|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di sabato 3 ottobre 2026
di Guido Vitiello
Il Foglio, 3 ottobre 2026 Là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. Si può leggere al contrario: là dov’è il tuo cuore, sarà anche il tuo tesoro. L’importante - e non serve essere raffinati esegeti biblici per capirlo - è non prendere il precetto evangelico alla lettera; insomma, non dare per scontato che il tesoro sia uno scrigno di zecchini d’oro. Il tesoro, semmai, è la costante sulla quale non siamo disposti a negoziare, il valore supremo che impone di ricalcolare tutti gli altri parametri. Leggo su “Innocenti in manette”, la preziosa newsletter curata da Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, che ogni minuto, per risarcire le vittime di errori giudiziari e soprattutto per indennizzare quelle di ingiusta detenzione, escono dalle casse dell’erario cinquantasette euro.
di Elena Andolina
processopenaleegiustizia.it, 3 ottobre 2026 È stata assegnata alla Commissione Giustizia del Senato la proposta S. 1958, d’iniziativa dell’onorevole Scarpinato, recante “Disposizioni per il rafforzamento della sicurezza penitenziaria e per la prevenzione del ripristino dei collegamenti con la criminalità organizzata durante l’esecuzione della pena”. Il regime speciale di cui all’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (cd. “carcere duro”) rappresenta uno degli strumenti più incisivi predisposti dall’ordinamento per interrompere i collegamenti tra il detenuto e l’organizzazione criminale di appartenenza.
di Giulia Merlo
Il Domani, 3 ottobre 2026 Per i penalisti, il testo produrrebbe “una sorta di deregulation securitaria”. Secondo l’Anm, “è incostituzionale e contrario anche alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo”. Sia le Camere penali che l’Anm hanno criticato il ddl sulla legittima difesa, presentato alla Lega lo scorso luglio all’indomani del caso del gioielliere Mario Roggero e arrivato in commissione Giustizia al Senato. Il presidente dei penalisti, Francesco Petrelli, ascoltato in commissione, lo ha definito “radicale, poiché abbandona la logica della causa di giustificazione per approdare ad un modello che rischia di legittimare reazioni che possono assumere carattere meramente ritorsivo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 ottobre 2026 “Le priorità della giustizia sono altre” replica il senatore del Partito democratico Alfredo Bazoli al programma del Movimento Cinque Stelle illustrato la scorsa settimana dal vice presidente della Camera Sergio Costa all’evento inaugurale di “Officina Costituzione”. Ma rassicura: “Come già avvenuto durante il Governo Draghi riusciremo a trovare una sintesi”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 3 ottobre 2026 Il Cdm approva, in via preliminare, lo schema di decreto attuativo della delega: tutele per le collaborazioni, albo unico e riabilitazione disciplinare. Monocommittenza con compensi minimi, tutele per le collaborazioni continuative, albo unico e riabilitazione disciplinare: sono alcune delle principali misure del decreto legislativo di riforma dell’ordinamento forense, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il testo, attuativo della legge delega n. 137/2026, rafforza la tutela del segreto professionale, prevede l’aggiornamento biennale dei parametri e strumenti per agevolare il recupero dei crediti degli avvocati.
di Matteo Bonetti
Il Domani, 3 ottobre 2026 Il nuovo articolo 437 bis del codice penale introduce il primo strumento a carattere generale sulla sicurezza dei sistemi di Ia e prevede la pena da uno a cinque anni per chi non adotta misure tecniche di sicurezza per la progettazione, l’addestramento, la produzione e l’immissione sul mercato di sistemi di Ia ad alto rischio, quando da tale omissione derivi un pericolo per la vita o per l’incolumità pubblica o individuale. Il D.Lgs. 160/2026 è entrato in vigore il 30 settembre (pubblicato in G.U. n. 214 del 15 settembre). È il provvedimento di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), adottato dal Consiglio dell’Unione europea il 21 maggio 2024, che introduce nel Codice penale l’articolo 437-bis: il primo strumento penale di carattere generale sulla sicurezza dei sistemi di IA ad alto rischio.
TERRITORIO
Il Resto del Carlino, 3 ottobre 2026 Si è ucciso in carcere, è trovato impiccato in cella ieri sera poco dopo le 20, Mena Istafanous, 26enne che domenica scorsa a Reggio Emilia ha aggredito e ferito tre persone, a lui sconosciute, ad un distributore di benzina. Il giovane aveva colpito prima una donna con un cacciavite poi aveva investito altri due che si erano avvicinati per fermarlo. Nel giro di un’ora era stato arrestato e fermato. Risultava in cura al Centro di salute mentale.
di Riccardo Del Lungo
pisatoday.it, 3 ottobre 2026 “È l’esasperazione dei problemi irrisolti”. Il Garante comunale delle persone private della libertà personale, l’avvocato Valentina Abu Awwad, porta la sua testimonianza del caso e analizza la grave situazione del Don Bosco di Pisa. È tornata la calma, sembra. Ma i problemi storici del Don Bosco di Pisa, aggravati da un’estate difficilissima, sono sempre lì. La testimonianza e le analisi dell’avvocato Valentina Abu Awwad, Garante comunale delle persone private della libertà personale, intervistata da PisaToday, rimettono al centro del dibattito quelle che sono le criticità concrete della vita nel carcere pisano. Criticità che possono esasperare, al punto di “cancellare la speranza di un futuro”, con buona pace della finalità riabilitativa o anche solo di una serena gestione della struttura.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 ottobre 2026 Ieri mattina la visita della procuratrice al Don Bosco, anche nel reparto reso inagibile. Le carceri toscane scoppiano. Il trasferimento di 250 detenuti da Sollicciano all’indomani del sequestro di sette sezioni, ha reso molto più sovraffollati e inospitali altri penitenziari. Nelle carceri della regione ci sono 3.534 reclusi ma c’è posto solo per 2.610. Di fatto, ce ne sono quasi mille in più della capienza regolamentare. Basta leggere i numeri dell’associazione Antigone per rendersi conto del sovraffollamento. Lucca è l’istituto più sovraffollato d’Italia (37 posti disponibili e presenze di 102 persone). A Massa ci sono 175 posti disponibili ma ci sono 300 reclusi. A Livorno 347 detenuti per 277 disponibili. A Prato 640 persone per 540 posti disponibili. A San Gimignano 326 detenuti per 223 posti disponibili.
di Gabriele Masiero
La Nazione, 3 ottobre 2026 Laura Antonelli, avvocato del foro di Pisa e tesoriere dell’Unione delle camere penali, a fine agosto ha partecipato alla visita ispettiva alla casa circondariale pisana. Ecco le sue parole sul Don Bosco. “Se quanto abbiamo visto al Don Bosco lo avessimo riscontrato in un asilo, in un ospizio o in una Rsa, sarebbe già stato chiuso”. Parola di Laura Antonelli, avvocato del foro di Pisa e tesoriere dell’Unione delle camere penali, l’associazione italiana degli avvocati penalisti italiani che lo scorso 31 agosto ha partecipato alla visita ispettiva della camera penale alla casa circondariale pisana.
di Marco Caruso
Il Manifesto, 3 ottobre 2026 Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir, ha dichiarato ieri che le cause della morte del 42enne sono da imputare alla posizione applicata dagli agenti di polizia durante le fasi concitate del fermo. “È una morte come quella di Riccardo Magherini: morte ipossica da posizione prona”: Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir, ha dichiarato ieri che le cause della morte del 42enne (avvenuta il 19 luglio scorso in zona Pilastro a Bologna) sono da imputare alla posizione applicata dagli agenti di polizia durante le fasi concitate del fermo, sintetizzando l’incontro tra i consulenti delle parti. Fakir, in stato di agitazione, era stato immobilizzato a terra. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo iscrivendo i due poliziotti e quattro operatori del 118 nel registro degli indagati.
di Adelia Pantano
La Stampa, 3 ottobre 2026 Il Pd esige “chiarezza”, per FI “non sarà un pericolo”. Si muovono anche i parlamentari. Il San Michele si prepara al 41 bis, ma Alessandria chiede di non essere spettatrice. I lavori per trasformare l’istituto in uno degli hub nazionali sono ancora in corso e i detenuti non sono ancora arrivati. Nel frattempo cresce la pressione, perché Comune e territorio vengano coinvolti nelle scelte. Il sindaco Giorgio Abonante chiede “un confronto immediato sul territorio”. Una richiesta che arriva dopo mesi di interrogativi e che riporta al centro anche l’iniziativa di Federico Fornaro. Il deputato Dem aveva sollevato la questione già nell’autunno dello scorso anno.
bergamonews.it, 3 ottobre 2026 Dopo tre anni di sperimentazione, il territorio bergamasco sceglie di dare continuità alla rete costruita per accompagnare le persone detenute e quelle sottoposte a misure alternative al carcere verso percorsi di autonomia e reinserimento sociale, abitativo e lavorativo. Il Protocollo d’intesa dedicato all’area penale adulti, guidato da Fondazione della Comunità Bergamasca, è stato rinnovato per il triennio 2026-2028 e si allarga anche al mondo delle imprese con l’ingresso di Confindustria Bergamo.
di Elena Coatti
estense.com, 3 ottobre 2026 Passare cancelli che si aprono e si richiudono alle spalle, percorrere corridoi, superare le inferriate che separano uno spazio dall’altro. Guardare, inevitabilmente, oltre le piccole finestre e oltre le sbarre. Ci sono i vestiti appesi alle finestre delle celle, qualcuno che si allena in palestra, i detenuti che si affacciano incuriositi per capire da dove arrivi quel via vai insolito di persone. Giovedì 1 ottobre, nel pomeriggio, nella Casa circondariale di Ferrara sono entrati così una sessantina di cittadini. Questa volta non per una visita istituzionale, ma per incontrare una redazione. È quella di Astrolabio, il giornale del carcere di Ferrara. Un’esperienza nata per raccontare ciò che accade dietro quelle mura attraverso le parole di chi il carcere lo vive ogni giorno.
di Dario Crippa
Il Giorno, 3 ottobre 2026 Alla Casa circondariale l’esibizione di alcuni artisti di punta della scena hip hop e rap italiana. L’educatore Paolo Piffer: “Quando sei su un palco e fai musica non esiste più un dentro e un fuori”. Per assistere a un loro concerto, occorre sborsare cifre anche significative. Per sentirsi liberi, anche solo per un paio d’ore nella casa circondariale di Monza, l’altra mattina è bastato molto meno. Perché in via Sanquirico è andato in scena uno straordinario concerto di Emis Killa, Fedez, Neima Ezza e Massimo Pericolo. La casa circondariale di Monza, in particolare il reparto Luce, ha ospitato un evento che ha visto protagonisti alcuni dei principali esponenti della scena rap ed hip-hop. Saliti sul palco dell’istituto penitenziario “per regalare ai detenuti un momento di condivisione, arte e riflessione, dimostrando l’impatto positivo che la cultura può avere nei contesti di reclusione”.
agensir.it, 3 ottobre 2026 La cerimonia conclusiva il 9 ottobre sull’Isola d’Elba. “Se io fossi un volontario in carcere: come potrei essere una delle chiavi che aprono al futuro di speranza per me e per le altre persone detenute?”. Il Premio Carlo Castelli lo ha chiesto ai detenuti. Hanno risposto in 67. Nei loro scritti ricorrono richieste concrete: essere ascoltati senza essere ridotti al reato commesso, mantenere i legami con le famiglie, acquisire competenze e trovare qualcuno che accompagni il ritorno fuori dalle mura. La XIX edizione del concorso letterario nazionale, promosso dalla Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv attraverso il Settore Carcere e Devianza, si concluderà venerdì 9 ottobre, alle ore 14, nella casa di reclusione “Pasquale De Santis”, a Forte San Giacomo 1, a Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba.
AFFARI SOCIALI
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 3 ottobre 2026 La “legislazione d’emergenza” non è un’invenzione del governo corrente. È una pratica talmente consolidata da essere diventata una routine, è l’inefficace normalità dell’emergenza. Sull’urgenza, la politica italiana ha generato un’alluvione di decreti, leggi, regolamenti, una pratica talmente consolidata da essere diventata routine. Emergenza è una parola meravigliosa di cui ci si innamora facilmente: ci racconta quello che “emerge” dalla routine quotidiana e pretende una svolta decisa e immediata. Lo sa bene la politica italiana che sulle emergenze ha fondato una piccola alluvione di decreti, leggi, regolamenti.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 3 ottobre 2026 La Corte costituzionale dichiara illegittima una parte della normativa sulle cure imposte. “Legge da rivedere e interventi a sostegno dei servizi per la salute mentale”. Il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) in ospedale è una forma di privazione della libertà personale e dunque la persona che vi è sottoposta deve essere “assistita, nella procedura di convalida ed eventuale proroga, da un difensore di fiducia o, in mancanza, da uno d’ufficio”. È quanto stabilito dalla sentenza numero 157 depositata ieri con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 35 della legge 833/1978 nella parte in cui non prevede la presenza di un legale che supporti il paziente. In quanto il Tso esige le garanzie prescritte all’articolo 13 della Costituzione (inviolabilità della libertà personale).
di Angela Gennaro
vita.it, 3 ottobre 2026 Nel 2025 gli ingressi nei Cpr toccano il record di 6.835. Ma le espulsioni dai centri crollano del 45,1%: a dirlo è un nuovo rapporto di ActionAid e Università di Bari. Giuseppe Campesi, coordinatore scientifico del rapporto. “Non è più solo inefficienza, è una questione di legittimità”. Così undici anni di politiche di rimpatrio smentiscono il dogma della detenzione amministrativa. Perché non voglia per nulla al mondo tornare “a casa sua”, in Senegal, non lo racconterà mai. Non c’è la guerra, ma ci sono tante altre ragioni. Di certo ottime, ma nulla (legittimamente) che voglia raccontare. È una mattina di febbraio e Ahmed (il nome è di fantasia), prima di essere portato dal Centro per il rimpatrio di Macomer, dove si trova da sei mesi, in aeroporto a Cagliari per essere rimpatriato, ingoia delle batterie e un anello di fronte agli agenti della penitenziaria.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 3 ottobre 2026 Aumenta la detenzione degli stranieri in Cpr, da dove però si dimezzano i rientri. Quasi 5mila rimpatri forzati nel 2025, ma solo 1.732 a partire da quei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che dovrebbero servire apposta allo scopo e dove in compenso si è realizzato nello stesso anno il record degli ingressi: 6835. Sono i dati del nuovo report ActionAid sui dati dell’anno scorso. Si chiamano Centri di permanenza per il rimpatrio. Dovrebbe significare che chi ci viene mandato è “di passaggio”, in attesa di qualche volo che li riporti a casa.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 3 ottobre 2026 I centri di permanenza per i rimpatri sono inutili. Questi luoghi che impiegano ingenti risorse pubbliche per annullare i diritti delle persone non servono neanche allo scopo del governo di destra: deportare i migranti in altri paesi. A metterlo nero su bianco è ActionAid Italia, ong che si occupa di disuguaglianze. Il rapporto “Espulsioni: un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025”, realizzato con l’Università di Bari, è stato pubblicato proprio nei giorni in cui aumentano le tensioni tra enti locali e ministero dell’Interno per la costruzione di altri Cpr.
ESTERI
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 3 ottobre 2026 La macchina delle detenzioni e delle deportazioni dell’Ice è un’idrovora che divora soldi pubblici e travolge i diritti umani. È quanto trapela da un’inchiesta dello Us Government Accountability Office e da un rapporto del Senato degli Stati Uniti, che hanno documentato i costi esorbitanti delle operazioni portante avanti dall’Immigration and Custom Enforcement (Ice) nell’ambito della sua campagna di contrasto all’immigrazione fatta di rastrellamenti, arresti di massa e deportazioni sommarie.
di Giulia Taviani
Corriere della Sera, 3 ottobre 2026 Gli esperti: “Il farmaco si è riversato nei tessuti circostanti”. Nonostante la doppia somministrazione del farmaco letale, Christa Pike è sopravvissuta all’esecuzione: “Iniettando una grande quantità di sostanza caustica in una vena così piccola, sotto pressione, è inevitabile che si rompa”. Due dosi di pentobarbital e almeno sette diversi aghi sono stati utilizzati durante l’esecuzione di Christa Pike, iniziata e poi fallita mercoledì 30 settembre. Nonostante la massiccia somministrazione del farmaco letale, Pike non è morta, seppur in condizioni critiche: mai nessun altro era sopravvissuto all’iniezione letale, tanto che ci si è chiesto come sia stato possibile.
DOCUMENTI
Legittima difesa: il parere dell'ANM (commissione penale) sulle novità contenute nel d.d.l. 1972
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 30 settembre 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 5 all'11 ottobre 2026
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
CORSI DI STUDIO
CONCORSI E PREMI