Rassegna stampa 13 luglio

 

Pisanu: no a leggi speciali, anche se c’è il "rischio terrorismo"

 

Reuters, 13 luglio 2005

 

Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha detto oggi che dopo gli attentati della scorsa settimana che hanno provocato la morte di almeno 52 persone il "terrorismo bussa anche alle porte d’Italia", ma ha escluso l’adozione di leggi speciali per combatterlo, perché non si può "limitare la libertà dei cittadini per combattere i nemici della libertà". Il responsabile del Viminale ha però proposto una serie di misure che rendano più efficace l’azione delle forze dell’ordine, e ha chiesto al Parlamento una larga concordia politico-istituzionale " per approvare una normativa d’urgenza.

"Oggi, dopo le stragi di Madrid e Londra, debbo dire che il terrorismo bussa anche alle porte dell’Italia", ha detto Pisanu nel corso di un’informativa urgente alla Camera, dopo gli attentati della scorsa settimana nella capitale britannica. "Prego perché i fatti mi diano torto e, nello stesso tempo, sento l’obbligo di fare tutto il possibile per continuare a tenere ben salde le porte di casa", ha aggiunto il ministro, che ha ottenuto anche il plauso dell’opposizione. "L’esistenza di questa minaccia contro il nostro Paese non è avallata da elementi precisi e inconfutabili. Tuttavia la valutazione di circostanze e indizi convergenti ci spinge a considerarla possibile", ha detto ancora il ministro, aggiungendo però che l’esecutivo non pensa a leggi d’emergenza. "Dico subito che nessuno pensa a leggi eccezionali. Non possiamo limitare la libertà dei cittadini per combattere i nemici della libertà. Se lo facessimo concederemmo loro una autentica vittoria".

Nei giorni scorsi alcuni esponenti del centrodestra avevano proposto l’adozione di leggi speciali per combattere l’emergenza e il ministro della Lega Nord Roberto Calderoli aveva chiesto di dichiarare lo stato di guerra. "La nostra attenzione si è rivolta ad alcune limitate modifiche o mirati adattamenti degli istituti in vigore, che lascerebbero intatto il quadro delle garanzie previste dal nostro ordinamento giuridico e costituzionale", ha precisato Pisanu, che poi ha snocciolato una serie di misure già adottate dal Viminale poche ore dopo gli attentati di Londra e quelle che invece potrebbero essere contenute a breve in un decreto legge.

 

Per antiterrorismo misure già adottate contro mafia

 

Pisanu ha proposto di estendere all’antiterrorismo misure già utilizzate per combattere la mafia, come i cosiddetti "colloqui investigativi" con detenuti allo scopo di ottenere informazioni utili per la prevenzione e repressione di certi reati, ma anche di istituire "un permesso di soggiorno per motivi investigativi, che attualmente è consentito solo per la tratta di esseri umani". Il Viminale vuole anche ulteriori controlli su chi si addestra al volo - sulla scia degli attentati aerei dell’11 settembre 2001 - e l’ampliamento del fermo di polizia da 12 a 24 ore, nelle quali la persona fermata non parla col proprio legale ma solo con gli inquirenti.

Tra le proposte, quella di rendere nominative le schede telefoniche per i cellulari, "così da realizzare un archivio degli utilizzatori", ma anche l’ampliamento dei delitti per cui è previsto l’arresto in flagranza (compreso il possesso di documenti falsi) e l’aggravamento delle sanzioni per chi rilascia dichiarazioni false alla polizia.

Pisanu - che si è detto poi "profondamente soddisfatto per l’amplissima adesione del parlamento alla linea di lotta, di contrasto al terrorismo internazionale" - ha inoltre ipotizzato la modifica dell’articolo del codice penale che prevede il reato di "terrorismo internazionale", "in modo da poter colpire anche organizzazioni terroristiche internazionali che, come le singole maglie della rete di Al Qaeda, presentano strutturate labili, gerarchie incerte e programmi sfuggenti".

Pisanu ha anche chiesto l’adozione delle "intercettazioni preventive" e "l’accesso alle banche dati dei gestori telefonici e telefonici" per facilitare il lavoro in Italia e all’Estero dei servizi segreti. Intanto, il governo ha già adottato una serie di misure di controllo, oltre a quelle già assunte dopo l’11 settembre 2001 e l’11 marzo 2004, data degli attentati di Madrid.

