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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 4 febbraio 2026
di Franco Corleone
Il Manifesto, 4 febbraio 2026 Ho partecipato sabato e domenica a un convegno a Verona dedicato alla figura di Alex Langer, in occasione degli ottanta anni dalla nascita, mentre l’anno scorso ricorrevano i trenta dalla sua tragica scomparsa, organizzato dal Movimento nonviolento con la presenza di centinaia di persone. Non solo per ricordare una figura profetica, ma per trovare forza per rispondere al trionfo della forza e della violenza. La domanda che ha percorso molti interventi è legata alla nonviolenza, agli strumenti da inventare per sostenere le battaglie delle donne curde e iraniane nel momento in cui il dissenso e la disobbedienza sono criminalizzati. Nella cripta di una suggestiva chiesa romanica abbiamo ascoltato con commozione le parole di Langer dedicate a Giona e l’elogio del digiuno.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 febbraio 2026 Cinque suicidi dietro le sbarre dall’inizio dell’anno - uno a settimana - due dei quali nel giro di poche ore al Due Palazzi di Padova, carcere dove il locale garante dei detenuti, Antonio Bincoletto, ha contato ben 467 atti di autolesionismo nell’arco del 2025. E una circolare dell’Amministrazione penitenziaria che dopo tre mesi ancora continua a creare difficoltà burocratiche alla attività trattamentali, parte integrante della pena in carcere secondo il dettame costituzionale. Ebbene, basterebbero queste ultime denunce - ma la realtà dell’emergenza carceraria è ben più vasta e articolata - a giustificare una risposta del Guardasigilli alle opposizioni che, al termine dell’informativa del ministro Piantedosi, lo hanno interpellato con urgenza sulla questione. E invece no.
agenparl.eu, 4 febbraio 2026 “A Modena, lo scorso 15 gennaio, con 24 ore di anticipo è stato disdetto il consiglio Comunale nella casa circondariale della città proprio per l’autorizzazione negata dal Dap. E a Brescia, ieri, non è stato possibile assistere alla relazione del garante dei detenuti: la negazione da parte del Dap è arrivata a pochissime ore dalla convocazione della commissione consiliare che si svolge in carcere da almeno 10 anni. Il ministro Nordio venga in aula e spieghi questo comportamento che ora colpisce anche le istituzioni comunali italiane”.
La Repubblica, 4 febbraio 2026 Il mensile diretto da Duccio Facchini sull’economia solidale e la cooperazione internazionale, dedica la sua copertina di febbraio a una inchiesta, firmata da Luca Rondi, sul collasso della polizia penitenziaria. Si parla tanto di “una nuova Giustizia”, per citare l’ultimo libro pubblicato a gennaio dal ministro Carlo Nordio sul tema del referendum, c’è scritto nel sommario della rivista, ma oltre la propaganda restano i problemi delle condizioni di vita dei detenuti nelle carceri e la complicata situazione lavorativa degli agenti della Polizia penitenziaria. Nei 189 istituti italiani la situazione è infatti al collasso e a subirne le conseguenze non sono solo i 63.499 detenuti - contati fino al 31 dicembre 2025, ben 12.222 in più della capienza regolamentare - ma anche gli agenti della Polizia penitenziaria operativi che erano 30.054 nel 2024 a 29.811 nel 2025: 243 unità in meno.
