Le ferie per i detenuti

 

Importante sentenza della Corte Costituzionale

 

Il lavoro in carcere è “un elemento del trattamento rieducativo”, 
quindi ai detenuti va riconosciuto il diritto alle ferie retribuite 

(I lavoranti oggi sono circa 12.521 su 54.000 detenuti)

 

Tutto ebbe inizio nel 1999, quando il Giudice di Sorveglianza di Agrigento inviò alla Consulta il reclamo di un detenuto che lavorava come addetto alle pulizie e reclamava il diritto al riposo, le ferie, come spettano a tutti i lavoratori, indipendentemente dal fatto che siano liberi, detenuti, o in misura alternativa alla detenzione. La sentenza n°158 scritta dal vicepresidente della Consulta Fernando Santosuosso gli ha dato ragione.

Questo diritto è sancito dall’art. 35 della Costituzione che tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni, ma l’art. 36 è ancora più chiaro in proposito: “Qualunque lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi”.

È proprio partendo da questi principi costituzionali che è stata sollevata la questione di incostituzionalità dell’art.20, sedicesimo comma della legge 354/75 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulle esecuzioni delle misure limitative della libertà personale). Il comma dell’articolo in questione parla specificatamente del lavoro in carcere: “La durata delle prestazioni lavorative non può superare i limiti stabiliti dalle leggi vigenti in materia di lavoro e, alla stregua di tali leggi, sono garantiti il riposo festivo e la tutela assicurativa e previdenziale”. In pratica la concessione delle ferie a quanti svolgevano attività lavorative durante la detenzione non era stata neanche presa in considerazione.

Ma come saranno le ferie, in cosa consisteranno? Questo la Consulta non lo dice, si limita a dire che “il riposo deve essere compatibile con lo stato di detenzione sia inframurario che extra murario” quindi anche chi lavora in regime di semilibertà, o in art. 21, lavoro all’esterno, avrà questo diritto sacrosanto. Nella sentenza è anche scritto che “spetta al legislatore, al giudice o all’amministrazione precisare”.

L'opinione dei detenuti

Anche noi avremo le ferie pagate...

 

Certamente una bella notizia, finalmente si va in ferie, peccato che siamo in tanti a non lavorare, ma è bello sapere che un altro diritto, sinora negato in carcere, è stato invece riconosciuto dalla Corte Costituzionale. Ed è stato fatto finalmente un altro passo verso il riconoscimento della dignità del lavoro, indipendentemente dalle condizioni in cui esso viene svolto.

Sicuramente non è negando dei diritti che si può insegnare a rispettare le regole, il lavoro è ormai parte integrante del programma di trattamento. Purtroppo su circa 54.000 detenuti, poco più di 12.000 lavorano, di cui forse la metà a tempo indeterminato, gli altri a rotazione. Qui a Padova la rotazione capita, in linea di massima, ogni otto mesi, pertanto se non hai un lavoro fisso la media lavorativa è di circa tre mesi ogni due anni.

Quello che è stato sancito dalla Consulta permetterà, quando sarà studiato un modo per applicarlo, di godere di un diritto. Usufruire di un diritto suggerisce che ci sono anche dei doveri, e questo è educativo.

 

Nicola Sansonna

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