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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 22 agosto 2026
Ristretti Orizzonti, 22 agosto 2026 Continuiamo la rubrica "Intorno al tavolo di Ristretti". Pubblichiamo oggi alcune riflessioni di Tommaso Romeo, detenuto in Alta Sicurezza a Oristano, ma anche redattore di Ristretti Orizzonti. Perché mi sento più “fortunato” di tanti detenuti di Alta Sicurezza, di Tommaso Romeo. Mi sento più fortunato di tanti altri: sentire dire questa frase da un ergastolano con alle spalle più di 30 anni di detenzione, può suonare strano. Ma per me è proprio così, perché la mia grande fortuna è stata quella di diventare padre prima del mio arresto. Oggi sono pure nonno di cinque nipoti, gioie della vita che molti ergastolani non hanno potuto provare.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 22 agosto 2026 Karam è morto in carcere dopo aver dato fuoco al materasso. I commenti di chi brindava alla sua morte e le parole del sindaco di San Vito: “Una persona non coincide mai soltanto con il reato che ha commesso”. Il 18 agosto, in una cella del vecchio carcere-castello di Pordenone - 54 detenuti su 37 posti disponibili - un diciannovenne di origine egiziana, Karam Mamdouh Mohamed Khodair, ha dato fuoco al materasso e si è barricato nell’angusto spazio di cesso lavandino e fornello. È morto il giorno dopo, per l’intossicazione dal fumo. Una caratteristica notizia di agosto, e di un agosto così caldo. Come d’abitudine anche il corredo, la polemica sui materassini che dovrebbero essere ignifughi e non fanno che bruciare senza fiamma aggravando il soffocamento, l’indagine d’ufficio, “a loro garanzia”, su 5 agenti penitenziari per “cooperazione in omicidio colposo omissivo”, un paio di articoli del codice.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 22 agosto 2026 Sisto al Meeting: “La grande difficoltà è il sovraffollamento”. Quei 64.741 detenuti indicano un’emergenza che dura ormai da anni e che le misure finora adottate non sono riuscite a ridimensionare. Al 28 luglio, secondo i dati di Antigone, nelle carceri italiane, infatti, erano presenti 64.741 persone a fronte di 46.343 posti effettivamente disponibili, con un tasso di affollamento reale del 139,7%. Un’emergenza che Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, non ha cercato di eludere, affrontandola subito nel confronto alla 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini. “Il sovraffollamento, parliamoci chiaro, è la grande difficoltà”, ha detto Sisto, intervenuto in videoconferenza al panel “La vita oltre il muro, come far fiorire speranza in carcere”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 agosto 2026 Il viceministro alla giustizia respinge l’allarme: “Nessuna scorciatoia per i mafiosi”. Gonnella (Antigone): “È ineffettivo”. Catanzariti (Ucpi): “Riguarderà in astratto circa 550 detenuti”. Ieri è entrata in vigore la legge che consente ai detenuti tossicodipendenti o alcolisti di scontare ai domiciliari in una comunità terapeutica le condanne residue fino a otto anni di reclusione, quattro in caso di reati più gravi. Ma il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha subito lanciato l’allarme: si tratta di un “indulto mascherato” che “libererà i mafiosi”. In realtà, come ci ha spiegato il vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, “la legge 140/2026 è ancora più rigorosa di quella vigente fino ad oggi”.
di Giovanni Pimpinelli
civonline.it, 22 agosto 2026 Promette un varco nel sovraffollamento e nella recidiva, ma tra carte, servizi scoperti e tempi giudiziari il passaggio dalla norma alla realtà è molto più accidentato di quanto sembri. Alle prime ore del 21 agosto 2026, mentre nelle carceri italiane si apre un’altra giornata fatta di sezioni piene oltre misura, turni compressi e uffici che arrancano, entra formalmente in vigore una legge che sulla carta ha un obiettivo preciso: sottrarre al circuito penitenziario una quota di detenuti con dipendenza da droghe o alcol, spostandoli verso la detenzione domiciliare collegata a un programma terapeutico di recupero. È la legge 5 agosto 2026, n. 140, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 agosto ed efficace, appunto, dal 21 agosto 2026.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 22 agosto 2026 Le reazioni delle strutture terapeutiche all’entrata in vigore della nuova norma: “La riforma non deve essere né celebrata né demonizzata prima di verificarne gli effetti. Deve essere applicata, monitorata e valutata”. Né euforia né depressione. La reazione delle comunità terapeutiche all’entrata in vigore della legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero è cauta. Il principio a cui si ispira la legge - la cura delle persone tossicodipendenti al posto del carcere - è, ovviamente, condiviso e auspicato. E gli interventi arrivati proprio dalle comunità sono stati decisivi per giungere alle correzioni del testo finale. Il tema - spiega ad esempio il Gruppo Abele - è che “le modalità previste dalla legge per realizzarlo lasciano ancora molto a desiderare e richiedono un attento monitoraggio”.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 22 agosto 2026 È entrata in vigore, anche se per le prossime settimane resterà ancora sulla carta, la “svuota-carceri” di Carlo Nordio, la legge che consente a detenuti dipendenti da droghe o da alcol di lasciare i penitenziari e scontare in comunità terapeutiche pene o persino residui di pene fino a 8 anni, quindi anche per reati gravi come la rapina e l’es torsione aggravata, ovvero con minaccia di armi. È la stessa norma che prevede pure il cosiddetto “patteggiamento speciale”: durante il processo l’imputato tossicodipendente o alcolista può chiedere di accedere al percorso terapeutico, evitando così il carcere se “la pena detentiva non superi gli 8 anni” e se la sua dipendenza è correlata al reato.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 22 agosto 2026 Il capo degli uffici di Aversa replica al collega Gratteri sulla norma che libera alcuni detenuti: “Non è un indulto mascherato”. “I dubbi sono legittimi, l’attenzione deve essere alta, certo. Ma la normativa offre una chance concreta ai tossicodipendenti, che sono i detenuti più fragili in assoluto”. Domenico Airoma è procuratore ad Aversa, territorio ad alta densità criminale. Magistrato schivo, cattolico di centro, da ieri è al Meeting di Rimini, anima lo stand del Centro studi Rosario Livatino, di cui è vicepresidente (fondato con il sottosegretario, ed amico, Alfredo Mantovano). E prima di rispondere, avverte: “Non amo le polemiche. E non la farei mai con Nicola Gratteri, collega che stimo e apprezzo”. Il collega, pm-simbolo antimafia, con Repubblica, aveva definito la legge svuota-carceri come “un indulto mascherato”.
di Giuseppe Pipitone
Il Fatto Quotidiano Una norma che rischia di “mettere in circolazione un potenziale criminale difficilmente controllabile”. Con effetti sulla sicurezza: “Ci sarà un inevitabile aumento del rischio per l’incolumità dei cittadini”. È così che Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Dna, definisce la norma che consente ai tossicodipendenti di scontare la pena in comunità.
di Francesco Petrelli
Il Dubbio, 22 agosto 2026 Si terrà a Firenze il 19 settembre 2026 l’evento “Lo stato generale dell’esecuzione penale - anatomia di un disastro - analisi e proposte”, con il quale l’Unione delle Camere Penali italiane intende offrire il proprio contributo alla possibile soluzione della crisi che attraversa l’universo carcerario. Lo faremo convocando esponenti dell’avvocatura, dell’accademia, della politica e della magistratura, per una analisi approfondita delle ragioni storiche e delle cause più prossime della patologia. Abbiamo voluto evocare nel titolo, “Lo stato generale dell’esecuzione penale”, ribaltandone il senso, quegli “Stati generali dell’esecuzione penale”, che oramai dieci anni fa ci avevano fatto sperare nell’inizio di una nuova fase, specificando tuttavia che, proprio muovendo dalla ricognizione empirica del contesto ...
TERRITORIO
L’Unione Sarda, 22 agosto 2026 Da società civile e terzo settore una proposta per la Sardegna. “La Sardegna non deve essere il luogo in cui il Paese relega i propri problemi penitenziari”, ma semmai “il luogo in cui l’Italia sperimenta una risposta più intelligente, costituzionale e più lungimirante: un sistema in cui la pena non sia solo separazione, ma responsabilità; non solo custodia, ma ricostruzione; non solo costo sociale, ma investimento civile”. Sono le frasi finali del documento diffuso da 26 intellettuali e professionisti sardi, sull’esecuzione penale nell’Isola. Racchiudono il senso della lettera-appello rivolta a tutte le istituzioni (dal Governo, col ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, fino a Regione ed enti locali): “Superare l’Isola-carcere”, per promuovere “un sistema penitenziario capace di sicurezza, responsabilità e sviluppo civile”.
di Danilo Lupo
Il Fatto Quotidiano, 22 agosto 2026 Viaggio nel carcere minorile aperto dopo il decreto Caivano. “Qui è peggio del 41bis”. Nel nuovo Ipm di Lecce, inaugurato a novembre, i giovani detenuti passano in cella 22 ore su 24: mancano spazi per le attività, la biblioteca e persino la mensa. Le operatrici: “Così la pena serve solo a rinchiuderli”. “Questa è la gabbia, solo questa abbiamo per l’ora d’aria”. Formano una strana coppia i due 18enni che ho davanti: uno, che chiameremo Kevin (nome di fantasia, come tutti quelli che faremo in questo articolo), ha occhi celesti e mille tatuaggi sulle braccia bianco latte: mitragliatrici, corone, nomi di donna. L’altro, chiamiamolo Yusuf, ha pelle scura, sguardo ramato e accento salentino.
