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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 22 ottobre 2026
Ristretti Orizzonti, 22 ottobre 2026 Da anni denunciamo il ricorso al panpenalismo e al diritto penale simbolico come strumenti propagandistici che non affrontano le cause, limitandosi a offrire alla pancia della popolazione una risposta securitaria e punitiva sempre maggiore. Proviamo un profondo disagio ogni volta che, come risposta a singoli fatti di cronaca, il governo di turno propone un’ennesima normativa emergenziale che immancabilmente va a ledere garanzie processuali o, peggio, principi costituzionali e conquiste di civiltà giuridica che riguardano indistintamente tutti i cittadini e soprattutto le fasce più deboli della popolazione.
di Michele Ainis
La Repubblica, 22 ottobre 2026 Il governo Meloni promette sicurezza ma la sua azione normativa genera insicurezza. E usa la repressione giacché non sa fare prevenzione. Non è vero che i giornali non li legge più nessuno. Li leggono a palazzo Chigi, dal primo all’ultimo rigo. E dopo averli letti, decretano. Sarà per questo che si chiamano decreti legge: perché il governo legge le cronache del giorno, e le trasforma in un decreto. D’altronde cominciò così l’avventura di questo esecutivo. Ottobre 2022: migliaia di giovani, italiani e stranieri, si radunano all’interno d’un capannone abbandonato a Cittanova (nei pressi di Modena), in occasione del fine settimana di Halloween. È un rave party, che manda in tilt il traffico stradale e diventa immediatamente una notizia. Sicché il governo Meloni battezza il primo decreto legge della sua (lunga) serie, introducendo uno specifico reato per punire l’invasione di terreni o di edifici.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 22 ottobre 2026 A destra le misure sembrano anche una mossa per togliere spazio a Vannacci, mentre dall’opposizione arrivano critiche. L’approvazione del settimo decreto Sicurezza da parte del governo ha candidato Roberto Vannacci al ruolo di vittima politica simbolica. La stretta decisa dopo gli incidenti a Milano e in altre grandi città, e corretta nei suoi aspetti anticostituzionali grazie alla consultazione col Quirinale, lo ha spiazzato. Non perché la maggioranza abbia scelto misure indulgenti. La scelta di continuare su una linea repressiva, per quanto contestata dalle opposizioni, toglie oggettivamente spazio al capo della destra estrema. Colpisce il modo in cui esponenti dell’esecutivo sottolineano l’invio di 500 soldati nel capoluogo lombardo in vista delle prossime manifestazioni di piazza.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 22 ottobre 2026 Dopo i decreti, il Viminale rifletta sull’ordine pubblico. Cinque giorni dopo gli scontri e i saccheggi nel centro di Milano, il governo torna dunque a intervenire sulla sicurezza con un nuovo decreto. Il testo, approvato martedì dal Consiglio dei ministri, introduce nuove disposizioni per il contrasto alla criminalità minorile. Tra le misure, l’estensione dell’arresto in flagranza differita e l’obbligo di risarcimento da parte dei genitori per i danni provocati dai figli. Il nodo più delicato del confronto a Palazzo Chigi ha riguardato però l’impiego dell’Esercito. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, che in mattinata aveva annunciato l’invio nel capoluogo lombardo di 500 militari, era favorevole a estenderne i poteri.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 22 ottobre 2026 Le critiche dei presidenti dell’Aimm, di Antigone, di Save the children e dell’Unione delle camere penali: “Con i precedenti decreti sicurezza non si sono ottenuti risultati. Ora si mina il diritto di protesta e il sistema della giustizia minorile”. “La strada dell’inasprimento delle pene potrà anche incontrare il consenso dell’opinione pubblica, perché svolge una funzione rassicurante, ma è fallimentare e assolutamente inefficace”. Inutile, insomma, l’ennesimo giro di vite del governo Meloni dice Claudio Cottatellucci che è il presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia. Con i sei precedenti decreti sicurezza in quattro anni nati sull’onda emotiva della cronaca, “non si è ottenuto alcun risultato”, aggiunge.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 22 ottobre 2026 Più posti negli istituti penali minorili e più magistrati. Lo ha deciso il nuovo Decreto sicurezza, approvato in Consiglio dei Ministri. “Gli atti violenti dello scorso weekend a Milano esprimono un disagio e una mancanza di ascolto, di partecipazione e di protagonismo, che con questo decreto andiamo ulteriormente a reprimere”, dice Maria Grazia Campese, presidente della cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi. Tra il 2022 (ultimo anno senza l’introduzione delle nuove norme dell’attuale Governo) ed il 2025 la presenza all’interno delle carceri minorili è aumentata del 50%.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 22 ottobre 2026 Il presidente di Con i bambini ed ex sottosegretario: “Servono comunità educanti, preziosa l’alleanza tra scuola, comuni, terzo settore, sport, parrocchie. Lo abbiamo fatto, funziona. Se prevale solo l’impulso di punire, sarà sempre peggio”. “Va bene, arrestiamoli. Restiamo laici. Abbandoniamo ogni bandierina. Facciamo che io sono lo Stato contro un bambino violento. Punto al teppista di 13 anni, gli do una bella lezione: lo catturo e gli do dieci anni di carcere. E poi? Chi ha bruciato l’adolescenza in cella e fabbricato altra rabbia come uscirà di lì? Insomma, qual è la strategia vera? A me pare che stenti ad esserci”.
di David Allegranti
La Nazione, 22 ottobre 2026 L’intervista al docente: “Il provvedimento? Forse facilita l’arresto e stigmatizza il comportamento”. “Mia zia di 98 anni quando andiamo a pranzo da lei dice che le dispiace di rubarci la domenica. Le dico sempre di stare attenta a dare strane idee al governo, ché poi introduce il reato ad hoc”. È uomo di spirito Emilio Santoro, filosofo del diritto, fondatore di Altro Diritto, professore ordinario all’Università di Firenze.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 ottobre 2026 Il Lazio non ha più un garante delle persone private della libertà. La proroga che il Consiglio regionale aveva fissato all’incarico di Stefano Anastasìa è scaduta martedì 20 ottobre, ultimo giorno del suo secondo mandato, e l’ufficio è entrato in stand-by. Nessuno risponderà più, a nome del garante, alle istanze, alle lettere e ai reclami che arrivano dalle celle, dai familiari, dagli avvocati. Nessuno esprimerà pareri sulle leggi e sugli atti amministrativi che riguardano chi è privato della libertà. Succede nella Regione che per prima, nel 2004, aveva istituito questa figura. E succede mentre le sue carceri contano più di settemila detenuti stipati in poco più di quattromila seicento posti.
trmtv.it, 22 ottobre 2026 In Puglia si registra la mancanza di percorsi di formazione professionale dedicati ai minori e ai giovani adulti (18-25 anni) sottoposti a misure penali. E questo avviene “nonostante l’esistenza di obblighi normativi e di risorse economiche potenzialmente utilizzabili per attivare gli interventi”. La problematica è stata sollevata questa mattina dal direttore dell’Istituto penale per i minorenni di Bari, Nicola Petruzzelli, e dalla dirigente del Centro per la giustizia minorile per la Puglia e la Basilicata, Dorella Quarto, che sono intervenuti nella seduta della commissione regionale di studio e d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, presieduta dal consigliere Luigi Caroli.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 22 ottobre 2026 Su iniziativa del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, e del Garante del comune di Napoli, don Tonino Palmese, si è tenuto un incontro, da loro stessi fortemente richiesto, con Gaetano Gubitosa, Direttore Generale dell’Asl Napoli 1 centro. All’incontro hanno preso parte Luisa Russo, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl Napoli 1 centro, Anita Rubino, direttrice Uoc dipendenze est dell’Asl Napoli 1 centro, e Giovanni Sapio, responsabile della struttura operativa di sanità penitenziaria dell’Asl Napoli 1 centro.
di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 22 ottobre 2026 “Malgrado il mio mandato sia scaduto da sei mesi, continuo ad andare in carcere ogni due-tre giorni. E devo dire che, nel bailamme di queste settimane, si è purtroppo perso di vista il focus della questione. Ossia le persone che abitano il Due Palazzi. I reclusi, gli agenti penitenziari, i tanti soggetti che prestano servizio come volontari e l’istituzione stessa”. Ex insegnante di scuola superiore, Antonio Bincoletto è stato il Garante cittadino dei detenuti dalla primavera del 2021 fino al 30 aprile scorso, quando il suo incarico si è concluso. In pratica, però, è ancora operativo, visto che la nomina del suo successore, nonostante ci sia un solo candidato, sta incontrando più di qualche difficoltà.
di Paolo Cornero
ideawebtv.it, 22 ottobre 2026 Panaté unisce otto realtà per accompagnare il reinserimento sociale e lavorativo. Un modello nato nella Granda che punta a crescere. “Quando sei in carcere pensi molto. Che cosa farò quando sarò uscito? Chi mi darà una casa? Chi mi darà fiducia?”. Le parole di Alessandro, Massimiliano ed Erik, tre persone che hanno conosciuto la detenzione, raccontano la difficoltà di ricominciare. Perché imparare un mestiere e trovare un impiego può non bastare. Se fuori manca qualcuno disposto a offrire un’opportunità, il rischio è che tutto si interrompa davanti al cancello. Da questa consapevolezza nasce l’Accordo Quadro di Filiera per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone detenute ed ex detenute, sottoscritto il 14 ottobre a Cuneo.
La Sicilia, 22 ottobre 2026 La Camera Penale di Catania “Serafino Famà”, che ha lavorato per la realizzazione dell’evento, ha raggiunto i suoi auspici, qualche giorno fa, in un incontro che ha avuto luogo nella prestigiosa cornice dell’Istituto per Ciechi “Ardizzone Gioieni” sul tema: “Universo carcere tra aspettative e rigidità normative”. La giornata di approfondimento su problemi, criticità e possibili soluzioni del sistema penitenziario ha visto il padrone di casa Tommaso Tamburino (Presidente della Camera Penale di Catania), introdurre i lavori che hanno coinvolto Gianni Alemanno (già Ministro delle Politiche Agricole e Sindaco di Roma), Rita Bernardini (Presidente dell’Associazione “Nessuno Tocchi Caino”) Nunzio Corsaro (Magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Catania), Salvo Cannata (Avvocato del Foro di Catania) ...
orvietonews.it, 22 ottobre 2026 L’Università delle Tre Età di Orvieto compie un passo di straordinario valore civile ed umano, ampliando ulteriormente il proprio raggio d’azione e inserendo una novità di primo piano nella programmazione del primo trimestre del nuovo Anno Accademico. Nasce ufficialmente “Unitre Oltre”, un nucleo di appuntamenti culturali e formativi ideati e strutturati appositamente per svolgersi all’interno della Casa di Reclusione di Orvieto, negli spazi di Via Roma. L’iniziativa prevede tre incontri tematici tenuti da docenti, professionisti e personalità di spicco che collaborano con l’Associazione.
stampareggiana.it, 22 ottobre 2026 L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione tra Seconda Chance, gli Istituti Penitenziari di Reggio Emilia, Plastic Free e Legambiente, nell’ambito del progetto di sostenibilità sociale We CaRe e della Pallacanestro Reggiana. Il prossimo 24 ottobre persone detenute, volontari, sportivi e cittadini insieme per ripulire gli spazi comuni dai rifiuti e costruire nuove relazioni. Prendersi cura di una città significa anche prendersi cura degli spazi comuni e delle persone che l’abitano. È da questa idea che nasce “Facciamo squadra per Reggio”, la giornata di pulizia urbana e di partecipazione sociale che sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 9.30, con ritrovo presso il Palazzetto della Pallacanestro Reggiana, porterà insieme persone provenienti da esperienze e contesti differenti a lavorare per lo stesso obiettivo.
di Silvia M. C. Senette
Corriere dell’Alto Adige, 22 ottobre 2026 La gestione del sistema detentivo in Alto Adige muove passi decisivi lungo il binario dell’inclusione, della responsabilizzazione e della garanzia dei diritti: lo fa restituendo dignità attraverso il lavoro concreto per la collettività e garantendo una tutela istituzionale permanente a chi vive la condizione di privazione della libertà. È il bilancio presentato ieri mattina al cimitero di Oltrisarco sui risultati positivi di “Un ponte per ripartire”, il progetto sperimentale promosso dal Comune di Bolzano in stretta sinergia con la casa circondariale di via Dante. Un passaggio affiancato sul piano provinciale dall’insediamento e dall’avvio operativo della nuova garante delle persone private della libertà personale.
di Luigi Manconi e Lucrezia Fortuna
La Repubblica, 22 ottobre 2026 Le piazze raccontano ormai da tempo come le lacerazioni dell’ordine internazionale siano tornate ad essere parte integrante del conflitto politico e sociale interno; guerre, riarmo, scelte di politica estera sono nuovamente terreno di mobilitazione, rivendicazione e confronto pubblico. E mostrano come la risposta degli Stati a tali lacerazioni non faccia che aumentare la già grande distanza tra la democrazia nome e la democrazia cosa: anche quando si agisce all’interno di regimi democratici, spesso tali regimi vengono distorti e piegati al punto da essere, nella sostanza, negati e compromessi. E in questo processo il diritto, piuttosto che colmare lo scarto, finisce talvolta per acuirlo.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 22 ottobre 2026 La sfilata Vertice in prefettura sulla manifestazione prevista per sabato Sala ammette: “C’è preoccupazione”. In ogni emergenza degna di essere raccontata come tale, non possono mai mancare gli anarchici. Questa entità indistinta quasi quanto i maranza che sabato e domenica hanno preso d’assalto il centro di Milano pare proprio che sabato sarà in piazza del Duomo, dove è in programma una nuova manifestazione giovanile contro il carovita. Così almeno si è detto ieri mattina in prefettura, durante la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza alla presenza delle massime autorità nazionali che si occupano di questi temi: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il capo della polizia Vittorio Pisani, il prefetto Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, il capo della procura Marcello Viola ...
di Maso Notarianni
Il Domani, 22 ottobre 2026 Il fermo preventivo, le nuove disposizioni sui minorenni e l’inasprimento delle norme sulle manifestazioni spostano ulteriormente il confine tra prevenzione e repressione. Si interviene prima che un reato sia commesso, si amplia lo spazio della valutazione preventiva della pericolosità, si restringe quello del dissenso. Il governo ha una risposta per ogni problema: un nuovo decreto sicurezza, una nuova stretta repressiva, più divieti e più poteri coercitivi. Otto decreti e la stessa ricetta: affrontare problemi complessi come se bastasse aumentare la repressione per risolverli. A Milano arriveranno altri 500 militari. Sergio Mattarella ha fermato l’intenzione di attribuire loro poteri di polizia giudiziaria, ma il tentativo resta grave.
di Alessandro Zaccuri
Avvenire, 22 ottobre 2026 Le razzie a Milano riflettono una società dominata dal culto dei consumi, dove il possesso e l’esibizione degli oggetti contano più della dignità del lavoro. Abbiamo dato troppo potere alle merci e adesso le merci si stanno vendicando. È uno dei modi in cui si può provare a comprendere quello che sta accadendo nelle città europee, da Parigi a Milano. Non è l’unica spiegazione e di sicuro non è la più rassicurante. Del resto, provateci voi a trovare qualcosa di rassicurante nella cronaca degli ultimi giorni. Probabilmente a qualcuno il ragionamento non piacerà, se non altro per una questione di linguaggio. Quello delle merci è un tema classico del marxismo, ed è stato uno dei tipici argomenti polemici del comunismo.
di Simone Casciano e Lucia Ori
Il Domani, 22 ottobre 2026 Il ministero dell’Interno parla di un tilt durato solo qualche giorno. Legali e associazioni dei migranti raccontano una realtà diversa. Il rischio per molti migranti è vedere sfumare i contratti di lavoro. Ci sono tante persone nella sala d’aspetto della questura di Trento lunedì mattina, Said ha il numero 29 ed è impaziente. Dopo un anno di vita sospesa in strada, fuori dal sistema di accoglienza, tra lavoretti ed espedienti, ha trovato una rara opportunità per chi come lui è arrivato dal Marocco con tante speranze e ha trovato solo porte sbarrate. Diplomato infermiere, ha ottenuto un’offerta di lavoro in una casa di riposo. C’è solo un problema, il suo permesso di soggiorno per protezione internazionale va rinnovato, ma con l’offerta di lavoro in mano non dovrebbe essere un problema.
DOCUMENTI
Articolo. "Di fronte all'esaltazione del carcere, io accuso!", di Cesare Burdese
Articolo. "Totale è incompleta per definizione", di Marcello Pesarini
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 ottobre 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 25 ottobre 2026
Progetto Costruire il domani. "Incontri sulla Giustizia Riparativa" (Trieste, 28 ottobre 2026)
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
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