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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 16 ottobre 2026
INTORNO AL TAVOLO DI RISTRETTI
di Salvatore Fani
Ristretti Orizzonti, 16 ottobre 2026 È un periodo che per trovare un po’ di pace mi sono chiuso in me stesso, rinunciando anche a chiamare a casa. Le telefonate mi danno la sensazione di farmi sentire incapace di gestirmi gli affetti e la famiglia. Perché è anche vero che quando in una telefonata ricevo una bella notizia, ne ricevo almeno tre brutte. È un po’ quello che succede a chi come me vive in un contesto difficile. Mi fa sorridere quando in famiglia discutiamo dei nostri problemi, ce ne usciamo spesso dicendo “C’è sempre chi sta peggio”, ora mi fa piangere questa riflessione, mi sembra che la mia famiglia sia stata spazzata via da uno tsunami.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 ottobre 2026 I dati smentiscono le polemiche sui “favori ai boss”: il tasso di regolarità è del 99,9%. “Nessuna manica larga, si applica la Costituzione”. Nessun “libera tutti” per i boss mafiosi e nessuna manica larga della magistratura. A smentire gli allarmi sulla presunta facilità con cui i detenuti uscirebbero dalle carceri italiane sono i dati ufficiali: in quattro anni i permessi premio sono sì raddoppiati - passando dai 16.158 del 2021 ai 35.486 del 2025 - ma all’interno di un sistema penitenziario sempre più sovraffollato: se cinque anni fa i detenuti erano 53.758 (su 47.200 posti realmente agibili), nel 2025 erano 62.841 (su 46.200 posti effettivi). Un dato che illustra non solo la gravità dell’affollamento penitenziario, ma anche la progressiva valorizzazione di uno strumento essenziale per il reinserimento e la tenuta democratica degli istituti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 16 ottobre 2026 “Allarme? No, è un fatto positivo. Lo dico da consigliere di Cassazione. Da magistrato. È un dato certamente positivo che i giudici di merito siano riusciti a trovare una strada. E a concedere permessi. Anche ai condannati per reati di mafia. Vuol dire che sono riusciti a farsi strada nelle maglie rigide, strettissime, della legge introdotta nel 2022. A uno sguardo superficiale, quel provvedimento sembrava poter destinare a un nulla di fatto il principio affermato dalla Corte costituzionale, più precisamente il principio secondo cui la collaborazione con la giustizia non dovesse essere un requisito imprescindibile, nell’accesso ai benefici per i detenuti ostativi”.
di Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 16 ottobre 2026 No alla confusione che alimenta la paura e il sospetto verso la magistratura di sorveglianza. Da alcuni giorni si registra, sul quotidiano La Stampa, una ben orchestrata campagna di disinformazione che chiama in causa il sistema penitenziario e la magistratura di sorveglianza, accusati di concedere con eccessiva disinvoltura benefici penitenziari a detenuti condannati per reati di mafia. Una magistratura, secondo tale rappresentazione, incline a favorire “centinaia di boss mafiosi”, alcuni addirittura al 41 bis, attraverso la concessione di permessi premio e altre misure alternative.
di Franco Corleone
L’Espresso, 16 ottobre 2026 Un tempo i garantisti definivano la Suprema corte come la cassazione della giustizia; per fortuna molte sentenze in questi anni sono state di segno positivo, ma la propensione a essere corrivi al senso comune o aderenti alle esigenze del potere costituito torna talvolta a fare capolino. La prova viene dalla sentenza n. 3571 del 4 dicembre 2025 sul divieto, fissato dal regolamento del Carcere di Milano Opera, di acquistare vino e birra da parte dei detenuti. La decisione del rigetto del ricorso del detenuto Domenico Putignano, scritta dalla consigliera Maria Eugenia Oggero e sottoscritta dal presidente Filippo Casa, facendo proprie le conclusioni della Procuratrice generale Assunta Coccomello, limita arbitrariamente un diritto esigibile.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 16 ottobre 2026 Si rafforza la collaborazione tra i ministeri della Giustizia e dell’Istruzione e del Merito con una nuova iniziativa dedicata alla formazione tecnico-professionale delle persone detenute. L’accordo, firmato nei giorni scorsi dai rispettivi ministri, prevede l’avvio di una sperimentazione che coinvolge gli ITS Academy, istituti di alta formazione tecnologica professionalizzante, con l’obiettivo di ampliare le opportunità formative e sostenere concretamente i percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. La proposta si inserisce nel quadro della collaborazione già avviata tra i due Dicasteri con il protocollo d’intesa rinnovato nel novembre 2023 e punta a sviluppare ulteriormente l’offerta formativa rivolta alle persone in esecuzione penale, nella convinzione che investire sulle competenze permette di accrescere le possibilità di accesso al lavoro e contribuisce alla costruzione di concrete alternative all’emarginazione sociale.
Italia Oggi, 16 ottobre 2026 Manomissione del braccialetto elettronico e aggravamento delle misure cautelari: sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate in relazione al preteso automatismo. Così la sentenza numero 171, depositata ieri, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 276, comma 1-ter, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli articoli 3, 13 e 27 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Napoli.
di Salvatore Del Giudice
avvocatodelgiudice.com, 16 ottobre 2026 La misura alternativa non richiede che il condannato sia già cambiato, ma esige ragioni concrete per ritenere che abbia cominciato a farlo. Cass. n. 35871/26. Il reinserimento sociale non coincide con la semplice disponibilità di un lavoro o con l’esistenza di legami familiari. Sono condizioni favorevoli, certamente, ma non necessariamente indicative di un’evoluzione della personalità del condannato. La Cassazione torna sui presupposti dell’affidamento in prova al servizio sociale, con particolare riferimento all’art. 47, comma 3-bis, ordinamento penitenziario, che consente l’accesso alla misura per pene, anche residue, non superiori a quattro anni, richiedendo una valutazione del comportamento tenuto almeno nell’anno precedente alla domanda.
di Lucrezia Aielli
gnewsonline.it, 16 ottobre 2026 Oltre 150 ospiti oggi a Spini di Gardolo per l’inaugurazione di Spini Pizza, il ristorante-pizzeria realizzato dalla Provincia autonoma di Trento accanto alla Casa Circondariale e gestito da Spinipizza Impresa Sociale. Il locale è la Linea A del progetto “Articolo 27”, dedicato all’inclusione sociale e lavorativa delle persone in esecuzione penale; il nome richiama la finalità rieducativa della pena sancita dalla Costituzione. Dopo la consegna simbolica delle chiavi è stata sfornata la prima pizza.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 16 ottobre 2026 “Una persona non si identifica con il nemico, adotta momentaneamente dei comportamenti che le servono per sopravvivere”. Con queste parole Silvia Labayru, protagonista del libro di Leila Guerriero La chiamata, fuga ogni incertezza sulla sindrome di Stoccolma. Chi viene rapita, torturata e schiavizzata come lei non simpatizza con il proprio aguzzino, semplicemente, cerca di salvarsi, sperando in tempi migliori. Il libro, vincitore del Premio Strega europeo 2026, è stato al centro del dibattito tra le detenute di Rebibbia femminile, l’attore Giorgio Pasotti e la scrittrice Veronica Raimo, nell’ambito della rassegna “Libri liberi”, promossa da fondazione De Sanctis e patrocinata dal Ministero della Giustizia.
di Gianni Varani
omnismagazine.com, 16 ottobre 2026 Cosa possa umanizzare una drammatica periferia umana come un carcere, sembra sempre più difficile a dirsi e a farsi. E i numeri delle carceri italiane non confortano, considerando l’affollamento e, per chi esce, l’alta percentuale di ricadute nel crimine. Per questo è ancora più sorprendente quanta gente si spenda con idee, progetti, dedizione perché quel luogo sia “solo” un purgatorio di passaggio e tutti abbiano una seconda possibilità. L’ultima positiva esperienza, alla Dozza di Bologna - che ufficialmente è “Casa Circondariale Rocco D’Amato” - viene dallo sport. Dalla pallavolo. Hanno dato vita a una squadra maschile di detenuti che hanno chiamato Fenice, il mitico uccello che rinasce dalle ceneri. E, dietro quelle sbarre, si capisce bene perché hanno scelto questo nome. Sperano di tornare, rinati, alla vita “normale”.
di Niccolò Nisivoccia
Il Manifesto, 16 ottobre 2026 “L’incontro” di Fabrizio Galatea, oggi alla Festa del Cinema di Roma, in sala il 15 dicembre. Giorgio Bazzega, figlio di Sergio, il poliziotto ucciso nella sparatoria con il brigatista Walter Alasia nel ‘76, si confronta con Franco Bonisoli, dirigente delle Br. Se avesse voluto solo spiegarci cosa sia la giustizia riparativa, Fabrizio Galatea - allievo di Luca Ronconi, e varie opere come autore e regista alle spalle - avrebbe potuto accontentarsi di scrivere e dirigere un documentario che si limitasse a descriverla attraverso qualche testimonianza. Ma del resto cosa sia la giustizia riparativa ormai potremmo dire di saperlo, tutto sommato: una forma di giustizia - integrativa, e non alternativa o tantomeno sostitutiva, rispetto a quella ordinaria - che considera il reato non come la semplice violazione di una norma penale, ma come un’esperienza di ingiustizia che produce una frattura, procura una ferita.
AFFARI SOCIALI
di Irene Famà
La Stampa, 16 ottobre 2026 Nove giorni di silenzi e di sicurezza ostentata. Dopo l’aggressione all’attore Davide Iacopini, i due adolescenti della banda della minicar hanno proseguito nella loro quotidianità come se nulla fosse successo. Come se non avessero trascorso le notti del 4 e del 5 ottobre nel quartiere Monteverde di Roma a caccia di passanti da picchiare. Incuranti degli appelli che si sono susseguiti a più voci, indifferenti alle condizioni di Iacopini, ricoverato in ospedale in terapia intensiva, hanno continuato a frequentare le lezioni, gli amici. Li hanno visti in giro per il quartiere, in piazzetta, al bar. La minicar lasciata parcheggiata sotto casa. Agli inquirenti, i genitori assicurano: “Non ci hanno raccontato nulla”.
di Santino Gaudio*
Il Domani, 16 ottobre 2026 L’adolescenza non è una malattia e non è, per definizione, un’età violenta. È una fase di trasformazioni. La domanda decisiva non è soltanto perché un adolescente possa provare eccitazione davanti al rischio, ma come arrivi a ignorare che quel rischio viene imposto a una persona innocente. A Roma, due adolescenti di 16 e 17 anni hanno ammesso il coinvolgimento in sei aggressioni compiute a bordo di una minicar e si trovano in stato di fermo. Tra le vittime c’è l’attore Davide Iacopini, ricoverato in terapia intensiva. “Quella notte ci siamo divertiti così”, avrebbero detto agli investigatori. Una frase che inquieta perché trasforma la violenza in intrattenimento.
di Fabrizio Coticchia
Il Manifesto, 16 ottobre 2026 Cosa pensano gli italiani dell’euforia bellica. Solo un terzo dei cittadini approva l’aumento di spesa e si arruolerebbe. Il dibattito sul riarmo si concentra sull’aumento delle spese militari. Raramente la discussione riguarda gli scopi politici per i quali, in Italia e in Europa, sarebbe necessario incrementare i bilanci. Tale aspetto si intreccia poi a una dimensione altrettanto centrale, quanto sottovalutata, la legittimità delle scelte in materia di difesa e sicurezza all’interno della società. Come viene visto, allora, il processo di riarmo dagli italiani? Quali sono le attitudini dei cittadini verso temi quali spese per la difesa, minacce, missioni militari, ritorno della leva o disponibilità a combattere?
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 ottobre 2026 Il Tribunale di Palermo rinvia alla Corte Costituzionale la “finzione del non ingresso”. “La “frontiera” cessa di essere un dato geografico e diventa condizione giuridica”, scrive il magistrato. Costringere un richiedente asilo appena sbarcato a risiedere in un certo centro d’accoglienza, negandogli la libera circolazione e una serie di altri diritti, potrebbe violare la Costituzione italiana. È quanto afferma il giudice Michele Guarnotta (sezione specializzata in Immigrazione del tribunale di Palermo) nella sua ordinanza di rinvio alla Consulta. Il documento, lungo 28 pagine, è stato firmato martedì: per la prima volta le norme nazionali che derivano dal Patto Ue su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno, finiranno di fronte al giudice delle leggi.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 ottobre 2026 Il rapporto Idos e la voce delle detenute in Libia. La testimonianza da Sebha: “Cinque anni di torture dai trafficanti, ora vogliamo la libertà”. In controtendenza rispetto alla percezione diffusa i fenomeni migratori sono in calo. Lo registra il Dossier statistico immigrazione 2026 realizzato dal centro Idos sui dati dell’anno precedente. Lo studio, tra i principali sul tema a livello italiano, sarà presentato in forma integrale il prossimo 27 ottobre. Le prime anticipazioni vertono sui numeri e dicono che nel 2025 le persone costrette alla fuga sono calate a livello globale e che in Europa gli arrivi sono diminuiti. La riduzione degli sbarchi sulle coste del meridione italiano, che il governo Meloni rivendica continuamente, sono dunque parte di una dinamica globale. A cui corrisponde “l’aumento di morti, privazioni dei diritti umani, ostilità verso chi salva i migranti”. Tutti fenomeni in crescita.
di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni
Il Domani, 16 ottobre 2026 Sconfessato Hegseth: l’esecuzione di Nidal Hasan non sarà più in “live streaming”. Gli attivisti a Domani: “Il tycoon ha ceduto alle pressioni”. L’80% degli americani contrari alla barbarie. E cresce la paura midterm. La barbarie resta. Ma almeno gli Stati Uniti conserveranno il pudore di non trasformarla in uno spettacolo per il mondo intero. La fucilazione di Nidal Hasan, l’ex psichiatra militare condannato per la strage di Fort Hood, in cui uccise 13 persone, resta fissata per il 3 dicembre. Non sarà però trasmessa in diretta streaming, come aveva annunciato il segretario alla Difesa Pete Hegseth.
di Francesco Caremani
Il Domani, 16 ottobre 2026 In Inghilterra, 20 persone vicine alla scarcerazione si preparano alla London Marathon 2027 con allenamenti e tutor. L’obiettivo è affidare allo sport un ruolo nel reinserimento sociale anche dopo una pena. Resta da verificare se l’iniziativa ridurrà davvero le ricadute. La partenza e l’arrivo di una maratona sono separati da 42 km e 195 metri. Per chi sta scontando una pena detentiva, però, il traguardo più difficile potrebbe trovarsi altrove: oltre il cancello del carcere, quando la libertà torna a essere una possibilità concreta e insieme una responsabilità. Trovare un lavoro, ricostruire i rapporti familiari, sottrarsi alle relazioni e alle circostanze che hanno contribuito alla condanna.
DOCUMENTI
Articolo. "Medicina penitenziaria fra evidenze e bisogni irrisolti", di Francesca Morelli
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 ottobre 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 18 ottobre 2026
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
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