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Quando la prevenzione si fa dall’interno delle celle a cura della Redazione di Ristretti Orizzonti
Mattino di Padova, rubrica "Lettere dal carcere", 25 gennaio 2010
Da sei anni a Padova uno dei più importanti progetti di prevenzione della devianza e dei comportamenti a rischio delle giovani generazioni ha come punto di partenza la Casa di reclusione. I curioso, in fondo, pensare che proprio il carcere possa essere il luogo in cui ci si preoccupa del futuro degli adolescenti, e si lavora perché siano più consapevoli e responsabili quando fanno delle scelte, quando guidano un’auto dopo una festa, quando sono tentati da piccole o grandi trasgressioni. Quest’anno poi una parte importante di questo lavoro di prevenzione è dedicato alla guida, e ai rischi che troppo spesso i ragazzi corrono, quando guidano dopo aver bevuto o fatto uso di sostanze. Il Comune di Padova ha accettato di promuovere e sostenere questo progetto che all’inizio poteva sembrare azzardato, e che invece si è dimostrato straordinariamente efficace. Il nostro spazio oggi lo dedichiamo alla testimonianza di un detenuto e alla spiegazione dei progetti fatta da chi, nel Settore Servizi sociali del Comune, crede nell’importanza di forme di prevenzione nuove e coraggiose.
La redazione di Ristretti Orizzonti
I ragazzi ci ascoltano
Per noi detenuti dover raccontare a tanti ragazzi come siamo finiti a fare i reati, che ci hanno portati qui, rende questi incontri difficili. Ma i ragazzi ci ascoltano con molta curiosità, e questo ci stimola a parlare anche di cose dolorose, come i rapporti con le nostre vittime e con le nostre famiglie. E poi ci rivolgono domande intelligenti, che ci costringono a rispondere con sincerità, perché in loro molti di noi vedono i figli che non hanno potuto crescere, oppure i fratelli e le sorelle che sentono solo per telefono ogni tanto. Così raccontiamo quanto sia stato facile cadere nell’inganno della tossicodipendenza e quanta fatica fanno oggi alcuni di noi, uomini di trenta o quarant’anni, per uscire da una vita di galera e di strada. E raccontiamo anche cosa significa farsi giustizia da sé e trovarsi portatori di una violenza che genera altra violenza, inghiottiti in un vortice dal quale si esce sempre perdenti. Gli incontri sono tanti e a volte arriviamo a fine settimana svuotati. Ma poi riceviamo le lettere dei ragazzi e degli insegnanti in cui ci ringraziano per avergli fatto conoscere un mondo che prima avevano visto solo nei film. Alcuni di loro provano a ragionare su quanto sia importante stare attenti alle cose che si fanno, anche a quelle apparentemente innocue. Altri invece trovano sorprendente aver incontrato delle persone che non hanno nulla di mostruoso, e riflettono sul fatto che a commettere i reati non siano i mostri, o i predestinati, ma persone che provengono da famiglie normali, simili alle loro, e che magari hanno iniziato la strada del crimine facendo le stesse trasgressioni che fa anche qualcuno di loro. Ecco, vedere i ragazzi ragionare, vederli portarsi via le nostre esperienze e rifletterci su, ci dà il motivo per raccogliere le forze e ricominciare. Sappiamo tutti che non è facile far riflettere su questi temi gli adolescenti, la speranza è che almeno i nostri disastri possano servire a salvare qualcuno da questa terribile esperienza che è la galera, e che oggi "incastra" sempre più giovani, anche di buona famiglia, e non solo poveri.
Elton Kalica
I progetti in programma
I Servizi sociali del Comune di Padova hanno programmato per il corrente anno scolastico un’importante serie di azioni che hanno per fulcro la scuola e con essa gli studenti e gli insegnanti. Il programma affronta il tema della legalità, del rispetto delle regole e del contrasto all’uso di sostanze e vuole promuovere nei giovani comportamenti consapevoli. Le azioni si svolgono all’interno del carcere Due Palazzi di Padova e delle scuole cittadine. Nel primo ambito oltre 1500 studenti delle scuole superiori incontrano a scuola e in carcere - in gruppi di 2/3 classi per volta - alcuni detenuti che hanno accettato di raccontare ai giovani le loro storie per farli riflettere sulle conseguenze che possono portare certi stili di vita, che si accompagnano a una incapacità di scegliere comportamenti responsabili. Le visite in carcere non potrebbero aver luogo senza la disponibilità e il coinvolgimento degli insegnanti - che accompagnano le classi e che preparano i giovani all’incontro e ne raccolgono poi le riflessioni in aula - dei magistrati di sorveglianza, del direttore del carcere, degli operatori e degli agenti di polizia penitenziaria. Partner ideale in questo percorso è l’Associazione Granello di Senape, editore della rivista Ristretti Orizzonti, che con passione e competenza gestisce l’organizzazione del progetto, svolgendo il ruolo di interlocutore principale con i vari soggetti coinvolti. Nel secondo ambito oltre 2500 studenti delle medie e delle superiori svolgono all’interno delle loro aule incontri con psicologhe, medici (dell’Associazione Blade Runner) e ufficiali della Polizia municipale per ragionare sulla nocività dell’uso di sostanze e dell’abuso di alcol e sul gravissimo pericolo che rappresenta la guida in condizioni psico - fisiche non idonee. In alcune scuole inoltre (sempre con la collaborazione del Granello di Senape) sono i detenuti a portare nelle classi la loro testimonianza diretta, con incontri di contenuto analogo a quelli che si svolgono in carcere. È ancora possibile per gli insegnanti delle scuole medie aderire al progetto relativo alle tematiche del carcere contattando l’Associazione Granello di Senape al numero: 049/654233. E-mail: redazione@ristretti.it.
Lorenzo Panizzzolo, capo settore Servizi sociali
Il programma prevede un finale pieno di appuntamenti: 5 maggio 2010. Incontro al Centro culturale San Gaetano per dimostrazioni teoriche di guida sicura e crash test a cura del gruppo Pradegai di Treviso. 6 maggio 2010. Incontro in Prato della Valle per dimostrazioni pratiche di guida sicura e crash test a cura del gruppo Pradegai di Treviso. 26 maggio 2010. Incontro di studenti, insegnanti e autorità in un cinema per la proiezione di un film a tema e consegna dei premi (Pc, macchina fotografiche) agli studenti che hanno proposto i migliori elaborati. Si ringraziano gli insegnanti delle seguenti scuole che partecipano ai progetti: Scuole superiori: Liceo classico Tito Livio, Licei scientifici Fermi, Curiel, Cornaro, Nievo, Liceo delle Scienze Sociali Duca D’Aosta, Liceo Marchesi-Fusinato, Istituto tecnico industriale Natta, Istituto tecnico Scalcerle, Liceo scientifico Rogazionisti, Istituto Barbarigo, Istituto Maria Ausiliatrice, Istituto d’arte P. Selvatico, Istituto professionale Valle, Istituto tecnico Calvi, Istituto tecnico Gramsci, Istituto Professionale Leonardo da Vinci, Istituto tecnico Einaudi, Istituto tecnico per geometri Belzoni, Enaip, Scuola inglese, Istituto professionale San Benedetto da Norcia, Istituto professionale Duca degli Abruzzi, Istituto tecnico Marconi, Istituto Dante Alighieri, Itis Euganeo di Este, Istituto Mattei di Conselve, Liceo scientifico G. Galilei di Selvazzano. Scuole medie: Falconetto, Levi Civita, Pacinotti, Giotto, Petrarca, Teresianum, Vivaldi di Montegrotto, Valgimigli di Albignasego, Buonarroti di Rubano, Tommaseo di Conselve, Scuola media di Ponte San Nicolò.
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