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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di venerdì 14 agosto 2026

 

Ristretti Orizzonti, 14 agosto 2026 Intorno al tavolo di Ristretti Orizzonti siedono tante persone detenute e tanti volontari, e ogni giorno affrontano discussioni profonde sul senso della pena, sulla qualità della vita detentiva, sulla propria responsabilità. Non c’è voglia di cercare giustificazioni, ma di raccontarsi, dare valore alle parole, “disarmarsi” per primi, senza aspettare che siano gli altri a farlo, perché in un mondo particolarmente violento come quello del carcere, vale la pena avere il coraggio di cercare di rinunciare a qualsiasi forma di aggressività, anche a costo di apparire deboli e scoperti.

 

di Franco Insardà

Il Dubbio, 14 agosto 2026 Il carcere italiano è sempre più affollato, ma c’è un numero che più di altri dovrebbe interrogare la coscienza di chi governa e di chi amministra la giustizia: 14.829 persone detenute al 31 luglio 2026 non hanno ancora una condanna definitiva. Sono uomini e donne che, in misura diversa, si trovano ancora dentro un percorso giudiziario non concluso. Di questi, 8.963 sono in attesa del primo giudizio, mentre altri 5.866 sono condannati non definitivi: 3.407 appellanti, 1.741 ricorrenti e 718 con posizione mista. È una cifra enorme. Significa che quasi un detenuto su quattro della popolazione carceraria complessiva - 64.741 persone - si trova in carcere senza che la propria vicenda giudiziaria sia arrivata a una sentenza definitiva.

 

di Fabio Cavallari*

Ristretti Orizzonti, 14 agosto 2026 La nuova legge affida alle comunità persone che sono insieme condannati sottoposti a prescrizioni e pazienti esposti alla ricaduta. Che cosa accade quando il fallimento terapeutico viene letto come disobbedienza? La nuova legge sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti contiene due parole difficili da tenere insieme. Detenzione e cura. Una pena può essere scontata. Una cura no. Non perché curare significhi cancellare la responsabilità, ma perché nessuna relazione terapeutica può essere ridotta all’esecuzione corretta di una prescrizione. Il provvedimento consente di seguire un programma terapeutico fuori dal carcere e riconosce che la dipendenza domanda cura. Se il percorso fallisce senza violazioni imputabili alla persona, si può autorizzare un trasferimento. La legge accetta così che una cura possa non riuscire al primo tentativo.

 

di Ivano Zeppi

sienapost.it, 14 agosto 2026 Il caldo rende ancora più visibili le difficili condizioni delle carceri italiane, ma dietro l’emergenza c’è una domanda più profonda: quale deve essere davvero la funzione della pena? Ci sono articoli che raccontano un problema e altri che, partendo da un fatto apparentemente semplice, ci costringono a porci domande più profonde. Il caldo rende semplicemente più evidente una realtà che spesso preferiamo non guardare: il sovraffollamento, le condizioni di vita difficili, la carenza di spazi e risorse, le difficoltà degli operatori penitenziari e il disagio di chi vive quotidianamente dentro il sistema carcerario.

 

di Marco Patarnello

Il Domani, 14 agosto 2026 Se in questa tornata elettorale per il Csm si colgono segnali di indubbia novità, fra i quali spiccano l’elevato numero di candidati indipendenti dai gruppi tradizionali, dall’altro si notano spinte di restaurazione, neppure troppo sotterranee. Il sintomo più vistoso di queste spinte è senza dubbio il ritorno nella competizione elettorale di uno dei due protagonisti della vicenda dell’hotel Champagne. All’esito della più diretta aggressione “politica” subita dal dopoguerra, la magistratura italiana ha in corso un cambiamento di cui solo in parte è consapevole. Accusata di scendere apertamente nello scontro politico, quella schierata per il No credo abbia dato dimostrazione del solo intento di difendere la Costituzione.

 

di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 14 agosto 2026 In due anni raddoppiato il numero delle domande, da 38mila nel 2023 a 80mila nel 2025. Il Csm: dopo il Pnrr nuova emergenza. La vera emergenza della giustizia civile rischia di essere la gestione da parte degli uffici giudiziari delle richieste di protezione internazionale. A renderlo evidente sono i numeri dell’ufficio studi del Csm che attestano l’esplosione delle domande: infatti a fronte di una capacità di smaltimento che è rimasta, nella sostanza, stabile nel periodo 2019-2025, intorno al valore medio di circa 35mila procedimenti annui, le sopravvenienze hanno subito invece un notevole aumento, passando dalle circa 38mila del 2023 alle circa 80mila del 2025.

