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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di mercoledì 11 febbraio 2026

di Carmen Caldarelli

Metropolis, 11 febbraio 2026 L’istantanea dell’emergenza racconta un sistema al collasso. I dati che arrivano sulle scrivanie del Ministero della Giustizia e degli osservatori nazionali sono il bollettino di una crisi umanitaria e istituzionale che ha superato qualsiasi livello di guardia. Il sistema penitenziario italiano è entrato ufficialmente in una fase di “sofferenza acuta”. A livello nazionale, la cifra è impietosa: il tasso di affollamento ha toccato il 138,26%. Per capire la magnitudo di questo numero, bisogna guardare dentro le mura: ci sono 63.703 persone detenute, ma i posti effettivamente disponibili sono solo 46.074. Questo significa che quasi 18.000 persone dormono in spazi non previsti, spesso in condizioni che calpestano i parametri minimi di spazio vitale stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

di Salvatore Saggiomo*

artestv.it, 11 febbraio 2026 Otto mesi per ottenere una risposta formale dal Ministero della Giustizia e quando finalmente il ministro Carlo Nordio replica all’interrogazione depositata a giugno dal deputato di Italia Viva Roberto Giachetti il risultato è un documento fitto di numeri, circolari, richiami normativi e spiegazioni procedurali che però lascia scoperto proprio il punto politicamente più sensibile: quanti sono gli sfollamenti disposti dai singoli provveditorati regionali e come sono distribuiti nei diversi distretti penitenziari italiani.

 

di Patrizia Floder Reitter

La Verità, 11 febbraio 2026 Il sottosegretario alla Giustizia: “La reclusione nel Paese d’origine di chi commette reati è possibile solo con il consenso del reo. Il ricorso del detenuto contro il provvedimento del giudice non dovrebbe più sospendere gli allontanamenti. Serve più durezza. “Sono quotidianamente assediato da richieste di provvedimenti svuotacarceri, sul presupposto che saremmo un sistema carcerocentrico. Se abbiamo circa 60.000 detenuti e 144.822 persone “in area penale esterna”, vuol dire che ci sono più condannati fuori che dentro”.

 

di Piero Sansonetti

L’Unità, 11 febbraio 2026 “Ho sempre avuto condanne superiori alle richieste dei pubblici ministeri, tranne che in Cassazione. Il reato principale, il traffico d’influenze finalizzato ad un abuso d’ufficio, non esiste più”. Gianni Alemanno è in prigione da più di un anno. È stato condannato nonostante tanti dubbi e gli è stata negata la condizionale. Alemanno è stato Ministro, Sindaco di Roma, dirigente di primo piano del Msi e poi di Alleanza nazionale. Forse davanti ai tribunali ha pagato anche per la sua militanza. Lo abbiamo intervistato scambiandoci domande e risposte dal carcere di Rebibbia.

 

di Marina Crisafi

Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2026 Il Servizio civile universale arriva negli istituti penitenziari: approvato il progetto del Dap. 33 giovani volontari coinvolti in 11 carceri. Il Servizio civile universale entra, per la prima volta, negli istituti penitenziari. Il progetto è stato approvato dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia e sarà inserito nel prossimo bando per operatori volontari, in pubblicazione nelle prossime settimane. L’iniziativa consentirà ai giovani volontari di svolgere il Servizio civile all’interno delle carceri, supportando l’amministrazione penitenziaria nelle attività di rieducazione e di reinserimento sociale delle persone detenute. Il progetto coinvolge complessivamente undici istituti penitenziari distribuiti sull’intero territorio nazionale e prevede l’impiego di 33 giovani operatori volontari.

 

di Enzo Cheli

Corriere della Sera, 11 febbraio 2026 Sono molti gli equivoci che stanno nascendo e che più o meno maliziosamente vengono coltivati intorno alla riforma dell’ordinamento giudiziario su cui il popolo sarà chiamato a esprimere la propria opinione e il proprio voto con il referendum costituzionale del prossimo marzo. Equivoci che è bene chiarire per consentire agli elettori di fare una scelta veramente consapevole. La legge di riforma su cui a marzo il corpo elettorale sarà chiamato a fare questa scelta è una legge di revisione costituzionale composta da otto articoli che cambiano una norma relativa ai poteri del Capo dello Stato e sei norme relative alla composizione e ai poteri dell’attuale Consiglio Superiore quale organo di governo unitario della magistratura (gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110).

 

di Glauco Giostra

Avvenire, 11 febbraio 2026 Le critiche ripetute ai giudici fanno nascere un sospetto. Qualcosa non torna. Siamo oramai abituati alle aspre critiche che i politici nostrani rivolgono a iniziative o a provvedimenti giudiziari, screditando la giurisdizione. Da qualche tempo, però, nelle dichiarazioni di importanti esponenti della maggioranza, viene anche indicata la soluzione per superare questo dato conflittuale, deleterio per la democrazia: nel senso non già di evitare le censure, ma di riuscire a scongiurare provvedimenti ritenuti censurabili. Limitandoci per ragioni di spazio solo ad alcuni esempi. Quando il pubblico ministero promosse ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui il ministro Salvini era stato assolto nel caso “Open arms”, lo stesso Ministro definì il ricorso surreale o un atto di accanimento giudiziario, ritenendolo ingiustificato e politicizzato, auspicando la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati.

 

di Massimiliano Nerozzi

Corriere della Sera, 11 febbraio 2026 L’Emerito di Procedura penale: da sempre per la separazione delle carriere, ma contrario a due Csm e Alta corte. Colpo di scena: “Allo stato attuale, sarei per la scheda bianca”, dice verso la fine dell’intervento il professor Paolo Ferrua, emerito di diritto processuale penale e, da sempre, alfiere del processo accusatorio e, quindi, della separazione delle carriere. Se ne discuteva lunedì alla Casa valdese - “Dialogo ragionato sulla riforma della giustizia” - in una chiacchierata davanti a pensionati, studenti, insegnanti, avvocati, rispettando la premessa (e la promessa) del moderatore Francesco Mosetto, giudice penale del tribunale: “Si dialoga senza prendersi a mazzate, come purtroppo avviene sempre più spesso”. Al tavolo dei relatori anche la giudice Giulia Locati, della sezione lavoro della corte d’appello e, da esponente di Md, membro del comitato per il no al referendum.

 

di Simona Lorenzetti

Corriere di Torino, 11 febbraio 2026 Liberato un 31enne giapponese: era accusato di falso e riciclaggio. No all’estradizione in Brasile, perché nelle carceri sudamericane il detenuto potrebbe essere “esposto a trattamenti inumani e degradanti” a causa delle condizioni in cui versano gli istituti: le “strutture sono fatiscenti”, ci sono “carenze igienico-sanitarie” e si registra un costante “sovraffollamento”. Lo scrive la Corte d’appello di Torino nella sentenza con la quale ha disposto l’immediata liberazione di un uomo arrestato nell’agosto dell’anno scorso a Valtournenche. 

 

Il Dubbio, 11 febbraio 2026 A febbraio 2026 il tasso nazionale è al 138%, in Campania istituti oltre il 150%. Ciambriello chiede misure urgenti e più liberazione anticipata. Il sovraffollamento carceri Campania supera ormai la soglia dell’emergenza e si inserisce in un quadro nazionale sempre più critico. I dati aggiornati a febbraio 2026 fotografano un sistema penitenziario sotto pressione, con un tasso di affollamento in Italia pari al 138,26 per cento: 63.703 detenuti a fronte di 46.074 posti effettivamente disponibili. Dei 51.271 posti regolamentari complessivi, ben 5.197 risultano non disponibili, segnale di un deterioramento strutturale che incide sulla capienza reale degli istituti. Il dato più estremo si registra a Lucca, dove l’affollamento ha raggiunto il 257 per cento.

di Angelo Ferrarini*

Ristetti Orizzonti, 11 febbraio 2026 Due settimane fa sono andato in carcere per il corso settimanale al primo piano Alta Sicurezza. Il cancello era aperto. Strano, suono ugualmente. Arriva il giovane assistente. -Le aule sono tutte occupate, mi dice gentile. Ci sono i colloqui degli educatori. -Aspetto qui. -Non so quando finiranno e qui non c’è posto. -Torno lunedì prossimo… -Non so se domani sia possibile. -Beh, telefonerò in direzione. -Non credo che lo sappiano. Ci guardiamo, un sorriso. Non l’ho mai visto qui, forse nuovo. Torno al cancello, prendo l’ascensore.

 

di Luca Molinari

cronacabianca.eu, 11 febbraio 2026 “Il reinserimento sociale non è solo un diritto della persona detenuta, ma un interesse collettivo: investire su formazione, lavoro e inclusione significa costruire maggiore sicurezza e coesione sociale. La Regione ha un ruolo fondamentale: per questo chiediamo risposte puntuali e impegni chiari, perché a Sant’Anna non si può più aspettare”. Fare chiarezza sui percorsi di formazione, lavoro e inclusione attivi nella Casa circondariale di Modena - Sant’Anna e comprendere quali nuove iniziative la Regione Emilia-Romagna intenda attivare per rendere effettiva la funzione rieducativa della pena.

 

di Agnese Siliato

webmarte.tv, 11 febbraio 2026 Approvato dalla Giunta comunale l’atto di indirizzo per l’istituzione del garante dei detenuti: nasce una figura indipendente per la tutela dei diritti umani e il reinserimento sociale. Il Comune di Augusta compie un passo significativo sul fronte dei diritti civili e della coesione sociale. Con deliberazione approvata all’unanimità dalla Giunta municipale il 6 febbraio scorso, è stata ufficialmente istituita la figura del garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, insieme al regolamento che ne disciplina funzioni, requisiti e modalità operative. L’iniziativa si inserisce in un percorso di rafforzamento delle politiche di tutela delle persone sottoposte a misure limitative della libertà e di promozione di una nuova cultura della pena, orientata all’umanizzazione, al rispetto dei diritti fondamentali e al reinserimento nel tessuto sociale.

 

di Antonella Sarno

avellinotoday.it, 11 febbraio 2026 Nel carcere borbonico si accende il confronto su come ripensare la pena: testimonianze, difficoltà e speranze in un percorso che ricompone. Nella Sala Ciriaco De Mita del Carcere Borbonico di Avellino si è svolto oggi l’incontro pubblico dal titolo “Un altro modo è possibile”. Un titolo semplice, quasi dimesso, che tuttavia pone una domanda centrale: che senso ha la pena oggi e se esista davvero una via capace di ricomporre ciò che il reato ha spezzato. L’iniziativa, promossa dall’associazione Il Lampione della Cantonata, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, del mondo educativo e della società civile. Non un convegno di formule, ma un momento di ascolto e confronto sulla giustizia riparativa, concepita come possibilità concreta di responsabilità e di dialogo.

 

di Silvia Pogliaghi

trendsanita.it, 11 febbraio 2026 Dal 2018 il carcere milanese ha attivato postazioni di emodialisi in loco migliorando assistenza, sicurezza e sostenibilità. Un modello replicabile che tutela la salute dei detenuti e punta anche su prevenzione e diagnosi precoce. La malattia renale cronica rappresenta una sfida crescente per il Servizio sanitario nazionale, soprattutto nelle popolazioni più fragili e difficilmente intercettabili dai tradizionali percorsi di prevenzione. In ambito penitenziario, l’accesso tardivo alle cure e la complessità organizzativa della dialisi hanno storicamente determinato criticità cliniche, sociali ed economiche.

 

di Ivana Di Giugno

gnewsonline.it, 11 febbraio 2026 Il primo pezzo è stata una cover, “Zombie”, dei “Cranberries”, nata per voce femminile, ma interpretata da un detenuto. Lo ricorda Giancarlo Battista, assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria del carcere di Siena, che risponde a Laura Valdesi per La Nazione del 6 gennaio 2026. L’agente racconta che, nell’istituto penitenziario, un laboratorio musicale per le persone ristrette ha dato vita a un gruppo rock in cui agenti e detenuti suonano insieme. Si chiama CellaMusica, un nome ideato dallo stesso Battista, che, da addetto alla sorveglianza del corso, all’interno del carcere, ne ha poi seguito le lezioni.

 

di Massimo Achini*

Corriere della Sera, 11 febbraio 2026 Sabato il carcere di Milano Bollate diventerà un campo di gioco, uno spazio di incontro, un laboratorio di umanità. Il vento dello spirito olimpico. I Giochi della Speranza, il valore dello sport oltre i muri delle carceri. Il 28 febbraio il carcere di Milano Bollate smetterà, per qualche ora, di essere soltanto un luogo di reclusione. Diventerà un campo di gioco, uno spazio di incontro, un laboratorio di umanità. Accadrà grazie ai Giochi della Speranza, una iniziativa che nasce dal desiderio profondo di rimettere al centro la persona, la sua dignità e la possibilità concreta di un riscatto. Credo fermamente che lo sport non sia mai solo competizione. È educazione, relazione, linguaggio universale.

 

di Lorenza Garrone

lanuovaprovincia.it, 11 febbraio 2026 Un calendario per cambiare punto di vista. Ieri, martedì 10 febbraio si è tenuta la presentazione del Calendario dalla Casa di Reclusione di Asti, un progetto che nasce dall’ascolto e dal lavoro condiviso tra istituzioni, volontariato e persone detenute. L’iniziativa è promossa dal Tavolo Carcere di Asti insieme al Garante comunale per le persone private della libertà personale, con il contributo del progetto Liberi Legami, e si inserisce all’interno del percorso Ben-Essere, realizzato in collaborazione con la direzione della Casa di Reclusione e alcuni detenuti. Il calendario non è uno strumento narrativo che prova a restituire uno sguardo diverso sulla vita detentiva.

 

ecodellojonio.it, 11 febbraio 2026 Dai corsi Alberghiero e Agrario alla sezione carceraria: i detenuti sperimenteranno il modello Majorana usando i prodotti dell’orto interno. Cibo, identità, futuro. E ora anche libertà. L’esperienza educativa e culturale avviata dall’IIS Majorana con il progetto del panino identitario varca un confine che è prima di tutto simbolico, oltre che fisico: quello del carcere. A breve, infatti, il modello sperimentato dagli studenti dell’Alberghiero e dell’Agrario sarà mutuato anche all’interno della Casa di Reclusione di Ciminata, a Corigliano-Rossano, dove sono attive le sezioni scolastiche dell’istituto rivolte ai detenuti.

 

di Filippo Massara

La Stampa, 11 febbraio 2026 Novara, il progetto di “Sport senza frontiere” e fondazioni Cariplo e De Agostini. In carcere lo sport diventa un’opportunità di riscatto e interazione, oltre che di promozione del benessere psicofisico. Alla casa circondariale di Novara è stato avviato il progetto “Gioco di squadra” che coinvolge i detenuti in attività fisiche guidate da istruttori qualificati, educatori e psicologi. L’iniziativa di durata per ora biennale è promossa da “Sport senza frontiere” e coperta a livello economico da Fondazione Comunità Novarese, attraverso il bando “Assistenza e cura” con risorse di Fondazione Cariplo e da Fondazione De Agostini per un valore complessivo di 54 mila euro.

di Giada Bigardi

primapavia.it, 11 febbraio 2026 Un impegno condiviso per il reinserimento sociale attraverso la conoscenza della legge. Il progetto “Educare per la legalità,” promosso da otto Club Rotary del Gruppo Longobardo, offre ai detenuti del carcere di Voghera un percorso educativo sui valori fondamentali della legge italiana per favorire il reinserimento sociale. Gli incontri, che si svolgeranno fino a giugno 2026, sono supportati da istituzioni locali e professionisti legali. Nei giorni scorsi è stato ufficialmente presentato il progetto “Educare per la legalità”, un’iniziativa promossa da otto Club Rotary del Gruppo Longobardo, con il Club Rotary Oltrepò guidato dal presidente Arturo Zancan in prima linea.

 

di Leonardo Fiorentini

L’Unità, 11 febbraio 2026 Un anno fa, il 9 febbraio 2025, Grazia Zuffa ci ha lasciate e lasciati, a causa di un improvviso infarto che l’aveva colpita due giorni prima, in stazione a Roma, mentre era pronta per la partenza verso l’amata sede della Società della Ragione a Firenze. Grazia è stata una femminista, un’intellettuale, una psicologa e una politica: dal 1987 al 1994, è stata Senatrice della Repubblica, prima nelle file del PCI, poi del PDS; dal 2000 al 2005, ha insegnato psicologia delle tossicodipendenze all’Università di Firenze; ha ricoperto incarichi istituzionali importanti, come quello di membro del Comitato Regionale di Bioetica della Toscana, dal 1996 al 2000, e di membro del Comitato Nazionale di Bioetica, dal 2006.

 

di Tiziana Lupi

Avvenire, 11 febbraio 2026 Arriva su HBO la serie tv “Portobello” di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni, sul calvario processuale e mediatico del presentatore. Era il 20 febbraio 1987 quando Enzo Tortora tornava su Rai1 alla guida del suo Portobello, dopo la terribile vicenda giudiziaria di cui era stato vittima, commuovendo l’Italia con quel “Dove eravamo rimasti?”, entrato nella storia della televisione, e non solo. Nello stesso giorno, 39 anni dopo, HBO Max rilascia Portobello, serie diretta da Marco Bellocchio che ripercorre (in sei episodi) la terribile vicenda giudiziaria in cui il conduttore rimase coinvolto a causa delle false accuse di un pentito di camorra.

 

di Pietro Pellegrini

Il Manifesto, 11 febbraio 2026 L’omicidio di un paziente di 72 anni da parte di un ventunenne anch’egli ricoverato, avvenuto mercoledì 21 gennaio 2026 nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) di Rieti ha colpito tutti, suscitando dolore e interrogativi. Le indagini della magistratura e le analisi delle direzioni aziendali e regionali potranno chiarire i diversi aspetti della vicenda e credo che al contempo meriti attenzione anche la situazione dell’autore e dei suoi congiunti. È una situazione complessa che non può essere affrontata in modo riduzionistico, ponendo l’attenzione quasi esclusivamente sulla legge 81/2014 sulla base del fatto che il giovane, a quanto pare autore di precedenti reati contro la persona non avrebbe dovuto restare in Spdc ma essere trasferito altrove, in una Rems.

 

di Leonardo Becchetti

Avvenire, 11 febbraio 2026 Il modo più efficace per catturare attenzione è far litigare le persone, così gli algoritmi premiano chi litiga. Per questo dobbiamo regolamentare e rendere trasparenti le formule delle piattaforme digitali. C’è una cosa che dobbiamo fare, se vogliamo salvare la democrazia. E dobbiamo farla subito: regolamentare e rendere trasparenti gli algoritmi delle piattaforme digitali. Le agorà digitali sono diventate un luogo centrale nell’interazione e dello scambio tra esseri umani. Da anni molti di noi sperimentano, quasi “a pelle”, che il terreno di gioco è truccato. Ma fino a oggi mancavano prove chiare. Il caso emblematico è Twitter, oggi X. Chi lo frequenta sa bene che un messaggio carico di rabbia, livore o attacco personale ottiene molto più seguito - like, commenti, repost - di una riflessione pacata che invita alla concordia e all’incontro tra le parti.

 

di Pierangelo Sapegno

La Stampa, 11 febbraio 2026 Dio stramaledica lo straniero. Qualche assassino lo fa davvero, o almeno ci prova a scaricare la colpa su di loro. A volte gli stranieri non hanno proprio un volto. Sono albanesi, marocchini, tunisini, tirati in ballo così, in generale. Personaggi senza identità. Sono i libici dopo Ustica o i palestinesi del Fronte Popolare per la strage di Bologna. Sono Carlos, quando non si sapeva ancora chi fosse, solo una etichetta da appiccicare a qualsiasi omicidio che puzzava di attentato. Altre volte no. Hanno nome e cognome, come Naudy Carbone, che s’è svegliato all’una di notte con cinquanta sotto casa che gli gridavano “sporco negro” e “scendi giù negro di merda”, perché ad Alex Manna, l’assassino di Zoe, era sembrata “una buona idea per sviare le indagini raccontare che era stato quel ragazzone di colore ad aggredirla”.

 

di Paolo Delgado

Il Dubbio, 11 febbraio 2026 Oggi, salvo possibili slittamenti, il governo muoverà all’attacco sul fronte immigrazione con un ddl “collegato” al pacchetto sicurezza approvato la settimana scorsa. Le norme in questione, anzi, erano contenute in quel ddl “gemello”, salvo poi essere trasferite di peso in quello prossimo venturo. L’innovazione più fragorosa era la possibilità di “temporanea interdizione delle acque territoriali” in caso di “pressione migratoria eccezionale”. A questa norma se ne accompagnava un’altra: la possibilità di prelevare dalle imbarcazioni soggette a interdizione i migranti e portarli fuori dalle acque territoriali italiane per convogliarli verso “Paesi terzi sicuri”, dove verrebbero internati in attesa del rimpatrio se i Paesi di provenienza sono considerati sicuri.

 

di Gianfranco Schiavone

L’Unità, 11 febbraio 2026 L’obiettivo è eliminare de facto l’istituto giuridico della protezione umanitaria senza formalmente cancellarlo non essendo ciò costituzionalmente possibile. Tra i campi oggetto dell’intervento liberticida dell’attuale esecutivo ce n’è uno di cui si è ancora poco parlato ma che investe la vita di nuove decine di migliaia di persone ogni anno. È la cosiddetta protezione complementare (chiamata nelle varie fasi storiche, protezione umanitaria, casi speciali, protezione speciale) ovvero il riconoscimento del diritto ad una protezione basata non sulle cosiddette protezioni maggiori previste dal diritto dell’Unione europea (lo status di rifugiato e lo status di protezione sussidiaria) ma sul diritto interno che tuttavia la prevede non già come scelta opzionale di natura caritatevole, bensì come forma indispensabile di protezione finalizzata a dare piena attuazione al diritto d’asilo come delineato dall’articolo 10 terzo comma della Costituzione (Corte Cassazione sez. 6-1, ord. n. 10686/12).

 

di Giansandro Merli

Il Manifesto, 11 febbraio 2026 Via libera alle deportazioni extra Ue. E anche il progetto Albania potrebbe accelerare. Il concetto di paese terzo sicuro appare incompatibile con la Costituzione. Il Ppe vota di nuovo con le estreme destre. Defezioni nel centrosinistra. Il parlamento europeo ha affossato in via definitiva il diritto d’asilo nell’Ue. L’approvazione delle modifiche al regolamento procedure, già passate da Commissione e Consiglio, getta le basi per cancellare questo pilastro europeo. Con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni è stata votata la creazione di un elenco comune di paesi di origine sicuri. Con 396 voti a favore, 226 contrari e 30 astensioni gli eurodeputati hanno dato il via libera al concetto di paese terzo sicuro. Popolari ed estrema destra si sono schierati insieme. I socialdemocratici si sono opposti, con le defezioni di danesi, svedesi e rumeni. La sinistra europea ha detto compattamente No.

