I buoni dentro. I cattivi fuori

 

 

Il libro si può prenotare all’e-mail redazione@ristretti.it, oppure al numero di telefono 049.8712059.

Per riceverlo, è sufficiente fare una donazione di 12 euro sul conto corrente postale 15805302, intestato all'Associazione di Volontariato Penitenziario "Il Granello di Senape".

Ristretti Orizzonti

È una rivista realizzata da detenute, detenuti e volontari nella Casa di Reclusione di Padova e nell’Istituto Penale Femminile della Giudecca ed edita dall’Associazione di Volontariato Penitenziario “Il Granello di Senape”.

Ha un sito, www.risretti.it, anch’esso gestito da detenuti, che dà un grande spazio alle testimonianze di donne e uomini reclusi.

I buoni dentro. I cattivi fuori

Il carcere entra a scuola. Le scuole entrano in carcere. Ma non è uno zoo

270 pagine. 12 € compresa spedizione

 

“La prof ci ha raccomandato di osservare tutto tutto tutto quando entravamo in carcere. E io ho osservato tutto tutto tutto”.

A osservare “tutto tutto, tutto” entrando in carcere è Susanna, su consiglio della sua “prof”, ma è stata in realtà la gran parte degli studenti, coinvolti in questo progetto di “conoscenza ravvicinata” del carcere, a partecipare alle attività con un’attenzione spontanea e profonda, e non per “obbligo” come avviene per tante cose che si fanno a scuola.
Nel libro si possono trovare:

i testi degli studenti, quello che immaginavano del carcere e quello che hanno visto e capito entrando a contatto diretto con la galera e con chi ci vive dentro;

le lettere e le testimonianze dei detenuti;

il racconto di come gli adulti, genitori, parenti, amici hanno reagito a un progetto così poco “normale”;
il punto di vista di insegnanti, operatori, volontari;

indicazioni pratiche per avviare un progetto “scuole-carcere”;

i consigli di scrittura dello scrittore Carlo Lucarelli, i suggerimenti di una esperta su come realizzare un laboratorio di scrittura autobiografica, il racconto di una esperienza di “immersione” dei ragazzi nella scrittura autobiografica in una scuola;

e tante altre cose ancora, a dimostrare che scuola e carcere, quando escono dalla routine, possono dar vita a un confronto che arricchisce un po’ tutti.

 

Precedente Home Su Successiva