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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di giovedì 1 ottobre 2026

di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 1 ottobre 2026 Doveva essere una grande rivoluzione. Sarà una goccia nel mare. A fine maggio il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, aveva presentato un piano per offrire ai detenuti che hanno diritto agli arresti domiciliari ma non hanno una casa un luogo, diverso dal carcere, dove scontare la pena. Sarebbero andati in una comunità con una sorveglianza minima della polizia penitenziaria, a patto che firmassero un programma di formazione al lavoro. La mossa aveva attratto l’attenzione degli operatori del carcere, soprattutto per i numeri annunciati all’inizio. Che però si sono sgonfiati.

 

progettouomo.net, 1 ottobre 2026 Una nuova possibilità per i detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti: percorsi terapeutici in comunità, tra cura, riabilitazione e reinserimento sociale. La legge 140 del 2026 introduce una possibilità nuova per le persone detenute tossicodipendenti o alcoldipendenti con una condanna non superiore a otto anni: scontare la pena in detenzione domiciliare presso strutture specializzate nella cura e nella riabilitazione. A spiegare il significato e le prospettive della nuova normativa, nel programma Indipendente-mente di Rai Radio 1, sono stati Luciano Squillaci, presidente della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche, Claudio Leonardi, presidente della Società Italiana Patologie da Dipendenza, e Alfredo Mantovano, sottosegretario con delega alle politiche contro le dipendenze.

 

di Patrizia Pallara

collettiva.it, 1 ottobre 2026 Le condizioni negli istituti fotografate dal dossier Cgil: sovraffollamento, degrado, carenze. Barbaresi: “Marginalità e vite difficili non trovano risposte”. Quali sono le condizioni di vita in carcere? Quali reali possibilità di rieducazione e di recupero sociale ci sono? Qual è il livello del sovraffollamento, del degrado, delle condizioni igienico-sanitarie, della carenza di risorse e personale? A dare una risposta è il report “I diritti in carcere” realizzato dalla Cgil e curato dall’area stato sociale e diritti, con il contributo dell’area politiche del lavoro e contrattazione della confederazione e della Funzione pubblica, che fotografa una situazione sempre più lontana dai principi sanciti dall’articolo 27 della Costituzione: spazi invivibili, condizioni spesso disumane, abbandono.

 

di Oliviero Mazza

Il Dubbio, 1 ottobre 2026 Passata la sbornia efficientista, l’Europa, in crisi di identità e scossa dai sovranismi, sembra voler riscoprire le proprie lontane origini garantiste. È segnale in controtendenza il rapporto della Commissione del 23 settembre (COM(2026) 497 final) che misura l’attuazione della Raccomandazione (UE) 2023/681 sulla custodia cautelare e sulle condizioni di detenzione. Per ora il discorso è solo di carattere generale e non riguarda i singoli Stati membri, ma non è difficile scorgere un ritratto già familiare. Soprattutto nella conclusione: i sistemi normativi nazionali sono complessivamente conformi ai principi della Raccomandazione, ma nella pratica il ricorso alla custodia cautelare resta eccessivo. Le regole ci sono, manca la volontà o il coraggio di applicarle. Sia pure mascherato da un perfetto stile burocratico, il j’accuse riguarda i giudici.

 

di Paolo Foschini

Corriere della Sera, 1 ottobre 2026 Protocollo d’intesa per due anni firmato a Roma dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e dal Movimento italiano diritti detenuti, che raccoglierà le offerte delle aziende, di ogni settore e dimensione, interessate ad assumere persone detenute o ex detenute. Dare alle persone detenute competenze spendibili nel mercato del lavoro e accompagnarle senza interruzioni fino al reinserimento, anche dopo il fine pena. È l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato a Roma dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e dal Movimento Italiano Diritti Detenuti, rappresentati dal Capo del Dipartimento Stefano Carmine De Michele e dalla Presidente e Fondatrice Giulia Troncatti.

 

lavialibera.it, 1 ottobre 2026 Ho scoperto tardi quanto leggere e scrivere possano aiutare a capire il mondo e se stessi”, scrive un uomo, detenuto nel carcere di Vibo Valentia, descrivendo queste attività come un “porto franco”. “Organizzare delle attività di lettura e scrittura per coloro che vivono in condizioni di privazione della libertà è una opera utile. Il futuro di molti detenuti, me incluso, dipende dalla cultura. Un’isola come questa, di cemento e ferro, presente soltanto negli incubi di ogni uomo, dove il migliore amico, dopo Dio, è la solitudine, e dove la speranza è l’unico invitato che vorremo condividesse la nostra tavola a cena, consente pochi alleati: la scrittura e la lettura”.

 

di Lorenzo d’Avack

Il Dubbio, 1 ottobre 2026 Il Consigliere nazionale forense Antonello Talerico richiama la nostra attenzione su di una recente sentenza della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Palermo che si avvale, nell’esporre il testo, della IA. Nulla di stupefacente, il Consigliere scrive che “la macchina ha messo mano al ragionamento e che nessuno dopo lo ha riletto”, come a dire che il giudice dovrebbe almeno avere un obbligo di sorveglianza. Certamente un minimo. Fra le diverse osservazioni nel rapporto IA/diritto, la prima potrebbe essere giuridica, e difatti il nostro Governo ha deliberato, nel maggio 2024, il disegno di legge n. 78 (Evoluzione del quadro normativo unionale sulla IA) che disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale nei settori demandati dal Regolamento AI Act 2024/1698 all’autonomia normativa degli Stati membri.

 

di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*

Il Dubbio, 1 ottobre 2026 L’attualità, purtroppo, ci propone sempre più spesso un modello di giustizia privata. Gli ultimi eclatanti casi di cronaca dimostrano come si stia diffondendo, tra i cittadini, l’idea che la giustizia privata “fai da te” sia più efficace di quella che deve attendere il proprio corso, con l’accertamento del giudice. Anche la prevenzione sembra dirigersi verso la privatizzazione, poiché si sta delineando un modello di “giustizia preventiva privata”, affidata all’immancabile intelligenza artificiale. Vediamo come. Fino a oggi il sistema di repressione anticipata era comunque riconducibile a un modello gestito, sia pure con i suoi limiti, dall’autorità giudiziaria; dobbiamo invece constatare che i confini della prevenzione si stanno spostando anche al di fuori dell’ambito giurisdizionale.

 

di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 1 ottobre 2026 La Cassazione, sentenza n. 34754/2026, chiarisce che per i reati procedibili d’ufficio la richiesta non sospende il procedimento. L’imputato deve attivarsi per tempo se vuole ottenere i benefici sulla pena. La richiesta di accesso a un programma di giustizia riparativa, per ottenere la relativa attenuante, da parte di un imputato per un reato procedibile di ufficio, non comporta la sospensione del processo, e neppure ne legittima il rinvio in attesa del relativo l’esito. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 34754/2026, dichiarando inammissibili i ricorsi degli imputati. L’imputato dovrà dunque muoversi per tempo se vorrà che il giudice possa tener conto degli esiti positivi del programma.

 

di Simone Innocenti e Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 1 ottobre 2026 La richiesta di incontrare il comandante della polizia penitenziaria e la direttrice della struttura. A tarda notte la situazione riportata sotto controllo. La scoperta di alcune microspie nelle proprie celle ha scatenato mercoledì sera la rivolta di decine di detenuti del carcere Don Bosco di Pisa. Una quarantina di persone ha preso il controllo di un intero reparto, barricandosi al suo interno e chiedendo di incontrare il comandante della polizia penitenziaria e la direttrice della struttura. Solo a tarda notte, dopo una negoziazione e l’intervento della polizia, la situazione è tornata sotto controllo. Alcuni detenuti, probabilmente i promotori della rivolta, sono stati trasferiti in altri penitenziari toscani.

di Valentina Reggiani

Il Resto del Carlino, 1 ottobre 2026 Il decesso nel 2023, Michele Romagnoli richiede ulteriori indagini: “Era a rischio ma gli lasciarono comunque in cella il fornellino a gas”. Per la procura invece non ci sono colpevoli, il giudice si è riservato. Mancavano pochi mesi e sarebbe uscito dal carcere. Quando la polizia lo fermò, dopo l’arresto tentò di impiccarsi in cella e pare che cercò di uccidersi, sempre in cella, con il gas anche un mese prima della tragedia. Stava male, sapevano che era a rischio suicidio ma gli hanno dato comunque il fornellino. Avevamo mandato una pec all’amministrazione, avevo chiesto che fosse portato in ospedale ma tutto questo non è accaduto. Voglio giustizia ma non solo per mio figlio, per tutti i ragazzi che si stanno suicidando nelle carceri italiane”.

 

Corriere di Viterbo, 1 ottobre 2026 Le condizioni di fragilità di Andrea Di Nino sono state al centro dell’udienza di ieri del processo per la morte del 36enne romano, trovato senza vita la sera del 21 maggio 2018 nella cella di isolamento del carcere di Mammagialla. Sul banco degli imputati ci sono tre persone, due medici e un agente della polizia penitenziaria, accusati di omicidio colposo. Di Nino era in carcere da circa due anni per detenzione di stupefacenti. In aula, davanti al giudice Jacopo Rocchi, hanno deposto un agente della squadra mobile, un militare del Nas e un ispettore della polizia penitenziaria, tutti intervenuti nelle prime fasi degli accertamenti sul suicidio del 36enne, tesi alla quale da sempre si oppongono i familiari.

 

garantedetenutilazio.it, 1 ottobre 2026 Costituiti parte civile il Garante del Lazio, la Garante di Roma Capitale e il ministero della Giustizia. Prossima udienza: 2 dicembre. Si è svolta oggi davanti al Tribunale di Roma, in composizione monocratica, la prima udienza del procedimento penale relativo alla gestione dei servizi di vitto e sopravvitto nella Casa circondariale di Rebibbia. Nel procedimento si sono costituiti parte civile il Ministero della Giustizia, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante di Roma Capitale, Valentina Calderone. Alla prima udienza erano presenti Valentina Calderone e l’avvocata Simona Filippi, che assiste i due Garanti; assenti gli imputati e i loro legali.

 

di Antonio Andreotti

Corriere del Veneto, 1 ottobre 2026 La Uil-penitenziari: “Servizio medico solo 5 ore al giorno, meno della metà degli agenti previsti”. A quasi dieci mesi dall’inaugurazione, l’8 gennaio scorso alla presenza anche del governatore Alberto Stefani, il carcere minorile “Vivaldi” continua ad avere problemi di carenza di organico come agenti (e non solo) e di sicurezza. Lo testimoniano due recenti visite, della Uil-fp (Funzione pubblica) penitenziari e del deputato bresciano di “Azione” (il partito del leader nazionale Calenda) Fabrizio Benzoni. In entrambi i casi il bilancio è problematico. Dopo la visita di ieri mattina Nicolino Budano, segretario regionale della Uil-fp penitenziari, parla di “situazione pesante”.

 

di Salvatore Saggiomo

artestv.it, 1 ottobre 2026 Ci sono incarichi che si ricevono. E poi ci sono incarichi che si conquistano sul campo. Quello affidato a Claudia Cavallo appartiene alla seconda categoria. Non arriva alla funzione di Garante comunale delle persone private della libertà personale dopo una carriera consumata dietro una scrivania. Arriva dopo anni di battaglie, incontri, denunce, ascolto, presenza. Dopo aver frequentato quel confine sottile nel quale i diritti diventano fragili e una persona rischia di essere ridotta soltanto al proprio errore, alla propria condizione, alla propria etichetta.

 

di Antonella Traina

L’Adige, 1 ottobre 2026 A Montorio si dorme in due dove c’è posto per uno. Con 633 detenuti per 335 posti regolamentari. Il tasso di affollamento sfiora il 189%, quasi il doppio della capienza. Celle sovraffollate, servizi insufficienti, dignità a rischio. Lo spazio vitale, in ogni cella, è di 3-4 metri quadri a persona. A raccontare cosa significa vivere e lavorare in quelle condizioni è don Carlo Vinco, Garante dei diritti dei detenuti. E non parla solo di numeri, quando descrive la realtà di un carcere scoppiato. Don Vinco lancia l’allarme dopo l’ultima relazione in Comune. La nuova direzione ha dato un impulso positivo, ma restano celle senza servizi adeguati e un organico al collasso.

 

di Fabio Beretta

tgcom24.mediaset.it, 1 ottobre 2026 Nella Casa circondariale di Monza esiste uno speciale percorso educativo dedicato esclusivamente ai collaboratori di giustizia: uomini con un passato difficile alle spalle, ma che ora sognano un futuro diverso, soprattutto per i propri figli. A Tgcom24 ne parla la professoressa Renata Antonietta Cumino, preside dell’Istituto professionale “Olivetti” che coordina le attività. C’è un luogo, nel nostro ordinamento sociale, in cui il tempo è scandito da ore che sembrano tutte uguali. E dove lo spazio si riduce a una finestra e pochi metri di cemento. Qui, però, ogni giorno c’è un registro che si apre tutte le mattine ed è in grado di regalare momenti durante i quali il mondo esterno sembra finalmente entrare in queste quattro mura, rendendole forse più ampie e meno soffocanti.

 

di Vincenzo Tumminello

quattrocanti.it, 1 ottobre 2026 Tra la fine del 2025 e il luglio del 2026, i corridoi del reparto Est della casa circondariale “Antonio Lorusso” Pagliarelli di Palermo si sono trasformati in uno spazio creativo grazie a un percorso artistico promosso dall’associazione Solaris. Sotto la guida dell’architetto Fanny Migliore e della professoressa Isabella Terruso, quattordici detenuti hanno lavorato per diversi mesi al progetto intitolato “Dipingere la libertà”. L’iniziativa ha preso il via con una fase preliminare di studio e ideazione, per poi entrare nel vivo con le esercitazioni pratiche svolte tra maggio e la metà di luglio del 2026. Attraverso questo percorso, i partecipanti sono stati coinvolti nella scelta dei temi, trasformando la pittura in un linguaggio con cui esprimere emozioni, nostalgie e desideri.

 

chiesadimilano.it, 1 ottobre 2026 Lunedì 12 ottobre, un incontro con il prof. Ivo Lizzola e alcuni giovani per riflettere sul significato di giustizia, pena, responsabilità e dignità della persona. L’evento inaugura un nuovo percorso della Pastorale Giovanile, dentro e fuori dal carcere, per superare pregiudizi e imparare a guardare oltre la colpa. Che cosa significa davvero rendere giustizia? E che cosa accade quando il carcere smette di essere una realtà lontana e diventa un luogo di incontro, capace di interrogare il nostro modo di pensare la pena, la responsabilità e la dignità della persona?

 

di Pino Taormina

Il Mattino, 1 ottobre 2026 L’iniziativa promossa dal club e dal garante Ciambriello è rivolta a 15 detenuti di un reparto ad alta sicurezza. Quindici detenuti del carcere di Secondigliano, del reparto Tirreno “alta sicurezza”, da oggi sono a lezione di calcio con i tecnici del settore giovanile del Napoli. Un progetto che vede il club azzurro, i vertici del penitenziario napoletano e Samuele Ciambriello, il garante dei detenuti della Regione Campania, in prima linea in quello che viene definito come un “investimento trattamentale” di detenuti che sono a un passo dall’essere scarcerati. Lo sport come occasione di crescita, inclusione e costruzione di nuove prospettive. È questo alla base dei valori che hanno spinto il Napoli alla collaborazione con Twinning Project ETS, con il suo presidente Sasha Fugazzola, nell’ambito di un programma ...

 

italianitalianinelmondo.com, 1 ottobre 2026 Next New Media è un service giornalistico multimediale, nato dall’idea di gruppo di giovani giornalisti che da anni collaborano con alcune delle maggiori testate italiane. Fondata da Andrea Battistuzzi e Tiziana Guerrisi, ne fanno parte Federico Formica, il fotografo Pietro Snider e il graphic designer Edoardo Maria Ercolessi. Antigone è un’associazione che si occupa di diritti e garanzie nel sistema penale dal 1991. Svolge attività di osservazione del sistema penitenziario nonché di tutela e denuncia delle condizioni di detenzione non conformi alla legalità interna e internazionale. Interloquisce con le istituzioni pubbliche sulla possibilità di riforma del sistema penale e carcerario in osservanza al dettato costituzionale. Da anni è impegnata per la prevenzione della tortura.

 

di Micol De Pas

linkiesta.it, 1 ottobre 2026 Che cosa resta del “fuori”, quando si vive “dentro”? Il progetto visuale dentro gli spazi della detenzione negli Stati Uniti, visto dagli occhi di Chantal Zakari. Il lavoro è partito dall’analisi di esperimenti illustri, primo su tutti Douleur exquise di Sophie Calle, un’inchiesta su una rottura sentimentale vissuta in prima persona. Il mezzo espressivo era la fotografia e Zakari s’è interrogata su come usarla in carcere, dove non ha cittadinanza. Ha deciso così di farsi lei stessa macchina fotografica per scattare nei luoghi scelti dagli studenti. Che dovevano indicare non solamente i posti che si dovevano ritrarre ma anche a che ora, con quale luce, da quale angolazione, con quale prospettiva. Niente interni, niente persone, perché il regolamento lo vieta: a parlare saranno allora le architetture e l’urbanistica, in un mosaico dal titolo Pictures from the Outside: fotografie dal fuori. Il mondo improvvisamente entra nel carcere. 

 

di Enzo Cheli

La Stampa, 1 ottobre 2026 L’ottantesimo anniversario della nascita della nostra Repubblica ha stimolato, non solo in sede scientifica, una riflessione sulle vicende che hanno segnato la storia costituzionale del nostro Paese. Riflessione che alla fine si è conclusa come sempre con una domanda: come ha funzionato e come ancora potrà funzionare il modello di democrazia che questa Repubblica, ottanta anni fa, ha inteso costruire con la sua carta costituzionale? Per tentare di rispondere penso che occorra portare l’attenzione su quanto in questi anni è accaduto su tre piani: nella società civile, nel sistema politico, nell’impianto costituzionale.

 

di Flavia Landolfi e Manuela Perrone

Il Sole 24 Ore, 1 ottobre 2026 Un documento per contrastare automatismi, stereotipi e costrutti e pratiche antiscientifiche come alienazione parentale e “terapie di riunificazione”. Terragni: “Serve una rivoluzione della cura”. Uno strumento dinamico e aggiornabile per l’analisi delle leggi, delle prassi e delle criticità relative alla tutela di bambini e adolescenti. La Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, audita il 30 settembre in Parlamento, nell’Aula dei gruppi alla Camera, per la presentazione della Relazione annuale sulle attività 2025, lancia l’Agenda dei diritti dei minori. Obiettivo: contrastare automatismi, stereotipi e pratiche prive di validazione scientifica.

 

di Emilia Rossi

Il Dubbio, 1 ottobre 2026 Ci sono almeno un paio di cose non del tutto chiare - per gli osservatori esterni, ovviamente - nell’indagine della Procura di Ravenna sui certificati di inidoneità al trattenimento nei Cpr.La prima riguarda il fatto che ha sollevato l’attenzione della Procura su un fenomeno ormai pubblico e discusso da tempo. L’indagine, infatti, per quanto è dato sapere, prende le mosse dall’invio alla Questura, nel luglio 2025, di un certificato accompagnato per errore dalla bozza del modulo di non idoneità diffuso dalla Società Italiana di Medicina delle Migrazioni nel marzo 2024.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 1 ottobre 2026 In Italia, “l’approccio punitivo all’applicazione delle leggi sulle droghe solleva preoccupazioni in materia di diritti umani e colpisce in modo sproporzionato gli africani e le persone di origine africana”. Lo ha scritto nero su bianco l’Onu. Dietro quella frase ci sono testimonianze di controlli d’identità, perquisizioni e arresti discriminatori, un confine spesso incerto tra consumo e spaccio che moltiplica gli arresti, e un vuoto di dati che impedisce di misurare fino in fondo la discriminazione. La si legge al paragrafo 39 del rapporto delle Nazioni Unite presentato a Ginevra alla 63esima sessione del Consiglio dei diritti umani, che si chiuderà il 9 ottobre prossimo.

 

di Nicola Ialacqua

Il Domani, 1 ottobre 2026 Dopo il furto di 80 fiale dall’Ospedale israelitico, video e denunce dei residenti hanno alimentato l’allarme sulla presenza dell’oppioide sintetico a Tor Sapienza. Ma i controlli non ne hanno trovato traccia. “L’epidemia che c’è è quella del crack, ma non se ne parla”, dicono gli operatori della riduzione del danno, che chiedono più strumenti di prevenzione, dal drug checking ai servizi sul territorio. Gli zombi hanno invaso Roma. Si aggirano in una zona periferica della capitale, a Tor Sapienza. Barcollano per le strade del quartiere, diffondono il virus spacciando il siero che li ha resi tali. Sembra di star descrivendo una versione nostrana del recente film horror Resident Evil. È invece la narrazione diffusasi, da un paio di settimane, intorno alla presunta circolazione a Roma del fentanyl, un potente oppioide sintetico. Sono bastati alcuni video di persone in stato catalitico diffusi sui social a scatenare il panico, portando anche diverse testate giornalistiche a lanciare l’allarme.

 

DOCUMENTI

Relazione della Commissione al Parlamento europeo sull'attuazione della Raccomandazione (UE) 2023/681 dell'8 dicembre 2022 sui diritti procedurali di indagati e imputati sottoposti a custodia cautelare e sulle condizioni materiali di detenzione

Articolo. "Il primo ingresso in carcere alla luce del principio di umanità della pena. Note nel contesto della crisi perenne del sistema carcerocentrico italiano", di Luca Gagliardi

Articolo. "La Corte costituzionale restituisce centralità alla valutazione periodica del percorso rieducativo per l’accesso alla liberazione anticipata", di Barbara Giors

Garante nazionale (GNPL). "Un’analisi dei decessi in carcere". Aggiornamento al 31 agosto 2026

Radio carcere, di Riccardo Arena. "Celle sovraffollate, detenuti senza dignità, persone malate e non curate, carceri vecchie piene di infiltrazioni, di topi e di scarafaggi"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 30 settembre 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 19 settembre 2026)

 

APPUNTAMENTI

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

Convegno. "Carcere e spazio urbano. La città e le istituzioni penitenziarie" (Roma, 1 ottobre 2026)

Incontro-dibattito. "Cosa succede nelle nostre carceri? Come funzionano la pena, il reinserimento, la recidiva?" (Genova, 1 ottobre 2026)

Presentazione del libro: "Caro Parlamento", di Maura Palma, Daniela De Robert, Emilia Rossi (Padova, 2 ottobre 2026)

"Valelapena! Mercatino delle produzioni ristrette: cibo, artigianato e idee dell’Economia Penitenziaria e della Legalità" (Alba-CN, 4 ottobre 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al al 4 ottobre 2026

Presentazione della ricerca "Abuso e dipendenza da sostanze psicotrope e alcol dei MSNA entrati nel circuito penale" (Napoli, 5 ottobre 2026)

Incontro-dibattito. "Ma sei fuori?” Salute mentale in carcere: un dialogo tra dentro e fuori" (Bologna, 5 ottobre 2026)

"Il carcere e l’esecuzione penale in Italia", seminario pubblico del prof. Stefano Anastasìa (Roma, 7 ottobre 2026)

Convegno di Camera penale e Carcere Possibile onlus. "Esecuzione della pena: ritorno alla Costituzione? (Napoli, 7 ottobre 2026)

Seminario di studio e presentazione del volume "Lettere al Garante. Voci dal carcere tra diritti negati paure e speranze" (Roma, 7 ottobre 2026)

Convegno. "Il nuovo Istituto penitenziario di San Vito al Tagliamento: verso un nuovo modello di integrazione con il territorio" (San Vito al Tagliamento-PN, 9 ottobre 2026)

Incontro-dibattito. "Oltre le sbarre: uno sguardo che rende giustizia. Quale ruolo per i giovani cattolici nel mondo penitenziario?" (Milano, 12 ottobre 2026)

Convegno. "La nuova detenzione domiciliare per il recupero di detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti (l. 140/2026)" (Genova, 15 ottobre 2026)

Convegno. "Per uscirne vivi. Ovvero, come riqualificare luoghi e spazi di detenzione in Italia" (Firenze, 19 ottobre 2026)

Corso di formazione per Volontari penitenziari: "La realtà penitenziaria a Milano. Azioni e riflessioni" (Milano, dal 24 ottobre al 21 novembre 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)

 

CORSI DI STUDIO

Corso aggiornamento ECM. "Tempi e contesti in salute mentale. La cura tra assistena primaria e riabilitazione" (Roma, 1 e 2 ottobre 2026)

Master in Criminologia critica e sicurezza sociale Università di Padova (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 06/10/2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso letterario SEAC. "Una favola per i miei figli. In memoria di Elisabetta Laganà" (Scadenza 15 novembre 2026)

Concorso letterario Associazione Dipende da Me. "Oltre la Mente. Le parole che non vi ho detto" (Scadenza 31 dicembre 2026)