Corteo della Cgil a Roma

 

Malasanità dietro le sbarre: corteo della Cgil a Roma

 

IL PICCOLO, 30 maggio 2002


Oltre un centinaio di persone ha manifestato ieri mattina di fronte al ministero di Giustizia in via Arenula per sollecitare l’attuazione della riforma della sanità penitenziaria. Alla manifestazione indetta dalla Cgil, hanno partecipato operatori sanitari e parenti di detenuti, l’ex ministro alla Sanità Rosy Bindi, segretaria dell’associazione Forum 32; Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio di tutela civica Rossetti; Carlo Potta, segretario nazionale della Cgil Funzione pubblica. Secondo la Cgil, l’assistenza sanitaria in carcere è in condizioni precarie sia per il sovraffollamento, «sia - ha detto Giorgia Malaspina, responsabile Cgil nazionale per le politiche della salute - per i notevoli tagli effettuati dalla legge finanziaria 2002 alle risorse destinate all’assistenza ai detenuti». Inoltre, ha sottolineato la sindacalista, la «massiccia presenza di detenuti tossicodipendenti, e la diffusione di malattie infettive come epatite ed Aids, richiedono medicinali costosi e personale sanitario adeguatamente preparato». La Cgil chiede il passaggio delle funzioni sanitarie nelle carceri dal ministero della Giustizia alle Regioni e il trasferimento del personale alle Asl.
 

Erano più di cento, ieri mattina a manifestare a Roma sotto…

 

LIBERAZIONE, 30 maggio 2002 

 

Erano più di cento, ieri mattina a manifestare a Roma sotto la sede del ministero della Giustizia per esigere l’attuazione della riforma della sanità penitenziaria per ora sperimentale in appena tre regioni. Un corteo ha collegato la protesta col ministero della Salute situato proprio sulla sponda opposta del Tevere. Alla manifestazione, indetta dalla Cgil, hanno preso parte operatori sanitari e parenti di detenuti; l’ex ministra Rosy Bindi, ora segretaria dell’associazione Forum 32; Corrado Stillo, dell’"Osservatorio di tutela civica Rossetti"; Carlo Potta, segretario nazionale della Cgil Fp. L’assistenza sanitaria in carcere è in condizioni precarie sia per il sovraffollamento, «sia per i tagli della finanziaria che hanno colpito le risorse destinate all’assistenza per i detenuti», ha detto Giorgia Malaspina, responsabile Cgil nazionale per le politiche della salute. La massiccia presenza di tossicodipendenti in cella, e la diffusione di malattie infettive come epatite ed Aids, richiedono medicinali costosi e personale sanitario adeguatamente preparato. Per questo la Cgil e la popolazione carceraria chiedono il passaggio delle funzioni sanitarie, previsto dalla legge, dal ministero della Giustizia alle Regioni ed il trasferimento del personale - all’85% parasubordinato e precario - alle Asl. 

 

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