|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di giovedì 15 ottobre 2026
di Tiziana Di Masi*
tizianadimasi.it, 15 ottobre 2026 Ieri sono entrata nella casa di reclusione Due Palazzi di Padova, ospite di Ristretti Orizzonti, l’associazione che coinvolge le persone detenute in una vera redazione giornalistica, dando loro la possibilità di raccontarsi e dialogare con il mondo fuori. Ho partecipato alla riunione di redazione, ho ascoltato, ho parlato con alcuni detenuti. Tre ore dentro. Un pugno allo stomaco. La cosa, fra le tante, che rende insopportabile il carcere? L’attesa. L’attesa del pranzo, della doccia, di una telefonata, di andare in bagno, di uscire dalla cella. L’attesa di un permesso, di una risposta, di sapere quando finirà. In carcere non manca soltanto la libertà.
di Simona Musco
Il Dubbio, 15 ottobre 2026 Dati distorti e confusione al centro dell’allarme lanciato sulla Stampa. Bortolato: “Procedura rigorosissima e tre gradi di giudizio: questa polemica è pura mistificazione”. “È da escludere nella maniera più assoluta che boss mafiosi sottoposti al 41 bis abbiano avuto permessi premio. È un regime assolutamente chiuso e c’è un divieto espresso di legge. Finché non escono da lì - e i boss stanno lì - non possono avere niente”. È categorico Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano che commenta la polemica del momento: quella che, secondo il racconto mediatico, vorrebbe decine, anzi centinaia di boss in circolazione grazie ai permessi facili.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 15 ottobre 2026 I permessi concessi sono pochi e motivati Non è infrequente, non solo per chi si occupa di giustizia e carcere a livello informativo, ma per chiunque abbia a cuore la civiltà giuridica, dover ringraziare un quotidiano come il Dubbio per il puntuale lavoro di fact checking svolto. Il “caso” approfondito ieri da Damiano Aliprandi è un esempio, e vale la pena essere segnalato perché dice qualcosa di più anche su un modo allarmistico di fare informazione e su strumentali ricadute politiche. Analizza il Dubbio “l’allarme” scattato dopo un articolo del quotidiano la Stampa, seguito da immediato ricasco politico, relativo alla presunta facilità per i boss mafiosi di lasciare il carcere. Il titolo era: “Mafiosi, ergastolani e capi clan lasciano il carcere con i permessi”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 15 ottobre 2026 I parlamentari Pd chiedono l’intervento di Nordio. Il ministro: “Sono i magistrati a decidere”. In attesa di capire cosa accade fuori e dentro il carcere con i boss di mafia, dentro l’Antimafia si litiga a brutto muso. L’inchiesta di questo giornale, che ha squadernato i numeri di un fenomeno che preoccupa i magistrati, e di come sia stato dimenticato in un cassetto della commissione Giustizia dal luglio 2025 un progetto di legge di Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, ha pungolato il Pd. I parlamentari dem in Antimafia hanno chiesto che fosse convocato il ministro Carlo Nordio a riferire.
di Giulia Sorrentino
Il Giornale, 15 ottobre 2026 La polemica sui permessi premio concessi ai boss mafiosi si trasforma nell’ennesimo terreno di scontro politico. La sinistra chiama in causa il governo Meloni e chiede spiegazioni al ministro della Giustizia Nordio. Ma a concedere i benefici penitenziari non è il governo, bensì la magistratura di sorveglianza. E proprio sulle valutazioni dei giudici, ben prima che esplodesse la polemica, la Commissione Antimafia aveva cercato di far luce sul fenomeno la cui portata era già evidente. A dimostrarlo è un’audizione del 13 marzo 2025 che Il Giornale ha visionato in esclusiva, durante la quale la presidente Chiara Colosimo aveva audito, tra gli altri, Maria Rosaria Parruti, presidente del Tribunale di sorveglianza dell’Aquila, sui criteri usati per autorizzare le uscite dei detenuti e sulle garanzie contro il ripristino dei collegamenti con la criminalità organizzata.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 15 ottobre 2026 “Il nostro lavoro è complesso perché ha anche una parte burocratica importante, che però non deve diventare prioritaria rispetto alla parte relazionale, che è il cuore”, dice Roberto Bezzi, responsabile dell’Area educativa della II Casa di reclusione di Milano Bollate. “Non deve mai sfuggirci l’obiettivo, non dobbiamo mai perdere la motivazione. Il nostro compito non è provare a dire alle persone detenute che cambiamo loro la vita, ma che il loro libro può avere un altro finale”. “L’educatore è sicuramente un lavoro complesso, che ci chiede di essere tante cose insieme e, a volte, di farle molto in fretta. Ma questa è la grande sfida del fare educazione in carcere”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 15 ottobre 2026 “La certezza della pena non deve mai essere disgiunta dalla sua funzione rieducativa”, ha sottolineato il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, presentando ieri in Senato i primi risultati del Piano nazionale per l’esecuzione penale. Il Piano, che ha l’obiettivo di costruire un modello di esecuzione penale capace di coniugare responsabilità, formazione e opportunità concrete di reinserimento sociale, punta sia sugli interventi in carcere sia sulle misure alternative. A fronte di 65.661 detenuti negli istituti penitenziari, gli Uffici di esecuzione penale esterna seguono attualmente 143.027 persone. Oltre 144 milioni sono già impegnati per percorsi di formazione e lavoro e per la riqualificazione degli spazi trattamentali in 90 carceri.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 15 ottobre 2026 Il giudice che decide sull’istanza di scarcerazione per la condizione di malattia del detenuto non può ignorare la sussistenza di possibili complicanze e aggravamenti soprattutto se naturalmente correlati alla patologia. La Corte di cassazione penale - con la decisione n. 36172/2026 - ha annullato per carente motivazione l’ordinanza con cui al ricorrente detenuto - affetto da carcinoma renale - fosse stata negata per motivi di salute la detenzione domiciliare o il differimento della pena correlata ai domiciliari. Il Tribunale di sorveglianza di fatto ha disatteso l’istanza sul punto della non imminenza di un rischio di morte nel proseguire la carcerazione.
Italia Oggi, 15 ottobre 2026 La Fondazione Cariplo ha dato il via al bando “Carcere e comunità in rete”, organizzato in due fasi, con scadenza della prima al 29 ottobre 2026 e della seconda all’8 aprile 2027. Il bando punta a rafforzare le politiche di welfare penale e i percorsi di reinserimento sociale delle persone in esecuzione penale. Un’iniziativa che interessa direttamente il terzo settore, chiamato a svolgere un ruolo strutturale nella costruzione di reti territoriali stabili tra istituti penitenziari, servizi locali e comunità. Il bando, articolato in due fasi, seleziona reti composte da enti ammissibili ai contributi, con un requisito chiave: almeno un’organizzazione privata non profit deve essere presente nel partenariato.
Il Mattino di Basilicata, 15 ottobre 2026 Con “Custodi di Bene” la Basilicata sceglie di cambiare paradigma: da reo a custode, da persona che ha violato le regole della convivenza civile a persona che può contribuire alla sicurezza e alla tutela della comunità. È questa la visione alla base di un progetto sperimentale in cui abbiamo creduto con convinzione, con l’obiettivo di tradurre il principio costituzionale della rieducazione in un’opportunità concreta di responsabilizzazione, formazione e reinserimento sociale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 ottobre 2026 Per la seconda volta il giudice dice no. La Procura di Modena voleva chiudere il fascicolo sulla morte di Fabio Romagnoli, il trentenne trovato senza vita nella sua cella della Casa circondariale di Modena il 20 febbraio 2023. Il gip Andrea Scarpa ha respinto di nuovo la richiesta di archiviazione e ha restituito gli atti al pubblico ministero, con sei mesi di tempo per nuove indagini. Il procedimento è a carico di ignoti, per omicidio colposo. A opporsi sono stati i familiari, assistiti dagli avvocati Luca Sebastiani e Stefania Pettinacci. Romagnoli fu trovato accanto a un fornellino a gas dal compagno di cella e da un poliziotto penitenziario. Per la Procura fu una morte accidentale. Per la famiglia Fabio si tolse la vita, e nessuno fece ciò che serviva per impedirlo, nonostante i precedenti tentativi di suicidio.
di Mirko Labriola
Corriere del Mezzogiorno, 15 ottobre 2026 Il decesso del 26enne Paolo Piccolo dopo un anno di agonia. Il ministero di Grazia e Giustizia non sarà chiamato a rispondere della morte di Paolo Piccolo, il 26enne napoletano, detenuto nel carcere di Avellino, vittima di un brutale pestaggio da parte di altri reclusi avvenuto la sera del 22 ottobre del 2024: dopo un anno di agonia, il giovane morì nell’ospedale del capoluogo irpino. Lo ha deciso il gup del Tribunale Antonio Sicuranza nell’udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio di dieci indagati per omicidio aggravato. Il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato Antonello Membrini dell’avvocatura dello Stato: non essendo emersa alcuna responsabilità diretta da parte di appartenenti al ministero, la richiesta avanzata dai familiari di Piccolo, che si sono costituiti parte civile, non può sussistere.
modenatoday.it, 15 ottobre 2026 Un uomo di 59 anni di origine sudamericana è stato trovato senza vita al parco Novi Sad di Modena, dove dormiva da una decina di giorni dopo aver finito di scontare la propria pena in carcere. La tragedia è stata scoperta nella mattina di ieri. La morte sarebbe avvenuta per cause naturali, ma non sono ancora chiare le esatte circostanze. La morte ha suscitato la reazione della federazione provinciale del Pd, che mercoledì 14 ottobre ha lanciato un appello per rafforzare i servizi di reinserimento per gli ex detenuti. “La tragica scomparsa di Roberto rappresenta una ferita dolorosa per tutta la nostra comunità e una sconfitta per le istituzioni. Una tragedia che non può restare nell’ombra, che impone una riflessione profonda sullo stato del nostro sistema penitenziario e del post-pena”: è l’appello lanciato da Rossella Caci, responsabile giustizia della federazione provinciale Pd, insieme ai parlamentari modenesi Stefano Vaccari, Enza Rando e Maria Cecilia Guerra.
di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 15 ottobre 2026 Tra le priorità anche quello di migliorare il servizio sanitario interno alla struttura: “Dopo le 20 non c’è più il medico”. “Il mio compito è garantire i diritti delle persone private della libertà, a partire da quello di ricostruire una vita fuori dal carcere. Uno dei ruoli fondamentali, per me, è l’ascolto. Ed è da qui che è iniziato il mio lavoro: dopo i colloqui con la direzione del carcere, gli agenti di polizia penitenziaria e le autorità, ho iniziato a parlare con i detenuti”. È così che Alessandra Orlandi, la nuova garante dei diritti delle persone private della libertà personale, ha sondato le prime “criticità in ambito sanitario: il medico della struttura è presente fino alle 20, ma se un detenuto si sente male di notte, anche per gli operatori diventa molto difficile riuscire a seguirlo”. Ed è da qui che ha intenzione di iniziare il suo mandato.
di Francesco Vitale
interris.it, 15 ottobre 2026 Un percorso di speranza che affonda le sue radici nei primi del Novecento e che oggi torna a offrire un’alternativa concreta alle donne che escono dal carcere. Nel primo anno di attività della struttura romana dell’Opera Ronconi-Pennesi, la coordinatrice Gabriella Stramaccioni racconta a Interris.it il senso profondo del progetto “Restarter”. Un’iniziativa che si propone non soltanto di offrire un tetto, ma di costruire reali opportunità di reinserimento lavorativo e sociale per donne spesso segnate da storie di grave marginalità, violenza o strumentalizzazione. A Roma il prossimo 19 ottobre ci sarà una vera e propria maratona di letture con la partecipazione di numerosi artisti, scrittori e giornalisti, un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere una cultura delle misure alternative al carcere su tutto il territorio nazionale.
di Cristina Pastore
La Stampa, 15 ottobre 2026 Le lettere di referenza del Comune a chi ha partecipato ai lavori per la comunità: un aiuto concreto per reinserirsi nel mondo del lavoro dopo la pena. Una lettera di ringraziamento, che vale come referenza da allegare al curriculum una volta che sarà scontata la pena e si dovrà cominciare da capo, cercando un lavoro. L’amministrazione comunale di Bée l’ha consegnata nei giorni scorsi ai detenuti nella casa circondariale di Pallanza che hanno partecipato al progetto sviluppato nel solco dei programmi educativi della comunità carceraria di Verbania. Le lettere portate dal sindaco Marco Vietti sono state prese in consegna dalla direttrice Claudia Piscione e dalla comandante della polizia penitenziaria Valeria Antonella De Iaco, alla presenza della garante cittadina dei detenuti Silvia Magistirini e dei volontari dell’associazione “Camminare insieme”.
di Agata Pagani
La Fedeltà, 15 ottobre 2026 Il reinserimento sociale comincia prima di uscire dal carcere. È da questa convinzione che nasce l’Accordo Quadro di Filiera per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone detenute ed ex detenute, firmato mercoledì 14 ottobre negli spazi di La Gemma Venture, a Cuneo. Otto realtà del territorio hanno scelto di unire competenze e responsabilità per costruire percorsi che non si interrompano al momento della scarcerazione, mettendo in relazione lavoro, formazione, casa e autonomia finanziaria. Nel progetto è coinvolta anche la Casa circondariale di Fossano, uno degli istituti penitenziari in cui è arrivata l’esperienza di Panatè, impresa che coniuga la panificazione artigianale con l’inclusione lavorativa delle persone detenute.
di Adelia Pantano
La Stampa, 15 ottobre 2026 In Consiglio focus sul futuro del San Michele, sulla tenuta del Don Soria e sulle condizioni di lavoro degli agenti. Il futuro del carcere San Michele, la tenuta del Don Soria e le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria. La situazione delle carceri alessandrine, insieme alle altre strutture regionali, è stata al centro della seduta aperta del Consiglio regionale del Piemonte di martedì 13 ottobre, dedicata alle criticità del sistema penitenziario tra sovraffollamento, carenza di personale e difficoltà nell’assistenza sanitaria.
primoweb.it, 15 ottobre 2026 “La giustizia riparativa. Una nuova idea di pacificazione tra vittima, autore dell’offesa e comunità”. Se ne parlerà venerdì 30 ottobre, dalle 14,30 alle 18, nella Sala conferenze “Sandro Ruffo” del Museo di Storia Naturale (Lungadige Porta Vittoria 9). L’iniziativa è promossa dal Comune di Verona insieme all’Ordine degli Avvocati, al Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Verona, al centro di ricerca Neg2Med e alla Fondazione Don Calabria per il Sociale. Il convegno nasce da un’idea di giustizia che non si esaurisce nell’accertamento del reato e nella sanzione.
di Chiara Gallo
Torino Oggi, 15 ottobre 2026 Il riscatto e l’arte nel film “La Salita”. Alfredo Francesco Cossu e Shalana Santana sono tra i protagonisti del film di Massimiliano Gallo, La Salita, che sarà presentato oggi all’interno dell’11esima edizione di EVisioni, la rassegna che si svolgerà al Campus Einaudi con la direzione artistica di Claudio Sarzotti. Ambientato nella Napoli di inizio anni 80, il film racconta del primo spettacolo teatrale allestito in un Istituto Penitenziario Minorile italiano avvenuto nel Carcere minorile di Nisida. Shalana Santana veste i panni dell’educatrice Maria. “L’unica figura femminile fino all’arrivo delle detenute ed è l’unica a dare un po’ di speranza a questi ragazzi.
di Eleonora Martini
Il Dubbio, 15 ottobre 2026 Arriva oggi nelle sale “Zustìssia”, regia di Francesco Piras, la storia del più lungo errore giudiziario italiano. Michele Riondino nei panni di Mauro Trogu, l’avvocato che ha vinto la battaglia legale. Fabrizio Ferracane nel ruolo del protagonista, Geppi Cucciari è la garante Irene Testa. Un film che è l’”inizio di un processo di risarcimento” per un uomo che ha passato in carcere da innocente 33 anni della propria vita, senza però farsi scippare neppure un grammo della sua grande umanità. Un film “non necessario ma urgente”, come lo ha definito Lisa Nur Sultan, autrice con Niccolò Gentili della sceneggiatura che ripercorre la vicenda del più lungo errore giudiziario della storia italiana recente,
di Gennaro Avallone
Il Manifesto, 15 ottobre 2026 Il saggio di Maurizio Alfano, “Migranti e repressione”, edito da Sensibili alle foglie. Il fenomeno delle migrazioni è quasi sempre associato a qualcos’altro, a un’altra parola. Il sociologo algerino Abdelmalek Sayad ha mostrato come, nei discorsi sulle migrazioni, raramente si parli dei processi migratori in sé: essi vengono piuttosto osservati e interpretati in relazione a qualche problema sociale. In questa prospettiva, le migrazioni finiscono per essere concepite come un’infrazione dell’ordine, come la causa determinante del disordine sociale. Senza le migrazioni, dunque, il disordine scomparirebbe o sarebbe quantomeno significativamente ridotto.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 15 ottobre 2026 Alla Camera la proposta dì legge a prima firma del leghista Igor Iezzi, appena licenziata in Commissione, approderà nell’emiciclo per la prima lettura. Si compone di un solo articolo e prevede anche la non concessione della nazionalità ai giovani che hanno commesso reati punibili con più di tre anni. La Lega, che la sospinge, l’ha già ribattezzata “norma anti maranza”. Le opposizioni, che la avversano, la definiscono “abominevole, ai limiti dell’incostituzionalità”. Di certo da lunedì, quando approderà in Aula, la proposta di legge sulla cittadinanza appena licenziata dalla Commissione Affari costituzionali - che ha votato il mandato alla relatrice, la deputata del Carroccio Simona Bordonali, a riferire nell’emiciclo - vedrà la contrapposizione dei due fronti politici, col centrodestra intenzionato a modificarla ulteriormente in Aula ...
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 15 ottobre 2026 Decine di milioni di dati personali contenuti nel registro centrale degli stranieri in Germania verrebbero utilizzati per l’addestramento dell’Ai con lo scopo di velocizzare e rendere più efficiente l’amministrazione delle domande d’asilo. Il Bundestag, il parlamento tedesco, ha discusso in prima lettura un disegno di legge per l’impiego dell’Intelligenza artificiale nell’elaborazione e valutazione delle richieste d’asilo e dei permessi di soggiorno. Decine di milioni di dati personali contenuti nel registro centrale degli stranieri in Germania verrebbero utilizzati per l’addestramento dell’Ai con lo scopo di velocizzare e rendere più efficiente l’amministrazione delle domande d’asilo, delle procedure di immigrazione e dei respingimenti. Per il governo del cancelliere Merz, convinto contro ogni evidenza che un muscoloso contrasto dell’immigrazione gli restituirà parte di ciò che Afd gli ha tolto, lo svuotamento progressivo del diritto di asilo è una priorità decisiva.
di Glauco Giostra
Avvenire, 15 ottobre 2026 Trump auspica un più ampio ricorso alla pena capitale, anche mediante fucilazione e impiccagione. In Israele, Ben-Gvir brinda all'approvazione della legge e rivendica la durezza del trattamento riservato ai prigionieri palestinesi. La disumanità degli orientamenti punitivi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo essere tornato alla Casa Bianca, non si Ë limitato ad auspicare un più ampio ricorso alla pena di morte quale efficace deterrente e giusto risarcimento morale per le vittime, ma si Ë premurato di pronunciarsi anche sulle sue modalità di esecuzione: oltre alla iniezione letale, per aumentare l'effetto deterrente si sarebbe potuto, a suo giudizio, ricorrere alla fucilazione e all'impiccagione. Favorevole comunque, il Presidente Usa, al ripristino della tortura per simulazione di annegamento (bring back waterboarding) e pure al ricorso a metodi peggiori.
di Triestino Mariniello, Sergei Vasiliev
Il
Manifesto, 15 ottobre 2026 Il
sostegno di facciata non impedirà alle banche di chiudere i conti della
Cpi, agli assicuratori di revocare le coperture, alle aziende di
interrompere i propri servizi. Così la Ue può impedire che gli Stati
uniti demoliscano il tribunale: aumentarne il budget, adottare misure
anti-sanzioni, fornire infrastrutture bancarie e digitali alternative. Le
sanzioni che gli Stati uniti hanno imposto alla Corte penale
internazionale rischiano di comprometterne la capacità di funzionamento,
fino a condurla a una lenta agonia istituzionale. La sua continua
operatività come organizzazione internazionale, per non parlare del suo
ruolo di tribunale, diventerebbe impossibile. La comunità internazionale
ha finora risposto con deboli dichiarazioni di condanna.
La Repubblica, 15 ottobre 2026 Le responsabilità delle autorità orientali della Cirenaica sotto il controllo ferreo del generale Khalifa Haftar. La documentazione di Human Rights Watch e di Amnesty International. Le Forze Armate Arabe Libiche (LAAF), che controllano la Libia orientale e meridionale, hanno giustiziato almeno 31 persone dalla fine dell'agosto scorso, dopo processi militari che con i principi basilari di una civiltà giuridica non hanno nulla a che fare. Lo rende noto oggi Human Rights Watch. Per Libia orientale e meridionale si intende quella nella regione della Cirenaica, con basi operative a Bengasi e Tobruk, dove il potere militare Ë nelle mani del Maresciallo di Campo Khalifa Haftar, a capo dell'esercito nazionale libico il quale, pur non avendo un ruolo politico ufficiale nel governo civile, di fatto detiene il controllo effettivo sul territorio, sulle risorse della regione e sulle forze di sicurezza.
DOCUMENTI
Articolo. "Dopo Sorvegliare e punire", di Mauro Bertani
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 ottobre 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 18 ottobre 2026
"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, fino all'11 dicembre 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI