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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 10 febbraio 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 febbraio 2026 Dopo 8 mesi il ministro risponde alla interrogazione di Giachetti. Numeri su numeri, ma sui dati regionali solo una riga generica. Dopo otto mesi dall’interrogazione depositata a giugno, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha finalmente risposto al deputato di Italia Viva Roberto Giachetti sui trasferimenti e gli sfollamenti nelle carceri. Una risposta dettagliata, ricca di numeri. Eppure c’è un buco che salta agli occhi: mancano i dati sui trasferimenti decisi dai singoli provveditorati regionali.
di Ilaria Dioguardi
retisolidali.it, 10 febbraio 2026 A Roma si è svolta un’assemblea aperta promossa da numerose realtà dell’associazionismo e del Terzo settore attive negli istituti di pena italiani. “Chiediamo diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane” è l’appello delle organizzazioni, che è possibile sottoscrivere. Ne abbiamo parlato con Caterina Pozzi, presidente Cnca, tra i promotori dell’iniziativa. A distanza di alcune settimane dalla chiusura del Giubileo dei detenuti, dopo un ennesimo anno nero per le carceri, molte associazioni hanno ritenuto urgente rilanciare una riflessione pubblica sulla condizione delle carceri italiane e sulle responsabilità che la situazione drammatica degli istituti di pena italiani chiama in causa.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 febbraio 2026 La scelta del Capo dello Stato di confermare la data del referendum accende forti tensioni, mentre il Csm scende in campo in difesa del Primo presidente D’Ascola. Sono infuocate le chat dei magistrati, dopo la scelta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di firmare il nuovo quesito referendario senza imporre uno slittamento della data del voto. Una scelta compiuta su proposta del governo e definita dallo stesso Capo dello Stato “giuridicamente ineccepibile”, accompagnata dall’invito a “rispettare” la Corte di cassazione, finita nelle ultime ore al centro di un’ondata di polemiche e attacchi personali dopo l’accoglimento del ricorso presentato da un comitato di 15 giuristi.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 10 febbraio 2026 Palermo 1986 - 2026 Il giudice del pool che, con Falcone e Borsellino, istruì il processo: “La mafia ha perso. E già dicevamo che non bastano i tribunali. Se ne sono dette tante, ma la verità è semplice: fu un’indagine fatta come si deve”. A Palermo, del 10 febbraio del 1986, un lunedì, ricordano soprattutto la pioggia che bagnava l’astronave di cemento e vetro costruita in sei mesi al carcere dell’Ucciardone: l’aula bunker messa su per ospitare 400 imputati di mafia nelle apposite gabbie in quello che poi sarebbe diventato famoso con il nome di “maxiprocesso”. Per gli amici (e i nemici): il maxi. O meglio, ‘u maxi. Presidente Alfonso Giordano, a latere Pietro Grasso. I pm d’aula erano Giuseppe Ayala e Domenico Signorino.
TERRITORIO
di Christian Donelli
parmatoday.it, 10 febbraio 2026 Il parmigiano Roberto Cavalieri ha scritto ai consiglieri regionali per sensibilizzare l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna su quanto previsto dalla riforma Cartabia. Coinvolgere la comunità e soprattutto le vittime, superando modelli esclusivamente punitivi che risultano poco efficaci al raggiungimento dell’obiettivo della reintegrazione sociale. È uno degli obiettivi della giustizia riparativa, così come prevista dalla cosiddetta riforma Cartabia. Su questo tema il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha indirizzato una lettera ai consiglieri regionali contenente otto raccomandazioni.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 febbraio 2026 Un uomo detenuto è stato da poco trasferito da San Vittore a Opera. È padre di una bambina di cinque anni e nel primo istituto di pena, la piccola aveva la possibilità di sentire il padre quasi ogni giorno e di vederlo tutti i sabati, mentre ora le telefonate si sono ridotte a sei al mese e le visite ad una al mese. Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino: “È lei a soffrire più di tutti, la sua quotidianità è profondamente cambiata”. In arrivo la terza interrogazione parlamentare per denunciare il progressivo irrigidimento securitario del carcere di Opera sotto la nuova direzione.