GIUSTIZIA
di Simone Canettieri e Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 4 febbraio 2026 Slitta a giovedì il primo provvedimento. Lo stop preventivo a manifestanti con precedenti specifici sarà un accertamento. Dopo le osservazioni dei giuristi correzioni e miglioramenti tecnici al testo. Togli, lascia, cassa. È servita un’altra riunione ieri sera a Palazzo Chigi - presenti tecnici legislativi e delle forze di polizia - per limare i testi del pacchetto sicurezza che domani andranno in Consiglio dei ministri sotto forma di decreto e disegno di legge. E non è detto che sia l’ultimo vertice. Nell’esecutivo è forte la consapevolezza dell’”attenzione” del Quirinale. La cabina di regia convocata da Giorgia Meloni ai piani alti di Palazzo Chigi ha deciso di far entrare nel ddl per il contrasto all’immigrazione clandestina, la misura che prevede “l’interdizione fino a trenta giorni prorogabile fino a sei mesi dell’attraversamento del limite delle acque territoriali, nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale”. Una sorta di blocco navale nei confronti dei trafficanti di migranti e delle Ong.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 4 febbraio 2026 Il pacchetto sicurezza avanza, ma a passo controllato. E soprattutto non ancora blindato. Ieri, intervenendo in Aula alla Camera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato che il provvedimento è destinato ad approdare al prossimo Consiglio dei ministri. Ma ha anche messo le mani avanti: la data non è certa, perché il via libera dipenderà dall’esito delle ultime verifiche politiche e costituzionali. Un chiarimento che vale più di una smentita e che fotografa lo stato reale del dossier: aperto, sensibile, ancora in bilico. Il Cdm, inizialmente ipotizzato per oggi, dovrebbe ora tenersi domani pomeriggio.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 4 febbraio 2026 Enrico Zucca, pubblico ministero del processo sulle torture alla scuola Diaz nel luglio 2001, oggi procuratore generale a Genova, con le sue parole all’apertura dell’anno giudiziario ha posto l’accento sul recuperare l’azione della polizia alla tutela delle libertà. Qual è il senso oggi con il governo che spinge verso una nuova stretta? “L’ottica repressiva di una polizia in postura militare contro un nemico indistinto, che si annida tra la folla di manifestanti, rischia di farla diventare il bersaglio d’ogni insoddisfazione, identificata con l’oggetto della protesta. Mentre la sua funzione è la tutela del diritto di manifestare, minato anche dall’azione dei violenti. Poliziotti guardiani di libertà e non guerrieri, perché la degenerazione dell’azione della polizia nel G8 ha rappresentato un trauma con effetto di deterrenza per il diritto di protesta, non per le frange violente, che ora puntualmente ritroviamo”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 4 febbraio 2026 I fatti di Torino, le aggressioni nelle stazioni, le mosse del governo e le critiche delle opposizioni. A un mese e mezzo dal referendum sulla separazione delle carriere sono giornate frenetiche sul fronte politico, e cerchiamo di fare chiarezza con Salvatore Vassallo, direttore dell’Istituto Carlo Cattaneo. Da qui al referendum, spiega, “il clima sarà quello di oggi o ancora più aspro” puntualizzando tuttavia che “la questione sicurezza e gli ‘attacchi del governo alla magistratura non sposteranno voti”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 4 febbraio 2026 La leghista Bongiorno potrebbe presentare un terzo testo. Il Pd: “La destra si fermi, meglio nessuna legge che un arretramento”. Dal vicolo cieco in cui si è infilata da sola, con la modifica unilaterale del ddl sugli stupri, alla presidente della Commissione giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, non è rimasto che prendere tempo. Sono state convocate quindi ulteriori audizioni, un altro giro di opinioni da parte di giuristi ed esperti sul travagliato disegno di legge, prima benedetto da un patto Meloni/Schlein e ora figlio di nessuno. Quella che doveva essere giusto una ratifica della Convenzione di Istanbul, prevedendo il consenso come elemento essenziale del reato di violenza sessuale, si è trasformato nel suo contrario: un impianto che mette al centro il concetto di “volontà contraria”, quindi il dissenso.
GIURISPRUDENZA
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo
Il Dubbio, 4 febbraio 2026 Con una recente pronuncia delle Sezioni Unite Penali (n. 2648/26), la Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito ciò che da tempo andava affermando in modo sempre meno esitante: il procedimento di prevenzione non è, e pare non dover essere, un processo giusto. È un diritto speciale, ridotto, subordinato. Un diritto minore per interessi ritenuti tali. Nel ribadire la distanza strutturale dal processo penale, la Corte non si limita a descrivere una differenza di modelli, ma ne trae una conseguenza di valore: le garanzie che presidiano l’accertamento penale non sono automaticamente trasferibili nel procedimento di prevenzione, perché i beni coinvolti - in particolare la proprietà - non godrebbero dello stesso rango costituzionale della libertà personale.
di Maria Teresa Caputo*
altalex.com, 4 febbraio 2026 Risponde del reato ex art. 391-ter c.p. anche il familiare che non censura e incentiva l’uso illecito dello smartphone del detenuto (Cassazione n. 1787/2026). L’ingresso illegale di smartphone negli istituti penitenziari è un fenomeno largamente diffuso ed evidentemente non sufficientemente contrastato nonostante la previsione del reato ex articolo 391-ter del codice penale che dovrebbe agire da deterrente. Tralasciando i casi di agenti penitenziari corrotti, il rischio che i cellulari entrino, nascosti in pacchi contenenti indumenti o alimenti, in occasione di visite di parenti e amici, è elevato. A tanto di aggiungano i casi di lanci di telefonini oltre il muro di cinta e di droni che, indisturbati, sorvolano gli istituti penitenziari per effettuare consegne “a domicilio”.
