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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 4 agosto 2026
di Stefano Giordano
Il Riformista, 4 agosto 2026 Aveva trentadue anni ed era quasi libera. Si è tolta la vita nella casa di reclusione femminile della Giudecca, a Venezia. Vicina al fine pena, dicono le cronache. Il fine pena è arrivato prima, per altra via. I numeri: 64.436 detenuti in istituti che ne conterrebbero 51.000; sovraffollamento reale al 139%, con 73 istituti oltre il 150%. Le stesse cifre che nel 2013 valsero all’Italia la condanna di Strasburgo nel caso Torreggiani: trattamento inumano e degradante, art. 3 Cedu. Tredici anni dopo siamo tornati esattamente lì, con una differenza: oggi nessuno finge nemmeno più di scandalizzarsi.
di Francesco De Felice
Il Dubbio, 4 agosto 2026 Due detenuti morti in poche ore che, secondo i primi accertamenti, si sarebbero tolti la vita. Due episodi diversi, avvenuti negli istituti penitenziari di Teramo e Barcellona Pozzo di Gotto, che riportano ancora una volta al centro dell’attenzione le condizioni delle carceri italiane, alle prese con un sovraffollamento ormai strutturale, un numero elevato di suicidi e una Polizia penitenziaria costretta a operare in condizioni di forte difficoltà. Sulle due morti sono state aperte altrettante inchieste da parte dell’autorità giudiziaria, che dovrà ricostruire le circostanze dei decessi e verificare eventuali responsabilità. A Teramo, nel carcere di Castrogno, un detenuto egiziano di 48 anni, ristretto da alcuni mesi nella struttura dopo essere stato trasferito da un istituto di Roma, è stato trovato senza vita nella propria cella. A riferire dell’accaduto è il Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria.
di Dave Hill Cirio
L’Identità, 4 agosto 2026 L’indagine conoscitiva proposta alla Commissione Giustizia punta ad acquisire dati certi per intervenire su più fronti. I deputati di Forza Italia in Commissione Giustizia della Camera - Enrico Costa, Davide Bellomo, Tommaso Calderone e Pietro Pittalis - hanno annunciato il deposito formale della richiesta. Chiedono un’indagine conoscitiva ampia e organica sulle condizioni del sistema carcerario italiano. L’iniziativa punta a fotografare in modo oggettivo lo stato degli istituti di pena del Paese. E ad analizzare non solo le criticità strutturali, ma anche le problematiche relative alla sicurezza e all’esecuzione della pena. Il sovraffollamento supera il 139%. Alla base della richiesta avanzata dagli esponenti azzurri vi sono i dati forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
di Antonio Alizzi*
leurispes.it, 4 agosto 2026 Intervista a Giuseppe Chiodo, Direttore dell’Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo. C’è un Istituto di detenzione, alla periferia di Roma, che da solo racconta molte contraddizioni della giustizia minorile italiana: è l’unico nel Paese a ospitare sia ragazzi che ragazze detenute, ed è guidato da un Direttore che ha scelto di misurarsi ogni giorno con adolescenti spesso più simili a “naufraghi” che a criminali. Nell’ambito dell’indagine sulla devianza giovanile in Italia, pubblicata a giugno 2026, abbiamo intervistato il Dottor Giuseppe Chiodo, Direttore dell’Istituto penale per i minorenni “Casal del Marmo”, per capire cosa significhi davvero dirigere un carcere per minori oggi: come è cambiata la criminalità minorile, chi sono i ragazzi che abitano l’Istituto, quali reati commettono e perché, che cosa non funziona nel sistema e che cosa si potrebbe cambiare. Ne è nata una testimonianza diretta, lontana dai luoghi comuni e dalle narrazioni televisive.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2026 Anche persone condannate per reati gravi potranno uscire dal carcere. A prevederlo è il disegno di legge del governo sui detenuti tossicodipendenti e alcolisti, che potranno finire di scontare la pena in comunità pure quando mancano ben 8 anni. Il provvedimento sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tra i reati per i quali è prevista la scarcerazione pure la rapina e l’estorsione aggravate, quindi anche con la minaccia delle armi, reati “odiosi” per la collettività, perché mettono a rischio la sicurezza tanto decantata dal governo. Eppure per Giorgia Meloni questa riforma è una legge “più seria, per la sicurezza di tutti, perché con un recupero verificato” del tossicodipendente.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2026 “Con questa legge soggetti ancora pericolosi fuori dai penitenziari: chi li controllerà?”. Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto di Catania, è tra i magistrati più esperti in ordinamento penitenziario: per un decennio (fino al 2011) è stato direttore dell’ufficio detenuti e trattamento del Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap). A lui abbiamo chiesto di analizzare la riforma del governo che consente ai tossicodipendenti di scontare la pena in comunità.