agensir.it, 10 febbraio 2026 “La popolazione detenuta, anche nelle carceri milanesi e lombarde, cresce rapidamente. Nei sette istituti penitenziari presenti nel territorio della diocesi ambrosiana erano detenute, lo scorso 5 febbraio, 5.360 persone, ovvero ben 257 in più rispetto a un anno prima. Di conseguenza, il tasso di affollamento medio è giunto a superare il 160%, e in alcuni istituti il 200%. Fino ad arrivare al 235% di San Vittore, dove - come è noto - un incendio sviluppatosi negli scorsi mesi ha comportato la chiusura di un intero raggio”. Lo si legge in un comunicato diffuso da Caritas Ambrosiana, che fra l’altro richiama gli appelli in materia dell’arcivescovo Delpini. “Se il sovraffollamento, e il conseguente deterioramento delle condizioni di detenzione e di vita in carcere, è ormai strutturale, altrettanto si può dire dei disagi stagionali”, segnala la Caritas di Milano.
collettiva.it, 10 febbraio 2026 “I diritti non si arrestano”, nemmeno dietro le sbarre. Con questo messaggio Cgil Milano, Varese, Monza e Brianza e Cgil Lombardia promuovono l’iniziativa di giovedì 12 febbraio alle ore 9.30 alla Camera del lavoro di Milano. Un momento pubblico di confronto e approfondimento sul lavoro degli sportelli sindacali negli istituti penitenziari e sulla tutela dei diritti delle persone detenute, “troppo spesso invisibili ma pienamente titolari di diritti costituzionali”. “La situazione delle carceri del nostro Paese e della nostra Regione è drammatica - scrivono i sindacati. Il numero dei suicidi e i tassi di sovraffollamento sono solo alcune delle spie che segnalano quanto nel nostro Paese, nonostante lo sforzo di molti, siamo molti lontani dal rispetto del dettato costituzionale che stabilisce che le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione.
di Marco Turco
unionemonregalese.it, 10 febbraio 2026 Il progetto “Panatè” nato nella casa circondariale di Cuneo. “Non facciamo “buonismo”: facciamo impresa”. Ancora una volta parliamo di qualcosa di bello: della società benefit “Panatè”, nata nel 2019 presso la Casa Circondariale di Cuneo ed oggi presente anche nelle carceri di Fossano e Torino, oltre che con un laboratorio esterno a Magliano Alpi. La “iena” Giulio Golia entra nel carcere di Cuneo e racconta il progetto di reinserimento “Panaté”, una realtà che prova a creare un’economia “dentro e fuori” dal carcere offrendo lavoro vero ai detenuti che aderiscono. Contratti regolari, stipendi e contributi, per dare un senso agli anni di pena e ridurre il rischio di ricadute. Nel progetto lavorano circa 40 persone, di cui 24 detenuti.
di Stefania Micheli
ilnuovogiornale.it, 10 febbraio 2026 Nella Casa Circondariale di Piacenza è andato in scena lo spettacolo “Il Giubileo dell’alta sicurezza”: il cast, composto da da un gruppo di detenute dell’alta sicurezza e da attrici professioniste come Adriana Busi e Monica Garcia, è stato diretto con toccante sensibilità dal regista Mimmo Sorrentino. Lo spettacolo è rientrato nel progetto “Educarsi alla libertà” patrocinato dal Ministero della Giustizia e dal Ministero della Cultura e delle Belle Arti, sostenuto dalla fondazione di Piacenza e Vigevano e promosso dalla cooperativa Teatroincontro. Erano presenti diverse autorità tra cui il vescovo mons. Adriano Cevolotto ed il presidente della Fondazione Roberto Reggi.