TERRITORIO
di Emanuele Lentini
brindisireport.it, 4 febbraio 2026 Alberto Villani era recluso nel carcere di Bari, mentre le udienze si svolgevano davanti alla corte d’assise di Brindisi. I famigliari hanno espresso l’intenzione di donare gli organi. La vicenda di cronaca risale al settembre 2023: la donna era stata picchiata e carbonizzata. È stato dichiarato morto nella mattinata di oggi, martedì 3 febbraio 2026, Alberto Villani. Originario di San Michele Salentino, aveva 50 anni ed era a processo con l’accusa di aver ucciso sua madre, la 71enne Cosima D’Amato. Villani era recluso nel carcere di Bari, risale a domenica il gesto estremo. Trasportato in condizioni disperate presso il Policlinico, i medici ne avevano certificato la morte cerebrale. I famigliari hanno espresso l’intenzione di donare gli organi di Villani. Aveva una ex compagna e tre figli, tutti maggiorenni.
di Rocco Currado
Il Mattino di Padova, 4 febbraio 2026 Dopo i due suicidi dentro le celle, la denuncia di Ostanel (Avs): “Vittime del sovraffollamento, monitoraggio della Regione”. Quattrocento sessantasette atti di autolesionismo in un solo anno. È il dato che scuote la città e riporta sotto i riflettori la situazione del Due Palazzi. “Situazione carceraria drammatica: a Padova nel 2025 467 atti di autolesionismo tra detenuti, quasi 9 su 10 tra persone in attesa di giudizio o che scontano pene brevi”. Chiesto anche l’intervento del Presidente Stefani.
di Daniele Bovi
umbria24.it, 4 febbraio 2026 Più di un anno fa era stato firmato un accordo per la realizzazione di progetti di assistenza e cura ma nessuno si è fatto avanti. Le patologie psichiatriche rappresentano una delle problematiche più gravi del carcere perugino di Capanne; nonostante ciò, per ora non si è trovato nessun psichiatra che abbia voluto - o potuto date le condizioni poste dal bando e le difficoltà del contesto - dare sostanza all’accordo siglato più di un anno fa tra Regione, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Provveditorato regionale per la Toscana e l’Umbria. E così, nelle scorse ore, l’Usl Umbria 1 si è vista costretta a riaprire i termini del bando nella speranza che qualcuno, stavolta, si faccia avanti.
varesenews.it, 4 febbraio 2026 Sarà impegnata per tre anni, con attenzione all’ascolto, alla salvaguardia delle relazioni e ai percorsi di risocializzazione, in particolare nella Casa circondariale del Bassone. “Un passaggio di grande valore istituzionale e civile”, afferma il sindaco Alessandro Rapinese. È una docente dell’Università degli Studi dell’Insubria, Gilda Ripamonti, la nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Como. La scelta, avvenuta al termine di una procedura di selezione comparativa, è stata motivata dalla comprovata esperienza maturata nell’ambito del diritto penale, quale ricercatrice, docente e componente del Centro studi sulla Giustizia riparativa e la mediazione dell’Università degli Studi dell’Insubria, nonché dalle “caratteristiche di indipendenza, probità e obiettività” ...
lagazzettadelcalatino.it, 4 febbraio 2026 Il Consiglio comunale di Caltagirone ha approvato il regolamento per l’istituzione del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale. Il via libera è arrivato nella seduta di ieri sera, con l’ok alla proposta della Giunta municipale, modificata da un emendamento del centrodestra che attribuisce al Consiglio, e non al sindaco, la competenza per l’elezione del Garante. L’emendamento è passato con 8 voti favorevoli e 6 contrari. Unanime il riconoscimento dell’importanza della nuova figura, già condivisa anche in prima commissione. Divergenze, invece, sulle modalità di nomina. Per il centrodestra, che ha sostenuto l’emendamento con Ivana La Pera, Francesco Caristia, Sergio Gruttadauria e Antonio Montemagno, la scelta consiliare rappresenta “la migliore soluzione”.