GIUSTIZIA
di Vera Cuzzocrea*
Il Dubbio, 4 agosto 2026 L’allarme sociale è lo scenario in cui si inserisce il ddl sull’imputabilità minorile. Offrire risposte “adeguate” è l’intento del governo, malgrado quanto previsto sia ampiamente criticato da comunità scientifica e addetti ai lavori. Il provvedimento interviene sull’articolo 98 del Codice penale e sull’articolo 9 del Dpr 448/88, introducendo una presunzione di capacità di intendere e di volere tra i 14 e i 18 anni: una modifica apparentemente banale ma in realtà profondamente sbagliata e pericolosa. Innanzitutto, il ddl cambia la ratio degli interventi: da educativa a punitiva. Come affermato dalla presidente del Consiglio: “Chi aggredisce […] deve pagare. Sempre. Anche se ha 15 o 16 anni”.
garantedetenutilazio.it, 4 agosto 2026 Doppio intervento del Garante del Lazio sul dibattito relativo all’imputabilità dei minori e alle politiche della giustizia minorile. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, è intervenuto sul tema dell’imputabilità dei minori e delle politiche della giustizia minorile in due distinti appuntamenti istituzionali svoltisi nei giorni scorsi. Lo scorso 28 luglio, Anastasìa è intervenuto alla conferenza stampa promossa alla Camera dei deputati dall’onorevole Riccardo Magi, dedicata allo schema di disegno di legge approvato dal Governo in materia di imputabilità dei minori. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, Francesco Petrelli, e la ricercatrice dell’associazione Antigone Rachele Stroppa.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 4 agosto 2026 Il no dell’amministrazione se viola diritti soggettivi dei detenuti impone al magistrato di sorveglianza di non arrestarsi dinanzi a tale diniego e di adottare una decisione in contraddittorio senza possibilità di rigetto de plano della domanda. Contro il diniego opposto dal Dap al detenuto di conoscere i motivi sottostanti la decisione dell’amministrazione penitenziaria di trasferirlo in un altro carcere il magistrato di sorveglianza ha il potere di imporre all’amministrazione di “porre rimedio” al proprio diniego quando questo sia lesivo di un diritto soggettivo, come quello alla salute e connesso alla tutela dell’esercizio del diritto di difesa.
altalex.com, 4 agosto 2026 Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la sentenza con cui la Corte di appello aveva confermato la condanna di un imputato in ordine ai reati di usura ed estorsione consumata e tentata ascrittigli, la Cassazione penale, sez. II, sentenza 27 luglio 2026, n. 28366 nel disattendere la tesi difensiva che contestava il diniego di accesso al programma di giustizia riparativa - ha affermato il principio secondo cui la richiesta di accesso a un programma di giustizia riparativa formulata nel corso del giudizio di appello da un imputato di reati procedibili d’ufficio non determina la sospensione del processo, né impedisce la definizione del giudizio, essendo la sospensione prevista dall’art. 129-bis, comma 4, c.p.p. esclusivamente per i reati perseguibili a querela soggetta a remissione e soltanto alle condizioni espressamente stabilite dal legislatore.
di Rocco Muscari
Gazzetta del Sud, 4 agosto 2026 La Prima Sezione della Corte di Cassazione, con una sentenza dello scorso aprile depositata nei giorni scorsi, interviene ancora sul delicato tema dei benefici penitenziari ai detenuti condannati per reati di mafia che non hanno collaborato con la giustizia, annullando per la terza volta il diniego opposto dal Tribunale di sorveglianza di Catanzaro nei confronti di Carmelo Liuzzo, condannato all’ergastolo e detenuto dall’aprile del 2000. La decisione, su ricorso dell’avv. Riccardo Errigo del foro di Locri, assume particolare rilievo perché costituisce un’importante applicazione della riforma dell’articolo 4 bis O.P. che ha trasformato la presunzione di pericolosità dei detenuti ostativi da assoluta a relativa.