di Virginia Serpe
giornalelavoce.it, 10 febbraio 2026 Al Centro socioculturale di Ciriè l’ultimo incontro per le classi quinte: dati, diritti e contraddizioni di un sistema penitenziario sotto pressione. Non un semplice momento formativo, ma un confronto diretto con uno dei nodi più delicati della democrazia contemporanea. Lunedì 9 febbraio, al Centro socioculturale di Ciriè, si è svolto l’ultimo incontro del percorso rivolto alle classi quinte sul tema “La Costituzione e il carcere”, chiudendo un ciclo di appuntamenti pensati per avvicinare gli studenti a una realtà spesso distante, ma centrale nel rapporto tra Stato, diritti e giustizia. A guidare la riflessione è stata la professoressa Perla Arianna Allegri, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, dove insegna Filosofia del Diritto, e membro dell’Osservatorio nazionale di Antigone sulle condizioni di detenzione.
garantedetenutilazio.it, 10 febbraio 2026 Nell’ambito del progetto Libera/mente, promosso dall’Università degli Studi Internazionali di Roma - Unint in collaborazione con la Casa Circondariale di Civitavecchia, sono stati presentati presso la Sala Tevere della Regione Lazio i volumi di poesie “Parole di pace e libertà” e “Parole di speranza” scritte dai detenuti, testi che evidenziano il ruolo riabilitativo della poesia nel contesto carcerario. Il progetto Libera/mente è frutto di tre anni di incontri tra professori universitari e detenuti. Questi appuntamenti si sono focalizzati sulla lettura e scrittura poetica, e i partecipanti sono stati invitati, per stimolare ricordi e apertura emotiva, a scrivere poesie nella loro lingua d’origine poi tradotte da docenti e ricercatori Unint. La poesia ha agito come ponte verso l’interiorità, promuovendo resilienza e speranza per il reinserimento sociale.
Ristretti Orizzonti, 10 febbraio 2026 Il 7 febbraio, all’interno della Casa di Reclusione Milano Opera, si è svolta l’attività “Carnevale con papà”. Un evento realizzato grazie all’aiuto degli Scout Talenti all’Opera e degli interni autorizzati a partecipare alle attività promosse dagli stessi, ha visto la partecipazione di 20 famiglie e 40 bambini, per un totale di circa 100 persone. L’obiettivo dell’attività era quello di permettere ai papà di trascorrere una giornata con i propri figli, mantenendo quel valore che li unisce nonostante la distanza e le difficoltà. L’obiettivo è stato raggiunto: i papà hanno potuto giocare con i propri figli, creare marionette in legno, partecipare a laboratori creativi e condividere una pizza insieme.
di Alessandra Pigliaru
Il Manifesto, 10 febbraio 2026 A un anno dalla sua morte, due libri editi da Menabò ne ricordano lo spessore intellettuale e femminista. Domani a Firenze una giornata a lei dedicata nella sede della Società della Ragione. Intelligenza, passione e rigore sono tre delle molte parole che si attagliano al nome di Grazia Zuffa. Femminista, intellettuale, militante, fondatrice del Forum Droghe e della Società della Ragione - insieme a Franco Corleone, marito e compagno di una vita, Zuffa è stata docente di Psicologia delle Tossicodipendenze a Firenze, senatrice e dirigente - dell’Udi e del Pci. A un anno dalla sua morte (9 febbraio 2025), l’ampiezza dei temi che ha attraversato interroga questo presente ed è difficile dire quanto la sua intransigente lucidità sarebbe utile per decifrare il pantano contemporaneo che ci assedia.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 10 febbraio 2026 In evoluzione le forme di partecipazione online: pc, tablet e telefoni per nuove mobilitazioni anche a sostegno del Terzo settore. Ma ci sono pericoli come la superficialità e l’isolamento. Il web è una risorsa fondamentale per l’attivismo civico. Non è solo il regno delle vanità o il terreno dove proliferano le fake news, è anche lo spazio dove si esprime e cresce la partecipazione sotto varie forme. La Fondazione Terzjus ha indagato, con la collaborazione della piattaforma Italia Non Profit, cosa siano oggi il “netattivismo” e il volontariato digitale. La prima indagine in Italia su questi fenomeni sarà consultabile sul sito di Terzjus dal 6 marzo e cerca risposte su forme di partecipazione in continua evoluzione. Ha interpellato più di 1.100 cittadini di ogni età e regione su come e perché sono attive con pc, tablet e cellulari.
