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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 21 agosto 2026
Ristretti Orizzonti, 21 agosto 2026 Intorno al tavolo di Ristretti Orizzonti siedono tante persone detenute e tanti volontari, e ogni giorno affrontano discussioni profonde sul senso della pena, sulla qualità della vita detentiva, sulla propria responsabilità. Non c’è voglia di cercare giustificazioni, ma di raccontarsi, dare valore alle parole, “disarmarsi” per primi, senza aspettare che siano gli altri a farlo, perché in un mondo particolarmente violento come quello del carcere, vale la pena avere il coraggio di cercare di rinunciare a qualsiasi forma di aggressività, anche a costo di apparire deboli e scoperti. A Ristretti Orizzonti abbiamo finalmente deciso che il punto di vista delle persone detenute deve trovare più spazio, non solo nel giornale cartaceo, che è già ricco di loro contributi, ma anche e soprattutto nella nostra NewsLetter quotidiana. È bello pensare che i nostri lettori potranno leggere più di frequente le nostre “firme”, gli articoli di quelle persone detenute che sanno narrare il carcere andando in profondità e non fermandosi ai luoghi comuni.
di Vincenzo Donvito Maxia*
imgpress.it, 21 agosto 2026 Oggi entra in vigore la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con problemi di dipendenza da droghe o alcol, una misura definita “epocale” dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e criticata dal procuratore Nicola Gratteri come un “indulto mascherato”. La legge consente a una determinata categoria di detenuti di scontare la pena in strutture terapeutiche residenziali o semiresidenziali. In generale, la pena residua non può superare gli otto anni, limite che scende a quattro per alcuni reati più gravi. Per accedervi occorre documentare la dipendenza, presentare un programma terapeutico e dimostrare il collegamento tra questa e il reato commesso. Il tribunale deciderà considerando se il percorso possa favorire il recupero e ridurre il rischio di nuovi reati.
di Luca Sofri
ilpost.it, 21 agosto 2026 È entrata in vigore e il governo l’ha presentata come un “provvedimento epocale”, ma così com’è basterà per poche centinaia di persone. Oggi, venerdì 21 agosto, è entrata in vigore la legge per concedere i domiciliari ai detenuti con dipendenze da sostanze e da alcol, facendoli così uscire dal carcere. Fa parte del piano del governo per risolvere il problema del sovraffollamento in carcere ed è stata approvata a fine luglio: almeno per ora però ha a disposizione pochi soldi, ampiamente insufficienti per garantire la detenzione domiciliare alle persone che secondo il governo dovrebbero goderne.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 21 agosto 2026 Entra oggi in vigore la legge che consente ai detenuti tossicodipendenti o alcolisti di scontare ai domiciliari in una comunità terapeutica le condanne residue fino a 8 anni di reclusione, quattro in caso di reati più gravi. Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio è una riforma “epocale” di cui potranno beneficiare circa diecimila reclusi. Non è d’accordo invece il procuratore di Napoli Nicola Gratteri che parla di “indulto mascherato”. Nel suo ufficio, all’ottavo piano del grattacielo del Centro direzionale, il magistrato da più di trent’anni sotto scorta per le sue indagini sulla ‘‘ndrangheta sfoglia il testo con le nuove norme e avverte: le mafie potrebbero sfruttarle a proprio favore.
di Federico Ferraù
ilsussidiario.net, 21 agosto 2026 Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto difende l’operato del governo Meloni sul tema delle carceri, sia sul piano dei nuovi spazi di reclusione sia su quello del reclutamento del personale penitenziario. E cita un incremento delle misure alternative pari a 12mila unità nei primi mesi del 2026. Il problema semmai riguarda la sanità carceraria, che “una parte non secondaria delle Regioni considera una sanità minore, di serie B”. Sisto interverrà oggi al Meeting di Rimini sul tema “La vita oltre il muro. Come far fiorire speranza in carcere”. Il Sussidiario ha parlato con lui anche di femminicidio, imputabilità dei minori, confronto con la magistratura, nuove riforme e sicurezza. Sisto respinge l’accusa di una stretta securitaria non dettata dalla realtà, perché “siamo di fronte a un drammatico aumento della delinquenza minorile. I numeri sui reati in calo ci danno ragione”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 21 agosto 2026 Un paese devastato, senza senso morale, in cui l’istituto della grazia invece che come segno di