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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 2 febbraio 2026
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 2 febbraio 2026 Leggo delle schifezze incredibili sulla Casa di reclusione di Padova. Sono una persona attenta e abbastanza esperta di galere, credo allora di poter cercare di fare un po’ di chiarezza senza sottovalutare la gravità dei problemi. Partiamo dal fatto che Padova sarebbe un carcere “decente” e per alcuni versi avanzato, innovativo, se avesse i numeri giusti, ma non è così, il sovraffollamento, e la conseguente carenza di personale, rischia di travolgere tutto il buono che abbiamo costruito negli anni, e questo non dobbiamo permetterlo.Poniamoci allora delle domande: la prima è che cosa si può fare per ridurre quell’area di illegalità che è diffusa in tutti i luoghi di privazione della libertà (lo era anche nei Campi di concentramento, la droga circolava pure là). Del resto, basta digitare su Google “Carcere e droga” per essere sommersi da notizie su questo tema che riguardano tutti gli istituti di pena, italiani e non solo.
di Stefania Cirillo
metropolitanmagazine.it, 2 febbraio 2026 Sono state sufficienti 72 ore per assistere a un aumento dei suicidi nel primo mese dell’anno. Il bilancio ammonta a cinque detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre. Il 28 gennaio, a Padova, un uomo di 74 anni. Trentasei ore dopo un uomo di 36 anni è morto impiccato nel bagno della sua cella. Contemporaneamente, a Firenze un ragazzo di 29 anni è morto dopo essere stato trovato in cella con un lenzuolo legato al collo. Un bilancio preoccupante che mette in luce il sintomo di un sistema che ha smesso di gestire persone per limitarsi a stoccare corpi. Nelle carceri, l’umanità e la rieducazione ora sono concetti astratti.
di Luca Ricolfi
Il Messaggero, 2 febbraio 2026 Sono passati 13 anni da quando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) condannò l’Italia per trattamenti “disumani e degradanti” a causa del sovraffollamento carcerario, ma le cose paiono tornate al punto di partenza. Oggi i detenuti sono circa 64 mila, circa 7500 in più di quanti erano alla fine del 2022, al momento dell’entrata in carica del governo Meloni. I posti effettivi in carcere sono circa 47 mila, con un tasso di sovraffollamento che supera il 135% (mediamente: 4 detenuti ogni 3 posti). In breve: mancano 17 mila posti, quasi il doppio di quelli che il “Piano carceri” (varato l’anno scorso) si ripropone di creare o attivare entro il 2027. Inutile dire che, oggi come ieri, la situazione di molte carceri (per fortuna non di tutte) non è degna di un paese civile, come mostrano due indizi difficilmente equivocabili: l’alto numero di suicidi degli ultimi anni (80 nel 2025) e i risarcimenti dei detenuti cui il nostro paese è obbligato per violazione dell’articolo 3 della Cedu (“nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”).
di Giuseppe Muolo
Avvenire, 2 febbraio 2026 La religiosa è stata nominata dal presidente Mattarella commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana per il suo impegno in carcere. Da dodici anni opera come volontaria a Rebibbia. “Le condizioni di vita sono un disastro e il Governo è assente”. Suor Emma Zordan ha risposto al telefono come tante altre volte. Subito, senza neanche far scattare il secondo squillo. Ma non si sarebbe mai aspettata di trovare il Quirinale dall’altra parte della cornetta. “Sono rimasta scioccata”, racconta con la voce ancora incredula. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’ha nominata Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana “per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti”.