TERRITORIO
cagliaritoday.it, 4 agosto 2026 Non ce l’ha fatta L. N. il giovane di 32 anni che, ieri pomeriggio nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, dov’era detenuto, aveva tentato di togliersi la vita impiccandosi. L’uomo, che era stato rianimato dai Sanitari dell’Istituto Penale, è morto stamattina, alle prime luci dell’alba. Le sue condizioni erano gravissime. Nello sgomento generale per la perdita di una giovane vita che poteva essere reinserita socialmente, si chiude un altro capitolo di disperazione nel peggiore dei modi. Nell’esprimere viva partecipazione emotiva ai familiari l’associazione SDR ribadisce l’emergenza nelle strutture detentive isolane e in particolare a Cagliari-Uta”.
di Anna Russo
Gazzetta del Sud, 4 agosto 2026 L’uomo, detenuto nel carcere di Rossano, è deceduto all’ospedale di Cosenza. I familiari chiedono di accertare eventuali ritardi o negligenze nelle cure. Un rapido peggioramento delle condizioni di salute, il trasferimento d’urgenza in ospedale e una morte arrivata nel giro di pochi giorni. Attorno al decesso di Antonio Solferino, 58 anni, detenuto nella casa circondariale di Rossano, si concentrano ora gli accertamenti della Procura della Repubblica di Cosenza, chiamata a verificare se il percorso assistenziale ricevuto dall’uomo sia stato adeguato o se vi siano state eventuali omissioni o ritardi che possano aver inciso sull’esito della vicenda.
di Luca Fiori
La Nuova Sardegna, 4 agosto 2026 La visita della delegazione della Camera penale conferma i problemi dell’istituto penitenziario. Cinquecento sessantotto detenuti rinchiusi in una struttura progettata per accoglierne 454. È il numero che fotografa meglio di qualsiasi altro la condizione del carcere di Bancali e che, a pochi giorni dalla morte di Giuseppe Spanu, il detenuto di 35 anni di Nulvi morto nel reparto sanitario, riporta al centro del dibattito l’emergenza del sistema penitenziario sassarese. Il dato, raccolto durante la visita della Camera penale di Sassari “Enzo Tortora”, certifica un sovraffollamento che supera il 25 per cento e che, secondo gli avvocati, incide ormai su ogni aspetto della vita detentiva: dagli spazi disponibili all’assistenza sanitaria, fino ai percorsi di recupero e reinserimento.
Cremona Oggi, 4 agosto 2026 Ieri mattina nell’ambito dell’iniziativa Ristretti in Agosto una delegazione della sezione di Cremona e Crema della Camera penale della Lombardia Orientale è entrata nella casa circondariale di Cremona Presenti Andrea Vigani, avvocato bresciano e componente dell’osservatorio carcere di Ucpi Roberto Saraniti, Micol Parati, presidente della Camera Penale, Michele Ferranti, Raffaella Buondonno e Francesco Cogrossi. Ad accoglierli, il comandante, Letizia Tognali, che ha accompagnato la delegazione a vedere la Gelateria Gelati al Fresco dove un detenuto, insieme a Don Roberto Musa, stava iniziando la preparazione del gelato (gusto cioccolato) che alla fine della visita è stato offerto al gruppo.
anceromaacer.it, 4 agosto 2026 Due settimane di corsi e 48 ore totali di formazione, per rilasciare a un gruppo di venti detenute e detenuti di Rebibbia un attestato con cui ripensare il ritorno alla propria vita, oltre il carcere. L’iniziativa, realizzata da Formedil Roma e provincia, nasce dalla collaborazione con Seconda Chance, associazione non profit del Terzo Settore fondata dalla giornalista del TgLa7 Flavia Filippi ed è stata interamente finanziata da Ance Roma - Acer. Oltre all’apprendimento di competenze professionali, il progetto ha rappresentato un’importante esperienza di partecipazione, responsabilità e valorizzazione del tempo trascorso all’interno dell’istituto penitenziario.