umanità, di generosità e di riconciliazione, viene usato come una clava con lo scopo evidente di picconare le istituzioni e in particolare la presidenza della Repubblica. Il caso Minetti si era fortunatamente risolto senza sconquassi, ma ora la vicenda del gioielliere Roggero è esplosa in maniera sgangherata e incontenibile. La richiesta ultimativa di una grazia irrituale da parte non della famiglia (che sarebbe comprensibile) ma di Salvini, Vannacci e compagnia cantando non sorprende perché è iniziata la gara a chi la spara più grossa; colpisce la rivendicazione della presidente del Consiglio, ad avere spinto il ministro della Giustizia a un passo contro la prerogativa esclusiva di Mattarella.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 21 agosto 2026 C’è un confine che una democrazia costituzionale non dovrebbe mai smettere di presidiare: quello tra la sicurezza e il controllo. Un confine che diventa ancora più delicato nel momento in cui lo Stato dispone di strumenti tecnologici capaci non soltanto di osservare ciò che accade, ma di identificare, classificare e selezionare le persone attraverso enormi quantità di dati. La polizia predittiva rappresenta uno degli esempi più significativi di questa tendenza. Attraverso sistemi informatici capaci di incrociare una quantità enorme di informazioni, l’obiettivo dichiarato è individuare fattori di rischio e prevenire determinati fenomeni criminali.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 21 agosto 2026 Continuano le polemiche dopo la morte della 39enne uccisa a ferragosto, Nordio valuta di mandare gli ispettori a Venezia. E la Lega lancia “Ponte sicuro 72 ore”. Soltanto da Ferragosto, in Italia, si contano sei casi di donne uccise per mano del proprio partner o dell’ex. Ma è la morte di Tania Terrin, la 39enne strangolata nella notte di metà agosto dall’ex compagno, a diventare un fatto politico. E ad innescare le polemiche attorno al fenomeno del femminicidio, che non è più soltanto una parola ma un reato autonomo per il quale è previsto l’ergastolo. Negli ultimi mesi se ne è parlato tanto, e non soltanto per le uscite del generale Vannacci, che vorrebbe abolire la nuova fattispecie e rifare il “patriarcato mediterraneo”.
di Giovanna Cosenza*
Il Fatto Quotidiano, 21 agosto 2026 Di fronte all’ennesima dimostrazione dell’incapacità di raccontare la violenza di genere senza cadere nella pornografia del dolore, la mia proposta è drastica: smettere di parlarne. Sei donne uccise in pochi giorni, dal Veneto a Roma, dalla Calabria alla Sardegna. E anche stavolta, purtroppo, come accade per ogni femminicidio, il luna park mediatico ha azionato le solita giostra: dettagli morbosi sull’aggressione, interviste da cui emerge che “sembrava una persona tranquilla”, l’immancabile saccheggio di foto sui social. Di fronte all’ennesima dimostrazione dell’incapacità di raccontare la violenza di genere senza cadere nella pornografia del dolore, la mia proposta è drastica: smettere di parlarne.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 agosto 2026 La Cassazione ha rinviato gli atti al magistrato di sorveglianza di Bologna dopo il no del carcere e del giudice. Aveva richiesto un libro curato dai Monaci benedettini di Montecassino, “La medaglia di San Benedetto” (Editrice Shalom), ma il direttore del carcere di Parma ha negato il permesso. Protagonista è Antonio Piromalli, boss della ‘ndrangheta detenuto al 41bis, che dopo essersi visto negato la richiesta ha presentato ricorso tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia. Il giudice però, come riferito dal Corriere della Sera, aveva dato ragione al carcere e torto a Piromalli, “non riscontrandosi un pregiudizio all’esercizio dei diritti del detenuto e rilevandosi nel provvedimento dell’autorità penitenziaria congrua motivazione in ordine al rischio che il detenuto potesse coltivare i contatti con l’organizzazione avvalendosi di riferimenti a simboli e a testi sacri come aveva fatto in passato”.
di Riccardo Tripepi
Il Dubbio, 21 agosto 2026 Google potrà essere chiamata a custodire una prova destinata a un processo penale quasi come farebbe un appuntato dei carabinieri. L’immagine è volutamente semplificata, ma descrive bene la novità entrata in vigore nell’Unione europea. Dal 18 agosto è applicabile il regolamento Ue 2023/1543 sull’e-Evidence, la prova elettronica. In pratica, un magistrato o un giudice di uno Stato membro, grazie alle nuove norme, potrà rivolgersi direttamente alla società che conserva e-mail, messaggi o altri dati digitali, anche se questa si trova in un altro Paese dell’Unione.
TERRITORIO
Messaggero Veneto, 21 agosto 2026 Il ragazzo ha perso la vita nella giornata di martedì in ospedale, dopo che nella serata di lunedì aveva dato fuoco al materasso della sua cella. L’ipotesi di reato è quella di cooperazione in omicidio colposo omissivo. Cinque agenti di polizia penitenziaria sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Pordenone, in relazione alla morte di Karam Mamdouh Mohamed Khodair Mamdouh, il detenuto di 19 anni morto martedì all’ospedale cittadino dopo aver dato fuoco a un materasso nella sua cella nel carcere del Castello. L’ipotesi di reato è quella di cooperazione in omicidio colposo omissivo, prevista dagli articoli 113 e 589 del codice penale.
di Daniele De Salvo
Il Giorno, 21 agosto 2026 La visita all’istituto di reclusione del consigliere regionale Dem Gian Mario Fragomeli. La prigione ospita 93 detenuti rispetto ai 53 posti regolamentari. Sovraffollato e caldo. I reclusi nel carcere di Pescarenico di Lecco sono quasi il doppio di quanti dovrebbero essere. Sono 93 rispetto ai 53 che dovrebbe essere in base ai posti regolamentari disponibili. Inoltre le celle e gli altri ambienti in cui sono confinati sono roventi: aggravi di pena assolutamente non dovuti e inaccettabili per detenuti che tra l’altro in molti casi non sono stati condannati in via definitiva perché in attesa di giudizio. Non dipende da chi lo gestisce, ma appunto dal numero di detenuti e dalle limitazioni strutturali dell’edificio adibito a casa circondariale, che è un ex convento di inizio Novecento convertito poi in penitenziario.
di Sandro Marotta
La Stampa, 21 agosto 2026 Ai detenuti già presenti si sono aggiunti quelli provenienti da Genova e Torino. Diminuiscono i posti disponibili anche a causa dello smantellamento del 41-bis. Il carcere di Cuneo è sovraffollato, per la prima volta nella sua storia recente. Su 311 posti disponibili, le celle del Cerialdo ne ospitano 377, ovvero un tasso di sovraffollamento del 121%. I dati sono stati confermati dall’amministrazione penitenziaria a una delegazione dei politici e avvocati, che questa mattina ha fatto visita al carcere. Erano presenti Filippo Blengino e Bianca Piscolla dei Radicali Italiani, l’avvocato Enrico Collidà e Flavio Martino di +Europa.
perugiatoday.it, 21 agosto 2026 Il Garante denuncia un sistema che fa ammalare i detenuti e mette a rischio gli agenti. Richieste al consiglio regionale: più sicurezza, personale formato e ripristino dei servizi sanitari. Visita ufficiale del Garante regionale dell’Umbria per le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, l’avvocato Andrea Pensi, presso la Casa circondariale di Perugia - Capanne. L’incontro, richiesto a seguito dell’aggressione ai danni di un agente di Polizia penitenziaria avvenuta lo scorso 18 agosto, ha messo in luce le numerose criticità che affliggono l’istituto penitenziario perugino, con particolare attenzione alla sicurezza del personale e alla gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici.
quotidiano.net, 21 agosto 2026 La poesia della detenuta che ha vinto il Premio Afrodite. Nardò (Lecce), la Garante dei Diritti delle persone private della libertà: “Anche in carcere possono nascere parole capaci di interrogare la coscienza collettiva e di parlare a tutti”. Ave Maria, piena di rabbia. Quanto dolore, rimpianto, rancore. Sentimenti impastati a pentimento e redenzione, bisogno di riscatto e desiderio di luce. Voglia di vita. E in fondo, solo amore. La poesia composta da una detenuta della Casa Circondariale di Lecce si è aggiudicata il Premio Afrodite giunto alla sua quinta edizione.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 21 agosto 2026 Gian Luca Rossignolo era un imprenditore, come il padre prima di lui. Poi la sua vita cambia: arrivano una condanna per bancarotta e la reclusione. La sentenza lo raggiunge in Montenegro; rientrato in Italia, passa per il carcere di Civitavecchia, finché non viene trasferito a Monza. Ed è proprio da Sanquirico che racconta la sua storia, nella seconda puntata del podcast “Un universo oltre i Confini”, realizzato dalla cooperativa sociale Universo e dall’associazione Zero Confini onlus. “Il periodo più buio e difficile non è stato il giorno in cui sono stato messo in carcere - racconta Rossignolo ai microfoni di Elena Tinelli - ma i 12 anni precedenti di processo, in cui trascorrevo le notti a immaginarmi che cosa mi potesse succedere”.
AFFARI SOCIALI
di Francesca Paci
La Stampa, 21 agosto 2026 Ci troviamo con un’Europa spaccata in modo trasversale. La buona notizia per il governo Meloni è l’interruzione della sequenza di paesi che da giorni, a cadenza quotidiana, annunciano di prepararsi a rispedire i cosiddetti “dublinanti” in Italia. Quella se non cattiva quantomeno problematica è che a dire no siano Madrid e Parigi, le due capitali cioè con più ragioni politiche per prendersi una rivincita su Roma. Nel momento del redde rationem di quel patto Ue sulle migrazioni e l’asilo che Palazzo Chigi ha venduto come un successo e che mostra invece adesso tutte le sue insidie proprio per le frontiere di primo approdo come la nostra, la solidarietà arriva dunque, inattesa, nonostante la sospensione di Schengen contrapposta alla crisi di Ceuta e nonostante la tensione ricorrente con l’Eliseo.
