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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di martedì 29 settembre 2026

di Salvatore Fani

Ristretti Orizzonti, 29 settembre 2026 Ho fatto un po’ di carcere in epoche differenti, risalenti anche a quasi 26 anni fa. Non ho un ricordo preciso, ma so che avevo poche emozioni. Entravo in carcere con la consapevolezza di quello che facevo e di quello che dovevo affrontare. Per me era tutto “normale”, e lo è stato fino al 2022, data del mio ultimo arresto. Guardavo fuori dalla finestra della mia cella, ero molto nervoso. Erano giorni che non dormivo, perché aspettavo il colloquio, il mio primo colloquio con mia moglie, mia mamma e mio figlio. 

 

di Matteo Renzi*

Il Dubbio, 29 settembre 2026 “Al 30 giugno 2026 nelle carceri italiane c’erano 64.773 persone, con un affollamento del 126,5 per cento per il Ministero della Giustizia e del 139,1 per cento per Antigone, che esclude i posti inutilizzabili: il più alto dell’ultimo decennio. Si sono registrati ottantadue suicidi nel 2025, più del doppio di dieci anni fa. Le aggressioni tra detenuti sono cresciute del 73 per cento in quattro anni. Lavora un detenuto su tre: il 29,3 per cento per l’amministrazione penitenziaria e solo il 4,9 per cento per datori esterni. E circa il 60 per cento di chi esce torna in carcere, mentre tra i detenuti che hanno un contratto di lavoro la recidiva scende drasticamente intorno al 10 per cento. Far lavorare i detenuti è un dovere.

 

targatocn.it, 29 settembre 2026 Il segretario denuncia la mancata risposta o il negato accesso agli atti delle strutture penitenziarie. “In queste settimane Radicali Italiani ha presentato decine di istanze di accesso agli atti per ottenere dati sulle condizioni degli istituti penitenziari visitati durante la nostra mobilitazione nazionale. La risposta, spesso, è stata il silenzio o il diniego. Abbiamo dovuto presentare numerose istanze di riesame: quelle definite fino a oggi sono state tutte accolte - lo dichiara Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani. “È semplicemente vergognoso che per conoscere dati pubblici sulle carceri si debba ingaggiare ogni volta una vera e propria battaglia amministrativa.

 

di Antonello Talerico*

Il Dubbio, 29 settembre 2026 A Palermo la prova nero su bianco. E la Cassazione citata al contrario, proprio nel passaggio riscritto dalla macchina. C’è una sentenza in cui, a un certo punto, non parla più il giudice. Parla la macchina. Nella sentenza n. 981/2026 della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Palermo, depositata il 17 febbraio scorso, tra lo svolgimento del processo e i motivi della decisione c’è un paragrafo che nessun giudice ha scritto. Comincia con “Perfetto”, spiega che sono state eliminate le duplicazioni e snellite le parti ridondanti e si congeda annunciando il testo riorganizzato, “pronto per essere inserito in sentenza”. È la risposta di un assistente di intelligenza artificiale, rimasta lì insieme al resto e finita in banca dati sotto lo stemma della Repubblica.

 

di Michela Cuccu

La Nuova Sardegna, 29 settembre 2026 Bere vino o birra in carcere non è un diritto fondamentale, ma una concessione che spetta solo all’amministrazione penitenziaria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, chiudendo un duro braccio di ferro nato dietro le sbarre della Casa di reclusione di Oristano. Con le sentenze gemelle della Prima sezione penale, i giudici hanno annullato i provvedimenti con cui la magistratura cagliaritana aveva concesso l’alcol a due detenuti di alta sicurezza.

 

di Veronica Riefolo

Il Mattino, 29 settembre 2026 Tra le iniziative in programma, formazione per imparare a conoscere saggi e volumi. Non solo libri sugli scaffali, ma biblioteche inserite nei percorsi di formazione e reinserimento, collegate con quelle pubbliche e affidate, nella gestione quotidiana, anche a detenuti appositamente formati. Riparte da qui il progetto delle biblioteche negli istituti penitenziari della Campania. Nella Sala Caduti di Nassirya del Consiglio regionale, al Centro Direzionale di Napoli, è stato rinnovato il Protocollo d’intesa per la promozione e la gestione dei servizi bibliotecari nelle carceri, che coinvolge quattordici istituti per adulti, due istituti penali minorili e il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.

 

di Davide D’Attino

Corriere del Veneto, 29 settembre 2026 L’opposizione contesta l’iter: “Una sola candidatura per un ruolo così importante”. Unica candidata ad aver risposto all’avviso pubblico di Palazzo Moroni, scaduto l’8 luglio scorso, avrebbe dovuto essere ufficialmente eletta ieri sera. Ma Paola Cameran, 68 anni, magistrato padovano in pensione, già sostituto procuratore generale prima a Trieste e dopo a Venezia, nota soprattutto per le inchieste sulle malattie da amianto legate alle ex Officine Meccaniche Stanga, sulle cosiddette valvole killer impiantate all’ospedale di via Giustiniani e sul doping nel ciclismo, dovrà pazientare ancora qualche settimana prima di diventare, a meno di improbabili (ed eventualmente clamorosi) dietrofront, il nuovo garante cittadino dei detenuti.

 

di Silvana Cortignani

tusciaweb.eu, 29 settembre 2026 Presunte violenze e trasferimenti all’ex sezione 41 bis dopo l’incendio di sabato 19 settembre al Nicandro Izzo, pronta un’interrogazione parlamentare. Si allarga e si fa sempre più delicata la vicenda legata ai disordini e al rogo divampati nella serata di sabato 19 settembre all’interno della casa circondariale di Viterbo. Dopo le denunce e le richieste di accertamenti presentate nei giorni scorsi dai familiari dei detenuti tramite l’associazione Liberi Liberi Art. 27, il caso approda in parlamento con un’interrogazione urgente rivolta al ministro della giustizia dal deputato Devis Dori. Tutto ha origine dagli eventi dello scorso 19 settembre.

 

di Valeria Terranova

Corriere di Viterbo, 29 settembre 2026 Il deputato Dori chiede al ministro della Giustizia verifiche e filmati dopo le denunce delle famiglie. Un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia per fare luce su presunte violenze il 19 settembre nel carcere di Mammagialla. A presentarla è stato il deputato Devis Dori, che ha chiesto verifiche, l’accertamento di eventuali responsabilità e l’acquisizione dei filmati della videosorveglianza, dei registri di movimentazione e dei fogli di servizio. L’iniziativa arriva dopo nuove segnalazioni raccolte dall’associazione Liberi Liberi Art. 27.

 

di Pierluigi Frattasi

fanpage.it, 29 settembre 2026 Dopo l’installazione dei jammer al carcere di Secondigliano per bloccare le chiamate illegali dei detenuti, i cittadini che abitano nelle zone vicine segnalano disservizi e interruzioni di rete. “Telefonini senza linea e malfunzionamenti per gli antifurti delle auto”. Dopo l’installazione dei jammer al carcere di Secondigliano la settimana scorsa per schermare le telefonate illegali dei detenuti - progetto fondamentale per la sicurezza - i residenti delle strade circostanti, però, hanno iniziato a segnalare disagi e interruzioni di rete. Nella zona di via Attilio Micheluzzi, via Andrea Pazienza e via Hugo Pratt, scrivono, “si stanno avendo problemi con le linee dei telefoni mobili di tutte le compagnie telefoniche, lasciando isolate le persone che non hanno rete fissa”.

di Raffaele Accetta

alanews.it, 29 settembre 2026 “I numeri sui jammer sono uno spot pubblicitario”. È la posizione del Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, sul nuovo sistema anti-telefonino installato nel carcere di Secondigliano, a Napoli. Secondo il governo, il dispositivo avrebbe impedito oltre 24mila tentativi di accesso alla rete. Ciambriello contesta però quei dati e riferisce che, nel giorno dell’attivazione, le interferenze avrebbero coinvolto anche persone all’esterno dell’istituto. “Quando lo hanno acceso - ha spiegato - sia i poliziotti che stavano dentro sia tutti i cittadini della zona hanno avuto problemi: non erano i detenuti, eravamo noi”.

 

palermotoday.it, 29 settembre 2026 Due eventi celebrativi il 1° e il 2 ottobre a Palermo: circa 500 persone seguite in dieci anni, con il 77% che completa i percorsi di inserimento. La cooperativa sociale Rigenerazioni festeggia dieci anni di attività con due appuntamenti pubblici a Palermo, giovedì 1 ottobre all’interno dell’Istituto penale per i minorenni Malaspina e venerdì 2 ottobre a Casa San Francesco, i luoghi simbolo di una storia nata nel 2016 da un laboratorio di prodotti da forno dentro il carcere minorile. Tutto è cominciato con il progetto Cotti in Fragranza, frutto della collaborazione tra l’Istituto penale per i minorenni, Opera Don Calabria, Associazione nazionale magistrati e Fondazione San Zeno. L’idea era semplice e concreta: usare il lavoro come strumento di crescita, autonomia e reinserimento per i giovani coinvolti nel circuito penale.

 

di Tommaso Piacentini

estense.com, 29 settembre 2026 È stata battezzata con l’imperativo evangelico Kum, ossia “Àlzati”. È l’espressione del desiderio di rialzarsi, di mettere un punto e di ripartire per tutti quei ragazzi sottoposti a misure restrittive che saranno ospitati nella struttura completamente rinnovata delle ex casermette della comunità Pratolungo a Cona, inaugurata ieri (domenica 27 settembre) da Domenico Bedin, presidente di Viale K. Immerse nella pianura ferrarese, tra un bosco di trenta ettari e i vasti campi coltivati, le ex casermette erano una struttura militare ai piedi di una grande torre metallica - tuttora presente - che serviva per le comunicazioni radio dell’esercito. Successivamente abbandonate, Bedin ha incaricato i due artefici del restauro, Giulio e Paolo, di dare loro nuova vita.

 

Corriere di Novara, 29 settembre 2026 Martedì 29 settembre alla Sala dell’Ordine degli Avvocati l’incontro promosso dalla Camera Penale. In mattinata Marco Sorbara incontra gli studenti del liceo Carlo Alberto. A confrontarsi sul tema saranno Marco Sorbara, consigliere regionale della Valle d’Aosta e ideatore del progetto “La Gabbia - 4 Passi per 2”, Nathalie Pisano, garante dei detenuti del Comune di Novara e della Casa circondariale di Novara, e Bruno Mellano, già garante regionale dei detenuti. L’incontro sarà introdotto da Alessandro Brustia, ex presidente della Camera Penale di Novara. Al centro del pomeriggio ci saranno il senso dell’esecuzione della pena, le condizioni degli istituti penitenziari e il tema dell’umanità nei luoghi di detenzione.

 

di Dario Del Porto

La Repubblica, 29 settembre 2026 Antonio, meccanico di vent’anni iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, condannato con l’accusa di aver ucciso il padre, entra in carcere e trova, come compagno di cella, Angelo, un omaccione che legge la Divina Commedia e tutti chiamano “il Muto” perché, semplicemente, non parla. Intorno a questi due personaggi si dipana la storia raccontata in “Se fioriscono le spine”, il romanzo edito da “Menabò” scritto da Glauco Giostra, professore emerito di Procedura penale, già consigliere del Csm e presidente, nel 2017, della commissione per la riforma dell’ordinamento penitenziario. Non è un racconto “sul carcere”, come si potrebbe pensare, ma una storia di errori, amicizia, scelte, tradimenti e amore. Proprio dietro le sbarre, in quel mondo troppo spesso rimosso dall’opinione pubblica e dalla politica, Antonio e Angelo detto Il Muto finiscono per trovare il coraggio per affrontare i momenti più dolorosi della loro esistenza.

 

di Gerardo Villanacci

Corriere della Sera, 29 settembre 2026 Quando l’autodeterminazione dell’altro fa paura. La sfida che abbiamo di fronte investe ora il modo in cui l’indipendenza viene accolta dentro i legami umani. “Che cosa faremmo se non avessimo paura” non è soltanto il tema scelto quest’anno per il tredicesimo festival “Il Tempo delle Donne” che si è concluso una decina di giorni fa, ma una domanda che sposta l’attenzione da quanto ci è consentito fare a ciò che siamo davvero nelle condizioni di scegliere. È in questa proposizione che si coglie il merito culturale molto interessante dell’iniziativa, volta a portare nel dibattito pubblico ciò che tende a rimanere confinato nell’esperienza individuale. Ma anche a dare un nome ai timori che attraversano poteri, denaro e affetti, trasformandoli in materia di confronto. Una libertà diventa pienamente effettiva quando il suo esercizio cessa di essere condizionato dalla preoccupazione della reazione altrui.

 

di Eleonora Martini

Il Manifesto, 29 settembre 2026 Presentato alla Camera il Rapporto Siep 2026. Intervista al presidente Fabrizio Starace. “La quota di popolazione adulta trattata varia di quasi 4 volte fra le Marche e la Liguria; la dotazione di psicologi di 20 volte fra la Basilicata e la Valle d’Aosta: l’offerta, in larga parte, disegna la domanda”. Godere di una buona salute mentale in Italia è anche - e forse soprattutto - questione politica. Lo spiega bene il presidente della Siep (Società italiana di epidemiologia psichiatrica) Fabrizio Starace che ieri ha presentato alla Camera l’ultimo rapporto pubblicato dall’organizzazione per mettere a confronto le Regioni, la loro capacità di gestire servizi e di offrire cure.

 

di Dacia Maraini

Corriere della Sera, 29 settembre 2026 l fatto è che noi siamo stati bravissimi a creare una cultura della emigrazione ma ancora non abbiamo saputo creare una cultura della immigrazione. Che andrebbe affrontata non a base di prese di posizione ideologiche o di fanatismi pseudo religiosi ma con ragionevole umanità. Mi sembra una pessima idea quella di introdurre il tetto del 30 per cento per gli studenti stranieri nelle classi scolastiche. Non è con l’esclusione e le forzature che si risolvono i problemi che andrebbe presi al contrario con una intelligente, capillare e una umana politica di integrazione. Ma la domanda di fondo è chiara: come fare convivere il bisogno di manodopera con la paura di un’invasione di usi e costumi che potrebbero intaccare la nostra identità?

 

di Simona Musco

Il Dubbio, 29 settembre 2026 Entrare sì, ma solo fino a un certo punto. A pochi giorni dall’inchiesta sui certificati medici, i Cpr tornano al centro della scena. Ma il tema, questa volta, è chi può entrare nei centri e, soprattutto, quanto può vedere. Al Cpr di Torino gli avvocati delle Camere penali sono stati autorizzati a visitare la struttura, ma non a entrare nei luoghi in cui le persone trattenute trascorrono la loro giornata: niente mensa, niente cortile interno, niente aree comprese nei moduli abitativi. Una limitazione che la Prefettura ha ricondotto a una non meglio specificata direttiva del ministero dell’Interno, della quale la stessa Camera penale chiede ora di conoscere l’esatto fondamento normativo.

 

di Rossella Dotta

Il Fatto Quotidiano, 29 settembre 2026 Il termine nasce neutro in sociologia per indicare il rientro volontario di un migrante nel proprio paese d’origine. La destra identitaria europea lo ha risemantizzato in un’accezione molto più radicale, emersa in Francia, Germania e ora anche in Italia. Nella sua versione identitaria è l’espulsione forzata o assistita delle persone, sulla base dell’origine etnica/culturale, includendo, nei casi documentati all’estero, cittadini naturalizzati e titolari di permesso di soggiorno regolare. Si distingue dal rimpatrio degli irregolari (già previsto dall’ordinamento) perché il criterio selettivo non è il rispetto della legge, ma l’appartenenza etnico-culturale. Giuridicamente, per il diritto internazionale è un’espulsione collettiva su base etnica, vietata dall’art. 4 del Protocollo n. 4 alla Cedu ratificato dall’Italia; le espulsioni collettive di stranieri sono in contrasto anche con l’art. 3 della Costituzione italiana.

di Diego Motta

Avvenire, 29 settembre 2026 I bimbi stranieri? “Decisivi per tenere aperte le classi: come si farà adesso col 30%? Il decreto “maranza”, solo per il nome, è stato un insulto. In politica, guardo con interesse al progetto di Ruffini”. Franco Gabrielli è insolitamente preoccupato. “Ci sono rischi altissimi per la coesione sociale” ammette a un certo punto, durante l’intervista pubblica andata in scena al Festival del Buon Vivere di Forlì sabato scorso. L’ex capo della Polizia è come al solito equilibrato e pacato, ma questo non vuol dire che da “persona informata sui fatti” non stia assistendo stupito al dibattito in corso sulla sicurezza, tema principe di questo avvio di campagna elettorale. “La paura è un format che funziona benissimo - spiega -. Semplifica fenomeni complessi, individua rapidamente un colpevole e promette soluzioni immediate.

 

di Luigi Manconi

La Repubblica, 29 settembre 2026 Sia reso onore ai giovani. Le istituzioni italiane non sono state in grado di esercitare la giusta pressione sulla dittatura che ha annichilito Giulio Regeni. Nel 1954 un friulano intelligente e curioso del mondo, Pier Paolo Pasolini, titolava “La meglio gioventù” una sua raccolta di versi. Da quel che sappiamo, nessuna affinità culturale e politica tra Pasolini e un altro friulano intelligente e curioso del mondo, Giulio Regeni, unito al primo dalla comune origine geografica e da una fine straziante. Eppure quel titolo sollecita suggestioni e suggerisce associazioni mentali. La meglio gioventù, come racconta il canto degli alpini da cui è tratta, è quella che “la va soto tera”. Non è una dichiarazione di orgoglio, bensì una constatazione asciutta e sconsolata: così come quel “meglio” non allude a una superiorità ...

 

di Chiara Cruciati

Il Manifesto, 29 settembre 2026 La domanda più pesante di tutte resta: Giulio - e con lui il popolo egiziano - hanno ottenuto giustizia? La risposta sta nelle cariche che gli imputati ricoprivano in quei giorni di agonia. Ieri, poco dopo le 18, si è chiuso il caso Regeni. O meglio, il suo lato giudiziario. La condanna a dieci anni di tre dei quattro imputati per il sequestro, le brutali torture e l’omicidio del giovane ricercatore è frutto di indagini complesse e di un muro di gomma di Stato. Un muro eretto dai depistaggi e dall’assenza di cooperazione del Cairo, da una parte, e dalla mancanza imbarazzante di pressioni politiche dei governi italiani di ogni colore, dall’altro.

 

di Ermes Antonucci

Il Foglio, 29 settembre 2026 La magistratura italiana ha cercato in tutti i modi di arrivare a una sentenza, forzando le regole del processo pur di celebrarlo. Si è così assistito a un processo del tutto anomalo, tra imputati assenti (non si sa se vivi o morti), testimonianze surreali e diritto di difesa compromesso. La condanna a dieci anni di tre agenti dei servizi segreti egiziani per l’uccisione di Giulio Regeni (Uhsam Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif) e l’assoluzione del quarto imputato, il generale Tariq Sabir, chiudono un processo nel quale, fin dall’inizio, la magistratura italiana ha cercato in tutti i modi di arrivare a una sentenza, forzando progressivamente le regole del processo pur di celebrarlo. Resta da capire quale “verità” possa consegnare un processo costruito in questo modo.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Complessità e criticità dell’esecuzione penale nell’attuale momento storico", di Mauro Ronco

Articolo. "Il sonetto in carcere", intervista di Giada Ceri a Edoardo Albinati

Articolo. "Urge un cambio di paradigma per la progettazione degli spazi dell'esecuzione penale, oltre il Piano straordinario per l'edilizia penitenziaria in corso", di Cesare Burdese

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 23 settembre 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 19 settembre 2026)

 

APPUNTAMENTI

Teatro. "Attraverso la mia ombra". Monologo di Mattia Archinito, regia di Serena Andreani (Riva del Garda-TN, 29 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

Convegno. "Carcere e spazio urbano. La città e le istituzioni penitenziarie" (Roma, 1 ottobre 2026)

Incontro-dibattito. "Cosa succede nelle nostre carceri? Come funzionano la pena, il reinserimento, la recidiva?" (Genova,1 ottobre 2026)

Presentazione del libro: "Caro Parlamento", di Maura Palma, Daniela De Robert, Emilia Rossi (Padova, 2 ottobre 2026)

"Valelapena! Mercatino delle produzioni ristrette: cibo, artigianato e idee dell’Economia Penitenziaria e della Legalità" (Alba-CN, 4 ottobre 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al al 4 ottobre 2026

Presentazione della ricerca "Abuso e dipendenza da sostanze psicotrope e alcol dei MSNA entrati nel circuito penale" (Napoli, 5 ottobre 2026)

"Il carcere e l’esecuzione penale in Italia", seminario pubblico del prof. Stefano Anastasìa (Roma, 7 ottobre 2026)

Convegno di Camera penale e Carcere Possibile onlus. "Esecuzione della pena: ritorno alla Costituzione? (Napoli, 7 ottobre 2026)

Seminario di studio e presentazione del volume "Lettere al Garante. Voci dal carcere tra diritti negati paure e speranze" (Roma, 7 ottobre 2026)

Convegno. "Il nuovo Istituto penitenziario di San Vito al Tagliamento: verso un nuovo modello di integrazione con il territorio" (San Vito al Tagliamento-PN, 9 ottobre 2026)

Incontro-dibattito. "Oltre le sbarre: uno sguardo che rende giustizia. Quale ruolo per i giovani cattolici nel mondo penitenziario?" (Milano, 12 ottobre 2026)

Convegno. "Per uscirne vivi. Ovvero, come riqualificare luoghi e spazi di detenzione in Italia" (Firenze, 19 ottobre 2026)

Corso di formazione per Volontari penitenziari: "La realtà penitenziaria a Milano. Azioni e riflessioni" (Milano, dal 24 ottobre al 21 novembre 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)

 

CORSI DI STUDIO

Corso aggiornamento ECM. "Tempi e contesti in salute mentale. La cura tra assistena primaria e riabilitazione" (Roma, 1 e 2 ottobre 2026)

Master in Criminologia critica e sicurezza sociale Università di Padova (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 06/10/2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 settembre 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)

Concorso letterario SEAC. "Una favola per i miei figli. In memoria di Elisabetta Laganà" (Scadenza 15 novembre 2026)

Concorso letterario Associazione Dipende da Me. "Oltre la Mente. Le parole che non vi ho detto" (Scadenza 31 dicembre 2026)