di Valeria D’Autilia
La Stampa, 4 agosto 2026 In Puglia il primo progetto d’Italia con 14 detenuti. Gli organizzatori: “Per loro è un’occasione di riscatto”. “Dopo tanti anni che stai dentro, chiuso lì, per la prima volta ti senti utile”. Antonio Vadruccio è entrato in carcere a 23 anni. Oggi ne ha 44. Tra poco finirà di scontare la sua ultima pena. Nel frattempo per lui, così come per altri 13 detenuti, la libertà ha il sapore del mare. Per tutta la stagione estiva e sino a metà settembre saranno assistenti bagnanti. “Significa aiutare le persone in difficoltà, rendermi utile nella società”, dice. È un lavoro vero, a tutti gli effetti. Lungo le spiagge del Salento, dove è stato avviato “Io Salvo”, un progetto delle seconde possibilità. Unico in Italia, punta alla loro rieducazione e al reinserimento sociale e lavorativo. Sono stati assunti con contratto nazionale in 8 lidi privati e in un agriturismo.
provincia.tn.it, 4 agosto 2026 La Giunta provinciale di Trento, su proposta dell’assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa, ha approvato la definizione dell’offerta formativa rivolta ai detenuti della casa circondariale di Trento, in continuità con gli anni scolastici precedenti. La delibera prevede il rinnovo di un percorso educativo finalizzato a promuovere il diritto allo studio, favorire il reinserimento sociale e rispondere ai bisogni formativi della popolazione detenuta. “Garantire opportunità di studio e formazione anche all’interno della casa circondariale significa investire concretamente sulla costruzione di opportunità per un nuovo percorso di vita.
di Gabriele Rizza
thedotcultura.it, 4 agosto 2026 Presto una sala nella Fortezza di Volterra dove opera l’omonima compagnia. Il nuovo progetto di un teatro stabile all’interno del carcere di Volterra diventa realtà. Dopo anni di studio e ripensamenti, i vari organismi coinvolti nell’operazione (ministeri, enti locali, lavori pubblici, sovrintendenze, belle arti e via dicendo) hanno dato il via libera. Nulla più osta, nessun cavillo burocratico si frappone alla realizzazione di una sala all’interno della Fortezza medicea dove da quasi 40 anni opera l’omonima compagnia. L’utopia lanciata da Armando Punzo diventa un fatto concreto. Si aspetta la gara d’appalto e il relativo affidamento dei lavori perché il cerchio si chiuda.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 4 agosto 2026 “Il tempo del male”, un romanzo di Santo Gioffrè pubblicato da Castelvecchi. Ci sono zampilli di lava e fiamme nella copertina dell’ultimo romanzo di Santo Gioffrè, “Il tempo del male” (Castelvecchi, pp. 124, euro 17). Il vulcano potrebbe essere l’Etna ed è nell’area mitologica dello Stretto di Messina che si dipana la storia del dottor Gesualdo Di Giovannantonio. Oppure potrebbe essere Stromboli, dove il protagonista - che attraversa “la sciara del fuoco” - ha svolto il praticantato di medico condotto. Santo Gioffrè si cimenta nel noir con una intensità che attraversa memoria, violenza, giustizia e tormento interiore.
di Luca Bottura
Il Domani, 4 agosto 2026 Da Bologna a Ceuta, la macchina della disinformazione sui social è sempre in moto. Un sistema di potere postmoderno che crea e sfrutta clamorose manipolazioni. A volte poi i troll si incarnano, cioè il dibattito tossico sfocia in violenza concreta. Luca Ravenna è forse il migliore stand-up comedian italiano per equilibrio tra l’autoanalisi tipica del genere e la satira sociale e politica. In un suo pezzo leggendario e sconsolato racconta della madre, travolta dai social come in un vertiginoso tsunami di cazzate. Di come sia diventata una irredimibile complottista. Di come ritenga che Pearl Harbor, gli americani, se la siano fatta da soli. Organizzandola con una riunione tipo Zoom: “Buongiorno a tutti. Vedo collegato il cliente, il signor Eisenhower. Buongiorno anche al dottor Hirohito”.