di Cristina Bertolini
Il Giorno, 4 febbraio 2026 “Incontro con il carcere” è il progetto pilota formulato dall’istituto Carlo Porta (liceo economico sociale) per i 22 studenti della classe quarta GS con la società “Armonia senza confini” e la Provincia di Monza e Brianza. Come spiega la dirigente scolastica Giovanna Lacatena, l’idea è nata da un incontro con il consigliere provinciale Giuseppe Azzarello, promotore del progetto, per offrire un’esperienza concreta con i detenuti del carcere di Bollate da aggiungere alle iniziative della scuola sulla legalità. “È cosa diversa spiegare Diritto e giustizia riparativa sui libri - fa eco la professoressa Anna Passoni - e far toccare con mano la realtà del carcere e di chi ha sbagliato e sta facendo un percorso riparativo e di rieducazione”.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 4 febbraio 2026 C’è un luogo in cui abbattere il confine tra carcere e città è possibile, anche fisicamente. È il Teatro Puntozero Beccaria, prima sala teatrale in Europa costruita all’interno di un istituto penale minorile e, allo stesso tempo, aperta al pubblico. Il teatro si colloca infatti esattamente a cavallo delle mura del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, con un doppio ingresso, uno dalla strada e uno dall’interno dell’istituto. Una scelta che incarna una visione precisa della giustizia minorile, fondata sulla continuità con la società civile. Dall’1 al 22 febbraio 2026 questo spazio ospita Alice Augmented, nuova versione di Alice nel Paese delle Meraviglie, spettacolo che unisce giovani detenuti e non.
Il Mattino, 4 febbraio 2026 L’iniziativa, curata dall’associazione Exit Strategy, ha visto un gruppo di detenute mettersi in gioco con il progetto “Mandragole”. La Casa Circondariale di Benevento, oggi, per qualche ora è stata un vero e proprio teatro, accogliendo l’esibizione delle detenute che hanno scelto di prendere parte al progetto “Mandragole. Tecniche di Teatro Partecipativo” a cura dell’associazione Exit Strategy e finanziato dal Fondo per la promozione e il sostegno delle attività teatrali negli istituti penitenziari. La restituzione finale di un percorso che ha visto impegnate una parte della popolazione femminile del carcere, mettendosi in gioco e lavorando su se stesse.
AFFARI SOCIALI
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 4 febbraio 2026 In principio furono i rave party, poi è arrivata la tutela per l’orso marsicano, passando per i ben più drammatici naufragi di migranti, ma non solo. La concezione della sicurezza per il governo Meloni è un infinito gioco ad acchiapparella con la realtà. “Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione”. Con queste parole Giorgia Meloni ha annunciato il nuovo pacchetto sicurezza. Che arriva in risposta ad alcuni fatti di cronaca: gli scontri durante il corteo per il centro sociale di Torino Askatasuna, un accoltellamento di un ragazzo, ucciso da un compagno di classe a scuola, l’inchiesta per omicidio volontario nei confronti di un poliziotto che ha sparato a uno spacciatore. Non è la prima volta che succede: è già successo molte volte. Ne abbiamo contate dieci, ma l’elenco potrebbe continuare.