 

13.000 obiettivi sensibili

 

Pisanu ha detto che gli obiettivi sensibili in Italia sono oltre 13.000, su cui vigilano le forze di polizia, mentre 2.500 militari sorvegliano "numerosi altri siti" in una sessantina di province. Nel mirino dell’attività investigativa, gli "ambienti dove può prendere consistenza la minaccia terroristica", col "monitoraggio stretto dei cittadini extracomunitari già interessati da inchieste giudiziarie". "Queste attività - ha detto il ministro - potranno determinare provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato". Allo stesso tempo, ha spiegato Pisanu, prosegue il dialogo con "l’Islam moderato" che considera "il terrorismo un nemico comune" e si rafforza anche "il contrasto dell’immigrazione clandestina e specialmente dei flussi provenienti dal Corno d’Africa, da quelle terre senza stato dove il radicalismo islamico si è insediato, è pericolosamente attivo e fa proseliti". Non è un caso, da questo punto di vista, che ieri sera Pisanu sia volato a Sirte per incontrare il leader libico Muammar Gheddafi, come ha reso noto oggi il ministero, per discutere proprio della cooperazione tra Italia e Libia nella lotta al "terrorismo islamico" e all’immigrazione clandestina.

Firenze: tre neo-ragionieri tra i detenuti di Sollicciano

 

Age, 13 luglio 2005

 

Domani, mercoledì 13 luglio, alle ore 17.30, saranno consegnati a Sollicciano i diplomi di maturità tecnica commerciale ai primi tre detenuti che hanno completato il corso di scuola superiore organizzato nel carcere dall’Istituto Russell-Newton di Scandicci.

Un momento dunque molto importante per il progetto che ha portato nel 2000 all’apertura a Sollicciano del corso di scuola superiore, che oggi registra dopo quattro anni di lezioni i primi diplomati ed altri ne vedrà, e sempre più numerosi (una decina quelli previsti, per esempio, il prossimo anno) in futuro. Alla consegna interverranno l’assessore provinciale alla pubblica istruzione Marzia Monciatti, il dirigente scolastico del Russell-Newton Sandra Ragionieri Scotti, l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Scandicci Mercedes Tamburin, il direttore del carcere Oreste Cacurri. Fra gli invitati anche gli assessori del Comune di Firenze Daniela Lastri e Lucia De Siervo e il professor Davide Biccari, direttore del Centro Servizi Amministrativi di Prato. La cerimonia chiude l’anno scolastico a Sollicciano, dove è possibile ai detenuti percorrere tutti i gradi dell’istruzione, dall’obbligo all’Università.

"I nostri corsi - sottolinea Paola Nobili che coordina la speciale sezione di Sollicciano dell’Istituto Russell Newton - assumono una funzione importantissima nella vita del carcere, soprattutto per quei partecipanti che essendo soggetti a trattamento di alta sorveglianza devono stare sempre in cella, fatte salve solo le ore di attività scolastica". Ed è proprio questo il caso dei primi tre neodiplomati. "Del carcere si parla spesso solo in termini problematici - ricorda l’assessore Monciatti - e ci si dimentica dei fatti postivi, del lavoro che ha permesso lo svolgimento di iniziative importanti come i corsi di scuola superiore curati dagli operatori del Russell-Newton e di Sollicciano e dell’impegno dei detenuti-studenti, che hanno centrato un grande risultato ed ai quali va l’augurio di un futuro migliore. Un risultato che ci dice infine che è giusto proseguire sulla strada intrapresa".

Pozzuoli: "A corto di donne", cortometraggio dal carcere

 

Vita, 13 luglio 2005

 

La rassegna di cortometraggi al femminile anche per le detenute della Casa Circondariale di Pozzuoli. Saranno proiettati anche nella Casa Circondariale di Pozzuoli i cortometraggi della rassegna al femminile "A corto di donne". L’idea nasce dal Coordinamento Donne Area Flegrea, l’associazione presieduta dalla professoressa Anna Del Pezzo, e dalla direzione dell’istituto penitenziale di via Pergolesi. Da anni le volontarie del Coordinamento prestano servizio nel carcere in vari progetti e in diretto contatto con le detenute.

L’enorme successo della rassegna di cortometraggi al femminile che si è svolta a Palazzo Migliaresi al Rione Terra di Pozzuoli a inizio giugno quindi, ha invogliato gli organizzatori a riproporla anche alle detenute per l’alto contenuto artistico e culturale. La qualità dei corti, le tematiche sociali trattate e anche la eco del successo della rassegna hanno coinvolto anche la direzione del carcere. L’idea è stata accolta favorevolmente dal direttore, Francesco Saverio De Martino, che ha premesso che le detenute potessero partecipare all’evento.

"Molti i temi trattati", scrivono gli organizzatori, "che portano, di volta in volta, in tono leggero oppure serio, a riflettere sulle dinamiche dei legami sentimentali, a rievocare sprazzi di antica cultura popolare, a considerare le problematiche della società contemporanea, a recuperare alla memoria episodi di un vissuto doloroso, o infine, a ridere di gusto per essersi riconosciuti in qualche modo nelle proprie debolezze". I corti provengono da tutt’Italia e da alcuni paesi europei: Francia, Spagna, Inghilterra e Finlandia.