 

di Giuseppe Fin

Il Dolomiti, 14 agosto 2026 L’opposizione: “Fallimento di un sistema che parla di sicurezza ma dimentica il reinserimento”. “Siamo davanti al totale fallimento dell’istituto” hanno affermato Michela Calzà (Partito Democratico), Paola Demagri (Casa Autonomia EU), Francesca Parolari (Partito Democratico) e Paolo Zanella (Partito Democratico) al termine della visita ispettiva. Sovraffollamento, mancanza di opportunità formative e di impiego ma anche patologie psichiatriche e problemi di tossicodipendenza. A Spini di Gardolo il carcere è ormai al limite. E non è solo una questione di numeri: è il fallimento di un sistema che parla di sicurezza ma dimentica il reinserimento. Questa la fotografia che esce dalla visita ispettiva alla casa circondariale di Spini di Gardolo fatta dalla delegazione di consiglieri provinciali di minoranza, composta da Michela Calzà (Partito Democratico), Paola Demagri (Casa Autonomia EU), Francesca Parolari (Partito Democratico) e Paolo Zanella (Partito Democratico), si è recata in visita ispettiva presso la casa circondariale di Spini di Gardolo.

 

iltrafiletto.it, 14 agosto 2026 Quattrocento cinquantasei detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 255 posti, con un indice di sovraffollamento indicato al 183%, ben oltre il 141% registrato a livello nazionale. È la fotografia della Casa circondariale di Castrogno emersa questa mattina nel corso della visita effettuata da una delegazione del Partito Radicale guidata da Ariberto Grifoni, insieme, tra gli altri, a Marilena Rossi, Marialuigia Orfanelli, Adele Di Rocco, Antonella Ballone e Giulio Cesare Sottanelli. Dei 456 detenuti presenti, 405 sono uomini e 51 donne. Sono 75 quelli in attesa di giudizio: 40 imputati ancora in attesa della sentenza di primo grado, 19 appellanti e 16 ricorrenti in Cassazione. Non risultano invece bambini detenuti con le loro madri.

 

Il Resto del Carlino, 14 agosto 2026 “Il personale sanitario del carcere dell’Arginone costretto a lavorare in condizioni estreme a causa delle temperature che sfiorano e raggiungono i 39 gradi, in totale assenza di condizionatori e ventilatori. Il problema del caldo torrido si aggiunge a quello del sovraffollamento”. A lanciare l’allarme la funzione pubblica della Cgil Ferrara, che sottolinea “la fase drammatica e di totale invivibilità del sistema carcerario, è diventata un’emergenza cronica che affligge l’intero Paese e che si ripercuote quotidianamente su chi all’interno delle strutture vive e lavora. Un contesto ormai al collasso che richiede interventi strutturali urgenti e non più rinviabili.

 

ottopagine.it, 14 agosto 2026 L’iniziativa promossa dall’associazione Radicale “Maurizio Provenza”. È scattato dalla scorsa mezzanotte lo sciopero della fame di dialogo a staffetta promosso dall’Associazione Radicale Maurizio Provenza - Nessuno Tocchi Caino, per dare voce ai detenuti della Casa Circondariale di Fuorni e chiedere ascolto, dignità e rispetto dei diritti al presidente del Tribunale di Salerno, Giuseppe Ciampa. L’iniziativa si ispira alla tradizione nonviolenta di Gandhi, Aldo Capitini e Marco Pannella. L’obiettivo dichiarato è creare un dialogo con il presidente del Tribunale di Salerno per affrontare tre urgenze del sistema carcerario locale.

di Valentina Stella

Il Dubbio, 14 agosto 2026 Il personale sanitario di Rebibbia non vigilò sulla corretta assunzione di farmaci da parte di un detenuto tossicodipendente: Ministero condannato. Quasi 700mila euro, per la precisione 687.265: è questa l’enorme cifra che il Ministero della Giustizia dovrà pagare come risarcimento ai familiari di un detenuto morto nel carcere romano di Rebibbia nella notte tra il 5 e 6 maggio 2020. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tribunale civile di Roma. Ripercorriamo la vicenda. Carlo (nome di fantasia) veniva ristretto presso la Casa Circondariale il 19 febbraio 2020; in sede di visita medica quale nuovo giunto, gli veniva riscontrata e documentata una condizione di dipendenza da sostanze stupefacenti, protratta da circa 20 anni.