di Pierfranco Pellizzetti
Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2026 Se il potere è la capacità di indurre comportamenti, pigiando una vasta tastiera che va dall’influenzamento all’esercizio diretto della violenza, nell’attuale fase storica - in cui dagli arsenali del comando traboccano armi mentali create dall’incontro tra le metodologie comunicative e le tecnologie messe a punto dalle neuroscienze - lo strumento più efficace (e al tempo stesso più economico) risulta la menzogna. La mistificazione finalizzata a spostare la percezione collettiva verso apparenti criticità emotive, funzionali a rafforzare la rendita di consenso lucrata dai dominanti. Ergo, indurre la pubblica opinione ad avvalorare e interiorizzare una rappresentazione della realtà che coincida con le priorità strategiche di tale casta padronale.
di Djarah Kan
Il Domani, 10 febbraio 2026 Nella notte tra venerdì e sabato, a Nizza Monferrato, un’adolescente di diciassette anni è stata brutalmente picchiata e strangolata da un suo conoscente. Poche ore più tardi, il suo corpo è stato trovato sulla riva del fiume Rio. Nelle ore in cui si apprendeva della morte di Zoe Trinchero, sempre a Nizza Monferrato, una folla inferocita di una quarantina di persone era pronta ad ammazzare un giovane polistrumentista e insegnante di musica jazz, molto conosciuto in paese. Nelle prime ore dell’interrogatorio l’assassino di Zoe lo aveva indicato come colpevole del femminicidio. È bastata quell’accusa infondata, e uno scambio frenetico di informazioni sui social a far scattare il linciaggio contro Naudy Carbone, una persona del posto, che tutti conoscevano e che di recente aveva avuto un periodo di fragilità emotiva.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 10 febbraio 2026 Intervista a Chiara Gribaudo, Vicepresidente del Partito democratico, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.
di Giancristiano Desiderio
Corriere della Sera, 10 febbraio 2026 Era anche concepito così: genitori e nonni erano tranquilli. Oggi non vi è solo insicurezza fisica, vi è anche disagio. Una volta entrare a scuola era cosa semplice e naturale come bere un bicchier d’acqua: cartella, libri, quaderni, una merenda e via. Oggi entrare a scuola è diventato difficile: amuchina, mascherina, termometro, borraccia, bottiglia, telefonino, perquisizione, metal-detector. La scuola non solo era un luogo sicuro, era anche un luogo concepito come sicuro. I nonni erano tranquilli quando chiedevano al figlio dove fosse il nipote e si sentivano rispondere “è a scuola” perché davano per scontato che a scuola si era in un luogo protetto. Oggi, invece, subentra la preoccupazione perché a scuola vi sono aggressioni, prepotenze, violenze e perfino la morte ha fatto il suo ingresso a scuola.
di Elisa Campisi
Avvenire, 10 febbraio 2026 Nel Safer Internet Day, l’allarme di Telefono Azzurro, Università Cattolica, Terre des Hommes e Wind: frequente la dipendenza da strumenti digitali. “Dopo i social network, anche i chatbot basati su Intelligenza Artificiale sono ormai entrati nella quotidianità degli adolescenti. Sono strumenti con potenzialità significative, ma senza regole, competenze e responsabilità condivise possono diventare dannosi”, spiega ad Avvenire Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, commentando i risultati dell’indagine promossa dalla onlus in collaborazione con Ipsos Doxa. Secondo i dati raccolti su ragazzi tra i 12 e i 18 anni e diffusi in vista del Safer Internet Day, che ricorre oggi, un adolescente su tre utilizza chatbot IA.