A corto di donne va in carcere, questo il nome del progetto cui ha aderito anche l’associazione culturale "Quicampiflegrei", presieduta dal giornalista Ciro Biondi, che ha organizzato la rassegna insieme al Coordinamento Donne Area Flegrea. Le detenute saranno fornite di una scheda per ogni corto. Ogni due cortometraggi seguirà una discussione sulle tematiche trattate.

All’iniziativa (i corti saranno proiettati per tutto il mese di luglio e agosto) hanno dato l’adesione la madrina della rassegna, l’attrice Adele Pandofi, Giuseppe Borrone e Raffaele Tartaglia, direttori artistici e ideatori della rassegna, e tutta l’organizzazione della manifestazione "A corto di donne" composta dai soci del Coordinamento Donne Area Flegrea e dell’associazione culturale "Quicampiflegrei".

Parteciperanno anche alcune autrici come la napoletana Fabiola Catapano (autrice del corto "Con tantali auguri"), Alda Terracciano, di Napoli ma londinese d’adozione ("Streets of Naples"), e la milanese Gaia Bracco (autrice delle opere di animazione "Tre piccoli corti"). Info: tel. 0815268856

Parma: addio a padre Vincenzo, il cappellano dei detenuti

 

Gazzetta di Parma, 13 luglio 2005

 

Domenica all’Ospedale Maggiore si è improvvisamente spento padre Vincenzo Procaccianti, monaco benedettino del Monastero di San Giovanni Evangelista di Parma, noto per la sua attività pastorale di cappellano delle carceri di San Francesco e per l’opera di assistenza "Per ricominciare" in favore degli ex detenuti e di redenzione sociale. Nato il 24 luglio 1928 a Subiaco Roma negli anni 40 fece parte di quel gruppo di 12 aspiranti benedettini che partirono per i monasteri di Parma, Praglia e Noci. Erano gli anni della guerra, ed il giovane Nazzareno con altri compagni di scuola media fu inviato da Parma alla Badia di Torrechiara.

Giustizia: Calderoli; incredibili le prese di posizione del Csm

 

Agi, 13 luglio 2005

 

"Parlamento e Corte Costituzionale hanno ancora ragione di esistere? La domanda sorge spontanea vedendo che il Csm si appresta ad approvare un documento in cui sostiene l’incostituzionalità del testo della riforma dell’ordinamento giudiziario, ormai in dirittura d’arrivo alla Camera". Lo rileva Roberto Calderoli, ministro per le Riforme, che sottolinea: "Il Csm è un organo di garanzia costituzionale, ma con tale iniziativa sovverte il complesso ed organico equilibrio tra i poteri dello Stato delineato dalla Costituzione, espropriando il Parlamento della funzione legislativa.

Già la proclamazione dello sciopero del 14 luglio da parte dei magistrati è una intromissione nell’esercizio del potere legislativo, espressione e garanzia della sovranità popolare, ma addirittura sostituirsi alla Corte costituzionale, unico giudice della legittimità, per giudicare della legittimità costituzionale di una legge, prima ancora che ci si trovi ad applicarla, è incomprensibile. Ma ormai tutto ha dell’incredibile: i magistrati pretendono di scrivere le leggi, il Csm esercita il controllo di legittimità costituzionale e certi rappresentanti della stessa magistratura (Clementina Forleo) dopo aver rimesso in libertà tre islamici accusati di terrorismo internazionale (tornati poi in carcere pochi giorni dopo), essere stati promossi giudice della Corte d’Appello, arrivano persino ad interferire nell’attività della polizia che sta catturando un immigrato irregolare".

Calderoli conclude: "Magistratura indipendente o onnipotente, quale unico ed incontrastato potere dello Stato non eletto dal popolo, bensì vincitore di concorso? Il Presidente della Repubblica che presiede il Csm intervenga per ripristinare lo Stato democratico di diritto ed impedire che la Carta costituzionale sia soltanto carta".

Unione Europea: inasprite pene contro pirateria e contraffazione

 

Vita, 13 luglio 2005

 

Almeno quattro anni di carcere, multe a partire dai centomila euro, squadre investigative transnazionali. Sono gli strumenti proposti dalla Commissione Europea per fronteggiare i sempre più dilaganti reati in materia di contraffazione e pirateria nell’Unione Europea. Ad annunciarlo, è stato il vicepresidente dell’esecutivo Ue e commissario per la Giustizia, Libertà e Sicurezza, Franco Frattini. Il vicepresidente si è presentato alla stampa mostrando su un tavolo davanti a sé una serie di prodotti contraffatti venduti sul mercato europeo.

Frattini ha spiegato che si tratta di un progetto di direttiva comunitaria e di una proposta di decisione quadro per la lotta contro i reati in materia di proprietà intellettuale. Il commissario ha sottolineato come "le nuove misure proposte dalla Commissione mirano, anzitutto, a promuovere un ravvicinamento delle legislazioni penali nazionali e a migliorare la cooperazione europea, al fine di lottare efficacemente contro gli atti di contraffazione e di pirateria, frequentemente commessi da organizzazioni criminali".

Il commissario ha ricordato come la contraffazione, la pirateria e i reati contro la proprietà intellettuale abbiano "registrato un incremento considerevole in questi ultimi anni, nuocendo gravemente a numerosi settori dell’economia europea". Per Frattini, il ravvicinamento del diritto penale degli stati membri nel settore della contraffazione e della pirateria costituirà quindi "una piattaforma minima per condurre tutti insieme un’azione incisiva". La proposta di decisione quadro dell’esecutivo Ue stabilisce il livello minimo delle sanzioni penali a quattro anni di detenzione nel caso in cui l’infrazione sia commessa nell’ambito di un’organizzazione criminale o comporti un rischio per la salute o la sicurezza degli individui.

Quanto all’ammenda, il commissario ha spiegato che potrà oscillare "dai centomila ai trecentomila euro, ma i singoli stati possono anche decidere di essere più severi rispetto ai livelli stabiliti a Bruxelles". Frattini, ha inoltre spiegato la Commissione, punta a costituire squadre investigative di più paesi che possono condurre indagini transazionali. "Vogliamo impegnare i 25 stati membri - ha affermato il vicepresidente dell’esecutivo Ue - ma l’iniziativa può anche essere un buon terreno per sperimentare la cooperazione tra le autorità doganali degli stati membri". Frattini ha infine affermato di contare "sul Parlamento Europeo per avere un’azione rapida".

Giustizia: la Lega attacca; Pisanu non ha consultato Castelli…

 

Provincia di Como, 13 luglio 2005

 

Il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, ottiene un’apertura di credito nell’opposizione sulla lotta al terrorismo, ma deve registrare la freddezza della Lega, che tiene le distanze. La linea esposta dal ministro alla Camera (niente leggi eccezionali ma impegno di tutti su interventi mirati), può così contare su un sostegno parlamentare potenzialmente ampio, ma ha qualche problema all’interno della Cdl dove la Lega, pur isolata, non abbandona i toni più duri. Pisanu: "I partiti siano compatti" - Diversi i toni scelti da Pisanu, che si è rivolto a tutto l’arco parlamentare sollecitando la coesione nazionale di fronte ad un pericolo che, senza giustificare allarmismi, ormai "bussa alle porte dell’Italia". Una situazione alla quale Pisanu ha invitato tutti i partiti a rispondere compatti, con interventi mirati ed il dialogo con "l’Islam moderato".

Un simile atteggiamento è complessivamente piaciuto alle forze di opposizione. Ma se l’Unione apprezza il passo fatto da Pisanu nella direzione della coesione nazionale, la questione si fa delicata nella maggioranza. Dove la Lega ostenta distacco dal ministro Pisanu, mentre gli altri partiti, a cominciare da Forza Italia, non assecondano questi atteggiamenti. Che questa unità di intenti, almeno per ora, non riguardi la Lega lo confermava poi la presa di distanze del ministero della Giustizia dalle comunicazioni di quello dell’Interno. Prima il capogruppo leghista alla Camera, Andrea Gibelli, poi precisazioni in ambienti del ministero della Giustizia, sottolineavano che il ministro Roberto Castelli non aveva partecipato alla definizione delle proposte presentate alla Camera da Pisanu. Decisamente all’attacco Gibelli: "L’Islam moderato non esiste, è solo il paravento dell’Islam terrorista" ha detto il presidente dei deputati della Lega, nel suo intervento alla Camera dopo le comunicazioni del ministro Pisanu, durante il quale ha auspicato una politica di "tolleranza zero". Gibelli ha sostenuto la necessità di "un’operazione verità, per esporre le cose come sono, senza misure. C’è un "atteggiamento troppo permissivo, condizionato dalla sinistra". "Non è vero - ha proseguito - che il terrorismo si alimenta della povertà; no, il terrorismo si alimenta di odio ideologico verso l’Occidente, non c’entra il colonialismo. I terroristi sono gente di seconda o terza generazione a cui è stata offerta l’opportunità di integrazione e che hanno risposto con le bombe".

Così, mentre i deputati leghisti non battevano le mani a Pisanu, Fabrizio Cicchitto interveniva subito alla Camera a lodare il fatto che il ministro avesse saputo proporre "misure efficaci", anziché fare sfoggio di "toni muscolari". E mentre il ministro Roberto Calderoli faceva sapere di non aver ascoltato il discorso del ministro, il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, ne tesseva l’elogio, dicendosi certo che Pisanu aveva posto le basi per "un’unità di intenti tra tutte le forze politiche".

Il segretario dell’Udc, Marco Follini, ne loda la capacità di essere all’altezza della situazione di allarme senza per questo alimentare il panico. Mentre An apprezza la linea della ricerca dell’unità nazionale, sottolineata in aula da Maurizio Gasparri, avanza alcune proposte di merito: Gasparri ha perorato in particolare la tesi della procura specializzata nella lotta al terrorismo, mentre per Ignazio La Russa, il fermo di polizia andrebbe portato anche a tre giorni (dalle 12 ore attuali).

Giustizia: governo porrà fiducia su riforma ordinamento

 

Ansa, 13 luglio 2005

 

Il governo sembra ormai orientato a chiedere la fiducia per la riforma dell’ordinamento giudiziario. La decisione, secondo quanto si è appreso in ambienti della Cdl, potrebbe essere presa martedì. Se così fosse, il voto conclusivo del provvedimento potrebbe arrivare già mercoledì. La riforma dell’ordinamento giudiziario è attesa nell’Aula di Montecitorio per lunedì 18 luglio.

Droghe: l’Unione Europea punta (anche) su riduzione del danno

 

Redattore Sociale, 13 luglio 2005

 

"La Relazione annuale sulle droghe, presentata quest’anno al Parlamento, ha uno spessore pari ad 1/3 di quelle degli anni precedenti, poiché manca tutta la sezione relativa alla questione penale. In altre parole sono stati omessi tutti quei dati che dimostrano come più del 40% della popolazione carceraria italiana sta scontando pene relative all’uso di stupefacenti".

È quanto ha affermato Franco Corleone, presidente di Forum Droghe, nell’ambito dell’incontro sulla politica delle droghe in Italia ed Europa, promosso dalla "Società della ragione" e tenuto ieri pomeriggio nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati. "In Italia la questione della tossicodipendenza è ormai declinata da questione sociale a penale - aggiunge - dimenticandosi delle politiche di riduzione del danno, per proseguire invece su una linea di tendenza punitiva e reazionaria. Dagli anni ‘90 ad oggi non meno di 200.000 anni di carcere sono stati scontati per droga". Ad inasprire maggiormente questa tendenza è stata la decisione di unificare le tabelle delle sostanze, che dalle 6 attuali vengono ridotte a 2, di cui una riservata ai medicinali. In tal modo la cannabis verrebbe equiparata alla cocaina e all’eroina, eliminando così ogni distinzione tra sostanze, in base all’affermazione pseudo-scientifica per cui "la droga è droga", e portando la pena per il semplice spaccio ad una reclusione da 6 a 20 anni.

Tutto questo sta accadendo in un momento in cui a livello europeo si sta invece registrando una tendenza a considerare l’aspetto sociale e sanitario del problema. La nuova "Strategia dell’Unione Europea" nella lotta alle droghe, infatti, pone tra i suoi principali obiettivi proprio quello della "riduzione del danno", e "10 tra i 25 Paesi - ha sottolineato Danilo Ballotta, rappresentante dell’Osservatorio Europeo di Lisbona - lo considerano addirittura un pilastro della strategia". A questo si affianca un secondo importante obiettivo, relativo alla "valutazione dell’impatto delle politiche intraprese dai singoli Paesi", che renda quantificabili i risultati raggiunti grazie ad esse.

A tal proposito "la Strategia prevede 2 piani - ha riferito Ballotta -, di cui il primo andrà dal 2005 al 2008 e il secondo dal 2009 al 2012. Nel 2008 la Commissione europea pubblicherà una prima valutazione d’impatto della Strategia, e questo porrà ogni Paese nella condizione di mostrare le proprie azioni, nonché i responsabili delle stesse". Si registra quindi anche una tendenza a responsabilizzare i governi che "fino ad ora, nella maggioranza dei casi, non hanno mai valutato l’ammontare delle spese relative all’attuazione delle proprie politiche contro le droghe". (Laura Pagnini)

Genova: arrestato, poi assolto, sarà risarcito con 50 mila euro

 

Secolo XIX, 13 luglio 2005

 

La prima sezione penale della Corte d’appello di Genova ha condannato il ministro dell’Economia a pagare la somma di 50 mila euro come risarcimento per le due settimane di ingiusta detenzione subite da Maurizio Cosso, il medico radiologo dell’Ist di Genova arrestato, il 29 novembre 1996, con l’accusa di concorso in peculato, corruzione e falso ideologico nell’ambito dell’inchiesta denominata Assicuropoli. Il medico è stato poi assolto definitivamente l’8 novembre dell’anno scorso. Cosso, assistito dall’avvocato Giovanni Ricco, era stato arrestato nel 1996 al termine di un’indagine per presunte truffe ai danni di assicurazioni.

