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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 20 agosto 2026
di Glauco Giostra
Avvenire, 20 agosto 2026 Non ci si preoccupa di risultare un Paese senza dignità, come il presidente Mattarella ha ammonito. Un Paese che sta andando incontro a una seconda condanna da parte della Corte europea, per trattamento inumano e degradante delle persone ristrette. Un Paese che ha ignorato anche l’altissimo e accorato appello di Papa Francesco. Decine di suicidi, centinaia di atti di autolesionismo, diverse migliaia di accertati casi di condizioni inumane e degradanti, innumerevoli insorgenze psichiatriche e generalizzate sedazioni farmacologiche, sezioni penitenziarie sequestrate dalla magistratura a causa della loro disumana inagibilità.
di Carmine Ippolito
Il Roma, 20 agosto 2026 L’intero sistema penitenziario si avvicina al collasso per i livelli di sovraffollamento. I dati diffusi dal Viminale, in occasione della rituale conferenza stampa di ferragosto, evidenziano che la delittuosità è chiaramente in calo: in netta discesa omicidi, femminicidi, rapine, furti e violenza di genere. E questa è una buona notizia, ovviamente. È preoccupante, invece, che, asimmetricamente, al calo dei delitti, non corrisponda una decrescita della popolazione penitenziaria. Al contrario si registra nelle carceri un vertiginoso aumento dei detenuti e l’intero sistema penitenziario si avvicina al collasso per i livelli di sovraffollamento raggiunti e le carenze di organico nella polizia penitenziaria e nei Tribunali di sorveglianza.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 20 agosto 2026 La scarsità delle risorse limita la platea dei soggetti interessati. Richiesta possibile anche quando il giudizio è ancora in corso. Che sia una legge “epocale”, copyright Carlo Nordio, oppure un “indulto mascherato”, opinione di Nicola Gratteri, la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con problemi di dipendenza, da sostanze o alcol, entra in vigore domani. Ma si tratta di un avvio a scartamento ridotto, sia per la necessità di un’ulteriore messa a punto delle misure attuative sia per l’esiguità delle risorse disponibili che ne ridimensionano nei fatti l’impatto.
di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 20 agosto 2026 Il 13 agosto 2026 nel sito web istituzionale del Ministero della Giustizia è stato pubblicato l’articolo Esiste un “diritto” alla cella singola? Il parere dell’esperto (consultabile a questo link: https://www.gnewsonline.it/esiste-un-diritto-alla-cella-singola-il-parere-dellesperto/), a firma di Francesco Picozzi. Lo spunto per lo scritto è la notizia, diffusa due giorni prima, della protesta di alcuni detenuti ristretti nella casa circondariale Due Palazzi di Padova, a causa della decisione della direzione di collocare una seconda branda in celle singole per sistemare 20 detenuti provenienti da altri istituti. Sono stati due i motivi della protesta: la riduzione dello spazio detentivo individuale al di sotto di tre metri quadri, la perdita di un ambiente adeguato al lavoro e allo studio in conseguenza della forzata convivenza.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 20 agosto 2026 A che serve urlare la cronaca nera? Al giorno d’oggi soprattutto a minare la fiducia dei cittadini nello stato di diritto e a creare il terreno per emanare leggi sulla sicurezza. La cronaca nera è bella, anche se fa male. Quantomeno perché i regimi l’hanno sempre vietata o ridotta ai minimi termini. Il Minculpop di Mussolini inviava veline agli organi di stampa per chiedere - imporre - di evitare di parlare troppo dei fatti di sangue e, più in generale, di tutti quei delitti che mettevano in dubbio l’ordine perfetto postulato dal fascismo. In Spagna Francisco Franco “sconsigliava” di diffondere notizie che potessero intaccare “la stabilità” del paese.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 20 agosto 2026 In pochi giorni almeno 6 donne sono state uccise da chi consideravano, o avevano considerato, un compagno di vita. Il cambiamento passa dalla scuola, dalla formazione per le forze dell’ordine e gli assistenti sociali, dalle risorse destinate ai centri antiviolenza, dalla fine del pietismo. Ercoli (Differenza Donna): “Ora serve un cambio di passo”. Joanna Rouissi aveva 50 anni quando è stata uccisa, nel pomeriggio di martedì 18 agosto, nella sua abitazione a Colleferro, vicino Roma. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il marito, Mohammed Habib Rouissi, 69 anni, durante un litigio avrebbe più volte colpito con un coltello la moglie alla gola. In casa c’era anche il più piccolo dei cinque figli della coppia, che avrebbe visto tutto.
di Giacomo Costa
Il Gazzettino, 20 agosto 2026 “Intanto è stata avviata un’indagine interna, chiederemo alla procura di Venezia di poter visionare tutta la documentazione che riguarda l’omicidio di Tania Terrin e il profilo del suo assassino, Dino Keber. E, nel caso in cui emergessero delle possibili irregolarità, procederemo certamente con gli accertamenti ispettivi ufficiali. L’attenzione del ministero della Giustizia su questa vicenda è massima”. La cautela è d’obbligo, il ministro Carlo Nordio sta aspettando di conoscere tutti i dettagli prima di esprimersi.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 20 agosto 2026 L’avvocata e senatrice: “La legge Codice Rosso è salvavita, ma non sempre viene applicata bene. Ci sono ritardi, sottovalutazioni e misure blande”. Giulia Bongiorno, senatrice leghista, presidente della commissione Giustizia, e cofondatrice di Doppia Difesa: ancora una volta una donna che denuncia, inascoltata, è uccisa perché lo Stato non è riuscito a proteggerla. “Una vicenda intollerabile. Per una donna è difficile denunciare un uomo con cui c’è, o c’è stato, un rapporto sentimentale: quando trova il coraggio di farlo dev’essere aiutata subito. Esiste una legge del 2019 a mia firma, il Codice Rosso, per dare priorità assoluta alle donne in pericolo”.
di Silvia Madiotto
Corriere di Verona, 20 agosto 2026 Alessandra Moretti, eurodeputata del Partito Democratico, è molto dura sul femminicidio di Tania: “È stata coraggiosa, ha denunciato. Non è stata protetta”. Per salvare le donne, dice, servono carcere preventivo ed educazione al rispetto fin da piccoli. “Tania è stata una donna coraggiosa che ha denunciato l’uomo violento. La grande responsabilità, in questa vicenda dolorosa, è del sistema giudiziario”. Alessandra Moretti, eurodeputata del Pd e avvocato, va dritta al punto: “Servono misure cautelari che, invece, vengono applicate solo in casi estremamente rari nonostante le denunce, come conferma questo caso. I braccialetti, i domiciliari, non bastano. Per tutelare le donne serve la detenzione, l’isolamento, l’allontanamento completo del violento prima che la situazione esploda”.
di Silvia Madiotto
Corriere di Verona, 20 agosto 2026 La senatrice leghista Erika Stefani è convinta degli strumenti che oggi la legge offre per difendere le donne: “Ma possiamo sempre migliorarli. Gli uomini violenti non si chiedono quale sia la pena prevista per i reati. È una società troppo aggressiva”. Qualcosa a un certo punto non ha funzionato, l’ex governatore Luca Zaia l’ha chiamato “un fallimento”. Una donna è morta dopo aver fatto ciò che tutti le hanno consigliato, denunciare il suo ex violento. Dopo aver fatto scattare il codice rosso e la vigilanza, come previsto dalla legge. Della commissione giustizia in Senato fa parte Erika Stefani, avvocato ed esponente leghista.
TERRITORIO
di Jessica Muller Castagliuolo
Il Giorno, 20 agosto 2026 A San Vittore il picco in negativo con 96 recluse a fronte di 46 posti sulla carta. Situazione ulteriormente peggiorata dopo la chiusura della sezione femminile del penitenziario di Vigevano. Nella bollente estate delle carceri lombarde - quarta regione per sovraffollamento in Italia, con lo scarto negativo massimo di San Vittore, che sfiora il picco del 230 per cento - anche le donne detenute a Milano si trovano in una condizione critica. Dopo lo smantellamento, tra luglio e agosto 2025, della sezione femminile del carcere di Piccolini a Vigevano, sostituita con una sezione del 41bis dedicata a detenuti che sono stati condannati o imputati per reati di criminalità organizzata o terrorismo, 72 donne sono mandate altrove e “assorbite” in contesti che già soffrivano di sovraffollamento.
di Alberto Comisso
telefriuli.it, 20 agosto 2026 Sequestrata la cella del carcere dove si è verificato l’incendio. I fumi tossici inalati in cella e un interrogativo di fondo: come ha fatto un materasso, che per legge dovrebbe essere ignifugo, a bruciare così rapidamente? È questo il nodo principale attorno a cui ruotano le indagini sulla tragedia che si è consumata nella tarda serata di lunedì all’interno del carcere di Pordenone, dove un diciannovenne di origine egiziana ha perso la vita a causa dell’inalazione di monossido di carbonio. Poco prima delle 23, il giovane - che condivideva la cella al primo piano con altri tre reclusi - si è barricato all’interno sbarrando l’ingresso con una sedia e ha dato fuoco al proprio materasso e ad alcuni arredi, servendosi probabilmente del fornelletto a gas in dotazione.