 

di Emilio Minervini

Il Dubbio, 11 febbraio 2026 I social media hanno “deliberatamente progettato i loro prodotti per creare dipendenza?”. È quanto dovrà accertare la giudice del tribunale di Los Angeles, Carolyn Kuhl, chiamata a decidere la causa contro Meta e Alphabet (holding fondata da Google nel 2015), intentata dalla 20enne identificata come Kayley GM, che ha denunciato di aver subito gravi danni mentali perché da bambina è diventata dipendente dai social media. “Questo caso riguarda due delle aziende più ricche della storia che hanno progettato la dipendenza nel cervello dei bambini”, ha detto l’avvocato Mak Lanier, che rappresenta la querelante, alla giuria nella sua dichiarazione di apertura.

di Daniele Mastrogiacomo

L’Espresso, 11 febbraio 2026 Delcy Rodriguéz concede l’amnistia ai detenuti politici inghiottiti dalle prigioni di Maduro. Poi il Parlamento dà il via libera alla privatizzazione del greggio. E Trump è raggiante. Non è una svolta ma un primo passo. Anzi: un doppio passo. Qualcosa che non accadeva da 20 anni. Avviene tutto tra giovedì 29 e venerdì 30 gennaio. Le grida di gioia davanti al carcere di Rodeo I, del Tocorón, di Yare, del famigerato El Helicoide, della Zona 7 della Polizia bolivariana, lo confermano. Il governo venezuelano ha votato all’unanimità una legge di amnistia generale per i prigionieri politici. Una decisione inaspettata ma inseguita, agognata da mesi.

 

di Greta Privitera

Corriere della Sera, 11 febbraio 2026 In principio fu Kiarostami, che scelse di raccontare storie “piccole” amplificando la realtà e rivelando l’oppressione quotidiana. Dopo di lui una generazione di registi e attori ha continuato a descrivere il Paese, rischiando frustate e carcere. Rivela Ashkan Khatibi, da tre anni in esilio: “Il “guardiano” viene sul set e controlla tutto. Gesti, parole, vestiti. Ti confonde, alla fine non sai più se sia una spia o un amico”. Una bambina di otto anni, Mina, si perde nel traffico infernale di Teheran. L’autobus la lascia lontano da casa, e lei vaga tutto il pomeriggio per uno stradone avvolto nello smog. Ha gli occhi sgranati, cerca la mamma. Poi sale su un altro autobus. Si appoggia al grande cruscotto e fissa l’obiettivo.

 

DOCUMENTI

Comunicato stampa GNPL. "Al via la formazione dei candidati selezionati con procedura pubblica per ricoprire il ruolo di monitor dei rimpatri forzati del Garante Nazionale"

Articolo. "La rimodulazione delle condizioni soggettive condizionanti l’accesso al permesso premio, alle misure alternative e alla liberazione condizionale: probatio diabolica o attuazione temperata dei principi costituzionali?", di Raffaello Magi e Davide Galliani

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Speciale Tortura. I 16 processi pendenti per le violenze subite dai detenuti in 15 carceri e nel Cpr di Torino"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 6 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 10 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

Workshop internazionale. "Generare, negare e uccidere: dati e riflessioni cliniche alle origini del figlicidio" (Milano, 12 febbraio 2026)

Incontro di approfondimento. "Referendum costituzionale sulla riforma della magistratura" (Firenze, 13 febbraio 2026)

Presentazione libro "Oltre il reato la persona. Testimonianze dentro e fuori il carcere", a cura di Suor Emma Zordan (Roma, 13 febbraio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 15 febbraio 2026

Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)

Convegno. "Dove il tempo è sospeso: gli spazi della pena. Riflessioni sul Carcere e la Città" (Prato, 19 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Roma, 19 febbraio 2026)

Incontro di formazione. "Un viaggio nella devianza giovanile tra prevenzione, carcere ed educazione alla legalità" (Verona, 19 febbraio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Mostra fotografica: "Discrepanze. Luci ed ombre dal carcere di Prato" (Prato, fino al 21 febbraio 2026)

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, fino al 22 febbraio 2026)

Associazione Antigone. "Io non ti credo più", presentazione del nuovo rapporto sulla giustizia minorile (Roma, 25 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Università di Napoli Federico II. "Sanità e Medicina Penitenziaria: Avvio del II° Corso di Perfezionamento A.A. 2025-2026 (Iscrizioni fino al 19 febbraio 2026)

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)