Opinione detenuti

 

Cosa ne pensano alcuni detenuti stranieri dell'espulsione dei detenuti stranieri, in carcere per reati di lieve entità

 

Naufel

 

Se mi dessero l’espulsione, invece di tenermi in galera, ne sarei felice. Tornerei al mio paese, libero, e lì potrei rifarmi una vita: certamente, dovrei ripartire da zero, tra mille difficoltà, ma sarei libero.

Da quando è stata abrogata la legge Martelli, che permetteva ai detenuti con pene inferiori a tre anni di chiedere l’espulsione, le prigioni italiane si sono riempite all’inverosimile di stranieri: ora siamo in 17 mila e il numero cresce sempre.

Una condanna penale, per chi rientra in Italia dopo essere stato espulso, è già prevista, però i quattro anni di cui parla Castelli sono veramente troppi, per la "colpa" di voler alimentare il sogno di una vita migliore. In Tunisia noi diciamo: "ge yerbah sado burabbeh", sono partito per cercare gloria e libertà, ma torno sconfitto. Io aggiungerei: Forse ho cercato nel posto sbagliato.

 

Faisel

 

Oggi l’espulsione viene eseguita quando hai terminato di scontare la pena. La trovo una cosa ingiusta, perché un uomo nel frattempo ha imparato tante cose: la lingua, la cultura, si è fatto amici italiani. Per lui è più facile e più desiderabile la vita in Italia, che nel proprio paese. Quindi è meglio essere espulsi subito, per lo meno non fai in tempo ad abituarti alla cultura italiana, e quindi hai meno problemi nel tornare in patria. Se sei rimasto in Italia per anni è veramente difficile resistere alla tentazione di tornarci. In Italia lasci gli amici, lasci magari la donna che ami, lasci anche i tuoi sogni.

 

Karim

 

Quando arrivai in Italia avevo 17 anni. Ora ne ho 27, di cui quattro anni passati in carcere. Se l’espulsione mi fosse data adesso ne sarei felice. Ma se arrivasse dopo aver scontato, per intero, la condanna, non l’accetterei certo di buon grado.

Se poi, invece dei quattro anni di pena, previsti per chi torna in Italia dopo essere stato espulso, ne dessero 20, io correrei ugualmente il rischio, perché voglio vivere in Italia: sono cresciuto qui, la mia vita è qui in Italia.

 

Abdul

 

La proposta del Ministro della Giustizia sugli stranieri che hanno commesso reati, a mio parere, è una proposta in parte accettabile. L’importante è che questa proposta diventi subito legge. Noi stranieri in carcere siamo un fardello molto pesante, per ogni governo, di sinistra o di destra che sia. Con il precedente governo, il sistema delle espulsioni funzionava poco: forse con quello attuale funzionerà meglio!

Forse non sarà la soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri ma, se non altro, terminerebbe la sofferenza di molti extracomunitari, che in Italia hanno trovato solo una vita di vagabondaggio, e la perdita della propria dignità.

 

 

Le proposte sul trattamento dei minori e sul lavoro commentate 

da un detenuto in carcere da oltre 20 anni

 

I minori

 

Castelli ha parlato del "troppo lassismo" che c’è nei confronti dei ragazzi che commettono gravissimi delitti: un tema peraltro sentito da larga parte dell’opinione pubblica. Ho anch’io dei dubbi e la voglia di capire di più su questo argomento. Chi uccide la madre, il padre, chi, pur nella sua immaturità, commette delitti atroci, non può essere trattato alla stregua di chi ruba un motorino. Deve capire di aver fatto qualcosa di tremendamente grave! 

La netta spaccatura che c’è tra maggiore e minore inoltre è troppo rigida. È di pochi giorni fa il caso di due coimputati, uno di 17 anni e l’altro di 18, accusati di omicidio: il minorenne esce dal carcere, mentre l’altro, di pochi mesi più grande di lui, ha una vita di galera davanti a sé. 

A diciotto anni meno un giorno si è meno pericolosi che a 18 anni ed un giorno?

A mio parere poi, anche se so che molti la pensano in modo del tutto opposto, la "minore età" dovrebbe essere innalzata a 21 anni, fermo restando che chi uccide deve essere messo in grado di maturare un profondo senso di colpa per ciò che ha fatto, ed in pochi mesi di detenzione non matura proprio niente.

 

La ricetta per la soluzione del problema del sovraffollamento

 

Viene presentato come un "indultino", il rimpatriare i detenuti extracomunitari per reati lievi. In pratica saranno espulsioni effettuate in maniera scientifica. e chi tornerà in Italia clandestinamente, se arrestato, rischierà 4 anni di carcere. All'indultino potrebbe poi essere affiancato il reato di immigrazione clandestina. Penso che le venti carceri, compreso la Pianosa e l’Asinara, che il Ministro intende riaprire, registrerebbero presto il tutto esaurito.  

Di amnistia neanche a parlarne. Un compagno italiano ha detto, un po’ provocatoriamente: Durante il periodo fascista, per liberare il territorio dai cittadini italiani "indesiderabili" senza riempire eccessivamente le carceri, veniva dato un "passaporto rosso", valido solo per l’espatrio

Visto che l'espulsione degli stranieri è considerata un "indultino", un'assegnazione di passaporti "rossi", di sola andata, sarebbe da considerare anch'essa un "indultino"... Sono certo che moltissimi detenuti italiani accoglierebbero con gioia questo provvedimento.

 

Carceri, arriva la devolution ed il lavoro obbligatorio per i detenuti

 

Da quanto scrivono alcuni giornali sembra che la devolution, sia molto gradita ai direttori degli istituti penali. Il fatto che il lavoro, per chi sta in carcere, stia a cuore al Ministro, è di per sé molto positivo. Il problema è: quale tipo di lavoro?

Non è facile creare posti di lavoro "veri" negli istituti di pena: gli orari frammentati, le esigenze della sicurezza e le difficoltà di accesso rappresentano forti impedimenti.  

Forse, il lavoro per tutti sarà difficile poterlo offrire, visto che anche adesso il lavoro dovrebbe essere un diritto - dovere del detenuto, ma di fatto è un privilegio per pochi. 

Se saranno rispettati i diritti di chi lavora, anche se detenuto, è senz’altro una grande cosa. 

E’ curioso poi vedere che il SAPPE (sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria) così commenta: Anche ad Auschwitz c’era un cartello con scritto "il lavoro rende liberi"...  

 

Nicola Sansonna

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