di Luigi Manconi e di Marica Fantauzzi
La Repubblica, 2 febbraio 2026 La liberazione non equivale necessariamente alla libertà. Detto in altri termini, puoi uscire dal carcere, ma la pena in qualche forma ti perseguiterà. E qui non si parla dello stigma, anch’esso presente e ostile, di chi da libero viene comunque considerato un ex prigioniero, piuttosto si intende chi, dopo aver scontato quanto doveva scontare, si trova nel limbo dell’attesa. E cos’è che, ancora, è costretto ad attendere? Per esempio, la declaratoria da parte del Tribunale di Sorveglianza: ovvero il documento ufficiale che attesti l’estinzione della pena e gli effetti collaterali che essa produce. Si potrebbe dire che la burocrazia è lenta e farraginosa in qualunque settore e che se si è liberi de facto c’è poco da lamentarsi. Eppure, il cavillo è tutt’altro che formale: senza declaratoria non è possibile chiedere la riabilitazione e, quindi, non è possibile, tra le altre cose, esercitare il diritto di voto o espatriare.
di Simone Canettieri
Corriere della Sera, 2 febbraio 2026 Il Governo pensa allo stop alla vendita di coltelli per i minori, allo “scudo penale” esteso a diverse categorie e a fermi preventivi di “almeno” 12 ore per “facinorosi che stanno andando a protestare”. Tre scosse: stop alla vendita di coltelli per i minori, “scudo penale” esteso non solo per gli agenti ma anche ad altre categorie, fermo preventivo di “almeno” 12 ore per i facinorosi con precedenti specifici che stanno andando a manifestare. Sono le tre risposte che il governo vuole dare all’opinione pubblica dopo i fatti di cronaca dell’ultimo mese.
di Giulio Isola
Avvenire, 2 febbraio 2026 Il governo studia contromisure dopo i disordini di Torino e le aggressioni agli agenti. Fermo preventivo di 12 ore per persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento di una manifestazione, potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani, possibilità di procedere alle perquisizioni sul posto anche in occasione di manifestazioni in luogo pubblico. Sono queste le principali novità allo studio dell’esecutivo, che vuole la stretta dopo i disordini registrati a Torino sabato in occasione del corteo di Askatasuna, che ha visto alcuni uomini delle forze dell’ordine aggrediti dai manifestanti.
di Lorenzo Faranda
ultimavoce.it, 2 febbraio 2026 La maggioranza ha presentato un nuovo pacchetto sicurezza che sarà discusso la prossima settimana in Parlamento. Nel mirino libertà di manifestazione, immigrazione e “baby gang”, ma l’impostazione non sembra allontanarsi dalle soluzioni che sono state proposte negli ultimi anni. Il Governo interviene nuovamente in materia di sicurezza. A seguito l’omicidio del diciottenne Aba Youssef, ucciso da un compagno di scuola con una coltellata, la maggioranza accelera i tempi per il nuovo decreto sicurezza, primo di due interventi previsti in materia nel prossimo mese. Come anticipato dall’associazione Antigone, i due provvedimenti mantengono la linea che la maggioranza ha adottato già dai primi interventi sul tema, tra i quali ricordiamo il decreto anti-rave e da ultimo il decreto sicurezza entrato in vigore a giugno: inasprimento della pena e maggiore libertà degli organi di polizia sono le parole d’ordine.
di Giulio Isola
Avvenire, 2 febbraio 2026 La diffusione di pistole e coltelli, a Napoli come a Palermo, l’incremento dei reati e delle detenzioni per gli under 18 a Milano, il caso dei minori non accompagnati che nessuno accoglie: ecco i temi condivisi dalla magistratura, che sabato ha aperto l’anno giudiziario da Nord a Sud. La carenza cronica di personale, togato e amministrativo, è il filo rosso che cuce tra loro le relazioni di inaugurazione dell’anno giudiziario pronunciate in tutti i distretti di Corte d’Appello. Per quanto riguarda invece i reati, gli allarmi più segnalati da presidenti e procuratori generali riguardano la criminalità minorile (baby gang, ma non solo), le violenze a sfondo sessuale e i femminicidi.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 2 febbraio 2026 Verso il referendum. Percorsi diversi per i giudici e i pm: una distinzione che non indebolisce, anzi rafforza, la giustizia. Sempre più spesso i sostenitori del No al referendum tendono a sorvolare sul principio della separazione delle carriere. Dicono: ma quella c’è già di fatto, c’è la separazione delle funzioni decisa con la legge Cartabia, si può passare solo una volta da una carriera l’altra, e lo fa solo una percentuale minima di magistrati. A prescindere dal fatto che dallo stesso fronte quella riforma fu duramente contestata al tempo, questo è comunque un passo in avanti: sulla sostanza il consenso è forse più ampio di quanto appaia. Non a caso la separazione delle carriere tra magistrati che giudicano e magistrati che accusano risulta essere nei sondaggi la più gradita tra le norme sottoposte al referendum.
di Anna Marino
Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2026 I maltrattamenti proteggono l’integrità psicofisica delle persone in ambito familiare o simile, senza richiedere necessariamente condizioni di minorata difesa o crudeltà. La tortura, invece, tutela la dignità umana, punendo condotte caratterizzate da trattamenti inumani e degradanti. Il reato di tortura e quello di maltrattamenti non si sovrappongono, ma possono concorrere materialmente, poiché tutelano beni giuridici diversi e presentano caratteristiche strutturali differenti. Il reato di tortura si distingue per la gravità delle condotte, che devono comportare acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico, oltre a un trattamento inumano e degradante che offende la dignità della persona.
TERRITORIO
di Gloria Bertasi
Corriere del Veneto, 2 febbraio 2026 Dai giudici di pace alle carceri, dal tribunale minorile alle giovani toghe in fuga, il sistema resta inceppato. Una riforma che “non porterà efficienza al sistema giustizia”. Che, invece, avrebbe bisogno di un “corposo innesto di personale”, in ogni suo ambito: dal civile al penale, dalla sorveglianza al giudice di pace dove si registra un meno 51% di giudici e al tribunale minorile, alla luce del “crescente fenomeno delle baby gang e dei reati tra i più giovani”. Eppure, nonostante le criticità, “nel distretto veneto gli obiettivi Pnrr, fatto salvo Belluno e Venezia ma con uno scarto ridotto, sono stati rispettati”, sottolinea Rita Rigoni, presidente della Corte d’appello. I problemi inceppano la macchina a fronte di reati in aumento mentre le carceri venete sono in affanno “con 2.793 detenuti a fronte di 1.938 posti”, continua Rigoni.
agensir.it, 2 febbraio 2026 Si concluderà il 14 febbraio il percorso di formazione “Essere presenza nel mondo del carcere”, promosso dai volontari della Società di San Vincenzo De Paoli delle Marche, con il supporto del Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana della Società di San Vincenzo De Paoli Odv e il sostegno delle istituzioni locali. L’ultimo appuntamento si svolgerà online per consentire la partecipazione al corso ai volontari provenienti da altri Stati europei. Un percorso nato per offrire strumenti, competenze e motivazioni a chi sceglie di avvicinarsi al volontariato in carcere.
di Nicola Munaro
Il Gazzettino, 2 febbraio 2026 I numeri ufficiali del Governo fotografano la situazione del penitenziario Alla Casa di reclusione il tasso di surplus è del 155%, in Circondariale al 137. Ribolle. Su una scala grafica in cui il valore 200 è associato al rosso tipico degli indicatori di temperature da canicola, la Casa di reclusione di Padova segna 155 mentre la Casa circondariale tocca quota 137. Numeri che, però, non indicano i gradi interni ma il tasso di sovraffollamento del Due Palazzi di Padova, teatro in questa settimana di due suicidi (sono 21 negli ultimi ventuno anni) e di un’aspra polemica politica cominciata con la decisione dell’amministrazione penitenziaria di chiudere il reparto di massima sicurezza della Casa di reclusione e trasferire i ventitré detenuti in altri istituti d’Italia.
di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 2 febbraio 2026 Trasferimenti e morti al Due Palazzi continuano ad alimentare il dibattito. “È la rottura di una consuetudine che, per alcuni, durava da decenni, fatta di attività trattamentali quali il teatro, la pittura, la scultura, la scrittura, il ricamo, lo studio, il lavoro, coltivate anche grazie all’opera assidua di tanti volontari e operatori penitenziari. L’alta sicurezza a Padova aveva avuto accesso a diverse opportunità, che avevano consentito di avviare processi importanti di cambiamento personale e il Dap dov’era? Le condizioni di vita in Alta Sicurezza ultimamente contemplavano nuove restrizioni (pannelli di isolamento, rimozione di tende interne, controlli più serrati), che facevano percepire una chiusura sempre più simile al 41-bis, condizione che molti avevano già vissuto per anni prima della declassificazione”.
di Daniele D’Alessandro
Quotidiano di Sicilia, 2 febbraio 2026 Un detenuto di 73 anni, condannato in primo grado di 13 anni e 8 mesi di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti, è attualmente ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cannizzaro di Catania. A rendere nota la vicenda è l’avvocato Giuseppe Lipera, legale dell’uomo, che ha presentato un’istanza urgente alla Corte d’Appello di Catania chiedendo la revoca immediata della custodia cautelare in carcere o, in subordine, la sostituzione con gli arresti domiciliari presso l’abitazione della sorella. Secondo quanto riferito dal penalista, il suo assistito versava da tempo in gravi condizioni di salute, incompatibili con la detenzione. “Il mio assistito - spiega l’avvocato Lipera - è oggi ricoverato in coma farmacologico.
lapressa.it, 2 febbraio 2026 “La commistione tra detenuti psichiatrici, detenuti comuni e persone con dipendenze rende la gestione quotidiana difficilissima”. “Oggi sono andata nel carcere di Modena insieme a Massimo Bonora e Barbara Moretti, e non è stata una visita facile. Il sovraffollamento è il nodo più evidente, 570 persone detenute a fronte di una capienza di 372, con una grave carenza di personale. A questo si sommano problemi strutturali pesanti: impianti idraulici ed elettrici inadeguati, muffa, un vecchio capannone fatiscente, spazi inutilizzati e assenza di risorse per una manutenzione costante”. Così Stefania Ascari, parlamentare M5s.
abruzzolive.it, 2 febbraio 2026 L’Onorevole Luciano D’Alfonso ha inviato una lettera ufficiale al Presidente della Fondazione PescarAbruzzo, Nicola Mattoscio, chiedendo l’attivazione urgente di un progetto di inclusione sociale e lavorativa per i detenuti della casa circondariale di Pescara. La proposta, battezzata “Percorso 27” in omaggio all’articolo della Costituzione sulla rieducazione della pena, mira a combattere l’altissimo tasso di recidiva e il sovraffollamento che affligge la struttura pescarese. D’Alfonso sottolinea come la detenzione non debba risolversi in un semplice isolamento: “Quella persona che sicuramente ha sbagliato non può essere semplicemente abbandonata all’interno di uno spazio di 3 metri quadrati per scontare la propria pena, per poi magari ritrovarsi dopo anni fuori da quelle mura senza né arte né parte”.
romagoodnews.it, 2 febbraio 2026 Intervista con Andrea Paolantoni, rappresentante della quarta generazione dello storico gruppo romano di ristorazione e catering che offre formazione e lavoro a detenuti che scontano la pena presso il carcere di Rebibbia. Dare una nuova possibilità di riscatto ed una nuova vita a chi in passato ha commesso degli errori ma vuole rientrare a pieno titolo nella società attraverso il lavoro. È l’obiettivo della partnership tra il Gruppo Palombini, storica realtà romana leader nel settore del catering, con particolare specializzazione negli eventi sportivi di rilievo internazionale, come la Ryder Cup e gli Internazionali di Tennis e l’associazione non profit Seconda chance, nata nel 2022 da un’idea della giornalista del TgLa7 Flavia Filippi e che si occupa di migliorare la condizione della popolazione carceraria.
Il Denaro, 2 febbraio 2026 Venerdì 6 febbraio, nei saloni di Palazzo Ischitella a Napoli, sarà presentato il progetto di intervento basato sulla Dialectical Behavior Therapy (Dbt) per adolescenti: ideato dalla Fondazione I Figli degli Altri e dalla sua presidente, la psicologa e psicoterapeuta Rosetta Cappelluccio, e realizzato, per la prima volta in Italia, nell’Istituto Penale Minorile di Nisida, dove il team di psicologi, capitanato dalla Cappelluccio, ha già realizzato un primo ciclo di incontri, terminato lo scorso luglio, ed è attualmente impegnato con il secondo.
di Rachele De Cata
cosmopolitan.com, 2 febbraio 2026 La storia di 2Shot, due gemelli ventenni detenuti che con l’aiuto dell’associazione CCO e del rapper Lucariello hanno pubblicato il loro primo singolo, “Petite”. Fare musica per riscattarsi e scrivere un futuro diverso. Per trovare sollievo dalle prove della vita, e dimostrare che un’alternativa è sempre possibile. C’è del buono nel progetto CCO - Crisi come opportunità, che da oltre dieci anni porta speranza negli istituti penitenziari minorili, organizzando laboratori musicali, progetti teatrali, festival. Un presidio culturale permanente che ora diventa una piccola label, una casa di produzione pronta a sostenere il talento di chi - toppo giovane per rendersene conto davvero - ha commesso un passo falso. Ma vuole cambiare, anche attraverso la musica.
di Giulia Caminito
Il Domani, 2 febbraio 2026 Il nuovo romanzo di Mattia Insolia, L’età giovane (Mondadori) prosegue la sua capillare indagine generazionale. Il suo racconto incentrato su un gruppo di amici è pervaso da una tristezza opaca. Nel linguaggio medico la parola “crisi” è riferita a uno stato di alterazione della malattia, uno squilibrio le cui conseguenze non sono per forza negative, ma di certo dirompenti. Nei vari significati della parola ricorrono vocaboli come “perturbazione” e “sconfitta” e nel linguaggio economico quando parliamo di crisi ci riferiamo a un “passaggio rapido dalla prosperità alla depressione”. Ma cosa accade quando la crisi diventa uno stato permanente, da cui non sembra che si riesca a uscire né a livello collettivo né a livello personale?
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 2 febbraio 2026 Entro giugno vanno usati i fondi del Pnrr. In 660 strutture attivo almeno un servizio, ma l’obiettivo del piano è ancora lontano. C’è scarsa attenzione ai bisogni sociali. E il Terzo settore troppo poco coinvolto. Gli ingredienti per una rivoluzione silenziosa della sanità italiana sono stati messi sul piatto da diversi anni, prima da un decreto-legge del 2020 poi dal Pnrr che ha reso disponibili due miliardi di euro per realizzare buona parte delle 1.723 nuove strutture chiamate Case della Comunità e programmate dalle Regioni. Sono spazi dove chi ha bisogni assistenziali può andare e trovare una soluzione ai suoi problemi. I due miliardi devono servire a sistemare e adeguare le strutture pubbliche, ma le cucine dove queste ricette possono essere preparate funzionano lentamente ...
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 2 febbraio 2026 Parla il cooperante liberato a Caracas a gennaio: “In cella sparisce la percezione del tempo. Anche la mia famiglia ha perso più di un anno di vita. “Al Rodeo 1 la prima cosa che perdi è la percezione del tempo. In quelle celle minuscole, tra scarafaggi e zanzare, con l’acqua contingentata, i carcerieri incappucciati, non sai mai se e quando finirà”. Alberto Trentini è qui. È finita ed è questa la notizia più bella. È tornato libero dopo 423 giorni di detenzione nel più tremendo carcere del Venezuela sotto il regime Maduro, “El Rodeo”, una “Alcatraz in salsa tropicale” la definisce lui. Quello che ha vissuto, il racconto delle sue prigioni, non è soltanto memoria personale: è un monito. Perché ciò che è accaduto possa - e debba - non accadere più.
DOCUMENTI
Inaugurazione dell'anno giudiziario 2026 presso la Corte di cassazione: i testi delle relazioni
Articolo. "Brevi spunti di riflessione su sistema penale e democrazia", di Giovanni Fiandaca
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 2 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
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La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 2 all'8 febbraio 2026
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