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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di sabato 15 agosto 2026

 

Ristretti Orizzonti, 15 agosto 2026 Intorno al tavolo di Ristretti Orizzonti siedono tante persone detenute e tanti volontari, e ogni giorno affrontano discussioni profonde sul senso della pena, sulla qualità della vita detentiva, sulla propria responsabilità. Non c’è voglia di cercare giustificazioni, ma di raccontarsi, dare valore alle parole, “disarmarsi” per primi, senza aspettare che siano gli altri a farlo, perché in un mondo particolarmente violento come quello del carcere, vale la pena avere il coraggio di cercare di rinunciare a qualsiasi forma di aggressività, anche a costo di apparire deboli e scoperti.

 

di Valentina Stella

Il Dubbio, 15 agosto 2026 Sovraffollamento, suicidi e condizioni degradanti, mentre il governo annuncia misure solo “futuribili” e comunque incapaci di ridare dignità alle carceri. Quando le forze politiche che sorreggono il governo, soprattutto Fratelli d’Italia e Lega, si ripresenteranno dinanzi agli elettori nel 2027 per chiedere nuovamente la loro fiducia potranno vantarsi “giustamente” da par loro di non aver fatto nulla per le carceri italiane. Certezza della pena e tutto chiuso. E i cittadini di destra applaudiranno. Oggi, 15 agosto, la temperatura media in Italia è di 36 gradi. Nelle nostre prigioni ne verranno percepiti 40, senza condizionatori né ventilatori a portare sollievo. Al 28 luglio 2026, si contano 64.741 persone detenute a fronte di soli 46.343 posti effettivamente disponibili, portando il tasso di affollamento reale al 139,7% (dati di Antigone).

 

di Annarita Digiorgio

Il Foglio, 15 agosto 2026 Tra le 190 carceri italiane, i ristretti attualmente presenti sono 64.773: un sovraffollamento rispetto ai posti disponibili del 139,5 per cento. Meloni e Nordio hanno annunciato diecimila posti in più. Ma dopo quattro anni di governo la capienza regolamentare conta appena 46 posti in più rispetto al 2022. Lo scorso 17 giugno la procura di Firenze ha sequestrato sette sezioni del carcere di Sollicciano a causa delle pessime condizioni strutturali e igienico-sanitarie della struttura. È la prima volta che in Italia avviene, e in seguito 250 detenuti sono stati trasferiti. Se tutte le procure d’Italia iniziassero a indagare e a sequestrare le carceri non idonee, chiuderebbero tutte e non ci sarebbe più posto per nessun detenuto. E, se obbligatorietà dell’azione penale esiste, non si capisce perché questo non avvenga, liberando tutti i ristretti dalle parti galere.

 

di Errico Novi

Il Dubbio, 15 agosto 2026 Sì, i sondaggi dicono che occuparsi di carcere non paga. Ma forse eviterebbe che la politica resti in balia dell’antipolitica. Abbiamo a che fare con l’inerzia della politica rispetto alla tragedia del carcere da decenni. Cambiano le maggioranze, non la sciagurata indifferenza. Un ministro della Giustizia tra i più apprezzabili per sensibilità alla condizione dei reclusi come Andrea Orlando rinserrò nel cassetto delle occasioni perdute la riforma da lui stesso costruita, nel 2017, con gli Stati generali. Inutile ribadire l’ostinata crudeltà dell’attuale Esecutivo e della sua maggioranza che hanno, nell’ordine: cestinato l’impeccabile legge Giachetti-Bernardini sulla liberazione anticipata; proclamato senza alcun seguito effettivo il trasferimento in comunità dei detenuti con tossicodipendenze, proposito dichiarato quasi tre anni fa dall’allora sottosegretario Andrea Delmastro, oggetto di una legge appena approvata e perfettamente inattuata ...

 

di Fabio Falbo

huffingtonpost.it, 15 agosto 2026 La cifra ufficiale del 32% è una vistosa sottostima burocratica, la percentuale reale di ristretti con problemi di dipendenza supera diffusamente l’80%. Chi ha una dipendenza patologica non dovrebbe stare in cella, eppure il carcere è diventato il suo più grande e fallimentare deposito. Non so se il ministero della Giustizia abbia i dati delle tante persone che non hanno una residenza e che per questo non possono accedere alle comunità terapeutiche. Chi ha una dipendenza patologica non dovrebbe stare in cella, eppure il carcere è diventato il suo più grande e fallimentare deposito. Le dipendenze non sono devianze da punire con le sbarre, ma patologie croniche e recidivanti riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Invece, la macchina della giustizia italiana ignora la diagnosi medica e applica solo la logica custodiale, nascondendosi dietro cifre di comodo. 

 

di Giovanni M. Jacobazzi

Il Riformista, 15 agosto 2026 Questa mattina il Partito Radicale tornerà nelle carceri per la tradizionale giornata di visite di Ferragosto. Un appuntamento che quest’anno arriva con numeri esplosivi: oltre 65mila detenuti, meno di 47mila posti effettivamente disponibili e un tasso di sovraffollamento che, secondo i dati diffusi recentemente da Franco Insardà sul Dubbio, ha superato il 140%. In 9 istituti si va addirittura oltre il 200%. La scorsa settimana, l’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia della Camera ha avviato, su richiesta di Forza Italia, l’iter per un’indagine conoscitiva sul sistema penitenziario. A promuoverla sono stati Enrico Costa, capogruppo degli azzurri, Davide Bellomo, Tommaso Calderone e Pietro Pittalis. L’obiettivo è acquisire dati certi su sovraffollamento, edilizia carceraria, modalità di espiazione della pena, suicidi e condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria.

 

di Valter Vecellio

Il Dubbio, 15 agosto 2026 Estate 1976: Marco Pannella e altri tre radicali (Emma Bonino, Adele Faccio, Mauro Mellini) da qualche settimana sono deputati. Pannella, che da sempre “predica” il rispetto rigoroso della “regola”, impone che si studi in modo scientifico il regolamento della Camera, diritti prerogative e doveri di un parlamentare. Si “scopre” che deputati e senatori, sol che lo vogliano, possono effettuare visite ispettive, senza preavviso, nelle carceri. Detto fatto. Da allora Pannella, e con lui un po’ tutti i parlamentari radicali, sono come di casa negli istituti di pena. Lunghe, minuziose visite, cella per cella. Colloqui, quando li accettano, con detenuti, poco importa se “eccellenti” o cosiddetti “ladri di polli”: i loro sfoghi, lamentele, recriminazioni, sogni, speranze… Non solo i detenuti: Pannella conia l’espressione “detenuti e detenenti”; si intrattiene con gli agenti della polizia penitenziaria, è consapevole del loro duro e ingrato lavoro; e con l’intera comunità penitenziaria: i direttori, gli operatori a vario livello, i volontari, i cappellani.

 

di Franco Insardà

Il Dubbio, 15 agosto 2026 Se i dati sono questi, la domanda è inevitabile: che senso ha continuare a restringere gli spazi di libertà, ricorrere a misure preventive per le manifestazioni, ampliare le zone rosse e moltiplicare gli strumenti securitari se proprio il ministero dell’Interno certifica che l’Italia è oggi più sicura? Il punto di partenza è il dossier sulla sicurezza del Viminale, che il ministro Matteo Piantedosi presenta con una scelta precisa: “raccontare la sicurezza in Italia partendo dai numeri”. E i numeri raccontano una realtà difficilmente compatibile con una rappresentazione permanente dell’emergenza. Nel primo semestre del 2026 i delitti complessivi sono passati da 1.186.268 a 1.068.240, con una diminuzione del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.

 

di Claudio Cerasa

Il Foglio, 15 agosto 2026 La sicurezza va bene, lo dicono i dati. Senza lagne o allarmi. Perché le buone notizie su questo tema imbarazzano opposizione e governo. Le buone notizie, lo sappiamo, spesso tendono a spiazzare, a sorprendere, a creare imbarazzo e quando un osservatore, un politico, un intellettuale si ritrova di fronte a un numero non negativo che riguarda il proprio paese cerca in tutti i modi di andare avanti con la lettura dei dossier, delle tabelle, dei trend per cercare conforto in qualche altro numero che gli permetta di continuare a cullarsi, come sempre, nella dolce, confortante, rassicurante e amatissima lagna. Ci sono casi in cui le buone notizie, in politica, mettono in imbarazzo chi si trova all’opposizione. Ci sono casi in cui le buone notizie, in politica, mettono in imbarazzo chi si trova al governo. Ci sono casi, come quelli di oggi, in cui le buone notizie, in politica, riescono a mettere in imbarazzo tutti: follower della maggioranza, follower dell’opposizione.

 

di Alessandra Ziniti

La Repubblica, 15 agosto 2026 Il sociologo: “L’unico punto fermo è che diminuiscono delitti e femminicidi. Ma accade da anni e non è merito di Meloni”. Marzio Barbagli, da sociologo lei ha anche collaborato negli anni scorsi con il ministero dell’Interno per l’elaborazione di alcuni dossier relativi ai reati e alla sicurezza. Ma davvero l’Italia oggi è uno dei Paesi più sicuri al mondo? “Bastasse un dossier come questo saremmo ovviamente tutti contenti, ma non è così. Questi rapporti io li studio da anni. Il Viminale confronta il primo semestre dell’anno con quello precedente. Questo sistema non va bene, è inadeguato”.

 

di Alessandro Parrotta*

Il Dubbio, 15 agosto 2026 Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, l’Avvocato Fabio Pinelli, ha scelto una posizione che merita di essere condivisa integralmente: da un lato l’adesione alle parole del Capo dello Stato che alla cerimonia del Ventaglio del 30 luglio ha ammonito che le regole della legge non possono adattarsi ai comportamenti individuali e occasionali, pena l’abdicazione dello Stato; dall’altro il rilievo che il codice penale è vecchio e va adeguato. Non è una contraddizione ma la sintesi più onesta e lucida dei commenti che il caso Roggero ha sollevato. Su questo terreno mi ero già espresso proprio su queste pagine il 18 luglio 2025, esaminando l’entrata in vigore del decreto sicurezza; osservavo che il legislatore aveva mancato l’occasione di riscrivere in termini equilibrati e costituzionalmente sostenibili la disciplina della difesa legittima e mettevo in guardia dal rischio opposto: che la difesa legittima si trasformasse in principio assoluto, accentuando il conflitto tra sicurezza soggettiva e legalità penale. Un anno dopo quel rischio è diventato programma politico.

 

di Luca Fiorucci

La Nazione, 15 agosto 2026 Il Garante Andrea Pensi, nominato a luglio, ha recentemente fatto visita a Capanne, poi si recherà a Terni, Spoleto e Orvieto: “Altrettanto cronico è il problema degli organici del personale di polizia penitenziaria”. Clima rovente, situazione delle carceri umbri ancora di più. Situazione difficile ormai da tempo, che le condizioni meteo dei mesi estivi rendono ancora più estreme. Perché nelle celle sovraffollate, anche negli istituti umbri, le difficoltà quotidiane vengono amplificate dai disagi a causa delle alte temperature. Situazioni che il garante regionale per i detenuti, Andrea Pensi, nominato a luglio dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, sta iniziando ad affrontare.

 

di Luca Fiorucci

La Nazione, 15 agosto 2026 Una questione centrale nella problematica delle carceri umbre è l’istituzione di una Rems. La Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza, che accoglie detenuti con problematiche psichiatriche la cui condizione non sarebbe compatibile con il carcere o che necessiterebbero di un adeguato supporto specialistico, è prevista anche in Umbria. Un impegno preso dell’amministrazione regionale a fronte delle criticità rappresentate dalla convivenza tra detenuti e detenuti “psichiatrici”. Convivenza spesso e volentieri che diventa drammatica con ripetuti episodi di violenza che hanno coinvolto gli agenti della penitenziaria come il personale medico e infermieristico.

 

di Michele Rossi

udinetoday.it, 15 agosto 2026 Quattro alloggi comunali per aiutare le persone che escono dal carcere a ricostruirsi una vita fuori dall’istituto penitenziario. È uno dei progetti annunciati questa mattina dal Comune di Udine, durante la conferenza stampa del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale Andrea Sandra. L’edificio individuato dall’amministrazione si trova tra via Chinotto e viale Trieste ed è inutilizzato da circa vent’anni. Al suo interno ci sono quattro unità abitative che il Comune vorrebbe recuperare e destinare a un progetto di reinserimento sociale. L’obiettivo è avviare la progettazione nel 2027 e, parallelamente, cercare circa 3 milioni di euro di finanziamenti pubblici per la ristrutturazione.

 

di Beatrice Progni

tp24.it, 15 agosto 2026 C’è un’immagine che in questi giorni arriva dal carcere Pietro Cerulli di Trapani e che, più di altre, racconta la distanza tra ciò che il carcere dovrebbe essere e ciò che rischia di diventare: una persona chiusa per gran parte della giornata dentro una cella, in una struttura dove vengono segnalati problemi di sovraffollamento, condizioni igieniche difficili, carenze di personale e una forte limitazione delle attività. L’acqua dai rubinetti, la muffa, il caldo, le celle affollate sono la parte più visibile del problema. Ma forse non sono la parte più importante. Perché il carcere non è soltanto un edificio. È il luogo nel quale lo Stato decide come privare una persona della propria libertà dopo che quella persona ha commesso un reato.

 

di Gabriele Penna

Dipiù, 15 agosto 2026 Parla il Garante dei detenuti della Casa di reclusione “Due palazzi” di Padova, l’istituto dove è stato concepito un bambino: un fatto senza precedenti in Italia. Per la prima volta in Italia, un bambino è stato concepito all’interno di un carcere, più precisamente all’interno della “stanza dell’amore”, quello spazio che negli istituti di pena è riservato ai detenuti che chiedono di vivere dei momenti di intimità con le proprie mogli o le proprie compagne. Il bambino nascerà il prossimo anno, nel 2027, ed è un fatto molto positivo perché la nascita di un figlio, per un uomo che ha commesso degli errori e li sta pagando con la privazione della libertà, significa immaginare una prospettiva di vita diversa.

 

di Giovanni Mosca*

La Nazione, 15 agosto 2026 Tanti problemi e un equilibrio delicato. Sovraffollamento, celle roventi ma anche il superlavoro degli operatori e degli educatori. Non parliamone solo a Ferragosto. Ci sono luoghi che si possono raccontare soltanto dopo averli vissuti. La Dogaia è uno di questi. Da oltre quarant’anni lavoro all’interno del carcere di Prato e, in tutto questo tempo, ho visto cambiare persone, normative, organizzazione, esigenze e problematiche. Ho visto cambiare il carcere e, soprattutto, ho visto quanto sia difficile, ogni giorno, tenere insieme due esigenze che non possono essere contrapposte: garantire i diritti delle persone detenute e, contemporaneamente, far rispettare le regole. È un equilibrio delicatissimo, che troppo spesso viene raccontato soltanto quando qualcosa non funziona.

 

ansa.it, 15 agosto 2026 Per contrastare gli effetti delle alte temperature negli istituti penitenziari il Movimento italiano diritti detenuti e il consigliere regionale valdostano Marco Sorbara (Forza Italia) hanno consegnato dei ventilatori nella Casa circondariale di Brissogne, unico istituto penitenziario della Valle d’Aosta. Alla consegna era presente anche Martina Piazza, criminologa e responsabile dell’Area Lavoro del Movimento italiano diritti detenuti. “Tornare in un istituto penitenziario della mia regione, in questa veste, ha per me un significato particolare.

 

frosinonetoday.it, 15 agosto 2026 Per la formazione amaranto è stata anche un’occasione per mettere minuti nelle gambe in vista della nuova stagione agonistica. Una partita diversa da tutte le altre, giocata alla vigilia di Ferragosto sul campo della Casa Circondariale di Frosinone. Da una parte una selezione dei detenuti, dall’altra il Ferentino Calcio, formazione che milita nel campionato di Eccellenza laziale. Novanta minuti - al di là del risultato - nei quali lo sport diventa occasione di incontro con il mondo esterno e soprattutto uno degli strumenti del percorso rieducativo all’interno dell’istituto penitenziario. Niente spalti gremiti, niente erba e nessuna atmosfera da stadio. Intorno al terreno di gioco ci sono i muri della Casa Circondariale di Frosinone e ad ogni accelerazione dei calciatori la terra battuta solleva nuvole di polvere.

 

di Lorenzo Allegrucci

Italia Oggi, 15 agosto 2026 Alessandro Malacarne esplora come i social network influenzano il processo penale, analizzando l’equilibrio tra accertamento e riservatezza. Un’indagine rigorosa su strumenti investigativi e implicazioni giuridiche nel contesto digitale. I social network sono diventati archivi sterminati di condotte, relazioni e informazioni, dunque una fonte sempre più rilevante per chi indaga e per chi giudica. L’autore, Alessandro Malacarne, partendo da questa verità giuridica effettua una ricerca rigorosa, capace di dare ordine giuridico a un territorio non ancora disciplinato in modo organico, il pregio maggiore è il metodo. L’autore non cede né all’entusiasmo acritico per la tecnologia né alla tentazione di comprimere ogni novità entro categorie immutate, muove dai problemi concreti e li sottopone a un esame sistematico e comparato, dando risposta alla domanda: “fino a che punto il digitale modifica il modo in cui il processo penale cerca, acquisisce e valuta la conoscenza?”.

 

di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai

vita.it, 15 agosto 2026 Il non profit italiano muove quasi 93 miliardi di euro. Il 5 per mille vale 633 milioni e le fondazioni di origine bancaria hanno erogato 1.424,5 milioni di euro. Sono gli ultimi numeri registrati. Risorse importanti certo, ma ridurre tutti i beni e servizi generati ai soldi risparmiati dal pubblico è una trappola. Andrebbe pesato invece il patrimonio relazionale e generativo che il settore produce. Partiamo dai numeri. Secondo l’ultimo censimento Istat, il non profit italiano muove quasi 93 miliardi di euro di entrate, in crescita del 32% rispetto al 2015: oltre 360mila organizzazioni, più di 5 milioni di volontari, quasi un milione di occupati.

di Shendi Veli

Il Manifesto, 15 agosto 2026 I rischi sono documentati, ma le proposte per istituire un divieto esplicito sono nei cassetti del parlamento. La più avanzata è il ddl 1136 promosso dalla senatrice di Fdi Lavinia Mennuni e dalla dem Simona Malpezzi. I pericoli che le piattaforme social possono comportare per bambini e adolescenti sono documentati: cyberbullismo, pedofilia, accesso a contenuti sessualmente espliciti e conseguenze sulla salute mentale. Anche se non esiste tra gli scienziati un’opinione concorde sull’impatto dei social media nello sviluppo di disturbi come ansia e depressione. È l’Australia il primo paese al mondo ad aver affrontato il problema in punta di diritto con il “Social media minimum age act” entrato in vigore nel 2025.

 

di Arianna Di Genova

Il Manifesto, 15 agosto 2026 Da quando in Australia sono stati vietati i social network agli under 16, Meta ha bloccato circa 750mila profili. Nonostante il governo abbia portato le sanzioni per le piattaforme a 99 milioni di dollari, quella legge è da considerarsi fallimentare. Da quando in Australia - primo paese al mondo - nel dicembre del 2025 sono stati vietati i social network agli under 16, Meta ha bloccato circa 750mila profili. Eppure, nonostante il governo abbia raddoppiato le sanzioni per le piattaforme portandole a 99 milioni di dollari (australiani) in caso di mancata applicazione della legge, quel provvedimento può considerarsi del tutto fallimentare. Gli e le adolescenti che si collegano a Instagram o Tik Tok, aggirando l’ostacolo dell’età, restano l’85 per cento. Si connettono imperterriti, escogitando stratagemmi - facilissimi peraltro, dai contenuti inviati da amici via whatsapp ai profili farlocchi, fino all’utilizzo delle reti private Vpn.

 

di Mauro Magatti

Avvenire, 15 agosto 2026 Nel tentativo di difendere l’Europa dai migranti, potremmo finire per stravolgere ciò che rende l’Europa degna di essere difesa. Per risolvere un problema reale, potremmo finire per assuefarci all’arbitrio, alla violenza e alla disumanizzazione di chi bussa alle nostre frontiere. Il violento scontro degli ultimi giorni sul tema dei migranti ha portato ancora una volta alla ribalta la preoccupante incompiutezza dell’Unione Europea. Da anni il fenomeno migratorio è un nodo irrisolto che mette a nudo una delle tante contraddizioni di un mondo che si pensa interconnesso, ma che rimane caratterizzato da enormi disuguaglianze. Mentre capitali, merci, informazioni e immagini debbono circolare liberamente, la mobilità umana si vuole sempre più rigidamente regolata. Così, mentre modelli di consumo e aspettative di benessere sono proiettate ovunque, ci si stupisce quando milioni di persone cercano di raggiungere i luoghi in cui quelle promesse sembrano realizzarsi.

 

di Youssef Hassan Holgado

Il Domani, 15 agosto 2026 La Commissione ha aperto un canale con i talebani nonostante la drammatica situazione umanitaria nel paese e la repressione dei diritti. A giugno una delegazione è stata ospitata a Bruxelles per accelerare le espulsioni. Anche l’Italia spinge per i rimpatri. Jalali, Ecre: “Non sappiamo che cosa accada alle persone una volta riconsegnate alle autorità”. Nell’agosto del 2021 migliaia di persone si accalcavano all’aeroporto di Kabul nel tentativo di fuggire dall’avanzata dei talebani. Le capitali europee promettevano di mettere in salvo collaboratori, attivisti, giornalisti, donne e uomini minacciati dal nuovo regime. Cinque anni dopo, la direzione si è invertita: si discute di come rimpatriare gli afghani.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Umanità del carcere e intelligenza artificiale: nuove sfide e prospettive future", di Damiano Francesco Pujia

Articolo. "Baby gang, oltre le etichette". Cristina Maggia (Associazione italiana Magistrati per i minorenni e per la famiglia) racconta la realtà della criminalità giovanile

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 agosto 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 13 agosto 2026)

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 17 al 23 agosto 2026

SEAC. Corso di formazione. "Fratello uomo. Sorella dignità". Le motivazioni personali e sociali del fare volontariato (Assisi-PG, 18-19-20 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Mio padre sta in un posto strano: le verità narrabili, dicibili, possibili" (Lodi, 23 settembre 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, dal 25 settembre all'11 dicembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

 

CORSI DI STUDIO

Master in Devianza, sistema della giustizia e servizi sociali Università di Milano Bicocca (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 15/09/2026)

Corso di formazione Università di Parma. "Giustizia riparativa e Mediazione. Contesti giuridici, comunitari e sociali" (Iscrizioni entro il 20/09/2026)

Master in Criminologia critica e sicurezza sociale Università di Padova (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 06/10/2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 settembre 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)