Carceri minorili in Gran Bretagna

 

Adolescenti in cella con adulti: largo ai bambini

Ragazzine di 15 anni chiuse con le altre detenute

su "raccomandazione" del governo Blair che cerca spazi

 

Il Manifesto, 9 agosto 2003

 

Il governo di Tony Blair l’aveva promesso. Nessuna ragazza minorenne sarebbe stata più rinchiusa in un carcere di adulti. La promessa però sembra essere stata ben presto dimenticata: oggi nelle carceri femminili vengono rinchiuse circa cento ragazze di sedici e diciassette anni, costrette a dividere la cella con donne adulte per diversi mesi. Nel 1999 era stato l’allora ministro degli interni, Jack Straw, a promettere che le minorenni non sarebbero più state rinchiuse nelle carceri femminili. Un anno dopo quella promessa è diventata una circolare dell’autorità carceraria.

Oggi è carta straccia. La denuncia è della Howard League, una associazione che si occupa di carcere e detenuti e in particolare di detenuti minorenni. Il caso esemplare è quello di una ragazza di quindici anni condannata a tre anni di carcere per un furto commesso in una abitazione assieme al suo ragazzo, diciannovenne. La ragazza è stata rinchiusa in un istituto minorile, ma dopo quindici giorni l’autorità carceraria ha inviato una lettera all’istituto raccomandando il trasferimento in carcere della ragazza non appena questa avesse eseguito gli esami scolastici, a sedici anni. Il motivo di questa "raccomandazione"? È necessario, secondo l’autorità carceraria, spostare i minorenni più anziani nelle carceri normali per liberare posti negli istituti minorili per i più piccoli. Adesso la ragazza, sostenuta dai legali dell’Howard League ha presentato un esposto per contrastare l’ordine di trasferimento (che nel frattempo è avvenuto).

Il numero di baby detenuti è aumentato vertiginosamente negli ultimi anni. Il governo Blair non nasconde di ritenere il carcere "educativo" e "deterrente". Rischiano di finire in galera i ragazzini under 14 che violano il coprifuoco imposto dall’ex ministro degli interni Straw che impone ai bambini di rimanere a casa dopo le nove di sera. Ma la lista dei "reati" punibili con il carcere è lunghissima. Tornando al caso della giovane difesa dalla Howard League, i problemi che la giovane ha incontrato una volta trasferita nel carcere di Eastwood Park sono stati molteplici. Intanto c’è il problema del sovraffollamento: se nell’istituto minorile dove stava prima c’erano 24 baby detenuti, nel carcere di Eastwood le detenute arrivano fino a 260.

Ma non solo. Negli undici mesi che la ragazza ha trascorso in carcere, si sono verificati tre suicidi, uno dei quali (una ragazza di diciotto anni) si è verificato nel braccio in cui si trovava anche la giovane detenuta. La ragazza è poi soggetta agli stessi trattamenti delle adulte, le umilianti strip searching (perquisizioni a corpo nudo) comprese. In carcere poi la ragazza non ha potuto seguire dei corsi che le sarebbero serviti per ripetere gli esami che intendeva ripetere. Inoltre il carcere di Eastwood Park ha ricevuto dall’autorità carceraria un ultimatum: o entro quattro mesi le cose cambiano o verrà data in appalto a un consorzio privato: la privatizzazione per il governo Blair sembra essere la soluzione di tutti i mali.

 

 

Precedente Home Su Successiva