 

di Stefano Marchetti

Il Giorno, 14 agosto 2026 Il pane non deve mai mancare sulla tavola. Ma c’è un pane davvero speciale che ha il sapore del riscatto, della dignità, del perdono, e arriva da luoghi dove - più che in altri - c’è bisogno di speranza e di futuro. È quello che nasce, giorno dopo giorno, grazie al progetto “Il senso del Pane” che la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ha lanciato nel 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia: dapprima in varie carceri in Italia e nel mondo, poi anche presso case famiglia o comunità di persone con fragilità, sono nati i ‘laboratori eucaristici’ che producono ostie che vengono offerte a diocesi, parrocchie, monasteri.

 

di Marcello Pesarini

Ristretti Orizzonti, 14 agosto 2026 Premetto che queste riflessioni derivano dalle ultimissime campagne contro la politica soffocatrice di qualsiasi voce dissenziente mossa dal governo Meloni, ma è anche un tentativo di dialogo con Cristina Maggia, Associazione Italiana Magistrati per i minorenni e la famiglia, che firma l’interessante articolo Baby Gang, oltre le vendette. L’aumento degli episodi di violenza, in realtà della loro percezione, rischia di essere un serpente che si morde la coda, e altrettanto se parliamo di razzismo, machismo, bullismo verso donne e uomini.

 

di Giuseppe Smorto

Il Domani, 14 agosto 2026 Il consigliere comunale Daniele Romeo ha parlato della “grande rivolta popolare del continente europeo” e ha garantito che non si tratterà della “celebrazione di una parte politica”. Il rischio però c’è, per mille motivi. Con un paradosso: toccherebbe proprio agli attuali sacerdoti della sicurezza raccontare la più lunga e violenta tra le proteste contro lo Stato. In tempo di revisionisti allo sbaraglio, è passata inosservata una notizia che incrocia un pezzo di storia d’Italia, le stragi e la strategia della tensione. In uno dei suoi primi atti, il consiglio comunale di Reggio Calabria, forte della nuova maggioranza di centrodestra, ha varato l’istituzione di un Museo sulla Rivolta, con apertura prevista entro un anno.

 

di Adriano Sofri

Il Foglio, 14 agosto 2026 Fareste molto male a non leggermi oggi. Vi faccio entrare in un posto proibito. Ieri infatti rimuginavo con ripugnanza sulla risposta che i governanti italiani hanno scelto di dare alla decisione tedesca di rimandare migranti sbarcati da noi dopo l’effetto dell’accordo che rivedeva Dublino (circostanza nella quale una singola migrante è diventata finalmente una persona, donna e somala, con nome e cognome, col titolo di Prima Rimbalzata da un confine all’altro): la replica italiana investe le imbarcazioni di soccorso in mare battenti bandiera tedesca, che dunque per equità dovrebbero sbarcare i salvati a Brema o ad Amburgo, oppure smettere di salvarli, mutandoli in sommersi. I sommersi e i salvati, vi ricordate.

 

di Mirella Molinaro

La Verità, 14 agosto 2026 Il Tribunale di Potenza ha convalidato gli arresti di tre ospiti del Cpr (il Centro di permanenza per i rimpatri) di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. I tre erano stati fermati dopo i disordini scoppiati lunedì nella struttura in seguito alla morte di un cittadino tunisino di 30 anni, Lasued Dhoui, che era trattenuto da pochi giorni nel Cpr potentino. Nei confronti dei tre è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora in Basilicata. Lo ha reso noto la Procura della Repubblica di Potenza, in una nota a firma del procuratore capo Camillo Falvo.

 

di Mauro Bazzucchi

Il Dubbio, 14 agosto 2026 La libera circolazione con la Spagna sarà ripristinata soltanto quando per l’Italia il rischio sarà tornato a zero. Non prima di Ferragosto e, specie, non sulla base di una scadenza fissata in calendario. È il punto politico più netto dell’audizione con cui ieri Matteo Piantedosi, davanti al Comitato Schengen, ha difeso la sospensione decisa dal governo dopo l’assalto di massa a Ceuta. “La decisione non sarà rivista prima del 15 agosto”, ha scandito il ministro dell’Interno, aggiungendo che i controlli resteranno finché non saranno “completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Un messaggio rivolto a Madrid, ma anche a chi accusa Palazzo Chigi di avere trasformato l’emergenza nell’exclave spagnola in uno strumento di propaganda.

 

di Mario Di Vito

Il Manifesto, 14 agosto 2026 Le incredibili spiegazioni del ministro davanti ai parlamentari: buchi nei documenti e dati sballati. Nessun arrivo da Ceuta. Nei panni della guardia di frontiera il ministro Matteo Piantedosi ci prova pure a fare il duro, ma dalla sua audizione di ieri davanti al Comitato Schengen, a palazzo San Macuto, emergono più buchi che certezze rispetto alle ultime alterne vicende. AL DI LÀ della propaganda e degli slogan, sempre gli stessi, sui rimpatri volontari (+700%, dice), sugli sbarchi (-55%, pare) e sui centri in Albania (“Saranno un modello”), l’uomo del Viminale non è stato in grado di dire con esattezza per quale motivo l’Italia abbia sospeso gli accordi Schengen per chi arriva dalla Spagna (“Comunque lo hanno fatto in tanti in passato”). Le ragioni di sicurezza pure evocate non trovano conferma nei fatti.

 

di Emilio De Capitani

Il Domani, 14 agosto 2026 Le nuove regole sono pienamente operative da appena un paio di mesi eppure già mostrano che anche a livello Ue vale il gattopardesco cambiar tutto perché nulla cambi. Da anni ormai, soprattutto su pressione della destra e del Ppe, si incide tramite finzioni giuridiche. Sono passati solo due mesi dalla piena operatività - il 12 giugno scorso - del cosiddetto Patto europeo per la migrazione e l’asilo, ma sono già numerosi - e sempre di più - i segnali che confermerebbero che anche a livello di Unione europea valga il gattopardesco: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

 

di Paolo Lambruschi

Avvenire, 14 agosto 2026 La norma, che applica il Patto europeo Immigrazione, designa la città e le altre province del Friuli Venezia Giulia come zone di confine e transito. I nuovi confini Ue però sono in Slovenia e Croazia. Schiavone (Asgi): le procedure accelerate non valgono per chi viene rintracciato in città. La Manna (Caritas): le sentenze a favore dei profughi sono un segnale da ascoltare. A Trieste per decreto si torna indietro di 25 anni, ai tempi della frontiera con la Slovenia non ancora entrata nella Ue. È ovviamente un paradosso, ma è l’effetto della applicazione nel capoluogo giuliano, a Gorizia, e nelle province di Udine e Pordenone, del decreto ministeriale pubblicato il 10 agosto che, per applicare due articoli del nuovo Patto europeo per l’immigrazione e l’asilo che accelerano i rimpatri dei richiedenti protezione, ha di fatto trasformato quattro province della regione in zone di frontiera e transito con appositi centri, i “paf” in cui sarà possibile trattare le domande di protezione internazionale con procedura accelerata.

di Paola Mordiglia

Il Domani, 14 agosto 2026

“La gestione degli sbarchi è alla ribalta dello scontro politico e le ong diventano il capro espiatorio”, dice il capomissione della Life Support di Emergency. A bordo della nave Life Support - Nel match tra Italia e Germania sulla pelle dei migranti, dopo l’entrata in vigore del patto Ue il 12 giugno, il Viminale risponde al governo Merz, e alla sua richiesta di trasferimento in Italia dei migranti richiedenti asilo, puntando il dito sulle imbarcazioni delle ong, in particolare quelle battenti bandiera tedesca. Sono loro, a detta del ministro dell’Interno Piantedosi, i maggiori indiziati dei flussi migratori sulle nostre coste.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Che cosa ha fatto il governo Meloni per migliorare la condizione delle carceri?", di Pagella Politica

Articolo. "Baby gang, oltre le etichette". Cristina Maggia (Associazione italiana Magistrati per i minorenni e per la famiglia) racconta la realtà della criminalità giovanile

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 agosto 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 12 agosto 2026)

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 16 agosto 2026

SEAC. Corso di formazione. "Fratello uomo. Sorella dignità". Le motivazioni personali e sociali del fare volontariato (Assisi-PG, 18-19-20 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Mio padre sta in un posto strano: le verità narrabili, dicibili, possibili" (Lodi, 23 settembre 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, dal 25 settembre all'11 dicembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

 

CORSI DI STUDIO

Master in Devianza, sistema della giustizia e servizi sociali Università di Milano Bicocca (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 15/09/2026)

Corso di formazione Università di Parma. "Giustizia riparativa e Mediazione. Contesti giuridici, comunitari e sociali" (Iscrizioni entro il 20/09/2026)

Master in Criminologia critica e sicurezza sociale Università di Padova (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 06/10/2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 settembre 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)