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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 3 febbraio 2026
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 3 febbraio 2026 Leggo delle schifezze incredibili sulla Casa di reclusione di Padova. Sono una persona attenta e abbastanza esperta di galere, credo allora di poter cercare di fare un po’ di chiarezza senza sottovalutare la gravità dei problemi. Partiamo dal fatto che Padova sarebbe un carcere “decente” e per alcuni versi avanzato, innovativo, se avesse i numeri giusti, ma non è così, il sovraffollamento, e la conseguente carenza di personale, rischia di travolgere tutto il buono che abbiamo costruito negli anni, e questo non dobbiamo permetterlo.Poniamoci allora delle domande: la prima è che cosa si può fare per ridurre quell’area di illegalità che è diffusa in tutti i luoghi di privazione della libertà (lo era anche nei Campi di concentramento, la droga circolava pure là). Del resto, basta digitare su Google “Carcere e droga” per essere sommersi da notizie su questo tema che riguardano tutti gli istituti di pena, italiani e non solo.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 3 febbraio 2026 La proposta nata in seno alle celebrazioni per il Giubileo del mondo carcerario, ultimo appuntamento dell’Anno Santo dedicato alla speranza in coincidenza anche con il 50.mo anniversario dell’Ordinamento penitenziario italiano, ha riscosso il favore dell’episcopato italiano che ne ha parlato nel documento conclusivo della sessione invernale del Consiglio permanente della Cei. Zuppi: “Non smettiamo di chiedere dignità, opportunità e speranza per i detenuti”. “Apriamo le porte dei nostri cuori e delle nostre comunità”: questo l’invito del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, nel discorso d’apertura della sessione invernale del Consiglio permanente della Cei che si è conclusa qualche giorno fa a Roma, nel corso della quale i presuli si sono detti favorevoli a proposte di clemenza...
di Edoardo Patriarca
vita.it, 3 febbraio 2026 Salgono a due i progetti targati Cnel dedicati a implementare l’occupazione delle persone detenute. L’ultimo è stato depositato a novembre 2025. Nel primo dei tre articoli si prevede che in ogni istituto dovrà esserci un responsabile per il lavoro e i rapporti con le imprese e che dovranno essere convenzioni con le cooperative sociali. Previste specifiche convenzioni con le imprese sociali. La dotazione finanziaria? Zero euro. La settimana parlamentare è dedicata alla proposta di legge del Cnel A.C. 2710 “Disposizioni in materia di lavoro penitenziario” depositata nel novembre 2025 in Parlamento che si aggiunge al progetto di legge sempre del Cnel A.C. 1920 “Disposizioni per l’inclusione socio-lavorativa e l’abbattimento della recidiva delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale” consegnato alle Camere nel giugno 2024.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 3 febbraio 2026 Nei giorni scorsi un detenuto ergastolano del carcere di Secondigliano è deceduto subito dopo essere stato trasportato in ospedale. Era gravemente malato di leucemia e, tramite il suo avvocato, aveva fatto richiesta di poter differire la pena e trascorre gli ultimi giorni della sua vita a casa, con il conforto della sua famiglia. Il magistrato di sorveglianza ha rigettato la sua istanza basandosi sulla relazione del medico sanitario: le sue patologie potevano essere seguite e curate all’interno del carcere. Conoscevo Giosuè, questo il nome del detenuto deceduto, da quindici anni. Ne aveva trascorsi circa trentasei in prigione, alcuni dei quali in regime di 41 bis. Aveva già superato una neoplasia al colon, ma la malattia era ricomparsa questa volta con il tumore del sangue.
di Ivana Barberini
trendsanita.it, 3 febbraio 2026 Marietti (Antigone): “Le colonie penali sono poco conosciute e rappresentano un’anomalia del sistema. Raccontarle significa interrogarsi su che cosa dovrebbe essere oggi il carcere, su quali modelli funzionano davvero e su quali limiti strutturali continuano a impedire una reale reintegrazione sociale”. In Italia sono quattro le colonie penali ancora attive, una sull’isola di Gorgona, in Toscana, e tre in Sardegna, a Is Arenas, Mamone e Isili. Quattro luoghi fuori dal tempo e dai riflettori, estesi su migliaia di ettari di terra, dove la detenzione assume una forma radicalmente diversa da quella del carcere tradizionale. Qui si coltiva, si alleva bestiame, si producono formaggi e salumi, si lavora all’aria aperta e si vive una quotidianità scandita dai ritmi della natura più che da quelli dell’istituzione penitenziaria.
di Gioia Locati
Il Giornale, 3 febbraio 2026 Il responsabile del dipartimento Sicurezza di Forza Italia Filippo De Bellis: “Più aiuti alle imprese per le misure alternative”. Crescono i reati fra adolescenti (la popolazione nelle carceri minorili è salita del 50% in tre anni), il consumo di alcool e droghe è in ascesa, gli atti di violenza mai così frequenti. Manca il personale nelle carceri e il sovraffollamento negli istituti di pena è uno dei temi critici, “prioritario per l’agenda politica” riconosce Filippo De Bellis, consigliere regionale di FI e responsabile del dipartimento Sicurezza.
di Simone Canettieri
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026 Il Consiglio dei ministri si svolgerà, salvo sorprese, giovedì alle 17. Il rinvio tecnico di 24 prima di varare le norme potrebbe essere utile al dialogo tra gli uffici legislativi del governo e quelli del Quirinale per cercare un allineamento sui provvedimenti più spinosi contenuti nel nuovo pacchetto Sicurezza, come il fermo preventivo e lo scudo penale per le Forze dell’ordine. “Serve dare un segnale, serve darlo subito”. Giorgia Meloni apre la riunione politica allargata ai vertici di carabinieri, polizia e Guardia di finanza con in animo l’idea che occorra imprimere una “svolta” sulla sicurezza.
di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026 Le misure dopo gli scontri a Torino. La premier Meloni: “Se non difendiamo chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto”. Giorgia Meloni l’ha dichiarato, a caldo, dopo il pestaggio di Alessandro Calista a Torino: “Se non difendiamo chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto”. E difendere, nelle intenzioni del governo, significa proteggerli dalle conseguenze dei loro interventi. Di qui nasce una delle misure che il governo vorrebbe introdurre nel nuovo pacchetto di norme sulla sicurezza: il superamento del meccanismo di iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto, intervenendo sull’articolo 335 del Codice di procedura penale. Il cosiddetto “scudo penale” prevede infatti che non si proceda con l’iscrizione automatica nel registro degli indagati degli agenti in presenza di cause di giustificazione.
di Niccolò Carratelli e Francesco Malfetano
La Stampa, 3 febbraio 2026 Il rilancio di Meloni per mettere nero su bianco la necessità di interventi urgenti. Il decreto che entrerà domani in Consiglio dei ministri si è trasformato nel più classico gioco della sedia tra maggioranza e opposizione. La telefonata con cui Elly Schlein, dopo le violenze di Torino, ha provato a sfilare la partita securitaria dalle mani del governo, intestandosi timori e necessità, a Giorgia Meloni e ai suoi fedelissimi è parsa un assist piuttosto maldestro. Da qui la scelta di incalzare Pd, M5s e l’intero fronte progressista, invitandoli a sostenere una mozione unitaria in Parlamento in nome della “collaborazione istituzionale”. Formula evocata nella nota ufficiale diffusa da Palazzo Chigi dopo il vertice di ieri, “anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria del Partito democratico”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 3 febbraio 2026 Per il docente di diritto penale Masera e per la costituzionalista Ciolli, su fermo, cauzione e scudo penale le garanzie fissate dalla Costituzione “sono una linea rossa da non superare”. Sul possibile fermo di 24 ore per alcuni tipi di sospettati, resta scettico il professor Luca Masera, ordinario di Diritto penale all’università di Brescia. “Mi pare una linea rossa: quando la libertà personale è sottratta alle garanzie della magistratura e entra nella disponibilità dell’autorità di Governo - dice - c’è un pericolo per la tenuta dello Stato democratico. Nemmeno nella stagione del terrorismo, ben più violenta e cruenta, si era arrivati a ipotizzare che sulla libertà decidesse liberamente l’autorità di polizia. Quando è in gioco la libertà personale deve intervenire l’autorità giudiziaria”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 febbraio 2026 Le nuove misure attese in Consiglio dei Ministri dopo i fatti di Torino seguono lo stesso spartito: a dettare l’agenda legislativa è la cronaca. Se tutto è emergenza, nulla lo è. Si potrebbe riassumere così l’altalena politica che caratterizza il governo Meloni sin dal suo insediamento: una rincorsa affannosa a pacchetti Sicurezza che inseguono, di volta in volta, allarmi differenti. Dai rave party - i cui divieti non hanno prodotto reali effetti deterrenti - al decreto Caivano, dai reati ambientali alla gestione dei migranti, fino ai provvedimenti su viabilità, carceri e manifestazioni, la cronaca sembra dettare l’agenda legislativa.
