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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 20 ottobre 2026
di Samuele Ciambriello *
Il Mattino, 20 ottobre 2026 Ho firmato con convinzione l’appello per un indulto responsabile, promosso da giuristi e magistrati e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana. L’ho fatto perché non possiamo più limitarci a registrare, con uno sdegno che rischia di diventare di maniera, una tragedia che si consuma quotidianamente dietro le sbarre. Non basta indignarsi dopo l’ennesimo suicidio, non basta esprimere cordoglio dopo l’ennesima morte. Occorre il coraggio di assumersi delle responsabilità e di intervenire concretamente.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 ottobre 2026 La Corte costituzionale esaminerà il divieto assoluto di permesso premio per chi è al carcere duro. La campagna sui boss “fuori” dal carcere genera pressione ai giudici. Lo pseudo allarme sui permessi premio ai boss, partito dalle pagine della Stampa e rimbalzato fino in Parlamento, arriva con un tempismo curioso. Tra due settimane, il 2 novembre, la Corte costituzionale si riunirà in camera di consiglio proprio sulla preclusione assoluta che oggi impedisce ai detenuti al 41 bis di ottenere quei permessi. Eppure nessuno, in tutto questo rumore, ha nominato l’ordinanza che ha portato la norma davanti alla Consulta. L’ha firmata il 31 marzo 2026 il magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi: è iscritta al numero 67 del registro ed è pubblicata in Gazzetta Ufficiale dal 6 maggio.
di Marco Taradash
linkiesta.it, 20 ottobre 2026 Il carcere toglie la libertà, non dovrebbe togliere il medico. Ogni morte sotto la custodia dello Stato esige una spiegazione: chiedere personale sanitario e accesso alle cure significa pretendere che lo Stato rispetti i propri obblighi. Il tema del carcere va e viene sulla stampa nazionale. Circolano sui media i dati sul sovraffollamento quando i garanti locali o quello nazionale (latitante da quando il collegio, ora formato da due nominati dalla maggioranza e un Cinquestelle, è stato aggiornato); leggiamo, quando capita, le cronache delle rivolte dei detenuti o degli abusi dei detenenti. Ma niente cambia mai. Eppure qualcosa di semplice e non costoso potrebbe essere fatto. Qualcosa in più di un cerotto sulla ferita: garantire cure adeguate ai detenuti malati.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 ottobre 2026 L’Anm prende le distanze dopo la frase di una toga sulla premier, che ha detto no al Dpcm. Il laico Aimi e la meloniana Varchi chiedono provvedimenti disciplinari. Non si placano le polemiche dopo che ieri la premier Giorgia Meloni ha annunciato di non voler firmare il Dpcm con il quale si dovrebbero adeguare gli stipendi dei magistrati. “Fa bene” ha detto il leader di Azione Carlo Calenda, ospite di Ping Pong su Rai Radio 1 per il quale “i magistrati sono una delle categorie più pagate e con meno giornate lavorative in Italia. Noi non abbiamo una lira e il potere d’acquisto delle famiglie per colpa dell’inflazione è ai minimi storici. Abbiamo dei salari da fame, una sanità sfondata, ci mettiamo a dare un miliardo ai magistrati? Mi sembra una cosa fuori dal mondo”, ha concluso.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 20 ottobre 2026 “Vedrete che alla fine la premier firmerà il Dpcm sugli stipendi dei magistrati, magari rateizzando le somme da versare”. Fonti qualificate del ministero della Giustizia riferiscono al Foglio un’intenzione del governo ben diversa da quella espressa da Giorgia Meloni domenica, quando ha annunciato di non voler dare il via libera al Dpcm che sblocca gli aumenti retributivi e gli arretrati destinati ai magistrati. Le cifre reali dell’operazione, inoltre, risulterebbero molto distanti dal miliardo di euro ipotizzato in alcune notizie di stampa, e invece più vicine ai 200 milioni di euro. Insomma, quella di Meloni potrebbe essere stata semplicemente una sparata della domenica.
GIURISPRUDENZA
di Simone Marani*
altalex.com, 20 ottobre 2026 Ai fini della detenzione domiciliare le pene accessorie sono fattori positivi da valutare nell'ambito della prognosi di prevenzione del rischio di recidiva (Cassazione n. 12823/2026). In tema di differimento facoltativo della pena detentiva e di concessione della detenzione domiciliare per grave infermità fisica, è necessario che la malattia di cui è affetto il condannato sia grave, ovvero tale da porre in pericolo la vita o da provocare rilevanti conseguenze dannose e, comunque, da esigere un trattamento che non si possa facilmente attuare nello stato di detenzione, operando un bilanciamento tra l'interesse del condannato ad essere adeguatamente curato e le esigenze di sicurezza della collettività.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2026 La Cassazione, ordinanze nn. 27137 e 27139/2026, ribadisce i limiti della colpa grave: interpretazioni opinabili e valutazioni delle prove restano protette, salvo errori abnormi o palesi travisamenti di fatti decisivi. L’annullamento (senza rinvio) della sentenza di condanna da parte della Cassazione “perché il fatto non sussiste” non costituisce, di per sé solo, un elemento idoneo a fondare una responsabilità civile per colpa grave dei magistrati del merito. Lo ha affermato la Terza sezione civile, ordinanza n. 27139/2026, bocciando definitivamente la richiesta di un medico. Il professionista, condannato per abuso d’ufficio e, con una riqualificazione “a sorpresa”, per concussione, aveva ottenuto prima l’annullamento della condanna per concussione e poi quello senza rinvio per abuso d’ufficio, “perché il fatto non sussiste”.
di Giampaolo Piagnerelli
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2026 Se una persona guida dopo aver assunto psicofarmaci, non può essere condannata automaticamente per il solo fatto che la sostanza è stata trovata nel suo sangue. Infatti per far scattare la sanzione penale serve dimostrare che la persona era davvero in uno stato di alterazione psicofisica mentre si trovava al volante. A stabilirlo è la Cassazione con la sentenza n. 36588/26 che ha respinto il ricorso della Procura di Vicenza contro l’assoluzione di una donna. La conducente era finita fuori strada da sola di notte e gli esami in ospedale avevano riscontrato nel suo sangue sia alcol sia benzodiazepine.
di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 20 ottobre 2026 Care amiche e cari amici, questa esperienza finisce qui. La proroga che il Consiglio regionale ha voluto fissare al mio incarico di Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Lazio, in vista della sua deliberazione su chi dovrà succedermi, scade oggi (martedì 20 ottobre, ndr), e dunque da domani quello che è stato il mio ufficio resterà in stand-by, in attesa del nuovo garante. Si sarebbe potuto, anzi: si sarebbe dovuto fare diversamente, consentendo al garante uscente l’esercizio delle funzioni fino all’insediamento del nuovo, così come è stato per il Garante nazionale tra il 2022 e il 2023, così come è previsto in altre leggi regionali, come quelle del Piemonte e della Puglia, in virtù di un principio autoevidente secondo cui un organo pubblico di ...
di Alberto Rodighiero
Gazzettino di Padova, 20 ottobre 2026 La candidatura ha raccolto 16 voti dei 17 necessari la decisione è rimandata alla prossima seduta. La maggioranza non ha i numeri e, per la seconda volta, il consiglio comunale stoppa la nomina di Paola Cameran a Garante dei detenuti e Matteo Cavatton gela l'aula: “Oggi siamo chiamati a votare una persona che 25 anni fa indagò mio padre che, dopo essere stato assolto, morì”. Dopo la battuta d'arresto di un paio di settimane fa per la mancanza dei 2/3 dei voti, ieri sera il Parlamentino di Palazzo Moroni ha nuovamente bocciato la candidatura dell'ex magistrato. Nonostante fossero sufficienti 17 voti e i consiglieri di maggioranza in aula fossero 18, a Cameran sono arrivati 16 voti a cui si sono aggiunti una scheda bianca e una nulla (due consiglieri di maggioranza).
di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 20 ottobre 2026 In Consiglio: Cavatton ferma (per ora) l’incarico a garante dei detenuti. Ancora un colpo di scena sull’elezione del nuovo Garante cittadino dei detenuti. E ancora un nulla di fatto per la nomina dell’unica candidata, l’ex magistrata Paola Cameran, padovana di 68 anni, già sostituita procuratrice generale prima a Trieste e poi a Venezia. Ma se tre settimane fa, quando servivano 22 voti per renderla effettiva, la designazione era saltata per una mera questione di numeri, ieri sera, malgrado bastasse il via libera di 17 componenti del consiglio comunale, la cosa non è andata in porto (anche) per motivi personali legati proprio ad uno dei membri dell’aula di Palazzo Moroni. Motivi che, raccontati in aula dal diretto interessato (con una certa comprensibile emozione), hanno evidentemente avuto un peso decisivo sull’esito della votazione.
modenatoday.it, 20 ottobre 2026 La camera penale di Modena chiede percorsi di reinserimento continuativi e soluzioni abitative. Anche la camera penale di Modena “Carl'Alberto Perroux” esprime cordoglio per l'uomo trovato senza vita sulle tribune del Novi Sad nella mattina del 13 ottobre, un 59enne senza fisa dimora, uscito due mesi prima dal carcere di Sant'Anna. “Abbiamo atteso qualche giorno per commentare la notizia, che, sin da subito, ci ha lasciato sgomenti, tanto quanto le notizie delle decine di morti che da anni avvengono dentro le mura degli Istituti”, scrive il consiglio direttivo dell'associazione dei penalisti.
agrigentonotizie.it, 20 ottobre 2026 L'Unione degli Ordini Forensi della Sicilia e il Garante regionale Antonino De Lisi firmano un accordo per affiancare medici allo staff sanitario delle carceri. Un primo elenco di professionisti è già stato definito per intervenire sui casi non da ricovero. Un supporto concreto agli staff sanitari delle carceri siciliane per l'assistenza ai reclusi con problematiche psichiatriche. È questo il fulcro del protocollo di collaborazione per la promozione della salute mentale firmato sabato ad Agrigento dall'Unione degli Ordini Forensi della Sicilia e dal Garante dei diritti dei detenuti della regione Siciliana, Antonino De Lisi. L'intesa è stata siglata nel corso dell'assemblea dell'Unione, alla presenza del presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco e dei vertici di tutti i Consigli dell'Ordine degli avvocati dell'isola.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 20 ottobre 2026 I Giovani democratici chiedono un tavolo dedicato al tema al ministro Nordio. Che cosa ne sarà del vecchio reparto del 41-bis vuotato a fine giugno? Lo chiedono i Giovani democratici dopo la notizia della sospensione del trasferimento, già programmato, di altri detenuti nelle celle vuote, come ha comunicato nei giorni scorsi una nota del sindacato della Polizia penitenziaria Fns Cisl. “La sicurezza degli operatori, le condizioni lavorative e la vivibilità della struttura devono rappresentare priorità non negoziabili per il ministero della Giustizia” sottolineano i Giovani Pd che rilanciano anche la proposta di un tavolo comunale dedicato al carcere.
di Roberto Pieralli
La Nazione, 20 ottobre 2026 All’esterno della Casa circondariale di Massa Marittima ieri mattina c’è stato l’incontro con il vice presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Federico Eligi, che dopo l’incontro con i funzionari del carcere massetano ha voluto illustrare l’iter della nuova legge sulla sanità penitenziaria per lo studio ad Ars Toscana. “Per riscrivere la legge - ha detto Eligi - ho ritenuto importante fare una conoscenza diretta della situazione carceraria sia da un punto di vista di infrastrutture ma anche, soprattutto della parte sanitaria che è il settore che compete direttamente alla Regione. Ovviamente, la popolazione carceraria deve trovare risposte ai propri bisogni. Prima del Covid erano più gli anziani, ora sono molto più giovani gli ospiti all’interno delle nostre carceri con una serie di problemi soprattutto legati alle dipendenze”.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 20 ottobre 2026 Si tratta di un corso di specializzazione in termoidraulica per il reinserimento lavorativo attraverso una formazione non gender oriented per accompagnare il reinserimento delle recluse nel mondo del lavoro. Accordo fra il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e il Movimento italiano diritti dei detenuti Ets, sottoscritto fra capo del Dap Stefano Carmine De Michele e la presidente e fondatrice Giulia Troncatti, per la prima formazione professionale delle detenute del carcere di Rebibbia. Il protocollo ha durata biennale, rinnovabile, e prevede formazione professionale, orientamento, bilancio delle competenze e percorsi di inserimento lavorativo dentro e fuori gli istituti.
di Giulia Inversi
tarantobuonasera.it, 20 ottobre 2026 Firmata la convenzione tra il Comune e la Casa Circondariale “Carmelo Magli” per promuovere libri, scrittura e attività culturali. Dopo i risultati ottenuti nella sezione femminile, le iniziative saranno estese anche a quella maschile. Si rafforza la collaborazione tra il Comune di Massafra e la Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto per promuovere iniziative culturali e percorsi di crescita personale destinati alle persone detenute. Lunedì mattina è stata sottoscritta la convenzione per il rinnovo del progetto “La lettura rende liberi”, finalizzato alla valorizzazione della biblioteca carceraria e allo sviluppo delle capacità individuali e relazionali.
epale.ec.europa.eu, 20 ottobre 2026 In Piemonte un percorso formativo per accompagnare i docenti che insegnano per la prima volta negli Istituti penitenziari. Grande partecipazione e una pluralità di sguardi hanno caratterizzato la prima giornata del percorso Fare scuola negli Istituti Penitenziari: contesti, relazioni e pratiche educative, svoltosi il 23 settembre al Liceo Classico “Massimo D’Azeglio” di Torino. L’evento è stato rivolto in particolare ai docenti che affrontano per la prima volta l’esperienza dell’insegnamento in carcere ma ha voluto essere anche occasione di incontro e di confronto con chi opera da tempo nel contesto carcerario e può condividere esperienze e buone pratiche.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 20 ottobre 2026 Oggi alle 17 e 30 il Cdm si riunirà per varare il dl Sicurezza già in cantiere ma revisionato alla luce dei fatti dello scorso week end. Dentro il provvedimento annunciato dovrebbero essere riversate norme sull’imputabilità per i minori già contenute in un disegno di legge depositato al Senato, con l’aggiunta di norme quali l’estensione del fermo preventivo di 24 ore ai minorenni, l'introduzione del reato di danneggiamento aggravato, l'arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni, con la possibilità di arresto differito entro 48 ore, anch’esso esteso ai minorenni. Al di là degli evidenti rilievi penali, cosa è successo a Milano sabato e domenica scorse? La realtà è che nessuno lo sa dire con ragionevole certezza e di conseguenza le lenti con le quali, a caldo, vengono interpretati quei fatti sono quelle più abituali e forse meno adeguate.
di Eraldo Affinati
Avvenire, 20 ottobre 2026 Gli episodi di violenza e le contestazioni, dall’Europa all’Africa, rivelano un cambiamento antropologico che coinvolge anche gli adulti. La protesta giovanile, anche quando si esprime attraverso sparute minoranze, segnala sempre un malessere di rilevanza storica, in quanto i giovani sono la schiuma dell’onda che s’infrange sugli scogli: il loro movimento implacabile, apparentemente cieco, segnala la forza anche oscura ma inarrestabile della nostra stessa vita. Così le decine di facinorosi minorenni incappucciati che a Milano hanno saccheggiato i negozi intorno al Duomo non rappresentano certo la maggioranza dei loro coetanei; tuttavia, possono segnalare un’inquietudine generazionale di cui, al di là delle specifiche circostanze di cronaca, dobbiamo prenderne atto.
di Davide Vari
Il Dubbio, 20 ottobre 2026 Da Parigi a Milano, quella stessa società dei consumi che ha omologato i desideri di ognuno, ha negato a quella massa il pass per accedervi. Ztl invase, vetrine infrante, negozi saccheggiati. Da Parigi a Milano, sembra di assistere allo stesso film. Ma più della furia colpisce l’obiettivo, almeno apparente, di quella corsa: vogliono Prada, gli abiti firmati, e tutti quegli oggetti del desiderio che la “società dei consumi” (ricordate?) promette ma non mantiene. E chissà che direbbe Pier Paolo Pasolini di fronte a questi quattordicenni, quindicenni e sedicenni che vanno all’assalto delle griffe, reclamano un posto in prima fila dentro quell’ordine borghese che i coetanei di 40 anni fa volevano abbattere. E qui sta il paradosso. La società dei consumi li ha già conquistati e i desideri sono diventati universali. Ma i mezzi per soddisfarli no.
di Maso Notarianni
Il Domani, 20 ottobre 2026 I disordini di questi giorni sono una lotta di classe senza consapevolezza di classe: una rabbia reale, che nasce da disuguaglianze e abbandono, ma non individua gli strumenti collettivi per cambiare le proprie condizioni. I disordini di sabato e domenica a Milano non si possono liquidare con una condanna della violenza e qualche parola d’ordine sulla legalità. Dire che è inutile serve se siamo disposti a capire perché viene esercitata e quali condizioni la alimentano. Comprendere non significa mai giustificare. I modelli proposti mostrano che i risultati si ottengono con la violenza, il sopruso, la prevaricazione. Tutto è consentito, compreso il genocidio di un popolo che l’Occidente non è stato capace di fermare né di condannare. La violazione dei diritti è diventata uno strumento ordinario per raggiungere un obiettivo, e dunque un modello da imitare.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 20 ottobre 2026 Paolo Crepet: “Con lo scrolling sui social ti passano davanti dal bene al male, dal carino all’orrore. Così tutto si azzera, i colori si confondono e resta il nero”. “Quanto accaduto è una lezione sociologica che si ripete da decenni: la prima generazione si integra, la seconda si chiede il perché”, ragiona lo psichiatra, educatore e saggista.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 20 ottobre 2026 L'intervista al sociologo e scrittore italo algerino Tahar Lamri. “In Italia abbiamo un problema di integrazione che riguarda tutti, non solo i figli degli stranieri ma anche gli italiani. Ma soprattutto adesso abbiamo i Vannacci che dicono il contrario, quindi abbiamo un altro pericolo che incombe sull’Italia, forse peggiore”. Lo scrittore e sociologo algerino Tahar Lamri, naturalizzato italiano, non nasconde il proprio disappunto nei confronti dei giovani e giovanissimi casseurs che domenica a Milano - a differenza di quanto accaduto il giorno prima durante la manifestazione - “si sono dati appositamente appuntamento in centro per dare sfogo alla propria rabbia e punire la città”, come spiega. “Purtroppo così fanno il gioco delle destre”.
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 20 ottobre 2026 Si sostiene che non si farà mai per le implicazioni religiose. Eppure non esiste un interdetto da parte della Chiesa cattolica. “In Italia”, sostengono coloro che vorrebbero apparire come i più disincantati, “una legge sul fine vita non si farà mai, perché pesano troppo le implicazioni religiose”. Sembrano quasi voler rassicurare, in questo modo, coloro che invece all’emanazione di una legge sul fine vita si dicono contrari. Eppure non esiste un interdetto, da parte della Chiesa cattolica. Come potremmo fondatamente sostenerlo davanti a dichiarazioni come quelle rese ad esempio negli ultimi mesi dallo stesso presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Maria Zuppi, o dall’arcivescovo Vincenzo Paglia?
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 20 ottobre 2026 È in atto un processo di irrisione e delegittimazione degli organismi internazionali e delle autorità scientifiche. La reazione scomposta di Donald Trump e Benjamin Netanyahu all’assegnazione del Nobel per la pace a Navy Pillay non è un incidente di percorso, né soltanto l’ennesima manifestazione del narcisismo politico dilagante. È l’ultimo atto di una deriva riassumibile in una formula drastica: la verità non c’è più. O meglio: non esistono più luoghi riconosciuti in cui la verità possa venire cercata, discussa, accertata. Se il Comitato di Oslo decide diversamente da quanto preteso, il problema non è la decisione ma il Comitato stesso: delegittimato, irriso, accusato di parzialità. Non si contesta un giudizio; si nega il diritto di giudicare.
di Francesco Peloso
Il Domani, 20 ottobre 2026 Intervista a Simone Varisco, curatore del dossier Caritas-Fondazione Migrantes giunto alla sua 35esima edizione. Quest’anno il tema è confini e frontiere: “Nel nostro Paese abbiamo una serie di frontiere interne che sono quelle legate al lavoro, o alla scuola, con tutte le discriminazioni del caso, oppure quelle legate al welfare, all’invecchiamento della popolazione straniera, alla narrazione che viene fatta delle nuove frontiere di sfruttamento lavorativo”.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 ottobre 2026)
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"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
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