di Paolo Venturi
Avvenire, 4 febbraio 2026 Riemerge una vecchia ricetta, apparentemente semplice: più tranquillità in cambio di meno libertà, oppure più libertà accettando un contesto meno sicuro. Ma siamo davvero certi che tutto si giochi su questo equilibrio instabile, o stiamo usando questo schema per evitare di affrontare un vuoto più profondo? Minneapolis prima, oggi Torino. Le città sembrano più insicure, i cittadini più soli, impauriti e disorientati. Riemerge così una vecchia ricetta, apparentemente semplice: più sicurezza in cambio di meno libertà, oppure più libertà accettando un contesto meno sicuro. Un trade-off presentato come inevitabile. Questa narrazione è potente, ma anche rassicurante. Divide il mondo in due campi contrapposti: i “securitari” e i “movimentisti”, quelli che invocano ordine e controllo e quelli che difendono spazi di autonomia e conflitto.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 4 febbraio 2026 La storia è semplice: gli episodi - diciamolo: eversivi - di Torino hanno offerto alla destra un assist senza precedenti per un giro di vite senza precedenti, accompagnato da un racconto assolutamente prevedibile. E questo accade proprio mentre Giorgia Meloni era in un momento di difficoltà. Non solo sull’Ice e su Niscemi, ma proprio sulla sicurezza, tema cruciale per la destra: studenti accoltellati nelle scuole, baby gang che sparano e aumento della violenza nelle strade. Invece di procurare, alla destra, una crisi di identità, i fatti di Torino diventano un elemento di rilancio. Questo ci racconta la sequenza (e il crescendo) degli ultimi giorni. Eccola: le prime dichiarazioni di Giorgia Meloni su magistrati - pensando al referendum - e sinistra che “coccola” gli estremisti, tese a cavalcare lo sdegno.
di Angela Stella
L’Unità, 4 febbraio 2026 “Veniamo da tre anni di legislazione d’emergenza non dichiarata, senza alcun risultato positivo. Un autentico fallimento della coppia Piantedosi-Nordio. Quali sarebbero le nuove emergenze segnalate dai fatti di Torino? Una strumentalizzazione intollerabile”. “Meloni ha chiesto alla magistratura di applicare, per l’episodio del poliziotto ferocemente picchiato, il reato di tentato omicidio. Mentre la maggioranza si sgola per dire che la riforma della giustizia non porterà alla sottomissione del pm all’esecutivo”. Luigi Manconi, già docente di Sociologia dei fenomeni politici e già presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, è editorialista di Repubblica e presidente di A Buon Diritto. Il suo ultimo libro è La scomparsa dei colori, dove racconta la sua esperienza di perdita della vista.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 febbraio 2026 Non è una distorsione accidentale del sistema, né il frutto di singole cattive gestioni. I Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Italia sono un’aberrazione strutturale. Lo dice chiaramente il secondo rapporto di monitoraggio presentato dal Tavolo asilo e immigrazione (Tai), una rete della società civile che mette insieme 41 organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti. Il documento, ultimato il 21 gennaio 2026, scatta una fotografia impietosa di quello che succede dentro le mura di dieci strutture: Bari-Palese, Brindisi-Restinco, Caltanissetta-Pian del Lago, Gradisca d’Isonzo, Macomer, Milano-Via Corelli, Palazzo San Gervasio, Roma-Ponte Galeria, Torino-Corso Brunelleschi e Trapani-Milo
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 4 febbraio 2026 I grafici del Viminale sugli arrivi di gennaio mostrano una fila di zero. Ma c’è un terribile non detto. Zero sbarchi e mille dispersi. Sono i terribili numeri delle rotte dei migranti nel Mediterraneo in questo inizio 2026. “I numeri non sono opinioni. Ma alcune opinioni provano a usare i numeri”, avevamo scritto sette mesi fa. Ora aggiungiamo che i numeri parlano da soli ma per chi li vuole leggere con verità. “Quest’anno, anche se siamo appena a un mese, siamo alla metà degli arrivi rispetto all’anno scorso”, aveva annunciato dieci giorni fa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Aggiungendo che “i numeri, anche se sembrano aridi, parlano chiaro e creano un percorso di valutazione di quello che si fa”.
di Luca Casarini
L’Unità, 4 febbraio 2026 I giorni che vanno dal 14 al 21 gennaio, noi li ricorderemo come quelli della “settimana di sangue”. È anche quella del ciclone “Harry”, che oltre a devastare le coste di Calabria e Sicilia, ha imperversato per almeno due giorni su tutto il Mediterraneo. Nonostante gli allarmi meteo, tra le 15 e le 25 barche piene fino a oltre cinquanta persone ognuna, sono state fatte partire dalla costa orientale della Tunisia, dalle parti di Sfax. Chi le ha fatte partire? 5 di queste sicuramente un trafficante soprannominato “Mauritania”, ma è chiaro che una partenza così massiccia non può avvenire senza l’accordo con i militari che normalmente pattugliano quell’area.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'8 febbraio 2026
Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI