Don Egisto Smacchia

 

Ma non chiamatela comunità terapeutica

di don Egisto Smacchia (Fict)

 

Progettouomo.net, 31 marzo 2005

 

Il presidente della FICT torna sulla questione della struttura di Castelfranco Emilia, inaugurata il 21 marzo scorso.

 

Quali sono le sue perplessità sulla struttura per detenuti tossicodipendenti di Castelfranco Emilia?

"Si è fatta molta confusione nel considerare questa struttura una comunità terapeutica. La comunità terapeutica è un’altra cosa: su questo aspetto bisogna mettere un punto fermo per non creare confusione nell’opinione pubblica. Chi entra in comunità ha delle motivazioni, quindi fa una scelta, e le motivazioni sono il motore portante del cambiamento. Inoltre si ha la libertà di abbandonare la Comunità in qualsiasi momento e il percorso terapeutico è personalizzato. Da anni la Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (Fict) attraverso i suoi Centri ha avviato diverse esperienze in collaborazione con gli istituti penitenziari, come ad esempio il Progetto Carcere in Piemonte del Centro Torinese di Solidarietà. Quella di Castelfranco è una strada diversa, che non escludo possa essere preferibile rispetto alla reclusione in un carcere tradizionale ma, ribadisco, nulla a che vedere con il percorso in Comunità".

 

Quindi non ritiene che sia un’occasione per uscire dalla droga?

"Una vera occasione per i detenuti tossicodipendenti sarebbe l’accoglimento della nostra proposta di ampliare l’accesso in Comunità per chi ha subito una pena fino a sei anni di reclusione, anziché i quattro attuali. Questo vorrebbe dire più giovani che possono entrare motivati nelle Comunità. Nel caso di Castelfranco, invece, le persone sono in un carcere dove sicuramente il loro soggiorno non è molto motivante. Per non parlare delle molte incertezze dal punto di vista gestionale e politico, conosciute direttamente dal nostro Centro di Modena che nella fase iniziale ha preso parte al percorso per mettere in piedi questa iniziativa, ma a un certo punto si è fatto da parte quando sono sorte una serie di perplessità rispetto anche all’intesa tra servizi pubblici e del privato-sociale, molto importante per l’enorme ricaduta sul territorio".

 

 

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