Il Manifesto, 21 agosto 2026 Tra aprile e maggio 2025 registrati 42 eventi critici. Sono sbarcate ieri a Bari, dopo tre giorni di navigazione, le 48 persone portate in salvo lunedì scorso nelle acque internazionali della zona Sar libica dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency. Due, in condizioni critiche, erano già stati trasferiti in ospedale. Su terra ferma sono stati portati anche sette corpi senza vita: erano nella stiva del barchino di legno, a ucciderli probabilmente le esalazioni. I naufraghi sono originarie della Somalia e dell’Egitto, 5 sono donne, 31 i minori non accompagnati. I dati del Missing migrants project dell’Oim indicano in 1.699 le vittime nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, 900 solo sulla rotta centrale.
di Mattia Fonzi
Il Domani, 21 agosto 2026 Da quando le nuove regole europee sono diventate effettive, un centro bulgaro ha assunto un ruolo chiave. Dovrebbe essere luogo “di transito” ma diventa nei fatti una prigione. Le proteste vengono represse brutalmente. Scioperi della fame e una rivolta repressa con violenza. Sono i primissimi effetti del nuovo Patto europeo migrazione e asilo. Accade a Pastrogor, in Bulgaria, a pochi km dal confine con la Turchia, dove un “centro di transito” per migranti, costruito nel 2012 come struttura di accoglienza, è diventato oggi una prigione, passando in appena due mesi da 5 a circa 250 persone detenute. Il Patto, entrato nella sua fase operativa lo scorso 12 giugno, introduce le nuove procedure d’asilo alla frontiera (asylum border procedure).
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 21 agosto 2026 Mentre l’Europa guarda a Ceuta, in Cirenaica migliaia di profughi, soprattutto dal Corno d’Africa, sono trattenuti in centri di detenzione o penitenziari. Il loro racconto: “Siamo trattati come animali”. Filmon veniva dall’Eritrea e aveva solo 18 anni. Sognava di trovare un posto sicuro dove costruirsi un futuro e vivere libero, invece è morto di tubercolosi come una bestia in una galera sovraffollata della Libia orientale. Non lo ha curato nessuno, nemmeno quando agonizzava tossendo senza fermarsi e sputando sangue nel centro di detenzione ufficiale di Ganfuda, nella area metropolitana di Bengasi, dove era rinchiuso da mesi. I carcerieri libici non hanno avuto pietà di lui nemmeno da morto. Il suo corpo è rimasto 48 ore in cella prima di essere portato via.
ESTERI
di Shlomo Ben-Ami*
Il Domani, 21 agosto 2026 Il mandato di arresto contro Netanyahu ha messo in evidenza l’impotenza della Cpi ma non l’ha creata: nata nell’euforia della vittoria occidentale nella Guerra Fredda, la Cpi ha sempre rappresentato la giustizia dei vincitori e non è mai stata attrezzata per operare in un mondo plasmato dalla Machtpolitik, la politica dettata dalla forza. Un tempo i tribunali penali internazionali si concentravano sull’assicurare alla giustizia leader sconfitti, come il serbo Milošević o il liberiano Taylor. La Corte penale internazionale (Cpi) si è spinta oltre, emettendo mandati di arresto nei confronti di leader ancora in carica - in particolare, il presidente russo Putin e il primo ministro israeliano Netanyahu.
di Giuseppe Acconcia
Nigrizia, 21 agosto 2026 Detenuto dall’inizio di marzo, Wael Naouar ha iniziato uno sciopero della fame. Chiede la liberazione sua e di altri tre attivisti pro-Pal. Non solo dissidenti, avvocati, giornalisti e oppositori. Anche il movimento per la Palestina paga il conto della repressione in corso nel paese nordafricano. Non si ferma la repressione dei movimenti in Tunisia. E a farne le spese è anche la grande mobilitazione internazionale per la Palestina. L’ultimo a pagare è l’attivista tunisino Wael Naouar del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla che ha l’obiettivo di denunciare il genodicio a Gaza e di rompere l’assedio della Striscia con la consegna di aiuti umanitari. Wael ha iniziato lo sciopero della fame in carcere lo scorso 16 agosto a Mornaguia, nella periferia di Tunisi, dove è detenuto, per chiedere di essere liberato insieme agli altri militanti della Flotilla ancora in custodia cautelare.
DOCUMENTI
Articolo. "Così non si va da nessuna parte!", di Cesare Burdese
Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti. 11 "Cronisti in Opera"
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 agosto 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 23 agosto 2026
Incontro-dibattito. "La prevenzione in carcere? Funziona?" (Parma, 4 settembre 2026)
CORSI DI STUDIO
CONCORSI E PREMI