di Paolo Dimalio
Il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2026 Dopo tre sospensioni dei giudici, 6 anno dopo il decreto bipartisan Speranza-Schillaci, la palla passa in Europa. 3mila imprese della canapa resistono alle norme contro il cannabidiolo per azzerare il settore. Firmate dalla destra ma anche dalla sinistra. La guerra dell’Italia alla cannabis light potrebbe fermarsi in Europa, mentre l’Italia non sa dire se il Cbd sia droga oppure no. Oggi il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza rinviando la questione alla Corte di Giustizia Ue: saranno i giudici a Lussemburgo, sulla base del diritto dell’Unione, a decidere se il cannabidiolo in composizioni orali sia un farmaco a base di stupefacenti, oppure un innocuo composto da acquistare perfino in tabaccheria o nei cannabis shop.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 4 agosto 2026 Alcune sentenze sono in grado di influenzare la politica interna, in caso di vuoto normativo, con ricadute sul piano internazionale. Lo stiamo vedendo in questi giorni con l’arrivo nell’exclave spagnola di Ceuta di decine di migliaia di persone provenienti dal confinante Marocco. Dal territorio - geograficamente africano, ma politicamente e amministrativamente spagnolo - si è propagata allo stesso tempo l’onda lunga delle preoccupazioni europee con schieramenti opposti, che logorano ancora una volta la coesione europea. Oggi i ministri dell’Interno riuniti nel Consiglio europeo discuteranno sull’eventuale creazione di centri esterni per il rimpatrio di migranti irregolari.
di Giuseppe Antonelli
Corriere della Sera, 4 agosto 2026 La forma è la stessa da un lato del neologismo “bomba d’acqua”: come se si trattasse di un fenomeno atmosferico, di un imprevedibile disastro naturale. Per definire l’arrivo a Ceuta di decine di migliaia di persone giunte a nuoto dalle coste del Marocco, si è usata spesso - in questi giorni - l’espressione “bomba umana”. Espressione che allude all’ipotesi secondo la quale dietro l’evento potrebbe esserci una precisa volontà politica: una sorta di meccanismo a orologeria. Le parole pesano non solo per quello che dicono, ma anche (a volte di più) per quello che evocano. In questo caso, la forma è la stessa da un lato del neologismo “bomba d’acqua”: come se si trattasse di un fenomeno atmosferico, di un imprevedibile disastro naturale.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 4 agosto 2026 Quella di Ceuta è una tragedia di migranti e miseria ma anche una storia di spionaggio e tradimenti, con coinvolgimento di servizi marocchini, israeliani, spagnoli e probabilmente americani. E, come sempre, tutto quel che accade in Marocco ruota intorno a re Mohammed VI, massima autorità politica e religiosa. Il Comandante dei credenti, suo titolo ufficiale, possiede con la sua corte il 70-80% dell’economia, della finanza e delle terre arabili. Monarca costituzionale sì, ma senza dubbio padrone assoluto del Paese. Le autorità marocchine della vicenda di Ceuta sapevano già in anticipo. Perché da decenni milioni di marocchini e africani sono le vittime non solo della loro povertà ma di manovre politiche, economiche e di potere. È da metà luglio che centinaia di persone cercavano di entrare nell’exclave spagnola di Ceuta.
ansa.it, 4 agosto 2026 In due anni 10 mila reclusi in più, allarme per sovraffollamento e assistenza sanitaria. La popolazione carceraria tunisina ha raggiunto circa 33 mila detenuti, quasi il doppio rispetto alla capacità ufficiale del sistema penitenziario, stimata in 17 mila posti. Il tasso medio di occupazione si attesta così al 194,1%, mentre in alcuni istituti supera il 200%. È quanto emerge dagli ultimi dati consolidati disponibili raccolti dal World Prison Brief sulla base delle informazioni fornite dall’Istanza nazionale tunisina per la prevenzione della tortura (Inpt) e rilanciati da diverse associazioni tunisine, tra cui Intersection.
di Luca Foschi
Avvenire, 4 agosto 2026 La Corte Suprema ha sospeso il trasferimento dei predatori dopo il ricorso di un gruppo animalista. Avrebbero dovuto impedire le evasioni da una prigione nel Negev. Sono tutti salvi, per il momento, i feroci prigionieri evasori e gli indifesi coccodrilli. Gloria alla democrazia. Domenica la Corte distrettuale di Gerusalemme ha imposto un’ingiunzione temporanea che impedirà il trasloco di una corposa squadra di zannuti predatori nei fossati già ricavati intorno alla prigione di Ketziot, pregevole struttura detentiva costruita fra i miraggi desertici del Negev. Scopo dell’iniziativa, lanciata dal ministro israeliano della Sicurezza Itamar Ben-Gvir, principe del sionismo religioso e armato, era quello di affidare la sicurezza di un’ala del carcere occupata dai miliziani palestinesi all’infallibile plotone rettile.
DOCUMENTI
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 2 agosto 2026)
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