di Luciano Gualzetti*
Corriere della Sera, 10 febbraio 2026 Mentre Milano si illumina a festa aumentano gli ingressi del Centro Diurno dell’Opera Cardinal Ferrari e il numero di uomini e donne che chiedono un aiuto. In questi giorni vediamo una Milano bellissima vestita a festa per le Olimpiadi: la città brilla, si racconta al mondo come efficiente e vincente. Poi guardo il registro degli ingressi del Centro Diurno dell’Opera Cardinal Ferrari e leggo sempre di numeri crescenti di uomini e donne poveri, fragili, senzatetto: la scorsa settimana un altro non ce l’ha fatta, il sesto dall’inizio dell’anno a Milano. Il freddo non è un imprevisto: era annunciato, come i grandi eventi. Ma per qualcuno il freddo è una condanna. Ci diciamo che non è responsabilità di nessuno, ma che si dovrebbe fare di più, che però alcuni rifiutano l’aiuto.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 febbraio 2026 Nel Mediterraneo centrale calano gli sbarchi, ma è record di vittime. Tra 500 e 1.500 dall’inizio dell’anno. Domani in Cdm la nuova norma per bloccare le navi delle ong e spedirle in Albania. Cinquantatré persone sono morte davanti alle coste libiche nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo hanno riferito all’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) le uniche superstiti, due donne nigeriane: una ha perso il marito, l’altra due figli piccoli. Il barcone si è ribaltato a nord di Zuwara venerdì scorso. Era partito da Zawyia, tra Tripoli e Zuwara, alle 23 del giorno precedente.
di Guido Rampoldi
Il Domani, 10 febbraio 2026 Per tentare di limitare il caos nelle regioni di partenza dei migranti occorrerebbe un’Europa-potenza dotata di una strategia, e disponibile a mettere in campo non solo la diplomazia ma anche strumenti militari. Del migliaio di migranti affogati davanti alle nostre coste nelle ultime settimane non sarebbe impossibile conoscere nomi, storie, affetti, aspirazioni - le informazioni minime che riteniamo dovute all’opinione pubblica circa gli italiani che muoiono in circostanze tragiche. Ma finché quegli stranieri poveri e non bianchi resteranno ectoplasmi anonimi, appartenenti alla generica categoria dei “disperati” inventata dal paternalismo dei giornali-radio, non correremo il rischio di scoprire che cercavano scampo da una trappola che abbiamo contribuito a costruire.
di Nina Fresia
La Stampa, 10 febbraio 2026 Droga della risata, del palloncino, dei poveri. Tutte definizioni di una stessa sostanza, sempre più popolare: il protossido di azoto, formula chimica N2O. E mettendoli tutti insieme, questi soprannomi, si può capire il perché di questa rapida diffusione. Nato e utilizzato in ambito medico come anestetico, specie in pediatria, il “gas esilarante” quando inalato per bocca o narici provoca un momentaneo stordimento e una sensazione di euforia. Per farne uso è sufficiente sfruttare, appunto, un palloncino oppure delle bombolette. E basta digitare il nome della sostanza nella barra di ricerca di Google o Amazon per acquistarla a poco prezzo. Se non la si vuole ordinare online, si può trovare anche nei supermercati: è lo stesso gas usato nei sifoni per la panna montata.
di Chiara Zocchetti
cdt.ch, 10 febbraio 2026 Analizziamo il fenomeno, conosciuto anche in Ticino, con Damien Scalia, professore di Diritto penale e penitenziario all’Università di Losanna e all’Università di Bruxelles
Professor Scalia, negli ultimi mesi - e non è una novità - diversi cantoni segnalano carceri oltre la capienza: quali sono le principali cause del sovraffollamento? “La prima è la “sovraincarcerazione”. È la scelta di incarcerare troppo, di evitare di non perseguire alcuni reati minori o di chiedere la libertà condizionale o pene alternative. Qualcosa, insomma, che è nelle mani di chi giudica. Poi, una seconda causa è legata al codice penale stesso: ci sono troppi reati e, a un certo momento, bisognerebbe accettare di non penalizzare alcuni comportamenti, come fa il Portogallo con il consumo di droga, regolarizzato ma non punito.
DOCUMENTI
Articolo. "Giustizia minorile, rieducazione o repressione?", di Michele Andreano
Emilia Romagna. Giustizia Riparativa in carcere: un quadro ricostruttivo delle esperienze attivate
Emilia Romagna. Le raccomandazioni del Garante regionale dei detenuti sulla giustizia riparativa in carcere
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 6 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 15 febbraio 2026
Incontro-dibattito. "La dimensione culturale in carcere" (Firenze, 18 febbraio 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI