|
I temi trattati: Famiglie a pezzi; Stando dall'altra parte; Madri nonostante tutto; Padri ai margini; Figli di un Dio minore; Affetti perduti; La solitudine degli stranieri; Purché libertà non ci separi; I punti di vista di chi "non c'entra"
Il
libro si può prenotare all’e-mail redazione@ristretti.it,
oppure al numero di telefono 049.8712059.
Per
riceverlo, è sufficiente fare una donazione di 10,00 euro sul
conto corrente postale 15805302, intestato all'Associazione di
Volontariato Penitenziario "Il Granello di Senape".
Tutti
i fondi raccolti verranno destinati a progetti di reinserimento delle
persone detenute.
|
L'amore
a tempo di galera
Testimonianze e racconti di uomini e donne dal carcere,
ma anche di chi, fuori, li sta ad aspettare
Con introduzione di Edoardo Albinati, scrittore ("Svenimenti" è il suo ultimo libro) e insegnante a Rebibbia
Che l'esperienza del carcere piombi violentemente nella vita di una famiglia e distrugga ogni equilibrio è forse inevitabile. Che poi le famiglie non abbiano nessuna possibilità di ricostruire, pezzo su pezzo, i rapporti spezzati con i loro cari in carcere sarebbe invece, forse, ampiamente evitabile, se come in tanti altri paesi anche in Italia ci fosse il rispetto per gli incolpevoli parenti delle persone detenute e la volontà di dar loro degli spazi per coltivare gli affetti anche in galera e nonostante la galera.
Ci sono allora, a soffrire dall'altra parte delle sbarre, le compagne dei detenuti costrette a volte ad anni di pellegrinaggi da carcere a carcere, le madri, i padri, i fratelli, le sorelle con il loro carico di affetto, ma anche di rimproveri, e magari il poliziotto che improvvisamente si ritrova un parente detenuto e scopre di doversi rimettere in gioco, abbandonando tutte le sue vecchie certezze.
E ci sono, in carcere, madri "nonostante", nonostante il carcere, nonostante la paura di dire ai figli la verità sul fatto che si trovano in carcere, nonostante l'ansia di perdere la propria autorevolezza di madri.
E poi ci sono i padri, spesso privati di ogni responsabilità perché ritenuti cattivi padri, senz'altro "inadeguati", e poi perché il carcere i rapporti affettivi fra padri e figli li annienta, anche quando i parenti fuori fanno di tutto per mantenere saldi i legami famigliari, accettando di portare i bambini nelle squallide sale colloqui e di assistere poi al disagio delle separazioni forzate.
|

Dall'introduzione di Edoardo
Albinati
"L'amore in carcere è misterioso per necessità. Gli affetti e le relazioni erotiche, il rapporto stesso di un individuo con le persone amate, con la propria vitalità e con i desideri viene sepolto. Di fronte alla impossibilità di coltivare i sentimenti se non in forme frammentate ed episodiche (i colloqui, le lettere, le telefonate dal reparto, i permessi che durano pochi giorni) spesso i detenuti e le detenute cancellano l'idea stessa di potersi sentire ancora vivi e vive nel cuore. Mentre il corpo viene abbandonato come un cadavere nel fiume, oppure, al contrario, imbalsamato nella cura ripetitiva degli esercizi di palestra, fino a raggiungere una forma perfetta quanto inservibile... (...)
Gli autori di queste pagine (diari, memorie, confessioni, lettere, interviste, dibattiti di gruppo) hanno scelto di rischiare esibendo il loro cuore, talvolta lasciandolo intravedere in modo pudico e quasi vergognoso, talvolta apertamente o con ironia, quasi con sfrontatezza."
|