dati frastagliati sono il sintomo di un fallimento sistematico. Difatti, la mancanza di numeri certi impedisce alle autorità di intervenire con criterio, finendo per basare il programma sul senso comune o sui pregiudizi, rendendo inefficace l’intervento.
GIUSTIZIA
di Simone Canettieri e Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 5 febbraio 2026 Nel testo che domani sarà all’esame del Consiglio dei ministri le garanzie legali per gli operatori delle forze dell’ordine. Nel ddl il blocco navale e le norme anti-maranza”. Ecco l’ultima bozza del pacchetto Sicurezza atteso domani in Consiglio dei ministri. I testi, che il Corriere è in grado di anticipare, confermano la presenza nel decreto legge del “fermo preventivo”. Che tecnicamente sarà un accompagnamento. E cioè la possibilità per le forze di polizia di trattenere per un massimo di 12 ore senza necessità di convalida del magistrato, ma con sola comunicazione persone con precedenti specifici in vista di manifestazioni.
di Ugo Magri e Francesco Malfetano
La Stampa, 5 febbraio 2026 Dubbi di Mattarella su scudo penale e fermo preventivo. Piantedosi: “Pronti a modifiche”. Il pacchetto sicurezza si farà. Ma nasce con il freno a mano tirato dal Colle. Prima ancora di arrivare oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri, decreto e disegno di legge hanno dovuto superare il vaglio preventivo del Quirinale, dove Sergio Mattarella ha esercitato una moral suasion fitta, puntigliosa, parola per parola. Il faccia a faccia riservato con Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è stato il passaggio chiave: oltre ottanta pagine di norme passate al setaccio e una lista di rilievi lunga e articolata. Non una bocciatura, ma senz’altro neppure un via libera in bianco.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 5 febbraio 2026 Lungo colloquio ieri tra Mattarella e Mantovano. Dal Colle dubbi su scudo penale e fermo preventivo. Sarà il Consiglio dei ministri, che a meno di clamorosi rinvii si svolgerà oggi, a risolvere le ultime questioni legate al decreto sicurezza, sul quale la maggioranza ha accelerato dopo la guerriglia urbana di sabato scorso a Torino. Buona parte dei punti in discussione sono stati chiariti nell’incontro che si è svolto ieri al Quirinale tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
di Alessandro Barbera
La Stampa, 5 febbraio 2026 Il ministro: “Se ci saranno rilievi ne prenderemo atto”. Il centrosinistra: “Misure fuori dalla Costituzione”. Senato della Repubblica, interno giorno. Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi riferisce sugli scontri di Torino: “Non c’è stata nessuna impreparazione nella gestione dell’ordine pubblico, né uso eccessivo della forza. C’è chi ha persino adombrato l’idea che le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate per poter varare nuove norme”. E però le nuove norme sono arrivate. Per conoscere ogni dettaglio occorrerà attendere il Consiglio dei ministri previsto oggi pomeriggio. Quella di ieri per la maggioranza è stata una giornata complicatissima.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 5 febbraio 2026 Senato Pd, M5s, Avs e Iv firmano una mozione comune. Le destre approvano la loro. Piantedosi: “Indegno insinuare che il governo abbia organizzato le violenze per varare nuove norme”. De Cristofaro Avs al ministro: “Falso dire che siamo complici dei violenti”. Paita (Iv): “Il centrosinistra c’è ed è unito sulla sicurezza”. A metà pomeriggio il tabellone dell’aula del Senato segnala un’ampia fetta di lucine rosse, 56: sono le opposizioni che, una volta tanto unite, hanno detto no alle comunicazioni del ministro degli Interni Piantedosi, che a palazzo Madama ha ripetuto il discorso incendiario di martedì alla Camera, accusando i 50mila manifestanti di sabato scorso a Torino (oltre ad Avs) di essere complici morali dei violenti che hanno aggredito un poliziotto.
di Simone Alliva
Il Domani, 5 febbraio 2026 Il portavoce dell’ong racconta le pericolosità del nuovo pacchetto sicurezza pronto a essere varato dal Governo tra fermo di 12 ore e scudo penale: “Una garanzia di impunità. Niente per la tutela delle piazze dove il dissenso viene criminalizzato mentre la richiesta di numeri identificativi per gli agenti resta inascoltata. Tra lacrimogeni e taser, la protesta pacifica è a rischio”. Una lentissima erosione. La stretta sul dissenso, sulla possibilità di agire nello spazio pubblico è qualcosa che è iniziato a poco a poco ma non ce ne siamo accorti. Distratti da altro: polemiche del giorno, scontri e battibecchi sui social.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 5 febbraio 2026 La stazione dei treni di Milano Rogoredo è l’ultima prima di uscire dalla città e andare verso sud. In metropolitana ci si arriva con la linea 3, la gialla. Ieri pomeriggio uno dei sottopassaggi della metropolitana è stato restituito alla città tutto colorato, con dei murales pagati da uno sponsor per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. A un chilometro e mezzo da qui si giocheranno le gare di hockey all’arena del giacchio di Santa Giulia. Titolo dei murales: “Trame di futuro”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 febbraio 2026 Bennardo Bommarito torna a casa in detenzione domiciliare. Dopo trentatré anni trascorsi dietro le sbarre, gran parte dei quali nel carcere di Opera, l’uomo che oggi ha 89 anni e che il buio della cecità ha avvolto definitivamente la scorsa estate, potrà scontare la sua pena in detenzione domiciliare. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, accogliendo il ricorso dell’avvocata Simona Giannetti. Una decisione che mette fine a un lungo calvario, non solo giudiziario ma soprattutto umano, e che riafferma un principio che spesso rischia di sbiadire tra le mura dei penitenziari: la pena non può mai trasformarsi in un trattamento inumano e degradante, nemmeno per chi sta scontando l’ergastolo per reati di mafia.
GIURISPRUDENZA
di Umberto Maiorca
perugiatoday.it, 5 febbraio 2026 Le emoji possono nascondere messaggi segreti, bloccata la corrispondenza al detenuto al 41 bis. Lo ha deciso la Cassazione rispondendo al ricorso di un detenuto del carcere di Spoleto al quale era stata sequestrata una lettera piena di emoji e una frase criptica. I giudici, però, hanno dato ragione al ricorrente su un altro fronte, annullando la decisione di trattenere anche un biglietto di auguri, due fotografie e la copia della carta d’identità del cognato del detenuto, ordinando al Tribunale di sorveglianza di Perugia di riesaminare questa parte, spiegando meglio i motivi del pericolo per la sicurezza.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 5 febbraio 2026 Una scelta che, secondo quanto sottolineato dalla presidente della Regione, andrebbe a penalizzare le comunità locali, oltre che sull’intera isola. “No all’isola carcere con i detenuti del 41 bis”. Più che uno slogan è un invito alla mobilitazione. A lanciarlo è la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde “contro la decisione del Governo di trasferire i detenuti ad alta pericolosità nelle strutture detentive dell’isola”. L’appello non è che l’ultima sequenza di una serie di prese di posizione e iniziative avviate dai rappresentanti delle istituzioni e comunità locali contro questa possibilità. Ossia il trasferimento dei detenuti in regime di 41 bis nelle carceri dell’isola.
di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 5 febbraio 2026 La decisione di chiudere il reparto di alta sicurezza preceduta da un nutrito scambio di e-mail. Poi l’annuncio del trasferimento dei detenuti e due suicidi in poche ore. Prima del trasferimento dei detenuti del circuito dell’Alta Sicurezza e dei due suicidi, tra il Dap e il Due Palazzi c’era già stato parecchio carteggio. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria più volte ha scritto alla direzione negli ultimi mesi (ma anche anni), partendo dalle misure di coordinamento tra le aree e dettando le linee guida per la prevenzione. Ma anche per mettere in fila le gerarchie e ristabilire i ruoli.
di Igor Compasso
padovaoggi.it, 5 febbraio 2026 L’assessore alla sicurezza del Comune di Padova: “Se la soluzione al sovraffollamento è costruire nuove carceri a fronte di decreti che invece di ridurre aumentano i reati per poi riempire ancora di più quelli che ci sono, vuol dire l’obiettivo non è più recuperare le persone ma volerle punire e basta”. “La relazione in aula consiliare del professor Antonio Bincoletto, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Padova, l’ho ascoltata con grande attenzione. E ha colpito tutti, ne sono certo, perché ha trasferito una passione enorme rispetto a questo tipo di attività”.
padovaoggi.it, 5 febbraio 2026 Nell’auditorium del Due Palazzi un evento che ha coinvolto numerosi detenuti nell’ambito del progetto Kutub Hurra/Libri liberi, attivo da quasi tre anni nella Casa di Reclusione e da più di uno al Circondariale, che prevede donazioni di testi anche in lingue straniere. Dopo una serie di eventi terribili succedutisi nell’arco di poco tempo, due suicidi in pochi giorni, mercoledì 4 febbraio, finalmente un segnale positivo al Due Palazzi. Nell’auditorium dell’Istituto si è infatti svolto l’incontro che era stato programmato il 30 ottobre dello scorso anno, saltato in seguito alla circolare del Dap che modificava la procedura per autorizzare gli esterni a entrare negli Istituti con l’Alta sicurezza.
ilfattoquotidiano.it, 5 febbraio 2026 “Data di uscita dal carcere 15-06-23. Motivo: decesso”. Una telefonata in carcere per un’intervista e la risposta secca: “È morto”. Ma da tre anni. Guglielmo Gatti, l’uomo che aveva ucciso gli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo nel 2005 in uno dei delitti più feroci della storia di Brescia, non c’è più dal 15 giugno 2023, ma nessuno lo ha mai comunicato. L’uomo stava scontando l’ergastolo nel carcere di Opera per il duplice omicidio dove era detenuto dall’8 novembre 2007 e proprio in questi giorni il Giornale di Brescia aveva richiesto un’intervista, scoprendo così la notizia di cui nessuno era a conoscenza. “Fine pena 10-06-2110” viene indicato negli atti giudiziari. E sotto: “Data di uscita dal carcere 15-06-23. Motivo: decesso”.
24emilia.com, 5 febbraio 2026 Giovedì 5 febbraio a Reggio Emilia è iniziato il processo-bis per cinque agenti di polizia penitenziaria indagati per concorso in tortura e lesioni personali per il pestaggio ai danni di un giovane detenuto tunisino, avvenuto il 3 aprile del 2023 nel carcere cittadino. La scena è stata documentata nei dettagli dalle telecamere del sistema di videosorveglianza interno dell’istituto penitenziario: la vittima era stata incappucciata con la federa di un cuscino stretta intorno al collo, poi denudata, aggredita con calci e pugni, spinta, calpestata. Dopo essere stato riportato in cella, il detenuto era stato poi aggredito una seconda volta e lasciato a lungo seminudo e sanguinante per terra, senza che gli venisse prestata assistenza sanitaria.
milanotoday.it, 5 febbraio 2026 Un papà detenuto trasferito dal carcere di San Vittore a quello di Opera. È bastato questo cambio per stravolgere la quotidianità della relazione padre figlia: l’uomo infatti nel carcere del centro di Milano aveva la possibilità di sentire quotidianamente la sua bambina, cosa non più possibile a Opera. A raccontarlo è l’ex deputata del Partito Radicale, Rita Bernardini, ripresa dall’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myrian Cazzavillan”: “Oggi ho ricevuto la telefonata della moglie di un detenuto attualmente recluso nel carcere di Milano-Opera, dove sta scontando un residuo di pena di due anni in regime di media sicurezza. Quest’uomo, trasferito da San Vittore in seguito al corto circuito e all’incendio che hanno colpito la III sezione, è padre di una bambina di appena cinque anni.
di Ugo Cundari
Il Mattino, 5 febbraio 2026 La sede è in un’officina sottratta ai clan: 24 detenuti al lavoro assieme ai redattori. Tra le palazzine popolari, le piazze di spaccio ed i fortini dei clan delle Case dei Puffi a Scampia è appena nata una casa editrice, la Lotto P, con sede nell’Officina delle Culture Gelsomina Verde, bene sottratto alla camorra, in via Arcangelo Ghisleri. La struttura, marchio della cooperativa sociale (R)esistenza, ospita anche una biblioteca di alcune migliaia di volumi e un ufficio. Ci lavorano due redattori e fino a 24 detenuti che stanno scontando pene alternative al carcere, età media sotto i trent’anni, e si occupano di grafica, impaginazione, spedizioni. Il direttore è Ciro Corona, di professione educatore, 45 anni.
di Sarah Valtolina
ilcittadinomb.it, 5 febbraio 2026 L’occasione è unica e mai proposta prima: un pranzo preparato da uno chef professionista all’interno della casa circondariale di Monza. Il progetto si chiama “La tavola aperta”. Tutti i sabati di marzo, a mezzogiorno in punto, a partire dal 7 marzo, si potrà prenotare uno dei quaranta coperti allestiti nella sala polivalente del carcere di via Sanquirico. A servire saranno una decina di detenuti mentre il menù verrà realizzato da uno chef oggi ristretto nell’istituto monzese. Una novità, un evento mai fatto prima nato dalla collaborazione tra la compagnia teatrale Geniattori e la cooperativa sociale Le Crisalidi, pensato per finanziare un altro progetto ideato dalle due realtà di teatro in carcere.
CULTURA
di Ermanno Paccagnini
Corriere della Sera, 5 febbraio 2026 Un vero topos narrativo, il carcere, che nella letteratura mondiale ha conosciuto testi di assoluto riferimento, come De profundis di Oscar Wilde o Memorie dalla casa dei morti di Fëdor Dostoevskij, per gran parte legati a un racconto autobiografico, ma pure narrativi, come, per la letteratura italiana, Le mie prigioni di Silvio Pellico o Il carcere di Cesare Pavese per giungere a La morte dell’inquisitore di Leonardo Sciascia o, più di recente, agli scritti di Goliarda Sapienza. E, quale autentico antesignano di certo modo di narrare ormai sempre più frequente, ossia “lo scrittore e il carcere”: Meri per sempre di Aurelio Grimaldi.
di Federica Marchiselli
ublogger.org, 5 febbraio 2026 Liberi dentro Eduradio & Tv è un programma radio-televisivo, nato a Bologna nel 2020, a sostegno delle persone recluse nella Casa Circondariale Rocco D’Amato. La realtà del carcere costituisce un mondo a sé, inevitabilmente lontano e vittima di uno stigma sociale carico di pregiudizi. Il suo racconto spesso si interseca con vacui discorsi sulla sicurezza e sull’esigenza di garantire la severità della pena. Eppure noi sappiamo - perché è la Costituzione a ricordarcelo - che la pena dovrebbe avere finalità rieducative e mirare al reinserimento in società. “Correggere per migliorare” scriveva Victor Hugo a proposito. Tuttavia, ancora oggi questo non sempre si verifica.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 5 febbraio 2026 Il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per il suo impegno da volontaria nella casa di reclusione Rebibbia a Roma, dove organizza corsi di scrittura e concorsi letterari. “La gratitudine per questo riconoscimento va soprattutto ai miei fratelli ristretti che mi hanno consentito di diventare una persona più umana, più attenta e sensibile verso le fragilità”
AFFARI SOCIALI
di Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli
La Stampa, 5 febbraio 2026 Quello che è successo sabato scorso a Torino in occasione del corteo pro-Askatasuna propone ancora una volta, con estrema gravità, il problema della sicurezza. In un Paese serio e civile fatti come quelli che abbiano visto sono del tutto inammissibili e vanno contrastati in tutti i modi: sia con una più accurata attività di prevenzione sia con più efficaci misure di contenimento. La sicurezza dei cittadini e della città non può essere pesantemente sacrificata in occasione di cortei di protesta che tracimano in violenza. Ma l’esigenza di sicurezza non è solo quella collegata alle manifestazioni di piazza. C’è anche, ed è altrettanto importante, un’esigenza di sicurezza relativa alla vita di tutti i giorni delle persone. Ma bisogna fare attenzione.
di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 5 febbraio 2026 Ci sono differenze profonde, sul terreno e nel quadro politico. E abbiamo sviluppato anticorpi democratici. Le forze di sicurezza italiane sono molto diverse dall’Ice (Forza di Controllo Immigrazione e Dogane degli Stati Uniti), di cui abbiamo imparato tristemente a conoscere violenza, crudeltà e impunità. Tale diversità va sottolineata ad onore delle nostre forze dell’ordine e di un’Italia che in questo campo può fondatamente rivendicare una superiorità sugli Stati Uniti. È una diversità da conservare. Perché allora alimentare una narrazione che potrebbe favorire uno scadimento nella direzione di cui l’Ice è diventata il simbolo negativo, alimentando paragoni non fondati tra l’Italia di oggi e quella degli anni Settanta?
di Pierfranco Pellizzetti
Il Fatto Quotidiano, 5 febbraio 2026 François de La Rochefoucauld, grande aforista francese del XVII secolo, ebbe a dire che “l’ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù”. Ora che - in questa congiuntura astrale avversa - la maschera benevola di maniera non copre più il volto celato del potere, appare in piena luce il suo profilo orripilante. Insieme ai tratti caratteriali - sino al recente passato mantenuti prudentemente sottotraccia - dell’arroganza e dell’avidità; pulsioni ormai dedite a espellere due piccole virtù quotidiane che addolcivano le relazioni umane: il pudore e il buon senso. Insomma, la teatralizzazione seppure insincera della benevolenza, quale apprezzabilità formale, svolgeva una certa funzione di ingentilimento politico, contenendo i peggiori eccessi di violenza barbarica.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'8 febbraio 2026
Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI