La Voce nel Silenzio

 

A scuola per migliorarsi

 

di Diego

 

La vita è come un viaggio, si sa da dove si parte, ma non si sa dove si arriva; tuttavia, si può migliorare il percorso.

La vita è un insieme di esperienze, positive e negative, che costituiscono la base per poter prendere decisioni per il futuro. Purtroppo, per noi detenuti, anche il carcere fa parte delle nostre esperienze e se dovessi soffermarmi a parlare del tipo di esperienza che è, non farei altro che provocare una reazione a catena. Il fatto è che questo periodo di carcerazione, per me come per tutti, resta un’esperienza soprattutto negativa, ma ciascuno di noi può fare qualcosa di positivo. Ciò può succedere quando si ha la fortuna di aver vissuto una parte di questa detenzione con una persona che ha saputo darmi la giusta spinta, aprendomi gli occhi sui vantaggi di cui avrei potuto beneficiare a livello personale. Ma di che cosa starò parlando?

La risposta è la scuola; il mio consiglio a coloro che devono scontare una parte della vita in carcere è di cercare di studiare. C’è un proverbio toscano che dice: "Chi tempo ha e tempo aspetta, tempo perde!"; e in carcere rimanere in branda a dormire o a andare su e giù sfasando il cervello con inutili ragionamenti che potrebbero essere o non... è tutto tempo perso. La scuola, non solo fa sì che si esca dalla cella per qualche ora, ma dà la possibilità, a chi veramente lo voglia, di crescere culturalmente; è un punto per il reinserimento personale di partenza e può essere un inizio per proseguire, una volta liberi. E’ un modo di scaricare tensione e stress, un modo per essere a contatto con persone estranee a questo mondo e perciò in un certo senso più aperte nel dare consigli. Un tentativo non costa nulla, non serve diventare dottori, solo il fatto che si rispolveri parte del cervello aiuta a ragionare meglio o ad essere più obiettivi.

 

 

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