In particolare, il medico era accusato di aver compilato almeno una decina di certificati fasulli e come compenso avrebbe preteso denaro, 150.000 mila lire per ogni ecografia e 200.000 lire per ogni Tac. Cosso era stato arrestato ma il Tribunale del riesame aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Rinviato a giudizio, il radiologo era poi stato assolto con formula piena nel marzo 2004, sentenza che è diventata definitiva nel novembre dello stesso anno.

La sentenza della Corte d’appello prende per buono il pronunciamento del Riesame che definiva le motivazioni dell’arresto "carenti e illogiche" per la mancanza di riscontri per la reale effettuazione di esami alterati e di accordi corruttivi. Di fatto nel processo venne accertato che Maurizio Cosso, radiologo dell’Ist aveva rifiutato le mazzette che gli venivano offerte. L’inchiesta, condotta per la procura dal pm Francesco Pinto aveva coinvolto 52 persone, indagate per truffa ai danni di numerose compagnie di assicurazione e le ex Usl genovesi.

Giustizia: Raffaele Cutolo chiede la grazia a Ciampi

 

Il Mattino, 13 luglio 2005

 

Poche righe scritte di suo pugno, tre giorni fa: "Sono stanco e malato. Vorrei finire gli ultimi anni della mia vita a casa". Firmato, Raffaele Cutolo. L’ex capo della Nuova camorra organizzata chiede la grazia. La lettera è stata già inviata al capo dello Stato. "Finalmente si è deciso - commenta la moglie, Immacolata Iacone - oggi stesso andrò dall’avvocato per sostenere con documentazione legale la richiesta di mio marito". Cutolo ha 64 anni, sta scontando più condanne all’ergastolo. In carcere ha trascorso più della metà della sua vita. E in carcere, ad Ascoli Piceno, ha conosciuto Immacolata Iacone. Viene arrestato per la prima volta il 27 febbraio del 1963, dopo un litigio per motivi di donne a Ottaviano, il suo paese natale. Da quel giorno, la sua ascesa negli ambienti malavitosi diventa irresistibile. La Nco arriverà a contare circa seimila affiliati e si renderà protagonista della guerra con il cartello di clan riuniti sotto la sigla della Nuova famiglia. È una stagione di morte e violenza che segna la storia criminale italiana. S’intrecciano delitti, omicidi, e misteri come il caso Cirillo. Cutolo evade dal manicomio di Aversa ma anche quando è in cella continua a comandare, almeno fino a quando non sarà trasferito all’Asinara. In questi anni è stato recluso in diversi istituti, da Carinola a Belluno fino a Novara. Gli è stato applicato il regime duro previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario. Non ha mai collaborato con la giustizia.

Pisa: quando lo sciopero della fame è l’unico espediente...

 

Agenzia Radicale, 13 luglio 2005

 

Marco Cecchi, presidente dell’associazione radicale "Libera Pisa", ha più volte varcato le soglie del carcere Don Bosco di Pisa per incontrare i detenuti e i lavoratori della struttura accompagnando alcuni parlamentari nelle loro visite ispettive (Marco Pannella, Maurizio Turco, Patrizia Paoletti, Piero Pizzi) o per raccogliere firme su iniziative radicali. Per questa sua particolare attenzione al mondo carcerario ha ricevuto dai detenuti stessi molte lettere e segnalazioni. Tra queste due riguardavano l’avvio di due scioperi della fame nel carcere Don Bosco di Pisa, cominciati ad aprile e a giugno e che si sono fortunatamente conclusi nel giro di pochi giorni.

Dichiara Cecchi: "Gli scioperi della fame sono un estremo tentativo di comunicazione con le istituzioni carcerarie e con l’esterno, sempre più diffuso tra i detenuti. Dai dati forniti dall’Amapi, l’Associazione Medici Amministrazione Penitenziaria Italiana, guidata dal professor Ceraudo, nel 2004 gli scioperi per fame sono stati 6450 e gli episodi di autolesionismo 4850. Questi dati sono allarmanti perché vanno letti assieme a quelli riguardanti i suicidi (52) e i tentativi di suicidio (1110). Segnalo due casi accaduti presso il Don Bosco di Pisa, due storie diversissime ed al tempo stesso emblematiche del funzionamento della giustizia italiana.

Angelo D’Avino, 65 anni, disoccupato, indigente, semi-analfabeta, che ha cominciato e concluso il suoi sciopero della fame ad aprile, mese nel quale dopo un periodo di arresti domiciliari è stato senza alcuna spiegazione riportato al Don Bosco, presso il Centro clinico, viste le sue precarie condizioni di salute. Lo sciopero della fame era il suo unico strumento a disposizione per chiedere aiuto, per cercare un avvocato al quale raccontare il tritacarne giudiziario nel quale è finito. Perché nessuno riesce a raccogliere le sue richieste di aiuto e quali strumenti ha un detenuto anziano, malato, senza cultura né soldi, per ottenere giustizia?

Adriano Ascoli, 39 anni, informatico, padre di una bambina di tre anni, sottoposto da giugno a custodia cautelare perché considerato presunto fiancheggiatore delle nuove BR. Ha cominciato il suo sciopero della fame subito dopo l’arresto utilizzando questo strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica attorno ad un diritto che dovrebbe essere garantito a tutte le persone in attesa di giudizio : il non allontanamento dalla propria famiglia. Risultato? Dopo essere stato rassicurato circa la propria permanenza presso il carcere di Pisa, è stato trasferito tre giorni fa nel carcere di Napoli, con i detenuti comuni, senza alcun preavviso. In un Paese nel quale i tempi della giustizia riescono ad essere clementi solo verso chi si può permettere buoni avvocati, nel quale ci sono 60.000 detenuti in carceri che ne potrebbero ospitare 40.000 (a Pisa nel 2004 i detenuti erano 381 rispetto ad una capienza regolamentare di 226 unità), non possiamo non dare ascolto a queste estreme manifestazioni di protesta e di richiesta di aiuto che giungono dalle nostre carceri."

Giustizia: Zancan (Verdi), per salvare Previti la Cdl devasta diritto

 

Ansa, 13 luglio 2005

 

"Siamo di fronte all’ennesima legge "verrina", anche se ho un po’ scrupoli ad offendere il buon vecchio governatore corrotto, perché ormai queste leggi superano di gran lunga quelle che vennero emesse a favore di Verre. Per cercare di celare la vergogna della finalità della legge e cioè la prescrizione in determinati processi, in particolare quello a carico dell’onorevole Previti, si sono adottati alcuni passaggi devastanti".Lo ha dichiarato il senatore dei Verdi Giampaolo Zancan, vicepresidente della Commissione giustizia, intervenendo in aula sul cosiddetto decreto "salva Previti". "Con questo provvedimento, - prosegue il senatore Zancan - anzitutto, si è passati dal diritto penale sul fatto al diritto penale sulla persona, al delitto d’autore che, come è noto, ha avuto particolare successo nella Germania nazista.

Si sono disposti forsennati inasprimenti di pena nei confronti degli ultimi o, se si vuole, nei confronti della "schiuma della terra". Si sono utilizzati errori tecnico - giuridici che non possono essere che degni, al più, di uno studente del primo anno di università. Perché la Cdl non ha fatto una legge singola ad personam chiara, anziché compiere tutto questo massacro del diritto penale?

Il Ministero ha fatto il calcolo di quanti detenuti in più ci saranno nelle carceri italiane se questa legge venisse approvata? Lo conosce il numero dei suicidi verificatisi quest’anno nelle carceri italiane che versano in uno stato di inciviltà? Lo sapete che esso supera il numero di 60 suicidi?

La normativa accorcia i termini prescrizionali per i reati più gravi e li allunga per i reati meno gravi. Il calcolo è matematico: sei è il limite massimo, il che significa che per tutti i reati che hanno pena massima inferiore a sei il termine prescrizionale è aumentato, per tutti quelli che hanno limite massimo superiore a sei il termine di prescrizione può essere diminuito. Dunque, è certo che saranno diminuite le prescrizioni per usura, bancarotta, sfruttamento di prostituzione, corruzione e concussione. Questo - conclude Zancan - non è soltanto irrazionale, è soprattutto immorale!".

Firenze: dati sportello "Documenti e tutele" a Sollicciano

 

Redattore Sociale, 13 luglio 2005

 

310 le domande presentate per l’indennità di disoccupazione, 150 i detenuti risultati in possesso dei requisiti. Sono alcuni dei dati emersi dallo sportello "Documenti e tutele", attivo da fine 2003 presso il carcere fiorentino di Sollicciano. Presso lo sportello, avviato inizialmente con i fondi di Toscana Sociale in collaborazione con la provincia di Firenze, sostenuto ora solo dalla provincia, lavora un gruppo di legali dell’associazione "L’altro diritto". Il loro compito è proprio quello di raccogliere le domande dei detenuti - poco meno di mille persone - relative ad indennità di disoccupazione, assegni familiari (120 richieste), consulenza su permesso di soggiorno (408) , pensione di invalidità (17), codici fiscali (120).

"L’accesso ai benefici previsti dal nostro ordinamento a sostegno dei redditi delle persone e delle famiglie indigenti rappresenta uno strumento per alleviare la condizione di estrema povertà in cui si trovano molti detenuti - spiega Alessandro Martini, assessore provinciale alle politiche sociali - La scarsa conoscenza dei diritti e delle prassi seguite dagli enti per l’erogazione dei servizi rende spesso difficoltoso l’accesso ai diritti sociali". "La maggior parte della gente che entra in carcere – hanno osservato Emilio Santoro e Giuseppe Caputo de "L’altro diritto"- vive in condizioni economiche disastrose e con redditi al di sotto della soglia di povertà, da ciò l’esigenza di garantire loro l’accesso alle misure a sostegno del reddito".