consiglio.regione.fvg.it, 20 agosto 2026 Quanto accaduto presso il carcere di Pordenone, dove un giovane detenuto di 19 anni è morto intossicato dalle esalazioni di monossido di carbonio provocate dall’incendio del materasso che, dicono gli organi d’informazione, aveva dato alle fiamme nella sua cella, amareggia non poco e offre il profilo di un sistema penitenziario che ha bisogno di una completa rivisitazione nelle sue strutture architettoniche, nella formazione del personale ad affrontare situazioni di emergenza improvvisa e nella stessa organizzazione dei servizi che deve assicurare”. Inizia così una nota del Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, che sottolinea di “aver più volte indicato come fuori norma le strutture penitenziarie attuali, perché mancanti di sistemi antincendio costantemente manutentati e collaudati.
di Natascia Gargano
rainews.it, 20 agosto 2026 La morte a Pordenone di un detenuto 19 enne e il punto sui lavori San Vito al Tagliamento (apertura nel 2027). “La pena dev’essere rieducativa”. La morte nel carcere di Pordenone del 19 enne egiziano che ha dato fuoco al materasso della propria cella ed è rimasto intossicato dalle esalazioni, riporta l’attenzione anche sulla costruzione del nuovo penitenziario di San Vito al Tagliamento, la struttura da 300 posti che sostituirà quella di piazza della Motta. I lavori sono in corso e l’apertura resta confermata entro il 2027. Il sindaco di San Vito al Tagliamento, Alberto Bernava: “La tragedia evidenzia i limiti del nostro sistema carcerario; a San Vito siamo impegnati per la costruzione del nuovo penitenziario, i lavori procedono bene e attendiamo che possano essere terminati per il 2027, ma parallelamente stiamo portando avanti una cabina di regia per un nuovo modello di detenzione che non si limiti alla pena ma che persegua pienamente gli obiettivi costituzionali di reinserimento dei detenuti nella società”.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 20 agosto 2026 Quasi il doppio delle persone teoricamente consentite, temperature insopportabili, acqua che va e viene, aggressioni e momenti di tensione purtroppo quotidiani. Condizioni descritte come “disumane”, “degradanti”, “preoccupanti” da chi è già entrato, in questi mesi estivi, al carcere della Dozza e che tuttora persistono, così come da chi tutti i giorni ci lavora lì all’interno. È questa la situazione “dietro le sbarre” del penitenziario bolognese che la delegazione guidata dalla Camera penale di Bologna e dal suo Osservatorio carcere tornerà a documentare lunedì.
di Sara Pizzorni
Cremona Oggi, 20 agosto 2026 Male anche l’organico della polizia penitenziaria. Aumentate le aggressioni, a rischio la finalità educativa nella casa circondariale cremonese. “Nel carcere di Cremona ci sono 608 detenuti; 511 sono quelli definitivi. Praticamente è una casa per persone che hanno già avuto la condanna e che potrebbero accedere a delle misure alternative, ma non vi accedono perché mancano i colloqui con gli educatori”. Lo sostiene l’avvocato Simona Giannetti, consigliere generale del Partito Radicale, che questa mattina, insieme alla delegazione composta da Samuele Resmini e Gino Ruggeri, ha visitato il penitenziario di Cremona.
grossetonotizie.com, 20 agosto 2026
Venerdì 21 agosto i Giovani Democratici della Toscana entreranno nella casa circondariale di Massa Marittima come secondo appuntamento di un percorso di ascolto e confronto dal titolo “Dimenticat3”, che attraverserà le carceri della Toscana. Un viaggio dentro gli istituti penitenziari della regione, accanto alle associazioni, agli operatori, ai volontari e a tutte le realtà che ogni giorno vivono e lavorano nel sistema carcerario, con l’obiettivo di costruire una proposta per un nuovo modello penitenziario. Entrare in carcere significa, per i Giovani Democratici, scegliere di guardare da vicino una realtà che troppo spesso rimane ai margini del dibattito pubblico, ascoltando le voci di chi ogni giorno affronta le difficoltà di un sistema che oggi mostra profonde fragilità e che non riesce a garantire la dignità delle persone detenute, la tutela della salute, condizioni di vita adeguate e percorsi efficaci di reinserimento.
di Lorenza Cerbini
Corriere della Sera, 20 agosto 2026 Il regista e drammaturgo Armando Punzo: “Riconosciuto un lavoro decennale”. E intanto i progetti, teatrali e non, si moltiplicano. “In questi giorni abbiamo ricevuto la notizia che sono arrivati tutti i nulla osta per la realizzazione del nostro teatro, sarà interno al carcere di Volterra”. Armando Punzo è felice per questo traguardo (quasi) raggiunto. “Da 25 anni combatto per questo progetto e la struttura porterà la firma di Mario Cucinella”. Proprio a inizio anno, il famoso architetto ha presentato la sua proposta (coadiuvata da un plastico) nella cittadina toscana. Il teatro in carcere sarà un padiglione di 400 metri quadrati con capienza di 250 posti, uno spazio leggero (trasparente e smontabile), polivalente e di confine tra il “dentro e il fuori”.
AFFARI SOCIALI
di Paolo Venturi
Avvenire, 20 agosto 2026 Il rischio non è la fantascienza dei robot assassini, ma che il surrogato prenda il posto dell’incontro, della relazione. È un impoverimento già visibile, e a pagarne il prezzo saranno soprattutto i più fragili. C’è una parola che, più di ogni dato, dice la posta in gioco di questi mesi. La usa Yuval Noah Harari in una recente intervista al settimanale Der Spiegel, quando spiega che con l’Intelligenza artificiale non stiamo più costruendo strumenti, ma attori. Un martello, un motore, persino un’arma non decidono nulla, siamo noi a dire loro cosa fare. L’IA no, e questo cambia tutto. Il passaggio da strumento ad attore matura dentro una duplice impotenza, la fame di potenza di pochissime imprese globali e la debolezza dei governi, che rincorrono un fenomeno di cui non controllano né il codice né i confini.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 20 agosto 2026 “La legge sul fine vita la faremo. Anche perché solo noi possiamo farla: la sinistra non ci è mai riuscita”. Il meloniano Francesco Zaffini garantisce al telefono con Il Dubbio dopo le parole dell’azzurra Stefania Craxi, che lunedì scorso dalle pagine del Foglio ha rinnovato l’appello al Parlamento per fare una norma sul suicidio assistito. I due devono essersi parlati a lungo negli ultimi mesi, per accorciare la distanza che separa Forza Italia e Fratelli d’Italia sull’argomento. Ma ora il presidente della decima commissione del Senato, che insieme a quella Giustizia lavora da quasi due anni al testo del centrodestra per portarlo in Aula, assicura di trovarsi in sintonia con le parole della capogruppo dei berlusconiani a Palazzo Madama: “Condivido ciò che ha scritto”, dice.
di Simone Canettieri e Irene Soave
Corriere della Sera, 20 agosto 2026 Precedente dopo precedente, e secondo l’interpretazione del diritto migratorio europeo che infine prevarrà, sembra che l’Italia potrebbe trovarsi a dover discutere il trasferimento di migliaia di migranti arrivati in Europa approdando sulle coste italiane, che nel frattempo hanno chiesto asilo in altri Paesi. Si tratta dei cosiddetti “dublinanti”, perché il loro trasferimento avverrebbe ai sensi degli accordi di Dublino, che il Geas, il nuovo patto europeo per la migrazione e l’asilo in vigore dal 12 giugno, ribadisce. Ieri, dopo due settimane di schermaglie con la Germania per tre “casi pilota”, e dopo che anche la Svizzera ha annunciato che trasferirà in Italia centinaia di persone, si è aggiunta Vienna.
di Alex Giuzio
Il Manifesto, 20 agosto 2026 È il terzo paese dopo Germania e Svizzera e mostra il fallimento delle politiche di Meloni. Il patto sull’asilo voluto dalla premier potrebbe riportare 24mila persone in Italia. “Ho parlato, nel consueto spirito di amicizia, con il ministro degli esteri tedesco Wadephul, prosegue il dialogo fra Italia e Germania con priorità alle migrazioni”: ieri sera il ministro Tajani è ricorso a un post su X per cercare di attutire lo scontro con Berlino sui dublinanti. E ancora: “Condividiamo la preoccupazione per Ceuta e la necessità di garantire massima protezione alle frontiere esterne europee. Confermiamo l’esigenza di un contrasto coordinato ai trafficanti e rafforzamento della dimensione esterna della Ue”.
Il Dubbio, 20 agosto 2026 Condannato nel 1950 per omicidio, si era sempre proclamato innocente. Per otto volte sfuggì all’esecuzione, poi la pena fu commutata. Francis Clifford Smith è morto a 101 anni dopo aver trascorso complessivamente circa settant’anni dietro le sbarre per un omicidio del quale si era sempre dichiarato innocente. Considerato il detenuto più anziano degli Stati Uniti e quello con la più lunga detenzione scontata, è deceduto lo scorso giugno nel centro sanitario del Connecticut destinato all’assistenza dei reclusi anziani, dove era stato trasferito nel 2020.
DOCUMENTI
Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti. 11 "Cronisti in Opera"
Articolo. "Psicologo in carcere: ruolo, limiti e funzione rieducativa", di Beatrice Leonello
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 agosto 2026)
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