di Angela Stella
L’Unità, 3 febbraio 2026 Silvia Albano, Presidente di Magistratura Democratica: “La magistratura non deve rispondere ai desiderata del governo ma difendere i diritti di tutti, si limita a rispettare le leggi, in primo luogo la Costituzione”. Dopo le immagini degli scontri al corteo per Askatasuna, il Governo, in primis con Giorgia Meloni, accelera sul pacchetto sicurezza e prepara le misure forti. “Non se ne vede proprio la necessità, le norme per punire le condotte violente ci sono già. A Torino c’è stata una grande manifestazione, gli organizzatori dicono 50.000, la Questura 20.000 persone, assolutamente pacifica. Le violenze hanno riguardato una sparuta minoranza. Lo Stato nella gestione dell’ordine pubblico dovrebbe garantire il diritto di manifestazione pacifica, le norme del precedente decreto sicurezza e le anticipazioni riguardanti ...
di Martina Danieli
lapiazzaweb.it, 3 febbraio 2026 La consigliera regionale denuncia sovraffollamento, carenze sanitarie e suicidi in aumento: “Le vere emergenze sono queste, non la separazione delle carriere”. Le carceri del Veneto vivono una situazione di grave emergenza, segnata da sovraffollamento, carenza di servizi e un numero crescente di suicidi tra le persone detenute. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, che richiama l’attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario e sulla necessità di interventi immediati e strutturali. “Negli ultimi due anni nelle carceri venete si sono tolte la vita troppe persone” - sottolinea Bigon. A Verona, solo lo scorso anno, quattro detenuti sono morti suicidi. A Padova, pochi giorni fa, un altro. Non si tratta di tragiche fatalità, ma del segnale evidente di un sistema al collasso.
di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 3 febbraio 2026 La relazione in consiglio comunale. Questa mattina manifestazione dei centri sociali. Peccato. Si sarebbe forse potuto fare un piccolo strappo alle regole dell’aula. E quantomeno alla luce dei due uomini che si sono tolti la vita nelle loro celle mercoledì e venerdì della scorsa settimana, a distanza di neanche 48 ore l’uno dall’altro, concedere al Garante cittadino dei detenuti, Antonio Bincoletto, qualche minuto in più rispetto ai 10 prestabiliti, magari poi lasciando spazio ad un paio di interventi dai banchi di maggioranza e opposizione.
di Ivan Compasso
padovaoggi.it, 3 febbraio 2026 Il professor Antonio Bincoletto dopo aver ricordato i due decessi al Due Palazzi è tornato sulle criticità del carcere e ha invitato i rappresentanti istituzionali a conoscere quella realtà. “Un mondo a parte, ma gli stereotipi con chi si giudica spesso sono sbagliati”. Nel consiglio comunale, di lunedì 2 febbraio, la prima ad affrontare l’argomento carcere è stata la consigliera Marta Nalin che ha messo l’accento sullo stato di salute delle carceri italiane e del Due Palazzi di Padova in particolare, con una interrogazione. Otto decessi, suicidi, in un solo mese nelle carceri italiane. E due a Padova. “Gli operatori sono stremati, viene messo in discussione un modello che invece cerca di offrire delle possibilità, delle reali opportunità di recupero”, sottolinea Nalin difendendo il modello che da anni si porta avanti al Due Palazzi con attività e percorsi di lavoro e di recupero.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026 La relazione annuale certifica un aumento dei detenuti e il blocco delle misure alternative. Il cronico sovraffollamento, la carenza di personale, le difficoltà di accesso alle misure alternative e il concreto rischio di subire nuove condanne internazionali per l’Italia. È un quadro critico quanto articolato quello tracciato da Arianna Carminati, garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Brescia, nel suo intervento davanti alla commissione diritti alla persona. La garante e costituzionalista ha parlato dall’aula del consiglio comunale, scelta obbligata dopo che è stato negato di farlo, come gli anni scorsi, all’interno di Canton Mombello.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026 Il diniego alla possibilità di tenere la presentazione della relazione annuale della Garante in carcere ha sollevato perplessità bipartisan. Critiche, delusione e anche un’interrogazione parlamentare. Il divieto di tenere la Commissione Diritti alla persona del Comune di Brescia all’interno del carcere di Canton Mombello, in occasione della presentazione della relazione annuale della Garante dei diritti dei detenuti, ha sollevato perplessità trasversali e bipartisan. Il diniego, disposto tramite una circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, è stato interpretato come un’occasione persa, in contrasto con il percorso di sensibilizzazione e dialogo costante costruito negli ultimi anni tra le istituzioni, dentro e fuori dal carcere.
di Riccardo Di Nardo
catanzaroinforma.it, 3 febbraio 2026 Nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la presidente della Corte d’Appello di Catanzaro richiama l’attenzione sul sovraffollamento e sui suicidi in carcere. L’immagine dei detenuti che girano in tondo senza avanzare. L’idea di un sistema penitenziario che appare senza via d’uscita. Non è casuale l’opera che la presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, ha scelto per la copertina della sua relazione in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. “La ronda dei carcerati” di Vincent Van Gogh, un’immagine capace di parlare prima ancora delle parole e che, ha spiegato la presidente Epifanio, “pur essendo stata dipinta dal grande pittore olandese nel 1890, ben può simboleggiare le criticità della situazione carceraria attuale”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 febbraio 2026 A un mese esatto dalla prima segnalazione, il deputato Roberto Giachetti di Italia Viva presenta una nuova interrogazione parlamentare sulla situazione del carcere di Milano-Opera. Il documento, protocollato il 30 gennaio e indirizzato al ministro della Giustizia, raccoglie le criticità emerse il 25 gennaio scorso e segnalate dall’associazione Yairaiha Ets. Una vera e propria escalation di problemi che si aggiungono a quelli già denunciati nell’interrogazione del 28 dicembre 2025, ancora senza risposta. La nuova interrogazione 4/06904 apre con un caso che ha dell’incredibile. Una famiglia, dopo aver ricevuto conferma scritta per il colloquio domenicale con un minore, si è vista negare l’accesso dall’istituto. La motivazione? Il minore non era “figlio di sangue” del detenuto.
di Emanuele Lentini
brindisireport.it, 3 febbraio 2026 Il tentativo di suicidio si è consumato nelle scorse ore, nel carcere di Bari, dove il 42enne Alberto Villani è detenuto. Mesi fa, prima di una udienza, bevve una sostanza tossica. La morte della donna, picchiata e carbonizzata, risale al settembre 2023. Ha tentato il gesto estremo, nella sua cella del carcere di Bari, dove si trova recluso. Il 42enne Alberto Villani, di San Michele Salentino, ora si trova ricoverato presso il Policlinico del capoluogo pugliese, in condizioni gravissime. L’episodio risale a ieri, domenica 1 febbraio 2026.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 3 febbraio 2026 Nell’impresa leader del make-up conto terzi due persone in semilibertà. Il progetto portato avanti con Ci Group e la cooperativa Homo Faber. Il riscatto che nasce dal lavoro, Intercos assume due detenuti. “Inclusione e carenza di talenti” sono i pilastri di #NextChapter, il progetto ideato da Gi Group, l’agenzia per l’impiego, dalla cooperativa sociale Homo Faber e dal gigante del make-up con quartier generale ad Agrate per dare una possibilità a chi non ha ancora finito di scontare la pena. Al lavoro due detenuti in semilibertà. “Non è un gesto simbolico, ma un investimento in persone, talento e fiducia - dice Maria D’agata, direttrice delle risorse umane -. Credo che prima di tutto il lavoro debba essere uno strumento che abbatte le barriere.
di Federica Dolce
laltroparlante.it, 3 febbraio 2026 Seconda Chance supporta aziende medio-grandi, imprenditori e microimprese disponibili ad assumere detenuti che, grazie a un comportamento irreprensibile, hanno ottenuto l’accesso al lavoro esterno o a misure alternative alla detenzione. Nel dibattito pubblico italiano, il carcere continua a essere raccontato soprattutto come luogo di punizione. Raramente, invece, viene osservato per ciò che potrebbe diventare: uno spazio di trasformazione, responsabilità e ritorno alla società. In questo vuoto narrativo e operativo si inserisce Seconda Chance, associazione del Terzo Settore fondata nel 2022 dalla giornalista Flavia Filippi, che lavora per creare un collegamento concreto tra il mondo della detenzione e quello dell’impresa.
di Paolo Cutillo
informareonline.com, 3 febbraio 2026 Il cancello del carcere di Poggioreale non è solo un confine fisico. È una linea netta che separa chi resta visibile da chi, molto spesso, smette di esserlo. Dentro, il tempo cambia densità: rallenta, si accumula, si stratifica. Le giornate si assomigliano tutte, e il rumore di fondo è quello di una vita sospesa. È in questo spazio che, da oltre dieci anni, esiste un progetto che prova a fare una cosa semplice e radicale insieme: trattare le persone come persone. A raccontarlo sono Giacomo Smarrazzo, presidente della cooperativa Era, insieme a Giuseppe Pollio e Roberta Battinelli, operatori del Progetto IV Piano, nato all’interno del Padiglione Roma della Casa Circondariale di Poggioreale, in integrazione con il SerD Area Penale dell’ASL Napoli 1 Centro.
di Francesca Landolina
La Sicilia, 3 febbraio 2026 Stefania Galegati ha portato dietro le sbarre della sezione femminile del carcere di Pagliarelli l’arte contemporanea e le espressioni della parola, dalla libera scrittura alla lettura, con i lavori delle partecipanti in mostra fino a marzo. Le parole attraversano lo spazio della Cappella dell’Incoronazione del Museo Riso come tracce leggere ma persistenti. Parole ascoltate, raccolte e restituite nella loro forza evocativa: pace, libertà, solitudine, tempo. Tra queste, alcune affiorano con particolare intensità - “le sbarre vorrei che diventassero di cioccolato, desidero la pace” - impresse su un’opera posta al centro della cappella e riecheggianti nel video della mostra “L’isola deserta e altre storie” di Stefania Galegati, risultato di un ciclo di workshop destinato a un gruppo di donne detenute nel carcere di Pagliarelli.
trevisotoday.it, 3 febbraio 2026 Venerdì 6 febbraio a Sernaglia della Battaglia la direttrice del Due Palazzi di Padova dialoga con Ezio Pederiva su giustizia, rieducazione e umanità negli istituti penitenziari. Sarà dedicato a uno dei temi più complessi e urgenti della società contemporanea il terzo appuntamento del Festival del Sapere, in programma venerdì 6 febbraio alle 20.30 nella Sala Consiliare di Sernaglia della Battaglia. Ospite della serata sarà Maria Gabriella Lusi, direttrice del carcere Due Palazzi di Padova, che dialogherà con Ezio Pederiva, direttore artistico della rassegna. L’ingresso è libero, senza prenotazione, con accesso alla sala a partire dalle 19.30.
di Annalisa Rimassa
Il Secolo XIX, 3 febbraio 2026 “Non è con i metal detector che si aggiusta la scuola”. “La mafia ha paura di chi pensa e ragiona”, fa inoltre notare Marina Lomunno autrice con frate Giuseppe Giunti del libro che evoca nel titolo l’opera di don Milani. Del libro “E mail a una professoressa” di Lomunno e Montanari si parlerà, dopo l’incontro nelle scuole di Genova Firpo e Meucci, il 3 febbraio alle 16.30, Sala Camino di palazzo Ducale in piazza Matteotti. Con la presentazione, partono gli appuntamenti del progetto “Fame di verità e giustizia di Libera Genova per l’anno sociale 2025/2026”.
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 3 febbraio 2026 La religiosa, volontaria da dodici anni nel penitenziario di Rebibbia, è tra gli esempi civili che Sergio Mattarella ha deciso di premiare con il titolo di Commendatore della Repubblica. Qui spiega le difficoltà delle case di reclusione e chiede il rispetto della dignità dei detenuti. Sorpresa e gratitudine. Soprattutto per l’attenzione che il presidente della Repubblica riserva a chi sta dietro le sbarre. Suor Emma Zordan, della Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo, da anni impegnata nel volontariato a Rebibbia è stata nominata Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana “per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti”, recita la nota del Quirinale.
di Riccardo Piroddi
Il Dubbio, 3 febbraio 2026 Le scene di violenza che hanno accompagnato la manifestazione di Torino del 31 gennaio 2026 non colpiscono più per la loro eccezionalità ma per la loro ripetitività. Vetri infranti, fumogeni, cariche, slogan gridati più per coprire che per comunicare. È una grammatica ormai nota, che si ripresenta con variazioni minime, come se il tempo si fosse fermato. E proprio qui emerge il primo nodo filosofico: la violenza che si ripete è una violenza che non produce più senso. La modernità politica nasce con la promessa di trasformare il conflitto in parola.
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 3 febbraio 2026 L’intenzione di servirsi degli scontri di Torino per accreditare una situazione di grave emergenza nel Paese che legittimi una stretta repressiva è del tutto evidente. Il potere esecutivo spera di aver trovato nel capoluogo piemontese quello che Trump cercava a Minneapolis: un buon pretesto per decretare uno stato di eccezione che gli avrebbe consentito di sbaragliare qualsiasi opposizione presente e futura. Definire i manifestanti coinvolti negli episodi di violenza a Torino come terroristi, anche se il termine è ormai impiegato come generico stigma del male, è cosa priva di senso. Oppure è una mistificazione volta ad accreditare l’esistenza, del tutto immaginaria, di una solida rete organizzata intorno a un disegno strategico in grado di minare l’ordinamento democratico, onde trarne le dovute draconiane conseguenze legislative.
di Floriana Rullo
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026 Roberto Fernicola, 39 anni, operaio di San Damiano d’Asti, ha di fatto vinto la sua battaglia contro la stretta sulla guida sotto l’effetto di droga, fortemente voluta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. “Ero stato punito per un reato che non avevo, di fatto, commesso. Ora la Corte Costituzionale mi ha dato ragione. La legge era formulata male. Alla fine mi sono trovato ad essere giudicato come chi aveva consumato da poco droga e si metteva alla guida in stato di alterazione. Ma io, in quel momento ero a posto. Avevo fumato cannabis 48 prima del test, per questo in ospedale è risultato. Ma i medici hanno attestato fossi lucido e non alterato”.
di Daniela Fassini
Avvenire, 3 febbraio 2026 Mediterranea Saving Humans: ci sono le testimonianze di parenti e amici rimasti in Libia e in Tunisia. Silenzio e inazione dei governi sono agghiaccianti. Potrebbero essere mille e non 380 come inizialmente suggerito dagli allarmi e dagli Sos lanciati dal mare durante i giorni del ciclone Harry. Ad annunciare l’aggiornamento del terribile bilancio é Mediterranea Saving Humans, sulla base di nuove testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia. “Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito” denuncia la presidente della Ong Laura Marmorale.
DOCUMENTI
Articolo. "Un paradosso tutto italiano: meno reati, meno ingressi, ma sempre più detenuti"
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 2 febbraio 2026)
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