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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 30 settembre 2026
CARCERI
di Salvatore Fani
Ristretti Orizzonti, 30 settembre 2026 Ho fatto un po’ di carcere in epoche differenti, risalenti anche a quasi 26 anni fa. Non ho un ricordo preciso, ma so che avevo poche emozioni. Entravo in carcere con la consapevolezza di quello che facevo e di quello che dovevo affrontare. Per me era tutto “normale”, e lo è stato fino al 2022, data del mio ultimo arresto. Guardavo fuori dalla finestra della mia cella, ero molto nervoso. Erano giorni che non dormivo, perché aspettavo il colloquio, il mio primo colloquio con mia moglie, mia mamma e mio figlio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 settembre 2026 Quattordici indirizzi. Tanti ne conta, per ora, l’elenco nazionale delle strutture che possono accogliere i detenuti adulti rimasti senza una casa dove scontare una misura alternativa. Il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità lo ha pubblicato sul sito del ministero della Giustizia, con un avviso firmato dal capo dipartimento Antonio Sangermano. È il primo passo concreto di una norma che prova a compensare una delle ingiustizie più silenziose del nostro sistema: chi è povero resta in cella anche quando il giudice potrebbe mandarlo fuori. Una scelta giusta, attesa da anni. Resta da capire se i numeri reggono il peso del problema.
Ristretti Orizzonti, 30 settembre 2026 Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl) pubblica il Report sui decessi in carcere riferito ai primi otto mesi del 2026, aggiornato al 31 agosto. Il Report segue quelli pubblicati a cadenza periodica e offre un’analisi sistematica del fenomeno, a partire dai dati tratti dagli applicativi del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap). I decessi sono distinti in cinque categorie principali: suicidi, decessi per cause naturali, decessi per cause da accertare, decessi accidentali e omicidi. Questa distinzione rende conto delle specificità che il fenomeno dei decessi in carcere porta con sé, in particolare nel caso dei suicidi, i quali toccano aspetti delicati e che richiedono un’attenzione costante alla persona e alle sue fragilità.
di Nicola Scuderi
La Notizia, 30 settembre 2026 Carceri italiane, è ancora emergenza: 184 detenuti morti nei primi 8 mesi del 2026, a fronte dei 167 di un anno fa. Se ne parla poco, ma l’emergenza nelle carceri italiane non è affatto superata. Secondo l’ultimo rapporto del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 i decessi negli istituti penitenziari sono stati 184, contro i 167 registrati nello stesso periodo del 2025. Dai dati emerge che sono aumentati i decessi per cause naturali, passati da 76 a 88, e anche quelli per cause accidentali, saliti da 2 a 8. Secondo l’organismo indipendente istituito nel 2014 con il compito di vigilare sul rispetto dei diritti delle persone private della libertà personale, sono invece diminuiti i suicidi. Nel periodo preso in considerazione, infatti, i detenuti che si sono tolti la vita sono stati 49, a fronte dei 53 registrati nello stesso periodo dell’anno scorso.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 30 settembre 2026 Nei primi otto mesi del 2026 i decessi tra le persone detenute sono stati 184, in aumento rispetto ai 167 dello stesso periodo del 2025. Di questi, sono stati 49 i suicidi, il 55,1% di chi si è tolto la vita aveva tra i 25 e i 39 anni. Sono i dati dell’ultimo Report del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria-Dap ha registrato 184 decessi, in aumento rispetto ai 167 dello stesso periodo del 2025, con una incidenza rispetto alla popolazione carceraria che passa dallo 0,27% allo 0,29%. A dirlo sono i dati del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale-Gnpl, che ha pubblicato il Report sui decessi in carcere riferito ai primi otto mesi del 2026, aggiornato al 31 agosto.
di Adriano Rizzi*
Il Domani, 30 settembre 2026 Portare i libri nei penitenziari significa portare dentro un luogo chiuso qualcosa che, per sua natura, tende ad aprire: uno spazio, un tempo, una possibilità. Ed è questo che CoopCulture ha fatto dal 2012 con il progetto sperimentale “Sistema Biblioteche Carcerarie Regione Marche”. Un progetto che è anche un modello di professionalità. Entrare in carcere con un libro significa portare dentro un luogo chiuso qualcosa che, per sua natura, tende ad aprire: uno spazio, un tempo, una possibilità. Ed è questo che CoopCulture ha fatto dal 2012 con il progetto sperimentale “Sistema Biblioteche Carcerarie Regione Marche”, trasformandolo in un servizio strutturato, garantendo coordinamento, bibliotecari qualificati e continuità gestionale.
di Gaetano Gorgoni
Corriere Salentino, 30 settembre 2026 Aperta inchiesta per omicidio colposo. “Lasciato morire in una cella senza ricevere cure e assistenze”. Adelin Stanciu aveva soltanto 26 anni, compiuti il 5 agosto. Origini rumene viveva da tempo in Salento. “Un ragazzo sano e che non assumeva neppure un farmaco”. Poi il tracollo fisico. Improvviso e inatteso. Fino al decesso. Su questa tragedia avvenuta nel carcere di Lecce (uno dei penitenziari più affollati d’Italia) si addensano innumerevoli ombre. Il giovane dormiva, almeno così credevano gli agenti della polizia penitenziaria quando si sono affacciati nella sua cella nella mattinata del 23 settembre scorso. Ore dopo, a un secondo giro, gli agenti si sono accorti che il giovane non respirava più. Usava una stuoia per dormire. Non aveva neppure un letto e, quando è stato ritrovato ormai morto nella cella, era completamente nudo.
di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 30 settembre 2026 “Tra coloro che sono stati eletti per rappresentare i cittadini padovani, alcuni forse non hanno capito oppure non vogliono capire e antepongono gli interessi di parte ad un’opera di comune utilità sociale”. È una nota molto dura quella diffusa ieri mattina dal garante dei detenuti Antonio Bincoletto, il cui mandato è scaduto ad aprile scorso, per commentare quanto successo l’altra sera in consiglio comunale, dove la nomina del suo successore, l’ex magistrato Paola Cameran unica candidata, è stata stoppata dal centrodestra. Per la designazione, infatti, era necessario il voto favorevole dei due terzi dei componenti dell’aula.
di Michele Scuto
La Nazione, 30 settembre 2026 Se ne parla, si torna a chiederlo, si ribadisce che quella figura può essere utile. Il Garante dei detenuti a Massa ancora non c’è, ma il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la mozione per riavviare il percorso verso il Garante provinciale. La questione è tornata al centro del confronto politico dopo l’intervento del vescovo Vaccari sulle condizioni della Casa di reclusione di Massa e le parole del sindaco Francesco Persiani, che si è detto favorevole alla figura di garanzia ma non convinto sul fatto che possa risolvere i problemi strutturali delle carceri. Il Consiglio provinciale ha votato all’unanimità. Tutti d’accordo: destra, sinistra e centro.
di Laura Valvo
La Sicilia, 30 settembre 2026 Il garante Villari: “Un detenuto, solo dopo due anni di attesa è stato operato di ernia”. Dopo settimane di tensione e violenza, il carcere di Cavadonna prova a tornare verso la normalità. L’emergenza che ha messo sotto pressione la struttura e, soprattutto il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria sembra avviarsi verso una fase di maggiore stabilità. Restano però le criticità che hanno alimentato l’allarme: la carenza di personale, le difficoltà nella gestione dei detenuti e le condizioni di lavoro degli agenti. La normalizzazione, dunque, non può significare abbassare la guardia. Al contrario, deve rappresentare l’occasione per affrontare le fragilità strutturali della casa circon- dariale e garantire sicurezza, regole e condizioni di lavoro adeguate.
di Raffaele Caruso
quintopotere.it, 30 settembre 2026 Ha interrotto lo sciopero della fame e della sete dopo averlo iniziato giovedì. Gourrida Wadhah, 29enne tunisino, è trattenuto da gennaio nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Bari Palese, dove dovrà restare almeno fino a novembre in seguito a un’ulteriore proroga disposta dal giudice. A raccontare la sua vicenda è la moglie 23enne, che ha rilasciato un’intervista a La Repubblica di Bari dopo aver lanciato un appello attraverso la rete Mai più lager - No ai Cpr. La donna, che ha scelto di mantenere l’anonimato, descrive una situazione familiare sempre più difficile e condizioni di forte sofferenza psicologica per il marito, che avrebbe anche tentato di togliersi la vita.
di Paolo Valenti
lavialibera.it, 30 settembre 2026 La relazione del Garante che ha visitato il centro per il rimpatrio di Corso Brunelleschi racconta l’inferno dei migranti rinchiusi. Alcune segnalazioni di presunti maltrattamenti sono state inoltrate alle autorità giudiziarie. Dormiva nella mensa, su un materasso poggiato per terra, accanto ad avanzi di cibo “risalenti a diversi giorni prima”. M. D., cittadino del Mali, non avrebbe dovuto trovarsi nel centro di permanenza per il rimpatrio (cpr): secondo la psichiatra che lo ha visitato, era “inidoneo poiché soffre di uno stato di psicosi cronico che necessita di cure ospedaliere”, ma l’ospedale di riferimento “non si è reso disponibile a ricoverarlo per mancanza di posti letto”. Così, “a causa della sua incompatibilità con la convivenza nel settore abitativo”, è stato isolato nel locale destinato alla consumazione dei pasti, che è diventato quindi inutilizzabile, senza accesso immediato ai servizi igienici.
di Fabio Falbo
huffingtonpost.it, 30 settembre 2026 Era nato grazie a un gruppo di volontari, poi sostenuto dall’Asl. Che però ora ha rescisso il contratto. Il rischio che i detenuti più fragili perdano l’ultimo supporto: “Quando si chiudono le porte della cura, si spalancano quelle della sofferenza, dell’abbandono e della recidiva”. Mentre si annunciano trasferimenti impossibili verso le comunità terapeutiche, a dicembre 2026 chiuderà a Rebibbia uno dei pochi servizi che da tredici anni intercetta il disagio sommerso delle dipendenze: lo Sportello conosciuto come “Una porta aperta in un mondo di porte chiuse”.
di Simona Cataldo
liratv.it, 30 settembre 2026 Le donne chiedono una stanza per l’affettività, soprattutto per consentire alle madri di incontrare i propri figli in un ambiente familiare. A quasi quattro mesi dalla precedente visita, ieri sono tornati nella casa circondariale di Salerno l’Osservatorio Carceri dell’Unione Camere Penali Italiane, la Camera Penale salernitana e le associazioni Maurizio Provenza, Nessuno Tocchi Caino e Ottanta-quattrocento per verificare cosa sia cambiato dopo una lunga estate di caldo e umidità. Il dato più pesante è il sovraffollamento: circa 600 detenuti a fronte di 370 posti regolamentari. Dodici posti sono però inutilizzabili perché interessati da lavori: quelli realmente disponibili sono dunque 358.
di Michela Anna Magnifico
La Repubblica, 30 settembre 2026 La storia di Giuseppe, 47 anni, che a Cerignola lavora dal 2012 su un bene confiscato alla mafia: dopo momenti al limite della legalità è andato in una comunità, poi ha ritrovato l’amico di infanzia Pietro che lo ha aiutato a rimettersi in piedi. “La sua storia è l’emblema di chi si è saputo mettere in gioco”. Una vita difficile, costellata di cadute, momenti bui ed infine anni di comunità. Fino al tentativo di trovare lavoro ma sempre con un’etichetta negativa che gli altri gli avevano cucito addosso. Fino all’incontro, anzi al ritrovato rapporto, con l’amico di infanzia che, nel frattempo, aveva messo su una cooperativa sociale che operava già da diversi anni su un bene confiscato alla mafia.
di Mattia Tridello
lavoce-nuova.it, 30 settembre 2026 Carcere, carcerati ma soprattutto la visione di chi vi opera all’interno e di chi vi ha trascorso parte del proprio cammino. Sono state una sessantina le persone che hanno partecipato alla serata del convegno organizzato ieri dall’associazione “Nuovi germogli”, con il patrocinio della Fondazione Rovigo Cultura, per poter ascoltare testimonianze che sono diventate pennellate sicure e vive di una condizione umana che a Rovigo trova spazio nell’istituto penale ai margini della città e in quello minorile per il triveneto inaugurato nel dicembre scorso.
di Marianna Rotella
La Stampa, 30 settembre 2026 Un rifugio nel carcere di Padova: ecco come i detenuti si occuperanno dei gatti in difficoltà. Si tratta di un progetto pilota, quello portato avanti dall’assessora del Comune di Padova, Margherita Colonnello e l’associazione di volontariato “Granello di Senape”, con il penitenziario “Due Palazzi”; così La Stampa ha avuto il piacere d’intervistare chi si sta occupando di questa nuova esperienza di dialogo, dove detenuti e gatti riscrivono insieme il concetto di libertà, in ogni sua sfaccettatura. Francesca Rapanà, volontaria dell’associazione Granello di Senape e l’assessora Colonnello raccontano di un sogno concreto che prende forma giorno dopo giorno, delineando una realtà competente e strutturata, di un’Italia finalmente pronta per abbracciare una visione delle problematiche territoriali, maggiormente avanguardista e aperta ai cambiamenti.
brindisireport.it, 30 settembre 2026 Lo spettacolo “Oltre i confini indoor” è l’occasione per una riflessione di Valentina Farina, garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Brindisi. Ieri mattina i cancelli della casa circondariale di Brindisi si sono aperti per accogliere istituzioni e stampa. Per me, che ogni giorno lavoro per la tutela dei diritti di chi vive la detenzione, è stato un momento di grande significato. Aprire le porte di un istituto di pena vuol dire mostrare ciò che accade “dentro”, perché solo una comunità che conosce e ascolta può prevenire il disagio e accompagnare davvero i percorsi di reinserimento. L’evento rientra nella campagna nazionale “Chi ben comincia. La comunità che previene”, promossa da Fondazione Puglia con Acri dal 24 settembre al 1° ottobre.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 30 settembre 2026 A Venezia due appuntamenti per testimoniare il valore del teatro in carcere. Oggi, martedì 29 settembre, nella casa circondariale Santa Maria Maggiore e domani nella casa di reclusione femminile di Giudecca, i detenuti del circuito maschile porteranno in scena Cyranò. Il progetto teatrale Passi Sospesi di Balamòs è tratto dall’omonima opera di Edmond Rostand e diretto da Michalis Traitsis in collaborazione con Patrizia Ninu. Cyrano è la storia di un uomo che cammina nel mondo con un cuore smisurato e un naso troppo visibile per i suoi sogni. Poeta, spadaccino, spirito libero e indomabile, affronta un mondo di pregiudizi e meschinità con il coraggio della sua voce e con la fedeltà a sé stesso. All’interno dell’istituto penitenziario questa storia assume un valore particolare perché nelle carceri il teatro diventa spazio di ascolto.
di Francesca Romana Riello
L’Adige, 30 settembre 2026 A Montorio il calcio mette in campo anche il carcere: polizia penitenziaria, carabinieri, avvocati, tifosi dell’Hellas, ragazzi delle comunità terapeutiche e volontari. Sabato 3 ottobre giocheranno sullo stesso campo, quello del Montorio Calcio in via dei Cedri, per il terzo Trofeo Liberi Liberi Art. 27. Si parte alle 9. Chiuse le partite, si parlerà di carcere: delle condizioni degli istituti penitenziari e, in particolare, di quello di Montorio. La manifestazione, promossa dall’associazione Liberi Liberi Art. 27 con Progetto Serena Aps, è anche il terzo Memorial Matteo Concetti ed è dedicata alle persone morte in carcere.
di Walter Verini
Il Dubbio, 30 settembre 2026 Glauco Giostra ha compiuto un piccolo miracolo: è riuscito a far fiorire le spine. Non lo ha fatto, come in tutta la sua vita, tenendo lezioni all’Università, parlando a un congresso di penalisti, in audizioni parlamentari, tenendo conferenze, con saggi e libri, articoli e interviste. O in Commissioni ministeriali di altissimo profilo. Anche lì, molto spesso, era riuscito a far fiorire spine, attraverso proposte, indicazioni, che sono servite a rendere migliori la Procedura Penale, la produzione legislativa. O a suscitare grandi speranze, come quando coordinò la straordinaria esperienza degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale voluti dall’allora Ministro Orlando. Questa volta è riuscito nell’impresa attraverso un romanzo, che porta proprio questo titolo (“Se fioriscono le spine”, Edizioni Menabò).
AFFARI SOCIALI
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 30 settembre 2026 Il Parlamento si occupi dell’intero arco della vita e quindi anche della sua fine. Servono nuove leggi. La società italiana, per paradosso, si trova di fronte a nodi della sua vita civile per i quali sta maturando in profondità una coscienza molto più avanzata della sua rappresentazione mediatica e politica. Sarebbe bello che, in un soprassalto di responsabilità nazionale, le forze politiche di maggioranza e di opposizione, pur nell’avvicinarsi prematuro dei toni da campagna elettorale, trovassero il modo di dialogare e scrivere insieme norme fondamentali su due materie che riguardano l’esistenza degli italiani di oggi e di domani. Sto parlando del tema più importante che si possa immaginare: l’inizio e la fine della vita.
di Sara Amighetti
Il Domani, 30 settembre 2026 Distribuire diversamente gli studenti cambia la composizione delle classi; non cambia, da solo, le condizioni che rendono difficile imparare. Il decreto legge approvato giovedì scorso in Consiglio dei ministri introduce, dal 2027-28, un tetto del 30 per cento nelle classi prime per gli alunni stranieri non nati in Italia e privi di un percorso scolastico italiano. Il governo presenta la misura come uno strumento per l’apprendimento e l’integrazione. Non è un’idea nuova: il tetto esisteva già dal 2010, con una circolare della ministra Gelmini, e ora diventa obbligo di legge. Che imparare in una lingua che non si padroneggia sia difficile, e che la segregazione scolastica non favorisca l’integrazione, è evidente.
di Letizia Lo Giudice
Il Manifesto, 30 settembre 2026 Dieci anni fa un peschereccio con a bordo 348 persone venne soccorso nel Mediterraneo. Al timone un ragazzo egiziano: non ha organizzato il viaggio né incassato un euro. I trafficanti libici lo lasciarono lì dopo quattro ore, andando via su una moto d’acqua. Lui rimase seduto, motore acceso, ad aspettare i soccorsi. Fu condannato a sette anni e 8.700.000 euro di multa: 25.000 euro per ogni passeggero. Sono centinaia le storie come questa. La gente li chiama tutti “scafisti”. Ma con quella parola si assimilano e si giudicano, anche moralmente, due figure del tutto diverse: il trafficante, quello che organizza il viaggio, incassa il biglietto e rimane a terra, e il migrante messo al timone per paura, sotto minaccia o per uno sconto sulla traversata.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 30 settembre 2026 Tre giorni di incontri, riflessioni, testimonianze e memoria civile per ribadire l’impegno contro il caporalato, lo sfruttamento lavorativo e il razzismo. A trentasette anni dall’uccisione di Jerry Essan Masslo, rifugiato sudafricano e bracciante agricolo assassinato nelle campagne di Villa Literno nell’agosto del 1989, la Flai Cgil torna con il premio a lui dedicato. La VII edizione si terrà da domani al 3 ottobre tra Caserta e villa Literno. “Tre giorni di incontri, riflessioni, testimonianze e memoria civile per ribadire l’impegno contro il caporalato, lo sfruttamento lavorativo e il razzismo - ha spiegato il sindacato degli agricoltori - la figura di Jerry Masslo è diventata nel corso degli anni un simbolo nazionale della lotta contro lo sfruttamento e per il riconoscimento dei diritti delle persone migranti”.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 30 settembre 2026 L’Ice fa sparire migliaia di persone detenute nei suoi centri sparsi per gli Stati Uniti, senza che né i loro avvocati né i loro familiari possano sapere dove si trovano. Mentre l’arsenale tecnologico dell’agenzia federale cresce e, dopo i guanti folgoranti, si arricchisce di cani robot da sguinzagliare nei rastrellamenti. A partire dallo scorso 15 settembre l’Ice ha smesso di registrare le persone soggette a ordini di espulsione definitivi - anche se con ricorsi pendenti o con altre basi legali per rimanere negli Usa - che entrano nei centri detentivi nell’Online Detainee Locator System, e secondo quanto riportato dal Washington Post al personale dell’Ice è stato dato ordine di non fornire agli avvocati e alle famiglie informazioni riguardo la posizione dei detenuti. L’agenzia non ha dato alcuna notizia del cambio delle proprie politiche.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 30 settembre 2026 Quindici anni dopo la Rivoluzione che cacciò Ben Ali, il Paese ostaggio di Kais Saied scende in piazza per l’acqua potabile. Giornalisti e attivisti filopalestinesi in galera. Migranti all’inferno. Un fiume in piena che si fa rigagnolo. Le rivendicazioni di ieri che lasciano posto alla rassegnazione di oggi e una semplice domanda: com’è stato possibile? Negli ultimi anni la Tunisia ha conosciuto diversi scossoni politici e istituzionali. Il colpo di mano del 25 luglio 2021 ha consegnato i pieni poteri al presidente della Repubblica Kais Saied; un referendum costituzionale nel 2022 ha di fatto interrotto definitivamente il processo di transizione democratica iniziato con la Rivoluzione della dignità e della libertà del 2011; la promulgazione di una serie di decreti presidenziali ha svuotato le competenze della giustizia e criminalizzato società civile, partiti politici, giornalisti e oppositori.
DOCUMENTI
Garante nazionale (GNPL). "Un’analisi dei decessi in carcere". Aggiornamento al 31 agosto 2026
Articolo. "Questi ragazzi in difficoltà che abbracciano la violenza", di Lucio Motta
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 30 settembre 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Carcere e spazio urbano. La città e le istituzioni penitenziarie" (Roma, 1 ottobre 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al al 4 ottobre 2026
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
CORSI DI STUDIO
CONCORSI E PREMI