Quelle facce un po' così...

 

Quelle facce un po’ così… di bambini dietro le sbarre

 

Il Resto del Carlino, 18 novembre 2003

 

Il racconto si snoda lungo le pareti gremite di fotografie e cariche d’un passato toccante. Foto di ieri, scattate all’interno di alcuni istituti minorili italiani, che parlano d’un disagio vecchio e nuovo. Bambini in fila, bambini che studiano, che pregano, che mangiano o giocano in cortile. I fotografi si sforzano di far trasparire una realtà serena all’interno di quei purgatori, ma l’impressione di vuoto, di vastità e squallore degli ambienti, non sfugge dietro i sorrisi un po’ forzati dei giovanissimi reclusi. Tante illustrazioni fanno una mostra.

"Monelli banditi - Scenari e presenze della giustizia minorile in Italia", allestita fino alla fine del mese nel Complesso del San Michele a Roma, ex carcere minorile, nasce dal ritrovamento di un fondo di 4.000 foto conservate nella Scuola di formazione del personale della Giustizia Minorile di Roma e risalenti agli anni Cinquanta. Le immagini proposte raccontano le storie di vita di questi bambini proiettandoci nel loro quotidiano, scandito dai ritmi severi degli istituti di rieducazione. Una realtà scomoda da ricordare, ma difficile da rimuovere.

Lo studio, il lavoro, la ricreazione e le funzioni religiose, tutte le inquadrature mirano a dimostrare che all’interno degli istituti i ragazzi erano trattati più che bene. Ma la realtà era fatta di disagio scritto sui volti di ragazzi orfani, sbandati, dal futuro incerto e pronti anche a infrangere le regole, pur di conquistarsi uno spazio di sopravvivenza o di autoaffermazione. L’esposizione è frutto di una preziosa collaborazione inter-istituzionale tra il Ministero della Giustizia-Dipartimento Giustizia Minorile, l’Archivio di Stato di Roma, l’Istituto Luce e la Soprintendenza della Capitale. "L’attenzione del legislatore si è spostata negli anni da una concezione del trattamento di tipo sanitario alla concezione del minore come soggetto di diritto, protagonista del proprio progetto esistenziale - spiega Rosario Priore, Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile.

Oggi come allora tutti gli operatori sono chiamati a svolgere un lavoro quanto mai peculiare, che dà la grande gioia di poter restituire alla vita e alla società un nuovo uomo". Le foto descrivono minuziosamente le giornate all’interno degli istituti. Sveglia alle 7, colazione, scuola, lavoro nelle officine, ricreazione in cortile. Nonostante gli anni, le immagini mantengono viva l’emozione intensa di chi ebbe l’occasione di poter sbirciare in un mondo sconosciuto.

 

 

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