di Sarah Crespi
La Prealpina, 22 agosto 2026 La visita della Camera Penale e della deputata leghista Manuela Maffioli: “Voglio una relazione dettagliata”. “La situazione, rispetto all’ultimo accesso, è decisamente peggiorata, a oggi i detenuti sono 437 a fronte di una capienza di 240. è necessario che la politica intervenga”: così ha commentato il presidente della Camera penale Tiberio Massironi al termine della visita di questa mattina, venerdì 21 agosto, in carcere a Busto Arsizio. Con la delegazione, di cui facevano parte i penalisti Michela Ghiso, Anna Ielmini, Elisa Rocchitelli, Samuele Genoni, Lorenzo Parachini, Francesca Giamporcaro, Santina Ferro e Katia Broggini, c’era anche la deputata leghista Manuela Maffioli.
messinatoday.it, 22 agosto 2026 “Troppo caldo nel nido, serve subito una soluzione”. Il bambino è arrivato ieri con la madre detenuta. Il Garante per l’Infanzia lancia l’allarme sulle temperature nel reparto sotto il tetto, privo di climatizzazione: chiesto un pediatra e avviata la ricerca di un condizionatore portatile. Un bambino di appena 18 mesi è arrivato ieri, 20 agosto, nella Casa circondariale di Gazzi insieme alla madre detenuta. Ma adesso a preoccupare è soprattutto il caldo all’interno del Nido del carcere, dove mamma e figlio dovranno trascorrere la loro permanenza.
di Benedetto Orti Tullo
La Sicilia, 22 agosto 2026 Visita nella struttura del sindaco Scolaro e del Partito Radicale. Prima era una struttura psichiatrica. Quattro le priorità individuate su cui intervenire durante la visita istituzionale. Una rete permanente tra il Comune e la Casa circondariale “Vittorio Madia”, per trasformare il dialogo tra istituzioni in strumenti concreti di solidarietà e inclusione. È questo il messaggio lanciato dalla sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto, Melangela Scolaro, al termine della visita effettuata all’interno dell’istituto penitenziario insieme alla delegazione del Partito Radicale.
ilgiunco.net, 22 agosto 2026 I Gd Toscana e il parlamentare Simiani con la consigliera Bai sollecitano il Ministero della giustizia: “Recuperare la palestra e sbloccare le assunzioni di polizia penitenziaria”. La delegazione dei Giovani democratici della Toscana ha visitato la Casa circondariale del paese, incontrando la direttrice Valentina Bruno, il personale dell’istituto e confrontandosi con la realtà quotidiana delle persone detenute. Quello che salta all’occhio sono subito i numeri e le condizioni di lavoro e detenzione. “La struttura, che dispone di 48 posti regolamentari, ospita attualmente 59 persone detenute - raccontano i Giovani Democratici.
quinewselba.it, 22 agosto 2026 Dal carcere di Porto Azzurro nasce un progetto di lavoro, creatività e integrazione sociale, che confida nel sostegno del territorio elbano. È finalmente online incarcere.it, il sito dedicato al progetto nato da un’idea dell’imprenditrice e designer elbana Simona Giovannetti - titolare del marchio Dampaì che produce accessori moda design - e sviluppato con la collaborazione della direttrice e del comandante della Casa di Reclusione “Pasquale De Santis” di Porto Azzurro. Il progetto prende forma da un oggetto semplice, ma dal forte valore simbolico: due anelli intrecciati che si uniscono e si separano, metafora di relazione e resilienza.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 22 agosto 2026 “Una volta un uomo mi ha confessato che per guardare le stelle doveva chiudere gli occhi e immaginarle”. Inizia così il trailer del docufilm, presentato ufficialmente il 10 giugno, che racconta “Io salvo - progetto mare libero”, il percorso di reinserimento sociale dei detenuti del carcere Borgo San Nicola di Lecce. L’iniziativa, unica in Italia, ha permesso a 13 ristretti di conseguire sia l’attestato di assistente bagnante, in piscina e in mare, sia la certificazione di esecutore di Blsd e Pblsd, interventi di primo soccorso per lattanti, bambini e adulti. Il progetto ha visto la collaborazione tra Prefettura, direzione del carcere, comune di Lecce, Capitaneria di porto e Federazione italiana Nuoto, che ha messo a disposizione gli istruttori per la preparazione dei corsisti.
di Andrea Pugiotto*
Il Domani, 22 agosto 2026 I secondi tendono a ridurre la Costituzione a un insieme di meccanismi da ottimizzare. I primi mantengono il riferimento ai principi e alle finalità costituzionali, cui gli strumenti del diritto elettorale vanno orientati. Così, se per gli uni l’efficienza della nuova regola elettorale è l’oggetto immediato di discussione, per gli altri il tema vero è quale idea di democrazia parlamentare vogliamo preservare o trasformare. Alla ripresa dopo la pausa estiva, i lavori parlamentari saranno dominati da un tema: la riforma elettorale. Approvato alla Camera il 16 luglio scorso, il testo è già calendarizzato al Senato, con l’intento di arrivare entro il 15 settembre alle dichiarazioni di voto e alla sua approvazione.
di Raffaele Alberto Ventura*
Il Domani, 22 agosto 2026 La morte del professore di Cambridge accusato di plagio ha suscitato un’ondata di indignazione. Vale la pena capire come si spezzano le reazioni a catena delle shitstorm prima dell’esplosione. Il suicidio del professore di Cambridge Jason Arday, accusato di plagi e millanterie, ha suscitato un’ondata di indignazione planetaria. All’affollatissima veglia funebre tenuta lunedì in Trafalgar Square e sui social network, molti hanno denunciato un vero e proprio linciaggio mediatico. Sono stati centinaia i giornalisti di tutto il mondo a dare risalto alla sua storia, che però si difendono: la notizia c’era. Ci siamo abituati, negli ultimi anni, alla fuga delle shitstorm nel mondo reale, con esiti tragici.
di Giuseppe Caliceti
Il Manifesto, 22 agosto 2026 Il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha annunciato che dal prossimo anno scolastico non ci saranno più classi con più del 30 per cento di alunni stranieri. Considerando stranieri anche i bambini e i ragazzi nati in Italia, che spesso hanno già frequentato le scuole dell’infanzia e parlano italiano come un bambino italiano di sei anni. Il tetto del 30 per cento era stato già introdotto nel 2010 dalla ministra Mariastella Gelmini nella sua catastrofica riforma della scuola, ma la legge era stata largamente disattesa. Valditara dichiara che questa volta farà sul serio. Motivazione: “Perché a farne le spese sono gli alunni italiani”. Quello che il ministro non si chiede è perché questa legge sia stata largamente disattesa fino ad oggi. Proverò a spiegarlo.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 22 agosto 2026 Soluzioni o noccioline? Il governo italiano, sulla partita della gestione dei migranti, ha commesso un errore di comunicazione che sta pagando a caro prezzo. La questione è semplice e facilmente comprensibile: se alzi la voce e minacci un paese alleato di rafforzare i controlli alle frontiere quando quel paese è in difficoltà, per dare una nocciolina propagandista ai tuoi elettori, non puoi lamentarti quando gli altri paesi europei, per dare una nocciolina propagandista ai propri elettori, scelgono un approccio simile. In sintesi: se minacci legittimamente di rafforzare i controlli su Schengen, come è successo all’indomani degli arrivi a Ceuta, non puoi indignarti se qualcuno, come è successo in questi giorni, alza altri muri, chiedendo legittimamente ai paesi di primo approdo di non gestire gli arrivi degli irregolari aprendo semplicemente i propri confini verso i paesi confinanti.
di Marco Bresolin e Eleonora Camilli
La Stampa, 22 agosto 2026 Il governo conta su rimpatri più veloci e hub oltre confine, ma pesano i mancati trasferimenti. Con le vecchie regole di Dublino, gli Stati non avevano alcun obbligo di solidarietà verso i dei Paesi più esposti ai flussi migratori. Ma l’Italia, violando le norme, ha sempre praticato una redistribuzione de facto, evitando di riprendersi i richiedenti asilo che si erano spostati in altri Paesi: più di centomila in tre anni, oltre un terzo di quelli sbarcati nello stesso periodo. Ora i paletti del nuovo Patto sono più rigidi sul fronte della responsabilità e la contropartita ottenuta in termini di solidarietà è al momento scarsa. A questo si aggiungono gli ostacoli che già emergono sulle procedure di frontiera che dovrebbero accelerare i rimpatri, ma per ora solo sulla carta.
DOCUMENTI
Articolo. "Così non si va da nessuna parte!", di Cesare Burdese
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 agosto 2026)
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La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 24 al 30 agosto 2026
Incontro-dibattito. "La prevenzione in carcere? Funziona?" (Parma, 4 settembre 2026)
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