Al 5 luglio 2005 nel carcere di Sollicciano, circa 150 detenuti su mille risultavano avere il conto a zero. A questi andrebbero poi aggiunti tutti gli altri detenuti che, pur non avendo il conto in rosso, hanno cifre modestissime provenienti da donazioni di volontari o dal modesto sussidio dato dall’amministrazione penitenziaria. Circa il 60 per cento dei detenuti a Sollicciano è formato da cittadini stranieri. È utile confrontare questi dati con quelli nazionali. Secondo i dati del Ministero della Giustizia al 30 Giugno 2004, su un totale di 56.532 detenuti presenti nelle carceri italiane, 14.437 risultavano occupati, 14.373 disoccupati e per ben 24.567 non risulta rilevata alcuna attività lavorativa (perché illegale o perché costituita da lavoro nero). Non molto diversa la situazione occupazionale delle donne in carcere, su 2660 detenute solo 354 risultavano occupate, mentre 800 erano disoccupate, circa 600 casalinghe o in cerca di occupazione e per 778 non risulta rilevata alcuna attività lavorativa.

Giustizia: l’Udc contro l’ex-Cirielli, al Senato slitta l'esame del ddl

 

Giornale di Brescia, 13 luglio 2005

 

Edmondo Cirielli l’ha ripudiato da tempo, ma ieri sulla stessa strada si sono messi, non senza polemiche, i senatori dell’Udc. Il disegno di legge che modifica profondamente il sistema delle prescrizioni per i reati ha subìto un colpo pressoché unanime dall’assemblea dei senatori centristi, che hanno severamente criticato il provvedimento a partire dal capogruppo Francesco D’Onofrio. "Chiederemo spiegazioni - ha detto in modo lapidario ai giornalisti - ai colleghi della Camera per sapere come mai è stato approvato questo testo".

La riunione dei senatori dell’Udc non ha fatto sconti alla ex Cirielli. Leo Borea, vicepresidente della commissione Giustizia, ha letto una relazione nella quale il provvedimento viene messo sotto accusa e definito "assolutamente irragionevole". Si tratterebbe di una norma priva di logica che "faciliterà la diffusione di tattiche dilatorie e strumentali con l’obiettivo del decorso del termine di prescrizione". Tra commi e articoli, Borea ha scovato una norma in base alla quale anche l’omicidio aggravato diventerebbe prescrittibile. Quanto alle conseguenze pratiche se il ddl avesse il via libera del Parlamento, l’esponente dell’Udc prevede carceri sovraffollate fino a scoppiare, procedimenti annullati anche per reati gravissimi e un intervento della Corte Costituzionale.

In sintesi, i senatori del partito di Follini chiedono che il provvedimento venga profondamente modificato, accogliendo gli emendamenti che An e Forza Italia hanno già presentato. Anche i centristi ne hanno proposti quattro, ma è evidente, a questo punto, che reclamano modifiche ben più incisive. Sarà un caso, ma l’esame dell’ex Cirielli è stato ieri cancellato dai lavori dell’Assemblea. È stata data la precedenza ad alcuni decreti. Delle controverse norme sulla prescrizione si parlerà oggi, sempre che un accordo sia stato trovato. Nel frattempo, l’Udc reclama un chiarimento politico e valuterà l’opportunità di un incontro con il leader del partito Follini: segno evidente che il confronto non si gioca solo su questo specifico provvedimento, ma probabilmente sull’intero impianto delle norme sulla giustizia. Nelle opposizioni, molti sono pronti a scommettere che gli emendamenti di An proposti al Senato servono ad eliminare le norme che Forza Italia avrebbe cucito addosso al processo Previti per garantire che il meccanismo della prescrizione eviti una condanna.

Ancona: detenuto tunisino tenta di impiccarsi, salvato in extremis

 

Il Messaggero, 13 luglio 2005

 

Sfiorato l’ennesimo suicidio a Montacuto. Ieri mattina, verso le 10.30, un detenuto tunisino di 23 anni ha tentato di impiccarsi con la cintura dell’accappatoio alle sbarre della cella. Subito soccorso dagli agenti della Polizia penitenziaria, l’uomo è stato rianimato prima che la mancanza di ossigeno producesse danni irreversibili al cervello. Trasportato all’ospedale, il tunisino è stato ricoverato con una prognosi di media gravità. Da ricordare che solo un mese fa si era toltola vita a Montacuto, impiccandosi con le lenzuola, Andrea Novelli, il sirolese accusato di aver ucciso a colpi di bastone Franco Barbadoro, operaio in pensione del cantiere navale di Ancona.

 

 

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